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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/03/20 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Bubobubo 13/04/20 17:57 - 1766 commenti

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Serpe in seno: un cuculo che s'intrufola in un nido altrui e parassita la madre acquisita sino a sopraffarla. "Yonder", laggiù, vi sono cunicoli per l'inferno, divani fondi come tombe e tombe in forma di isolati di villette a schiera tutte uguali, con nuvole cartoonistiche, soli irreali e terreni artificiali: lì dove l'american dream incontra Magritte, il focolare familiare Kafka. La potente distopia saprofita di Finnegan si nutre di orrore puro, incomprensibile e inspiegabile quindi infinito: un destro alla famiglia, un gancio all'esistenza.
MEMORABILE: Martin fa vedere la villetta n°9 a Tom e Gemma; Urla a colazione; Pattern alla televisione; Nuvole a forma di nuvola; Sotto il marciapiede.

Kinodrop 8/04/20 20:22 - 2426 commenti

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Una giovane coppia in cerca di casa si ritrova in uno straniante quartiere labirintico nel quale rimane prigioniera, con l’obbligo di crescere un “figlio” recapitato dal nulla. Una storia molto inquietante per le sue implicazioni simboliche sull’inconsistenza del libero arbitrio e sul dominio della morte nel suo meccanismo di replicazione. Agghiacciante il contrasto tra i colori pastello e la connotazione “cimiteriale” delle villette a perdita d’occhio e tra la normalità dei personaggi e l’oscurità che li avvolge; certamente criptico, ma scuote.
MEMORABILE: L’algido agente immobiliare; Gli strilli di Martin; La fossa in giardino.

Herrkinski 28/03/20 15:43 - 7067 commenti

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Il film s'inserisce nella nicchia creata da film come Cube o il recente Il buco; i protagonisti sono qui intrappolati da un'entità superiore in un quartiere che si ripete all'infinito senza via d'uscita, in un gioco di specchi che imita grottescamente la vita reale. Un incubo tra sci-fi, thriller e dramma che forse è una satira sul non-sense delle convezioni sociali moderne, angosciante nei suoi colori pastello e nell'estetica pittorica tra Magritte e Escher, oltre che nei volti dei misteriosi "alieni". Ottimi Eisenberg e la magnetica Poots.
MEMORABILE: L'inquietante Martin.

Cotola 4/04/20 12:20 - 8505 commenti

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L'idea di fondo è interessante, ma ha il fiato corto: come i protagonisti, ben presto anche il film finisce in un vicolo cieco. Ed è proprio la mancanza di svolte narrative il limite principale di una pellicola che all'inizio intriga, ma col passare dei minuti si fa troppo ripetitiva. La curiosità però non manca: si ha voglia di capire cosa succederà e come finirà. Ma anche sotto quel versante, l'epilogo può deludere. Tuttavia meglio un finale del genere che uno che ricorre alla sorpresa a tutti i costi. Delizioso l'aspetto visivo, con le sue influenze magrittiane. Occasione mancata.

Daniela 7/04/20 10:42 - 11835 commenti

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Giovane coppia in cerca di casa si ritrova intrappolata in un quartiere residenziale di villette tutte identiche, abitato unicamente da loro e da un neonato che devono far crescere se vogliono tornare liberi... Incubo magrittiano color verde pastello di grande fascino visivo che si presta a più interpretazioni: quella fantascientifica suggerita dal titolo è la più esplicita, ma esistono anche possibili letture in chiave esistenziale ("a cosa serve una madre?). Può lasciare perplessi della sua cripticità, ma si tratta di un film originale, inquietante, in grado di suscitare disagio ed orrore.
MEMORABILE: Le imitazioni del bambino.

Anthonyvm 27/05/20 01:31 - 4336 commenti

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Un passo da gigante per Finnegan: finalmente questo autore dallo stile visivo lodevole (già si notava in Without name) riesce a bilanciare forma e contenuto, humour nero e inquietudine, ricostruendo Il villaggio dei dannati sul set di The Truman show in una satira fanta-horror dai tocchi surrealisti (si cita Magritte). La famiglia viene dissacrata, la prole demonizzata e i mezzi d'informazione e didattici (la televisione, i libri) diventano incomprensibili allacci a un mondo arcano popolato da parassiti alieni. Un incubo che si farà ricordare.
MEMORABILE: Il prologo col cuculo; Le villette color pastello con cielo fasullo; Le urla del bambino; Passaggio infernale sotto al marciapiede; Finale circolare.

Gestarsh99 24/10/20 15:35 - 1393 commenti

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Cattivo segno per Tom e Gemma se il nido d'amore da sempre agognato somiglia paurosamente a una maquette penrosiana fatta di moduli abitativi in ricorsione e diorami surrealistici da sfondo teatrale (il sole di Ernst, i tetti e le nuvole di Magritte). Facile metafora del ciclo vitale e ancor più facile allegoria del rapporto fra uomo e (leggi del) mondo animale, che abbreviando per scorciatoie furbastre e sparpagliando intorno più ellissi di una mappatura orbitale, si gingilla con le rimembranze cinefile istantanee e il kafkismo cheap più cartolinesco tracannabile dal pubblico medio.
MEMORABILE: L'indesiderato pacco regalo...

Capannelle 31/10/20 22:49 - 4130 commenti

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Siamo tra due e mezzo e tre, perché a fronte di un inizio interessante e una componente artistica nello stile sicuramente significativa, il film disperde parte del suo potenziale in spunti che si ripetono o che non riescono a smarcarsi da quel fattore visuale che ne aveva posto le premesse. Come caratteri più versatile la Poots che Eisenberg, mentre il bambino assomma un che di inquietante e di irritante. Location e abiti stile Pleasantville, claustrofobia da Truman show o Cube, è una pellicola che non manca di frecce al suo arco ma che si balocca troppo su sè stessa.

Fromell 19/11/20 09:33 - 77 commenti

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Una giovane coppia trasloca in un quartiere residenziale e ne diventa prigioniera. Nessun abitante intorno a loro, casette tutte uguali, cielo color cobalto e viveri che appaiono all’improvviso per il loro sostentamento. Poi, in uno scatolone, appare anche un bambino che decidono di tenere e allevare. Gli ingredienti ci sono tutti per creare un film weird spiazzante. Inizio e finale funzionano bene mentre è troppo dilatata la parte centrale, come sempre accade in queste opere a scatola chiusa tutte imparentate col celebre Cube di Natali.

Hackett 30/11/20 15:48 - 1840 commenti

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Intrigante pellicola tra l'horror e il fantastico che sembra appartenere alla tradizione di storie grottesche e alienanti inaugurata da serie come Ai confini della realtà o L'ora del mistero. La giovane coppia rimasta ostaggio di una realtà simulata a libertà molto limitata, ridotta a cavia di un oscuro disegno superiore, non può non lasciar serpeggiare nello spettatore una sottile inquietudine, complice anche l'isolamento cui siamo soggetti dalla triste realtà contemporanea. Qualche momento di fiacca ma il film è godibile.

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Xamini 10/12/20 18:24 - 1152 commenti

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Se tutto il villaggio che ti circonda diventa verde sbiadito, Magritte si fa incubo e la distopia travolge tutta l'opera. Vivarium è sgraziato e fastidioso come un cucciolo di cuculo che getta dal nido i piccoli di altre specie e i nostri due protagonisti si ritrovano, loro malgrado, in un nido da cui non possono fuggire. I gesti si ripetono, i tentativi si moltiplicano e l'opera prende la forma di una critica sinistra allo stile di vita consumistico in cui siamo immersi, senza riuscire a trovare spazio per una pur minima consolazione.

Galbo 28/03/21 20:18 - 11972 commenti

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Dall'idillio all'incubo, il passo è breve per una giovane coppia in cerca di casa. Quasi una versione sotto acido di The Truman Show, un ibrido tra fantascienza e horror che parte bene ma dimostra nel prosieguo il fiato un pò corto anche se sono apprezzabili i momenti di umorismo nero che stemperano la tensione della vicenda. Rimane un film da vedere per l'intuizione principale e per l'aspetto stilistico anche se i simbolismi sono un po' troppo manifesti. Bravi gli attori.

Pumpkh75 6/05/21 14:01 - 1559 commenti

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All’incubo impossibile (e profondamente pessimista, altroché) della coppia Eisenberg/Poots va tributato l’applauso, perché alimenta un disagio olistico non limitato alla semplice fruizione visiva ma capace di formare delle crepe sulle mura intime e conformiste della propria percezione. Così come monta il malessere cresce però la nuda curiosità da spettatore e qui, al compimento del ciclo vitale, serviva un maggior pragmatismo anche a costo di una probabile perdita di fascino. Stilisticamente inappuntabile. Se ne potrebbe discutere delle ore.
MEMORABILE: Le urla, insopportabili, del bambino.

Didda23 17/05/21 14:29 - 2372 commenti

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Vale più o meno lo stesso identico giudizio per Il buco: ottimo spunto di partenza, una fotografia oltremodo curata (molto bravo il debuttante  MacGregor), ma con la stessa superbia nell'uso di banalissime allegorie che mostrano ben presto la corda. Sostanzialmente il film inizia a girare a vuoto (in perfetta osmosi con i suoi protagonisti) quasi subito e nonostante qualche bella trovata (sotto il marciapiede), la noia prende subito il sopravvento e si attende qualcosa di geniale nel finale, che purtroppo non accade, sprofondando nella soluzione più banale. Adorabile la Poots.
MEMORABILE: La visita dell'appartamento numero 9; L'odore all'interno della macchina; La musica e il ballo liberatorio.

Pinhead80 19/08/21 13:26 - 4371 commenti

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Una giovane coppia di fidanzatini si reca presso un'agenzia immobiliare per vedere un appartamento. Accompagnati sul posto dall'agente finiranno per essere catapultati in un incubo allucinante. Vivarium può essere interpretato su diversi livelli che sfruttano una realtà distopica per rappresentare di fatto qualcosa che accade quotidianamente. Un ciclo vitale accelerato e disturbante fondato sulle aspettative della società. Bravissimo il regista a trasmettere questa sensazione opprimente, creando un mondo assurdo e senza via di fuga. A dir poco inquietante e davvero molto originale.
MEMORABILE: La finalità ultima della buca.

Jdelarge 25/05/22 21:38 - 1000 commenti

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L'impressione è che Lorcan Finnegan abbia confuso il concetto di grottesco con quello di ridicolo, perché il film, portatore di una critica evidente nei confronti dell'apparato famiglia, non fa altro che ripetersi dall'inizio alla fine in situazioni che se inizialmente possono scuotere, col passare dei minuti finiscono col far sorridere e infine annoiare. Fotografia confezionata su misura, così come la casa dei poveri protagonisti. Regia anonima.

Lupus73 31/05/22 13:59 - 1318 commenti

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Giovane coppia in cerca di casa è condotta dal mediatore in un quartiere da favola.. .forse troppo. Tutto risulta asettico, finto, disabitato, con un cielo a nuvolette che sembra uscito da un'opera di Magritte, ed effettivamente la situazione degenererà in surreale con un bambino-automa fastidiosissimo che cresce a vista d'occhio. Tutto è in funzione di un'enorme allegoria, e quindi la regia rinuncia a qualsivoglia canovaccio intrinseco lontanamente concreto e per di più il senso allegorico è comprensibile molto in generale (col senso della moderna esistenza) ma abbastanza aperto.

Schramm 16/08/22 20:10 - 3040 commenti

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Casa è dove si trova il cuore. Bisogna vedere il cuore di chi. O di cosa. E da che immobilificio è arredata. Da quale designer, che forse l'ha concepita come una tomboniera. E se l'agente è davvero immobiliare o del caos. Ci si diverte alla veglia di Finnegan, perché fa sua la lezione di Magritte, applica cioè il mistero a ogni frame, ci precipita in quell'abisso che separa la cosa dalla sua immagine, vincola a considerare tutto ciò che si (ci) osserva una domanda a prova di risposte, esaspera-moltiplica l'unheimlich. Il buongustaio dell'incubo si sente, amorevole paradosso, a casa.

Pigro 12/10/22 09:14 - 9034 commenti

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Il quartiere modello di casette tutte uguali e perfette è un agghiacciante labirinto, specchio della famiglia borghese con prole da allevare. Diabolico e disturbante horror allegorico, che si nutre della folgorazione visiva di Magritte o Hopper per addentrarci in una claustrofobia sociale, dove i pochi personaggi vivono in vitro un’esistenza routinaria che cela voragini di asservimento alla produttività. Interpreti non azzeccatissimi, narrazione a tratti un po’ rigida e naif, ma l’inquietudine pervade e da un certo momento è tutto brividi.

Dr.mabuse 14/10/22 10:00 - 18 commenti

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Una giovin coppia piccolo borghese alla ricerca della prima vera casa si ritrova intrappolata senza via di fuga nell'inquietante quartiere residenziale di Yonder, che altro non è che una bacheca dimensionale costruita da una non ben individuata specie aliena a scopo di osservazione sperimentale del genere umano. Idea di partenza promettente, produzione di livello a sostegno della stessa, ma sopra al soggetto si avverte forte la mancanza di uno script strutturato, di una idea ben definita di cosa dovesse essere o non essere questo film. Un approccio registico supponente e immaturo.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Herrkinski • 30/03/20 14:47
    Consigliere - 2523 interventi
    L'uscita italiana dovrebbe essere il 14 Maggio 2020.
  • Discussione Bubobubo • 13/04/20 17:59
    Archivista in seconda - 266 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    L'uscita italiana dovrebbe essere il 14 Maggio 2020.

    Lo dico? Forse la distopia più originale e potente degli ultimi anni. L'ho detto.
  • Discussione Daniela • 14/04/20 11:55
    Gran Burattinaio - 5847 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:

    Lo dico? Forse la distopia più originale e potente degli ultimi anni. L'ho detto.


    Mica hai detto male: mi vengono i brividi tutte le volte che ripenso alla distesa di casette tutte verdi e al bimbo che fa le imitazioni...
    Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno: al confronto di quel che accade alla coppietta del film, l'obbligo di restare tappata in casa mi pare una bazzecola, almeno il cibo non è insapore, il prato del giardino non è sintetico ed il figliolo, per quanto strambo, è inequivocabilmente umano.
  • Discussione Herrkinski • 14/04/20 15:40
    Consigliere - 2523 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    L'uscita italiana dovrebbe essere il 14 Maggio 2020.

    Lo dico? Forse la distopia più originale e potente degli ultimi anni. L'ho detto.

    E' certamente un film interessante, a tratti molto angosciante. Avrei dato 3 palle ma mi sono fermato a 2 e mezzo perchè forse hanno un po' esagerato con l'assenza di spiegazioni; per carità, non mi aspettavo e non avrei voluto un mega-spiegone finale, però così è veramente difficile dare un'interpretazione se non del tutto allegorica o legata alla pura dimensione dell'incubo. Finisce quindi per sembrare un po' una storia da Twilight Zone, per quanto più riuscita della media.
  • Discussione Daniela • 14/05/20 20:44
    Gran Burattinaio - 5847 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Finisce quindi per sembrare un po' una storia da Twilight Zone, per quanto più riuscita della media.

    Leggo solo ora questa tua nota. In effetti, c'è una analogia evidente tra il soggetto di questo film e quello di un episodio della quinta stagione della serie classica Ai confini della realtà: si tratta di "Una sosta in una città tranquilla" in cui marito e moglie, dopo una serata in cui hanno entrambi bevuto troppo, si svegliano in una casa a loro sconosciuta, posta in una cittadina deserta in cui tutto è finto: il telefono, l'erba, lo scoiattolo sul ramo... Analogia confermata dal finale, dimensioni degli "osservatori" a parte.
    Ultima modifica: 15/05/20 06:40 da Daniela
  • Discussione Herrkinski • 14/05/20 22:50
    Consigliere - 2523 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    Finisce quindi per sembrare un po' una storia da Twilight Zone, per quanto più riuscita della media.

    Leggo solo ora questa tua nota. In effetti, c'è una analogia evidente tra il soggetto di questo film e quello di un episodio della quinta stagione della serie classica Ai confini della realtà: si tratta di "Una sosta in una città tranquilla" in cui un marito e moglie, dopo una serata in cui hanno entrambi bevuto troppo, si svegliano in una casa a loro sconosciuta, posta in una cittadina deserta in cui tutto è finto: il telefono, l'erba, lo scoiattolo sul ramo... Analogia confermata dal finale, dimensioni degli "osservatori" a parte.

    Ah pensa te, neanche a farlo apposta!! L'atmosfera alla fine un po' è quella, anche se più cattivella...
  • Discussione Schramm • 13/08/22 13:40
    Scrivano - 7364 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    mi vengono i brividi tutte le volte che ripenso alla distesa di casette tutte verdi e al bimbo che fa le imitazioni...
    peraltro interpretativamente sbalorditivo. lascia davvero esterrefatti per bravura e spontaneità. e mette davvero i bordoni. non che il resto del cast batta la fiacca,
    Herrkinski ebbe a dire: 
    forse hanno un po' esagerato con l'assenza di spiegazioni; per carità, non mi aspettavo e non avrei voluto un mega-spiegone finale, però così è veramente difficile dare un'interpretazione se non del tutto allegorica o legata alla pura dimensione dell'incubo 
    io invece ringrazio chiunque abbia preso parte alla realizzazione del film di avermi risparmiato un'unilateralità di senso che mette ogni cosa come chi dove perché al suo posto e che mi avrebbe fatto sentire deluso, annoiato e fors'anche un po' insultato (come mi è per esempio accaduto con rapture). dare un'interpretazione possibilmente non chiusa è forza lavoro e diletto dello spettatore, se mi si toglie questa possibilità il rischio è di scollarmi dal film, e tutto si riduce a un aderire o meno alla visione univoca dell'autore. un incubo è tale e tanto più angosciante proprio quanto più non si presta a facile decodificazione e in tal senso sono anche soddisfatto e contento che non la si sia buttata - come spesso si indulge in questi casi - su una riconoscibile allegoria, sarebbe stata una scorciatoia che avrebbe a mio avviso depotenziato tutto.
     
    mi ritrovo nell'entusiasmo quadripallato di bubo, anche se non arrivo a viverlo come una distopia (e di nuovo: meno male). forse una delle cose se non proprio più originali (twilight zone docet, pare) di certo più potenti viste di recente.