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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/03/20 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Bubobubo 13/04/20 17:57 - 1231 commenti

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Serpe in seno: un cuculo che s'intrufola in un nido altrui e parassita la madre acquisita sino a sopraffarla. "Yonder", laggiù, vi sono cunicoli per l'inferno, divani fondi come tombe e tombe in forma di isolati di villette a schiera tutte uguali, con nuvole cartoonistiche, soli irreali e terreni artificiali: lì dove l'american dream incontra Magritte, il focolare familiare Kafka. La potente distopia saprofita di Finnegan si nutre di orrore puro, incomprensibile e inspiegabile quindi infinito: un destro alla famiglia, un gancio all'esistenza.
MEMORABILE: Martin fa vedere la villetta n°9 a Tom e Gemma; Urla a colazione; Pattern alla televisione; Nuvole a forma di nuvola; Sotto il marciapiede.

Kinodrop 8/04/20 20:22 - 1591 commenti

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Una giovane coppia in cerca di casa si ritrova in uno straniante quartiere labirintico nel quale rimane prigioniera, con l’obbligo di crescere un “figlio” recapitato dal nulla. Una storia molto inquietante per le sue implicazioni simboliche sull’inconsistenza del libero arbitrio e sul dominio della morte nel suo meccanismo di replicazione. Agghiacciante il contrasto tra i colori pastello e la connotazione “cimiteriale” delle villette a perdita d’occhio e tra la normalità dei personaggi e l’oscurità che li avvolge; certamente criptico, ma scuote.
MEMORABILE: L’algido agente immobiliare; Gli strilli di Martin; La fossa in giardino.

Herrkinski 28/03/20 15:43 - 5278 commenti

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Il film s'inserisce nella nicchia creata da film come Cube o il recente Il buco; i protagonisti sono qui intrappolati da un'entità superiore in un quartiere che si ripete all'infinito senza via d'uscita, in un gioco di specchi che imita grottescamente la vita reale. Un incubo tra sci-fi, thriller e dramma che forse è una satira sul non-sense delle convezioni sociali moderne, angosciante nei suoi colori pastello e nell'estetica pittorica tra Magritte e Escher, oltre che nei volti dei misteriosi "alieni". Ottimi Eisenberg e la magnetica Poots.
MEMORABILE: L'inquietante Martin.

Cotola 4/04/20 12:20 - 7603 commenti

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L'idea di fondo è interessante, ma ha il fiato corto: come i protagonisti, ben presto anche il film finisce in un vicolo cieco. Ed è proprio la mancanza di svolte narrative il limite principale di una pellicola che all'inizio intriga, ma col passare dei minuti si fa troppo ripetitiva. La curiosità però non manca: si ha voglia di capire cosa succederà e come finirà. Ma anche sotto quel versante, l'epilogo può deludere. Tuttavia meglio un finale del genere che uno che ricorre alla sorpresa a tutti i costi. Delizioso l'aspetto visivo, con le sue influenze magrittiane. Occasione mancata.

Daniela 7/04/20 10:42 - 9628 commenti

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Giovane coppia in cerca di casa si ritrova intrappolata in un quartiere residenziale di villette tutte identiche, abitato unicamente da loro e da un neonato che devono far crescere se vogliono tornare liberi... Incubo magrittiano color verde pastello di grande fascino visivo che si presta a più interpretazioni: quella fantascientifica suggerita dal titolo è la più esplicita, ma esistono anche possibili letture in chiave esistenziale ("a cosa serve una madre?). Può lasciare perplessi della sua cripticità, ma si tratta di un film originale, inquietante, in grado di suscitare disagio ed orrore.
MEMORABILE: Le imitazioni del bambino

Anthonyvm 27/05/20 01:31 - 2116 commenti

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Un passo da gigante per Finnegan: finalmente questo autore dallo stile visivo lodevole (già si notava in Without name) riesce a bilanciare forma e contenuto, humour nero e inquietudine, ricostruendo Il villaggio dei dannati sul set di The Truman show in una satira fanta-horror dai tocchi surrealisti (si cita Magritte). La famiglia viene dissacrata, la prole demonizzata e i mezzi d'informazione e didattici (la televisione, i libri) diventano incomprensibili allacci a un mondo arcano popolato da parassiti alieni. Un incubo che si farà ricordare.
MEMORABILE: Il prologo col cuculo; Le villette color pastello con cielo fasullo; Le urla del bambino; Passaggio infernale sotto al marciapiede; Finale circolare.

Gestarsh99 24/10/20 15:35 - 1334 commenti

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Cattivo segno per Tom e Gemma se il nido d'amore da sempre agognato somiglia paurosamente a una maquette penrosiana fatta di moduli abitativi in ricorsione e diorami surrealistici da sfondo teatrale (il sole di Ernst, i tetti e le nuvole di Magritte). Facile metafora del ciclo vitale e ancor più facile allegoria del rapporto fra uomo e (leggi del) mondo animale, che abbreviando per scorciatoie furbastre e sparpagliando intorno più ellissi di una mappatura orbitale, si gingilla con le rimembranze cinefile istantanee e il kafkismo cheap più cartolinesco tracannabile dal pubblico medio.
MEMORABILE: L'indesiderato pacco regalo...

Capannelle 31/10/20 22:49 - 3742 commenti

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Siamo tra due e mezzo e tre, perché a fronte di un inizio interessante e una componente artistica nello stile sicuramente significativa, il film disperde parte del suo potenziale in spunti che si ripetono o che non riescono a smarcarsi da quel fattore visuale che ne aveva posto le premesse. Come caratteri più versatile la Poots che Eisenberg, mentre il bambino assomma un che di inquietante e di irritante. Location e abiti stile Pleasantville, claustrofobia da Truman show o Cube, è una pellicola che non manca di frecce al suo arco ma che si balocca troppo su sè stessa.

Fromell 19/11/20 09:33 - 75 commenti

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Una giovane coppia trasloca in un quartiere residenziale e ne diventa prigioniera. Nessun abitante intorno a loro, casette tutte uguali, cielo color cobalto e viveri che appaiono all’improvviso per il loro sostentamento. Poi, in uno scatolone, appare anche un bambino che decidono di tenere e allevare. Gli ingredienti ci sono tutti per creare un film weird spiazzante. Inizio e finale funzionano bene mentre è troppo dilatata la parte centrale, come sempre accade in queste opere a scatola chiusa tutte imparentate col celebre Cube di Natali.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Herrkinski • 30/03/20 14:47
    Vice capo scrivano - 2303 interventi
    L'uscita italiana dovrebbe essere il 14 Maggio 2020.
  • Discussione Bubobubo • 13/04/20 17:59
    Call center Davinotti - 223 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    L'uscita italiana dovrebbe essere il 14 Maggio 2020.

    Lo dico? Forse la distopia più originale e potente degli ultimi anni. L'ho detto.
  • Discussione Daniela • 14/04/20 11:55
    Consigliere massimo - 5286 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:

    Lo dico? Forse la distopia più originale e potente degli ultimi anni. L'ho detto.


    Mica hai detto male: mi vengono i brividi tutte le volte che ripenso alla distesa di casette tutte verdi e al bimbo che fa le imitazioni...
    Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno: al confronto di quel che accade alla coppietta del film, l'obbligo di restare tappata in casa mi pare una bazzecola, almeno il cibo non è insapore, il prato del giardino non è sintetico ed il figliolo, per quanto strambo, è inequivocabilmente umano.
  • Discussione Herrkinski • 14/04/20 15:40
    Vice capo scrivano - 2303 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    L'uscita italiana dovrebbe essere il 14 Maggio 2020.

    Lo dico? Forse la distopia più originale e potente degli ultimi anni. L'ho detto.

    E' certamente un film interessante, a tratti molto angosciante. Avrei dato 3 palle ma mi sono fermato a 2 e mezzo perchè forse hanno un po' esagerato con l'assenza di spiegazioni; per carità, non mi aspettavo e non avrei voluto un mega-spiegone finale, però così è veramente difficile dare un'interpretazione se non del tutto allegorica o legata alla pura dimensione dell'incubo. Finisce quindi per sembrare un po' una storia da Twilight Zone, per quanto più riuscita della media.
  • Discussione Daniela • 14/05/20 20:44
    Consigliere massimo - 5286 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Finisce quindi per sembrare un po' una storia da Twilight Zone, per quanto più riuscita della media.

    Leggo solo ora questa tua nota. In effetti, c'è una analogia evidente tra il soggetto di questo film e quello di un episodio della quinta stagione della serie classica Ai confini della realtà: si tratta di "Una sosta in una città tranquilla" in cui marito e moglie, dopo una serata in cui hanno entrambi bevuto troppo, si svegliano in una casa a loro sconosciuta, posta in una cittadina deserta in cui tutto è finto: il telefono, l'erba, lo scoiattolo sul ramo... Analogia confermata dal finale, dimensioni degli "osservatori" a parte.
    Ultima modifica: 15/05/20 06:40 da Daniela
  • Discussione Herrkinski • 14/05/20 22:50
    Vice capo scrivano - 2303 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    Finisce quindi per sembrare un po' una storia da Twilight Zone, per quanto più riuscita della media.

    Leggo solo ora questa tua nota. In effetti, c'è una analogia evidente tra il soggetto di questo film e quello di un episodio della quinta stagione della serie classica Ai confini della realtà: si tratta di "Una sosta in una città tranquilla" in cui un marito e moglie, dopo una serata in cui hanno entrambi bevuto troppo, si svegliano in una casa a loro sconosciuta, posta in una cittadina deserta in cui tutto è finto: il telefono, l'erba, lo scoiattolo sul ramo... Analogia confermata dal finale, dimensioni degli "osservatori" a parte.

    Ah pensa te, neanche a farlo apposta!! L'atmosfera alla fine un po' è quella, anche se più cattivella...