I pompieri di Viggiù

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Se da una parte non si può negare l'importanza storico-documentaristica del film (prodotto da Dino De Laurentiis), che concentra in un'ora e mezza alcune tra le più celebri performance rivistaiole dei "divi" teatrali dell'epoca (Totò, Taranto, Dapporto e la Osiris su tutti) fornendo una delle pochissime testimonianze di un fenomeno (la cosiddetta "rivista", per l'appunto) molto in auge all'epoca (siamo nell'immediato dopoguerra), dall'altra non si può non notare la modestia, in termini squisitamente umoristici, degli sketch. Per non parlare dei numerosi balletti e delle varie interpretazioni canore, che viste adesso sembrano uscite direttamente dalla preistoria dello spettacolo. La vicenda (esile pretesto per tentare di trasportare al cinema...Leggi tutto un evento prettamente teatrale) prende spunto dall'omonima canzone. I pompieri del piccolo paesino lombardo, guidati dal simpatico Carlo Campanini che vuole andare a teatro per incontrare la figlia stella del varietà (Silvana Pampanini) e sfuggire alla grassa moglie (Ave Ninchi), raggiungono Milano per assistere allo spettacolo. Vedranno sfilare Nino Taranto (nello sketch del topo d'albergo e in quello del vigile censore in spiaggia), Dapporto (che fa Petronio e Monsieur Verdoux producendosi in tediose canzonette), Wanda Osiris, Ariodante Dalla e, naturalmente, Totò. Il grande comico napoletano interpreta col fido Mario Castellani e Isa Barzizza lo sketch del manichino (solo cinque minuti) per tornare solo nel gran finale a dirigere l'orchestra a suo modo, concludendo coi "fuochi d'artificio". Tratti entrambi dalla rivista "E così era il mondo" sono due grandi classici da salvare in un mare di inutili frivolezze ultradatate.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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R.f.e. 24/06/09 12:53 - 817 commenti

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Non va considerato un film vero e proprio ma una sorprendente antologia di numeri comici e musicali (non solo con Totò, ma anche con Carlo Dapporto, Wanda Osiris, Nino Taranto e altri) "rubati" da spettacoli in giro per i teatri della penisola nel 1948 (già per questo motivo la pellicola sarebbe da conservare quale testimonianza di un genere di spettacolo che ormai non c'è più: il teatro di rivista). Simpatica anche la "cornice" con i pompieri capitanati da Carlo Campanini, papà apprensivo di Silvana Pampanini.

Rambo90 26/10/10 21:21 - 6384 commenti

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Insieme di sketch tenuti insieme da una storia di raccordo con un pompiere (Campanini), la cui figlia scappa per fare la ballerina. Il film nell'insieme è carino ma è davvero da ricordare per il magnifico sketch in cui Totò si finge un manichino, che da solo potrebbe valere la visione. Comunque ci sono anche Nino Taranto topo d'albergo e Carlo Dapporto in un paio di scenette. Forse senza i balletti sarebbe stato migliore.

Pigro 11/04/11 23:26 - 7817 commenti

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Aveva ragione Flaiano: impossibile giudicare come film un'accozzaglia di numeri presi di peso dal grande teatro di rivista e appiccicati insieme col collante insulso dei pompieri del titolo. A parte alcuni numeri piacevoli (Taranto topo d'albergo, Totò manichino e direttore del coro, Osiris "Sentimental") e il valore di documentazione di un genere, questo lavoro è semplicemente mal pensato e mal realizzato, senza il coraggio di andare fino in fondo nel piegare il varietà alla trama o nell'eliminare la trama per far emergere il varietà.

Saintgifts 20/09/11 22:40 - 4098 commenti

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Un modo simpatico di portare sullo schermo la rivista (e l'avanspettacolo) del primo dopoguerra. I pompieri (anzi i vigili) di Viggiù non hanno molto lavoro e perciò vanno in città a teatro (ma il vero motivo è un altro). Ci sono quasi tutti i migliori nomi degli artisti del varietà, Totò in testa, contornati da ballerine le cui forme prosperose ricalcano i gusti in materia di quegli anni. Scenografie e balletti datati, ma proprio per questo documenti importanti di una forma di spettacolo che avrà una grande evoluzione in televisione.

Giùan 29/05/12 12:47 - 3010 commenti

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Quando ero piccolo mettevo sempre il muso al nonno se lo trasmettevano, perché lui rideva e io mi chiedevo dove fosse Totò. Rivedendolo oggi mi rendo conto trattarsi (Flaiano docet) di un non-film, una serie di sketch fortissimamente voluti da De Laurentiis e filmati da Mattoli con ancor meno pretese cinematografiche del solito. Repertorio si può definirlo, teatro di Rivista lo chiamavano. È uno spettacolo rutilante, sempre in movimento, ma di una vitalità un po' inerme come capita ai documenti d'epoca. Eppure nel varesotto pare ci sia ancor Viggiù!
MEMORABILE: Croccolo pompiere piemontese; La Osiris che si esibisce in "Sentimental"; Carletto Dapporto versione Verdoux; La bellezza di Barzizza e Pampanini.

B. Legnani 30/12/12 16:46 - 4745 commenti

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Contenitore per numeri di rivista da destinare a chi viveva in provincia, è divenuto una testimonianza di quel tipo di spettacolo. Ovviamente film datatissimo (che ebbe straordinario successo di pubblico), ma non si può non sottolinearne la cornice pretestuosa e mediocre (nonostante la consueta simpatia di Campanini), nella quale si gioca (come negli estratti dagli spettacoli) sui doppi sensi, a partire dalla maialotta, chiamata Messalina... *!

Graf 14/09/13 02:41 - 698 commenti

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Per lo storico della storia dell’avanspettacolo italiano questo “non–film” di Mattoli è un’autentica miniera di documentazione. Lo sketch del “manichino” interpretato da Totò è di una travolgente quanto astratta forza comica. Ma Taranto, Dapporto, Campanini, Castellani, Ave Ninchi, Wanda Osiris, Silvana Pampanini, Isa Barsizza e compagna recitando tengono degna corte intorno al Principe della risata. Mattoli, con questo film (!) rivela la sua estetica del cinema come puro teatro filmato. Ma avendo a disposizione attori come Totò chi mai può dargli torto?

Minitina80 14/11/15 18:48 - 2364 commenti

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Una storia vera e propria non esiste; c’è solo un canovaccio che funge da raccordo tra differenti sketch teatrali di cui sono protagonisti Dapporto e Taranto (tra i tanti). Idea nobile che però confina la pellicola solo agli appassionati o ai curiosi perché un’opera teatrale o di rivista, trasposta su pellicola, perde di efficacia e spesso finisce per annoiare, soprattutto se non esiste alcun legame tra le scene.

Paulaster 11/02/20 09:58 - 2821 commenti

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Brigadiere dei pompieri va a recuperare la figlia che vuol fare la soubrette. Trama esilissima (con lieve satira di costume) che serve solo come escamotage per riassumere il meglio della rivista del periodo. Balli, canti e comicità per una passerella dei nomi in voga: Totò fa il minimo, meglio Taranto e Dapporto. Stuolo di ballerine abbastanza discinte: la Osiris sembra inarrivabile.
MEMORABILE: Dapporto che interpreta Petronio; La Osiris che scende dalla scalinata; Totò che funge da manichino.
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