Letto a tre piazze

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ispirato a un fatto di cronaca avvenuto a Napoli, il film di Steno non è da segnalarsi tra i migliori della coppia Totò & Peppino; e questo nonostante i due siano in scena assieme quasi dall'inizio alla fine. La causa principale è da ricercare nella sceneggiatura stanca, che non riesce a sfruttare a dovere le buone potenzialità dello spunto di base: Peppino è sposato da dieci anni con Nadia Gray quando, inaspettatamente, si ripresenta alla porta il primo marito di lei, Totò, dato da lustri per disperso durante la campagna di Russia. Quale dei due matrimoni è da considerarsi valido? Fin dalla ricomparsa di Totò (che sembra appena uscito dalla steppa e si porta dietro un ritratto di Stalin senza il quale non riesce ad addormentarsi) si...Leggi tutto capisce quanto la faranno da padroni le urla e gli strepiti dei due, in perenne contrasto. Tanto che, dopo una ventina di minuti di botta e risposta serrati giocati sul chi grida più forte, si ha la netta impressione che Steno lasci i due a ruota libera senza riuscire a misurarne l'impeto. D'altra parte la situazione rimane la stessa per quasi tutto il film, quindi risultava evidentemente difficile coprire le lacune della sceneggiatura in altro modo. Totò dà fondo ai suoi lazzi classici e si ricollega al vecchio TOTO’ CERCA CASA (sempre di Steno) nella scena a scuola, dove incontra la sua spalla ideale Mario Castellani (è il preside, definito da Totò prima “presbite” poi “prestito” in un esemplare crescendo di giochi di parole), Peppino gli tiene testa con una certa difficoltà nel contenere tanta irruenza (e infatti la scena più divertente è forse quella finale, in aereo, con i due meno sovraeccitati). Qua e là si ride (in montagna, ad esempio, o a colloquio da Don Ignazio), ma nel complesso si nota con troppo fastidio la mancanza di sviluppi degni nel soggetto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 3/01/08 06:05 - 11387 commenti

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Tra i migliori film interpretati dalla coppia Totò-De Filippo, ottimamente diretti da Steno. La storia dello strano ménage à trois con i due uomini che si contendono le grazie (e il letto) della consorte, dà modo ai due comici di scatenarsi in un repertorio comico travolgente venato da umorismo nero. La sceneggiatura non è impeccabile, ma gli interpreti compensano con grande bravura. Bravi i caratteristi (tra cui Aroldo Tieri).

Lovejoy 9/05/08 16:24 - 1824 commenti

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Divertente commedia ben scritta e diretta con buona lena dal grande Steno. Due o tre gag, specie nella prima parte, funzionano e i personaggi sono ben delineati. Una volta di più memorabili i due protagonisti, gli scatenati Totò e De Filippo. Ottimi anche Tieri, la Gray e il solito Castellani. Da riscoprire.

Pigro 3/10/08 09:19 - 7789 commenti

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Reduce dalla campagna di Russia ritorna a casa dopo 15 anni ma trova la moglie che si è risposata. Una storia, ispirata alla cronaca, che sarebbe piaciuta a Pirandello e che nelle mani di Totò e Peppino diventa un farsa surreale. Purtroppo lo spunto è buono ma la sceneggiatura è esile, in totale stallo narrativo, praticamente ripetitiva per tutta la durata del film. E pure la regia è fiduciosa nelle capacità dei protagonisti, che però si trovano a sorreggere il quasi nulla.

Fabbiu 4/10/08 18:36 - 1933 commenti

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Questa volta i due ci fanno ridere su quello che è un facile caso giuridico riportato negli esempi del titolo di famiglia, l'ironia degli art 60-68 cc e l'istituto del matrimonio canonico, con una storia semplice che i due interpretano a tal punto da farla altamente comica, negli sfrenati battibecchi con le espressioni e mimiche di uno splendido Totò. Le belle gag ci sono (il sogno di Salomone, la scuola...). Le battute non stancano, il film non ha età, è uno di quelli che a distanza di quasi cinquant'anni risultano ancora freschi.
MEMORABILE: I due che dormono nello stesso letto.

Ciavazzaro 7/12/09 12:30 - 4763 commenti

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Uno dei miei favoriti di Totò. Nulla è fuori posto in questa pellicola, dalla coppia Totò-De Filippo al loro meglio alla Gray, alla sceneggiatura (con ottime trovate come il ritorno di Totò, la convivenza forzata a letto tra i due mariti, il finale). Se poi consideriamo che nella sceneggiatura c'è lo zampino del buon Fulci allora si capisce il perché della qualità del film.
MEMORABILE: Il sogno biblico di Totò.

Enzus79 24/08/10 16:28 - 1800 commenti

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Uno dei migliori prodotti della coppia Totò-Peppino De Filippo, firmato Steno. Forse qui più che in altri film i due non hanno avuto bisogno della sceneggiatura, perché si nota come improvvisino le battute. Da citare c'è anche il bravo Aroldo Tieri.

Graf 20/09/11 23:15 - 698 commenti

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Il Totò-Peppino che preferisco. Non solo una vera bomba atomica comica dalla forza devastatrice ma uno dei film più divertenti della storia del cinema. Per funzionare, un film comico deve disporre di due personaggi che siano in continuo conflitto, vuoi di caratteri vuoi di interessi; ma qui sono addirittura in aperta e totale ostilità perché entrambi mariti legittimi della stessa donna. E, se i mariti si chiamano Totò e Peppino, al meglio della loro forma, la baraonda burattinesca è assicurata, il divertimento all’ennesima potenza garantito. Imperdibile!
MEMORABILE: Il lento ma inesorabile accumularsi dell’attesa comica nei primi dieci minuti del film: una deliziosa sottigliezza della sceneggiatura.

Rambo90 24/09/11 17:18 - 6347 commenti

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Divertente film con l'inimitabile coppia Totò e Peppino. La sceneggiatura è più scarna che in altre occasioni, ma lo spunto iniziale basta comunque ai due per strappare molte risate. Bravo anche Aroldo Tieri nel ruolo dell'avvocato carogna e non male anche Nadia Gray. Un po' di cedimenti nella seconda parte, ma sicuramente un film molto godibile.
MEMORABILE: Totò che cammina sul letto.

Mutaforme 15/04/14 16:10 - 392 commenti

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Tra i due litiganti il terzo gode. È questo il sunto di questa commedia grottesca che vede protagonisti i rivali in amore Totò e Peppino. Il film è un continuo duello tra i due, a suon di battute. Ne gode lo spettatore, che non si annoia mai, fino all'ultima esilarante scena...

Gabrius79 23/07/14 00:12 - 1193 commenti

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Totò e Peppino diretti da Steno divertono, ma convincono meno del previsto in questa commedia tutto sommato simpatica. Merito della discreta riuscita va anche a un bravissimo Aroldo Tieri e alla bella Nadia Gray. Le gag funzionano a fasi alterne e nella seconda parte la noia si fa sentire.

Piero68 5/03/15 15:54 - 2758 commenti

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Nonostante sia considerato un film minore in realtà è uno dei pochi della coppia Totò e Peppino, che abbia una sceneggiatura che si discosta da quelle abituali, proponendo una quanto mai strana unione a tre. Ma la vera novità è che il rapporto tra i due attori non è più quello di mattatore e spalla: Totò carnefice e Peppino vittima indefessa di tutte le sue angherie. Questa volta i due se la giocano alla pari e in qualche scena è addiritura Peppino a diventare carnefice (cosa che giova non poco). Come al solito grandissimi Castellani e Tieri.

Minitina80 25/04/15 11:01 - 2336 commenti

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Divertente commedia che vede Totò e Peppino l’uno contro l’altro a causa di una moglie contesa. I due mettono in mostra tutto il loro carisma e talento, visibile soprattutto nella capacità di improvvisazione. La prima parte è la migliore, poi purtroppo il film inizia ad arrancare e si trascina stancamente verso la fine a causa delle situazioni che si ripetono uguali e della sceneggiatura monocorde e poverissima. Ci si diverte solo quando i due comici sono in scena, ma vale la pena vederlo.

Homesick 20/06/15 15:56 - 5737 commenti

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I bisticci tra il reduce dalla Russia Totò e il serioso professore Peppino De Filippo per contendersi la bigama suo malgrado Nadia Gray puntellano una commedia che esaurisce tosto l'iniziale effervescenza, facendosi sempre più fiacca sino a stancare del tutto; e a dire il vero i due illustri comici sono ben al di sotto dei loro livelli abituali. Tra i pochi volti di contorno, un cenno per l'aspirante "tertius gaudens" Aroldo Tieri.
MEMORABILE: Totò reduce dalla Russia che non può dormire senza il ritratto di Stalin alla parete; "Signor presbite"; "perizia callifuga".

Modo 26/07/15 16:37 - 824 commenti

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Difficilmente si sbaglia con la coppia Totò/De Filippo. In questo film Steno ci regala situazioni divertenti e risate assicurate. I due attori si confermano mattatori anche quando la sceneggiatura non è particolarmente minuziosa. Forse senza un puntiglioso "canovaccio" ci si espone maggiormente a cadute, ma nel caso dei nostri fuoriclasse il tutto non può essere che un valore aggiunto. Un plauso va a tutto il cast.

B. Legnani 26/07/15 17:00 - 4722 commenti

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Deludente Totò & Peppino che, dopo una discreta partenza, ripete in maniera sistematica i continui e interminabili battibecchi fra i due protagonisti maschili, i cui personaggi non riescono a risultare simpatici. La vicenda si avvita su sé stessa e, sorprendentemente, il film respira proprio quando intervengono interpreti terzi (Tieri, Castellani eccetera), rubando spazio ai due grossi nomi. Si arriva in fondo con fatica. Bella la Gray, deliziosa la Gajoni.
MEMORABILE: Totò, che apparteneva alla Gran Loggia d'Italia, vede una grande pietra e la chiama ripetutamente "Massone".

Saintgifts 3/06/16 10:51 - 4098 commenti

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Un fatto reale che diventa surreale sotto le mani di Steno e Lucio Fulci (fra gli altri) e che il duo Totò e Peppino De Filippo trasforma in una baraonda comica che sfrutta le assurdità del caso per dar modo ai due di poter sfoderare tutte le loro doti. Nonostante i buoni inserimenti di Aroldo Tieri e, in maniera più defilata, di Cristina Gajoni, per spezzare i furiosi battibecchi dei due comici la ripetitività dell'argomento si fa sentire negativamente. Il finale, non così scontato, fa riprendere energia e terminare in bellezza.

Pessoa 23/04/17 13:23 - 1159 commenti

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Vivace commedia di Steno nobilitata dal lavoro oscuro di futuri protagonisti del cinema italiano (Fulci, Laurenti). Gli scambi fra Totò e Peppino garantiscono comunque risate in abbondanza, nonostante la sceneggiatura lasci un po' troppo al caso. Bene anche Tieri e la Gray, che non si limita a fare la bella statuina. Forse la parte centrale è un po' lenta, ma il finale è da antologia. Steno mantiene la giusta misura in regia e spesso lascia saggiamente fare. Un film davvero divertente che merita sicuramente di essere visto.
MEMORABILE: Totò che parla col cinese; La scena dell'aereo tutta; Il finale.

Il Dandi 2/04/20 15:32 - 1774 commenti

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Spunto dal sapore pirandelliano (reduce morto presunto torna dopo anni dalla moglie trovandola sposata con un altro) ma di cui le cronache del dopoguerra forniscono più di un esempio reale. Ovviamente la si butta sul pochadistico e anche stavolta Totò e Peppino vengono lasciati spesso a improvvisare, ma fortunatamente lo fanno bene, dando luogo a duetti gustosi (la prima notte nello stesso letto, il consulto legale) che senza di loro non avrebbero retto. La side story di Gabriele Tinti è invece acqua che allunga il brodo.
MEMORABILE: Il finale.

Siska80 3/07/20 12:22 - 654 commenti

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Irresistibile commedia degli equivoci (nei quali rimane coinvolta anche la povera cameriera tacciata per "sporcacciona" dal fidanzato geloso) e probabilmente delle bugie (la rocambolesca, incredibile avventura narrata da Di Cosimo ha un reale fondamento?) firmata da uno Steno che ancora una volta dimostra la sua verve ironica. Ottimo il cast (ritroviamo di nuovo, dopo I tartassati, il personaggio di Don Ignazio, interpretato sempre da Cesare Fantoni), ritmo serrato, numerose gag memorabili, finale a sorpresa che ricorda quello di Totò Diabolicus (dello stesso regista).
MEMORABILE: Totò crede che Peppino sia il figlio avuto da Amalia (impossibile sia perché è un suo coetaneo, sia perché il matrimonio è rimasto in bianco).

Rigoletto 23/07/20 17:37 - 1565 commenti

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Amalia, vedova di un caduto in guerra, si risposa col prof. Peppino Castagnano e vivono assieme felici. Dopo dieci anni di idillio rispunta Antonio (Totò), ormai totalmente sovietizzato e i guai avranno inizio. Interessante spunto per costruire una commedia semplice ma divertente che gode, oltre che dei protagonisti, di un cast assortito e composto da nomi di rilievo (Castellani, Tieri). Non è la punta di diamante nella filmografia del duo, ma è dignitoso e getta uno sguardo sulla reazione della società davanti ai problemi affrontati.
MEMORABILE: Il quadro di Stalin appeso sopra il letto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Graf • 24/03/14 13:07
    Call center Davinotti - 909 interventi
    La monumentale opera di Albiero e Cacciatore "Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci". Un mondoaparte editore

    Attualmente non ho la disponibilità del volume che ho prestato ma ricordo che nelle pagine iniziali è riportata questa notizia con un intervento di Vittorio Vighi (se ricordo bene...) che aveva scritto il soggetto del film insieme a Fulci e l'aveva anche sceneggiato, se non sbaglio.
    Il motivo dovrebbe essere di un certo dissapore sorto tra Totò e Fulci durante le riprese del primo film diretto da Fulci "I ladri", film al quale Totò aveva voluto partecipare a motivo della sua stima e amicizia che nutriva (allora) per il regista romano.
    Ma c'è in giro, riporta sempre il volume di Albiero e Cacciatore,anche un'altro versione: pare che Totò sospettasse di un flirt tra Fulci e sua moglie Franca Faldini...
    Comunque, da allora, cioè dal 1960, i rapporti tra Fulci e Totò si interruppero definitivamente.
    (Dopo la lavorazione del film "Colpo gobbo al'italiana" si interruppero i rapporti professionali e d'amicizia anche tra Fulci e Mario Carotenuto che, da produttore del film, lo aveva fortissimamente voluto a dirigerlo...).
    Fulci aveva un carattere non facile....
    Ultima modifica: 25/02/15 02:25 da Graf
  • Discussione Zender • 24/03/14 14:28
    Consigliere - 43514 interventi
    Aspettiamo che ti ritorni per essere certi allora, prima di citare. Sui flirt invece glissiamo pure.
  • Discussione Graf • 26/03/14 01:48
    Call center Davinotti - 909 interventi
    OK Zender, ci aggiorneremo tra qualche settimana.
    Ultima modifica: 26/03/14 23:06 da Graf
  • Curiosità Graf • 28/04/14 01:19
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Dal volume di Albiero e Cacciatore “Il terrrista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci” - Un mondoaparte editore ed. 2004.

    A pag. 45 e nell'incredibile e sconcertante nota esplicativa n.11 di pag. 388 di questo magnifico libro, un vero pozzo senza fondo di notizie e di dati, sono riportati, in modo circostanziato, tutti i particolari di questa improvvisa diatriba, un vero fulmine a ciel sereno, nata tra Totò e Lucio Fulci intorno alla regia di questo film.
    Riassumo.

    Dopo i due musicarelli I ragazzi del Juke Box e Urlatori alla sbarra, Fulci era tornato al suo “primo amore”, cioè Totò, che aveva seguito, come aiuto regista di Steno, fin dall'inizio della sua carriera e che aveva (brillantemente) diretto nel suo film d’esordio I ladri. Perciò, all'inizio del 1960, scrisse sia il soggetto sia la sceneggiatura di Letto a tre piazze insieme all'amico Vittorio Vighi calibrando la storia in modo tale da esaltare le innumerevoli potenzialità comiche dell'attore napoletano.
    La sceneggiatura piacque moltissimo a Franco Magli che era allora il direttore generale della Cineriz tanto da proporre a Fulci anche la regia del film offrendogli la cifra di 4 milioni di lire (del 1960).
    Per Fulci essere scritturato dalla (allora) potente Cineriz rappresentava un bel salto di carriera, significava entrare nell'ambiente cinematografico che davvero contava e la possibilità di girare film di ben altro spessore produttivo ed artistico. E poi un cachet di 4 milioni finora non l’aveva mai percepito. Magli lo invitò a ripassare esattamente tra dieci giorni per la firma del contratto.
    Fulci, dieci giorni dopo, si presentò puntuale all'appuntamento ma dovette subire una cocentissima delusione: Magli gli disse esplicitamente che non sarebbe stato il regista del film perché Totò in persona aveva messo su di lui un veto irrevocabile ma senza esporne i motivi. Fulci, caduto letteralmente dalle nuvole, tentò di telefonare a Totò, di rintracciarlo in ogni modo per chiedere chiarimenti ma il comico napoletano si negò sempre e comunque. Fulci, orgoglioso com'era, allora lasciò correre e accettò, obtorto collo, di farsi da parte. Magli, di conseguenza, chiamò alla regia di Letto a tre piazze Steno che girò il film cambiando notevolmente la sceneggiatura scritta da Fulci e Vighi. L’improvvisa e traumatica rottura con Totò e l’ormai dichiarata separazione da Steno, dal “clan” del quale Fulci era uscito definitivamente, inauguravano l’inizio di un periodo difficile per il regista romano che, perdendo in modo imprevedibile due punti di riferimento umano e professionale, dovette indirizzarsi per necessità più che per scelta (e la sua famiglia, nel frattempo, si ingrandì con la nascita, il 7 agosto 1960, della figlia Antonella) verso la mai abbandonata attività di sceneggiatore.
    Fu il grande attore Mario Carotenuto a favorire due anni dopo, in veste di produttore, il ritorno di Fulci alla regia con il film Colpo gobbo all'italiana.
  • Discussione Zender • 28/04/14 08:10
    Consigliere - 43514 interventi
    D'accordo, allora attendo di sapere.
  • Discussione Graf • 29/04/14 02:50
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Lucio Fulci fu allontanato, all'inizio del 1960, dalla regia ormai certa de Il letto a tre piazze per colpa di un inatteso e inusitato veto di Totò, un genio universale della comicità ma anche un Principe di aristocratica signorilità e un uomo conosciuto per la sua spagnolesca generosità verso tutti i colleghi del mondo dello spettacolo soprattutto se in difficoltà….
    C'’era qualcosa che non quadrava in questo rifiuto. Che cos'era successo?
    E soprattutto, che cosa c’era dietro?
    Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore nel loro fondamentale libro “Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci” si ripromettono di spiegare l’'arcano cercando di scoprire quale tipo di motivo razionale ci fosse dietro un'interdizione così clamorosa.
    Così decidono di intervistare direttamente una fonte attendibile che potesse sapere molte cose, vale a dire Vittorio Vighi, lo sceneggiatore che, in stretta sintonia con Fulci, scrisse quella sceneggiatura di Il letto a tre piazze che entusiasmò talmente il direttore generale della Cineriz Franco Magli fino al punto di convincerlo ad affidare a Fulci il ruolo di regista riconoscendogli un compenso pari a 4 milioni di lire che era, per l'’epoca, una signora parcella per un regista alle prime armi e semisconosciuto come Fulci allora era.
    Vighi nell'intervista, della quale riassumo il senso, afferma che corrispondeva a verità il fatto che Totò non volle far dirigere Letto a tre piazze a Fulci e che mise un veto ostativo. La causa era che Totò non fosse stato soddisfatto della regia di Fulci ne I ladri, il film di esordio del regista romano, nel quale l'attore napoletano interpretava il ruolo di un commissario di polizia dalla furbizia volpina. Sul set ci furono degli screzi e dei seri urti caratteriali tra Fulci e Totò e, siccome il comico napoletano era sensibilissimo ai rapporti umani, mise da allora una croce sopra al suo decennale rapporto di amicizia e di collaborazione professionale con il regista romano. La conseguenza spiacevole fu che Fulci e il suo “clan” furono letteralmente estromessi dal film prodotto dalla Cineriz e che al loro posto subentrò il “clan” di Steno il quale modificò la sceneggiatura iniziale senza però stravolgerla del tutto.
    Fin qui la dichiarazione di Vittorio Vighi che appare, a mio avviso, piuttosto credibile e verosimile. Essa è riportata a pag. 45 del libro suindicato.
    A questa intervista Albiero e Cacciatore aggiungono, però, una nota esplicativa scritta a pag.338 prima colonna, stampata in caratteri piccolissimi e quasi illeggibili e che appare piuttosto inquietante e poco rispettosa della memoria di alcuni artisti che hanno fatto la storia del nostro cinema. Per dovere di completezza (si dice così?) riporterò il suo contenuto in modo fedele.
    In questa nota a margine Albiero e Cacciatore danno voce allo stesso Fulci che offre la sua versione dei fatti circa l'’ostracismo di Totò nei suoi confronti per quanto riguarda la regia di Letto a tre piazze.
    La ricostruzione dell'episodio è stata possibile grazie alle dichiarazioni rese da Fulci a Marcello Garofalo nell'opera Uno, nessuno, cento Fulci, e Una psicanalista per compagna, interviste raccolte da M. Garofalo, in "Segnocinema", 1993, e grazie all'intervista che lo stesso Fulci concesse a Marcello Garofalo e Antonella De Lillo e montata in un film di mediometraggio intitolato La notte americana del dott. Fulci. (Film-intervista che lo stesso Davinotti ha recensito).
    Il libro di Albiero e Cacciatore, in questa lunga nota esplicativa di pag.388, cita le due fonti suindicate e riporta direttamente le parole di Fulci che cerca di chiarire questa strana storia di bandi, ostracismi e presunti tradimenti.
    Sintetizzo la dichiarazione del regista romano.
    Fulci umanamente rimase molto male dal divieto di Totò …Nel 1962 stava girando dalle parti di Amalfi Uno strano tipo un (per me) notevole musicarello con Adriano Celentano; nel cast c’'era anche Erminio Macario. A quell'epoca, il comico torinese stava interpretando contemporaneamente a Roma un film con Totò e, siccome Macario era un gran pettegolone, Fulci gli disse: “Erminio, perché non chiedi a Totò perché non mi ha voluto nel film Il letto a tre piazze?” Macario, qualche giorno dopo, si reca a Roma a girare l’'altro film e domanda a Totò quanto chiesto da Fulci. Poi torna ad Amalfi a girare di nuovo con Fulci e gli rivela: “Sai Lucio, Totò è straconvinto che tu abbia avuto rapporti sessuali con Franca (Franca Faldini compagna di Totò e amica di Fulci). Fulci rispose che Totò era matto e che lui era solo amico di Franca Faldini.
    Fulci non incontrò Totò per due anni (dall'episodio del veto evidentemente…) poi, mentre stava curando la regia di un film con Franco e Ciccio nel cortile della De Paolis, Totò, che era lì presente ed era già completamente cieco, riconobbe la sua voce che conosceva bene e lo salutò: “Ueè Fulci, come va?” -“Bene Totò”. Totò e Fulci si siedono uno di fronte all'altro (Totò, in quei giorni, stava girando con Giorgio Bianchi Totò e Peppino divisi a Berlino..) e cominciano a parlare….
    “Lucio, mi dicono che ti sei sposato...” “Si, Totò...” “E mi dicono che hai due figlie...” “Si, Totò” ...E come sono queste due bambine, Lucio?” ...“Molto piccole ma religiose…. Vanno tutti i giorni in chiesa a pregare che muoia Totò….!”
    Ci fu un silenzio agghiacciante. Totò non disse niente, si alzò e se ne andò… Il regista Bianchi che aveva un tic, si mise a balbettare…. Peppino De Filippo - che era stato un validissimo coprotagonista de il Letto a tre piazze e sicuramente sapeva la storia del veto - portò Fulci dietro un angolo e gli batté calorosamente le mani….
    Da allora il regista romano non vide mai più Totò in vita sua...
    Fulci finisce l’'intervista affermando che Totò gli voleva bene come un figlio ma che era un tipo sospettosissimo e ogni azione che considerava un'’offesa alla sua persona se la legava al dito.

    Ecco quanto.
    Non so quale valore di attendibilità dare alle parole di Fulci che, a detta di Albiero a Cacciatore, amava spesso inventare e ricamare….
    Ultima modifica: 24/09/18 02:39 da Graf
  • Discussione Zender • 29/04/14 07:43
    Consigliere - 43514 interventi
    Mah sì, chissà se è vero. In definitiva la cosa principale da ricordare è che Fulci fu estromesso probabilmente per il tipo di raaporto avuto con Totò sul set dei Ladri, il che pare piuttosto plausibile conoscendo la focosità di Fulci e la sensibilità di Totò.
  • Discussione B. Legnani • 26/07/15 00:18
    Consigliere - 13815 interventi
    Cristia Gajoni è qui (e in ARRANGIATEVI!), accreditata come Maria Cristina Gajoni. Credo che vada tolto il "Maria", lasciandolo fra parentesi solo in questo cast.
  • Discussione Zender • 26/07/15 08:29
    Consigliere - 43514 interventi
    No, è il contrario: tra parentesi va sempre il nome "corretto", mi raccomando, ed è quello che va cliccato nella ricerca.
  • Homevideo Jason19 • 28/07/16 12:14
    Galoppino - 17 interventi
    Buongiorno,volevo chiedere gentilmente a qualcuno che possiede la versione di questo film edita dalla Fabbri di fare uno scanner della cover e di postarla. Vi ringrazio in anticipo.