La pelle che abito

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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/09/11 DAL BENEMERITO GHOSTSHIP POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/02/12
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Bjorn 10/11/11 21:10 - 32 commenti

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Scioccando lo spettatore, Almodovar si cala in un genere cui nessuno si sarebbe aspettato dal poliedrico regista spagnolo. Un film crudo, angosciante, un dramma che fonde il noir al thriller e al tema della scienza che depersonalizza l'essenza umana. Dopo un inizio non troppo scorrevole ecco che il film esplode nei suoi contenuti attraverso i sogni dei ricordi. E lo fa con una maestria tipica dell'autore che in un susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni conduce al bellissimo e spiazzante, sebbene semplice, finale. Nuova prova, ottimo risultato.
MEMORABILE: Le trasformazioni di Vera, lo stupro, le musiche e le atmosfere, finale.

Ariel 4/10/11 13:46 - 40 commenti

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Cambiando l'ordine degli addendi, il risultato (non) cambia! è un film inusuale per chi si aspetta "il solito Almodovar", ma che, al di là delle attese e dell'impatto "spiazzante" è sempre riconducibile ai temi del grande regista. Stavolta i topoi almodovariani sono arricchiti e pervasi da un'energia diversa, ma sempre folle, visionaria e scandita dall'ironia e dal paradosso dell'esagerazione. Si affrontano tematiche "vecchie" (il conflitto tra genere biologico e identità di genere) in modo nuovo, con un approccio meno intuitivo ma ancor più provocatorio!

Ghostship 24/09/11 12:58 - 394 commenti

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Imbarazzante pasticcio di Almodovar che, nell'apprezzabile tentativo di rinnovare, almeno nella forma estetica, le sue tematiche, propina al pubblico un insostenibile drammone con venature da horror chirurgico. La prima parte del film crea un muro con lo spettatore, il quale non si capacita delle azioni dei personaggi e dello svolgimento della trama, anche a causa di una scansione temporale degli eventi gratuitamente confusa. Dopo l'entrata in scena di un personaggio-spartiacque superfluo e grottesco, tutto torna, ma è troppo tardi.

Cotola 25/09/11 11:29 - 7456 commenti

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Apparentemente diverso da altri suoi lavori, è in realtà un film molto almodovariano. Assistiamo, infatti, ad un turgido melodramma, con qualche spruzzatina horror, ricco di ingredienti eterogenei: amore, stupri, follia, morte, vendette e chi più ne ha più ne metta. La sceneggiatura presenta una struttura con andirivieni temporali e qualche goffaggine e buco di troppo. Non manca anche qualche momento inelegante. Il risultato non è facilissimo da valutare anche per i fan del madrileno. Meglio chiarire che gli occhi di Franju non c’entrano molto.

Deepred89 27/09/11 01:28 - 3268 commenti

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Strambo thriller dai risvolti melodrammatici e a tratti quasi fantascientifici, che attinge da fonti eterogenee (si va da Nip/Tuck a Oldboy, passando di sfuggita anche dal rape & revenge) pur riuscendo a mantenere una propria, almodovariana, identità. Sesso e stupri in quantità superiore alla media e non sempre giustificati, ma il vero problema del film rimangono alcuni buchi di sceneggiatura tutt'altro che trascurabili. Ciononostante il tutto funziona e, specialmente quando si gioca a carte scoperte, intriga e appassiona. Imperfetto ma riuscito.

Rebis 27/09/11 16:54 - 2088 commenti

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La pelle. La superficie dei corpi che accende e manipola il desiderio, che dentro lo occulta, lo tra(sgre)disce. L'epidermide cinema. Di Almodovar per Almodovar, in bilico sul crinale dei generi, camuffato in un labirinto d'indizi e trascorsi che elude, inganna, e poi stupisce, inchioda allo schermo fino all'ultimo paradossale - sinceramente almodovariano - fotogramma. Il corpo provocatorio di Anaya come lo stesso film, oltre Franju, nell'incubo di Mary Shelley che ha ravvisato nella proteiforme massa della carne la scandalosa identità dell'essere. Almodovar confessa; Banderas recita sottopelle.

Lucius 6/10/11 19:35 - 2819 commenti

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La trama è di quelle con la T maiuscola; la pellicola segna una tappa di maturità nella carriera di Almodovar, il quale riesce a rielaborare il tema di Frankenstein aggiornandolo ai tempi attuali e contaminandolo con risvolti sull'identità di genere. Tre attori in stato di grazia, la chirurgia estetica e la genetica all'apice della loro postmodernità in un genere indecifrabile, tecnicamente notevole, cupo, con rimandi hitchcockiani, allucinante ma geniale. Qual è la tua vera identità?

Xamini 14/10/11 23:48 - 1000 commenti

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Almodovar porta su schermo questa riflessione sull'involucro a metà tra Mary Shelley e Hitchcock, con qualche concessione (grottesca) al sorriso. E la mano del regista si vede, eccome: sempre sul filo di una tensione che strizza l'occhio al succitato maestro, la costruzione funziona bene e si avvale di una serie di inquadrature ma anche semplicemente di un uso della camera che ha, spesso, del magistrale. Affatto secondario, il tema (e l'incedere del regista) della sessualità, che esplode da subito nel corpo magnifico della Anaya e poi viene ridiscussa in diverse varianti, assieme allo spettatore.
MEMORABILE: Lui che guarda lei su grande schermo. La voce della ragazzina che canta in giardino. Il commento musicale.

Morgana 8/11/11 23:58 - 7 commenti

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Un film complesso sull'identità, sulla sessualità, sulla bioetica. Una trama avvincente giocata attraverso una scansione temporale che crea un crescendo di tensione. La forte componente sessuale risulta a tratti disturbante e decisamente funzionale al complesso di una storia che vuole scuotere lo spettatore. Ottime interpretazioni attoriali.

Galbo 28/12/11 07:07 - 11343 commenti

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La manipolazione, del corpo ma anche psicologica, è l'ogetto principale del film di Almodovar. Molta (forse troppa) carne al fuoco e altri registi ne avrebbero ricavato un pastrocchio: l'artista spagnolo riesce a governare il tema anche se preme assai sul pedale del melodramma. Ne deriva un noir a tinte forti che spesso affascina lo spettatore suo malgrado grazie alla confezione eccellente della quale fa parte l'ottima prova degli attori, un torbido Banderas in primis, senza sottovalutare l'intrigante Elena Anaya.

Daniela 30/12/11 07:52 - 9210 commenti

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Se si deve inventare una storia, perchè limitarsi ad UN incidente quando si può raccontarne almeno DUE? E' quello che fa il regista, zippando mad doctor taglia e cuci, mogli carbonizzate, figlie con trauma, madri in incognito, stupratori maldestri, sessi incerti o cangianti, tigri che mostrano le terga. Il tutto amalgamato in una storia di vendetta a boomerang talmente melodrammatica da fregare la verosimiglianza e prendere a calci il ridicolo in agguato. Cattivo gusto? Ma questo è Almodovar, prendere o lasciare. Questa volta io prendo.

Capannelle 9/01/12 09:23 - 3700 commenti

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L'Almodovar che non ti aspetti inserisce i suoi caratteri grotteschi in un contesto a più sfaccettature e dal sapore hitchcockiano. Con la capacità di organizzare un continuo e efficace mix tra situazioni beffarde e rese di conti col passato. Bravo il regista anche nel far risaltare le qualità (non infinite) di Banderas e della Anaya. Un film cross genere con un protagonista... altrettanto cross genere.

Jandileida 11/01/12 23:20 - 1246 commenti

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Pedro è uno di quei registi a cui riconosco una grande caratura, pur non avendolo mai particolarmente apprezzato. Stavolta però il manchego mi ha stupito: dopo un inizio confuso, in cui mi chiedevo il perché dei soldi spesi, la storia prende quota e si ammanta di nero, di follia, seguendo vie non banali e spiazzanti. Una riflessione sul valore del corpo e sul tema, ricorrente per il regista, della cattività forzata. Sentite le interpretazioni, con un Banderas tormentato ed una Anaya meravigliosa. Alcuni movimenti di camera compensano dei momenti tirati via.

Didda23 10/03/12 13:35 - 2282 commenti

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Straordinaria indagine sull'identità e sul tema della vendetta, La pelle che abito è un'opera di strabiliante fascino narrativo e visivo: la sceneggiatura contaminata da più generi, nonostante qualche piccolo calo, offre spunti di pensiero estremamente originali; la regia incanta lo spettatore con movimenti ricercati e maturi. L'ultima ora regala momenti cinematografici di assoluta bellezza che mi hanno letteralmente conquistato. Assoluto, folle e geniale. ****!

Greymouser 16/04/12 10:21 - 1458 commenti

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Almodovar gira un film alla Cronenberg, ma resta Almodovar. Questa, in sintesi, l'essenza di un lavoro interessante, ma fondamentalmente inespresso, viste le potenzialità devastanti del soggetto. Il regista spagnolo si mostra anzi inopinatamente pudico di fronte alle implicazioni più morbose e inquietanti del tema, confezionando alla fine un piatto curato e dosato, a cavallo di vari generi, elegante e scorrevole, ma molto poco speziato.

Nancy 23/04/12 02:35 - 774 commenti

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Dopo una prima parte niente affatto esaltante, direi quasi straniante, il film si riprende alla grande e inarca in crescendo fino all'epilogo che, nella sua semplicità, è decisamente azzeccato. Considerato un "extra" della produzione di Almodovar, per chi scrive è invece molto in linea con la poetica del regista: il gioco sul sesso anche insistente, la sottile linea tra razionalità estrema e pazzia lucida. Laddove è un po' meno almodovariano è nella fotografia, priva dei soliti colori "sgargianti". Banderas decisamente bravo. Buono.

Ducaspezzi 30/09/12 02:42 - 222 commenti

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Nei primi tre quarti d'ora serpeggia un senso di attesa di delucidazioni che però, nel contempo, ci stanno in realtà gradatamente arrivando, con un passo felpato che risulterà idoneo per la miglior pre-cottura della seconda parte del film, convergente al nocciolo della vicenda. Ma è idoneo pure a trasmettere, nella stessa prima parte, un livello di curiosità che può in fondo prevalere su qualsivoglia scettica impazienza, se ci si fa guidare. Del resto, le riprese di Almodovar non sono mai "qualsiasi" e i salti temporali infiltrano spessore.

Coyote 9/10/12 11:04 - 185 commenti

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Almodovar azzecca l'ambientazione, lo spunto centrale della trama, gli attori (Banderas da brividi, Anaya splendida come sempre), ma qualcosa non torna, soprattutto nella prima parte: all'inizio il racconto procede a tentoni e tutta la parte con el Tigre pare una parentesi grottesca inutile e fuorviante, fuori luogo nei suoi spunti comici. Poi, dalla scena del matrimonio in avanti, il regista pare prendere in mano il bandolo della matassa e il film ritorna a farsi interessante. Ottima colonna sonora di Alberto Iglesias.

Nando 5/11/12 23:53 - 3458 commenti

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Un thriller spazio-temporale per il cineasta spagnolo, che affronta un argomento contorto e di difficile potabilità. La vicenda appare lievemente intricata ma lo sviluppo narrativo è lineare e si avvale di alcune situazioni al limite del surreale molto ben congegnate. Banderas è torbido nella sua lucida follia, mentre la Anaya, sensualissima, è convincente. Interessante.

Mco 20/11/12 17:44 - 2137 commenti

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Almodòvar porta sullo schermo il romanzo di Jonquet "Tarantola". Nella parte di un serioso chirurgo plastico troviamo Banderas, le cui lezioni sulla nuova pelle spaventano la corte dei medici così come le teorie sulla nuova vita di Victor Frankenstein irretivano i colleghi. Una prima parte da togliere il fiato, con poche spiegazioni, si contrappone a una successiva forse troppo desiderosa di giustificare l'azione. Nel complesso il film è un bell'esempio di cinema di genere che strizza l'occhio a quello più colto. La Anaya è abbacinante.
MEMORABILE: La trivialità di Zeca.

Giùan 12/01/13 15:21 - 2928 commenti

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Il miglior Pedro degli ultimi anni, tra i più convincenti di sempre. La mistura tra cervello melò e sensibilità grottesca del regista spagnolo risulta perfettamente (s)bilanciata, dando la stura ad u'opera estrema nei contenuti ma controllata nella rappresentazione. Le stesse ascendenze cinematografiche, pur chiare e tutte congruenti, son integralmente propedeutiche ad un film affatto ineccepibile, le cui pecche tuttavia son frutto di un rischio, di un apertura, di una volontà di misurarsi non solo con se stesso. Prova di maturità per Banderas. A(to)naya.
MEMORABILE: Zeca/Alamo che “pompa” la Anaya; La Paredes che toglie il sudario/coperta di sangue.

Schramm 15/01/13 15:06 - 2412 commenti

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Non si è fatto mancare niente, il Pedro: il corpo come il primo dei continenti visitati e visitabili, metafisica e metapsichica della (nuova) carne, della transgenitalità/transgenitorialità, del doppio fondo identitario, del ritorno all'amore negato, del meta-incesto necrofilo, della simpatia per Mr Vendetta. E con siffatto micidiale arsenale lui che fa? Sguaina una sciabola di plastica, fotoromanza e mainstreamalizza la cattiveria, là dove dovrebbe esplodere la ferocia impazza il mélo, quel che dovrebbe esser sporcizia è bomboniera. L'ossatura è buona ma resta nei margini senza mai far male.

Pigro 13/03/13 09:18 - 7730 commenti

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L’eco iniziale di Franju lascia ben presto il passo a una complessa trama tipicamente almodovariana pluristratificata, dove si intrecciano temi ricorrenti (la medicina, il transgender) su percorsi altrettanto ricorrenti (il mélo, la morbosità dei sentimenti). Il chirurgo che plasma il corpo della sua 'carcerata' dà il via a un’opera sottile e sorprendente sull’identità, ma soprattutto sul desiderio di manipolare e condizionare nel corpo e nell’anima. Bizzarro patchwork di generi, godibile come un fumettaccio di quart’ordine o un elegante b-movie.

Matalo! 5/07/13 11:22 - 1368 commenti

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Non dispiace. Una partenza un po' alla Franju per un film che comunque riporta alla tematica del transgenderismo, visto in chiave thriller. Meno arditezze, meno scombinato, meno petulante del solito anche se un po' caotico (a dir la verità comincia a "cuocere" a metà tempo). Forse è più qui che in altre pellicole più coming out che Almodovar rende accettabile l'ingresso del transessualismo in un contesto convenzionale. Recitazione ottima, esteticamente affascinante. Certe battute da cinefilo ("Mi chiamo Vera, Vera Cruz") lasciano il tempo che trovano.

Delpiero89 17/01/14 11:17 - 263 commenti

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Il solito pazzesco Almodovar per questa pellicola (in alcuni momenti anche di forte matrice hitchcockiana) che mantiene alta la tensione per i quasi 120 minuti e arricchisce gli occhi con alcune immagini davvero intense. La struttura non lineare che pone molti dubbi e questioni allo spettatore nella prima parte (all'apparenza confusionaria) non fa altro che impreziosire la visione. Il regista spagnolo da anni ci racconta con una normalità agghiacciante un mondo dove non esistono persone e vite normali.

Undying 23/02/14 18:35 - 3841 commenti

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"C'è un destino peggiore della morte", come recita la frase di lancio d'un famoso film horror: è quella che tocca a Vicente (Jan Cornet), vittima d'un frettoloso errore che induce un chirurgo (Antonio Banderas) a fare orripilante vendetta. La pelle che abito rientra in pieno nella filmografia di Almodovar che qui però abbandona i toni da commedia e affronta la terribile crisi dell'identità (sessuale) in maniera a dir poco angosciante. Nulla a che vedere con la pellicola ispiratrice: qui si soffre per l'affondo psicologico transgenico. Allucinante.

Il ferrini 17/12/15 23:20 - 1665 commenti

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Un film disturbante, uno squarcio sull'abisso in cui può trascinare il desiderio di vendetta, soprattutto se alimentato da una psicopatia. Banderas, dopo Légami, torna a lavorare con Almodovar e lo fa in grande stile, offrendo una prova davvero notevole. Efficace anche Elena Anaya, che riesce a conferire al suo personaggio una glacialità convincente, perfetta per il clima "chirurgico" che pervade la pellicola. Una storia malata, terrificante, ma dall'indubbio fascino.
MEMORABILE: Gal che si specchia nella finestra.

Paulaster 10/06/19 10:35 - 2731 commenti

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Chirurgo plastico segregherà un individuo per vendetta. Tema interessante la transgenesi e le sue derive. Almodóvar stavolta non provoca ma crea un clima da brividi condito con stupri e tentati suicidi. Purtroppo la storia a ritroso a volte è poco chiara (i rapporti con la domestica) o forzata (il figlio delinquente che ha avuto rapporti con la moglie del medico). Bene la parte iniziale e finale ambientata nel presente della storia. Discrete inquadrature interne. Banderas in parte con un fare glaciale.
MEMORABILE: Il primo piano della Anaya dai monitor; I dildo di misure diverse.

Anthonyvm 27/10/19 19:18 - 1783 commenti

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Interessante ed estroso dramma a tinte forti, quasi horror per certi aspetti (le premesse da dermatologo pazzo à la Occhi senza volto ci sono): una delirante storia di vendetta in cui il concetto di soggiogamento psico-fisico assume tratti spiazzanti e beffardi. Riuscitissima l'idea di optare per una struttura narrativa non lineare, in cui la verità circa il folle Banderas (una delle sue migliori prove) e la sua cavia-prigioniera si palesa solo strada facendo, attraverso flashback e rivelazioni oniriche. Un po' lento, ma merita una visione.
MEMORABILE: Lo stupro di Vera a opera del "tigrotto"; Il suicidio della moglie di Banderas; La figlia di Banderas sotto shock; Il grottesco twist a metà film.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Didda23 • 15/01/13 15:42
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Invece per me colpisce molto a livello psicologico e non a caso è stata la mia visione preferita del 2012. Le aspettative erano basse e lo stupore provato è paragonabile solo a quello suscitato dall'opera di Costanzo " la solitudine dei numeri primi"!
  • Discussione Schramm • 15/01/13 15:46
    Risorse umane - 6703 interventi
    per me è buona la sceneggiatura, purtroppo però candeggiata in stilemi e umori da telenovelas che molto ammortizzano ogni impatto. comunque resta l'almodovar che più ho gradito dai tempi di parla con lei.

    vediamo cosa combina con gli amanti passeggeri, previsto per quest'anno...
  • Discussione Galbo • 15/01/13 16:50
    Gran Burattinaio - 3746 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    per me è buona la sceneggiatura, purtroppo però candeggiata in stilemi e umori da telenovelas che molto ammortizzano ogni impatto. comunque resta l'almodovar che più ho gradito dai tempi di parla con lei.

    vediamo cosa combina con gli amanti passeggeri, previsto per quest'anno...


    mah, quelli che tu chiami "umori da telenovelas" sono abbastanza una costante nel cinema dello spagnolo, ma non come connotazione necessariamente negativa a mio giudizio...
  • Discussione Rebis • 14/03/13 23:04
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Ehi Pigro, il tuo commento è spoilerosissimo - oltre che molto bello ;)
  • Discussione Zender • 15/03/13 08:46
    Consigliere - 43512 interventi
    Occhio agli spoiler Pigro, mi raccomando...
  • Discussione Pigro • 15/03/13 09:45
    Consigliere avanzato - 1480 interventi
    Sì, in effetti ci ho pensato un po' se era il caso di scriverlo, ma poi ho pensato che quello che scrivo avviene più o meno a metà o verso i due terzi del film, quindi quando siamo ancora molto lontani dalla fine. Certamente, si tratta di un bel colpo di scena, ma - appunto - l'ho valutato più come colpo di scena che come vera e propria rivelazione di come va a finire (cosa che mi guardo sempre molto bene dal rivelare!). Inoltre questo specifico evento, al di là ovviamente della sua importanza determinante, mi sembra più un dispositivo narrativo che non il senso dell'oper. Mi spiego: è importante in questo film il rapporto di manipolazione e condizionamento (che poi determina tutta la parte finale), mentre è solo un "dettaglio" narrativo (deflagrante, indubbiamente, ma non così determinante) il chi sia veramente la vittima di questa manipolazione (poteva essere chiunque, e il senso del film sarebbe stato più o meno uguale... certo, molto meno almodovariano). Per tutto questo, scriverlo mi è sembrato non così spoileroso...

    Comunque, sicuramente la rivelazione può essere forte, quindi se pensate che sia meglio toglierlo, ditemelo e lo cambio senza grossi problemi.

    Grazie Rebis, è quasi pleonastico dirlo, ma è molto bello anche il tuo commento, di cui la cosa che mi aveva colpito di più è stata l'annotazione sulla "almodovarianità" dell'ultimo fotogramma, che mi ha dato molto da pensare...
  • Discussione Zender • 15/03/13 11:13
    Consigliere - 43512 interventi
    Sì, sarebbe bene in questo caso modificare, nel senso che è ciò che dà il senso stesso al film, per quanto venga detto non proprio alla fine.
  • Discussione Didda23 • 15/03/13 11:47
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Mi ero accorto pure io, ma dato che in passato mi era già capitato di chiedenti una modifica, ho preferito non dire nulla perché magari pensavi che avessi qualcosa nei tuoi confronti. Ovviamente è stato stimolante leggerlo!
  • Discussione Rebis • 15/03/13 11:55
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Pigro ebbe a dire:

    Grazie Rebis, è quasi pleonastico dirlo, ma è molto bello anche il tuo commento, di cui la cosa che mi aveva colpito di più è stata l'annotazione sulla "almodovarianità" dell'ultimo fotogramma, che mi ha dato molto da pensare...


    Grazie Pigro, fanno sempre molto piacere i tuoi apprezzamenti :)
  • Discussione Pigro • 15/03/13 19:14
    Consigliere avanzato - 1480 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Mi ero accorto pure io, ma dato che in passato mi era già capitato di chiedenti una modifica, ho preferito non dire nulla perché magari pensavi che avessi qualcosa nei tuoi confronti. Ovviamente è stato stimolante leggerlo!

    Ma figurati! No, tranquillo: tu puoi dirmi tutto quello che vuoi ;-)

    Commento modificato!
    Ultima modifica: 15/03/13 19:16 da Pigro