La 25^ ora - Film (2002)

La 25^ ora
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: 25th Hour
Anno: 2002
Genere: drammatico (colore)
Regia: Spike Lee
Note: aka "La venticinquesima ora" e "La 25.a ora"

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Di tutti i film (o “joint”, come li chiama lui) di Spike Lee, 25th HOURS è forse il meno personale; quello in cui il proverbiale vigore, la brillantezza dei dialoghi, la straordinaria voglia di vivere dei suoi personaggi fan più fatica a emergere. L'ultima giornata di Monty (Edward Norton) prima di fare il suo ingresso in carcere (allo scadere della venticinquesima ora, appunto) trascorre tra le chiacchiere con i due amici di sempre (Philip Seymour Hoffman, professore, e Barry Pepper, agente di borsa) e la ragazza con la quale ha vissuto negli ultimi tempi. Qualcuno ha parlato e la polizia, irrompendo in casa, gli ha trovato nell’imbottitura del divano droga e soldi. La condanna è scontata,...Leggi tutto ma manca ancora un giorno. Spike Lee accompagna Monty con uno stile insolitamente solenne (cui le musiche di Terence Blanchard contribuiscono molto), lo trasforma in un condannato conscio della sua situazione, lo fa passeggiare pensieroso sulle rive dell’Hudson (siamo a New York) e scoprire un nuovo rapporto col padre (Brian Cox), mentre i due amici si incontrano da soli a parlare di cosa ne sarà di lui rendendosi conto di non averlo saputo salvare in tempo da un futuro inevitabilmente segnato. La sceneggiatura è calibratissima, la regia non fa una sbavatura, eppure la maturità di Spike Lee sembra corrispondere a un’opacizzazione del suo stile. 25th HOUR sembra molto di più un film d'autore classico, non irriverente e fresco come i suoi precedenti. Non che sia un brutto lavoro, no davvero, e anzi sono più le qualità dei difetti, eppure certe banalità nella figura di Hoffmann, un personaggio femminile poco “protagonista” e la prova di un Norton sottoutilizzato non convincono del tutto.

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B. Legnani 26/03/07 01:19 - 5567 commenti

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Ottimo. Affronta, senza retorica, temi profondi: la creazione del proprio destino, le difficoltà dell'amicizia, le paure del singolo... Simbologìe non eccessive: stupendo l'arco (che fa da confine) con le panchine (di qua i liberi, cane incatenato compreso, di là il presto recluso) che ricorda altri finali (fra i tanti, e più arditamente in assoluto, perché qui il tutto avviene non in modalità di piena simmetrìa, ma in maniera reciprocamente catartica, Spartacus). Da culto la scena dello specchio.
MEMORABILE: La scena allo specchio.

Lercio 15/04/07 01:50 - 232 commenti

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Gran film davvero, tecnicamente perfetto e con un'aurea metaforica post undici settembre tutt'altro che evidente, ma presente come un grande esame di coscienza. Metafora anche delle intenzioni umane e sul destino più o meno prevedibile, sulla concatenazione degli eventi. Film estremamente arguto ed elegante nella messa in scena. Non assistiamo mai a situazioni sopra le righe, perché è tutto il film ad essere una visione "da sopra", con un occhio estremamente consapevole.

Galbo 17/04/08 06:02 - 12456 commenti

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Capolavoro assoluto del grande regista afroamericano, questo film riunisce le potenti metafore di un uomo (il protagonista del film, splendidamente interpretato da Edward Norton) a quella della città di New York, indelebilmente segnata dalle vicende dell'11 settembre. Punto di forza del film è la surreale atmosfera di sospensione che si crea e che scandisce la vicenda totalmente impregnata del recupero dei valori di un uomo. Fotografia eccellente e grande colonna sonora. Imperdibile.

Renato 29/06/07 12:51 - 1648 commenti

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Film grandioso. Spike Lee racconta la storia di tre amici che rimangono uniti anche quando la vita fa di tutto per separarli, non indulge in facili romanticismi fuori luogo, sa essere duro (anche troppo) nel descrivere la rabbia cieca di una città reduce dai ben noti attacchi terroristici, e ci regala almeno un paio di sequenze di cinema memorabili. Gli ultimi cinque minuti sono la dimostrazione che, quando un grande regista decide di osare, può raggiungere vette impensabili. Chapeau.

Hackett 14/04/08 19:50 - 1868 commenti

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Spike Lee riesce in questo film a fotografare alla perfezione un'America disillusa e impaurita, appena scossa dalla tragedia delle torri gemelle. Partendo da un buon libro di Benioff, il regista ci mette del suo, arricchendo ancora di più i bei personaggi, con dialoghi azzeccati e interpreti davvero bravi. Film che parla di peccati, peccatori, redenzione e disperato desiderio di quella vita normale che chi ha, a volte, non apprezza. Norton si conferma uno dei migliori attori contemporanei.

Pigro 26/03/09 09:27 - 9800 commenti

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Nell'ultima notte prima di entrare in galera decide di affrontare gli amici, il padre, sé stesso. Un grande film sulla fragilità della vita e della società contemporanea, in cui Spike Lee assume un ispirato tono da profezia biblica: dall'inizio cruento e simbolico alla litania del vaffanculo, dagli scorci su Ground Zero allo stupefacente finale, l'opera affascina e incute spavento come un arcano testo sacro, in cui l'uomo è preda dell'ineluttabilità delle sue responsabilità in mezzo a una indecifrabile babele.

Capannelle 7/04/09 12:13 - 4445 commenti

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Spike Lee sa manovrare la macchina da presa e si vede, soprattutto negli esterni di inizio film. Nella parte centrale, dopo il "fuck you" testamentario di uno splendido Norton, si gira molto in interno. Il contesto si fa più statico e ricco di adrenalina verbale che non sempre colpisce nel segno (vedi ad esempio tutta la sequenza nella disco). Si torna alla grande nel finale drammatico/visionario. Musiche notevoli e attori in forma.

Sibenik 17/04/10 17:03 - 90 commenti

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Grande Zio Spike! Livelli celesti in questa pellicola in cui un sontuoso Edward Norton interpreta le ultime ore di Monty prima di dover entrare il prigione. Le trascorre coi propri amici: un professore complessato invaghito di una studentessa ed un broker cinico, ma forse neppure troppo. In alcuni momenti si raggiungono vertici clamorosi e, se per paradosso per paradosso non vi piacesse l'opera, arrivate alla fine perché c'è anche una meravigliosa Rosario Dawson. Anche il rapporto tra Monty e il padre è ben portato sullo schermo. Meraviglioso!

Homesick 15/05/10 18:59 - 5737 commenti

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Attraverso il calvario personale di un pusher prossimo all’incarcerazione, Lee intona un sofferto canto d’amore per una New York prostrata, dolente e rabbiosa dopo i fatti dell’11 settembre. La sceneggiatura cammina con estrema scioltezza per oltre 2 ore, cesellata da una regia dal tocco magistrale e dalla maturità di interpretazioni profonde e sentite, riuscendo pienamente nell’obiettivo di trasmettere la costante sensazione di angoscia, smarrimento e rimpianto di un uomo, specchio dell’intera collettività. Fotografia e musiche funzionali all’atmosfera crepuscolare e sospesa.

Greymouser 16/05/10 12:14 - 1458 commenti

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Sicuramente fra i migliori, se non il migliore, dei film di Spike Lee, che qui abbandona ogni retorica ribellista per mostrare con delicatezza e profonda sapienza registica l'esperienza interiore e dolente di un protagonista in cerca di redenzione da se stesso. Il tizio è interpretato da un grande, immenso Edward Norton, uno degli attori più sottovalutati di tutti i tempi, e che non sbaglia mai un ruolo, riuscendo sempre a rendere autenticamente l'umanità fragile e contraddittoria dei suoi personaggi.

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Tarabas 16/05/10 17:21 - 1883 commenti

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Prima di essere incarcerato per 7 anni, un mediocre spacciatore riconsidera la sua vita in compagnia dei pochi amici che gli restano, mediocri quanto e più di lui. Sullo sfondo di Ground Zero passano figure senza sostanza, dal pusher con sogni piccoloborghesi al professore frustrato al broker che vive alla giornata pensando solo a fare soldi per sfuggire alle sue radici modeste. Con poca luce e toni insolitamente bassi, Lee racconta la fine di una giornata, di una vita, (forse) di una nazione e il sogno di riscatto per cui (forse) non c'è più tempo.

Deepred89 26/10/10 23:25 - 3742 commenti

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Una regia del genere, tanto tecnicamente consapevole e sbalorditiva quanto ricca di poesia, varrebbe di per sè la visione. Aggiungiamoci una sceneggiatura profonda e ricca di significati (politici, morali, sociologici), condita con dialoghi brillanti e improvvise digressioni (lo specchio, il finale) che spezzano l'apparente linearità del tutto. Ottimi poi Norton, la fotografia e la colonna sonora, con un main-theme che (cosa rarissima nell'Hollywood attuale) entra prepotentemente in testa. Qualche minuto per ingranare, ma comunque un gran film.

Cif 11/09/10 16:56 - 272 commenti

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Potere di Spike Lee: prendi una storia normale, in fondo un po' convenzionale, riducila all'osso, liberala da orpelli e schematismi cinematografici e cosa resta? Una rete intricata di personaggi ben abbozzati, terribilmente veri, con al centro un pusher che vive la sua vita pericolosa e scapigliata in maniera tutta introspettiva, distante dallo spettacolo holliwoodiano e lentamente si va, si cade, verso la 25^ ora. (Anche) Tutto questo è New York. ***½

Redeyes 19/10/10 15:06 - 2456 commenti

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Bello e triste. Fosse solo per il monologo di Norton davanti allo specchio varrebbe comunque la pena di vederlo. Ed invece c'è altro. Un'amicizia d'altri tempi, cementata ma fondamentalmente superficiale, c'è l'affetto, non la stima al più una parvenza di complicità. C'è l'amore e sopratutto c'è un torrente di disperazione e tristezza. A me Norton piace, inutile negarlo, così come Lee, e questa è decisamente una bella pellicola. Forse un po' prolissa ma mai fastidiosa. Consiglio.

Cotola 21/11/10 22:36 - 9173 commenti

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L’ultimo giorno di libertà di uno spacciatore prima di recarsi in galera e di raggiungere quell’inesistente venticinquesima ora che tutti vorremmo poter vivere almeno una volta nella vita. Lee firma quello che è probabilmente la sua miglior opera. Ben scritto e congegnato dal punto di vista narrativo, si mostra a tratti duro e coraggioso e raggiunge momenti di grande intensità come nell’illusorio epilogo felice che chiude il film. Gran bella confezione e ottimo cast con Hoffman e Norton che si confermano attori di razza, tra i migliori degli ultimi anni.

Didda23 21/03/11 20:58 - 2436 commenti

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Il migliore Spike Lee in assoluto. Regia solida e curata, perfetta la sceneggiatura di Benioff (autore tra l'altro in veste di sceneggiatore di Il cacciatore di aquiloni e Brothers) tratta dal romanzo omonimo (scritto dallo stesso Benioff). Il film riesce a coinvolgere lo spettatore e lo induce alla riflessione (cosa non da poco). Rimane moltissimo del film soprattutto i dialoghi brillantissimi, l'eccelsa prova di Norton, la scena dello specchio e il finale. Imperdibile.
MEMORABILE: Il finale.

Pinhead80 27/04/11 23:45 - 4920 commenti

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Questo di Spike Lee è uno di quei film che difficilmente lo spettatore può scordare. L'ultima giornata di libertà per Edward Norton (che si conferma uno dei migliori attori in circolazione) è l'occasione per affrontare le persone che ha avuto vicino nella sua vita, per affrontare la città stessa che lo ha ospitato (il monologo fatto di invettive contro gli abitanti di New York), ma soprattutto per affrontare se stesso, in attesa di un'ora che non arriverà mai, perché è quella del tempo perduto. Capolavoro.

Nando 10/05/11 09:34 - 3837 commenti

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Una parabola metaforica della vita di uno spacciatore destinato alla galera ed in procinto di realizzare una festa d'addio con i suoi amici. Una narrazione affascinante ed incentrata su un valido cast, una fotografia superba ed una colonna sonora trascinante. Finale sognante e inquieta bellezza della Dawson.

Caesars 15/06/11 09:12 - 3827 commenti

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Non nego di aver provato un po' di delusione, davanti a quello che in molti definiscono un vero capolavoro. Lo spunto è interessante (l'ultimo giorno di libertà di un uomo che dovrà trascorrere 7 anni in galera) e le interpretazioni sono all'altezza; ma c'è un non so che che non mi ha fatto entrare "in sintonia" con la pellicola. Forse è la parte centale (quella in discoteca) ad essere un po' troppo pesante, forse certi personaggi li ho trovati inutili (l'allieva), ma in definitiva il film non mi ha convinto pienamente. Bello, quello sì, il finale.

Rullo 13/09/11 14:29 - 388 commenti

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Per una volta Lee non si preoccupa di mostrare la situazione dei neri nella sua amata New York, ma piuttosto ne fa un'analisi post 9/11 ponendo Norton e compagnia all'interno di una città che nonostante il crollo delle torri continua a girare, nel mondo dell'economia e in quello malavitoso. Regia come al solito pulita e con un buon gusto per l'estetica (complice la fotografia), favorita dal grande talento degli attori.

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Piero68 15/09/11 08:32 - 2961 commenti

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Il film che non ti aspetti da un regista che non ti aspetti. Lasciate da parte le solite accuse sul razzismo, Lee si concentra sui rapporti umani e soprattutto sullo spirito di una città (NY) che ha subito l'11/9. Grazie anche ad un Norton in stato di grazia ne viene fuori una sorta di piccolo capolavoro con un finale semplicemente geniale. Sceneggiatura, fotografia e colonna sonora ottimi con qualche evidente omaggio a film da antologia come Taxi Driver. Norton davanti allo specchio che recita un'apologia dei fanculo ricorda tanto De Niro (Dici a me?)...

Mickes2 6/11/12 23:46 - 1672 commenti

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Le ultime ore di libertà prima della prigionia per riflettere sul passato e sul futuro, pensare a ciò che è stato sondando i rimpianti e affrontando il presente, tra paure e dignità. Lee dipinge una New York livida (smagliante la fotografia di Prieto) incastonando i propri personaggi in quella che è una dolorosa ricognizione sul destino, l’avidità e il cinismo dell’essere umano, nonché una pregnante disamina sul riscatto e l’espiazione della colpa. Di accecante bellezza il catartico ed effimero finale. Tra i migliori joint di Spike. Bellissimo!

Paulaster 17/02/13 14:35 - 4526 commenti

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Spike Lee mostra senza giri di parole l’empasse di un’agonia. Il momento in cui si viene schiacciati e si è inermi. Sullo sfondo della New York ancora con le ossa rotte dopo l’11/9 tutti si sforzano di andare avanti, anche se l’umore non è dei migliori. Norton è bravo anche se non ha il physique du role del pusher e la Dawson quando è ragazzina non è credibile. Pepper mi ha sorpreso in positivo, anche perché ha i dialoghi migliori. Il finale è visualmente ottimo ma melodrammatico, così come la perquisizione della polizia e l’interrogatorio.
MEMORABILE: Il dialogo alla finestra sopra Ground Zero; Il discorso allo specchio; Il dialogo sul percentile; Il dialogo tra Pepper e Dawson in discoteca.

Saintgifts 22/04/13 02:11 - 4098 commenti

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Spacciare droga e salvare un cane morente e rabbioso non stanno assieme, ma questo è Monty, fregato dagli "amici" ma consolato con un sorriso da tutti quelli considerati feccia, davanti alla propria immagine riflessa in un ingiusto quanto comprensibile sfogo. Una finestra sullo squarcio di ground zero e su un'America (che non vuol perdere il suo orgoglio e i suoi ideali, fosse anche solo sventolando una piccola bandiera su un'automobile simbolo in viaggio verso un'illusoria nuova libertà), che prima però deve azzerare anche i propri errori.

Giacomovie 11/01/14 00:49 - 1401 commenti

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Un uomo viene condannato a sette anni e gli restano 24 ore di libertà. Il film le utilizza per analizzare i suoi dubbi (soprattutto se sia stata la sua ragazza a fare la soffiata alla polizia), le lacerazioni interiori (le domande sulla vita) e i malcontenti (come la serie di "fuck you" davanti allo specchio sui mali della società). Il tutto è esposto in modo rarefatto (in sottofondo), quasi meditativo e con un preciso scavo psicologico. C'è un'evidente tensione morale ma anche qualche parentesi superflua non organica al contesto. ***

Zutnas 30/06/14 15:48 - 85 commenti

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L'ultimo giorno di libertà di un condannato nella New York che cerca di (non) dimenticare l'11 settembre. Una giornata per salutare gli amici, la fidanzata, il cane e il papà. Ma il saluto è un addio, ed è rimpianto per quello che poteva essere, per gli errori commessi, per le cose non dette, per chi si è arreso senza combattere. Memorabile l'invettiva contro gli abitanti della Grande Mela, da brividi la scena finale in macchina. Toccante senza mai essere melodrammatico, da vedere.

Jena 7/07/15 17:32 - 1575 commenti

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Senza ombra di dubbio il miglior film di Spike Lee, che dà il meglio di sé quando si allontana dai cliché del predicatore che in passato hanno fatto la sua fortuna. Ambientato in maniera perfetta in una New York post 11 settembre, mai rappresentata così bene, con un ritmo serrato e con scelte registiche da applausi (alcuni stacchi nei dialoghi sono da antologia), il film trionfa nel magnifico terzetto di protagonisti, a dir poco in stato di grazia. E se Norton e Hoffman li conoscevamo già, la sorpresa è un Barry Pepper monumentale. Ottimo.
MEMORABILE: Tutti i dialoghi Hoffman/Pepper e Norton/Pepper, da far crepare di invidia Tarantino; La notte in discoteca.

Lou 13/07/16 19:03 - 1124 commenti

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Il tocco d'autore di Spike Lee è apprezzabile in molti aspetti: nelle ambientazioni realistiche e vissute, nell'uso della fotografia e dei colori, nei cambi di ritmo, negli inserti artistici in stile videoclip, nell'uso del linguaggio da strada. Il racconto delle ultime 24 ore dello spacciatore "Monty" (un intenso Norton) prima di entrare in carcere per 7 anni è coinvolgente ed enfatico. Spettacolare la disperata invettiva di Norton davanti allo specchio.

Thedude94 6/11/17 11:51 - 1112 commenti

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La regia movimentata di Lee mette al centro dell'attenzione la storia degli ultimi momenti di libertà di uno spacciatore buono, ben interpretato da Norton e ci porta nei meandri di una New York poetica e multirazziale. Nel complesso la trama è molto semplice; a vivacizzare un po' la vicenda del protagonista ci sono le storie dei suoi amici, due bravissimi attori (Pepper e Seymour Hoffman) e della sua giovane ragazza (Dawson), che vive le ultime ore insieme a lui. Fotografia e scenografie buone, manca forse un po' di dinamismo alla scrittura.
MEMORABILE: Il monologo allo specchio nel bagno del ristorante.

Rocchiola 17/11/19 11:56 - 982 commenti

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Piccolo spacciatore in procinto di scontare una pena di sette anni passa le sue ultime 24 ore di libertà con amici e parenti tra bilanci esistenziali e un sospetto tradimento. Una delle opere più mature e disilluse di Spike Lee, ambientata in una New York ancora ferita dall’attentato dell’11 settembre. Lasciate da parte le consuete tematiche razziali il regista firma un’amara riflessione sul destino umano. Ricco di affetti e amicizie perdute è un film struggente ma anche speranzoso nel concedere a tutti la possibilità di una seconda chance.
MEMORABILE: L’invettiva misantropo-razzista di Monty allo specchio; Il ritrovamento del cane ferito; Il fascio di luce al posto della Torri gemelle.

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Noodles 23/12/19 19:59 - 2321 commenti

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Ennesimo pezzo di bravura di Spike Lee, regista mai troppo celebrato. L'ultima sera di libertà del protagonista, uno straordinario Edward Norton, è reso alla perfezione, con cinismo e freddezza ma al contempo un tocco di poesia e di fatalità, connubio perfetto che non stona mai. Il tutto appare dall'inizio alla fine quasi come un sogno, anche grazie alla fotografia e al montaggio, a tratti molto particolare. Bellissimo il finale. Da non perdere.

Giùan 19/07/21 17:44 - 4664 commenti

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Non è lo Spike ipertrofico, ridondante epperò fumato dal sacro fuoco che più ci piace. Non siamo di fronte a una delle sue "joint" rollatissime ma non c'è dubbio che il nostro sappia far la cosa giusta di fronte alla New York dolente del dopo 11 settembre, cui dà voce e corpo un outsider cattolico irlandese incastrato tra mafia russa, amici che non lo capiscono o lo giudicano, la compagna afroamericana. Un dramma riflessivo, talora forzosamente poetico, riflesso però critico cosciente di un mondo che, claustrofobico, implode. Un film che come Doyle ringhia ma ha bisogno d'amore!
MEMORABILE: Rosario Dawson in vestito argentato; Seymour Hoffman e Anna Paquin.

Daniela 24/06/24 09:25 - 12786 commenti

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A distanza di oltre 20 anni dall'usscita nelle sale, resta il miglior film di Spike Lee e si conferma capolavoro di classe cristallina sotto ogni aspetto: bella la storia incentrata sulle ultime ore di libertà di uno spacciatore che si appresta a trascorrere sette anni in carcere, suggestiva l'ambientazione in una New York in cui sono ancora fresche le tracce della tragedia dell11 settembre, curata la fotografia, magnifica la colonna sonora di Terence Blanchard, splendide le interpretazioni di tutto il cast a partire dai superlativi  Norton e Hoffman. Opera da amare e ammirare.
MEMORABILE: La "dichiarazione d'odio" nel prologo; Il pestaggio "preventivo"; Il finale immaginato. 
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  • Curiosità B. Legnani • 20/10/10 11:06
    Pianificazione e progetti - 15018 interventi
    L'attuale pubblicità Mercedes, relativa a una promozione valida per il 23 e 24 ottobre, è una lunga citazione del celebre monologo allo specchio.
  • Curiosità Hackett • 20/10/10 20:09
    Portaborse - 530 interventi
    Non l'ho vista... ora sono curioso ;))
  • Musiche Didda23 • 17/05/11 14:09
    Compilatore d’emergenza - 5796 interventi
    Ecco la bellissima colonna sonora:

    Warm It Up Kane (Big Daddy Kane)

    Flava in Ya Ear (Craig Mack)

    Put the Music Where Your Mouth Is (Olympic Runners)

    White Lines (Don't Don't Do It) (Grand

    Master e Melle Mel)

    Cavern (Liquid Liquid)

    Bra (Cymande)

    Dove (Cymande)

    The Message (Cymande)

    The Fuse (Bruce Springsteen)
  • Homevideo Rocchiola • 17/11/19 11:59
    Call center Davinotti - 1270 interventi
    Disponibile in DVD Touchstone. Il video presentato nel corretto panoramico 2.35 è ottimo pulito e dettagliato. L'audio italiano 5.1 un po’ basso nei dialoghi, ma pulito e molto performante nelle musiche ed effetti sonori. Per ora non è uscito in bluray nemmeno all'estero.