L'uomo del labirinto

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2019
Genere: thriller (colore)
Note: E non "L'uomo nel labirinto".
Numero commenti presenti: 17
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

In un'imprecisata località americana Samantha Andretti si risveglia in un letto d'ospedale. Di fronte a lei uno specialista (Hoffman) che la assiste da vicino cercando di farsi strada nella sua memoria: ha trascorso quindici anni nelle mani di un misterioso rapitore, le spiega, ma lei del passato pare non riesca a ricordare nulla. Parallelamente Bruno Genko (Servillo), un investigatore privato con trascorsi nel recupero crediti e gravemente malato di cuore, cerca di far luce sul rapimento interrogando come prima cosa la persona che ha ritrovato la ragazza e ha telefonato alla polizia permettendone il recupero. Questi dice di aver visto nei pressi un uomo vestito da... coniglio (e qui è impossibile non pensare a DONNIE DARKO...Leggi tutto, per il costume ma anche per la fissità inquietante della figura che si staglia nella notte). Recatosi all'ufficio persone smarrite, Genko chiede se tra le tantissime ne esista qualcuna che abbia relazione con un coniglio. Ebbene, c'è: è un misterioso ragazzo sequestrato e liberato dopo tre giorni, tornato a casa decisamente cambiato. Li chiamano "i figli del buio", gli dice la proprietaria della casa-famiglia dove il poveretto andò a vivere dopo che i genitori si rifiutarono di tenerlo con loro, la quale mostra a Genko uno strano fumetto con protagonista un coniglio che il ragazzo aveva con sé al momento dell'affidamento. L'indagine si svilupperà alternandosi alle scene in ospedale dove Samantha, sempre assistita dallo specialista intento ad assecondarla il più possibile, vedrà lentamente riaffiorare alla memoria i giorni della prigionia. Carrisi conferma quanto di buono s'era visto in LA RAGAZZA DELLA NEBBIA, in primis una sensibilità straordinaria nel creare ambienti di grande fascino all'interno dei quali muovere personaggi che spesso sembrano sconfinare nel gotico. Se nella parte "ospedaliera" il clima freddo, asettico, viene spezzato dai ricordi di Samantha nella cavernosa prigione (vicini per concezione ai tanti visti nei thriller in cui la vittima vive maltrattata, abbandonata a se stessa tra mura fiocamente illuminate), in quella dominata dal solito, strepitoso Servillo, si sviluppa un intreccio classicamente "giallo" nel quale s'innestano fugaci impronte horror. Qui le suggestioni date da invenzioni registiche insistite - che s'accompagnano agli oscuri messaggi che trapelano dalle pagine del fumetto e a incontri con personaggi ambigui - esaltano l'arte di un regista che, nato come scrittore di successo, affronta il cinema con intuizioni e gusto estetico sopraffini, riuscendo ad affondare lo spettatore in un clima sospeso dai contorni quasi lynchiani (un caso che INLAND EMPIRE fosse un altro film con umani dalla testa di coniglio?). Qui però una traccia precisa da seguire esiste, per quanto soffocata da qualche furbata di troppo che occhieggia ai caotici thriller di oggi, in cui la narrazione lineare pare proibita (lo scopo è far parlare del film a visione conclusa, tra chi l'ha visto) generando storie che tendono purtroppo a perdersi e sfilacciarsi. Nell'ultima parte tutti i nodi verranno in ogni caso al pettine, con sconvolgimenti non da poco che rimetteranno in discussione molte delle certezze che tendevamo a dare per scontate, assuefatti come siamo da sempre alle dinamiche tipiche della finzione cinematografica. Colpisce come Carrisi, senza rinunciare a una lentezza di base giustificata ma oggi non certo diffusa, riesca a far montare il clima di mistero creando sequenze avvolgenti, visivamente superbe e ricche d'inventiva nella messinscena che incuriosiscono e sempre più infittiscono le suggestioni aprendo nuove vie all'attesa spiegazione conclusiva. Per questo ancor di più dispiace come la prima soluzione, tipicamente da thriller, giunga al contrario improvvisa quanto prosaica, dando l'impressione di essere sommariamente tirata via per lasciar spazio alla seconda, che viceversa sovverte a sorpresa le regole del genere. Ancora quindi un film parzialmente irrisolto per Carrisi, eccessivamente caotico nel disvelamento progressivo di un intreccio che se spiegato con maggiore limpidezza avrebbe avuto le carte in regola per trasformarsi in un giallo memorabile. Lo è invece solo nella prima parte, in cui la recitazione di Servillo e - più in secondo piano - di Hoffman (troppo sopra le righe la Bellé, cui spetta il ruolo della ragazza ferma a letto e tormentata dai ricordi della prigionia) rendono un fondamentale servizio a un'opera dalle qualità stilistiche e narrative superiori alla media.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/11/19 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/11/19
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Puppigallo 2/11/19 09:50 - 4526 commenti

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In una sorta di vorrei, ma fatico molto a riuscirci (certi “virtuosismi visivi” appaiono troppo gratuiti e forzati), la pellicola avanza, sostenuta soprattutto dall’interpretazione di Servillo (sempre professionale) e, a tratti, da quella della ragazza nel letto (da un certo punto in poi, causa enfasi, si avverte la recitazione). Hoffman, invece, pur non sfigurando, sa più di grosso nome straniero per attirare. Mentre i due poliziotti non convincono. Non male il colpetto finale, che costringe lo spettatore a rielaborare il percorso, ma è la messinscena a essere troppo artificiosa.
MEMORABILE: Il rapporto con la prostituta; Lo scambio verbale con lo sfigurato voceleso; Il segreto del fumetto.

Digital 2/11/19 11:22 - 1123 commenti

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Notevole thriller diretto impeccabilmente da Carrisi. Fitto di dialoghi (forse troppi), riesce a intrigare per tutta la durata, con un colpo di scena che, seppur non imprevedibile, lascia di stucco. Immerso in un’atmosfera claustrofobica, il film tiene con il fiato sospeso, con la voglia sempre maggiore di sapere come andrà a finire. Da menzionare l’ottima fotografia dai toni accessi e le convincenti interpretazioni di Servillo e Hoffman. Pratico esempio di come il cinema italiano possa competere, senza sfigurare, con quello internazionale.

Rambo90 5/11/19 01:18 - 6441 commenti

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Un buon thriller, che Carrisi confeziona molto bene, con una regia e una fotografia dai toni a tratti quasi horror e una sceneggiatura intrigante che porta attraverso tante tracce che si risolvono spesso in fumo negli occhi. Molto bravi Servillo e Hoffman (forse al suo meglio per quanto riguarda gli ultimi vent'anni), che si dividono equamente la scena con le loro indagini parallele, un po' troppo teatrale invece la vittima appena rilasciata. Finale disonesto ma incredibilmente affascinante. Buono.

Didda23 5/11/19 11:21 - 2298 commenti

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Un'opera dall'afflato internazionale (non solo per la presenza di Hoffman) con un uso meraviglioso delle location, delle scenografie e dell'oggettistica. Carrisi dietro la macchina da presa si migliora, con un cinema "imperfetto" ma strabordante di idee e invenzioni. La sceneggiatura è complessa, abile però nel sbrogliare la matassa con un finale che non lascia adito a interpretazioni. Servillo è in forma smagliante e fortunatamente non gigioneggia; bene Hoffman, mentre la Bellè non convince.
MEMORABILE: Il fumetto Bunny; La casa della prostituta (una location straordinaria); L'ufficio delle persone scomparse (altra location sublime).

Lou 10/11/19 01:22 - 985 commenti

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Come già ne La ragazza nella nebbia Carrisi si diverte a confondere lo spettatore con un carico eccessivo di elementi sovrapposti e contraddittori, che tradiscono un compiacimento sterile e inopportuno. Al di là delle ricercate soluzioni stilistiche e della buona recitazione del solito Servillo, prevale un senso di disorientamento e di irritazione per un soggetto cervellotico e forzato.

Bruce 11/11/19 09:37 - 1006 commenti

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Secondo controverso giallo thriller di Carrisi dopo il successo de La ragazza nella nebbia. Lo scrittore conferma sorprendenti doti da regista. La messa in scena è di buon livello, così come la direzione di attori del calibro di Hoffman e Servillo. Le riprese sono suggestive e d'effetto e lo sono anche le ambientazioni e la fotografia, che ricordano Dario Argento. Quel che delude enormemente è il soggetto: troppo il gusto per il rompicapo, eccessive le macchinazioni mentali per poter essere comprese e apprezzate. Psicotropo.

Deepred89 21/11/19 09:00 - 3312 commenti

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Molti spunti, taluni intriganti (tutta la parte legata ai crimini passati, fumetto annesso), altri molto meno (il labirinto, tra Cube e Saw), immersi in un universo ricco di elementi suggestivi non sempre supportati dai mezzi. Peccato solo per l’incapacità di sciogliere tutti gli enigmi, alcuni dei quali totalmente tralasciati dalla sceneggiatura, con una chiusura sorprendente solo per chi non mastica il genere. Servillo, dopo il tremendo overacting offerto nella precedente regia di Carrisi, si contiene e offre una delle sue performance migliori.

Giùan 7/03/20 16:03 - 3052 commenti

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Dunque, a ben vedere i difetti son gli stessi della precedente trasposizione: una preparazione della vicenda piuttosto macchinosa e a forte rischio di ridicolo involontario (la Bellè che pare sul canapè dell'esorcista, "Padre Amorth" Hoffman con la pallina antistress, la malattia del sangue di Servillo). Poi esotericamente anche qui Carrisi a furia di sbandare contro i marosi riesce a far beccheggiar il bar(ac)cone con un paio di belle invenzioni e la consueta capacità affabulatoria. Il film comunque non convince e il twist finale sanguina truffaldineria.

Ryo 27/01/20 00:18 - 2169 commenti

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Talmente intrigante e stupefacente nelle originali trovate registiche che a tratti ricorda una pellicola di Lynch. Inquietante Dustin Hoffman (anche se la sua vicenda è un po' scontata), ottimo il personaggio di Tony Servillo. Il film è sempre vivo e cattura l'attenzione e la cura per la confezione è una gioia tutta da scoprire. Colpo di scena per niente banale.

Nicola81 8/03/20 23:57 - 2009 commenti

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Che piacere gustarsi un bel thriller italiano dal respiro internazionale (forse persino troppo, vista l'indeterminatezza dell'ambientazione). L'originalità e i colpi di scena della trama sono logicamente merito del romanzo, ma in questa sua seconda prova dietro la macchina da presa Carrisi mostra anche un'accresciuta consapevolezza registica: governa bene la tensione e crea un'atmosfera claustrofobica e opprimente di grande impatto. Intensa e sofferta la prova di Servillo, Hoffman bravo ma non aggiunge nulla alla sua gloria, la Bellè se la cava.

Daniela 12/03/20 23:53 - 9651 commenti

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Malato terminale, un detective privato indaga per scoprire il responsabile del rapimento di una ragazza ora ricoverata in ospedale, mentre uno psicologo cerca di aiutarla a ricordare cosa è successo durante la lunga segregazione... Ricercato dal punto di vista della messa in scena, con soluzioni visivamente d'effetto sia negli arredi che nei colori, mentre la trama gioca a nascondino con lo spettatore aggrovigliandosi senza costrutto. Fatta salva la prova dell'eccellente Servillo, la sensazione è quella di un gioco condotto con stile ma troppo artificioso, scopiazzatore ed anche prevedibile.
MEMORABILE: L'improbabile archivio dei casi delle persone scomparse

Redeyes 15/03/20 09:49 - 2164 commenti

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Carrisi continua a giocare in un labirinto di specchi non già deformanti ma compiacenti, fra artifici, intrighi e buone inquadrature, perdendosi dietro la sua ars scribendi. Il film non si può definire brutto ma stanca e spesso dà l'impressione di non portare a niente (come in alcuni suoi libri d'altronde) e quindi le due ore sembrano eccessive per le nostre capacità e sfiancano. Rispetto all'esordio c'è una crescita innegabile dietro la mdp, ma siamo distanti dal confezionare un thriller avvincente.

Capannelle 15/03/20 17:02 - 3745 commenti

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Ci vuol coraggio a girare un film simile: da leggersi in entrambi i sensi perché non è un genere facile per noi italiani ma anche perché il risultato è sconfortante. Attori sprecati, figure secondarie banali o comiche (i due poliziotti). Tante scopiazzature del thriller nostrano (il talento visivo di Argento, le atmosfere bucoliche di Avati) e degli USA (che è meglio non commentare) messe insieme senza costrutto e senza particolare ritmo. La trama, volutamente contorta, non pare reggere granché e lascia per strada alcune tracce interessanti.

Ira72 17/03/20 10:25 - 971 commenti

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Benché il primo film di Carrisi fosse migliore, anche a questa pellicola va riconosciuto un certo fascino. Le atmosfere sono torbide, cupe, malsane; gli ambienti soffocanti e scuri, permeati da improvvisi rossi accesi. Nulla è lasciato al caso. Buono anche il cast, ove è apprezzabile anche la teatralità fortunatamente contenuta di Servillo. Nel mezzo due storie. Anzi tre, o forse di più. Il ritmo è serratissimo, gli eventi incombono e non ci si può distrarre un attimo. Si termina con l'acqua alla gola e anche un po' storditi dal finale beffardo.

Anthonyvm 8/05/20 17:43 - 2140 commenti

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Dopo La ragazza nella nebbia Carrisi torna ai rapimenti, ora flirtando con l'horror, fra trapped-movie in stile Cube e Saw, tocchi lynchani (le scenografie da incubo, la maschera da coniglio), indagini su modello Argento (Profondo rosso e Non ho sonno saltano alla memoria) e atmosfere cupe dalle parti di Avati. Un "gioco" inquietante, popolato da personaggi bizzarri, in cui la verosimiglianza conta fino a un certo punto. Il plot è complesso, certe svolte poco credibili e il finale poteva essere sistemato meglio, ma il risultato è lodevole.
MEMORABILE: Le prove di Hoffman e Servillo; Il testimone ustionato; La vecchia megera; L'agghiacciante segreto nascosto nel fumetto per bambini; Il twist ending.

Pumpkh75 26/08/20 14:17 - 1337 commenti

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Un sollievo che Carrisi, dopo una prima opera discreta, abbia tenuto il passo. Non tutte le facce del cubo però si incastrano al posto giusto perché c’è troppa varietà di stili (il thriller italiano anni 70, scelte cromatiche da regista edonista, mezzucci da torture porn e visivamente persino qualche sberleffo da sci-fi) e perché alcuni enigmi, con trascuratezza, restano quasi sospesi. Ottimo Servillo, meno la Bellè, su Hoffman pesa la sua ultima inquadratura da cinema “brillante”. Chi conosce tutte le vicende di Mila Vasquez lo apprezzerà di più. Incompiuto, ma bastevole.

Piero68 1/12/20 14:13 - 2783 commenti

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Un'ottima fotografia e un'ottima ambientazione fanno oscillare la pellicola tra l'onirico e il fumettistico. Difficile però andare oltre. Sceneggiatura ambiziosa che spesso sfugge dalle mani di Carrisi e che non scioglie tutti i nodi (la ricorrenza ad esempio del numero 23). Senza contare che ricorda spudoratamente maestri del genere come Argento. Una regia incerta e una gestione del parco attori a tratti terribile. Perché se Servillo merita, il resto del cast proprio no (Bellè su tutti). Insomma, un'ottima confezione a cui però manca un solido contenuto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Didda23 • 12/11/19 12:36
    Comunicazione esterna - 5733 interventi
    Ciao Bruce, perché lo definisci controverso?
    Ultima modifica: 12/11/19 12:36 da Didda23
  • Homevideo Zender • 10/03/20 09:21
    Consigliere - 43739 interventi
    Ma a qualcuno risulta uscito in bluray? A quanto pare si trova solo in un misero dvd...
  • Homevideo Buiomega71 • 10/03/20 09:38
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ma a qualcuno risulta uscito in bluray? A quanto pare si trova solo in un misero dvd...

    Per quanto ne so solo DVD
  • Homevideo Didda23 • 10/03/20 10:25
    Comunicazione esterna - 5733 interventi
    Non ho parole.
    Speriamo solo che esca all'estero con traccia italiana.
  • Discussione Capannelle • 14/03/20 12:10
    Scrivano - 2511 interventi
    Da Mymovies:
    Primo Weekend Italia: € 1.197.000
    Incasso Totale Italia: € 1.961.000

    Segno che quando uscì al botteghino non piacque e anche a me pare a una scopiazzatura senz'anima, con attori mediamente allo sbando. Ma sono a 3/4 di visione, vediamo come si conclude il match. Male si conclude, pur rivalutando qualche ambientazione e sequenza.

    Hoffman fa la bella statuina, Servillo altalenante, Shulha ok, la Bellè tarantolata, la coppia di poliziotti insopportabili in ogni frangente.

    Ambientazioni: bella la suite della prostituta, in stile Argento. Particolare lo stanzone delle persone scomparse, stile Brazil, ma.. che c'entra col film?
    Poi abbiamo il classico labirinto dei film americani, il casolare e la canonica di ispirazione avatiana, il bar dell'irruzione scopiazzato dalle paludi del sudovest americano.

    Imbarazzanti tutti i riferimenti thriller: irruzioni da swat nei bar sul laghetto, visori rossi puntati da 3 metri, i tg, la scena finale che rievoca Hannibal Lecter. Insomma se tu vo fà l'americano, fallo bene.
    Ultima modifica: 14/03/20 20:50 da Capannelle
  • Discussione Daniela • 16/03/20 11:17
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Da Mymovies:
    Primo Weekend Italia: € 1.197.000
    Incasso Totale Italia: € 1.961.000

    Segno che quando uscì al botteghino non piacque e anche a me pare a una scopiazzatura senz'anima, con attori mediamente allo sbando.
    Ambientazioni: bella la suite della prostituta, in stile Argento. Particolare lo stanzone delle persone scomparse, stile Brazil, ma.. che c'entra col film?


    Mi associo alle osservazioni di Capannelle.
    Anche io ho avuto la sensazione di un patchwork di scene, ambientazioni e trovate, magari in se stesse suggestive ma attinte da altri film. Oltre ai riferimenti che citi, difficile non pensare a Lynch e al coniglione di Donnie Darko.

    Si può ben trarre ispirazione da altri, ma se le suggestioni si innestano su un tessuto narrativo forte, dominato di una propria personalità, mentre qui abbiamo un thriller che traballa e nello stesso tempo risulta troppo prevedibile.
    Alzi la mano chi non ha compreso dove andava a parare un certo personaggio dopo due minuti dalla sua entrata in scena. Era talmente prevedibile che ho sperato fino all'ultimo di sbagliarmi e questo è stato l'unico motivo che mi ha fatto attendere con ansia l'epilogo. Per non dire poi di un momento clou, in cui il link mentale hannibalesco scatta talmente in automatico da risultare molesto.

    Vediamo al cast. Servillo mi è piaciuto, ma sospetto che mi sarebbe piaciuto anche se avesse interpretato una statua di cera, Hoffmann fa quel che deve fare, ossia il grosso nome ingaggiato pensando al mercato internazionale, offrendo una prova professionale ma piuttosto distaccata. Terribile invece Bellè le cui intonazioni, soprattutto nella seconda parte, sembrerebbero forzate ed innaturali anche all'interno della peggiore compagnia filodrammatica.
    Ultima modifica: 10/05/20 10:53 da Daniela
  • Discussione Von Leppe • 16/03/20 12:32
    Call center Davinotti - 959 interventi
    Quando Servillo parla con il tipo sfigurato che per comunicare usa un aggeggio tipo architetto Varelli, non si capisce chi dei due ha la voce più sospirosa...
  • Homevideo Pumpkh75 • 26/08/20 14:14
    Addetto riparazione hardware - 390 interventi
    Il Blu-Ray tedesco della Koch Media (sotto il link per eventuale acquisto) segnala l'italiano come lingua disponbile ma non è propriamente corretto: quel che troviamo è la traccia originale, quindi in italiano quando si parla in italiano (le scene con Servillo), in inglese quando si recita in inglese (Hoffman&Bellè). Il film, se non si padroneggia l'inglese o il tedesco (altra traccia audio disponibile), è quindi usufruibile solo in parte mancando inoltre i sottotitoli.

    https://www.amazon.de/Diener-Dunkelheit-Blu-ray-Dustin-Hoffman/dp/B084Z3NXKP?ref_=ast_sto_dp 
  • Discussione Piero68 • 1/12/20 14:29
    Contatti col mondo - 235 interventi
    CONTIENE SPOILER
    Una serie di copia e incolla di tanti must di genere collazionati in un unica pellicola. Difficile inoltre non scorgere chiari riferimenti ad Argento o Lynch ad esempio. Senza contare che la sceneggiatura troppo ambiziosa (e contorta) sfugge spesso di mano a Carrisi lasciando così numerosi vuoti narrativi. Non mi piacciono i film eccessivamente didascalici ma mi piacciono ancor meno i cosiddetti plot hole.
    Ad esempio la ricorrenza del numero 23. Forse non l'ho capita io ma non mi è sembrato ci fosse uno specifico riferimento.
    Non si capisce poi come la vera Samanta sia potuta sfuggire al suo rapitore viste le condizioni in cui versa realmente.
    E la figura di Hoffman? Chi è? Da dove salta fuori? Se Basso era il rapitore principale il falso Green da dove salta fuori? Un emulo? Boh!
    E l'incontro nel finale tra Hoffman e Servillo quando avrebbe dovuto accadere nella cronologia reale degli avvenimenti.
    Se mettiamo in conto che le due vicende si muovono su uno spazio temporale sfalsato di un anno, e Genko è morto subito dopo il ritrovamento della vera Samanta mentre il falso Green rapisce l'agente Vazquez due giorni prima dell'arresto di Basso, per quale motivo il falso Green avrebbe dovuto avere un abboccamento con Genko dal momento che non avrebbe dovuto nemmeno sapere chi fosse e che ruolo avrebbe avuto nella vicenda Andretti?
    Booohhhh!!!
    Ultima modifica: 1/12/20 14:31 da Zender