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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Differentemente dai suoi romanzi, in cui (quasi) tutto viene chiarito nei minimi particolari, il Carrisi regista e sceneggiatore ama sì spiegare i meccanismi della sua storia ma lasciando molto all'immaginato, evitando artatamente di esplorare le pieghe di ogni indizio o soluzione per lasciare che sia lo spettatore a completare ciò che non viene precisato. Scelta condivisibile, per molti versi, ma che nel momento in cui si assiste al film lascia in sospeso fin troppo arrivando a confondere, a mettere disordine laddove talvolta qualche chiarimento in più favorirebbe una maggiore godibilità della storia. Esiste tuttavia la necessità di non svelare tutto per lasciare...Leggi tutto spazio a qualche bel colpo di scena; così si entra nella storia scoprendo lentamente i personaggi e perdendosi nelle splendide ambientazioni sul lago di Como, mai cartolinesche ma anzi riprese con un senso cinematografico elevatissimo, scacciando da subito ogni accostamento televisivo che forse la recitazione di alcuni elementi del cast potrebbe richiamare.

Il serial killer di turno (Montesi) viene inquadrato per primo. Nessun mistero sulla sua identità: dapprima rischia di affogare da bambino in una piscina mentre la madre se ne disinteressa, poi lo vediamo mentre studia l'immondizia che raccoglie per mestiere figurandosi da quella il carattere di chi se ne è sbarazzato. Spunti interessanti poi spazzati via dall'incedere di un'azione mai accelerata o vorticosa ma varia, che si sposta nello spazio e nel tempo (tra flashback del killer e non solo) in modo avvolgente, sostenuta da una regia costantemente alla ricerca dell'inquadratura mai banale e che trova momenti visivamente magnifici.

Carrisi ti accompagna nel suo mondo come già aveva mostrato di saper fare nei lavori precedenti, confermando di possedere uno stile riconoscibile e di grande raffinatezza. Con qualche inciampo evidente, qualche lungaggine evitabile (si vedano i flashback di gioventù del killer, che potevano essere sintetizzati senza perdere quasi nulla) ma anche una qualità costante che permette di godere di ogni scena non solo in funzione dello sviluppo narrativo. Che procede, comunque, andando a identificare la mente chiamata a risolvere l'enigma in una donna (Cescon) "riabilitata" dopo turbe psichiche. Si farà aiutare da un'amica "carabiniera", dalla quale otterrà informazioni riservate utili all'indagine, e scoprirà che la ricca rampolla (Ciocca) di una famiglia bene salvata dalle acque del lago da un uomo misterioso e non identificato aveva in pancia un'unghia spezzata e laccata di rosso. Possibile? Solo uno degli indizi che porteranno a capire come sia ben architettato l'intreccio, che appare molto più complesso di quanto in realtà sia proprio per la manifesta intenzione di Carrisi di suggerire più che di affrontare tradizionalmente le spiegazioni.

Poche le parole (pochissime nei primi venti minuti), tante le informazioni contenute nelle immagini, a conferma di un film che si evolve soprattutto in una sequenza di spunti studiati per colpire, fino a chiudersi in un finale magari non originale nella sua concezione (l'acqua, la "pioggia", i ralenti...) ma indubbiamente di grande effetto. Carrisi insomma conferma pregi e difetti scegliendo di proporsi in modo originale, anche a costo di irritare o di apparire imperfetto. Perché conta di più saper dare un'impronta, e quella non manca. Sarà difficile scordare un lago di Como tanto cupo e plumbeo...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/10/22 DAL DAVINOTTI
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Pumpkh75 3/07/23 14:53 - 1758 commenti

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Riferendosi strettamente all’intreccio giallo, di Carrisi s’è visto e specialmente s’è letto di meglio. Eppure strabiliano la maturità registica, la capacità di suggestionare e inquietare, di attendere nelle pause e affrettare, l’abilità nel narrare con immagini sempre accurate un male diffuso, sfaccettato e circolare. Qualche flashback di troppo (perché sterile, non in assoluto) e mancanze nella recitazione quanto nei dialoghi (eccezion fatta per il silente Montesi) lo vestono da serie tv di secondo livello, ma resta comunque un belvedere/bel vedere su un sofferto lago di Como.

Rebis 3/11/22 19:11 - 2345 commenti

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Fuori dalla scuola argentiana, Carrisi costruisce un thriller senza scene madri e omicidi esemplari - tutti fuori campo - generando una tensione ininterrotta attraverso una diramazione labirintica del narrato che si ricompone nel gran finale, rivelando il quadro psicologico di tutti i personaggi. Affiora un'umanità fradicia di dolore e in cerca di redenzione, pronta a dichiarare la propria fragilità laddove si impone il sentimento della paura. Accurato nella regia e nella direzione degli interpreti, un film che si distingue dagli standard televisivi in cui riversa il cinema italiano.

Nick franc 31/10/22 21:06 - 521 commenti

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Alla sua terza regia Carrisi gira un film dal taglio poco spettacolare (e quasi privo di commento musicale) per concentrarsi su una narrazione realistica priva di orpelli: ciò non impedisce un'efficace costruzione di una cupa angoscia che entra sotto pelle lentamente. Personaggi reietti e disperati si muovono in un mondo marcio al limite dell'apocalittico fino al bel finale con pioggia: magari non tutto è messo a fuoco (chi non ha letto il libro rischia di perdersi nell'intreccio), ma a conti fatti è un buon film. Bravi Cescon e Montesi, buone fotografia e ambientazione.
MEMORABILE: L'incontro tra Montesi e Ciocca con susseguente epilogo sotto la pioggia.

Myvincent 21/01/23 07:58 - 3761 commenti

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Carrisi gira se stesso e fa pieno centro con una storia i cui piccoli pezzi poco a poco vengono fatti coincidere in un grande puzzle che contiene più significanti e significati. C’è un serial-killer che è carnefice, ma prim’ancora vittima, e una piccola smagliatura nella sua ferocia sarà “fatale”. Un film che ha anche le sue componenti gialle classiche, con una tensione altissima che snerva l’attenzione fino al suo epilogo. Ottimo il cast, anche nei suoi personaggi “minori”.

Ira72 21/02/23 20:58 - 1315 commenti

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Gran bel regista. Di quelli che ci ricordano certi maestri che con pochi mezzi e molta attitudine sapevano creare un thriller. Vero, verace, inquietante, autentico. Incominciando dal protagonista. Si era mai visto un serial killer che prima di colpire la vittima si documenta con la sua raccolta indifferenziata? Al massimo si era visto il contrario da parte della polizia. Clima palustre, umido, grigiastro, interpretazioni strepitose (quasi goffe a volte, ma scientemente centrate). Il protagonista sarebbe da Oscar solo per l’idea. Epilogo calcante… e incalzante.

Daniela 22/02/23 09:18 - 12703 commenti

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Serial killer laconico di donne mature che gli ricordano la madre salva dall'annegamento una ragazzina: una buona azione destinata a creargli guai... Dopo il pasticciato L'uomo del labirinto, Carrisi propone una storia più lineare nonostante una certa cripticità legata alla frantumazione dei piani temporali. Se il risultato, pur dignitoso, non uguaglia quello del film d'esordio, lo si deve al cast che, a parte Montesi, offre prestazioni non sempre all'altezza, e all'eccesso di ambizioni che portano a un accumulo di temi in campo, di incongruenze e di vezzi autoriali.

Pigro 23/02/23 11:18 - 9715 commenti

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Quanto dolore accomuna i protagonisti di questa cupa vicenda di stupri e delitti, in cui il serial killer è un’anima ferita e le anime ferite si fanno angeli zoppi o salvatrici folli, tutt’e tre in reciproco inseguimento, non tanto per braccarsi quanto per potersi riconoscere. Una storia tutto sommato minima che deflagra in una narrazione condotta per tracce emotive e visioni suggestive, errabonda e silenziosa, a sua volta dolorosa e misteriosa, incalzante e avvincente. Molto più di un thriller o un horror: un viaggio nel cuore e nella psiche.

Galbo 26/02/23 11:37 - 12422 commenti

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Alla sua terza regia, Carrisi propone un altro adattamento di un suo romanzo, un horror thriller ambientato sul lago di Como, i cui plumbei paesaggi vengono fotografati in modo eccellente. In generale, la componente estetica/visiva è pienamente soddisfacente, denotando una cura notevole del regista per il prodotto. Sul versante prettamente narrativo, invece, si cede a qualche lungaggine di troppo (i flashback riguardanti l'infanzia del protagonista non erano fondamentali) e ad alcuni passaggi che potevano essere meglio spiegati. Non convince la prova di tutti gli attori.

Deepred89 28/02/23 02:12 - 3720 commenti

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Film con ambizioni forse eccessive che sembra portare con imbarazzo la propria veste thriller, per quanto in grado di creare un certo senso di attesa. Si alternano con tempi sin troppo dilatati intermezzi con serial killer alla Almost blue, corrispondenze tra numeri primi alla Lasciami entrare e un non raffinatissimo repertorio di drammi e bassezze umane che giunge presto a saturazione, banalizzando e appesantendo il film fino al ridondante finale. Ad alzare il livello le suggestive ambientazioni lacustri e l'elegante messinscena. Piuttosto forzata la trovata dell'unghia rivelatrice.

Anthonyvm 5/03/23 18:41 - 5763 commenti

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Carrisi si riconferma abile manovratore di concept disturbanti e fine esaltatore di climi foschi, supportato dal naturale fascino noir dei paesaggi lariani. Tuttavia l'autore sembra perdere le redini strada facendo: mentre incantano gli scorci di malsana quotidianità e turpi memorie del sorprendente Montesi, mai espliciti ma putridi, la rete di destini intrecciati e miserabili vite parallele convince meno, anche per uno script a incastri temporali che non culmina in twist sensazionali. Mancano l'ingegno de La ragazza nella nebbia e il creepy-value de L'uomo del labirinto. Solo okay.
MEMORABILE: Gli abusi materni sul figlio; La tana del killer e i suoi monologhi mentali; La visita in carcere; Il beffardo cerchio si chiude (un po' fumosamente).

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Nando 8/03/23 00:18 - 3826 commenti

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Carrisi offre un thriller dalle ottime ambientazioni lariane che si avvale di tre vicende concatenate tra loro in maniera talvolta chiara e in altre lievemente contorta, salvo poi nel liberatorio finale. Bravi Montesi e la Ciocca mentre la Cescon appare prolissa e talvolta fuori luogo. Narrazione di discreto livello, nonostante qualche lungaggine nelle scene con il bimbo bullizzato.

Nicola81 13/03/23 21:12 - 2875 commenti

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Rispetto ai due precedenti lavori di Carrisi risulta meno coinvolgente, perché l’identità del serial killer è nota fin da subito e colpi di scena veri e propri non ce ne sono, ma paradossalmente ci mostra un autore più maturo, capace di raccontare con la giusta sensibilità tre esistenze segnate dal male e desinate fatalmente a incrociarsi. L’ambientazione sul lago di Como rappresenta un discreto valore aggiunto, gli interpreti funzionano. Un thriller non perfetto ma con alcuni sprazzi rimarchevoli, e complessivamente apprezzabile proprio per la sua originale antispettacolarità.
MEMORABILE: Il ritrovamento del braccio nel lago; Il finale.

Giùan 18/03/23 10:13 - 4594 commenti

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Verrebbe da dire che la drammaturgia cinematografica di Carrisi venga perdendo di incisività quanto più incongruente si fa la sua scrittura letteraria. Non vi è dubbio in effetti che qui più che altrove il difetto risieda nel manico dello script, che avviluppa trame e personaggi che avrebbero meritato un "trattamento" ben più complesso e che le stesse scelte tecniche (di montaggio soprattutto) fan precipitare in un grigiore più nebuloso dei fumi lacustri. La Cescon costretta ad uno schizzo partendo da un patchwork, la ragazza "salvifica" è un cliché mentre Montesi almeno non annega.
MEMORABILE: Una certa atmosfera onirica.

Manfrin 18/03/23 10:01 - 393 commenti

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Cupo thriller diretto con una certa mano dallo scrittore Carrisi, al quale riesce di trasformare lo splendido lago di Como in un luogo di incubi, giovanili e non, dove si muove uno spietato serial killer bene interpretato da Montesi. Qui il regista è sicuramente più criptico rispetto allo scrittore, lasciando sempre qualche dubbio allo spettatore, forse con qualche flashback non troppo chiarificatore. Rimane ad ogni modo un buon prodotto, grazie anche a un ottimo cast.

Capannelle 29/03/23 13:03 - 4422 commenti

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Mettiamola così: gli ingredienti e uno stile visuale personale e vigoroso ci sarebbero pure. Quello che manca è la combinazione appropriata di essi, per cui il motore ogni tanto si ingolfa e parte degli attori/personaggi non rendono come potrebbero, a partire dalla giovane (Ciocca) ma anche l'esperta Cescon. E narrativamente tutto quello che subisce la ragazza (il ricatto sessuale, l'indifferenza della famiglia) sembra esagerato. E' comunque meritevole di visione, sfrutta bene le location ma dà la sensazione di un'occasione sprecata e conferma alcune incertezze sul Carrisi regista.

Cotola 17/04/23 20:08 - 9093 commenti

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Dal punto di vista puramente thriller il film è a dir poco risaputo, ma riesce comunque a generare interesse. Come altrove, l'aspetto più interessante in Carrisi è la capacità di creare atmosfere e ambienti lugubri, marci e tratti narattivi in parte disturbanti e inquietanti. Forse vorrebbe elevarsi puro genere col terribile fardello di dolore che fa portare ai suoi personaggi e ciò è un aspetto interessante, forse il più interessante del film. Non mancano forzature e ingenuità ma il risultato finale non è malvagio. Cast così così.

Didda23 24/04/23 18:00 - 2431 commenti

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Stilisticamente meno interessante del film precedente, anche se l'atmosfera plumbea e funerea ha un certo fascino malsano, considerata la bellissima location lacustre. La sceneggiatura è più lineare e non lascia punti irrisolti, con una tensione crescente più che riuscita. Montesi è da applausi in un ruolo oggettivamente di difficile interpretazione, mentre il resto del cast è corretto e non fa gridare al miracolo. Non tocca le vette del passato, ma è un prodotto registico interessante, esportabile e di assoluto livello. Finale intuibile, ma coerente con quanto visto in precedenza.
MEMORABILE: La squallida piscina abbandonata; La catalogazione della spazzatura; L'ampolla con tutti i pacchetti di fiammiferi.

Rufus68 24/09/23 20:40 - 3853 commenti

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Thriller modaiolo-depressivo la cui trama, pur ridotta all’osso (predatore, vittime, cacciatrice del predatore), si frantuma in sequenze da videoclip kitsch-iperrealista (come nel finale) tanto da far incespicare a più riprese l’andatura. Le caratterizzazioni psicologiche dei protagonisti, tutti col loro bel trauma originario, risultano goffamente semplicistiche e, a dirla tutta, non di prima mano. Solo il volto di Montesi apporta una qualche originalità mentre Ciocca e Cescon annegano in ruoli gonfi di stereotipi.

Pinhead80 6/10/23 20:13 - 4818 commenti

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Un netturbino con gravi disturbi mentali causati da un passato fatto di violenze compie degli orribili delitti. Una donna considerata matta cercherà di inchiodare il serial killer. Carrisi torna alla regia portando l'ennesimo adattamento di un suo romanzo e riesce nuovamente a ricreare atmosfere insalubri che da sole valgono la visione del film. Qui si scava veramente nell'abisso, che è rappresentato da una mente umana deviata che sfoga i suoi impulsi con estrema naturalezza. L'opera appare meno contorta delle precedenti e i flashback a tratti sono davvero insostenibili.

Enzus79 23/01/24 22:00 - 2927 commenti

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Terzo lungometraggio diretto da Donato Carrisi, tratto da un suo romanzo. Thriller introspettivo con protagonisti un netturbino psicopatico, una donna con un dolore familiare e una ragazza, ognuno con un suo dolore personale. Storia abbastanza compassata, che coinvolge poco. Inoltre le dinamiche risultano poco lineari. Ritmi nel suo complesso piuttosto bassi.

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Furetto60 27/01/24 19:33 - 1198 commenti

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Che un’infanzia di abusi e sopraffazioni sia fucina certa per la mai sazia industria dei serial killer, ormai lo sanno anche i bambini e questo thriller con certe pretese autoriali, riuscite, non propone quindi nulla di nuovo. Tuttavia il film è ben riuscito, merito del felice connubio tra prova del cast, della scelta di una location lacustre tanto bella quanto inquietante nel proporre famiglie ricche e ipocrite e, ultimo ma fondamentale, del rapporto tra l’assassino (principale) e l’ennesima vittima infantile.
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  • Homevideo Digital • 15/12/22 14:22
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