Un rantolo nel buio - Film (1972)

Un rantolo nel buio

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/12/07 DAL BENEMERITO LOVEJOY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/06/13
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Lovejoy 14/12/07 14:36 - 1823 commenti

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Una ragazza è tenuta segregata in casa dalla madre e dalla nonna. Quando il padre torna dopo dieci anni... L'idea iniziale non era male ma la messa in scena lenta e piatta non rende quanto avrebbe potuto: dopo dieci minuti la noia dilaga. Il cast è comunque eccellente.

Cotola 31/08/08 19:30 - 9130 commenti

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Film di insostenibile lentezza in cui a parte la noia che regna sovrana non c'è null'altro da segnalare. Forse l'idea iniziale non era male ma la sua realizzazione è a dir poco pedestre a causa di una regia troppo inetta e di una sceneggiatura bolsa che nemmeno il finale a sorpresa (a dire il vero troppo disonesto) riesce a vivificare perché arriva ormai a tempo scaduto. C'è di peggio ma è sicuramente un film trascurabile e quindi evitabile.

Undying 20/11/09 17:32 - 3807 commenti

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Mamma e nonna non trattano bene la povera Margherita (Sondra Locke): infatti la tengono segregata in casa, lontano da una vita sociale. Dopo anni ricompare il padre (Robert Shaw) che pretende la separazione dalla coniuge per risposarsi. Allora la povera Margherita perde la testa, per il genitore. Fraker, più noto come direttore della fotografia, è alla seconda tormentata regia, sottoposta, in fase di editing a svariate manipolazioni al punto che riesce a trovare distribuzione solo due anni dopo la realizzazione. Anche così, pur diverso da come concepito, il film dispensa angoscia e malessere.

Buiomega71 15/12/10 19:38 - 2946 commenti

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Opera intensa, pregna di morbosità e decadenza. Feroce nei delitti (al pari dei thriller nostrani), impregnata di malessere, di una follia che sfocia nelle pulsioni incestuose e omicide, di un orrore che si cela nei giochi di bimba, tra pupazzi e bambole, il sesso visto come transazione di morte e sangue, il disturbo mentale che esplode nel delirio e nell'impossibilità di essere normali. Uno dei finali shock più sconvolgenti che il genere ricordi, un'atmosfera mortifera, putrida, malsana, fanno del gioiellino frakeriano un indispensabile cult movie.
MEMORABILE: Parlando con Arthur; Le strane medicine che deve assumere Marquerite; Le bambole rotte; La voce che svela l'agghiacciante twist finale.

Fauno 29/10/11 01:12 - 2219 commenti

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Prestazione molto buona sia da parte di Shaw che della Locke, la cui carica è molto particolare. C'è da dire che se una sorpresa del genere era programmata, non si potevano prevederne il grado e la violenza dell'impatto, davvero notevoli... Il finale con la voce in sottofondo fa venire in mente perfino Spasmo, mentre il cosiddetto compagno di giochi lo si vedrà meglio espresso in Chi è l'altro? o addirittura in Shining.
MEMORABILE: L'espressione della Locke quando viene sfiorata nelle cosce, quel che ne segue e la distuzione a mazzate del solaio. Eccellente lo spioncino.

Corinne 18/09/12 23:44 - 420 commenti

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Non fosse per una certa lentezza, un film inquietante (indimenticabili la protagonista, eterea biondina psicotica, le sue bambole e il pupazzo Arthur), morboso, suggestivo, con una sorpresina finale niente male, che ripaga di qualche passaggio prevedibile. Merita sicuramente di essere riscoperto.

Homesick 24/05/13 07:38 - 5737 commenti

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La storia è molto prevedibile – la chiave dell’enigma si trova in pratica già nei primi minuti – ma l’ultimissima rivelazione, annunciata da una voce al telefono, potrebbe lasciare di stucco anche i giallofili più scafati ed esigenti. Direttore della fotografia in Rosemary’s baby, Fraker compie un buon lavoro su luci ed ombre dei minacciosi interni (bambole, arredi, soffitte); Robert Shaw è sobrio e Sondra Locke, smunta e spettrale, sembra uscita da un gotico italiano degli anni Sessanta. **/**!
MEMORABILE: I dialoghi tra Margherite e “Arthur”; la telefonata finale.

Lucius 23/09/13 10:27 - 3015 commenti

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L'ambientazione e il comparto scenografico risultano estremamente rigorosi, con attenzione meticolosa ai particolari (grande lavoro del trovarobe). Il film, diciamolo subito, è un gioiellino che strizza l'occhio al cinema di Hitchcock (vedi Psyco ma non solo) e a questo punto, considerato che gli è antecedente, devo pensare che De Palma deve avergli dato un'occhiata, prima di girare il suo Carrie. Ovviamente la fantasia occupa una parte predominante nella storia, quindi per apprezzarlo appieno bisogna mettersi alle spalle ogni logica. British.

Ciavazzaro 14/11/13 16:05 - 4769 commenti

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Buon thriller dalla cupa e morbosa atmosfera. Il cast è ottimo con menzione d'onore per la Kellerman. Tutto funziona a partire dalla scenografia passando per la bella fotografia che dà al film un'atmosfera irreale. Il finale poi, dopo un primo colpo di scena completamente prevedibile, stupisce lo spettatore con un twist inatteso e incredibile che farà scuola negli anni a venire.
MEMORABILE: Il ragazzo comincia a toccare la Kellerman; Il finale.

Digital 22/11/13 08:57 - 1258 commenti

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A una ragazzina di sedici anni uccidono la madre e la nonna. Pochi giorni prima che ciò accadesse suo padre, dopo molto tempo, era tornato a trovarla. Che si tratti di semplice coincidenza? Thriller dei seventies ricco di tensione, cui la bella fotografia volutamente soffusa di László Kovács conferisce un'atmosfera cupa, quasi fiabesca. Unico neo un ritmo non esattamente spedito e il coup de théâtre finale che, per quanto a effetto, risulta essere abbastanza improbabile. Bravissima Sondra Locke.

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Deepred89 2/04/14 17:10 - 3725 commenti

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Misconosciuto, morboso, godibile thriller-horror settantiano. Strana confezione, con regia raffinata (forse fin troppo) e strana fotografia flou e crepuscolare, ritmo lento ma con la giusta dose di dettagli inquietanti, dialoghi ben piazzati e sottigliezze macabre o morbose (c'è pure una sottotrama al limite dell'incesto), da tenere alta l'attenzione. Il finalissimo l'avevo previsto (ma giusto perché qualcuno ci aveva già pensato pochi anni prima,) ma possiede la giusta tensione e spezia un copione in cui tutto sembrava già ampiamente chiarito.
MEMORABILE: La giovane Sandra Locke che risale silenziosamente le scale: si capisce che siamo alla resa dei conti e la suspense impenna.

Rebis 4/04/14 21:29 - 2353 commenti

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Gotico americano dalle ascendenze baviane - per la rarefazione atmosferica, per l'impressionante somiglianza dell'esangue Sondra Locke alla terrifica Melissa Grap (con la quale finirà per condivide certi retroscena…) - fu pesantemente manipolato dalla Columbia per ovviare a problemi di censura: ma l'onda anomala di morbosità, cacciata dalla porta, rientra ghignante dalla finestra. Densamente popolato dalla paura (agghiacciante Aaron, il manichino ameba) è immerso nelle luci meravigliosamente seventies del veterano Kovács. Diseguale nelle sue parti, ma abitato da un'incisiva forza perturbante.

John trent 5/07/15 20:40 - 326 commenti

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Thriller malsano, lento nel ritmo ma abbastanza angosciante interamente giocato sulla labile psiche di una ragazzina tenuta segregata in casa da mamma e nonna tra bambole e bambolotti. Il ritorno del papà che, dopo 15 anni, intende rifarsi una famiglia produrrà effetti deflagranti. Finale spiazzante.
MEMORABILE: La seduzione sulla barca; La telefonata finale.

Nicola81 19/09/16 18:18 - 2882 commenti

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Fraker era senz'altro più bravo come direttore della fotografia che come regista e lo dimostra anche in questo thriller psicologico, torbido e morboso per gli argomenti affrontati, ma elegante nella confezione e nella messa in scena. Le interpretazioni sono ottime (la Locke quando dialoga con il pupazzo è bravissima), ma il ritmo è troppo compassato e la tensione non si impenna neppure in occasione degli omicidi. Finale con due colpi di scena: prevedibile il primo (l'identità del colpevole), decisamente spiazzante il secondo.
MEMORABILE: La Locke che dialoga con il pupazzo e, ovviamente, il finale.

Fedeerra 5/11/17 06:28 - 769 commenti

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Per amare questo film occorre coglierne i frammenti, seguire i volti dei personaggi, abbandonarsi alle atmosfere del racconto. Fulminante rappresentazione della solitudine e della schizofrenia, Un rantolo nel buio si presenta come uno dei film più morbosi e ambigui mai realizzati. Twist finale raggelante e splendida "l'innocente" interpretazione di Sondra Locke.

Anthonyvm 18/02/18 22:47 - 5825 commenti

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Davvero un ottimo esempio di horror psicologico che avrebbe tutte le carte in regola per diventare un cult e sebbene abbia diversi fan non si può definire tale. Si respira un'aria da film con pupazzi assassini, di quelli che si mantengono ambigui fino alla fine. C'è anche la morbosità di un'attrazione incestuosa della figlia verso il padre (Robert Shaw). Inquietante, teso, misterioso e supportato da bravi attori (la Locke su tutti). Il finale shock anticipa diversi film molto più famosi. Forse un po' lento, ma comunque da vedere.

Rufus68 17/06/18 20:59 - 3859 commenti

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Giustamente rallentato nell'andamento per dar risalto alle sfumature psicologiche, il film vive di intelligenti notazioni che il regista riesce a evidenziare per mezzo di particolari fisici (le mani nell'abbraccio al padre) e fuggevoli espressioni (eliminando, in tal modo, ogni verbosità). Adeguato il cast su cui svetta la brava Locke, eterea e ambigua il giusto. La morbosità atmosferica, qui trattenuta secondo i canoni del racconto fantastico ottocentesco, sfocerà in horror postmoderno nell'affine Sleepaway camp.

Daniela 18/06/19 18:48 - 12731 commenti

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Nivea fanciulla allevata in serra da madre e nonna iper-protettive ha per unico amico un pupazzo malevolo. L'arrivo del padre dopo molti anni di lontananza manda in frantumi il fragile equilibrio... Storia morbosa con riflessi incestuosi, interpretata da un cast di pregio, culminante in un epilogo prevedibile seguito da un twist inaspettato che verrà ripreso in altre pellicole: un piccolo cult? Difficile da giudicare, dato che il ritmo moribondo rischia di far cadere in letargo lo spettatore. Consigliato a chi ama le bambole brutte.

Herrkinski 11/02/22 14:30 - 8202 commenti

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Prodotto indissolubilmente legato ai 70s, ne rappresenta da un lato tutti i lati positivi - morbosità esibita con gusto, mix di generi esemplare, cast talentuoso, messinscena curata - e dall'altro soffre di una lentezza del narrato che lo fa apparire molto datato; con un po' di pazienza, si riesce comunque ad apprezzare l'intreccio tra psycho-thriller con whodunit, proto-slasher e giallo-mystery, che regala alcune sequenze atmosferiche e molto efficaci. Chi conosce il cinema 70s capirà subito chi è il colpevole ma il colpo di scena finale, che farà scuola, risulta ancora d'effetto.

Keyser3 2/05/22 23:23 - 444 commenti

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Bambole e traumi infantili, ed è subito Profondo rosso. Macché: purtroppo si viaggia a ritmi da crociera, che si confanno più ai gialli britannici, in cui atmosfere e dialoghi la fanno da padroni sull'azione e il grand-guignol. Tuttavia Fraker è abbastanza stringato (appena un'ora e trenta di girato) e gira con stile elegante; in fondo ci si arriva abbastanza bene, per quanto il colpo di scena finale fosse, a un certo punto, da mettere in preventivo. Shaw non troppo ispirato, brava invece la giovane Sondra Locke.

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Teddy 23/05/24 16:55 - 865 commenti

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Film sull’incomunicabilità che valica le barriere di genere e gender, con sequenze che si moltiplicano lasciando affiorare, nella pastosa e quasi soprannaturale fotografia di László Kovács, corrispondenze horror che irrompono come incubi deliranti. L’opera di Fraker non è di certo passata alla storia, ma è rimasta nella nicchia come portavoce di coraggio e finezza psicologica. Meraviglioso.
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  • Discussione Rebis • 3/04/14 15:15
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Caro Buio, questo mi sembra il titolo più adeguato per congedarmi dai tuoi luoghi oscuri (almeno formalmente, ma non mancheranno certo altre visioni da condividere insieme).

    Film perturbate, densamente popolato dalla paura (Aaron, il manichino/amico immaginario, mette i brividi), un’ondata anomala di morbosità, efficacissimo nella resa atmosferica nonostante le pesanti manipolazioni subite dalla Columbia per ovviare a problemi di censura. William A. Fraker ha disegnato il climax di Rosemary’s baby, e si vede, nonostante le luci – meravigliosamente seventies – siano del veterano László Kovács. Di Fraker, sempre come direttore della fotografia, vedrò a breve L’isola perduta, per aggiornarmi sui travagli del bravissimo Richard Stanley, altro geniaccio caduto nel dimenticatoio (Hardware è un mio cult personale; Dust Devil uno dei più interessanti esiti dell’horror anni ‘90).

    Imparentato con Operazione paura di Mario Bava, non tanto per le atmosfere gotiche ma per l’impressionante somiglianza di Sondra Locke alla piccola, terrificante Melissa Grap, nonché per i retroscena che abitano il film baviano (e chi è addentro ai segreti del nostro cinema di genere capirà…). Sprigiona una fascinazione superiore alla somma delle sue parti – a volte diseguali, principalmente a causa delle suddette manomissioni. Noto che è anche tra le ultimissime visioni di Deepred: molto curioso di leggere la sua opinione.

    Insomma, dovendo stendere un bilancio a mini-ciclo concluso, direi decisamente positivo ma soprattutto allettante. Tre gioielli settantini da custodire gelosamente nel cuore (Fantasie di una tredicenne, Il messia del diavolo, Un rantolo nel buio); la scoperta di un personaggio – l’infelice Fosca – e di un’opera che leggerò a tutti a costi (Passione d'amore); un film di cui non ho ancora smesso di discutere con i miei compagni di visione (La grande estasi...) e un film OT (La morte corre incontro a Jessica) forse non del tutto riuscito ma comunque da coccolare :)

    Ah, c’è anche la parziale rivalutazione di The Fog - Nebbia assassina: a volte può essere interessante tornare sui propri passi…

    Lieto quindi di averti avuto come Caronte per le mie peregrinazioni cinematografiche, ma soprattutto curioso di ricevere altri sinistri presagi :)
  • Discussione Buiomega71 • 3/04/14 17:12
    Consigliere - 26166 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Caro Buio, questo mi sembra il titolo più adeguato per congedarmi dai tuoi luoghi oscuri (almeno formalmente, ma non mancheranno certo altre visioni da condividere insieme).

    Film perturbate, densamente popolato dalla paura (Aaron, il manichino/amico immaginario, mette i brividi), un’ondata anomala di morbosità, efficacissimo nella resa atmosferica nonostante le pesanti manipolazioni subite dalla Columbia per ovviare a problemi di censura. William A. Fraker ha disegnato il climax di Rosemary’s baby, e si vede, nonostante le luci – meravigliosamente seventies – siano del veterano László Kovács. Di Fraker, sempre come direttore della fotografia, vedrò a breve L’isola perduta, per aggiornarmi sui travagli del bravissimo Richard Stanley, altro geniaccio caduto nel dimenticatoio (Hardware è un mio cult personale; Dust Devil uno dei più interessanti esiti dell’horror anni ‘90).

    Imparentato con Operazione paura di Mario Bava, non tanto per le atmosfere gotiche ma per l’impressionante somiglianza di Sondra Locke alla piccola, terrificante Melissa Grap, nonché per i retroscena che abitano il film baviano (e chi è addentro ai segreti del nostro cinema di genere capirà…). Sprigiona una fascinazione superiore alla somma delle sue parti – a volte diseguali, principalmente a causa delle suddette manomissioni. Noto che è anche tra le ultimissime visioni di Deepred: molto curioso di leggere la sua opinione.

    Insomma, dovendo stendere un bilancio a mini-ciclo concluso, direi decisamente positivo ma soprattutto allettante. Tre gioielli settantini da custodire gelosamente nel cuore (Fantasie di una tredicenne, Il messia del diavolo, Un rantolo nel buio); la scoperta di un personaggio – l’infelice Fosca – e di un’opera che leggerò a tutti a costi (Passione d'amore); un film di cui non ho ancora smesso di discutere con i miei compagni di visione (La grande estasi...) e un film OT (La morte corre incontro a Jessica) forse non del tutto riuscito ma comunque da coccolare :)

    Ah, c’è anche la parziale rivalutazione di The Fog - Nebbia assassina: a volte può essere interessante tornare sui propri passi…

    Lieto quindi di averti avuto come Caronte per le mie peregrinazioni cinematografiche, ma soprattutto curioso di ricevere altri sinistri presagi :)


    Felice Rebis di leggere il risultato finale della tua "minirassegna buiesca", e ancor più felice di leggere che tale dedica abbia avuto i suoi fruttosi cult movie (io ci aggiungerei anche La Città Delle Donne e L'amore e il Sangue)

    Ma i miei due cult assoluti sono sicuramente l'horror agorafobico di Huyck e lo "psycho thrilling" frakeriano, che amo davvero alla follia

    Anch'io ci avevo trovato notevoli echi baviani (e non solo per la bimba bianco vestita, Sondra è straordinaria nella sua "terrifica purezza"), ma per l'atmosfera (nonchè per la feroce crudeltà degli omicidi-le terribili bastonate- che mi hanno sempre fatto venire in mente la ferocia di Reazione a Catena)

    Per non parlare dell'agghiacciante chiusa finale, che mette davvero i brividi e arriva come una pugnalata alla schiena

    Concordo praticamente su tutto, anche sul sottovalutato Richard Stanley (Hardware non mi fece impazzire, ma lo devo rivedere, mentre Demoniaca-seppur visto nel suo stato cut-mi aveva favorevolmente impressionato)

    Altro mio cult (ma guarda caso) L'isola Perduta (ma lo e anche L'isola del Dottor Moreau di Don Taylor-sempre per restare su registi sottovalutati), che però e diretto (una volta "scippato" a Stanley) dal grande John Frankenheimer (altro regista che adoro alla follia, e il cerchio si chiude)

    Ebbene sì, impazzisco per quel film, con un Marlon Brando davvero magistrale e totalmente folle nel suo mix tra Platinette e un incubo felliniano

    Spero che i "sinistri presagi" ti arrivino al più presto, per altri viaggi nei meandri della follia "buiesca" ;)
    Ultima modifica: 3/04/14 17:18 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 3/04/14 20:14
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:

    Anch'io ci avevo trovato notevoli echi baviani (e non solo per la bimba bianco vestita, Sondra è straordinaria nella sua "terrifica purezza"), ma per l'atmosfera (nonchè per la feroce crudeltà degli omicidi-le terribili bastonate- che mi hanno sempre fatto venire in mente la ferocia di Reazione a Catena)

    Per non parlare dell'agghiacciante chiusa finale, che mette davvero i brividi e arriva come una pugnalata alla schiena


    SPOILER

    Naturalmente alludevo al fatto che in Operazione paura la piccola Melissa è interpretata da un bambino, il ché sembra rafforzare la femminilità limininare di Sondra Locke in funzione del finale :)

    FINE SPOILER
    Ultima modifica: 3/04/14 20:15 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 3/04/14 20:26
    Consigliere - 26166 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:

    Anch'io ci avevo trovato notevoli echi baviani (e non solo per la bimba bianco vestita, Sondra è straordinaria nella sua "terrifica purezza"), ma per l'atmosfera (nonchè per la feroce crudeltà degli omicidi-le terribili bastonate- che mi hanno sempre fatto venire in mente la ferocia di Reazione a Catena)

    Per non parlare dell'agghiacciante chiusa finale, che mette davvero i brividi e arriva come una pugnalata alla schiena


    SPOILER

    Naturalmente alludevo al fatto che in Operazione paura la piccola Melissa è interpretata da un bambino, il ché sembra rafforzare la femminilità limininare di Sondra Locke in funzione del finale :)

    FINE SPOILER



    SPOILER

    Sì, anche se in Bava fù una scelta di cast, diciamo, ma non funzionale al film

    A me, al contrario, ha sempre fatto pensare che Craven ha preso a modello la Locke frakeriana per "l'assassina" di Benedizione Mortale

    Mentre ho trovato proprio l'atmosfera baviana che alleggiava per tutto il film (la ragazzina, gli omicidi, il pupazzo)

    FINE SPOILER
    Ultima modifica: 3/04/14 20:27 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 3/04/14 20:33
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:

    Anch'io ci avevo trovato notevoli echi baviani (e non solo per la bimba bianco vestita, Sondra è straordinaria nella sua "terrifica purezza"), ma per l'atmosfera (nonchè per la feroce crudeltà degli omicidi-le terribili bastonate- che mi hanno sempre fatto venire in mente la ferocia di Reazione a Catena)

    Per non parlare dell'agghiacciante chiusa finale, che mette davvero i brividi e arriva come una pugnalata alla schiena


    SPOILER

    Naturalmente alludevo al fatto che in Operazione paura la piccola Melissa è interpretata da un bambino, il ché sembra rafforzare la femminilità limininare di Sondra Locke in funzione del finale :)

    FINE SPOILER



    SPOILER

    Sì, anche se in Bava fù una scelta di cast, diciamo, ma non funzionale al film

    FINE SPOILER


    Sì, infatti, per questo parlavo di retroscena... Ma sono certo mie perturbazioni mentali :)
  • Discussione Buiomega71 • 3/04/14 20:37
    Consigliere - 26166 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:

    Anch'io ci avevo trovato notevoli echi baviani (e non solo per la bimba bianco vestita, Sondra è straordinaria nella sua "terrifica purezza"), ma per l'atmosfera (nonchè per la feroce crudeltà degli omicidi-le terribili bastonate- che mi hanno sempre fatto venire in mente la ferocia di Reazione a Catena)

    Per non parlare dell'agghiacciante chiusa finale, che mette davvero i brividi e arriva come una pugnalata alla schiena


    SPOILER

    Naturalmente alludevo al fatto che in Operazione paura la piccola Melissa è interpretata da un bambino, il ché sembra rafforzare la femminilità limininare di Sondra Locke in funzione del finale :)

    FINE SPOILER



    SPOILER

    Sì, anche se in Bava fù una scelta di cast, diciamo, ma non funzionale al film

    FINE SPOILER


    Sì, infatti, per questo parlavo di retroscena... Ma sono certo mie perturbazioni mentali :)


    Ci stanno comunque, Rebis...Pensandoci bene...
  • Discussione Deepred89 • 4/04/14 01:43
    Comunicazione esterna - 1602 interventi
    SPOILER


    Pensa Rebis che alla bambina di Operazione paura ci ho pensato subito durante la visione, e dunque il sospetto ce l'ho avuto già dai primi minuti, anche se devo ammettere che può accadere giusto ad un appassionato di cinema di genere ossessionato dai colpi di scena finali quale il sottoscritto. Ma poi c'è pure un altro film, di fine anni 60 (evito lo spoiler dato che non è commentato nè da Buio nè da Rebis) che si chiude con lo stesso colpo di scena.

    FINE SPOILER


    Il film - che senza il consiglio di Buio non avrei mai preso in considerazione - è stata una sorpresa graditissima, dato che oltre alla raffinata confezione l'interesse regge ampiamente fino alla fine e ci sono pure ottimi momenti di tensione. Oltre alla sequenza finale (ottima anche dal punto di visto sonoro), ho trovato notevoli anchi gli interventi dell'omicida: secchi, furiosi, inquietanti, per i quali la mancanza di emoglobina non si avverte minimamente.
    Non sapevo dell'intervento della major: a questo punto c'è da chiedersi cosa sarebbe uscito fuori lasciando il regista a ruota libera. Peccato, ma anche così il film rimane parecchio morboso.
  • Discussione Fauno • 4/04/14 19:55
    Contratto a progetto - 2746 interventi
    Provate a mettere in parallelo i messaggi finali ripetuti più volte in questo film e in Spasmo, che è uno dei miei thriller preferiti in assoluto...

    No, con Reazione a catena non ci ho visto la benchè minima attinenza, mentre stranamente (e forse qualcuno riderà), il raptus con scoppio di violenza mi ha ricordato il De Palmiano LE DUE SORELLE, anche se le armi erano ben diverse.
    Ma che il film fosse degno di nota non l'ho mai messo in dubbio, per quanto, come Un sussurro nel buio, l'abbia commentato un eone di tempo dopo averlo reperito. Ma questo almeno l'avevo visto, mentre il film di Aliprandi no. FAUNO.
  • Discussione Buiomega71 • 4/04/14 20:05
    Consigliere - 26166 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Provate a mettere in parallelo i messaggi finali ripetuti più volte in questo film e in Spasmo, che è uno dei miei thriller preferiti in assoluto...

    No, con Reazione a catena non ci ho visto la benchè minima attinenza, mentre stranamente (e forse qualcuno riderà), il raptus con scoppio di violenza mi ha ricordato il De Palmiano LE DUE SORELLE, anche se le armi erano ben diverse.
    Ma che il film fosse degno di nota non l'ho mai messo in dubbio, per quanto, come Un sussurro nel buio, l'abbia commentato un eone di tempo dopo averlo reperito. Ma questo almeno l'avevo visto, mentre il film di Aliprandi no. FAUNO.


    Io, al contrario, delle Due Sorelle non ci ho visto proprio nulla, in verità

    Mentre la ferocia nei delitti (almeno dal mio punto di vista) e molto baviana

    Poi, giustamente, ognuno ci vede le influenze che più sente in sintonia cinefila

    Naturalmente felice di aver consigliato bene il buon Deep :)
    Ultima modifica: 4/04/14 20:25 da Buiomega71
  • Curiosità Zender • 23/02/18 18:23
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:



    E la locandina alternativa oggi sostituita: