Colpa delle stelle

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Fault in Our Stars
Anno: 2014
Genere: drammatico (colore)
Regia: Josh Boone
Numero commenti presenti: 8
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/09/14 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/11/15
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Galbo 5/09/14 05:45 - 11388 commenti

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Due adolescenti malati di cancro si conoscono presso un gruppo di sostegno e si innamorano. Tratto da un best seller di John Green, un film dalle premesse “lacrimevoli” che riesce ad evitare la trappola emotiva del "cancer movie", pur essendo molto commovente. Merito di una sceneggiatura equilibrata che si tiene (quasi sempre) lontana dai luoghi comuni dei film del genere, e si affida a dialoghi con i quali i personaggi stemperano la tensione della loro condizione. Tra gli attori da segnalare la prova di Shailene Woodley e Willem Dafoe.

Mtine 6/09/14 19:28 - 224 commenti

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Il cancro al cinema è una macchina da soldi. Lo sapranno senz'altro produttori, registi e sceneggiatori che gli hanno dedicato numerosi film, con risultati più o meno buoni. In questa ennesima variante adolescenziale, il tema è trattato in maniera non eccessivamente superficiale, senza troppo cadere nel melodrammatico. Certo la trama e il target sono quelli che sono e aspettarsi Breaking bad è troppo, ma i due protagonisti hanno il merito di non farsi (forse) odiare troppo ed è ravvisabile un realismo inaspettato, in un'americanata simile.

Xamini 7/09/14 21:01 - 1013 commenti

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Teen cancer movie senza slanci particolari ma capace di mantenere un buon equilibrio tra dramma e fiaba. E fino a quando rimane su questo duplice registro, funziona benone; qualche momento strappalacrime è concesso, ma per il resto Josh Boone e i due protagonisti riescono a contenere i toni, a evitare troppo melò e a introdurre anche qualche piccola situazione spiazzante. A valle di tutto ciò, non ho capito l'utilizzo di Willem Dafoe.

Bruce 8/01/15 09:39 - 1004 commenti

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Gran successo tra gli adolescenti, sia in libreria che al cinema. Narra dell'amore tra due ragazzi malati terminali. Ha il merito, nonostante il tema, di mantenere un tono leggero, sostenibile, senza mai scadere nel patetico. La musica, indipendente, gioca un ruolo importante. Bravi e piuttosto credibili i due giovani protagonisti.

Schramm 3/06/15 12:09 - 2414 commenti

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L’amore ai tempi della cancrena. Risolutamente avulso a ogni forma di falso retorico pietismo che generalmente si autoinvita nella sfera rappresentativa della malattia terminale, Boone tiene a ribadirci che davanti all’amore non c’è morte che tenga, mettendo al bando la codarda scappatoia dei lacrimogeni sparati da un eccessivo melò, rischio abilmente dribblato da un film che si posa addosso come una piuma senza il ricorso a ricatti né a smancerie e che avrebbe commosso John Hughes. Il compartecipe slancio del cast fa sì che la noia non citofoni mai lungo i 135 di un commovente Inno alla Vita.
MEMORABILE: La dichiarazione di Augustus al ristorante; “A quanto pare il mondo non è un ufficio di esaudimento desideri”

Disorder 19/09/16 22:02 - 1408 commenti

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Ci vuole una certa dose di coraggio e genialità a concepire e mettere in scena un'opera del genere, che mescola la commedia più leggera (quella sentimentale per teen-ager) con il dramma più cupo (la malattia, la morte). A lasciare il segno sono però soprattutto le bordate di lucida e intelligente ironia, un po' alla Matt Groening, che pervadono tutto il film. Peccato solo per la regia, non brutta ma iper-convenzionale, che non valorizza a pieno la straordinaria storia e il bravo cast. Comunque un gran film.

Giacomovie 17/10/16 15:56 - 1348 commenti

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Tratto da un romanzo di John Green, per il tema del sentimento intenso ma tragico può essere considerato la versione aggiornata di Love story, con due varianti a proprio favore: l’età più giovane dei due protagonisti coinvolti e la maturità di una storia che fa riflettere, rendendo il film un teen-movie per nulla banale, sia per la delicatezza nel raccontare un amore reso triste dalla malattia sia per l’insegnamento che il film riesce a trasmettere, quello di vivere intensamente il tempo che abbiamo a disposizione.

Siska80 20/05/20 17:42 - 669 commenti

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Il primo tempo è incalzante e appassionante, il secondo rallenta notevolmente e sembra girare intorno al nulla, riprendendosi negli ultimi venti minuti. Appena passabile il cast (tranne la deliziosa, convincente Woodley), non mancano gli stereotipi del genere (il grande amore trovato giusto prima di morire, i colpi di scena avvilenti, i cattivi che si redimono all'ultimo momento) ma perlomeno non si esagera in stucchevolezza e patetismo.
MEMORABILE: Hazel e Gus si recano a casa dello stimato (!) Van Houten.
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