Il mistero del quarto piano

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The 4th Floor
Anno: 1999
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "il mistero del 4° piano", "The fourth floor".
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Si sale di un piano e l'inquilino cambia sesso, ma di Polanski resta poco o niente. Allora dalla finestra si guarda sul cortile e si trova in Tobin Bell un dirimpettaio che pare più losco di quello che osservava James Stewart; ma William Hurt fare il Grace Kelly proprio non può... Per quanto la si giri salta sempre fuori qualcosa che stona. Gli strani tipi che abitano la palazzina ci provano anche a fare i cupi replicanti dei sinistri vicini polanskiani, ma davvero non c'è partita. Tranne per uno, quello che non a caso non si vede. Allora lì sì, il mistero tiene...Leggi tutto e da lì cresce. Come si era partiti? Jane (Lewis) decide di andare ad abitare nell'appartamento della vecchia zia morta cadendo dalle scale. Il suo compagno (Hurt) non la prende troppo bene visto che stavano progettando di vivere insieme altrove, ma i problemi sono altri: basta fare qualche piccolo rumore e quello del piano di sotto insorge. Chi è? Dovrebbe essere un'anziana ottantenne, ma se bussi o suoni non risponde mai. Cosa poi ci faccia poi tutta quell'immondizia fuori dal suo portone non si capisce. Dapprima fa trovare a Jane fogli in cui minaccia rappresaglie se non se ne starà in silenzio, successivamente addirittura un vademecum di pagine e pagine da seguire per ottenere il suo benestare... Bizzarro, se non altro, ma a questo punto la guerra è aperta e sappiamo tutti che in questi casi quella matta di Juliette Lewis non si fa pregare: salta sul pavimento, alza la musica, grida... Nel frattempo conosce qualcuno del palazzo e quando resta chiusa fuori di casa chiama a sistemarle la serratura proprio il dirimpettaio con la faccia equivoca (che è poi quella di Tobin Bell, già bello obliquo anni prima di “trasformarsi” in Jigsaw). Però - colpa anche di una fotografia piatta paratelevisiva poco indicata per un clima così opprimente - la tensione pare artificiosa, monta a fatica e gli inserimenti misterici che potevano dare inatteso senso al tutto arrivano un po' troppo tardi per caratterizzare il film in quella direzione (mappe, suggestioni egizie buttate lì). E così, se da una parte la lotta coll'enigmatico vicino almeno all'inizio trova spunti efficaci, dall'altra il solito clima di diffidenza che circonda la protagonista, cui amici e conoscenti danno ripetutamente della visionaria, è stantio. Quanto al mestiere di metereologo clownesco affibbiato a Hurt, che fa a pugni col suo aplomb al contrario serissimo - pare aggiunto giusto per sdrammatizzare di tanto in tanto, ma il suo è un personaggio grigio e totalmente anonimo. Il peso della pellicola ricade quindi quasi interamente sulla Lewis, che all'epoca se lo poteva permettere, mentre la regia azzecca qualche trovata d'effetto (il polistirolo, le maioliche che saltano, il finale con sorpresa) ma non riesce mai a stupire con impennate stilistiche che possano scuotere il film dalla sua traversata tranquilla nei mari del già visto. Anche le musiche non lasciano alcun segno e la cara vecchia Wendy ridotta a scialba portinaia dà la misura della distanza col superbo modello polanskiano. Oltre alla Lewis qualcosa di sfizioso e curioso si trova, comunque.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/05/10 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/07/20
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Puppigallo 23/05/10 09:16 - 4497 commenti

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Un'antica palazzina di valore abitata da persone a dir poco originali è l'ambientazione di questa pellicola che si fa apprezzare proprio per la location azzeccata e per una protagonista che se la cava piuttosto bene (la zia è morta e lei ha ereditato l'appartamento). I veri limiti si riscontrano in alcune forzature, come il finale, dove si vuole stupire col colpetto di coda (attenzione al contenuto di un quadro e a ciò che dice la voce alla TV). Hurt, pacato e monoespressivo è irritante, mentre il resto della banda attorica è più che dignitoso. Sparse qua e là ci sono buone idee.
MEMORABILE: La vicina parla alla protagonista della sua povera zia: "Sono stata io a trovarla...la testa spappolata come una patata lessa"; Lo schema sul soffitto

Buiomega71 12/01/11 22:22 - 2231 commenti

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Ottimo thriller "paranoico", che cita La finestra sul cortile, L'inquilino del terzo piano e Phenomena. Buona tensione in un crescendo di colpi di scena, con atmosfere e complotti polanskiani. Klausner poi regala momenti di cinema argentiano, le larve nella vasca da bagno, le mosche, il cadavere in decomposizione. Il futuro Jigsaw Tobin Bell è la versione inquietante di James Stewart, l'altmaniana Shelley Duvall è pressochè irriconoscibile. E lo spioncino del quarto piano ripreso in primo piano assomiglia all'occhio minaccioso di Hal 9000.
MEMORABILE: L'immagine finale disegnata, un vero e propio colpo di genio!

Daniela 5/03/12 07:46 - 9214 commenti

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Dopo la morte della zia, Lewis va a vivere nel suo appartamento, in una vecchia palazzina newyorkese popolata da vicini strambi e/o inquietanti... Thriller condominiale che inizia buttandola sull'hitchcockiano, con il futuro malvagio di Saw che spia e viene spiato alla finestra, poi però vira decisamente verso territori polanskiani, senza farsi mancare un tocco esoterico. Lewis è brava e anche il cast fa il suo mestiere (a parte Hurt versione stoccafisso, forse perché alla prese con un personaggio demenziale). Vedibile, ma senza troppe pretese.
MEMORABILE: L'alloggio pieno zeppo di pirolini da imballaggio. se la situazione non fosse drammatica, c'era da divertirsi un mondo.

Corinne 21/10/13 20:43 - 401 commenti

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Klausner crea una discreta tensione, amalgamando i cliché del genere "condominiale" con qualche sprazzo horror, e lo fa supportato da un cast ben in parte (ad eccezione di Hurt, espressivo come un tronco). Quando però deve svelare il mistero, il film perde parecchi punti e il presunto colpo di scena finale non fa che confermare quello che si era intuito da tempo. Un thriller piacevole, comunque.
MEMORABILE: L'incursione di Jane al quarto piano.

Il Dandi 28/09/13 17:09 - 1745 commenti

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Thriller a cui piace vincere facile, puntando sulla sicurezza di riferimenti evidenti e collaudati (Hitchcock e Polanski): ma il livello resta lontano per qualità della confezione (abbastanza anonima) e profondità di costruzione: si pensi all'uso della simbologia egizia, che ne L'inquilino del terzo piano si prestava a interpretazioni plurime e che qui appare chiamata in causa in maniera piuttosto pretestuosa. In definitiva un film piacevole alla prima visione, ma svela la sua poca solidità alla seconda.
MEMORABILE: Il colpo di scena finale del quadro

Tomastich 17/06/14 22:32 - 1216 commenti

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Notevolissimo thriller ricco di citazioni dai maestri che tiene con il fiato sospeso per un'ora buona per poi abbassare la tensione (anche se il colpo di scena finale funziona benissimo). Cast di sostanza (Hurt, Lewis e Bell sono garanzie, Duvall e Pendleton sorprese).

Piero68 1/09/14 09:21 - 2754 commenti

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Copia e incolla di tutto il cinema di genere dei grandi maestri, da Hitchcock ad Argento, per un thriller tutto sommato scontato e senza significativi colpi di scena. Brava la Lewis, ma Hurt si vede ben poco. Evidenti plot-hole complicano un po' la vita allo spettatore e il finale, nonostante l'ultima eloquente inquadratura, non sarà capace di dipanare tutti i dubbi. Girato con mestiere ha però il grosso difetto di attorcigliarsi troppo presto su se stesso e di non offrire grosse alternative né visive né narrative.

Fulcanelli 18/11/15 13:43 - 100 commenti

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I riferimenti a L'inquilino del terzo piano, Rosemary's baby e La finestra sul cortile sono palesi, ma questo non vuol dire che il film non possa brillare di luce propria. Novanta minuti che filano via senza un secondo di noia. Il senso di minaccia che permea il palazzo è costante. Tante scene interessanti che rivelano uno spiccato estro scenografico e un ricercato gusto mistery/egittologico. William Hurt appare fuori luogo e Tobin Bell troppo soggettivo. Il finale sbrigativo e il fatto che a una seconda visione possa apparire meno interessante mi impongono di fermarmi a ***.

Deepred89 30/11/15 16:17 - 3268 commenti

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Thrillerino paratelevisivo un po' alla Polanski non del tutto disprezzabile, piatto nella confezione e dallo svolgimento senza particolari sussulti (e l'ultimo colpo di scena, messo in scena con sapienza, non fa che confermare ciò che per lo spettatore è sempre stato scontato), ma conciso e senza troppe cadute. Juliette Lewis di routine, Hurt di imbarazzante inespressività, Bell già notevolmente mefistofelico, puro contorno la Duvall. Si lascia guardare, anche se spiace veder sprecata un'idea (il misterioso inquilino) decisamente stimolante.

Ira72 6/06/17 09:32 - 920 commenti

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Cosa funziona nel film: il ritmo incalzante, i personaggi strambi e inquietanti che abitano la palazzina, le scene horror o comunque intense anche se ispirate ad altri registi (per fortuna si scopiazzano i Maestri del genere perché certe idee non passano mai di moda). Cosa non va: il parrucchino di William Hurt (talmente posticcio che trasmette subito l'idea ci si trovi su di un set), il finale pacchiano e forzatamente spettacolare con colpi di scena prevedibili. La Lewis pare un po' costretta nella parte. Si avverte, comprensibilmente, poco pathos.

Rambo90 16/07/19 16:17 - 6317 commenti

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Un buon thriller, che parte omaggiando Hitchcock e prosegue in un incrocio di echi polanskiani, tra false piste, momenti di discreta tensione e colpi di scena. L'ambientazione nel palazzo riesce molto bene, complice anche la cupa fotografia, con la Lewis perfettamente in parte e un Hurt più defilato che si fa rubare la scena da Pendleton e dal solito glaciale Bell. La soluzione dell'enigma è prevedibile ma merita una visione.

Noodles 26/03/20 23:25 - 806 commenti

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Il titolo è di una banalità incredibile. Fortunatamente è solo un biglietto da visita malfatto perché il film, pur non raggiungendo vette particolari, è comunque un thriller discreto con un'ottima dose di tensione generata da un'escalation ben studiata e non priva di aspetti veramente inquietanti. Qualche piccola caduta nella sceneggiatura e qualche parte un po' scontata rovina il lavoro, che però è godibile dall'inizio alla fine. Spento William Hurt.

Myvincent 5/05/20 08:01 - 2522 commenti

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Parafrasando Polanski e citando Hitchcock il regista non fa nessuna brutta figura, affidandosi prima di tutto a interpreti capaci e giocando con i grandi mostri del cinema, costruendo un clima e un ritmo che non cedono mai il passo alla noia. Una giovane ragazza eredita un appartamento in affitto e non potrà ribellarsi alle dure regole condominiali che le remano contro. Questa volta chi è oggetto di voyeurismo a sua volta non rinuncia alla tentazione di guardare e testimoniare. Originale senz'altro.
MEMORABILE: La grande, seppure poco sfruttata, presenza di Shelley Duvall.

Il ferrini 18/05/20 23:12 - 1665 commenti

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Citando palesemente l'inquilino di Polanski ma anche la finestra di Hitchcock, il primo tempo del film promette moltissimo e costruisce una buona tensione. Nella seconda parte ci si trova invece più dalle parti di Uno sconosciuto alla porta, ma qui lo psicopatico è lontanissimo dal carisma di Keaton. Buono il cast, a partire dalla Lewis, ma anche Tobin Bell (Saw) ha la faccia giusta per l'ambiguo fabbro e la Duvall (qui curiosamente bionda) interpreta dignitosamente la petulante vicina. Resta l'impressione di un'occasione sprecata.
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