LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/03/07 DAL BENEMERITO ALMAYER
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Almayer 30/03/07 13:07 - 169 commenti

I gusti di Almayer

Splendido Lizzani del 1964. Tognazzi e la bellissima Giovanna Ralli sono superlativi, ottime le musiche di Piccioni, sceneggiatura di Amidei, Vincenzoni e Lizzani, tratto dal libro di Luciano Bianciardi (in parte autobiografico). Una sorta di Una vita difficile alla rovescia, con Luciano Bianchi speculare a Silvio Magnozzi. Splendida la rappresentazione della Milano del boom, e delle "megacorporation" ben rappresentate successivamente da Fantozzi. A mio avviso tappa fondamentale di una certa cinematografia italica, per capire il periodo storico.

Il Gobbo 29/10/07 09:34 - 3011 commenti

I gusti di Il Gobbo

Molto buono. Aderente al testo del grande Bianciardi, accorato e sferzante, letteralmente dominato da un Tognazzi maestoso (come lo stesso Bianciardi ebbe a dire). Girato anche con più cura del solito da Lizzani, che anticipa anche visivamente certe atmosfere da alienazione industriale in chiave grottesca che costituiranno un sotto-filone vitalissimo del cinema anni '60. Forse non un capolavoro, ma un film fondamentale anche in prospettiva storica.

Gugly 12/08/08 21:34 - 1015 commenti

I gusti di Gugly

Un uomo si vuole vendicare delle storture della società ma... film che è in alcune parti è profetico rispetto agli anni a venire, mentre di specifico offre innovazioni tecniche e artistiche come la voce fuori campo e l'appellarsi del protagonista direttamente allo spettatore. Tognazzi, praticamente sosia di Bianciardi, delinea un altro dei suoi personaggi "non-leone" che troveranno una buona nicchia nella società, la Ralli disegna da par suo una donna indomita che risulta migliore del compagno. Terza attrice Milano.
MEMORABILE: Il blocco delle macchine e dei pedoni per attraversare; il colloquio con il televisore; "c'era il boom economico" (siamo nel 1964).

Pigro 19/08/08 09:21 - 7814 commenti

I gusti di Pigro

Dopo un disastro in miniera, un professorino va a Milano per far saltare il grattacielo della compagnia, ma scopre il miracolo economico. Storia caustica, amara, quasi violenta nel denunciare in tempo reale l’evoluzione sociale del nostro paese. Lizzani costruisce una narrazione convulsa, sincopata, sgraziata, con un montaggio che definirei ‘jazz’. Peccato che la bella intuizione non riesca a funzionare al meglio, come se il regista non avesse davvero osato forzare fino in fondo e rimodellare i codici cinematografici.

Cotola 8/07/10 19:59 - 7546 commenti

I gusti di Cotola

Attualissimo e riuscito film di Lizzani che mette molta carne al fuoco ma lo fa con grande lucidità ed in maniera pungente ed efficace arrivando anche a precorre i tempi di certe tematiche: si parla già, seppure solo tangenzialmente, di alienazione Buona la sceneggiatura, tratta dal bel romanzo di Bianciardi, che dà vita ad un plot non del tutto fluido e lineare (ma non è un difetto) ed eccezionale la prova attoriale di Tognazzi. Una delle migliori regie di Lizzani.
MEMORABILE: Certi discorsi di Tognazzi che ho trovato più che mai attuali.

Stefania 7/05/10 01:21 - 1600 commenti

I gusti di Stefania

Da apocalittico a integrato: le velleità di ribellione di Luciano collassano di fronte alle lusinghe del consumismo, anche a causa dell'indole piccolo borghese del protagonista. Tognazzi cerca la complicità dello spettatore parlando direttamente in macchina, ma non comunica mai vera amarezza o indignazione. Neppure quando la sua utopia anarcoide si rivela una bugia, esattamente come il miracolo economico. Il film si ricorda più per certe trovate, come la visita al Pirelli e le segretarie semi-robotizzate, che per spessore o forza polemica.

Renato 13/01/10 13:03 - 1579 commenti

I gusti di Renato

Film narrato in flashback, con uno stile spesso anche molto originale; e però la storia non mi ha mai coinvolto: forse perché il protagonista parte come anarchico pronto a far saltare un grattacielo, finisce come borghese perfettamente integrato nel sistema ma Lizzani e Bianciardi scelgono di non spiegarci il perché. A livello stilistico salta un po' troppo tra la commedia di spirito ed il registro drammatico, forse più adatto al tipo racconto, almeno a mio parere. Ottima la Ralli, e particina per il grande Pippo Starnazza.

B. Legnani 14/04/10 00:55 - 4743 commenti

I gusti di B. Legnani

Interessante opera di Lizzani che manca però di compattezza (nella seconda parte c’è qualche giro a vuoto e le metàfore – come l’assordante volume del jukebox – sono eccessive), ma che ha momenti notevoli. Grandi Tognazzi e la Ralli (ovviamente smagliante). Location milanesi azzeccate, addirittura con lo sferisterio della pelota basca! Curioso che il momento che più si ricorda sia quello dell’arrivo della moglie, con la Ralli che finge di essere solo una segretaria: sono loro che sono formidabili in quel momento o sono io così italiano da apprezzare particolarmente la nostra improvvisazione e la commedia pura?
MEMORABILE: Il citato arrivo della moglie.

Enzus79 17/07/10 17:21 - 1822 commenti

I gusti di Enzus79

Opera abbastanza interessante anche se poco coinvolgente di Carlo Lizzani. Come il boom economico italiano cambi il pensiero delle persone. Ugo Tognazzi è bravo, così come gli attori di contorno. La durata è un po' troppo lunga per questo tipo di storie...

Liv 4/03/13 09:32 - 237 commenti

I gusti di Liv

Ottimi Ugo Tognazzi e Giovanna Ralli in un film che, volendo dirla tutta, riesce noioso. Per altri versi, poi, gli intellettuali "contro" sono penosi quanto gli "integrati": la gente comune ha più buon senso. Però vale la pena di vederlo e di meditare sul boom economico maturo nella Milano non ancora presa di mira dalla mano armata degli intellettuali, dai parassiti e dai difensori di tutti questi. Si lavora e si produce. Però... come passa il tempo: oggi nessuno più farebbe un film del genere.

Deepred89 9/06/13 18:02 - 3290 commenti

I gusti di Deepred89

Commedia industrial-contestataria a suo modo emblematica, che riassume tutti i pro e i contro del genere: regia intrigante, montaggio con forti echi godardiani, trama arzigogolata ed episodica, cast notevole, un sottile ma costante filo di noia intervallato da qualche lampo di genio. Interessante, ma la mancanza di vero coinvolgimento si fa spesso sentire.

Matalo! 18/12/13 16:49 - 1368 commenti

I gusti di Matalo!

Per me, che amo Bianciardi, il film sembra un riassuntino modestamente ispirato a uno dei romanzi più beat mai scritti in Italia. Bianciardi legge la Milano dei suoi tempi, la città dei soldi, la New York italiana con il timbro che donò alle righe di Henry Miller. Qui, nonostante il film sia anche guizzante, ci si concentra soprattutto sul privato, scorrendo in fretta le pagine del libro. Tognazzi non ha nulla di Bianciardi ma è bravo. La Ralli è semplicemente meravigliosa da vedere, bellezza "concreta". Milano è ritratta in modo appropriato.
MEMORABILE: Gli slogan dei Carosello citati alla fine (in realtà di Marchesi); La Milano delle latterie e del Giamai con Jannacci e Gil Cuppini.

Vitgar 21/05/15 10:51 - 586 commenti

I gusti di Vitgar

Buon film di Lizzani, di quel filone post-realista che diede un po' di ossigeno alla cinematografia italiana. Sceneggiatura abbastanza rispetosa del romanzo di Bianciardi, offre un ironico quadro dell'Italia in pieno boom di cui una fumosa Milano è l'emblema. Ottimo Tognazzi, Ralli intrigante e raggiante. Cameo di Iannacci. Buona la colonna sonora di Piccioni. Da vedere per chi ama la commedia italiana.

Manrico 30/12/15 08:45 - 80 commenti

I gusti di Manrico

Il libro, meraviglioso, di Bianciardi è (volutamente) altra cosa, ma questo Lizzani incerto tra commedia e piccoli sperimentalismi, profetismo socioeconomico e inquietudine umana è un film che vale la pena di rivedere. Per un fantastico Tognazzi, una bella e brava Ralli, una Milano non ancora da bere, in cui convivono il traffico e le taverne coi discorsi impegnati, la posta pneumatica e le pensioni da poche lire. Gli si perdona il ritmo a tratti sfilacciato perché è - in fondo - un film che parla di noi più di molti altri.
MEMORABILE: Il monologo sul sesso alla taverna; Il colloquio "telematico" di lavoro; L'indifferenza del bar per l'uomo colto da malore.

Pessoa 21/12/16 16:09 - 1173 commenti

I gusti di Pessoa

Splendida commedia "agra" di Lizzani sul riflusso post boom economico, dove si cominciano a intravedere i prodromi di un`insoddisfazione sociale che sfocerà nel '68. Il taglio documentaristico tipico del regista lascia questa volta molto spazio all'estro di un Tognazzi in stato di grazia capace di alternare con successo molti registri recitativi, trovando nella Ralli un'adeguata comprimaria. Interessanti molti degli spunti del film, davvero all'avanguardia per quei tempi e che l'hanno fatto invecchiare molto bene. Senz'altro da rivalutare.
MEMORABILE: "In futuro non ci saranno più prodotti naturali negli alimenti, ma solo il loro nome".

Alex75 28/12/16 09:33 - 680 commenti

I gusti di Alex75

Trasposizione di Bianciardi che, pur mantenendosi sempre nell'alveo della commedia, mostra inquietudini destinate a esplodere negli anni a venire (in particolare riguardo ad alienazione, rivolta, consumismo e rapporti di coppia). Lizzani è maestro nel descrivere situazioni, ambienti e caratteri e il personale tecnico (ci sono Fraticelli e Menczer), ma soprattutto gli attori (in particolare, Tognazzi è impeccabile e a suo agio con una Ralli splendente) fanno al meglio la loro parte.
MEMORABILE: Il colloquio con i televisori; La Pensione De Sio; La “teoria delle segretarie”; I due svizzeri; Le considerazioni di Tognazzi in latteria.

Rufus68 8/06/17 00:16 - 3113 commenti

I gusti di Rufus68

Conservare l'odio per la vendetta, impossibile, così come mantenere la purezza. Bianciardi nei primi anni Sessanta già aveva capito tutto: la prostituzione degli intellettuali al potere economico (Tognazzi passa da Garcia Lorca alla pubblicità), l'incomunicabilità (il dialogo al bar sovrastato dal frastuono e dall'indifferenza degli avventori), la disfatta della tradizione, il consumismo come destino invincibile della nazione. Beffardo e definitivo.

Daniela 24/07/17 02:29 - 9490 commenti

I gusti di Daniela

Intellettuale di provincia giunge a Milano con l'intenzione di compiere un'azione dimostrativa contro la sede della grande società responsabile di un disastro minerario, ma, come spesso avviene, invece di cambiare il mondo, finisce per adeguarsi... Dal bel romanzo di Bianciardi, un apologo acido sul boom economico e la società dei consumi, in cui l'ottimo Tognazzi si rivolge spesso direttamente allo spettatore. La narrazione "jazzistica" non è esente da pause e lungaggini, ma l'originalità del film ed anche la sua attualità a distanza di mezzo secolo sono tali da farne perdonare i difetti.
MEMORABILE: Le segretarie e i francobolli

Paulaster 26/11/18 10:29 - 2815 commenti

I gusti di Paulaster

In seguito allo scoppio di una miniera vogliono far esplodere la proprietà per vendicarsi. Contenuti della storia che descrivono il cambio della società dall'anarchia all'uomo medio, dagli ideali al soldo, ai primi segnali d'alienazione. Interessante lo stile di Lizzani, anche se si serve di spiegazioni in mdp del protagonista. A Tognazzi manca il fisico del bombarolo e con la Ralli forma un duo adatto ai siparietti da commedia. Milano non è opprimente ma è necessaria, come location.
MEMORABILE: L'arrivo della moglie con la Ralli che finge d'essere la segretaria; Gli slogan; Tognazzi sul cornicione; Jannacci che canta.

Maxx g 11/11/18 16:43 - 492 commenti

I gusti di Maxx g

Un Tognazzi piuttosto godibile in un contesto che dovrebbe far riflettere, anche pensando alla situazione lavorativa attuale. La sua partner, Giovanna Ralli, è efficace, come del resto tutto il cast. Quello che non funziona è il suo procedere a corrente alternata, sovente sfociando nel surreale. Il che non guasterebbe, se fosse meno continuo. Rimane un'opera da vedere, anche se non suscita grandi entusiasmi.
MEMORABILE: L'incubo di Tognazzi.

Lythops 3/12/18 19:38 - 975 commenti

I gusti di Lythops

Film che vorrebbe ritrarre la società degli anni '60 ma che senza volerlo risulta attualissimo anche oggi, per quanto siano cambiate le terminologie ed evoluti i mestieri. Coerente nelle idee, ma non sempre nel ritmo, ci illustra il lento adeguamento di un impegnato e convinto intellettuale di provincia a tutto ciò che fino a poco tempo prima aveva odiato. Nulla è lasciato al caso e la moderma alienazione c'è tutta, telemarketing compreso. Grande Lizzani, grande Ugo.
MEMORABILE: Le sostanze naturali nell'alimentazione moderna sono destinate a scomparire.

Rocchiola 10/07/19 14:41 - 870 commenti

I gusti di Rocchiola

Una delle più originali commedie sul boom economico degli anni 60, narrata come un lungo flashback in cui se ne incastrano altri brevi che motivano le intenzioni dinamitarde del protagonista e girata con uno stile molto free memore della nouvelle vague. Una tendenza sperimentale che penalizza la fluidità del racconto ma non la forza dei contenuti, che offrono una pungente accusa al sistema consumistico e un’arguta analisi della resa dell’individuo di fronte ai compromessi del sistema. Ottime musiche di Piccioni. Bella e brava la Ralli.
MEMORABILE: “Non sei bello ma c’hai qualcosa”; L’esibizione del coro paesano di fronte alla segretaria tedesca scosciata; Le richieste dei minatori al loro capo.

Modo 23/07/19 22:47 - 825 commenti

I gusti di Modo

Vedendo il film verrebbe da dire che la vendetta va consumata subito onde evitare che il tempo e le situazioni ne affievoliscano l'ardore e ne ribaltino l'originario intento. Bella commedia dolceamara portata avanti ottimamente da Tognazzi. Peccato che il ritmo narrativo non sia dei più veloci e spesso ci si perda in inutili lungaggini. Oggi come ieri i comportametni umani non sono poi così cambiati, i sentimenti e l'alienazione non mutano allo scandire degli anni. Film godibile e i flashback non disturbano la trama.

Giùan 12/08/19 15:31 - 3009 commenti

I gusti di Giùan

Prelibata lepre nel ricco carniere cinematografico, ancor troppo poco studiato e men che meno compreso, di Maestro Lizzani. La generosa versatilità tipica del suo Cinema, pesca qui tre formidabili atout: commedia all'italiana coi suoi tic, tipi, caratteri, il fenomenologico romanzo di Bianciardi e certe fluide schiettezze da Nouvelle vague. Il tutto compendiato in uno sperimentalismo sincretico di graffiante disincanto, eccezionalmente vivo e pulsante di presaghi vaticini sulla società italiana e il patrio costume. Perfetto Ugo, Ralli sgargiante di frustrazione.

Gabrius79 3/09/20 23:39 - 1196 commenti

I gusti di Gabrius79

Carlo Lizzani dirige un ottimo Ugo Tognazzi e una godibilissima Giovanna Ralli in questo film piuttosto interessante ambientato nell’Italia dell boom economico. La trama talvolta appare confusa perché si mette troppa carne al fuoco, ma il mestiere degli attori riesce in parte a compensare i difetti. Ci sono comunque momenti coinvolgenti che strappano qualche risata amara.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 12/08/08 01:29
    Segretario - 4677 interventi
    Dopo il film è stato trasmesso un documentario su Lizzani nel quale, tra l'altro, si vede Luciano Bianciardi, ovvero l'autore del libro dal quale è stato tratto il film: beh, appena l'hi visto sono rimasta basita, è uguale a Tognazzi,stessa corporatura , stessa pettinatura e quasi stessa espressione del viso.
  • Curiosità Roger • 12/11/15 23:36
    Call center Davinotti - 2805 interventi
    Il libro che Luciano Bianchi (Tognazzi) traduce con l'aiuto di Anna (Ralli) è The fox in the attic, di Richard Hughes:

  • Curiosità Zender • 27/02/17 18:20
    Consigliere - 43585 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Musiche Alex75 • 12/04/17 17:33
    Call center Davinotti - 625 interventi
    Enzo Jannacci esegue "L'ombrello di mio fratello" e "Ti te se no"

    https://www.youtube.com/watch?v=4_Vp2Af4Wy0

    https://www.youtube.com/watch?v=pE56tI_OgQA
  • Homevideo Rocchiola • 10/07/19 14:43
    Call center Davinotti - 1140 interventi
    La RHV ha uno standard qualitativo mediamente alto, ma in questo caso ha toppato. Nel libretto interno si parla di master restaurato e rimasterizzato ma la visione smentisce tale informazione dimostrando che la pellicola sicuramente non è stata restaurata, forse rimasterizzata ma senza alcun restauro. Il video infatti presenta diverse puntinature e macchiette ed una definizione non proprio memorabile. Come bianco-nero è poco incisivo e tendente spesso al grigio. Poi c’è la chicca finale con l'’indicazione del primo e secondo tempo a metà del film, cosa praticamente mai vista su DVD !!! Sembrerebbe che hanno usato una copia destinata alla trasmissione televisiva. L’'audio originale monofonico è discretamente potente e chiaro. Insomma a me sembra una mezza presa in giro, una di quelle cose alla "Cecchi Gori" per intenderci.
    Ultima modifica: 11/07/19 07:58 da Rocchiola