Racconti romani - Film (1955)

Racconti romani
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MMJ Davinotti jr
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

(BABY VINTAGE COLLECTION) Tratto da un romanzo di Alberto Moravia, questo RACCONTI ROMANI si presenta come il tipico prodotto degli Anni Sessanta, privo di qualsiasi originalità nel soggetto ma insolitamente recitato in dialetto romano, con espressioni gergali estremamente “volgari” (nel senso etimologico del termine). Pur tuttavia le avventure di questi quattro ragazzotti alla ricerca dei soldi per potersi comprare un furgoncino in modo da gestirsi una piccola agenzia di consegne celeri, riesce stranamente a coinvolgere e incuriosire (anche se è tutto molto relativo). In realtà il film è costruito come un racconto a episodi, in cui vedremo i quattro (capitanati...Leggi tutto dall’esuberante Franco Fabrizi) alle prese con truffette di ogni tipo: dal tentativo di vendere i biglietti per la partita a prezzo superiore a quello di smerciare banconote false. La parentesi più felice resta comunque quella in cui Totò e Vittorio De Sica (incredibilmente partecipi di una simile pellicola a bassissimo costo) vengono a trovarsi l’uno di fronte all’altro nelle parti di un professore affamato alla ricerca di denaro (Totò) e di un avvocato di buon cuore ossessionato dalla pronuncia di alcune parole (De Sica): l’idea è tratta dal racconto di Moravia “La parola mamma…” e la recitazione dei due sempre impeccabile. Peccato duri poco più di cinque minuti. Si ricade successivamente nelle consuete situazioni da proletariato romano con battute, urla, lamenti e via dicendo. Per un attimo compare anche Mario Carotenuto (è un commendatore fermato ai giardini pubblici dalla buoncostume) a testimonianza di come i quattro necessitino di qualche aiuto esterno per riuscire a risultare credibili e divertenti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Giacomovie 15/04/10 11:19 - 1384 commenti

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È un film leggero e spensierato, anche se all'epoca credo che abbia voluto essere, pur se con un po' di ironia, di denuncia sociale. Dà sia un'idea sul modo di vivere di oltre cinquant'anni fa che elementi di valutazione sui (pochi) mutamenti del costume italico. Pur se si guarda con piacere, è un film troppo elementare, formato da un collage di situazioni vivaci che però non originano una trama vera e propria. Permette di fare un bel "giro turistico" di Roma e dei suoi posti più noti (comprese delle belle vedute aeree). **

Il Gobbo 5/10/10 10:01 - 3015 commenti

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Gradevole commediola aromatizzata Moravia (che supervisionò la sceneggiatura). Ingenua e invecchiata, giocata sul "colore" locale, una pellicola comunque simpatica che spicca il volo, prevedibilmente, nel faccia a faccia dei mostri sacri Totò e De Sica, sublime quest'ultimo nel ruolo dell'avvocato afflitto da idiosincrasia per le consonanti doppie.

B. Legnani 25/05/11 00:50 - 5368 commenti

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Grazioso quadretto di vita proletaria in quel di Roma, tra truffette varie e malriuscite. Spiccano Franco Fabrizi (perfetto per il ruolo) e il sorprendente Giancarlo Costa, a me - lo confesso - totalmente ignoto. Fra le donne domina Giovanna Ralli. Totò viaggia da par suo e De Sica pare divertirsi. Caruccio e corretto, ma nulla di più: **.

Nando 1/10/11 15:48 - 3705 commenti

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Storie romane con protagonisti giovani truffatori e millantatori dediti a piccole truffe, uno spaccato romano grazioso ma al tempo stesso leggerino nonostante un cast altisonante e nostalgiche vedute della capitale. Ispirato dal omonimo romanzo di Moravia.

Graf 20/04/12 01:30 - 708 commenti

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Quattro giovani lavativi romani, all’alba del boom economico, cercano di trovare, con metodi poco legali, il capitale iniziale per mettersi in proprio e diventare padroncini. Non ci riescono e rientrano nei ranghi. Racconto di Moravia, atmosfera realista e pacioccona che viene direttamente da Campo de’ fiori di Bonnard, sceneggiatura robusta e rigorosa, cast maschile e femminile con le carte in regola, Totò e De Sica in cammei di lusso, acute annotazioni di costume, cornice romana credibile ma il film non carbura mai e sconta una regia piatta e anonima.
MEMORABILE: La vivace descrizione dell'ambientazione romana anni '50, con le sue trattorie, i suoi vignaioli, le sue barberie, con le sue cassiere di bar da tapinare.

Rambo90 29/10/12 16:07 - 7293 commenti

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Simpatico, anche se penalizzato da una regia troppo lenta e anonima, diverte più per alcuni sketch singoli che nel suo insieme. Il quartetto protagonista è azzeccato (il migliore è Fabrizi, a suo completo agio nella parte del mascalzone), ma si fa rubare la scena dai comprimari, in primis una Giovanna Ralli particolarmente caciarona e bisbetica e poi il simpatico duetto Totò-De Sica, che rimane impresso nonostante la sua brevità. Buono.

Fabiorossi 13/12/12 19:53 - 67 commenti

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Uno dei film che più amo rivedere, non so bene per quale motivo; probabilmente le riprese che Franciolini effettua su quella Roma povera ma spensierata degli anni '50 evocano in me ricordi di una gioventù ormai troppo lontana. Il cast è necessariamente "autoctono", ma tra i soliti Cifariello, Arena e Fabrizi sfila quasi in secondo piano il nome di Giancarlo Costa (Spartaco), attore troppo dimenticato e segregato in una breve carriera cinematografica. Scontato il finale.

Markus 24/07/13 12:52 - 3578 commenti

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Vita romana di quattro giovani smargiassi con velleità di campare alla giornata che tentano (dopo anni di nullafacenza/carcere) a diventare padroncini di un’impresa di trasporti cercando il denaro necessario all'inizio dell’attività con trucchi vari talvolta spassosi. Film leggero e scacciapensieri inchiodato al periodo di uscita che mostra una Roma Anni ’50 tra antico e moderno. Si può guardare senza intoppi, ma certamente non ci si trova di fronte al capolavoro neorealista.

Minitina80 22/06/15 09:08 - 2768 commenti

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Simpatico spaccato del proletariato romano, quello più umile e squattrinato, che non ha le capacità per salire sul treno del boom economico del dopoguerra e che si arrangia giocando sporco nella speranza di fare lo stesso fortuna. È arricchito da partecipazioni illustri (alcune ridotte a semplici comparsate) e si avvale di una fotografia meravigliosa di una Roma che ormai è soltanto un lontano ricordo. Non male, dopotutto.

Mco 5/11/16 11:33 - 2278 commenti

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Un cast coi fiocchi per una pellicola che trae i suoi spunti narrativi dalle pagine dell'omonima raccolta di Alberto Moravia. I mezzucci con cui far soldi, più velocemnete possibile, è motivo di situazioni simpatiche e divertenti. Tra i personaggi quello di Alvaro, impersonato da un bravo Fabrizi, è quello strutturato meglio mentre Totò e De Sica sono rispettivamente un professore e un avvocato. Leggero, con qualche motivo di interesse femminile (Giovanna Ralli su tutte) e scorci romani che si fanno ammirare sempre volentieri.

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Hearty76 28/06/16 16:25 - 251 commenti

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Nella bellissima e nostalgica Roma dei tempi andati, come in una garbatissima sequela di prime cartoline a colori, un gruppo di giovani uomini cerca di "guadagnare" qualcosa attuando curiose truffe. Totò non pare essere il vero protagonista di questa buona pellicola, ma la sua presenza è tutta un cameo da gustare. Il colore forse diluisce l'atmosfera neorealista (in cui in genere i film degli anni '50 son immersi), virando piuttosto verso le leggerezze più caratteristiche dei '60. Nel complesso è un tenero spaccato del mondo d'allora. Promosso!

Daniela 9/11/17 13:28 - 11951 commenti

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Quattro amici con poca voglia di lavorare ed ancora meno cervello, tentano di mettere a segno piccole truffe, dimostrando di non avere talento neppure per quelle... Dalle cronache della Roma proletaria di Moravia, una storia di borgatari dalle parti del neorealismo rosa, in quanto la bonarietà prevale sulle note amare. Nel cast, perfetto Fabrizi, mascalzone immaturo e vigliacco, verace come una vongola la pescivendola vociona Ralli, gustosissimo il duetto Totò-De Sica nella sequenza ispirata al racconto "La parola mamma". Film superficiale e bozzettistico, ma gradevole.

Rufus68 10/02/19 22:14 - 3644 commenti

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Gradevole e nulla più. Una serie di episodi di blando colore romanesco tenuti insieme dalla verve proletaria degli attori. L'incursione dei mostri sacri aggiunge appena qualche pizzico di sapidità in più anche se non incide sul risultato finale (De Sica che si gira sulla lingua le detestabili doppie - mamma babbo muffa truffa - è comunque uno spasso). Del conciso cinismo di Moravia rimane poco.

Pessoa 27/06/20 18:34 - 2476 commenti

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Riduzione cinematografica di alcuni episodi tratti dai racconti di Moravia. Franciolini preferisce dare meno spazio all'amara satira dello scrittore privilegiando toni comici e scanzonati, che fanno sorridere senza troppo pensare. Bella fotografia di Montuori che rende giustizia alle bellezze di Roma costantemente proposte allo spettatore, sceneggiatura brillante all'impronta del "volemose bene" che non graffia quasi mai, interpreti volenterosi e affiatati tutti molto in parte. Totò e De Sica, ovviamente, giocano in un altro campionato. Si può guardare.

Zampanò 18/12/20 14:29 - 376 commenti

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Totò e De Sica fanno da civetta in locandina, in realtà è il film cucito su Franco Fabrizi, ciuffo manigoldo del cinema anni 50; nonostante fior di nomi in sceneggiatura i racconti sono acquosi, senza polpa; prodotto commerciale apprezzabile giusto per la Ralli fumantina e per quel solenne centro di Roma a misura d'uomo che non c'è più. Godibile benché di minimo sindacale la scenetta tra il Principe della risata e il "principe del foro" De Sica.
MEMORABILE: La lettera di Totò.

Pigro 23/05/21 12:46 - 9156 commenti

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Quattro amici in cerca di soldi, con mezzi leciti o piccole truffe, per mettersi in affari: non proprio la gioventù bruciata coeva, diciamo semmai birboncella. Bozzetto romanesco sull’onda dei racconti di Moravia, qui frullati in una trama simpaticona che affonda nel popolaresco pittoresco e vernacolare (ci sono pure Totò e De Sica in un gustoso duetto), non senza un’ampia carrellata di scorci e monumenti sulla scia delle recenti Vacanze romane, e forse proprio con un’aspirazione internazionale, anche grazie a un coloratissimo Cinemascope. Accettabile.

Silvia75 10/09/22 23:08 - 122 commenti

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Roma 1954: quattro giovanotti del rione Ponte e Parione, capitanati da Alvaro (Franco Fabrizi in gran forma) cercano di organizzare alcune truffe con esiti disastrosi. Il film non si distingue per la regia ma per l'ambientazione: trattorie, barbieri, vicoli, il mercato, lo stadio, le corse dei cavalli, le montagne russe, il lungotevere, Ostia la domenica: un microcosmo ormai svanito. Brava Giovanna Ralli nel ruolo della irascibile pescivendola fidanzata con il bel Antonio Cifariello. Ci sono anche Maurizio Arena, Vittorio De Sica e Totò.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Squash • 11/09/14 14:09
    Galoppino - 189 interventi
    Silvana Pampanini è qui doppiata da Adriana De Roberto ma altre fonti dicono che sia doppiata da Benita Martini voce molto simile,all'orecchio credo sia la De Roberto cè qualcuno che la pensa come me ?
    Ultima modifica: 11/09/14 14:09 da Squash
  • Discussione Squash • 11/09/14 14:11
    Galoppino - 189 interventi
    Durante la gita al mare ad Ostia si sente la canzone Ciccio o' pescatore cantata dal gruppo di Marino Marini.
  • Discussione Padel • 14/11/14 18:49
    Disoccupato - 11 interventi
    La doppiatrice della Pampanini è quasi sicuramente Adriana de Roberto si può confrontare la sua voce con il doppiaggio da lei fatto sulla Didi Perego nel film Continuavano a chiamarli ER più er meno con Franco e Ciccio.
  • Curiosità Fedemelis • 29/10/19 08:12
    Fotocopista - 2042 interventi
    Il giornale che Alvaro (Fabrizi) legge per avere informazioni sulla partita dove andrà a vendere i biglietti come bagarino è il Corriere dello sport del 6 agosto 1955. Il "Caso Catania" si riferisce alla retrocessione in B della squadra siciliana e dell'Udinese (arrivate 12^ e 2^ nella stagione precedente) nella stagione 1955/1956 per un caso di corruzione avvenuto nella stagione 1952/1953. Il film ci mostra le prime conseguenze sul calcio della trasmissione in diretta delle partite in televisione: la diminuzione dei prezzi dei biglietti (e dei guadagni) dei bagarini. Fonte foto del quotidiano: Biblioteca dello sport.



    Qui il quotidiano d'epoca (fonte: Biblioteca dello sport):