La polizia interviene: ordine di uccidere

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un poliziottesco di Giuseppe Rosati che prova a distinguersi dai cento prodotti in serie girati a raffica in quegli anni. Dall'idea del capitano di polizia dai metodi duri e incorruttibile non si scappa (lui è Leonard Mann, bravino ma poco adatto alla parte di protagonista assoluto), ma questa volta il losco intrigo da dipanare coinvolge ministri (James Mason, ma chi gliel'ha fatto fare di entrare in un simile progetto?) e finanzieri (Stephen Boyd, la solita faccia di gomma), sequestri poco chiari e poliziotti voltagabbana. Un calderone di spunti che però sembrano buttati giù abbastanza a caso, figli di una sceneggiatura confusa che al tutto aggiunge l'immancabile parentesi sentimentale, con l'idillio Leonard Mann/Antonella Murgia disturbato...Leggi tutto come sempre dalla convinzione di lei che il lavoro di lui sia troppo pericoloso. Poi improvvisamente salta addirittura fuori l'amante (Janet Agren) a mescolare ulteriormente le carte in tavola, mentre alle figlie degli alti papaveri si aggiunge il carismatico Enrico Maria Salerno in partecipazione straordinaria. E c'è di più: al bar, tra insistite pubblicità a Pejo e Punt & Mes, dietro un pianoforte si esibisce Peppino Di Capri in inglese. Mah. Come dire: nomi e idee che si affollano pestandosi i piedi a vicenda senza che la storia ci guadagni. La regia di Rosati manca di nerbo, nonostante un discreto mestiere nella direzione delle scene d'inseguimento in macchina. Musiche di Paolo Vasile che ricalcano i canoni classici di Cipriani. Discreta la messa in scena, ma nel complesso manca la competenza nel genere. Il film è piatto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Azione70 14/05/15 17:51 - 140 commenti

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Film piuttosto esile, senza grandi sussulti. La storia potrebbe anche essere interessante (si commettono dei crimini per finanziare un ipotetico futuro golpe, con la connivenza di politici e poliziotti) ma l'interpretazione è piatta e svogliata (a parte la consueta valida interpretazione di Enrico Maria Salerno, qui nei panni del Ministro dell'Interno). Poco consistente la colonna sonora, grigia la fotografia. Per soli amatori del genere.

Il Gobbo 24/06/07 18:57 - 3011 commenti

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Mah. Ariecco le trame eversive occulte, i loschi intrecci, le ramificazioni. Dupalle, anche perchè il protagonista, l'efebico Manzella, ha il carisma di una lavastoviglie, il cast è in parte sottoutilizzato, vi sono numerose sciatterie (chi lascerebbe la Agren per la povera Murgia? E quale Agren, per contro, starebbe con un Manzella?), e il ritmo è blando. Impagabile, però, James Mason in versione gay-istituzionale. Salerno corona una carriera che manco De Gennaro, arrivando finalmente al ministero dell'Interno

Undying 26/11/07 20:25 - 3841 commenti

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Il sequestro di un ricco industriale, che si chiude con uno spargimento di sangue versato da alcuni poliziotti incaricati di proteggerlo, è solo un pretesto: dietro alle azioni criminose e sempre più violente di un gruppo di malviventi si celano i reparti deviati dei servizi segreti, collusi con un ministro al servizio delle -solite- frange estreme della polizia. Ricorda forse Milano trema, la Polizia vuole giustizia (1973)? Sceneggiatura plagiata in pieno, con lievi varianti dovute ad un cast piuttosto deboluccio: Salerno appare troppo poco.

Homesick 25/03/10 10:11 - 5737 commenti

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Le galvanizzanti musiche di Vasile e i titoli di testa sull’esercitazione al tiro a segno introducono un poliziesco di maniera, che tra colpi di arti marziali, intrecci tra le alte sfere politico-economiche, ministri gay, untuosi finanzieri, mortali sparatorie e un paio di scivolate nel ridicolo involontario, regredisce a copia sbiadita del martiniano Milano trema. Abbastanza anonimo, Mann ha un tardivo risveglio come giustiziere della notte; più incisivi i comprimari Mason, Boyd, Salerno, Tozzi, Balbo, pur nei pochi spazi loro riservati.

Nicola81 3/06/10 11:20 - 1905 commenti

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Poliziottesco a metà strada fra gli stereotipi del genere e una certa impronta progressista: se da un lato infatti emerge la consueta figura del giustiziere solitario (peraltro meno rabbioso del solito), dall’altro il film sembra indicare nel rafforzamento dei corpi di polizia un modo efficace per garantire la tutela dello Stato. Qualche sviolinata retorica sull’eroismo dei poliziotti, ma Rosati dirige con sufficiente mestiere e può contare su un ottimo cast, una bella fotografia di Pallottini e una piacevole colonna sonora di Paolo Vasile.
MEMORABILE: "Sempre meglio un brutto processo che un bel funerale".

Bruce 2/02/11 15:47 - 1000 commenti

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Pur nel solco dei tanti film usciti in quel periodo è questo un poliziesco di buona fattura che riesce a mantenere viva l'attenzione sino al termine. Bravo e partecipe è il protagonista, vi sono buone scene d'azione, la vicenda del coinvolgimento dei servizi e di un ministro nell'organizzazione dei sequestri, è vero, è un po' confusa ma intrigante. La musica è quella che ti aspetti. In definitiva non un classico né un film da vedere a tutti i costi, però non delude chi ama il genere.

Fauno 16/02/11 17:15 - 1901 commenti

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Come film è senza dubbio valido, ma è anche uno di quegli esempi di opere sì rivelatrici, ma altresì edulcorate da un poco plausibile lieto fine. Leonard Mann dà veramente il meglio, ma a me son piaciuti da matti anche i modi e le espressioni ceree di Stephen Boyd nel ruolo di un burattinaio dell'alta finanza. Straziante invece il ferimento e l'agonia della Murgia. Tozzi non l'ho ancora visto sbagliare.
MEMORABILE: La confessione di Mann sul suo ruolo di poliziotto e sulla reale importanza di un ponte nella seconda guerra mondiale...

Stefania 10/03/11 01:26 - 1600 commenti

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Inizia niente male: molto dinamico, buone le sequenze del rapimento e dell'inseguimento, buona l'idea dello scambio di vedute tra Mann e il collega "ritmato" dalle mosse di judo. Ma non dura: trama singhiozzante, sottotrama confusa (un tentato golpe stile Borghese, forse?), patacche di trash, la Murgia sciatta e opaca vittima designata, il tutto mal cadenzato dalle sentenziose sparate di Mann. Insomma, si cola a picco, tranne risollevarsi un po' nel finale (la resa dei conti col traditore). Ma resta poca cosa, un poliziesco mediocre.
MEMORABILE: Mann dixit: "Noi poliziotti, presi uno per uno, possiamo sembrare fessi, ma uniti siamo una forza". Il cammeo di Peppino Di Capri, una tristezza...

Herrkinski 16/05/11 00:54 - 4971 commenti

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Tutto sommato non male. Pur mancando di un protagonista carismatico (Mann "ci sta dentro" ma non è certo come un Merli o un Milian e nemmeno un Nero), il film si lascia seguire piacevolmente, specialmente nella prima parte; successivamente comincia ad invischiarsi in situazioni troppo elaborate, che regista e sceneggiatore non sono in grado di gestire al meglio. Non manca qualche scena violenta e un po' d'azione. Rosati non m'ha mai entusiasmato troppo, comunque ho preferito questo al successivo Paura in città. Per appassionati del genere.
MEMORABILE: La massiccia ed insistita pubblicità fatta dal cameriere al Fernet Branca, veramente spudorata; l'apparizione di Peppino Di Capri che canta in inglese.

Nando 13/07/11 13:59 - 3454 commenti

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Film di genere abbastanza confuso che tra intrighi terroristici con politici compiacenti e tendenti all'omosessualità giunge ad un finale telefonato, per l'epoca. Gli inseguimenti sono rari e le sparatorie mostrano poca spettacolarità, il cast annovera discreti nomi del settore ma Mann possiede il carisma adatto. Valido il cameo di Salerno.

Gestarsh99 8/11/11 23:52 - 1310 commenti

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Prima di poter lavorare con l'autentico beniamino del genere Merli nel violento Paura in città, Rosati dovette momentaneamente accontentarsi del fiacco sostituto Manzella Leonardo: mezzo sigaro in bocca, spalle ricurve, espressione accigliata e sguardo minaccioso da bounty killer ciociaro. Come in altri polizieschi della prima ondata vengono tirati in ballo complotti eversivi occulti e scottanti fiancheggiamenti di politicanti e forze dell'ordine, ma il tutto galleggia in un brodame rimestato di deja-vù, J&B, Fernet Branca, acqua Peyo e Punt&Mes. Qualche sprazzo action non salva la baracca.
MEMORABILE: Dice l'oste al commissario: "E poi dovete accettà un Fernet Branca come piace a lei, forte e vellutato"...

Furetto60 22/04/13 10:24 - 1129 commenti

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Mi è piaciuto, questo poliziottesco che non gode di gran fama, forse anche perché i nomi di maggior richiamo, Salerno e la Agren, fanno poco più di una comparsata. Eppure sono apprezzabili le scene movimentate, l’inseguimento e la lotta fuori dal ristorante, la mancanza di atteggiamenti supereroistici, quasi divistici, presenti invece in altre pellicole di maggior fortuna critica, nonché l’atmosfera cupa, di minaccia incombente e di resa contro l’impenetrabile muro di gomma costituito dai poteri occulti.
MEMORABILE: Impara: le donne e i soldi non vanno mai mostrati.

Giùan 1/08/13 07:12 - 2886 commenti

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Sostanzialmente oscuro, a tratti totalmente indecifrabile quando cerca di districarsi nei meandri delle nere trame e delle tese strategie anni’70, per le quali non sarebbero bastati Rulli e Petraglia, figurarsi Rosati e Pulieri. Se il sottotesto politico/ideologico scivola nel reticente qualunquismo vendicativo, ritmo narrativo e piglio registico non son da buttar via, come dimostra pure la discreta prova del cast, dall’ombroso ottuso Mann al malfidato brigadier Tozzi, alla fugace apparizione della Agren. Didascalicamente “istituzionali” Salerno e Mason.
MEMORABILE: Il tema musicale di Paolo Vasile.

Myvincent 29/07/15 08:58 - 2503 commenti

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Poliziesco all'italiana diverso dai soliti, per il racconto romanzato di una storia che si sforza di descrivere altro dai soliti scazzottamenti e inseguimenti rumorosi. Il protagonista non è male, ma non ha il glamour necessario, dipingendo il solito super-eroe, unico onestissimo fra l'immondizia generale che puzza specialmente in "cima". Niente di nuovo sotto questo cielo.
MEMORABILE: L'irresistibile Peppino Di Capri che canta "Roberta" in inglese...

Trivex 6/08/15 09:21 - 1475 commenti

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Si comincia con un evento improbabile, perché anticipare le mosse dei rapitori sulla base della "parsimonia" della vittima è decisamente troppo anche per chi ha molto fiuto. Poi però il film vira verso il concreto e si guarda con piacere. Non manca qualche colpo forte (l'esecuzione) e anche il finale non risulta affatto male (l'assalto con M12 è lesto e violento). Inoltre il capitano non sfigura nella sua veste "noir", tra sigarette, alcolici e donne (un collega lo definisce "puttaniere"!). La dietrologia politica è, al tempo, tanto ricorrente quanto noiosa.
MEMORABILE: Il "furfante" insospettabile (ma fino a un certo punto...).

Rufus68 10/06/16 22:08 - 3016 commenti

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Leonard Mann e Peppino di Capri assieme nello stesso film riuscirebbero a sgonfiare il pallone del più irriducibile entusiasmo. A questo può aggiungersi la trama confusa, la mancanza di azione, di efferatezze, di belle signorine... Un brodo scipitissimo che sfugge al fato ineluttabile della "vaccata" solo per la nobile presenza di Salerno e Mason e per le musiche di Vasile.

Pessoa 10/12/16 08:14 - 1099 commenti

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Scialbo poliziottesco di Rosati, girato in estrema economia, che riprende il tema del poliziotto schiacciato da improbabili poteri più grandi di lui. Il soggetto, copiato male e sceneggiato peggio, sembra disorientare gli attori che si aggirano frastornati per il set, tranne alcune eccezioni. Le scene d'azione latitano e il ritmo è di una lentezza imbarazzante. Si salvano Mason (che non si capisce cosa ci faccia in un film del genere) e Salerno, mentre qualche momento ironico riesce a tratti a spezzare la noia mortale.

Cotola 13/03/17 22:49 - 7409 commenti

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Poliziesco di routine privo di sorprese: scorre sui binari della normalità senza offrire alcuno spunto innovativo o interessante. Però almeno non ci si annoia anche se di tensione e coinvolgimento non ce ne sono molte. E francamente mancano pure scene da ricordare. Tristissimo il cammeo del povero James Mason (ma come si è ridotto qui?), mentre appare più che dignitoso quello di Salerno. Solo per completisti del genere.

Maik271 19/02/18 11:18 - 436 commenti

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Poliziesco dignitoso ma che non aggiunge nulla di interessante al genere. Nel cast parecchi volti noti e di livello che permettono alla pellicola di essere comunque scorrevole. Potere politico e delinquenza che vanno a braccetto (problema peraltro ancora attuale ahimè), il poliziotto che si ribella e fa strage di cattivi. Curiosa piccola particina cantata per Peppino di Capri.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Undying • 11/03/10 15:01
    Scrivano - 7638 interventi
    Poco noto polizi(ott)esco che sarà reso disponibile in DVD dal 9 giugno, grazie alla label CDI.
  • Discussione Homesick • 25/03/10 10:12
    Capo scrivano - 1383 interventi
    Nella recensione del Davinotti c’è una svista: il finanziere non è Cameron Mitchell (peraltro non presente nel film), ma Stephen Boyd.
  • Discussione Zender • 25/03/10 11:24
    Consigliere - 43831 interventi
    Svista? Erroraccio. Stavolta mi sente... Tuttavia, conoscendolo, avrà preso l'informazione da qualche dizionario e non conoscendo bene le facce degli sattori si sarà fidato. Grazie, ho risistemato tutto.
  • Discussione B. Legnani • 3/04/10 23:34
    Consigliere - 13766 interventi
    Davinotti cita James Coburn, ma nel cast c'è il nome di James Mason.
  • Discussione Zender • 4/04/10 08:20
    Consigliere - 43831 interventi
    Penso sia una svista di quando ho passato il papiro su computer. Grazie Buono, corretto.
  • Curiosità Zender • 4/04/10 08:24
    Consigliere - 43831 interventi
    Nemesi spiega il collegamento tra questo film e il successivo Paura in città: I due film sono scritti dalle stesse persone (Pulieri e Rosati), girati da quest'ultimo ed hanno due attori diversi (Leonard Mann in "La Polizia interviene" e Maurizio Merli in "Paura in città") nel medesimo ruolo: il Commissario Mario Murri.
  • Musiche Quidtum • 16/10/12 12:04
    Servizio caffè - 2188 interventi
    Paolo Vasile - "La polizia interviene: ordine di uccidere" OST CAM AMP 156 promo (1975) Oscuro funk proveniente da Cinecittà. Musica di PAOLO VASILE, orchestra diretta da ALESSANDRO BLONKSTEINER. Promo stampato su etichetta CAM (AMP 156) del 1976. Non esiste l'intera colonna sonora su LP, nemmeno sotto forma di library, solo questo singolo promozionale. Il brillante TEMA B ha un mood blaxploitation minaccioso, Italian style, con una ritmica ossessiva / fiati / conga / timbales / beats / wah wah psichedelico / piano elettrico / sintetizzatori analogici e motivi di clavicembalo. Presente sul mitico LP Easy Tempo Vol. 8 - Cinematica. Il lato con AP1 è altrettanto notevole. Splendido jazz e lounge barocco con clavicembalo e orchestrazioni in auge nei primi anni '70. Audioclip
    Ultima modifica: 16/10/12 14:43 da Zender