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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Teso film di denuncia contro l'omertà e l'impossibilità di poter servire la polizia così come la coscienza civile vorrebbe. Siamo a Napoli, il giorno dell'omicidio di un commissario troppo zelante (Luigi Pistilli, toccata e fuga per lui) e un medico ivi appena trasferitosi si scontra di notte con l'auto degli assassini. Si ferma, chiama la polizia ma al ritorno sul luogo dell'incidente non c'è già più nessuno. Convocato in centrale per la deposizione, conosce un commissario disilluso e malinconico, cui Aldo Giuffrè sa regalare uno spessore straordinario che rappresenta uno dei punti di forza del film. Il regista (nonché soggettista e co-sceneggiatore) Giuseppe Rosati ha saputo fin qui presentare bene le pedine del suo gioco e continuerà...Leggi tutto a farlo per buona parte dell'opera inserendo personaggi centrati interpretati da attori ben diretti (molto interessante il confronto schietto e aperto tra il commissario e il magistrato). Le premesse insomma, pur penalizzate da un budget irrisorio e una certa sciatteria di fondo, c'erano tutte ed è per questo che dispiace vedere come, al momento di concludere, la storia perda di mordente aprendo troppe strade e smarrendo per via la logica ferrea che fin lì l'aveva regolata. Così Il film si sgonfia e sembra non arrivare più alle conclusioni inevitabili alle quali eravamo stati preparati. Bekim Fehmiu, il medico al centro della vicenda, il testimone scomodo, riproduce nella sua inespressività l'atteggiamento dell'uomo comune e per questo non può dirsi inadeguato, mentre Rosanna Schiaffino è una moglie anonima che non incide mai.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Daidae 21/06/09 10:18 - 2854 commenti

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Bellissimo poliziesco che descrive l'odissea di un testimone suo malgrado. Ottimi interpreti, con il solito Leontini nella parte del sicario infame. Per il resto storia interessante col solito giro di potenti con le mani ovunque, finale un po' triste. Bello e con una sua morale. Piccola parte anche per Luciano Rossi nel solito ruolo.

Fauno 14/04/11 11:23 - 2001 commenti

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Come film sarebbe ottimo, se non fosse così antisociale. Si scoraggia il cittadino ad avere fiducia nella giustizia, a prestar soccorso a un ferito (prima norma di qualsiasi società civile), si biasima poi a chiare lettere un medico che vive e lavora a Napoli anzichè far su le canne e partire alla volta di Milano... Se sono evidenti tanti punti negativi di una città, non la si risolve neanche con la sua demonizzazione, altrimenti metropoli del crimine quali Marsiglia o Caracas non esisterebbero più e a New York tutti vivrebbero a Manhattan...

Markus 11/07/12 08:44 - 3417 commenti

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Rosati firma un discreto poliziesco-noir di vecchio stampo con vaghi cenni di denuncia sociale sul grave fenomeno dell'omertà, ma senza spingere troppo. Il film ha una sua drammaturgia che conta su un cast piuttosto variegato e insolito, per il cinema di genere. L'ambientazione partenopea è ricordata sin dall'inizio con un garzone del pane che canta "Chist'è 'o paese d'o sole" con alle spalle il golfo ma, per fortuna, dopo questo inizio da pulcinella Anni '70, il film verte su temi più concreti.

Herrkinski 10/02/13 02:22 - 5864 commenti

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Bel film di denuncia, indubbiamente il migliore di Rosati. Fehmiu (tristemente scomparso nel 2010 e noto per L'Odissea) è un buon interprete e il cast di contorno è più che azzeccato, con un bravo Giuffrè, un Pistilli toccata e fuga, Vargas in un ruolo serio, Rossi psycho come sempre e tanti caratteristi del cinemabis. La storia non è originale ma è ben scritta, offre tanti momenti validi e riesce a non annoiare nonostante non sia nè un poliziottesco nè un film d'azione. Un dramma sull'omertà e sull'impotenza dell'onestà. Duro e malinconico.

Nicola81 8/06/13 22:49 - 2147 commenti

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Un film di denuncia che appassiona e coinvolge, ma che fa anche molta rabbia, per la passività dei personaggi positivi e per il deludente finale, che sembra quasi un invito alla rassegnazione. Peccato, perché Rosati dirige con mano sicura e può contare su una bella schiera di attori, capaci di caratterizzare a dovere i rispettivi personaggi: il perfetto uomo qualunque di Fehmiu, l'odioso portaborse di Leontini, il commissario scontroso ma onesto di Giuffrè, fino a un insolito Valli e a Zamuto nei panni di due magistrati agli antipodi. ***
MEMORABILE: L'omicidio di Pistilli; I dialoghi tra Giuffrè e Zamuto.

Manfrin 16/01/14 15:33 - 339 commenti

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Triste e azzeccata dimostrazione del potere occulto in Italia: connessioni, commistioni e concussioni tra questori, giudici, politici e cosche criminali; il tutto va a minare l'onestà di un cittadino modello ben interpretato dall'ex "Ulisse" Fehmiu. Film di mestiere, in cui Rosati dirige con bravura un cast di buon livello (spicca Giuffrè).

Homesick 24/11/15 17:31 - 5737 commenti

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Fruttuoso incontro tra cinema d'autore e cinema di genere: l'impegno politico-civile e il pessimismo alla Damiani del primo e la scrittura agile ed essenziale del secondo. Lontano dalle epiche gesta di Ulisse, Fehmiu si fa piccolo, calandosi nel ruolo di un umile ed onesto cittadino soggiogato dalle losche manovre e dai turpi ricatti di un potere soverchiante e tentacolare che ha i volti di un Valli grave ed onnipotente e del suo viscidissimo emissario Leontini. Franche ed efficaci le dialettiche sulla giustizia tra il sospettoso commissario Giuffrè e il magistrato garantista Zamuto.
MEMORABILE: Fehmiu costretto ad assistere impotente allo stupro della moglie; l'amaro discorso del vecchio professore; il rassegnato colloquio con il questore.

Myvincent 9/08/16 08:20 - 2872 commenti

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Né un giallo né un poliziesco ma un film sull'omertà e le collusioni con la mafia dei piani alti governativi, il tutto con un cast più che accettabile. Il tema è abusatissimo e il ritmo fiacco è in linea con le conclusioni senza speranze del racconto. Spiccano però la convincente interpretazione del compianto Bekim Fehmiu e il volto espressivo di Rosanna Schiaffino.

Minitina80 31/08/16 09:41 - 2572 commenti

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Uno dei tanti polizieschi passati ingiustamente in secondo piano. Si avvicina più a un Damiani che a un Castellari poiché Rosati lascia completamente da parte inseguimenti, sparatorie e qualunque forma di azione. La narrazione è lineare, asciutta e priva di qualsiasi forma di spettacolarizzazione, eppure non perde un’oncia della sua forza. Oltretutto, nomi importanti arricchiscono lo score degli interpreti ma a spiccare è Leontini, che dimostra di avere il carisma perfetto per la parte che gli compete. Da rivalutare a pieno titolo.

Alex1988 5/11/16 18:13 - 725 commenti

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Sottovalutato film di denuncia, seppur somigli più a uno dei tanti gialli all'italiana in voga in quel periodo. Forse, un po' retorico nel trattare l'argomento, più volte sfruttato nel cinema italiano d'impegno, ma il plot, riguardante un medico che si trova di fronte al dover scegliere se denunciare o no un importante personalità collusa con i poteri alti, mantiene sempre inalterata la sua attualità. Discreto.

Giuseppe Rosati HA DIRETTO ANCHE...

Pessoa 27/01/17 01:52 - 1558 commenti

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Un film di Rosati che ci racconta che i poteri forti sono capaci di annullare un onesto cittadino se intralcia le loro oscure trame. Niente di nuovo sotto il sole, naturalmente, se non che "Il testimone deve tacere" si avvale di una sceneggiatura non banale e un manipolo di attori (Fehmiu, Giuffrè, Valli) e caratteristi (Zamuto su tutti) che conoscono bene il mestiere. La denuncia però rimane vaga e al film mancano scelte coraggiose alla Damiani o Costa-Gavras che ne nobiliterebbero il risultato. Così è un modesto film di genere. Guardabile.
MEMORABILE: Il dialogo finale fra Zamuto e Giuffrè.

Trivex 12/04/17 09:23 - 1571 commenti

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Una storia di politica e di italiana società. L'azione è poca, ma non mancano momenti forti, come l'esecuzione iniziale e i terribili stupri. L'attenzione maggiore è però appunto volta agli aspetti politici e sociali. La città di Napoli è preda di un politico senza scrupoli e dei suoi lacchè e chi ci va di mezzo è il solito cittadino dai buoni principi, chiuso in una tragica morsa che può diventare mortale. La vicenda viene sapientemente tratteggiata, non risulta mai monotona e porta emozione e ansia allo spettatore. Bravi anche tutti gli attori.
MEMORABILE: "e noi... la proteggeremo".

Faggi 20/04/17 13:07 - 1517 commenti

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Procede essenziale, lineare e dignitoso nei suoi intenti di denuncia sociale, senza particolari grilli per la testa di stile; si ammanta di cupezza, introduce situazioni e facce giuste; potrebbe vagamente ricordare certo cinema di Damiani e si discosta da certi polizieschi debordanti coevi (è più ascrivibile al genere drammatico). La vicenda coinvolge, fa respirare un'aria criminale anni '70 genuina; il cast non sgarra, anzi; talvolta rischia di scivolare nella retorica ma alla fine resta in equilibrio.

Mco 18/07/17 00:45 - 2197 commenti

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Apologia della reticenza, elogio dell'ossequio timorato. La triste realtà descritta da Rosati immagina le disavventure di un medico che ha la sfortuna di incontrare chi non avrebbe mai dovuto in una sera come un'altra. Il ritmo è compassato, gli attori sono adeguati alla riuscita di un film che sta a cavallo tra investigazione e denuncia sociale. Più che di Giuffrè e Fehmiu è della figura di Leontini che ci si ricorda, con quel suo inveterato modello di vita al servizio di un parastato che non fa sconti a nessuno. Barbara Betti si mostra nuda.
MEMORABILE: "Ma non potevi tirare dritto come fanno tutti??!!"; Lo sguardo allucinato di Luciano Rossi nel partouze letale.

Il Dandi 5/08/17 11:51 - 1917 commenti

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Elementare ma efficace questo dramma kafkiano di un testimone suo malgrado, tra mafia-movie di denuncia e occasionali esplosioni di violenza (gli stupri sono perle dell'estetica più truce del genere). Il crescendo di omertà e indignazione civile è svolto in maniera didascalica, ma il volto poco noto di Fehmiu apporta un'apprezzabile dose di credibilità umana al serio e onesto protagonista. Da segnalare le musiche acide di Francesco De Masi che apportano un valore aggiunto alla cupezza dei toni. Peccato solo per il retorico cartello finale.
MEMORABILE: "Lei è una brava persona...".

Alex75 4/12/17 16:49 - 725 commenti

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A metà strada tra il dramma giudiziario e il poliziesco, il film di Rosati presenta una morale desolata e desolante (qui il cittadino non si ribella, ma si rassegna) che lascia un senso di rabbia, data la polarizzazione tra i personaggi onesti e quelli di malaffare, acuita dalle caratterizzazioni, affidate sia a habitué del genere (come Leontini e Zamuto), sia ad attori poco sfruttati (come Giuffré, Fehmiu e Valli). Particolarmente vivide la fotografia di Villa e le musiche di De Masi.
MEMORABILE: Il confronto tra Santi e Belli; Il professore; Gli stupri; Leontini e Valli, due facce della stessa medaglia; “Chisto è ‘o paese d’o’ sole”.

Noodles 19/07/21 15:47 - 1141 commenti

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Poliziesco all'italiana dal tipico stile anni '70, che però non si sofferma quasi minimamente su violenze e morti per concentrarsi sul marciume e la corruzione ai piani alti del potere. Non male, perché il film riesce a creare un'atmosfera torbida ed efficace, anche se verso la fine il tutto si fa un po' fiacco e veloce, rovinando un po' quanto di buono visto in precedenza.  Buona recitazione del cast, con un Bekim Fehmiu monoespressivo ma molto adatto, un ottimo Aldo Giuffrè e uno splendido Romolo Valli in panni a lui non troppo comuni. Musica tipica del periodo. Guardabile.
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