Il conte Max

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1957
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Remake di "Il signor Max" (1937).
Numero commenti presenti: 25
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Remake de IL SIGNOR MAX (1937) di Mario Camerini, con Alberto Sordi che eredita il ruolo che fu di Vittorio De Sica e De Sica stesso che passa a interpretare il “vero” Conte Max Orsini Varaldo. Rispetto all'opera precedente, in cui allo stesso modo si stigmatizzava la superficialità dell'alta nobiltà simpatizzando per la genuinità popolare, siamo in presenza di una commedia più divertente e, ovviamente, meno datata (pure se IL SIGNOR MAX resta tra le più “moderne” commedie dell’epoca). L'invadenza di Sordi è un'altra cosa rispetto all’innata classe di De Sica,...Leggi tutto ma va rimarcato che è proprio con questo CONTE MAX che l’Albertone nazionale abbandona la comicità più immediata per interpretare ruoli più profondi e riflessivi. Il suo personaggio è molto più controllato e misurato rispetto a quanto ci si attendesse da Sordi a quel tempo; è una via di mezzo tra l’irruente, trascinante, logorroico Sordi dei primi tempi (Fellini escluso, naturalmente) e il grande attore tout court che l'Italia imparerà a conoscere di lì a poco. Con un fenomenale partner come De Sica (per quel ruolo c’è nato!) dà vita a eccellenti pezzi di bravura (peccato non siano moltissimi), con gli altri si prende la scena per sé riempiendo lo schermo e dividendosi in modo eccezionale tra lo snobismo affettato di Max e la spontaneità romanesca del suo alter ego giornalaio in Via Veneto. Pur con qualche lungaggine (nella parentesi spagnola, ad esempio), Giorgio Bianchi dirige con la consueta verve e sa rendere il suo film avvincente e, a tratti, commovente. Un remake vincente, al contrario di quello diretto anni dopo da Christian De Sica. Notato da tutti l'errore di De Sica che distribuisce le carte a bridge nel verso sbagliato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 6/07/07 19:24 - 4688 commenti

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Gradevolissima pellicola, con Sordi al suo massimo, perché "non esagera nell'esagerare". L'asso nella manica del film è poi la presenza di Vittorio de Sica, talmente perfetto per il ruolo che ricopre che sembra che, anziché recitare, stia semplicemente facendo se medesimo. Grande la Pica. La regìa accompagna i due mattatori senza svolazzi dei quali non c'era bisogno. Da vedere.
MEMORABILE: La faccia di Sordi, quando gli chiedono se conosce "Figueroa"...

Galbo 12/11/08 05:51 - 11343 commenti

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Libero rifacimento di un vecchio film di Camerini, è una commedia molto piacevole nobilitata dalla presenza di due grandi attori (senza dimenticare la grande Tina Pica); Alberto Sordi è perfetto nei panni del giovane che nutre ambizioni sociali superiori e Vittorio De Sica (con una recitazione misurata e sorniona) è una spalla di lusso. La regia asseconda bene i due attori, conferendo alla pellicola il giusto ritmo.

Daniela 3/09/09 18:11 - 9208 commenti

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Simpatico remake di un piccolo classico, con una accentuazione degli aspetti comici rispetto all'originale. De Sica questa volta è spalla di lusso nel ruolo di un nobile squattrinato e scroccone che dà lezioni di stile e bon ton ad un giornalaio ansioso di mischiarsi al bel mondo. Naturalmente lo attendono equivoci e molte delusioni, ma anche l'occasione per trovare l'amore in una ragazza della sua stessa classe sociale. Sordi risulta godibilissimo sia in versione popolana che quando si finge il conte Max Orsini Varaldo. Divertente.
MEMORABILE: La partita di bridge sul treno

Cotola 22/01/10 23:13 - 7456 commenti

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Gradevole rifacimento de “Il signor Max” di Camerini, i cui risultati avrebbero potuto però essere ben più scintillanti visti i nomi coinvolti. Ne è invece venuta fuori una pellicola simpatica ma nulla più che fa leva soprattutto sulla verve dei tre bravissimi protagonisti.

Il Dandi 16/11/10 12:28 - 1744 commenti

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La miglior versione di una storia stranota (che ha conosciuto un remake ufficiale per ogni generazione e ispirato anche variazioni sul tema). Perché De Sica è assai più gustoso nella parte del maestro di quanto lo fosse nel ruolo dell'allievo; perché Sordi nel ruolo del giornalaio desideroso di riscatto sociale porta implicitamente tutta la cialtroneria dei suoi personaggi più celebri (popolari e borghesi). Magnifico, con gag talmente azzeccate (vedi lo "sdoppiamento" alla stazione) che farebbero ridere anche all'estero senza doppiaggio.
MEMORABILE: "Adesso poi che il signor conte mi ha messo al livello, tra me e loro non c'è più nessuna differenza!" -"Eh, sarebbe meglio che ce ne fosse..."

Rambo90 20/01/12 00:21 - 6317 commenti

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Non ho visto l'originale, ma già questo mi è piaciuto molto. Il personaggio è perfetto per Sordi che infatti regala una delle sue interpretazioni migliori, ma De Sica nobile spiantato e buono di cuore è anche più bravo (memorabile quando cerca di insegnare al giornalaio il gioco del bridge). Finale tenero e simpatico, che sarà riciclato in pieno nell'episodio di De Sica figlio in Fratelli d'Italia. Da vedere.

Fabiorossi 5/12/12 13:22 - 67 commenti

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Senza ombra di dubbio è da ritenersi uno dei capolavori della cinematografia del dopoguerra. Un grande Alberto Sordi supportato da altri grandi nomi come Vittorio De Sica in una interpretazione magistrale, una Tina Pica sempre ai massimi livelli e altri personaggi, ad esempio Livio Lorenzon nella figura del marchese Stucchi; ed è proprio su questo attore che desiderero gettare una "manciata di nitrato d'argento": la sua interpretazione pone lo spettatore di fronte al dilemma "ma sarà proprio di nobile casato questo Livio Lorenzon"? Un segno di grande capacità recitativa non sempre riconosciuta dalla critica del tempo.

Graf 24/10/13 00:34 - 684 commenti

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Giorgio Bianchi cala l'asso della commedia brillante e con attori come De Sica e Sordi vince la partita. Le barriere sociali nel 1957 cominciano a cedere e, allora, i giornalai di sana estrazione popolare si concedono un giro turistico nel mondo ignoto ma seducente dell’aristocrazia. Tra spassosi equivoci, trafelati scambi di persona, dialoghi brillanti e qualche azzeccata gag visiva, Bianchi ci offre, con stile misurato, un film intelligente e divertente con un Sordi che crea con una scaltrezza tutta romana un personaggio signorile e di buona creanza.

Gabrius79 6/02/14 23:38 - 1186 commenti

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Bella prova d'attore per Alberto Sordi protagonista di uno sdoppiamento di persona, supportato da un elegante e impagabile Vittorio De Sica che pur comparendo poco lascia il segno. La storia è simpatica e accattivante, con qualche piccolo momento di stanchezza. Bene anche Tina Pica in una sorta di cameo.

Modo 30/04/14 10:52 - 820 commenti

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Bella commedia, brillante, con i due protagonisti affiatati e ben amalgamati. Il giovane giornalaio è attratto e abbagliato dal conte Max, cercando di emularlo nello stile. Avrà l'occasione di frequentare la nobiltà e luoghi altolocati con esiti a tratti sorprendenti a tratti goffi dando origine ad alcune situazioni veramente spassose.

Stelio 12/06/14 06:46 - 384 commenti

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Forse la migliore versione de Il Conte Max, superiore a quella del 1937, senza neanche tirare in ballo l'ultima disastrosa incarnazione firmata Christian De Sica. Sordi e De Sica (Vittorio) dominano prevedibilmente la scena, gran parte del cast di accompagnamento è di livello assai modesto, con l'eccezione di Tina Pica e il poi semidisperso Juan Calvo. Finale eccessivamente smielato per i canoni odierni, ben coerente per quelli di allora.

Vitgar 6/07/14 09:05 - 586 commenti

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Classico esempio di bella commedia all'italiana. Un giornalaio ambizioso vuole entrare nel giro dei vip, ma alla fine si rende conto di quanto quel mondo sia meschino e insignificante. Buona la regia, grande come sempre Sordi, De Sica sembra fatto su misura per quel ruolo. Ce ne fossero ancora di film così!
MEMORABILE: La caduta da cavallo.

Tomastich 12/02/15 13:37 - 1216 commenti

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Forse il film migliore - benchè un remake - della coppia Sordi/De Sica. Scene memorabili e gag a non finire. Christian De Sica deve averlo visto tale film un centinaio di volte, tant'è che i suoi ruoli sono strutturati come un mix tra il ruolo di Alberto ("una burla") e quelli di suo padre. Splendido.

Elsolina 20/04/15 17:42 - 41 commenti

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Una commedia brillante che, a partire dallo spunto narrativo del personaggio che si spaccia per qualcun altro, crea una serie infinita di scenette e situazioni nelle quali uno giovane Sordi si misura magistralmente con la raffinata e matura comicità di Vittorio De Sica. Attraverso una bonaria presa in giro del mondo dell'alta società, in cui Sordi si fonde senza mai confondersi, l'attore mette in mostra la sua versatilità e la capacità di calarsi, senza troppi sforzi, in contesti completamente differenti gli uni dagli altri.

Ryo 27/07/15 13:51 - 2169 commenti

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Remake del Signor Max con Vittorio De Sica protagonista del 1937. Questa rivisitazione è un ottima commedia, giocata su menzogne, equivoci e fraintendimenti. Alberto Sordi è meraviglioso nel suo doppio ruolo con un superbo De Sica a fargli da spalla. Il finale è garantito e scontato, ma il film resta comunque spassoso, con alcune gag memorabili.
MEMORABILE: Il baciamano sfiorato col piedino all'insù; Sul treno alla fine, quando esce dal ruolo.

Ultimo 13/02/16 11:35 - 1347 commenti

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Buon film, in cui Sordi fa Sordi e quindi il risultato non può che soddisfare gli amanti del genere. Alberto è affascinato dalla nobiltà e così si va spacciando per il Conte Max, interpretato da un sempre elegante Vittorio De Sica. Più che la trama conta l'abilità recitativa del protagonista: le movenze, le espressioni e le battute di Sordi nascondono qualche lacuna nella sceneggiatura. De Sica jr interpreterà un personaggio molto simile nel primo episodio di Fratelli d'Italia.

Liv 26/10/16 13:31 - 237 commenti

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È una pellicola che, rivista, mi è piaciuta più che mai. Ottima storia, già raccontata e bene, da Camerini, vent'anni prima; ottimi attori e in forma, con un Sordi mattatore già al massimo del suo mestiere. Ogni epoca racconta le storie a modo suo e si vede bene, dalle tre versioni che sono state portate sul grande schermo (sulla terza è bene stendere un velo pietoso).
MEMORABILE: Vittorio De Sica, che come al solito recita autoironicamente se stesso in una prova magistrale.

Pessoa 29/11/16 02:32 - 1127 commenti

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Graziosa commedia di Bianchi che satireggia sulle differenze sociali dei suoi tempi. La trama, che riprende un canovaccio vecchio di millenni, è sceneggiata in modo piuttosto approssimativo, con tratti lenti. L'unica ragione per guardare questo film è la vulcanica interpretazione di Sordi, che fa due personaggi, soprattutto nei duetti con De Sica, in una coppia supercollaudata dove non esistono spalle e basta uno sguardo per intendersi. Poca cosa il resto del cast, con l'eccezione di Tina Pica. Solo per i fan del grande Albertone.
MEMORABILE: De Sica che parla delle emozioni del giocatore...

Saintgifts 2/01/17 20:04 - 4098 commenti

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Se l'Alberto Sordi giornalaio è convincente, l'Alberto Sordi falso nobile lo è molto meno; ma fa parte della maschera che l'attore indossa con disinvoltura, ed è forse lo spettatore a sentirsi in imbarazzo per lui (è il mio caso). Bisogna aspettare il suo sfogo sul treno, dove "il conte Max" assegna a ognuno degli appartenenti alla classe sociale elevata i veri appellativi e finalmente ci si sente meglio. Della nobiltà si salva solo il vero conte decaduto (Vittorio De Sica) che mantiene, nonostante tutto, una sua dignità. C'è tutto Sordi.
MEMORABILE: La grande Tina Pica.

Alex75 2/01/19 18:01 - 667 commenti

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Il ruolo del giornalaio infatuato della vita dei nobili ben si addice alle corde di Sordi e il suo sdoppiamento dà vigore alla ridicolizzazione della superficialità dei “sangue blu” (il finale è liberatorio, anche se Bianchi calca forse troppo la mano). De Sica, una delle presenze più signorili del cinema italiano (a cui spetta la morale della storia), era forse l’unica spalla possibile e fa risaltare la sua classe in ogni momento. Tra i comprimari molto validi Calvo, la Pica e Riscal.
MEMORABILE: I dialoghi tra Alberto e Paolino; Gli zii abruzzesi; Le lezioni del conte Max; Lo sfogo di Alberto in treno (“A brutti!”); Il finale.

Paulaster 20/01/20 11:33 - 2729 commenti

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Edicolante verrà scambiato per un nobile che gli fa da mentore. Equivoci classici per lo scambio di coppia e divagazioni all'estero per dar linfa alla vita da agiati. Sordi occupa tutta la scena ed è meglio quando interpreta il semplice arrivista. De Sica è in un ruolo perfetto per la classe che sprigiona, con una dose di autoironia quando perde al gioco. Regìa che si fa notare solo per la condanna alla condotta snob degli aristocratici, ma chiude con giusto realismo.
MEMORABILE: La lezione su come stare a tavola; Il ballo spagnolo; Cacciato dal bridge.

Zampanò 31/03/20 16:48 - 118 commenti

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Un classico che gira rotondamente, privo di intoppi ancorché sagomato nella struttura, come gran parte dei film italiani anni 50. Sordi è in doppio registro e regola il ritmo grazie a De Sica, che mimando se stesso è praticamente impeccabile. Le parti migliori, piccoli paradigma, sono i duetti tra il giornalaio e il conte in disgrazia a causa del gioco. Più elastiche le scene nel bel mondo, dove meglio del personaggio della baronessa, vaporoso, fa la corte di comprimari affettata e venefica.
MEMORABILE: Il conte scrocca la cena a casa dell'edicolante, servito malvolentieri da Tina Pica.

Pigro 5/04/20 12:16 - 7730 commenti

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Giusto Sordi poteva affrontare e vincere la sfida di un remake del Signor Max con De Sica, che qui torna per dare un bonario e divertito imprimatur. La doppia vita dell’edicolante-conte è il paradigma di chi aspira a un’altra condizione scoprendone gli inganni: piccola morale borghese, che si trasforma in perfetto gioco di incastri comici in cui Sordi sta a proprio agio, aggiungendo questa identità al ricco panorama di maschere popolari che combattono quotidianamente tra sentimento e sfide di una socialità rampante. Piacevole.

Ira72 23/06/20 12:34 - 920 commenti

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Uno spasso. Leggero, scanzonato, divertente. L’accoppiata, riuscita e vincente De Sica/Sordi si rimpiange. La classe del primo e la rozzaggine mai volgare del secondo si compensano amabilmente in siparietti azzeccati e ancora attuali che catturano grazie, soprattutto, alle rispettive interpretazioni. Interessanti anche le ambientazioni, in particolare Roma e Cortina, che incidono particolarmente nel marcare le caratteristiche dei protagonisti. Tra caciaroni, parvenu, borghesi arricchiti e nobili decaduti si sorride amaro a volte o, semplicemente, si sorride di gusto. Notevole.

Capannelle 11/07/20 00:35 - 3700 commenti

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Sordi costantemente in scena tanto da recitare un "doppio" ruolo riesce a mandare avanti brillantemente tutta la pellicola. La sceneggiatura gli pone accanto un De Sica azzeccatissimo nel suo ruolo signorile, una Vernon briosa e un cast di secondo piano ben amalgamato. Qualche lungaggine qua e là, ma la contrapposizione tra le due anime di Sordi e i due ambienti - nobili dediti al divertimento e popolo dedito al lavoro - riesce senza nemmeno diventare troppo antitetica (se non nella figura della sorella arrogante).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione R.f.e. • 2/08/10 09:55
    Call center Davinotti - 858 interventi
    Potremo dire che, nel corso degli anni, il paesino di Capracotta (ironicamente indicato nel film come "la piccola Cortina degli Abruzzi", ma in fondo schifato dal personaggio interpretato da Sordi), si sia in un certo senso, "preso una rivincita", dato che oggi è un importante località climatica e sciistica (ha due ottimi impianti: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; l'altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile: quest'ultimo impianto è stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997).

    Capracotta è un comune di 987 abitanti - situato a 1.421 metri s.l.m. - della provincia di Isernia (quindi, in Molise), nei pressi del confine con l'Abruzzo.
    Ultima modifica: 2/08/10 09:56 da R.f.e.
  • Discussione B. Legnani • 29/12/10 11:11
    Consigliere - 13724 interventi
    All'epoca la regione Molise non esisteva.
  • Homevideo Mco • 20/05/13 12:33
    Scrivano - 9653 interventi
    Dal 21 Maggio 2013 in DVD per Mustang Entertainment.
  • Discussione Squash • 7/09/14 05:08
    Galoppino - 202 interventi
    Lo strillone che lavora con Sordi all'edicola è lo stesso strillone che prende il caffè nel bar dove Gabriella (Christine Kaufmann) telefona al padre (Totò) nel film Totò Fabrizi e i giovani d'oggi. Ma nonostante faccia diverse battute nel fil la produzione non lo ha accreditato forse perché era un vero strillone e non un attore (era doppiato da Riccardo Billi). Qualcuno lo ricorda? Sa come si chiama?
    Ultima modifica: 7/09/14 05:10 da Squash
  • Discussione Ruber • 29/05/16 18:43
    Compilatore d’emergenza - 8945 interventi
    L'attore che interpreta l'aiutante di Alberto all'edicola e che nel film viene chiamato Paolino era l'attore Julio Riscal.
  • Discussione Raremirko • 23/01/19 23:55
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Nulla di trascendentale, ma comunque un buon film, delicato e divertente.

    De Sica e Sordi bravi e credibili, buono lo spunto alla Tom Ripley (XD), sullo scambio di identità.

    E' una commedia proletaria, che critica senza vetriolo la borghesia.

    Un remake (di un film di Camerini) che a sua volta sarà di spunto per un altro Remake (di De Sica junior).