Dietro la porta chiusa

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Secret beyond the door
Anno: 1947
Genere: thriller (bianco e nero)
Regia: Fritz Lang
Numero commenti presenti: 28
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ancorché negata da alcuni, l'influenza hitchcockiana di REBECCA pare davvero forte, in questo lavoro del maestro espressionista Fritz Lang. Non tanto nelle atmosfere, che Lang sa creare autonomamente con un uso eccellente della fotografia, quanto nel movimento dei personaggi, nella direzione degli attori, nell'invenzione di un clima di sospetto che monta minuto dopo minuto. E se pur si nota il tentativo costante di allontanarsi dal modello hitchcockiano (che però, ad oggi, ci appare più moderno è originale) è innegabile che la strada tracciata dal maestro della suspense abbia fatto scuola. SECRET BEYOND THE...Leggi tutto DOOR è maggiormente legato, comunque, a un cinema più “classico”, dal quale in ogni caso si allontana in virtù di una regia di estremo valore. Il commento fuori campo della protagonista Cecilia è utilizzato in modo intelligente, si sposa bene alle immagini e contribuisce a far comprendere meglio tutti gli aspetti della vicenda, condotta con perizia grazie anche a una sceneggiatura precisa. Solo nel finale, quando gli elementi psicoanalitici si sviluppano per arrivare a fornire una spiegazione logica e coerente, ci si perde in ricostruzioni non sempre chiarissime, come se Lang avesse privilegiato lo studio delle atmosfere alle necessarie soluzioni conclusive. E se Joan Bennett (Cecilia) segue con bravura il carattere sognante ma allo stesso tempo razionale del suo personaggio (il modello è chiaramente Ingrid Bergman), l’espressione un po’ da pesce lesso di Michael Redgrave non pare altrettanto adatta, così come mal descritte sono le figure di secondo piano. Bel film, ma derivativo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

B. Legnani 10/05/08 22:04 - 4789 commenti

I gusti di B. Legnani

Fra quelli che conosco, il film di Lang le cui tematiche sono state più attinte da Dario Argento (penso specialmente a Suspiria, e non solo perché quest'ultimo contempla la presenza, peraltro non casuale, della Bennett). Lei ha perfetta, mentre Redgrave è un pesce lesso. Grandi atmosfere, personaggi non proprio delineati (fra i quali una governante in stile Rebecca) ed un finale non troppo esauriente. Bel film d'atmosfera, comunque, per quanto gli preferisca La donna del ritratto.
MEMORABILE: L'ingresso di lei oltre la porta chiusa.

Cotola 9/05/08 01:40 - 7630 commenti

I gusti di Cotola

Straordinario film girato in maniera semplicemente magistrale da Fritz Lang. Quel che colpisce, oltre all'assoluta perfezione dell'insieme, è l'incredibile intensità che mantiene ad oltre sessant'anni dalla sua realizzazione. Impossibile non lasciarsi affascinare, attrarre e coinvolgere dalla storia e dalle splendide immagini che risentono notevolmente della lezione dell'espressionismo (di cui Lang è stato maestro indiscusso). Uno dei migliori lavori del regista tedesco anche se non celebrato ed osannato come meriterebbe.

Caesars 25/06/08 09:54 - 2769 commenti

I gusti di Caesars

Buon lavoro di Fritz Lang, che comunque non può non ricordare certe atmosfere di Rebecca. Il clima di tensione che si respira durante tutto lo svolgimento della vicenda regge benissimo anche a sessant'anni di distanza; qualche cedimento lo si registra solo nel finale in cui si spiega tutto l'arcano. Ottima la prova di Joan Bennett; purtroppo altrettanto non si può dire dell'inespressivo Micheal Redgrave. Da vedere.

Puppigallo 30/10/08 19:03 - 4526 commenti

I gusti di Puppigallo

Notevole psicodramma, con due protagonisti decisamente all'altezza (lei, la cui voce fuori campo, rappresentata dai pensieri, ci accompagnerà in questa vicenda e lui, che un momento è allegro e passionale e l'attimo dopo, di ghiaccio e distante anni luce dalla sua donna). Interessanti anche le figure della sorella, della segretaria e del figlio mai amato. La casa, con le sue stanze (occhio alla numero 7), assume la stessa importanza degli attori e i suoi segreti, nascosti da giri di chiave e da penombra, contribuiscono a creare la giusta atmosfera, spesso carica di tensione. Da vedere.
MEMORABILE: Un poeta disse: "Sono felici, le donne, i bambini e gli animali, ma noi esseri umani no".

Capannelle 28/11/08 15:47 - 3745 commenti

I gusti di Capannelle

Un Fritz Lang che insegue Hitchcock, ma con risultati minori rispetto allo standard del regista austriaco. Se lui e la Bennet rappresentano un binomio ormai collaudato, non si può dire lo stesso per altri attori. Penso ad un Redgrave monocorde e per una storia dai troppi ingredienti e dal finale non all'altezza. La parte migliore del film è quella centrale, dall'arrivo di Cecilia nella casa del marito alle camere degli omicidi.
MEMORABILE: La visita alle camere degli omicidi presentate così, "en passant" durante il party per gli ospiti.

Undying 15/04/09 19:49 - 3839 commenti

I gusti di Undying

La curiosità dello spettatore, più che dall'elegante intreccio narrativo, viene rapita dalle ombre, vere protagoniste di un film che sembra pervaso (e invaso) da disegni non meglio definiti e provocati dalla sgarbata intonazione della luce sugli oggetti dislocati nella casa ove vivono Joan Bannet e Michael Redgrave. Memorabile la sequenza della protagonista, entrata in possesso della chiave ed angosciosamente in avvicinamento alla porta "chiusa", dietro alla quale è celato l'enigma che avvolge il marito e la sua presunta colpevolezza circa il decesso della prima moglie.

Rebis 9/11/09 18:42 - 2088 commenti

I gusti di Rebis

Profondamente ancorato alle teorie psicoanalitiche – che chiosano pedantemente le azioni dei personaggi e bruciano col raziocinio qualsiasi mistero o ambiguità – il film di Lang fatica a superare il vaglio degli anni, giacché la componente ludica del thriller è sopraffatta dalla macchinosa indagine psicologica. L’insorgere dell’inquietante – con buona pace dell’espressionismo – è perlopiù affidato ai dialoghi (copiosi); didascalico il simbolismo e sovrabbondanti i personaggi. Ma ci sono cose pregevoli: i raffinati scorci onirici, l’organizzazione del narrato, Joan Bennett e la sua voce off.
MEMORABILE: Nella stanza di Barbablù.

Stefania 7/01/10 03:14 - 1600 commenti

I gusti di Stefania

Tra gotico e psicanalisi, porte che nascondono stanze, veli che nascondono facce, ossessioni che nascondono traumi. Bellissimo da guardare, spesso faticoso da ascoltare, questo melodramma noir ha un finale che risolve anche troppo: troppa luce d'un tratto, su un mistero neppure così grande. Ma ci è tanto piaciuto crogiolarci in quelle magistrali ombre, anche se, come il velo di Miss Robey, avvolgevano solo una piccola, rimarginabile ferita.

Daniela 22/01/10 22:14 - 9653 commenti

I gusti di Daniela

Una giovane donna si innamora e sposa uno sconosciuto affascinante, che potrebbe anche essere un assassino (Il sospetto), deve fare i conti con il ricordo della prima moglie morta e la presenza di una governante possessiva (Rebecca) e "psicanalizzare" l'uomo amato per portarne alla luce il passato rimosso (Io ti salverò). Il più hitchcockiano dei film di Lang è una versione della fiaba di Barbablu (il protagonista è un "collezionista di stanze"), elegante anche se purtroppo compromesso da un finale mediocre ed affrettato. Bello l'uso di luci ed ombre

Belfagor 12/09/10 12:54 - 2627 commenti

I gusti di Belfagor

Moglie con orribili sospetti sul consorte, psicanalisi marcatissima, ambiente familiare improbabile: gli elementi hitchcockiani di questa pellicola non si contano e forse Lang non è stato in grado di orchestrarli nel modo giusto, tanto è differente il modo dei due maestri di creare suspence nelle loro opere. Ma il gioco decisamente espressionista di luci e ombre, la bravura della Bennett come catalizzatrice della nostra attenzione e l'atmosfera onirica salvano il film. Redgrave sottotono.

Homesick 14/09/10 17:59 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

Con l’ausilio di ombre e foschie espressioniste che velano corridoi e boschi notturni, il regista ribadisce il suo talento per la felpata digressione onirica (la scena del processo, memore di M), ma incespica nell’incongrua suddivisione dello spazio drammatico: l’ingarbugliato intreccio si consuma lento e melodrammatico nell’ipertrofia dialogica per poi bruciarsi ogni carica emotiva in un epilogo frettoloso e scolastico. Un Lang secondario, con le radici ben piantate nella psicanalisi freudiana tramite i paradigmi – formali e sostanziali – dell’Hitchcock di Rebecca e Io ti salverò.
MEMORABILE: La Bennett incantata dai due messicani che si contendono una donna sfidandosi a coltellate; il furto della chiave; il processo.

Il Gobbo 2/05/11 09:19 - 3011 commenti

I gusti di Il Gobbo

Lang su sentieri già battuti dal vecchio Hitch: confezione ineccepibile, fotografia (di Stanley Cortez) da ammirare a bocca aperta, ma svolgimento non impeccabile. Redgrave è abbastanza credibile come psicopatico ma per nulla come seduttore-lampo nell'oleografico flashback messicano, e il finale è un po' rabberciato. Inspiegabile che la giovane psicanalista d'accatto non venga strangolata d'emblèe in una delle macabre stanze.

Myvincent 25/05/11 11:16 - 2605 commenti

I gusti di Myvincent

Grande esempio di cinema psicanalitico, il film racconta di un trauma infantile e dei suoi riverberi in età successiva. Un uomo-barbablù e il suo delicato, mortale rapporto con l'altro sesso s'infrange solo di fronte ad un sentimento altissimo e terapeutico come l'amore. Al centro della storia due grandi del cinema: Michael Redgrave e Joan Bennet. Fritz Lang ancora con la sua innegabile, geniale classe.

Lucius 5/03/12 19:53 - 2819 commenti

I gusti di Lucius

Ottima pellicola ricca di suspence, che probabilmente avrà visionato anche il maestro Hitchcock, viste le similitudini nell'intreccio della sceneggiatura con il capolavoro Rebecca, la prima moglie e con Notorious (la sequenza della chiave). Grandi interpretazioni e una struttura narrativa eccellente. Un bianco e nero datato ma in grado di trasmettere, con i suoi chiaroscuri, la tensione presente nelle scene clou. Grande cinema.

Giùan 7/03/12 13:56 - 3052 commenti

I gusti di Giùan

Tra i thriller "onirici" del Meister tedesco, il più sottilmente fascinoso. I riferimenti all'opera hitchcockiana son "cinefilologicamente" corretti ma criticamente più pertinente è l'esplicito rimando alla favola di Perrault (che avrà fatto la felicità del neuropsichiatra Bettelheim: l'infrazione del divieto). In effetti l'intero film è costruito come un racconto incantato, fortemente evocativo (le scenografie esaltate dal plastico b/n dell'immenso Cortez, i personaggi manierati e unidimensionali). Sempre bellissima Miss Bennett/Lang. Gravoso e barocco.

Pigro 21/03/13 08:53 - 7917 commenti

I gusti di Pigro

Lang riesce a trasformare una storia bizzarra (l’uomo che colleziona stanze luogo di delitti misogini), con precarie implicazioni psicanalitiche e forti rimandi hitchcockiani, in una torbida e angosciosa discesa nel dubbio, nella paura, nell’indicibile che si cela dietro l’ultima “stanza” che è poi l’animo del protagonista. Notevoli le ombre cupe e il buio pesto di certe scene, che riflette il buio interiore. Eccellente il senso di inquietudine che scorre fin dalla prima immagine e dai presagi di pericolo che assediano la seconda moglie.

Crains 21/08/13 17:41 - 15 commenti

I gusti di Crains

Thriller psicologico di chiara "ispirazione" hitchockiana che, partendo da uno spunto interessante (le stanze collezionate da Marco, ma piu in generale l'architettura collegata alla psiche) si perde a metà del percorso con personaggi spesso al limite dello stereotipo e un didascalismo che, soprattutto verso il finale, fa sentire tutto il suo peso. La regia distante di Lang, che ben poco si presta a un soggetto del genere, freudiano, fa il resto.

Claudius 20/07/14 08:15 - 432 commenti

I gusti di Claudius

Psicodramma dalle forti tinte thriller con diversi rimandi alla fiaba di Barbablù, rielaborandone i topoi. Lang effettua una lucida analisi delle radici umane (siamo tutti figli di Caino, dice a un certo punto il protagonista, non malvagio ma attratto dal male) e il suo film ancora oggi risulta affascinante, anche se appesantito dal bianco e nero. Perfetti la Bennett e il finale a sorpresa.
MEMORABILE: Redgrave che avanza con la sciarpa in mano.

Faggi 3/04/16 16:32 - 1509 commenti

I gusti di Faggi

Melodramma nero o noir atipico sotto l'ascendente dell'eros perturbante; perfetta sintesi di espressionismo tedesco e Hollywood classica. Bianco e nero (e fotografia) mozzafiato, tema della "donna minacciata" disegnato da ombre inquietanti e luciferine (Barbablù) in una messa in scena tagliata come un diamante di pregio. Climax finale prima sospeso nei dubbi e nei sospetti, poi nervoso, psicolabile, concitato e taumaturgico.

Minitina80 13/03/16 08:42 - 2400 commenti

I gusti di Minitina80

Le ingenuità, le paure e le debolezze più oscure e nascoste dell’animo umano affiorano grazie a un Lang elegante e raffinato, abile nel curare i particolari visivi e narrativi. Sia il gioco di luci e ombre che le inquadrature sono affascinanti, sebbene sia l’aspetto psicologico a fare la differenza e caratterizzarsi come l’elemento cardine della sceneggiatura. Risulta superiore nella seconda parte dove gli interrogativi e i sospetti iniziano a diradarsi lentamente fino a dissolversi.
MEMORABILE: La collezione delle stanze.

Saintgifts 8/04/16 09:35 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

L'evoluzione della psicoanalisi dal momento in cui il film è stato girato a oggi è sostanziale: questo vanifica di molto, alla visione attuale del film, il mistero delle turbe interiori del protagonista, ma non è questo a diminuire la qualità del lavoro. Credo che l'impostazione della sceneggiatura, che poggia tantissimo sulla voce rappresentante i pensieri della Bennett, arrivi presto a stancare. Meglio, ma forse più difficile, sarebbe stato lasciar capire l'intreccio attraverso l'azione concreta, che peraltro non manca. Fotografia perfetta.
MEMORABILE: La collezione di stanze; La candela.

Ira72 11/04/17 15:09 - 971 commenti

I gusti di Ira72

Davanti e dietro alla porta chiusa ci sono atmosfere di classe e una regia elegante. Un film ben fatto, che però risente dei suoi anni; forse per il melodramma onnipresente, per il sentimentalismo, a tratti stucchevole, che toglie sapore al mistero e all'originale sceneggiatura. Nel complesso godibile.

Pessoa 8/05/17 22:39 - 1236 commenti

I gusti di Pessoa

Bel dramma psicologico di Lang che non rinuncia alle solite atmosfere noir (soprattutto nella splendida fotografia) in uno dei primi film costruiti con metodo psicanalitico (in fondo Lang e Freud erano entrambi viennesi). Forse la necessità di rivelare i caratteri, risvolti interiori compresi, lascia spazio nella prima ora abbondante a dialoghi piuttosto verbosi che ne rallentano ritmo e tensione. Nell'ultima mezz'ora il film si risolve con un finale interessante. Bella prova della Revere, mentre Redgrave mi è sembrato troppo teatrale. Merita!
MEMORABILE: Tutti gli abitanti della casa che cercano in qualche modo la complicità della Bennet; I cinque minuti finali.

Rambo90 7/07/17 01:47 - 6441 commenti

I gusti di Rambo90

Implicazioni psicologiche alla Hitchcock per un noir che Lang gestisce con una regia precisa e affascinante, nel suo bianco e nero ricco di significati in alcuni chiaroscuro davvero da manuale. La trama intriga molto, anche grazie alla buona performance della Bennett, salvo perdere qualche colpo nel troppo repentino finale. Atmosfera carica di mistero, un che di morboso nella psicologia dei personaggi, buone musiche. Notevole.

Ciavazzaro 16/05/18 01:02 - 4766 commenti

I gusti di Ciavazzaro

Immerso in un'atmosfera funerea, reso ancora più nero dalla fantastica fotografia (che fa delle ombre parte integrante della grande casa, museo degli orrori con le sue sette stanze perfette repliche di un antico delitto). La Bennett e la sua voce fuori campo sono superbe, Redgrave ha il giusto, freddo distacco da psicopatico, notevolissima la O' Brien domestica velata, la Revere sorella e la Schafer amica. Psicologia malata che anticipa i traumi di futuri assassini cinematografici decadi dopo, finale alla Rebecca sbrigativo ma non brutto.
MEMORABILE: La descrizione delle varie stanze (in particolare quella "subacquea"; La Bennett scopre la settima stanza; La candela più bassa; Il segreto del velo.

Fedeerra 13/09/18 00:13 - 468 commenti

I gusti di Fedeerra

Il film, bellissimo, ha un'identità vacillante: esteticamente è un noir ma narrativamente è uno psicodramma dai risvolti decisamente lugubri e morbosi. Bella prova di recitazione per la splendida Joan Bennett e ruolo di spicco per il tormentato Michael Redgrave. Si ricordano inoltre la voice-over della protagonista e le lussuose scenografie firmate di Max Pareker.

Noodles 14/04/19 20:11 - 953 commenti

I gusti di Noodles

Se il finale fosse stato migliore, il film sarebbe stato davvero una perla. L'atmosfera infatti è di straordinaria efficacia e morbosità, con continui richiami ai lavori dei '40 di Hitchcock e qualche riferimento alla favola di Barbablu. Dopo un inizio un po' lento si assiste a una escalation di tensione e paranoia. Veramente notevole la componente psicologica. Peccato, appunto, per una conclusione che poteva e doveva essere studiata meglio.

Samdalmas 18/11/19 00:57 - 302 commenti

I gusti di Samdalmas

Fritz Lang cerca di seguire le orme di Rebecca ma perde il confronto con Hitchcock. Non lo aiuta uno script troppo psicoanalitico. Notevole la protagonista Joan Bennett che ritroveremo in Suspiria. Troppo teatrale Redgrave come antagonista. La fotografia sembra evocare Welles. Resta sicuramente un buon film da riscoprire, per chi ama il genere.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Puppigallo • 30/10/08 18:08
    Scrivano - 502 interventi
    La protagonista fuma in continuazione (praticamente, una ciminiera con le tette, che però, in alcune scene e con i giusti vestiti, sembrano sfidare la forza di gravità...e questo merita un plauso).
  • Homevideo Homesick • 14/09/10 18:06
    Capo scrivano - 1377 interventi
    Il dvd è uscito per Noshame in abbinamento a Gardenia Blu. L'intera sequenza del processo è in inglese senza sottotitoli.
  • Homevideo Mco • 14/03/13 00:09
    Scrivano - 9687 interventi
    In DVD etichetta Sinister a partire dal 19 Marzo 2013.
  • Curiosità Noncha17 • 9/08/16 23:46
    Magazziniere - 1073 interventi
    Il film è stato presentato ad Hollywood in anteprima nel 1947 con il titolo Secret Beyond the Door... (punti di sospensione compresi), come appare all'inizio del film: MOVIE TITLE STILLS COLLECTION.

    Fonte: Wikipedia
  • Homevideo Ciavazzaro • 16/05/18 00:46
    Scrivano - 5612 interventi
    Anche nel dvd Sinister la sequenza del processo è in inglese.
  • Homevideo Caesars • 20/10/20 15:56
    Scrivano - 11327 interventi
    Bluray A&R (probabilmente disco masterizzato, come uso della casa) in uscita il 23 di questo mese
    https://www.dvd-store.it/Video/Blu-Ray/ID-72477/Dietro-la-porta-chiusa