L'ultimo mercenario

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Le dernier mercenaire
Anno: 2021
Genere: comico (colore)
Numero commenti presenti: 2
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Rumorosa commedia action che vorrebbe prendersi gioco del supereroismo da cinema rambesco cui Jean-Claude Van Damme ha contribuito per anni; non trova mai però una direzione decisa in cui lanciarsi, rimanendo in una terra di mezzo che non soddisfa quasi per nulla sotto l'aspetto comico (nonostante i reiterati tentativi in tal senso) né offre sequenze adrenaliniche in grado di elevarsi dalla massa di film d'azione a tema ingenuamente spionistico che vi si avvicinano. L'idea dell'agente segreto pressoché invincibile si presta da sempre alla parodia, ma qui l'operazione è diversa: il leggendario (per chi è entrato negli anni in contatto con lui) Richard Brumère (Van Damme), nonostante...Leggi tutto l'età e l'aspetto non più giovanile è ancora sulla breccia: mena insomma come ai vecchi tempi e agisce come se avesse trent'anni di meno. E' arrivato in Francia per salvare suo figlio Archibald (Decazza) dalle infondate accuse di spaccio di droga e per fargli riavere quell'immunità totale di cui godeva per un antico patto stretto da sua madre col governo. Il ragazzo è un po' sprovveduto e anzi sembra molto più sveglia di lui la sua amica Dalia (Sylla), che da subito aiuterà Richard a far luce su un complesso (e fumosisissimo) caso che vede coinvolti un giovane col mito di Tony Montana, una temibile arma tecnologica in grado di spegnere d'improvviso ogni congegno elettronico (chiamata "Big Mac") e rancorosi ex colleghi di Richard ansiosi di farlo saltare in aria una volta per tutte il prima possibile. Inutile addentrarsi tra le pieghe di un intreccio spiegato male e di rilevanza quasi nulla, ciò che conta per gli autori è spingere sul pedale dell'azione a buon mercato condendola di qualche sparuta gag che talvolta sfiora il demenziale ma che sommariamente rientra negli schemi della commedia. Le polveri però sono bagnatissime, i personaggi insulsi e se anche di tanto in tanto un paio di battute funzionano (divertente l'identikit e le reazioni di chi nota come assomigli a... Homer Simpson!) il tutto rientra in un quadro complessivo nel quale si ricalcano dinamiche abusatissime che nelle intenzioni dovrebbero vivacizzarsi con inseguimenti, esplosioni e scazzottate (l'ultima, in particolare, richiama clamorosamente quelle ben più spassose di Spencer & Hill, con le quali però condivide esclusivamente l'interminabilità). Ma la sceneggiatura è terribile, Van Damme ridotto a una triste replica di se stesso non sufficientemente ironica per ottenere gli sperati effetti paradossali, suo figlio un bamboccione viziato per nulla simpatico e intorno a lui, dalla parte dei buoni, un coagulo di razze smaccatamente politically correct. Sbiaditi i dialoghi tra padre e figlio, l'unico che pare in grado di sortire effetti vagamente comici è il sempre bravo Patrick Timsit, confuso tra i perfidi ex colleghi del protagonista (è il comandante Jouard). Un ibrido tra generi al quale i francesi guardano da sempre e che quasi immancabilmente delude: meglio quando puntano con decisione al demenziale, perché il recupero di vecchi divi in chiave ironica funziona solo se questi dimostrano buoni tempi comici ed espressività superiori (Leslie Nielsen nel campo resta imbattibile). Van Damme non li ha e il risultato - anche per via di una regia vanamente esagitata - richiede devozione aprioristica nei confronti del protagonista. La cosa migliore è forse il recupero della ritmatissima "One Way or Another" dei Blondie, nel finale e sui titoli di coda.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/07/21 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/08/21
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Rambo90 31/07/21 01:00 - 6824 commenti

I gusti di Rambo90

Nonostante titolo e protagonista si tratta di un film comico, dal tipico umorismo demenziale francese, che cede più e più volte a un umorismo volgarotto e sciocco nel tentativo di far ridere. Qua e là ci riesce anche, proponendo una trama semplice e un ritmo abbastanza sostenuto, ma la quantità di battute e gag supera di gran lunga la qualità. Van Damme in queste operazioni riesce anche bene, e si concede comunque una scazzottata divertente, ma il rapporto padre-figlio da recuperare è vetusto e l'affiatamento con il resto del cast altalenante. Mediocre.

Herrkinski 31/07/21 14:47 - 6010 commenti

I gusti di Herrkinski

Action con ampie dosi di commedia demenziale in cui un invecchiato Van Damme può gigioneggiare a piacimento; tra travestimenti, battute e qualche scontro a suon di kickboxing - pur coreografato alla stessa maniera di certe comiche - l'attore abbraccia l'auto-citazionismo con diverse gag e scene che richiamano i suoi lavori più famosi. Il film nel complesso ha alcuni momenti riusciti, che siano d'azione o da ridere, tuttavia sconta una durata veramente eccessiva (quasi due ore) che ne annacqua l'effetto; può divertire se si hanno basse aspettative e se si gradisce il tipo d'umorismo.
MEMORABILE: Van Damme che balla come in Kickboxer; Il tizio con la lingua paralizzata; L'inseguimento in auto.

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