Catene della colpa - Film (1947)

Catene della colpa
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Out of the past
Anno: 1947
Genere: gangster/noir (bianco e nero)
Note: Aka "Le catene della colpa", "La banda degli implacabili".

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Un noir Anni Quaranta modellato sugli analoghi film con Humphrey Bogart. Robert Mitchum fa il verso a Bogey ma non ne possiede ancora la classe e la regia del celebrato Jacques Tourneur non regge proprio il passo coi tempi: OUT OF THE PAST è il tipico film che vorrebbe avere nella vivace sceneggiatura (caratterizzata da frizzanti e continui botta e risposta) la sua principale ragion d'essere, ma si accartoccia su se stesso nel giro di venti minuti. Dopo i primi momenti di sorpresa ci accorgiamo infatti che il gioco diventa una forzatura, che il ricorso al lungo flashback che mirabilmente vuole mescolarsi col presente appare solo un esercizio di stile fine a se stesso. I personaggi (salvo forse per...Leggi tutto Kirk Douglas, ma il merito va ascritto soprattutto all'attore) non riescono a guadagnare profondità, spesso finiscono per apparire grottesche caricature di se stessi. Il soggetto è il romanzo di Daniel Mainwaring “Build My Gallows High”, che l’autore stesso sceneggia cercando di render chiaro ciò che a vedere il film non lo sembra affatto: troppe vicende si sovrappongono in un montaggio caotico, incapace di dare ordine e la continua volontà di stupire raggiunge quasi il ridicolo. Non si può dire che non si veda lo sforzo degli autori nel dare un'impronta propria, ma il risultato lascia comunque a desiderare. In un'ipotetica classifica dei migliori noir di sempre OUT OF THE PAST non sembra meritare il posto che molti critici vorrebbero assegnargli e al giorno d'oggi tutti i sottintesi e le finezze che si dicono patrimonio di Tourneur risultano pressoché invisibili.

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Lovejoy 16/05/08 14:14 - 1823 commenti

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Splendido noir diretto con vigore da Tourneur e interpretato meravigliosamente da un terzetto d'attori impagabile: Mitchum in uno dei ruoli cardine della sua carriera, la Greer una perfetta dark lady, mentre Douglas giganteggia, al solito, nel ruolo del cattivo di turno. Diversi i momenti da ricordare.

Rebis 30/10/08 20:35 - 2356 commenti

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La cifra europea di Tourner svetta in questo noir magnifico intessuto di torbida e viscosa sensualità. Sceneggiatura rovente, affondata e complicata in un lungo e fascinoso flashback - contrappeso ideale di tutte le azioni presenti – che arrovella l’intreccio in una spirale di crudeltà borgiana. Dialoghi di spietata intelligenza. Musuraca, che introduce i personaggi in ambienti forgiati da luci espressioniste, rinvigorisce il clima di fatale sospensione. Per Mitchum il marchio a fuoco dell’ hard-boiled; Douglas di inscalfibile compostezza; la Greer sboccia sorrisi di venefica ambiguità.

Cloack 77 27/09/12 10:11 - 547 commenti

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Un film "nero", spettrale non per temi ma per aridità interiore, che Tourneur guida da gran maestro regalandoci delle prime scene luminose di presente e consegnandoci (dopo un chiarificatore flashback) all'incubo, con un'ombra che varca un cancello. Semplicemente un capolavoro.

Jdelarge 28/03/13 14:07 - 1000 commenti

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Noir mediocre, con una trama eccessivamente contorta e in alcuni momenti quasi assurda. Indubbiamente la fotografia e la sceneggiatura sono degne dei migliori film che hanno reso grande il genere noir. La contrapposizione tra bianco e nero, metafore del bene e del male, i flashback, la voce narrante e i dialoghi pungenti sono elementi classici e perfettamente riscontrabili in questo film, che però è povero di personaggi in grado di lasciare il segno, vista anche la scarsa prova di tutti gli attori, Mitchum compreso.

Cotola 7/04/13 01:52 - 9143 commenti

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Uno dei noir per eccellenza degli anni Quaranta e non solo. Molti elementi sono tipici e rappresentano la quintessenza del genere (il passato che ritorna, la dark-lady, la predestinazione alla sconfitta...) ma tutto viene messo in scena con rara raffinatezza e sensibilità. La regia di Tourneur (al solito) di altissimo livello, la notevolissima fotografia di Musuraca e le prove degli attori (tutti bravissimi dai protagonisti ai comprimari), contribuiscono a rendere indimenticabile il film e a farne una delle perle assolute del genere.

Myvincent 27/09/13 20:25 - 3780 commenti

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Una donna spietata che non esita a mentire sino alla fine per motivi di denaro è l'asse attorno a cui ruota questo interessante noir fine anni '40 con tematiche gangster molto forti. Il clima chiaroscurale è sottolineato dalle sigarette continuamente accese dei protagonisti che sono la spia della loro tensione interiore. Finale fondente...

Rambo90 23/01/16 03:36 - 7724 commenti

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Noir di grande impatto. Il tema del passato che ritorna senza pietà è ben sfruttato, attraverso una trama vorticosa, dal ritmo veloce e con svariati colpi di scena e ribaltamenti di situazione. Tourneur dirige benissimo e può contare su un bel cast: Mitchum è perfetto, Douglas è un antagonista di livello, le protagonista affascinanti entrambi per quanto antitetiche. Bella fotografia in bianco e nero, buona l'atmosfera.

Faggi 8/02/16 10:52 - 1551 commenti

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Buon noir dell'epoca d'oro del genere, girato con solido mestiere e ottimo cast. C'è ambiguità e senso del fatale; Jane Greer (bellissima) è perfetta nel personaggio della dark lady (che è il fulcro della vicenda). Il tema è classico: il passato (con i suoi demoni) è inesorabilmente incollato all'individuo come la sua ombra; impossibile sfuggirvi o si può in qualche modo tentare l'esorcismo?

Daniela 6/07/16 09:50 - 12737 commenti

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Investigatore viene ingaggiato da un malvivente perché rintracci l'amante che, prima di derubarlo, ha cercato di ucciderlo... Narrato alternando presente e passato, un noir che rientra nel filone dei classici del periodo, a partire dalla trama contorna e dal fatalismo che permea l'intera vicenda. A sancirne la qualità superiore sono l'elegante regia di Tourneur ed un cast formidabile: fra l'elettrico Douglas e il sornione Mitchum, Green dà vita ad una indimenticabile figura di dark lady, il cui aspetto seducente cela una manipolatrice spietata ma in fondo anche fragile.

Saintgifts 3/03/17 20:21 - 4098 commenti

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La parte iniziale è semplicemente perfetta. L'indiscutibile fascino del bianco nero, le location, dialoghi che elettrizzano ancor prima di entrare nella vicenda e quelle atmosfere che in Italia solo Visconti aveva saputo creare così bene. Poi parte la storia che inevitabilmente si complica; nonostante regia e interpreti continuino la loro performance, con l'approfondimento dei personaggi, il loro svelarsi, senza una vera introduzione di nuovi colpi di scena, viene a mancare quell'interesse iniziale che riusciva a rapire totalmente.

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Tarabas 12/04/17 23:53 - 1881 commenti

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Un uomo ripiomba nel passato torbido dal quale cercava di uscire per obbedire a un ordine al quale non si può sottrarre, soggiogato dall'incantesimo di una donna malvagia e irresistibile. Se non è la definizione di noir classico, pochissimo ci manca. Cast di inusuale qualità per il tipo di film. RKO azzecca due attori poco noti (tali Douglas Kirk e Mitchum Robert), li appaia alla conturbante Greer e li mette a disposizione di Tourneur (e del loro destino). Grandi interpretazioni, elegante messa in scena, finale a regola di Codice Hayes.
MEMORABILE: Celebre il flashback centrale, raccontato da Mitchum durante il viaggio in auto che lo riporta alla sua vecchia vita.

Caesars 5/11/19 09:50 - 3821 commenti

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Classico "noir" come in voga all'epoca; possiede pregi e difetti tipici del genere. Tra i pregi sicuramente vanno menzionati la fotografia in un efficace b&n e un cast attoriale notevole, mentre tra i difetti non passano inosservati dialoghi estremamente datati e sceneggiatura discretamente confusa. Tourneur dirige con mano salda, ma non riesce a far emergere il film dalla media di prodotti simili. Discreto ma nulla più.

Rufus68 27/11/19 23:09 - 3860 commenti

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Il noir non vale tanto per ciò che racconta (i luoghi comuni, dal perdente eroe alla signora in nero li conosciamo tutti), ma per la potenza drammatica con cui vengono investiti i personaggi. Una trama superiore pare avvolgere le pedine che si muovono sonnambolicamente al ritmo d'un destino già segnato: da tale punto di vista siamo quasi vicini alla tragedia. Grande Mitchum, bene la Greer, non si dimentica il ghigno di Douglas.

Bubobubo 4/09/20 23:11 - 1847 commenti

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Così come le vite dei tre personaggi principali (Mitchum, protagonista efficace e dalla battuta sempre pronta: l'implacabile, insicura femme fatale Greer; un Douglas subdolo villain) si incrociano inevitabilmente anche a distanza di molti anni, così il tessuto narrativo di questo noir post-bellico rassomiglia a un nastro di Möbius che genera eventi sempre uguali e sempre diversi. Non semplicissimo tenere il filo della vicenda, ma il ritmo è ottimo e la regia di Tourneur sempre funzionale alle vicende. Il Cronenberg di A history of violence gli deve più di qualcosa.
MEMORABILE: Tutti complottano contro tutti.

Pessoa 26/11/20 07:58 - 2476 commenti

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Un Mitchum in ascesa tenta l'impervia strada dell'anti-Bogart servito a puntino da una sceneggiatura secca e frizzante come uno champagne d'annata. La trama è sufficientemente complicata, a uso e consumo del noir, ma il vero capolavoro è l'esercizio cromatico messo in atto da Tourneur (complice la fondamentale fotografia di Musuraca), in cui il film acquista progressivamente chiarezza narrativa mentre le immagini si fanno sempre più cupe e angosciose. Un gioco del rovescio che varrebbe il pass per l'eternità, se non fosse per qualche incongruenza narrativa. Comunque grande cinema!
MEMORABILE: "Il mondo è piccolo..." - "O forse è grande l'insegna..."; La precisione nel delineare i caratteri molto diversi delle tre figure femminili.

Nicola81 14/07/21 17:41 - 2884 commenti

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Benché datato nella componente sentimentale, merita senza dubbio la nomea di uno dei migliori noir sfornati da Hollywood nel periodo d'oro per il genere. Ben diretto da Tourneur e splendidamente fotografato da Misuraca, verte sul tema classico del passato oscuro che ritorna a galla, qui al servizio di una sceneggiatura intricata ma non da mal di testa. Mitchum e Douglas non si discutono, ma a risaltare sono tre caratteri femminili di grande intensità e finezza: la Grier azzecca il ruolo della vita, la Huston incarna la speranza, la Fleming fa rimpiangere il poco spazio concessole.
MEMORABILE: Il finale.

Il ferrini 15/04/23 19:41 - 2407 commenti

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Splendido noir, dall'intreccio e dal finale  imprevedibile, interpretato da un cast d'eccezione. La Greer, vero motore degli eventi, dà vita a un personaggio femminile di grande spessore, disposta a tutto pur d'uscire vincitrice nel complicato gioco mortale in atto fra il tenebroso Mitchum e Kirk Douglas, potente boss della mala. Fotografia impeccabile e regia raffinata completano il quadro di un grande classico del genere, dal titolo italiano che è l'ennesimo scempio dell'originale. Ottimo invece il doppiaggio.

Kinodrop 26/09/23 20:03 - 3024 commenti

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Un noir arciclassico che cerca di convincerci di una trama assolutamente confusa (specie nella seconda parte) attraverso una galleria di personaggi a prima vista interessanti ma che dopo una prima parte abbastanza condivisibile contribuiscono a loro volta alla sensazione di artefatto e di tipicizzato che il film genera ad ogni passo. Annoia inutilmente il ricorso alla voce off e ai continui flashback che più che esplicativi finiscono per sottolineare l'inconsistenza di ciò che accade al momento. Non basta il buon b/n tipico del genere né la fama dei protagonisti principali. Datato.

Teddy 8/02/24 03:24 - 869 commenti

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A rendere questo noir incredibilmente audace è il graduale, ineluttabile crescendo, con buona parte delle scene madri trainate da pulsioni sessuali più che da intrecci investigativi. Tourner si infrange in un caleidoscopio di malavita e malcelate identità con flashback, salti temporali e fulminee giravolte narrative. Robert Mitchum e Jane Greer antitetici eppure febbrilmente affini. Sulfureo il bianco e nero di Musuraca. Modernissimo.

Kami 21/03/24 22:59 - 105 commenti

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Mediocre adattamento cinematografico dell'ottimo romanzo di Daniel Mainwaring (che si firmava spesso con lo pseudonimo Geoffrey Homes) dal titolo originale "Build My Gallows High"; infatti, guardando il film, non si capisce il motivo di un titolo tanto originale. Curiosamente sono stati mantenuti tutti i personaggi, troppi per un film simile, ma le vicende sono state parecchio cambiate e a mancare sono sia l'approfondimento psicologico col risultato di fare annaspare lo spettatore in un intrico complicatissimo, sia il ruolo dei monti, degli alberi, della vita pura nella natura.
MEMORABILE: Il gesto finale del ragazzo sordomuto.

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Paulaster 4/04/24 18:13 - 4500 commenti

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Investigatore deve rintracciare una donna e una somma di denaro. Noir che parte come un flashback e diviene subito melenso (nel finale è pure peggio). Nella parte centrale la trama si fa più complessa e i tentativi di incastrare Mitchum non sono banali. Purtroppo per lo stesso Mitchum, tutti i suoi dialoghi sembrano scritti per lo stile di Bogart e suonano per questo artefatti. Discreto il prefinale, nella sua risoluzione. La Greer fatica come femme fatale, anche se ha fascino.
MEMORABILE: L'omicidio al fiume con la canna da pesca; Le impronte all'aperitivo.
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  • Homevideo Rebis • 30/10/08 19:48
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Il film circolava in una versione "snellita" di una decina di minuti (tagli ai dialoghi di raccordo e al personaggio del poliziotto), per cui fate attenzione ai passaggi TV. Il DVD Columbia propone la versione integrale con sottotitoli nelle parti reintegrate, la stessa avvistata su Fuori Orario. La versione a colori invece, è da mettere all'indice dei film proibiti.
    Ultima modifica: 31/10/08 04:11 da Rebis
  • Curiosità Ciavazzaro • 26/12/09 10:58
    Scrivano - 5591 interventi
    Humprey Bogart voleva interpretare il ruolo di Jeff dopo aver letto il copione, ma alla fine non poté partecipare perché il film fu acquistato dalla RKO (mentre lui lavorava per la Warner Bros).

    Fonte: Imdb

    Fa notare Caesars, però, che lo stesso Imdb curiosamente riporta anche un'altra versione, che smentisce la precedente e secondo la quale Robert Mitchum sarebbe stata la quarta scelta dopo che Humphrey Bogart, John Garfield e Dick Powell (nell'ordine) rifiutarono la parte.
  • Discussione Tarabas • 12/04/17 15:29
    Segretario - 2069 interventi
    Rivisto ieri sera dopo tanti anni, onestamente me lo ricordavo migliore. Certamente il doppiaggio non aiuta, datatissimo.

    Comunque, qui c'è una bella recensione dell'Atlantic sul film.

    http://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2004/07/the-movie-review-out-of-the-past/69531/
  • Homevideo Kami • 21/03/24 22:47
    Galoppino - 120 interventi
    Nel 1989 Mario Sesti ha curato per Rai Uno il restauro della copia originale, integrando e sottotitolando alcune sequenze tagliate nella versione italiana dell'epoca.

  • Discussione Kami • 21/03/24 23:12
    Galoppino - 120 interventi
    Nel mio commento ho fatto riferimento al titolo originale (già riportato nel papiro) del romanzo da cui è stato tratto il film, film che in Gran Bretagna è stato distribuito proprio col titolo "Build My Gallows High". Il protagonista Red, che nel film si chiama Jeff e non è rosso di capelli dato che è interpretato da Robert Mitchum (un attore che mi piace parecchio), fa di tutto per scrollarsi di dosso il passato soffocante e anela alle vette, alle cime degli alberi, se proprio deve morire vorrebbe essere impiccato sui rami più alti di un abete. SPOILER: (nel romanzo) morirà trascinandosi all'aperto e guardando un'ultima volta verso l'alto, in un ultimo sforzo, in un ultimo anelito verso la pace e la libertà.

    Non è mia intenzione fare ulteriori raffronti tra libro e film, ho scritto questo perché il titolo originale del libro è molto particolare e spero di avere fatto cosa gradita a chi fosse interessato a capire il motivo di un titolo simile.
    Ultima modifica: 22/03/24 08:37 da Zender
  • Discussione Zender • 22/03/24 08:38
    Capo scrivano - 48015 interventi
    Come già ti dissi, Kami, fare un raffronto tra film e libro è sempre e comunque operazione interessantissima. Quindi tutto quello che hai voglia di scrivere sul tema in tutti i film che vuoi in discussione generale è operazione utile, assolutamente.
  • Discussione Paulaster • 27/03/24 09:39
    Controllo di gestione - 97 interventi
    Imdb riporta che il titolo è "Le catene della colpa".
    https://www.imdb.com/title/tt0039689/
  • Discussione Zender • 27/03/24 09:46
    Capo scrivano - 48015 interventi
    Infatti l'avevamo riportato tra gli aka. Però la locandina d'epoca non riporta l'articolo.