Ho camminato con uno zombi - Film (1943)

Ho camminato con uno zombi
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: I walked with a zombie
Anno: 1943
Genere: horror (bianco e nero)
Note: Aka "Ho camminato con uno zombie".
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Myvincent 14/01/15 11:55 - 3702 commenti

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Tourneur confeziona un ottimo noir-horror alla sua maniera, fatto di dialoghi colti, ritmi ipnotici, atmosfere incantate. Il tema è quello della magia nera e dei riti voodoo e nasconde, fra diversi piani di misticismo (quello Cristiano e quello sciamano), anche un significato manicheo neanche troppo recondito. Il tutto con un senso dell'arte innegabile.
MEMORABILE: Le apparizioni del watusso dall'espressione eternamente allucinata...

Puppigallo 18/12/08 16:48 - 5235 commenti

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Gli anni pesano un po' e l'averlo visto sottotitolato mi ha fracassato gli occhi. Eppure, devo dire che questa è la più credibile incursione nel voodoo che abbia visto (nel film Il serpente e l'arcobaleno, seppur pellicola di tutto rispetto con altri meriti, si tendeva troppo a spettacolarizzare). In più, gli attori sono tutti in parte (molto brava la madre, ma anche l'infermiera); e nonostante il ritmo non sia certo indiavolato, si apprezzano i dialoghi, i discorsi sulle superstizioni e si rimane colpiti dal sinistro fascino di Jessica (la moglie "malata"). Notevole e da vedere.
MEMORABILE: "Tutto muore qui, persino le stelle". L'inquadratura della scala nella penombra (sembra sospesa nel nulla). La camminata nella foresta (il nero zombi)

B. Legnani 20/12/08 20:36 - 5507 commenti

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Mi ha colpito il talento nel saper alternare scene di rapida essenzialità ad altre con più ampio respiro (il cantore che, sempre intonando, si avvicina...), anche se devo dire che il finale (proprio l'ultimo minuto di film) mi è parso un po' tirato via, lasciandomi l'impressione che le carte, che erano state messe giù piuttosto bene, siano poi state usate non al meglio nel finale di partita. Un po' sotto quello che si dice un buon film.
MEMORABILE: Il negro dall'enorme sclerotica.

Trivex 6/06/10 15:30 - 1734 commenti

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Drammone dell'epoca, con derive zombie & voodoo, personalmente osservate quali componenti funzionali alle passioni mancate, con il dolore per l'amore alla fine non senza speranza. L'effetto dell'atmosfera retrò è notevole nel contesto esotico, dove i riti della popolazione appaiono propiziatori, ma anche controversi e minacciosi. Il tempo dissimula i soliti elementi macabri della magia nera, anche se il guardiano della strada, mandatario della élite, impressiona assai nell'aspetto (negli occhi, la morte). Passione, gelosia, vendetta e morte, anzi quasi... morte!

Cotola 4/08/10 18:57 - 8971 commenti

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Niente è come sembra in questo suggestivo "horror" di Tourner il cui lato migliore è proprio l'aspetto onirico che dispiega la sua forza nelle passeggiate che paziente e infermiera compiono alla volta dello stregone vudù e nelle intriganti atmosfere create anche grazie ad una bella fotografia. Non un vero e proprio film di genere e, come d'uso per questo regista, l'orrore è più suggerito che mostrato. Buono ma il finale è tirato via e vista la fama della pellicola ed il nome del regista c'era da attendersi un pò di più.

Homesick 10/07/11 10:26 - 5737 commenti

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Pur molto al di sotto degli esiti raggiunti con le atmosfere allusive e inquietanti de Il bacio della pantera – qui affievolite dalla tendenza al melodrammatico -, la premiata ditta Lewton-Toruneur continua ad esplorare il lato oscuro della realtà, che si manifesta nel dualismo tra ragione e superstizione e tra bellezza e corruzione dell’animo. La fotografia fonde luci ed ombre con rara maestria, dipingendo sequenze memorabili come l’incontro con la catatonica nella torre, la camminata notturna, l’epifania dello zombie nero e tutto il rituale voodoo.
MEMORABILE: La camminata notturna con la donna catatonica; Il rituale con la bambolina voodoo.

Max renn 13/03/12 01:38 - 80 commenti

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Vetta tra gli horror metafisici prodotti da Val Lewton, il film mette in immagini l'incommensurabile fascino del vudù e il suo tribale sincretismo mistico dal sapore ancestrale; un cosmo inintelligibile agli occhi di una cultura, quella occidentale, saldamente convinta di fondarsi su un'ideale di razionalità, ma inconsciamente insicura dei propri proclama. E così, diversi dubbi rimarranno illibati nella consapevolezza dell'impossibilità di accostarsi ad un mondo tanto alieno, pena l'abisso.

Tarabas 28/10/12 11:25 - 1878 commenti

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Un'infermiera viene assunta per vegliare la moglie di un possidente su un'isola caraibica, affetta da una misteriosa catatonia che i locali interpretano come uno stato di non-morte. Come nota bene Mereghetti, si tratta di un dramma familiare travestito da film dell'orrore, orrore peraltro solo suggerito da un sapiente uso delle atmosfere e da una efficace costruzione delle sequenze. Più invecchiata l'ambientazione esotica. Il cast è da b-unit e si nota. Il sottofinale è magnifico e il film avrebbe dovuto concludersi lì.

Caesars 7/12/12 09:38 - 3757 commenti

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Da quello che oramai è diventato un classico mi aspettavo qualcosa di più. Siamo in sostanza davanti a un drammone, dove l'aspetto voodoo è sì presente ma non preponderante sullo sviluppo della vicenda. Al film va dato merito di lasciare decidere allo spettatore se ciò che accade sia effetto della magia nera oppure frutto di malattia e di suggestioni personali dei protagonisti. Ottima la fotografia in un bellissimo bianco e nero. La conclusione è troppo sbrigativa (visto la breve durata del film si poteva concedergli qualche minuto in più). **!

Gianleo67 26/03/13 11:48 - 30 commenti

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Horror d'atmosfera che si rivolge nel torbido di un "melodramma coloniale" questa è forse (insieme al Bacio della pantera) l'opera più famosa e apprezzata di Jaques Tourneur, alle prese ancora una volta con la trama sotterranea di una paura più suggerita che mostrata esplicitamente, dove incerta e ambigua permane la linea di demarcazione tra il dominio della superstizione e dell'irrazionale e la dimensione tragica, benchè intelleggibile, di un dramma familiare ed umano.
MEMORABILE: Suggestive le scene degli indiavolati riti tribali e della figura stralunata e orrifica di un minaccioso guardiano dagli occhi strabuzzati.

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Jdelarge 10/07/13 09:58 - 1000 commenti

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Straordinarie atmosfere e fotografia capolavoro per questo ottimo esempio di horror. Tourneur è un maestro nel creare immagini e nel "suggerire" la malvagità che permea il film dall'inizio alla fine. Gli aspetti negativi comunque ci sono: a partire dalla sceneggiatura (seppur di gran classe in certi punti) eccessivamente melensa, fino al finale troppo sbrigativo, anche se idealmente corretto. Bellissimi i tamburi tribali che accompagnano quasi tutte le scene.

Nipo 22/06/14 20:28 - 40 commenti

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L'eleganza è il pregio di Tourneur. Inquietare senza mostrare, dosare suoni e luci. Creare una scenografia solamente grazie a un'ombra sulla parete, sagome che dirigono lo sguardo dello spettatore dove vuole il regista. E se la musica sembra non esserci il vento e i tamburi voo-doo riempiono le nostre orecchie. Il dubbio rimane: la donna è uno zombi o è solo malata? Decide lo spettatore a fine visione, il regista lo fa diventare parte attiva del racconto. Ognuno giunge alla soluzione che reputa giusta!
MEMORABILE: La prima frase recitata dalla protagonista: ho camminato con uno zombi...

Pinhead80 13/03/16 12:07 - 4699 commenti

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La cosa migliore di tutto il film sono le misteriose atmosfere caraibiche che aggiungono se possibile ulteriore stordimento visivo. Si è immersi in un grande sogno che però nasconde incubi centrati su credenze e riti voodoo che lasciano sempre in apprensione. Non c'è solo l'horror (che è più suggerito che mostrato) ma anche un'intensa drammaticità di fondo. Su queste basi Tourneur realizza un'opera dal fascino immortale.

Rambo90 31/03/16 16:12 - 7627 commenti

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Horror di grande atmosfera, forse il primo in assoluto a trattare i temi del voodoo e degli zombi (in modo più simile a come farà Craven che Romero), con un bel ritmo che ne mantiene intatto il fascino a tanti anni di distanza. Bella la fotografia in bianco e nero e buona la regia. Bene anche il cast, composto da attori non troppo famosi ma in parte. Un paio di sequenze fanno effetto anche oggi, come il finale con la bambolina. Notevole.

Rufus68 4/01/17 00:08 - 3803 commenti

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Tourneur accumula presagi (il discorso iniziale sul male e il disfacimento, la polena di San Sebastiano) e predispone lo spettatore alla sottile atmosfera di oppressione che avviluppa i protagonisti: la zombi, prigioniera della morte in vita, la madre, che agì in preda a un demone, il marito, che ucciderà all'unisono coi gesti del sacerdote voodoo; e tutti gli altri, impotenti di fronte a potenze magiche soverchianti (in cui si adombra anche una vendetta sociale: la religione dei neri punisce i discendenti degli schiavisti). Piccolo cult.
MEMORABILE: La prima apparizione della zombi.

Wilkerson 29/12/17 10:28 - 22 commenti

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Grazie alla visionarietà di Tourneur e all'esperienza del produttore Val Lewton questo piccolo film è da riscoprire per come viene elaborato uno dei temi più cari al regista (il sottile confine tra realtà e finzione, tra cinismo e credulità) e per alcune scene che risultano ancora, a distanza di anni, davvero notevoli. Psicologia più che spavento, luci e ombre più che effetti speciali; non tutto funziona – la brevità, imposta dalla RKO, non ha aiutato a sviluppare un'interessante trama – ma ha ancora molto da insegnare.
MEMORABILE: Il pianto della signora Holland; L'incontro notturno con Carrefour.

Daniela 8/01/19 12:12 - 12568 commenti

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Una giovane infermiera si trasferisce in un'isola delle Antille per accudire una donna in catalessi che gli indigeni credono colpita da una maledizione... Gli zombi prima che Romero li reinventasse, ovvero esseri ridotti a gusti vuoti da misteriosi riti voodoo. Affascinante nel soggetto, nell'ambientazione, nell'uso del sonoro, il film è però penalizzato da una sceneggiatura sempliciotta e da un epilogo frettoloso, per cui risulta inferiore ad altre opere di Tourneur. Resta comunque un piccolo classico importante nella storia del genere, destinato ad influenzare Craven decenni dopo.

Von Leppe 18/06/20 18:47 - 1248 commenti

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Infermiera del Nord America si reca in un isola dei Caraibi per assistere una donna malata di mente che si sospetta sia una zombi. Classica pellicola nello stile dei film prodotti da Val Lewton, in cui l'orrore è più che altro suggerito. Buone le atmosfere che solo il bianco e nero riesce a ricreare, in questo caso le misteriose notti tropicali in cui si praticano i riti vudù. Adatta Christine Gordon nella parte della donna catatonica: la sua prima apparizione nella torre è veramente riuscita. La trama perde colpi e il finale delude.

Kinodrop 18/06/23 19:30 - 2880 commenti

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Considerando gli anni che ha, qualcosa di interessante lo conserva ancora, dal suggestivo b/n alla location tropicale (anche se un po' farlocca) con relativi tamburi nella notte e riti voodoo; per il resto la trama fa acqua da tutte le parti, con lo pseudo scopo di lasciare allo spettatore la decisione se lo stato catatonico della misteriosa protagonista sa dovuto a magia o follia. Risibile la madre che "impersona" la divinità nascosta nella tenda e il suo spiegone nella parte finale, che è quanto di più abborracciato si possa immaginare. Un filo di razzismo non aiuta di certo.

Magi94 3/01/24 21:07 - 938 commenti

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Preistorico, ma si apprezza per qualche vetta di terrore che appare nel mezzo di una storia sentimentale scontata e inutile, che per fortuna non dura nemmeno molto. Meglio quindi lasciare perdere la caratterizzazione dei personaggi (fatta eccezione per la madre) e le svolte "rosa". Concentriamoci invece sui punti forti: le scene notevoli in cui le canzoni nere caraibiche vengono usate per alimentare la tensione (meravigliosa la seconda) e l'apparizione spettrale dello zombi. Un po' sfilacciato e facilone il finale.

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Cerveza 13/02/24 23:08 - 339 commenti

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Una giovane donna, perduta per cause ambigue ogni percezione sensoriale, sopravvive come uno zombi privo di volontà in un’isola caraibica dove scienza e religione vudù si contendono spazi e proseliti, denigrando vicendevolmente gli altrui rimedi. Affascinante e insoluto, ricco di simbolismi, grazie a un bianco e nero setoso creatore di ombre radenti ricche di atmosfere oniriche, offre una grande resa visiva che sopperisce a uno script poco incisivo nello scolpire le tematiche sociali, storiche e culturali affrontate, spesso di altissimo livello. Meriterebbe un remake adeguato.
MEMORABILE: I neri che piangono alle nascite e fanno festa ai funerali, memori del loro recente esistenza da schiavi; Il guardiano ritto nella penombra.
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  • Homevideo Undying • 11/03/10 15:06
    Risorse umane - 7576 interventi
    Uno dei primi film sugli zombi, dal 21 aprile in DVD (label Stormovie).

  • Homevideo Noir • 29/07/10 21:17
    Galoppino - 573 interventi
    Era già uscito un dvd nel 2003 per la Elleu e, tenendo conto che il film è del 1943, sul piano audio/video all'epoca mi parve una buona edizione.
    La Stormovie è nettamente superiore e visto il prezzo, ne consiglio caldamente l'acquisto.



    Elleu

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    Stormovie


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  • Homevideo Zender • 30/07/10 08:45
    Capo scrivano - 47593 interventi
    Decisamente non c'è confronto! Avran preso dal dvd americano il video, davvero spettacolare.
  • Discussione Cotola • 1/10/10 22:49
    Consigliere avanzato - 3838 interventi
    Verrà proiettato su grande schermo al cinema Massimo di Torino nelle seguenti date:

    Sabato 2 ottobre ore 20,30
    Mercoledì 6 ottobre ore 16,30
  • Discussione Caesars • 7/12/12 09:39
    Scrivano - 16789 interventi
    La copia da me visionata (Rai Movie) aveva il titolo originale con in aggiunta quello italiano con "zombie" finale. Anche Imbd riporta tale titolazione. Mi sembrerebbe quindi opportuno almeno riportare negli aka "Ho camminato con uno zombie"
  • Discussione Zender • 7/12/12 18:00
    Capo scrivano - 47593 interventi
    D'accordo, anche se io ho sempre letto nella locandina (che ho trovato e sostituito) e in altri dvd la dicitura senza la "e".