La notte del demonio

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Night of the demon
Anno: 1957
Genere: thriller (bianco e nero)
Note: Aka "Curse of the demon" (recut version)
Numero commenti presenti: 22
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Se Jacques Tourneur è uno dei registi horror più universalmente apprezzati, CURSE OF THE DEMON (reintitolato in Usa NIGHT OF THE DEMON) va annoverato, assieme al BACIO DELLA PANTERA e pochi altri, tra i suoi capolavori riconosciuti. Non per niente c'è ancora oggi chi lo cita (esagerando) come il miglior horror di sempre. Di Tourneur è sempre stata apprezzata la capacità di creare un impianto spaventevole senza mai ricorrere all'espediente di terrorizzare mostrando gli orrori in piena luce. Tourneur è il mago dell’allusività, della paura “suggerita”. Qui però il produttore gli impose di di mostrarlo fin da subito, il demone del titolo, e al primo omicidio infatti già...Leggi tutto vediamo prendere forma, da una nube che appare d’improvviso, un diavolo enorme degno dei carri in maschera di Viareggio. Alla faccia dell'allusione! Poi è vero, il film si concentra sulla storia e mette in scena soprattutto lo scontro tra lo scetticismo ad ogni costo (rappresentato dallo scienziato interpretato da Dana Andrews) e il mondo del paranormale. Arrivato in città per un convegno, il dottor Holden scopre che il suo collega “scettico” è morto in circostanze misteriose. Venuto a contatto con l'ambiguo capo di una setta che pratica la magia, sarà costretto prima o poi a rivedere le sue posizioni, anche se il regista cerca sempre di lasciar risolvere a noi il dubbio se ciò che sta accadendo al dottor Holden sia vero o frutto dell'immaginazione. Peccato per l’apparizione (in tre occasioni) del demone, che spezza l'atmosfera rarefatta creata dal regista. Ottimi sceneggiatura e cast per un horror che non vuole spaventare, ma farci riflettere. Di gran classe.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 26/03/07 00:58 - 3828 commenti

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Grande, inimitabile viaggio nel mistero (suggerito). Il film di Tourneur riesce a instillare il senso di delirio e di "irreale" che sembra affrancarsi da una mente malata per procedere sul piano della realtà. Il "contratto" diabolico, stipulato con il sangue, riaffiora a tempo debito mentre il protagonista tenta di fuggire da quello che sembra un incubo ma non lo è. La luna piena, le impronte del Dèmone sul terreno, la manifestazione finale (voluta dalla produzione) lo rendono indimenticabile.

Ciavazzaro 10/04/09 12:12 - 4769 commenti

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Notevole. Firmato dal maestro della suspence Jacques Tourneur, un ottimo horror satanico, che presenta un clima di pericolo incombente fino agli ultimi minuti di film. Notevole la tensione, che cresce di minuto in minuto, nelle sequenze finali: dapprima nel vagone del treno e poi sulle rotaie. Non male (fa un certo effetto ancora oggi) il make-up del mostro. Deliziosa la Cummins, ottimo villian Mc Ginnis. Sicuramente da conservare.

B.wildest 21/10/09 22:49 - 33 commenti

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Questo notevole "a parte" di Tourneur dalla celebre trilogia del terrore non è forse molto conosciuto, ma si tratta di un grandissimo film che riesce a inquietare ancora oggi. Dopo le ellissi quasi langhiane a cui ci aveva abituato, il regista ci regala invece delle manifestazioni assolutamente irripetibili (tra cui un ultracriticato satanasso in bici, ma che io ho adorato) e non si abbandona al crescendo fantasy, puntando invece su un finissimo scontro di destrezza. Dana Andrews è un simpatico Clooney ante-celluloideram!
MEMORABILE: Il vento e la festa e quel cigolio...

Trivex 1/08/10 15:28 - 1565 commenti

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Nero e cerebrale, minaccia comunicativa notevole nella magia dei demoni. La lotta tra lo stregone cattivo ed il borghese ponderato si fa serrata e non disdegna di colpi bassi. Fortunatamente, quando il soprannaturale entra in scena e la stregoneria diviene palese, si smette di parlare di illusionismo e si fa sul serio. Una buona scrittura di cinema, un impianto scuro diretto con mano salda, ottimi attori ed un finale dinamico ed incerto fino al termine. Anche il gigantesco demone, che avanza tra la nebbia e fa a pezzi il prescelto, è un pupazzone adeguato.

Von Leppe 3/04/11 12:36 - 1095 commenti

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Si respira per l'intero film un'atmosfera inquietante di magia nera, basata sul culto del demonio e la sua credenza nelle varie civilta. Tema molto intrigante, trattato anche in modo psicanalitico dal protagonista professor Holden, scettico... Ottima fotografia in bianco e nero (dei migliori Tourneur), ambientato in Inghilterra con riferimenti a culti pagani, formule magiche e runiche. Uno dei migliori film sul diavolo, che lo rappresenta nella sua estetica più classica ma non legata al cristianesimo. Notevoli le apparizioni sulfuree.
MEMORABILE: Conosco il valore della fredda luce della ragione, ma so anche quali ombre la luce può generare, ombre che nascondono le verità...

Homesick 26/04/11 18:09 - 5737 commenti

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Rispettosa reinvenzione del racconto “L’incantesimo delle rune” di M.R. James. L’orrore si palesa da subito sotto forma di un mostro carnevalesco, ma a prevalere è il senso di sottile inquietudine e irrisolta ambiguità effuso da eventi, oggetti e situazioni (la sfida ad oltranza tra scienza e occulto, il biglietto da visita, la pergamena, il corridoio, il bosco, il vento) secondo il tipico stile del regista de Il bacio della pantera, che pure si autocita nella scena del gatto. Andrews è il fervido e tenace Holden, mentre McGinnis dona un’aria di minacciosa affabilità al demoniaco Karswell.
MEMORABILE: Il biglietto da visita con l’annuncio di morte; il confronto finale sul treno tra Holden e Karswell.

Stefania 19/05/11 03:19 - 1600 commenti

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Bel classico dell'horror, di elegante atmosfera: il respiro del Diavolo (il vento, la scia di fuoco nel bosco, il soffio e gli artigli del gatto-pantera) contro la voce stentorea ma monotona del pacato scetticismo razionalistico del dottor Holden ("è tutto un trucco", "suggestione isterica", "quello è un ciarlatano"). Un pochino troppo "argomentato" e cerebrale, ma è notevole la figura, estremamente ambigua, di Karswell, sinistro clown dispensatore di dolcetti ed esperto di maledizioni runiche, e la sequenza finale dispensa brividi veri.
MEMORABILE: Il contestatissimo diavolaccio: un po' baraccone, un po' gotico-normanno, arcaico e fanciullesco: raffinato non è, però... chi se lo scorda?

Lupoprezzo 28/06/11 13:31 - 635 commenti

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La superstizione contro lo scetticismo. La scienza contro la magia. Magistrale horror d'atmosfera diretto dallo specialista Jacques Tourneur, con un villain ambiguo e di tutto rispetto, in cui le regole famose di Val Lewton (il papà del cinema dell'orrore "suggerito") riutilizzate per l'occasione vengono inframmezzate da apparizioni demoniache volute dalla produzione. Diverse sequenze riuscite (La fuga di Andrews nel bosco, il finale). C'è anche spazio per una specie di autocitazione. Drag me to hell di Raimi ne è praticamente il remake. Affascinante.

Cotola 3/08/11 20:50 - 7876 commenti

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Fatta eccezione per il discutibile “diavolaccio”, Tourner sceglie, come già fatto sublimemente in passato, la strada del non mostrare. Preferisce alludere, creando comunque un alone di mistero e tensione crescente che raggiunge il climax nella scena finale del treno tra il professor Holden e Karswell. Grazie anche alla sceneggiatura tesse una tela di ragno attorno al suo protagonista che, sempre più minacciato, rischia di rimanerci invischiato in modo letale. Ottima la confezione. Un gioiellino.

Rebis 26/02/13 14:29 - 2123 commenti

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Certo è che il diavolaccio in apertura e chiusura accende ancora discussioni sulla sua opportunità - confermando, piaccia o meno, che appartiene ad un altrove rispetto al corpo del film. Quel che si dibatte tra testa e coda, comunque, è un Tourneur d'annata, ispiratissimo nelle allusioni visive, raffinato nella definizione di personaggi verosimili pur in una narrazione schematica e prevedibile (lo scontro tra razionale e paranormale), intuitivo e perturbante nel dare corpo alla fenomenologia dell'orrore (il Male è un clown che gioca con i bambini...). Citato da Raimi in Drag me to Hell.

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Belfagor 30/05/15 16:51 - 2638 commenti

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Il demone voluto dalla produzione è un'aggiunta forzata a quello che altrimenti sarebbe stato un capolavoro di suggestione. Però, in fondo, quella creatura un po' kitsch cmette in risalto la qualità senza tempo del migliore stile di Tourneur, che mostra pochissimo e gioca con le convinzioni dello spettatore. Le vicende ruotano intorno alla guerra intellettuale fra lo scettico Holden e lo stregone Karswell, ambizioso e spregiudicato ma con una madre adorabile. Le scenografie esaltano il crescendo della sceneggiatura.
MEMORABILE: Le impronte del demone; Il vento; Il finale sul treno.

Deepred89 22/09/15 19:47 - 3385 commenti

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Tolto un mostrone, che sarebbe forse stato meglio non mostrare (al di là del non disprezzabile effetto speciale), un notevole horror a tema scetticismo/superstizione, forte di una fredda, elegante atmosfera e di una regia solida e perfettamente funzionale (almeno finché non mostra troppo) a una sceneggiatura abilissima nel mantenere alto l'interesse. Unico rammarico: il non sviluppato spunto della musica satanica che il protagonista crede di sentire, intuizione che nasce e muore in una sequenza che Argento terrà probabilmente a mente.
MEMORABILE: Nel bene e nel male: le due (e mezza) apparizioni della creatura satanica.

Daniela 23/05/16 21:29 - 10357 commenti

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In certi casi, lasciar immaginare è meglio che mostrare. Ne è un esempio quest'opera di Tourneur, al solito magistrale nel creare tensione per allusioni, i cui unici punti deboli corrispondono appunto a quando il diavolo, invece di limitarsi a metterci lo zampino, si mostra in tutta la sua bruttezza resa un poco patetica dalla modestia degli effetti speciali. Ma è una pecca che non inficia il valore del film, elegante nella messa in scena, efficace nella trama che vede contrapposto lo scettico Andrews allo stregone MacGinnis, culminante in un bellissimo finale di cui si ricorderà Raimi.

Rambo90 26/02/17 17:18 - 6738 commenti

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Horror di straordinaria atmosfera, tratto da un bel racconto di M. R. James (a cui resta quasi fedele con delle aggiunte) e diretto con un buon senso del ritmo e della tensione da Tourneur. A parte un mostro bruttino (che per fortuna appare poco), il film preferisce suggerire piuttosto che mostrare, attraverso la buona interpretazione di Andrews e ancora di più della sua nemesi interpretata da McGinnis. Buona la fotografia in bianco e nero, finale di grande pathos. Da non perdere.

Rufus68 21/03/17 22:25 - 3367 commenti

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Non è il miglior Tourneur: l'intreccio è troppo lineare, il demone del fuoco lamenta un'evidenza non in linea con la raffinatezza dell'autore e gli attori, a parte McGinnis, non hanno rilievo. Nonostante questo il tocco del Maestro si sente, anche per merito di una fonte letteraria a lui affine: la sequenza della tempesta, con Karswell vestito da clown (iniziatore del genere coulrofobico?), è esemplare d'una poetica basata sulla sottrazione e, perciò, latrice di un "perturbante" inattaccabile dal tempo e dalle mode.

Chappaqua 17/06/17 21:04 - 16 commenti

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Stupendo film tratto da un romanzo di Montague Rhodes James. Grandi effetti, tenendo conto dell'anno di uscita. Storia intrigante e coinvolgente, che riesce a ricreare in maniera impeccabile le emozioni che si provano leggendo il romanzo. Eccellente Dana Andrews. Va riscoperto assolutamente! Per la serie "tesori nascosti". Consigliatissimo!

Anthonyvm 16/06/18 23:12 - 2752 commenti

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Bellissimo e sottile film dell'orrore avvolto in un suggestivo bianco e nero, apprezzabile specialmente nella memorabile sequenza in cui Dana Andrews scappa nel bosco inseguito da una forza ignota. Proprio il senso di minaccia derivante da ciò che è sconosciuto e invisibile desta l'inquietudine nel pubblico. Certo, c'è anche l'apparizione del demonio mostruoso e "spettacolare" (datato nella realizzazione ma gustoso nell'aspetto), che un po' tradisce il clima ambiguo che è la forza del film, ma pure così resta un horror di grandissimo valore.
MEMORABILE: Il gigantesco demonio a cavallo della sua palla fumosa; La fuga di Andrews fra gli alberi; La dimostrazione di ipnosi.

Nicola81 10/11/19 21:58 - 2129 commenti

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Dire che le apparizioni del mostro stonano con la raffinatezza dell'atmosfera complessiva sarà banale, ma è anche indiscutibilmente vero. A parte questo, si tratta di un horror molto suggestivo, probabilmente il precursore del filone demoniaco, diretto splendidamente da quel maestro del genere che è stato Tourneur, bravissimo nell'immergerci in un clima di mistero e nel mantenere alta la tensione puntando sul contrasto tra scetticismo e stregoneria. Andrews bravo ma un po' monocorde, McGinnis luciferino come si conviene, deliziosa la Cummins.
MEMORABILE: L'inizio; La tempesta che si scatena; La fuga nel bosco; L'ipnosi; Il finale.

Giùan 17/12/19 11:28 - 3305 commenti

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Estremo, uguale a nessuno, decisamente bizzarro. "La notte del demonio" è il graffio ultimo e definitivo del cinema di Tourneur, tanto più sorprendente e spiazzante perché il magistrale carattere allusivo dell'autore de L'uomo leopardo riesce a confermare il suo straniante senso dell'occulto e dell'inspiegabile, nonostante all'esoterico patrocinio di Val Newton la produzione sostituisca le pacchiane apparizioni in apertura e coda dell'entità malefica. Tutto il resto è però subliminalmente imponderabile, dotato perdipiù di un diabolico senso di leggerezza.
MEMORABILE: La meravigliosa sequenza del medium; Il foglietto volante.

Fedeerra 11/03/20 07:47 - 634 commenti

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Immerso in atmosfere ancestrali sospese tra l’orrore vetusto della magia nera e il pathos del noir investigativo, è un film irrinunciabile per gli amanti del genere. Jacques Tourneur intinge dal suo meraviglioso mondo immaginario regalandoci quadri al posto di fotogrammi, in un bianco e nero splendido che da sempre è un marchio indelebile del suo cinema. Dana Andrews e Peggy Cummins insieme fanno scintille.

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Mco 22/07/20 23:07 - 2187 commenti

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Diavolo di un Tourneur. Il regista confeziona una bella incursione nei territori che stanno ai confini del visibile e del credibile, ad un passo dall'inverosimiglianza che si fa magia (e in questo caso poesia). Attori perfettamente calati nella parte con la Cummings che, oltre alla sua avvenenza, mostra una versione sicura di sé alla guida dell'auto. McGinnis ha un fascino magnetico nella parte dello stregonesco Karswell, adattandosi benissimo a ritmi e dettami dell'opus letterario di M.R. James. La parte meno convincente appare, invece, quella che vede in azione le (goffe) creature.
MEMORABILE: L'arrivo alla casa degli Hobart; La tormenta provocata da Karswell.

Voloerrand 9/05/21 23:17 - 10 commenti

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Un gioiello! Erma bifronte che inscena l'eterna lotta tra bene e male, sottile il limite e difficile da capire se il raziocino e la ragione siano necessariamente il bene, e istinto e impeto sempre il male. Da un lato la fredda scienza che infine trionfa, dall'altro la speranza di un altrove e un aldilà, per quanto malefico, ma che allontani dal materiale e dall'incombere del nulla. Religione come rifugio per chi vuol credere in qualcosa di supremo, scienza come arma contro l'illusione. E forse è proprio vero, male e bene spesso si compenetrano!
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Lucius • 5/06/12 17:17
    Scrivano - 8549 interventi
    Basato sul racconto di M.R. James "L'incantesimo delle rune", il film ha ispirato anche dei musicisti:x

    * The hounds of love di Kate Bush contiene il campionamento di una battuta del film: "It's in the trees!It's coming!"

    * Nella canzone d'apertura di The Rocky Horror Picture Show l'autore Richard O'Brien cita il protagonista Dana Andrews.

    Fonte: Ciak.
  • Curiosità Buiomega71 • 31/05/16 23:33
    Pianificazione e progetti - 22769 interventi
    * Il film fu parzialmente "rovinato" dallo scellerato produttore Hal E.Chester, che non solo fece tagliare il film di ben 13 minuti (gli 83' effettivi contro i 96' originari), ma costrinse Tourneur a mostrare il demone alla fine del film. Gli scontri (anche furiosi) tra Tourneur e Chester servirono a ben poco, visto che il produttore infilò il demone anche a inizio film (una volta che Tourneur ebbe finito il girato) e pubblicizzò il film con l'icona del demone stesso. Non contento, alterò il montaggio, nella scena dei corridoi dell'albergo calcò la mano sulla presenza del demone, prima della visita di Holden a Karswell. Dopo tale scempio lo sceneggiatore Charles Bennett volle togliere il suo nome dai credits e Tourneur mandò giù bocconi amari. La richiesta di Bennett venne rifiutata e Chester mise pure il suo nome come co-sceneggiatote, mandando su tutte le furie Bennett.

    * In un'intervista a cura di Bertrand Tavernier, nel 1971, Tourneur ebbe a dire: "Odio l'espressione film dell'orrore. Per quanto mi riguarda faccio dei film sul soprannaturale perché ci credo. Credo nel potere della magia, nelle streghe e negli stregoni. Ho persino conosciuto vere streghe durante la presentazione della Notte del demonio. Ho avuto lunghe conversazioni sul mondo spirituale e sul potere dei gatti con la più famosa strega inglese. Ho anche visitato case abitate dai fantasmi o maledette e io stesso ho un dono soprannaturale. A volte ho come l'impressione di essere sul punto di incontrare un amico che non vedo da tempo. Ne scrivo il nome su un pezzetto di carta. Dopo alcune ore suona il campanello ed eccolo lì. Gli mostro il pezzo di carta su cui ho scritto sopra il suo nome alla presenza di testimoni...

    Fonte: "La notte del demonio", rubrica "Cult movie", Ciak Febbraio 1993.
  • Discussione Cotola • 31/05/16 23:57
    Consigliere avanzato - 3666 interventi
    In effetti i momenti in cui il demone si palesa, sono tra i più deboli di un film per il resto bellissimo ed anche inquietante (a mio avviso).
    D'altronde ci credo che Tourner, maestro del non vedo e delle suggestioni visive, avrebbe preferito
    non mostrare il tutto in modo così palese.
  • Discussione Von Leppe • 1/06/16 13:30
    Call center Davinotti - 973 interventi
    A me piace molto quel demone (forse anche perché è un ricordo di quando ero bambino) e credo che nel 57 l'effetto era notevole, rispetto a come può apparire oggi.
  • Homevideo Digital • 30/03/19 09:48
    Portaborse - 3206 interventi
    Dvd Sinister disponibile dal 31/05/2019. Versione in hd.
  • Discussione Mco • 23/07/20 11:31
    Scrivano - 9761 interventi
    Ti chiedo scusa Zendy, ma nel commento di ieri sera, l'ora tarda mi ha giocato brutti scherzi. Chi si mostra sicura di sé alla guida è Peggy Cummings e non Andrews... Se puoi correggere, grazie mille... 
  • Discussione Mco • 23/07/20 11:32
    Scrivano - 9761 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Il commento di Mco andrebbe modificato sostituendo:
     la Andrews
    con
    la Cummings
    Grazie, è stato un imperdonabile lapsus... 

  • Discussione Caesars • 23/07/20 11:34
    Scrivano - 12987 interventi
    Mco ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Il commento di Mco andrebbe modificato sostituendo:
     la Andrews
    con
    la Cummings
    Grazie, è stato un imperdonabile lapsus... 

    E' un errore in cui cadono in molti, quello di pensare che Dana Andrews sia un'attrice e non un'attore.
    Mi pare che ci sia qualche battuta al riguardo anche nel film "Stand by me" (se non erro)...

  • Discussione Mco • 23/07/20 11:56
    Scrivano - 9761 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Mco ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Il commento di Mco andrebbe modificato sostituendo:
     la Andrews
    con
    la Cummings
    Grazie, è stato un imperdonabile lapsus... 

    E' un errore in cui cadono in molti, quello di pensare che Dana Andrews sia un'attrice e non un'attore.
    Mi pare che ci sia qualche battuta al riguardo anche nel film "Stand by me" (se non erro)...

    Nel mio caso è derivato dalla stanchezza, al termine di una lunga serata festivaliera. Conosco bene gli attori ma la puntuazione su cui avevo annotato il commento è stata scritta confondendo i cognomi. E da lì anche sul Davi... Perdono ;-) 

  • Discussione Caesars • 23/07/20 14:01
    Scrivano - 12987 interventi
    Mco ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Mco ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Il commento di Mco andrebbe modificato sostituendo:
     la Andrews
    con
    la Cummings
    Grazie, è stato un imperdonabile lapsus... 

    E' un errore in cui cadono in molti, quello di pensare che Dana Andrews sia un'attrice e non un'attore.
    Mi pare che ci sia qualche battuta al riguardo anche nel film "Stand by me" (se non erro)...

    Nel mio caso è derivato dalla stanchezza, al termine di una lunga serata festivaliera. Conosco bene gli attori ma la puntuazione su cui avevo annotato il commento è stata scritta confondendo i cognomi. E da lì anche sul Davi... Perdono ;-) 


    Ma figurati Mco, una svista succede a tutti, ci mancherebbe.
    Non volevo mettere in dubbio il fatto che tu sapessi chi fosse Dana Andrews.
    La mia era un'annotazione più  generale su fatto che il nome di battesimo possa indurre molti nell'errore. Anche io anni fa pensavo fosse una donna...