A serious man

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: A serious man
Anno: 2009
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 29
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Quando i Coen si mettono in testa di fare gli autori a tuttotondo, di ricamare trame surreali puntellate da piccole dosi di sagace umorismo, c’è da stare attenti: può riuscirgli bene o possono diventare irritanti fino a raggiungere vette di rara insopportabilità. A SERIOUS MAN, purtroppo, appartiene al secondo caso, con un’immersione sfibrante nella cultura yddish fin dal prologo sottotitolato (reativamente lungo e davvero poco significativo). Proseguendo non si migliora, perché se è vero che ci sono alcuni momenti in cui l’estro comico dei Coen emerge (vedi i break con lo studente coreano prima e il padre di questo poi), il film in generale fatica terribilmente a trovare una via da seguire pontificando ingenuamente sul destino, dilungandosi...Leggi tutto quando non dovrebbe e facendosi minuto dopo minuto sempre più insostenibile con pause ingiustificate, un protagonista (Michael Stuhlbarg) colpito da una serie di piccoli e grandi drammi ma che non ha l’originalità e la forza del Billy Bob Thornton di L’UOMO CHE NON C’ERA, personaggi secondari spesso antipatici che ben poco han da dire (il figlio, buona parte dei rabbini...) e più in generale uno scarsissimo senso della misura e del ritmo. Non che non si capisca di aver a che fare con registi (e sceneggiatori) dalle potenzialità superiori alla media, ma questo rende solo più fastidiosa l’idea di vedere quanto la pretenziosità possa uccidere (e non è la prima volta) così facilmente il loro talento. Dietro alla costruzione complessa di alcune scene, alla ricerca di dialoghi studiati per intrigare e suscitare interesse penasando di portare lo spettatore alla riflessione profonda, si nota la presunzione di potersi esprimere senza seguire la logica cinematografica classica, cercando sempre di spiazzare lo spettatore infischiandosene di farlo poi assistere a minuti e minuti in cui il disorientamento si sposa facilmente al disinteresse che ingenera inevitabilmente noia. Se ci aggiungiamo un cast dalla resa anonima (Stuhlbarg in primis) capiremo il motivo per cui più volte ci si chiede quanto il film abbia intenzione di durare. Alla fine, l’unica cosa che resta in mente di questo A SERIOUS MAN è la canzone/tormentone dei Jeffersone Airplane, quella “Somebody to love” sulla quale il film si apre, si chiude e si aggrappa ripetutamente (svegliandoci improvvisamente dal torpore).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/12/09 DAL BENEMERITO REDEYES POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/12/09
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Harrys 13/12/09 12:39 - 680 commenti

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Pur essendo un film estremamente criptico (almeno per le mie conoscenze dell'ebraismo), alla fine della visione si ha la sensazione d'aver assistito a qualcosa di grandioso, spassoso ed infinitamente triste al contempo. Una consapevolezza del mezzo spaventosa, a mio avviso. L'incipit e l'epilogo, completamente anticonvenzionali, palesano una visione del cinema talmente personale da risultare brutalmente ambigua. La reazione del pubblico (per la maggior parte contrariata dal "lasciar in sospeso" e dalla rottura improvvisa del climax) non importa affatto. Posso considerarmi preso per i fondelli e contento. Ci si barcamena dal capolavoro assoluto alla voglia di mandare a quel paese qualcuno. Incredibile. Difficilissimo pallinare. Per ora ****1/2.

Jandileida 26/03/10 20:55 - 1235 commenti

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Mi ero preparato per vedere una commedia brillante dei Coen: alla fine mi sono reso conto di aver assistito ad un grande affresco esistenziale con derive teologiche e metafisiche (un po' come leggere un romanzo di Roth). Il protagonista si ritrova perso, perseguitato dal caso e cerca inutilmente rifugio in un Dio distante ed evidentemente in altre faccende affaccendato che non indica nessuna strada ma che anzi confonde e mistifica. Forse un po' troppo lento in certi punti ma certamente un film coraggioso e molto personale.

Daniela 10/03/10 08:24 - 9083 commenti

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Uomo mite e giusto, novello Giobbe deve affrontare prove che mettono in crisi la sua fede, allora chiede lumi a 3 rabbini ma i disegni di Dio gli resteranno imperscrutabili. I Coen alternano capolavori ad altri film più modesti ma comunque godibili. Questo invece ha la "pesantezza" dell'opera importante ed ambiziosa, ma i personaggi sono scarsamente incisivi, a cominciare dal protagonista, uomo banale il cui ruolo non avrebbe dovuto essere affidato ad un attore insignificante. C'è del buono, certo, ma il sentimento prevalente è la delusione.
MEMORABILE: Il prologo è grazioso, ma confesso di non averne capito il nesso con quel che segue, ammesso che ci fosse...

Redeyes 6/12/09 21:19 - 2127 commenti

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Mi spiace, giuro che mi spiace, ma questo esercizio di stile chiamato pellicola è decisamente tedioso. Sì, ci sono buoni momenti in cui l'estro prende il sopravvento, ma per lo più domina un piatto senso di pochezza. Liturgico e letargico fino all'inverosimile. Carina la citazione del Rabbino Capo, anche se in italiano si coglie solo se si è letta prima o se si conosce la canzone dei Jefferson abbastanza bene. Certo la confezione è al solito eccelsa, ma questa volta il contenuto latita. Evitabile.

Xamini 8/12/09 01:43 - 991 commenti

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La pausa, in recitazione, è fondamentale, sino al punto di assumere valenza quasi maggiore della parola. Bene. Quando, però, il film diventa un'interminabile susseguirsi di pause qualcosa non quadra. A serious man tramortisce, con un ritmo che manca totalmente o, nel migliore dei casi, si può definire sbagliato. Quando si ride, a fronte di alcune buone trovate, lo si fa con senso di nervosa liberazione; ma il miracolo finisce in fretta e si torna al torpore per risvegliarsi giusto in un'occasione. Naturalmente mi astengo dallo specificare, ma siete autorizzati alla cattiveria.

Kint 9/12/09 14:34 - 39 commenti

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Ennesima stramberia in pieno stile Coen, in cui si ritrovano molti temi cari ai due fratellacci. Un po' L'uomo che non c'era, un po' di Fargo e Barton Fink e il gioco è fatto. Spiazzante, lento e disturbante ma mai noioso. Un film che non dà risposte, ma lascia solo tante domande.
MEMORABILE: "Attento figliolo, c'è un altro ebreo!"

Cotola 12/12/09 19:44 - 7402 commenti

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Importante, personalissimo e complesso film dei Coen che riempono il loro film di domande epocali e, meritevolmente, non danno risposte ma seminano dubbi lasciando in sospeso più di un elemento: in particolare l'enigmatico prologo ed il pessimistico, a mio avviso, finale. Nè scienza né religione permettono di trovare rassicurazioni e Dio sembra essere indifferente alla sorte delle sue creature. Non tutto funziona alla perfezione e, forse, ci vuole un po' di tempo per metabolizzarlo ma alla fine diverte e sorprende. Spiazzante.

Puppigallo 13/12/09 00:20 - 4485 commenti

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La prossima volta, i Coen, potrebbero fare un film su un uomo che cammina lento con un dito nel naso. Ogni 10 minuti potrebbe estrarre il dito e poi, dopo una rapida occhiata, potrebbe estrarre il dito, dicendo una frase, magari in aramaico (colpisce). Non è escluso, che qualche applauso lo riceva comunque. Siamo alla frutta di ciò che si intende come pellicola filmica. Chissà quali grandi significati racchiuderà...concatenazione di eventi, casualità...Per la soluzione del mistero, rivolgersi a qualcun altro. Qui il responso è più drastico: filmaccio arrogantemente pretenzioso e fumoso.
MEMORABILE: "Il rabbino è occupato, sta pensando"; L'improvviso finale, giunto in tempo per impedirmi di iniziare a simpatizzare per Hitler (cosa a dir poco grave).

Tompess 16/12/09 09:47 - 10 commenti

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Robert Bresson meets Groucho Marx. Ecco questa è l'anomalia dei fratelli Coen nell'industria Hollywoodiana. Loro ci sono dentro, ma sono dei battitori liberi e totali. Hanno creato la loro cifra, il loro stile il loro ritmo. E questo film compendia e esalta tutto questo. Certo è un cinema difficile, ma... miracolo! che intrattiene. Accumula significati ma gli accoppia a risate. "Accetta il mistero". E le facce dei film dei Coen: parliamone! Menzione d'onore per Deakins: una fotografia perfetta personale ma mai compiaciuta. Una parola: capolavoro.
MEMORABILE: Accetta il mistero.

Renato 18/12/09 12:19 - 1512 commenti

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Bel film dei fratelloni, con vari momenti molto divertenti anche se segue una trama che non si sviluppa più di tanto; il finale, molto brusco, può anche lasciare perplessi, ma in linea di massima è coerente col resto della pellicola. Come in altre occasioni, i tempi comici sono praticamente perfetti, mentre mi hanno convinto un po' meno alcuni momenti onirici. Ottimo il cast, specialmente per quanto riguarda i ruoli minori.

Saintgifts 28/02/10 16:51 - 4098 commenti

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Attraverso teorie della fisica, formule matematiche e vuoti pensieri di teologi (ebrei) che vengono propinati allo sfortunato professore, i fratelli Coen ci fanno riflettere sul perché delle cose che succedono ai viventi. Nonostante tutta la loro bravura nel costruire film, in questo caso non riescono a coinvolgere nel loro interessante disquisire, anzi rischiano di annoiare, che è il peggior risultato che un film possa conseguire.

Galbo 27/05/10 07:07 - 11307 commenti

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Uno dei film più complessi e maturi dei fratelli Coen, decisamente "alleniano", totalmente impregnato di religiosità tutt'altro che acritica; le figure religiose sono anzi le più negative del film e la fede secondo la morale dell'opera non porta da nessuna parte. Buona sceneggiatura e un gruppo di interpreti efficaci sebbene poco conosciuti per un film che lascia il segno.

Didda23 20/10/10 20:12 - 2280 commenti

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I fratelli Coen riescono nell'impresa di girare un film dalle forti tinte autoriali: mischiano con somma conoscenza, nella scrittura, elementi scanzonati a riflessioni teologiche molto approfondite. Reso ottimamente il dissidio interiore del protagonista (interpretato magistralmente da Michael Stuhlbarg), sempre in bilico fra scienza e fede. Finale emozionante e potentissimo. L'opera sicuramente più autoriale dei Bros.

Domino86 8/10/10 16:57 - 531 commenti

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Non mi è piaciuta per niente questa pellicola dei fratelli Coen: di solito fanno di molto, ma molto, meglio. Ci ho trovato tanta demenzialità che ho reputato fine a se stessa, per non parlare del prologo, abbastanza inutile e troppo lungo. Dura arrivare in fondo senza abbandonare tutto prima.

Mdmaster 9/10/10 20:55 - 802 commenti

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Strano film dei tardi fratelli Coen, una riflessione sul mondo yiddish e sulle connotazioni di un personaggio principale, davvero difficile da farsi andar giù. La ricerca del divino nella vita di tutti i giorni è argomento che la pellicola affronta di traverso, non dando una risposta e a volte dimenticando anche la domanda, con un caleidoscopio di personaggi davvero poco significativi. Rimane però a tratti divertente e per questo non è proprio da buttare... Certo, lungi da me consigliarlo a chi ha già visto altri film dei Coen.

Luckyboy65 13/10/10 01:11 - 144 commenti

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Probabilmente fra 20 anni sarà considerato un capolavoro esistenzialista da tutti coloro che ora lo rigettano come spazzatura. Di sicuro, la scelta di un cast anonimo per questo film grottesco (non comico) è azzeccata per calare lo spettatore nei panni di questi personaggi sballottati da quell'insolito destino che si chiama vita. Bello il "corto" in lingua fiamminga (?) che apre il film e introduce alla cultura yiddish, spiazzante il finale. Per citare Lennon: "Life is what happens to you while you're busy making other plans".
MEMORABILE: "Io non ho fatto niente!"

Enzus79 12/01/11 15:51 - 1733 commenti

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I fratelli Coen, che io stimo moltissimo, con A serious man volevano fare il capolavoro per eccellenza con chissà quali tematiche e sottotematiche, ma a mio giudizio ci sono riusciti solo a metà. Da apprezzare unicamente gli interpreti edi dialoghi. Ci si annoia e a tratti si sorride.

Lupoprezzo 9/02/11 15:48 - 635 commenti

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Un professore di fisica mite e remissivo vede la sua vita andare a rotoli e mentre cerca invano conforto dalla religione, tutto sembra ristabilirsi grazie a diverse circostanze. Ma una catastrofe incombe... I fratelli Coen dirigono il loro film più curioso e personale, incentrato sulla cultura yddish. Non tutto funziona, ma il finale sobrio e pessimista lascia la sensazione di aver visto un film, se non proprio impeccabile, quanto meno interessante.

Belfagor 21/04/11 19:37 - 2620 commenti

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Come uno studente inesperto di fisica si esalta di fronte al principio di indeterminazione, così i Coen mescolano Qabbalah, meccanica quantistica e umorismo yiddish per raccontare le peripezie di un moderno Giobbe in versione particolarmente schlemihl, realizzando una pellicola pesante ma inconcludente. Le intenzioni sono buone, ma i personaggi sono piatti, il ritmo blando e la concezione di fondo (tutto è imprevedibile) paradossalmente fin troppo prevedibile e mal propinata. Uno specchietto per le allodole critiche.
MEMORABILE: Il prologo; il protagonista che dal tetto osserva un paesaggio quasi iperreale.

Giùan 1/06/11 18:44 - 2868 commenti

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Se, nelle loro migliori sortite, i Coen riescono col loro umorismo lunare e dai tempi dilatatissimi a costruire un cinema universale seppur sempre conchiuso all'interno dello stesso spazio filmico, qui invece francamente s'infognano nel classico ghetto dal quale non solo non esce il Serious man ebraico protagonista (scialbo Stuhlbarg) ma nel quale restiam prigionieri noi spettatori, nella trepida attesa d'esser squassati dal tornado purificatore che ponga fine alla pellicola. Si capisce che giocano: suvvia, però, non prendetevi troppo sul serious Fratelli...

Jena 11/06/11 15:01 - 1157 commenti

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Il miglior film dei Coen dai tempi di Fargo. Lasciando finalmente perdere la spocchia da primi della classe i nostri confezionano una enigmatica commedia yddish che fa pensare. Chi è il protagonista? Un novello Giobbe? E c'è un senso in quello che ci accade? No probabilmente, ma non è detto. E Dio? Il finale troncato è proprio la non risposta sulle questioni sollevate dal film. Umorismo e sarcasmo sottile come ai bei tempi, regia perfetta nella padronanza dei mezzi, attori eccellenti in particolare il protagonista... ottimo! ****
MEMORABILE: L'incipt ambientato nella polonia ebraica, il colloquio col coreano, il racconto del rabbino sui denti del non ebreo, la cerimonia, il finale.

Ishiwara 13/06/11 22:46 - 214 commenti

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Dio non solo ha abbandonato l'uomo, ma si fa anche beffe di lui. Il malcapitato protagonista, lo stralunato Stuhlbarg, è perfetto nella parte di questo povero ed insignificante uomo a cui tutto si rivolta contro e che cerca di trovare una spiegazione, mentre la sua vita va verso la fine e forse tutto il resto sta per essere spazzato via. Sembra noioso e piatto, ma se si abbandona il proprio ritmo per entrare in quello del film e si gustano i dettagli, diventa quasi un capolavoro. Uno dei film più interessanti e peculiari dei Coen. Da rivalutare.
MEMORABILE: Il rabbino che cita i Jefferson Airplane; il racconto del dentista; i discorsi con l'amante della moglie.

Pigro 24/06/11 09:16 - 7699 commenti

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Sta tra il "Mentaculus" scritto dallo zio strambo e l'aneddoto sui denti del non ebreo; col sapore biblico di un Giobbe moderno e il gusto della saggezza rabbinica e cabalistica. L'uomo su cui si abbattono improvvisamente guai e disgrazie è il parafulmine per tutte le paure della contemporaneità. Che il film volutamente non risolve, nell'accettazione dell'insondabile volontà del caso (o di Dio), che determina la storia lasciando all'uomo il compito di guidarla. Racconto gustoso, bizzarro, misterioso: proprio come la vita. Notevole.

Ryo 10/01/13 11:41 - 2169 commenti

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Una sceneggiatura ambientata in un mondo tutto ebreo in cui lo sfigatissimo protagonista (fisique du role perfetto per Michael Stuhlbarg) attraverserà una serie di circostanze dallo stress surreale. Difficile l'immedesimazione nella calma che riesce a tenere il povere Larry. Ritmo serrato con continue novità sulle vicende che si ritrova ad affrontare una dopo l'altra e mai da sole. Farcito da dialoghi e battute eccelse, scorre liscio sino al finale in cui come al solito i Coen interrompono la vicenda nel bel mezzo di una storia con almeno quattro sottottrame in sospeso!
MEMORABILE: il fastidiosissimo Sy; "Ha lasciato o no i soldi?" "La prego, accetti il mistero"; "Non sembrava occupato!" "Sta pensando".

Vitgar 19/08/14 12:43 - 586 commenti

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Commedia amara dei fratelli Coen in cui un professore di fisica, precario, viene circondato da una serie di situazioni conflittuali alle quali risponde con estrema pazienza (chiaro il riferimento a Giobbe). Quello che colpisce è la completa assenza di umana comprensione da parte dei personaggi che lo contornano. Nemmeno i rabbini che consulta gli sanno spigare perché Dio si accanisce contro di lui. È la storia di come la vita va come vuole andare e se decide di andare male resta solo la solitudine.
MEMORABILE: Il figlio che si presenta, fumato (spinelli), al suo Bar Mitzwah.

Il ferrini 8/03/16 19:44 - 1645 commenti

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Uno Stuhlbarg monumentale nei panni del personaggio più riuscito di tutta la filmografia dei Coen. Un film sulle domande, ma soprattutto un film senza facili risposte, neanche dai sapienti rabbini, ridotti a macchiette comiche che annaspano o - addirittura - si fanno negare perché troppo impegnati a "pensare". Sceneggiatura memorabile, che rivela qualcosa di nuovo a ogni visione e una regia mai così sofisticata, con lunghi e grotteschi indugi sui particolari più strani dei volti.

Crusow92 8/06/16 17:38 - 19 commenti

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All'opposto della filosofia Dudeista si colloca il povero Larry Gopnick, uomo a suo dire "serio" ma vittima di una sfilza di disgrazie familiari e lavorative che lo porteranno a interrogarsi sul significato della vita. Interrogativi che però niente e nessuno potrà mai chiarire con certezza, men che meno la religione (emblematici gli esilaranti colloqui con i tre rabbini). I Coen firmano forse la loro opera più angosciosa e nichilista, affermando che è il Caos a tessere i fili del destino e a noi non resta che accettarne il mistero.
MEMORABILE: Regia e montaggio di gran classe; La storia dei denti; Il finale (apocalittico?) è un tocco di genio.

Bubobubo 15/01/19 01:16 - 1147 commenti

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Inutile fregiarsi di essere un uomo irreprensibile e tutto d'un pezzo (anche se Gopnik di cognome) se si elude il senso ultimo del messaggio divino zigzagando furtivamente per la scorciatoia di turno: il karma non perdona. Forse che non sia la risposta, ma la domanda a essere sbagliata? E se l'uomo è destinato a tornare polvere coi suoi denti d'oro, che saranno mai un matrimonio fallito e una figliolanza insubordinata? Nella filmografia dei Coen, questo è il capitolo più (autoironicamente) identitario, permeato di un brillante umorismo nero.
MEMORABILE: Ma Larry Gopnik non godeva forse di un'eccellente salute?

Paulaster 20/01/20 11:43 - 2673 commenti

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Un professore non capirà perché gli capitino una serie di disavventure. I Coen indagano sulla casualità degli avvenimenti e su come si pone l'uomo nei confronti della religione: alla fine se si è buoni o cattivi bisogna solo accettare ogni conseguenza. Ritmo basso, inoltre manca il lato grottesco come pure l'ironia: i rabbini non dicono nulla e l'incipit è slegato. Chiusura in clima nefasto per tutti e rassegnazione collettiva.
MEMORABILE: Il mistero sulla corruzione; La vicina di casa; L'infarto prima della buona notizia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 12/12/09 19:24
    Consigliere avanzato - 3603 interventi
    Aggiungo alcune considerazioni al film. Passano le ore e la pellicola "cresce" nella mia considerazione. Mi spiego meglio: a volte vedo film che non lasciano traccia, che dimentico quasi subito dopo averli visti. Altre volte mi capita di giudicare molto belli dei film che col passare del tempo rivaluto negativamente (Baaria per esempio) mentre altri che avevo giudicato meno bene, mi rendo conto che mi piacciono e a volte anche molto. In realtà poi questa cosa succede un pò a tutti. Penso spesso al film ed alle sue immagini e mi rendo conto che allo stato attuale il giudizio è più che positivo. Belle davvero le considerazioni di Harrys che ho in parte partorito anche io in queste ore. Mi sembra di aver assistito ad un film per nulla banale e molto interessante. Tra poco pallinerò e le "palle" saranno molte. Volevo solo precisare un concetto da me espresso: ho detto che il film è fuori dalle mode e mi sono riferito ai ritmi dilatati che alcuni lamentano. In realtà non volevo dire che bastano ritmi lenti a fare un film d'autore e per giunta bello (andatevi a vedere la mia recensione al film di Antonioni "Il mistero di Oberwald) ma che secondo me questo film dei Coen è molto personale e lontano dai soliti schemi. Naturalmente è solo un mio parere e non vuol dire che il film sia bello poichè mi è piaciuto. P.S. Magari poi tra sei mesi lo rivedrò e ci ripenserò.
  • Discussione Zender • 12/12/09 20:07
    Consigliere - 43797 interventi
    Ehi, ma io non facevo certo riferimento a te, caro Cotola! Certo che non bastano ritmi lenti a fare il film d'autore. Che sia un film personale è indiscutibile, e non è neanche giusto utilizzare a parer mio l'aggettivo "banale". Semplicemente lo trovo non riuscito, pretenzioso perché per fare un film del genere ci voleva a parer mio un impianto meno frivolo, le idee più chiare, un protagonista più intenso e molto altro ancora. I Coen sanno fare bene altro e lo si è visto. Però non dire che è fuori dalle mode perché ha i ritmi dilatati. Questo non è affatto un film fuori moda, secondo me. Anzi, è un film tremendamente furbo, che fa leva su certe pause per indurre a credere che si stia guardando qualcosa di molto profondo, su certe immagini e certi personaggi per introdurti in ambienti che non conosci e che per questo dovrebbero affascinare e colpire. Io, appena finito (e anzi già qualche minuto prima), l'ho cancellato e ormai me ne ricordo giusto due tre frasi... Mi era piaciuto molto di più L'UOMO CHE NON C'ERA, altrettanto lento ma forte di un personaggio quello sì davvero nuovo e geniale. Qui non ci ho visto proprio niente di buono, tutto qui. Detto questo, ma mi pare superfluo aggiungerlo, siamo tutti ben contenti di ospitare anche un 5 palle per i Coen, ben vengano. Chi se ne frega di avere qui giudizi omologati e identici? Dio ce ne scampi e liberi!
  • Discussione Redeyes • 13/12/09 08:53
    Contratto a progetto - 837 interventi
    Anche in questo caso sposo la causa Zenderiana, ovvero a mia volta non volevo criticaTi fratello Cotola, però trovavo decisamente "omologato" il lavoro dei Coen a dispetto del tuo giudizio.
  • Discussione Harrys • 13/12/09 12:34
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Zender ebbe a dire: Guarda, è una cosa vietata da ogni regolamento davinottico, ma in considerazione del fatto che sei Fondatore in carica non posso che piegarmi (per una volta e solo per rispetto) alla violenza. Inseriscilo pure tagliato che poi entro qui e copio la parte mancante prendendola dal tuo post qui sopra. Te ne sono grato, grandissimo Zender. Ma, per mere e becere motivazioni alla "signor perfettini", essendo questa la situazione, preferisco inserire il commento come tradizione vuole. A malincuore tagliuzzerò qua e la... Grazie comunque per la considerazione. ;-)
  • Discussione Zender • 13/12/09 15:01
    Consigliere - 43797 interventi
    Beh, ma al di là delle battute l'avrei fatto volentieri. Capisco me lo chiedessi sempre, ma una volta ogni tanto se uno proprio ci tiene perché non farlo? Ribadisco: se vuoi scriverlo qui intero io te lo copio senza problemi intero.
  • Discussione Harrys • 13/12/09 17:52
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Zender ebbe a dire: Beh, ma al di là delle battute l'avrei fatto volentieri. Capisco me lo chiedessi sempre, ma una volta ogni tanto se uno proprio ci tiene perché non farlo? Ribadisco: se vuoi scriverlo qui intero io te lo copio senza problemi intero. Come siamo contorti... o forse sono io ad essere un po' tonto! Comunque, se vuoi, e solo se vuoi, potresti inserirlo "integrale"... ne sarei felice ovviamente. Se ci sono problemi (il famoso "precedente"...) puoi inserire il commento tagliuzzato che ho inviato.
  • Discussione Zender • 13/12/09 18:36
    Consigliere - 43797 interventi
    No, intendevo dire: non sei uno che me lo chiede sempre, di aggiungere qualche aprola in più, per cui una volta ogni tanto si può anche fare. Nessun precedente. Si tratta di piccoli privilegi per Fondatori, che è giusto esistano. E poi mica hai sforato di 300 caratteri... Integro, allora.
  • Discussione Harrys • 14/12/09 17:56
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Zender ebbe a dire: No, intendevo dire: non sei uno che me lo chiede sempre, di aggiungere qualche aprola in più, per cui una volta ogni tanto si può anche fare. Nessun precedente. Si tratta di piccoli privilegi per Fondatori, che è giusto esistano. E poi mica hai sforato di 300 caratteri... Integro, allora. Capito. Grazie mille allora. ;-)
  • Homevideo Gestarsh99 • 29/10/11 20:15
    Scrivano - 13754 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Medusa Video: DATI TECNICI * Formato video 1,85:1 Anamorfico * Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese * Sottotitoli Italiano NU Inglese * Extra Scuola Ebraica per ragazzi Creare il 1967 La storia dietro il film
  • Musiche Didda23 • 4/09/12 08:43
    Comunicazione esterna - 5713 interventi
    Perfetta ed emozionante la scelta del brano Somebody to Love - Jefferson Airplane