L'uomo che non c'era

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The man who wasn't There
Anno: 2001
Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia: Joel Coen, Ethan Coen (n.c.)
Numero commenti presenti: 37
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo il brutto e vacuo FRATELLO DOVE SEI? i fratelli Coen tornano con un progetto più ambizioso che strizza l'occhio a un pubblico d'élite (la palma per la miglior regia a Cannes non è un caso): bianco e nero curatissimo, una ricerca estetica di grande effetto con luci e ombre che si intrecciano, inquadrature studiate in ogni particolare, una sceneggiatura virtuosistica, una direzione d’attori esemplare. Una confezione da urlo per una storia invece piuttosto debole, solo a tratti capace di ripescare l'inconfondibile ironia dei Coen. Gran merito in questo caso a Billy Bob Thornton il quale, pur se difficilmente identificabile con un barbiere, fa della sua imperturbabilità, della...Leggi tutto sua glaciale, statuaria espressività il vero punto di forza del film. È lui l'uomo che non c'era, l'uomo qualunque coinvolto in una serie di omicidi e accadimenti degni di un “noir” d’epoca (genere al quale i Coen si rapportano quasi parodiandolo, con tanto di voce narrante tipica). Da soggettisti si divertono a rimescolare ripetutamente le carte in tavola spiazzando di continuo lo spettatore, ma sbagliano quando inseriscono fin troppe divagazioni che appesantiscono il film senza arricchirlo. La trovata (non certo originale se pensiamo a Kafka e Camus) dell'uomo-fantasma, la cui presenza sembra a tutti quasi indifferente, incapace di parlare più del minimo consentito, perennemente attaccato alla sua sigaretta, funziona sì, ma finisce per ripetersi un po' troppo senza variazioni di rilievo. Se comunque si riescono a dimenticare le numerose incongruenze, una certa banalità di fondo e una palese ruffianeria, THE MAN WHO WASN’T THERE apparirà come uno splendido esercizio di stile, tutto sommato godibile e, occasionalmente, irresistibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 24/04/07 08:52 - 2674 commenti

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I fratelli Coen si divertono a frequentare i più svariati generi cinematografici reinterpretandoli a modo loro. Questa volta si cimentano con il classico "noir" girato rigorosamente in bianco e nero. Il risultato è senz'altro buono e, grazie anche all'ottima interpretazione di Billy Bob Thorton, molto coinvolgente. La storia non è originalissima, ma del resto non è questo che interessa ai Coen: è sviluppata intelligentemente e anche il puntuale colpo di scena finale coglie nel segno. Consigliato.

B. Legnani 12/09/07 00:17 - 4695 commenti

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Molto interessante. Coniuga bene il noir, la commedia e il drammatico, con uno splendido bianco e nero, nel quale risalta per noi Billy Bob Thorton, che è, invece, quasi invisibile per gli altri. È talmente bravo da sembrare credibile anche quando deve impersonare l'unico uomo al mondo in grado di rifiutare una "fellatio" da parte della lolitesca Scarlett Johansson. Davvero un buon film.

Rebis 11/09/07 18:40 - 2088 commenti

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L’opera al nero dei fratelli Coen insegue le infinite vane lingue che accorrono alla lettura del cosmo e lo consumano; ci dice che il bacino d’ombre in cui son generate le parvenze di un mondo sano e logico è zona inattingibile, governata da un dio che teme il dolore del creare. Se per Heisenberg tutte le strutture del reale crollano sotto l'occhio che le osserva, questo film allora non è. Siamo all’impossibilità di non esistere nel nulla. Sulla sedia elettrica con Crane brucia tutto: con la pellicola, noi, invischiati con la trama di un sogno.

Galbo 17/02/08 08:17 - 11350 commenti

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Bellissimo film dei fratelli Coen, che dopo un godibilissimo e brillante road movie (Fratello dove sei?) tornano in parte alle atmosfere noir del loro capolavoro Fargo. Quasi a rimarcare la differenza rispetto a quello, utilizzano qui uno splendido bianco e nero, rendendo la fotografia una delle cose migliori del film. Il film si avvale di un'ottima sceneggiatura, particolarmente curata nella caratterizzazione psicologica dei personaggi e della bella interpretazione di Billy Bob Thornton.

Il Gobbo 25/02/08 11:44 - 3011 commenti

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Estenuata esercitazione stilistica (con punte, certo, di inarrivabile finezza) dei Coen bros., che soccombe alla prosopopea e alle ambizioni alte, infliggendo allo spettatore una nobilissima ma invincibile sensazione di tedio. Tuttavia la prova quasi mostruosa di Thornton, qualche barlume qui e là dell'antico estro "nero", e la superba fattura tecnica (per quanto attiri l'accusa, non meno fondata che facile, di calligrafismo) meritano un educato, benchè non calorosissimo, applauso.

Matalo! 18/01/09 16:01 - 1368 commenti

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Il film più bello dei Coen, che esaspera il lato noir usato come veicolo per riflessioni sulla natura umana. Un tipo: l'ignavo e il suo sguardo sull'esistenza. La vita lo sopraffà col suo fluire e non può nulla un brillante avvocato e il principio di Heisenberg e il costruire falsità per provare l'innocenza della moglie del protagonista. I Coen raggiungono un equilibrio maturo e compiuto che non hanno ancora ripetuto.
MEMORABILE: Il protagonista dice alla moglie che è lui l'assassino; la Verità ma si perde in un attimo.

Patrick78 30/05/09 09:51 - 357 commenti

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Non basta un semplice bianco e nero per fare un noir e questa ne è la dimostrazione più lampante. Manieristico all'eccesso, formale e per lo più ripetitivo nonostante i Coen provino in tutti i modi (leciti e non) a far funzionare una pellicola che, solo grazie alla stupenda prova di Thornton, non finisce direttamente nel dimenticatoio. Molti hanno idolatrato questo lavoro ma se volete un vero noir cercate altrove. Troppa, ma davvero troppa grazia a Cannes, dove oramai i due fratelloni possono presentarsi anche in mutande e nonostante ciò venir premiati.

Enzus79 18/06/09 10:52 - 1764 commenti

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Gran bel film. I Coen si rifanno al bianco e nero per raccontarci la storia di un uomo che per cambiarsi la vita se la complica, con un tragico finale. I due fratelli non danno il meglio di sè solo nelle black comedy ma anche in un film drammatico come questo. Non ho mai amato Thornton come in questo film. Bravi anche gli attori di contorno.

Brainiac 19/06/09 14:02 - 1082 commenti

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Penso che i Coen siano ragazzi di talento ma solitamente (eccetto Fargo) il loro cinema mi dà l'impressione di soggiogare a scelte prettamente estetiche a scapito dell'immedesimazione. Invece questo film parte in quarta, fino alla grande scena della telefonata (e conseguente fattaccio), è torvo come un noir e sottile come un film di denuncia (l'invisibilità emotiva di Thorthon). Poi di nuovo troppa carne al fuoco (alieni, avvocati, incidenti, lolite), manca una direzione, una scelta che dia il senso, come se nel finale a non esserci fossero proprio loro, i Coen.

Rickblaine 18/06/09 08:44 - 635 commenti

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Opera interessante dei Coen, i quali ce ne presentano questa volta una abbastanza contorta ma affascinante. Il cast aiuta la regia, ma sono troppi i primi piani sul protagonista che si accende la cicca. Stancante. Peccato che non attragga quanto Fargo o non incuriosisca più di tanto. Comunque accettabile.

Vstringer 30/10/09 00:52 - 349 commenti

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L'algido bianco e nero della fotografia, il calco Anni Cinquanta della McDormand, la splendida lolita Johansson, il pessimismo sociale (quasi verghiano, inconsapevolmente) e quello privato di una futura sposa che può fare a meno di conoscere il futuro sposo, Heisenberg, uno straordinario Thornton, la vena sarcastica e grottesca che i Coen nascondono quasi del tutto per il loro reverente omaggio al noir di una volta. Omaggio troppo personale per poter essere rigoroso, pietra miliare per i fratelli, dopo Lebowski e prima dei trionfi mainstream.
MEMORABILE: I pensieri di Crane interrotti dalla telefonata e ripresi al rientro in casa.

Daniela 22/11/09 16:39 - 9238 commenti

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Uno dei migliori film dei Coen, forse il loro più elegante, omaggia il cinema noir classico (raffinati alcuni riferimenti) ma senza pedanteria o eccessi citazionisti, affidandosi ad una grande sceneggiatura, ad una confezione impeccabile (fotografia stupenda) ed un cast eccellente in cui giganteggia Billy Bob Thornton, magistrale nella sua interpretazione di quest'uomo senza qualità, tanto "invisibile" che potrebbe anche non esserci. Tocchi bizzarri (il disco volante) e sequenze che fondono mirabilmente umorismo nero e malinconia esistenziale.
MEMORABILE: Scarlett Johansson in macchina: come distruggere un simbolo di purezza

Stefania 8/03/10 03:54 - 1600 commenti

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L'impossibilità dell'autodeterminazione del singolo in un universo la cui sostanza indeterminata energia, il soccombere della libertà (individuale) di fronte all'anarchia (del cosmo): un paradosso della fisica riassume il dramma del barbiere Ed, escluso dalla vita eppure ansioso di vivere, tanto più dominato dagli eventi quanto più pretende di dominarli. Rivisitazione radicale del noir anni quaranta, con i suoi velleitari anti eroi, in un film che è un intelligente connubio di umorismo e di pathos. Indimenticabili gli occhi tristi, perennemente increduli, di Billy Bob Thornton.

Xamini 12/04/10 01:05 - 1000 commenti

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Billy Bob Thorton è distaccato quanto lo sguardo dei Coen su un altro racconto che mette in scena piccole e grandi assurdità del vivere. A tratti emerge il sarcasmo, a tratti l'amarezza, altre volte il nonsense e ogni personaggio è saturato quel che basta perché gli vengano consegnati i propri minuti di gloria. Niente che non sia tipico dei Coen, i quali, in questo caso, si concedono un'attenzione particolare all'inquadratura e un tono noir decisamente assonante con il silenzio kafkiano del protagonista.
MEMORABILE: Che ci fa la Johansson nei panni di una giovane pianista? Ah, ecco...

Didda23 7/12/10 15:53 - 2282 commenti

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I fratelli Coen riescono ancora una volta a regalarci una perla davvero molto rara. Il film è confenzionato magistralmente: il bianco e nero è eccellente, la sceneggiatura intrigante e tutto sommato originale, gli attori tutti bravissimi, la regia curata in ogni minimo dettaglio. Ancora una volta i Coen riescono nell'impresa di descrivere la stupidità umana e il fatto che il "male" può scaturire da chiunque, in ogni momento e per qualsiasi motivo (in questo ricorda Jerry Lundegaard in Fargo).

Il Dandi 4/02/11 14:19 - 1747 commenti

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Dramma pesante, realmente capace di rovinare una digestione; ma se lo si guarda come una commedia nera, e il cumulo di tragedie viene esorcizzato dal riso, allora diventa un capolavoro: il barbiere bogartesco (la sigaretta sembra paralizzarsi insieme al volto) di Thornton (che si chiama Crane, come la sfortunata Janet Leigh di Psycho) prende un granchio dietro l'altro (la lolita Johansson non è "pura" ma solo piccola e non possiede un vero talento) e accetta la sua nemesi tra il sudore e i rutti di una Pleasantville che non si colorerà mai.
MEMORABILE: La parentesi dell'omicidio, chiusa dalla ripresa dei pensieri dove si erano interrotti: "Dopo sole due settimane suggerì che avremmo potuto sposarci".

Nando 4/02/11 00:41 - 3458 commenti

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Una pellicola rarefatta e magnetica: il bianco e nero è complice, per descrivere una narrazione che si attua tra veri generi ma presenta un assoluto protagonista, Thornton, impassibile con l'immancabile bionda tra le labbra e lacerato dai suoi dubbi e i suoi pensieri. Lievemente didascalico, ma è un puro dettaglio.

Lupoprezzo 4/02/11 13:36 - 635 commenti

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Quando i terribili fratelli mettono mano alle atmosfere noir fanno sempre centro. Questa volta si occupano del fallimento dell'individuo nella società, della sua ineluttabile mediocrità senza speranza. Billy Bob Thornton è perfetto, con la sua maschera impassibile, sublimata da un bianco e nero esemplare che sembra uscito da un film di Robert Siodmak. Presente come al solito qualche elemento bizzarro (il disco volante). Forse il loro film più bello.

Pigro 12/02/11 10:28 - 7737 commenti

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Nella sua taciturna imperturbabilità un barbiere innesca dolosamente una spirale di eventi tragici. Storia speculare a Fargo, ma alla sprovveduta meschinità si sostituisce qui una pensosa atarassia, al denaro dei nostri anni il piccolo posto al sole di un uomo medio degli anni 40 (un eccellente Thornton), simbolo di una maggioranza tanto silenziosa quanto devastante, eppure attanagliato dalla solitudine. Ma il film è soprattutto un racconto che gioca abilmente col noir d'antan, rievocato anche da una virtuosistica fotografia in b/n. Elegante.

Rullo 5/07/11 19:36 - 388 commenti

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Uno dei migliori film dei fratelli ebrei più famosi di Hollywood: una fotografia incredibile (col bianco e nero si possono fare davvero magie, bravissimo Deakins), una colonna sonora supportata da un pianoforte molto coinvolgente, regia al top e uno dei migliori Thornton sono ciò che caratterizza questa pellicola. Degno dei migliori noir, in grado di trasportare lo spettatore per tutto il viaggio fisico e mentale del protagonista, che si trova fuoriposto nella sua vita monotona.

Mickes2 13/10/11 16:19 - 1668 commenti

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Incantevole noir dei fratelli Coen in cui le atmosfere sospese e il tratteggio dello splendido personaggio di Thornton donano al film una squisita aura misteriosa, pachidermica e alienata. Avvolto in uno scintillante e glaciale b/n, i registi ebrei narrano la deriva esistenziale di un uomo, tra dramma e malinconia, disperazione interiore, disillusione e il classico humour nero. Personaggi grondanti di fascino e uno script di ferro lo elevano a una delle opere migliori dei fratelli.

Luchi78 29/09/11 14:49 - 1521 commenti

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Bellissimo film dei fratelli Coen con un bianco e nero strepitoso, un Thornton capace di ravvivare ad ogni scena l'interesse con il suo sguardo glaciale ma intenso, una storia ricca di personaggi interessanti, con i loro anedotti e le loro stranezze. Il lato ironico tipico dei fratelli Coen è stavolta nascosto tra le righe che descrivono i personaggi, i quali mostrano tutti di avere un imprevisto lato nascosto...

Belfagor 28/10/11 14:46 - 2621 commenti

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Raffinato omaggio dei fratelli Coen al noir classico, completo di b/n, sigarette e acconciature retro (il protagnoista è un barbiere) ma dotato al tempo stesso di uno stile proprio, con un destino freddo prima ancora che beffardo ed esseri umani alienati più che criminosi. Mirabile performance di Thornton nei panni del taciturno protagonista, un uomo senza qualità che segue le bizzarrie del fato senza particolari reazioni. Un film malinconico senza essere pedante, che crea il pathos senza esasperarne la fonte.
MEMORABILE: L'azzeccata citazione del principio di indeterminazione (da confrontare con l'uso saccente e pretenzioso che ne viene fatto in A serious man).

Manfrin 2/11/11 12:50 - 324 commenti

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Mirabile opera dei fratelli Coen, che piano piano prende la strada del noir con interessanti sviluppi ed un finale non proprio prevedibile. Splendido il bianco e nero d'epoca (anni '50) ed ottime interpretazioni (soprattutto il protagonista ma anche Pandolfini) e con una Scarlett Johansson un po'... birbantella.

Deepred89 26/10/12 12:38 - 3272 commenti

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Un grandissimo esempio di equilibrio registico e contenutistico, con raffinatissimi movimenti di macchina, folgorante fotografia in b/n, trama intrigante e dialoghi incalzanti e perfettamente calibrati, ai quali si aggiunge anche l'ottimo cast (su tutti l'eccellente Billy Bob Thornton) e una mirabile capacità di contestualizzare il tutto con sopraffina leggerezza. Peccato che verso la fine la linearità della trama noir lasci il posto ad alcuni discutibili cambi di registro, ma il significato dell'opera non ne esce compromesso. Molto bello.

Saintgifts 17/11/12 22:59 - 4098 commenti

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E le impronte digitali lasciate da Ed? Il film scorre magnificamente fino all'arrivo dell'avvocato. Le cose intrecciate al punto giusto, interpreti eccellenti, fotografia super. Poi si vuole esagerare, o non si sa più come uscirne. Il film cambia registro e si affloscia, pur tentando disperati colpi di coda (supportati sempre da ottime riprese), ma ormai la magia è finita. Rimane il barbiere Ed Crane, con il viso giusto di Billy B. Thornton, che riflette sui capelli, una parte di noi che però, una volta tagliati, viene buttata nella spazzatura.

Ryo 6/12/12 11:07 - 2169 commenti

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Con un splendido bianco e nero i fratelli Coen tornano negli anni 50 raccontando una storia dai toni drammatici con continui, fatali e inaspettati colpi di scena. Ottima quindi la sceneggiatura, dal ritmo che potrebbe sembrare lento ma che regala intense sequenze mozzafiato con l'ansia della domanda "e adesso che succederà?". Una trama genialmente congegnata che cambia obiettivo di volta in volta fra tradimenti, ricatti, omicidi, proposte imprenditoriali e improbabili processi. Superbo il personaggio di Ed Crane e ben interpretato da Thornton.
MEMORABILE: Non ci tagliamo i capelli, ma fanno parte di noi...

Mtine 22/12/12 18:35 - 224 commenti

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I fratelli Coen usano una trama intricata e ricca di colpi di scena, per passare il "solito" messaggio: l'uomo condiziona involontariamente la sua vita in negativo con le scelte e le azioni che compie, come nel caso del protagonista del film. I due registi espongono in maniera brillante la storia aiutati da ottime caratterizzazioni e da un bel b/n, pur non seguendo sempre un filo logico e concedendosi troppe divagazioni narrative. Il risultato è un film amarissimo, che non concede (volutamente) nulla allo spettatore.

Harrys 12/03/14 13:25 - 681 commenti

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Assoluta opera omnia dei Coen. I topoi interinali sono definitivamente fregiati da una glassa di arabesque costituita da una cifra stilistica geometricamente abbacinante. Il nichilismo esistenziale e la graduale mannaia di un fatalismo inarrestabile gettano le fondamenta per un laissez-faire di imperitura disilussione cosmica. La sostanziale ed evidente impossibilità di emergere in un microcosmo di non ben definita alterità subisce l'infausto e beffardo influsso dell'ironia della sorte, in un flusso di coscienza che riversa per osmosi il confuso e imbarazzante malessere immanente in un metafisico ordine sostituito.

Pinhead80 17/08/15 12:34 - 3898 commenti

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Ho sempre avuto un rapporto di amore e odio verso questo film dei Coen, dovuto al fatto che se da una parte ne apprezzo le atmosfere, la cura dei particolari e il bianco e nero, dall'altra parte mi perdo nella trama che diventa troppo cervellotica. Quest'ultima caratteristica lo può rendere un film d'autore senza ombra di dubbio, ma così viene meno il divertimento classico ai quali i Coen ci hanno abituati. Faccio sempre fatica a digerirlo.

Il ferrini 3/09/16 16:34 - 1665 commenti

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Visivamente straordinario: ogni singola inquadratura di questo film è un dipinto, i movimenti di macchina sempre ricercati. Se ne resta inevitabilmente rapiti, grazie anche a un fantastico bianco e nero che ne esalta sfumature e ombre (e la mente subito va a Manhattan). Qui però siamo lontani dal terreno della commedia, sebbene un filo d'umorismo sopravviva e siamo decisamente dalle parti del noir, con un Bob Thornton probabilmente alla sua miglior prova di sempre. Eccezionale Gandolfini (al solito, cattivo) e superba la colonna sonora.
MEMORABILE: Il monologo finale, prima dell'esecuzione.

Fabbiu 3/01/17 08:48 - 1930 commenti

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Strepitoso noir, cupo e lievemente grottesco, in cui il protagonista (un bravissimo B. B. Thornton), si ritrova coinvolto in una serie di rocamboleschi guai con la giustizia pur rivestendo un ruolo di pura passività nei confronti della vita. Tutta la trama è una sorta di macchina di incubazione della catastrofe finale degli eventi, scanditi da momenti topici e personaggi incredibili (su tutti il memorabile difensore Riedenschneider alle prese con il principio di indeterminazione di Heisenberg). Fotografia di qualità e colonna sonora raffinata.

Capannelle 13/01/17 00:21 - 3703 commenti

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Confezione di stile ma anche fatica a seguirlo fino in fondo. Non che manchino gli attori, la consueta cura nel dirigerli e il gusto ironico che i Coen sanno esprimere. Il problema è una storia che si contorce più volte forzando diversi passaggi e la predominanza della ricerca stilistica sulla forza del racconto.

Paulaster 12/05/17 10:40 - 2731 commenti

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La tragedia di un uomo invisibile che per ingenuità cadrà nel baratro. Descrizione condotta con calma ipnotica di come si possa scivolare fuori dalla vita ed essere consapevoli della propria mediocrità. Sceneggiatura che dà una scossa con l'avvocato e dolcezza con la Johansson; verso la fine è meno fluida ma conclude come una piuma. Fotografia eccellente e movimenti di macchina suadenti accompagnati dal piano malinconico di Beethoven.
MEMORABILE: La macchina che decolla; "Bingo!"; La Johansson che suona il piano.

Myvincent 5/06/18 14:08 - 2527 commenti

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Questo è un film in cui il rigore formale (e la sua ricerca) prepondera sul contenuto, cioè su un soggetto sicuramente interessante ma che il regista non sa bene dove mandare a parare. La storia è quella di un uomo "qualunque", dietro ai quali silenzi si cela l'insoddisfazione dell'essere e il cui primo grosso intervento sulla propria vita ha effetti a dir poco devastanti. Gli attori sono in linea con lo stile, uno stile snob di chi sa di essere il primo della classe e per questo percepito come forzoso. Altro che cinema indipendente...

Rocchiola 26/06/18 15:08 - 858 commenti

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I Coen hanno frequentato il noir almeno una mezza dozzina di volte nella loro carriera e questo film ne è l’esempio più esplicito e diretto. Un rigoroso esercizio stilistico praticamente privo degli usuali inserti umoristico-onirici se si esclude la presenza di un disco volante degno di Ed Wood. Chiamando in causa il principio d’indeterminazione secondo cui nessun conosce la verità i fratelloni ci offrono la loro più profonda riflessione sull’ineluttabilità del destino umano. Ottimo Thornton, impassibile scatenatore di tragedie cosmiche.
MEMORABILE: “La vita mi ha servito delle mani perdenti”; I tagli dei capelli; Il matrimonio; Lo strano metodo di ringraziamento praticato da una giovane Scarlett.

Minitina80 6/07/18 09:42 - 2304 commenti

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Un noir bello, ma non troppo, il cui bianco e nero è semplicemente da urlo, soprattutto se rapportato agli Anni Duemila. Possiede indubbiamente una forza visiva ammaliante e per un’ora regge benissimo. Poi l’escalation dei fatti inizia a prendere qualche piega di troppo che non gli permette di conquistare lo status di capolavoro. È un peccato perché con poco di più avrebbe potuto esserlo, grazie anche a un Billy Bob Thornton davvero bravo nell’interpretare una figura così particolare come quella di Ed Crane. Indovinati i brani per la colonna sonora.
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  • Homevideo Rocchiola • 26/06/18 15:26
    Call center Davinotti - 1125 interventi
    Per ora l'unica edizione italiana di questo film è rappresentata dal DVD della Medusa, un prodotto più che buono dall'immagine piuttosto ben definita per un prodotto SD, presentata nel corretto formato panoramico 1.85 e con un discreto audio dolby 5.0. Il film come sapete è in bianco-nero ma è stato girato a colori e solo successivamente portato al b-n mediante dei processi di desaturazione. A questo proposito sarebbe interessante sapere se è per caso disponibile la versione a colori, magari tra gli extra di qualche edizione estera del film !!!
    La Universal ha pubblicato sul mercato americano nel 2015 una versione in bluray non particolarmente acclamata ma comunque buona ed anche in Francia è giù uscito in BD ma nell'ormai lontano 2008. Probabilmente non trattandosi di uno dei titoli di maggior successo di pubblico (benché largamente acclamato dalla critica), questo film è ancora in attesa di un'adeguata riedizione in HD.