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NON SONO UN ASSASSINO

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Non sono un assassino
Dati:Anno: 2019Genere: gangster/noir (colore)
Regia:Andrea Zaccariello
Cast:Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini, Barbara Ronchi, Sarah Felberbaum, Vincenzo De Michele, Katsiaryna Shulha, Pasqualina Sanna, Elena Visari, Flavia Gatti, Silvia D'Amico
Note:Tratto dall'omonimo romanzo di Francesco Caringella.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/5/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/5/19
Un film che apre con la struggente voce di Greg Lake sulle note della "Promenade" di "Pictures At An Exhibition" ha già qualcosa in più. E l'aver saputo innestare numerosissimi estratti dello stesso album in colonna sonora con la grazia di chi sa cosa sta maneggiando dev'essere ulteriore motivo d'orgoglio. La musica degli ELP serve sì a riportarci indietro ai Settanta ma funge da anello di congiunzione col presente già suggerendo subliminalmente un approccio insolito. Non è l'unico pregio del film, che partendo da un bel romanzo di Francesco Caringella lo sviluppa lungo una sceneggiatura superiore alla norma, ricca di frasi ricercate difficili da recitare e che il cast ha il gran merito di riuscire a far sue con la fondamentale naturalezza. Il rischio di cadere esisteva, l'aver saputo mantenere alto il livello generale in presenza di scelte azzardate non solo nei dialoghi è merito da ascrivere a una regia abile a orchestrare quello che almeno all'inizio pare un vero pastrocchio. Perché intendiamoci, il frantumare l'asse temporale in mille segmenti rimescolati apparentemente senza vera logica non aiuta certo la comprensione, sulle prime. Capiamo però che la storia fa perno sulla visita improvvisa del vicequestore Francesco Prencipe (Scamarcio) al giudice e amico Giovanni Mastropaolo (Boni). Da quest'ultimo convocato con urgenza nella propria casa al mare, se ne andrà poco dopo. Peccato che la polizia rinvenga nelle ore successive il cadavere del giudice e che questi pare sia stato ucciso con un colpo di pistola proprio nel periodo in cui Prencipe era da lui. Le uniche impronte in casa sono le loro, della moto di grossa cilindrata che il vicequestore dice di aver visto parcheggiata lì davanti non c'è traccia e insomma... per il pm (Gerini) pare non possa rappresentare un problema la condanna dell'imputato. Tanto più che l'uomo sceglie come avvocato difensore un amico d'infanzia, Giorgio (Pesce), afflitto da ogni sorta di problemi. Mentre però si racconta l'avvio del dialogo tra le parti, la narrazione viene costantemente interrotta da flashback che ci riportano agli anni in cui Francesco, Giovanni e Giorgio s'incontravano alle feste o, alternativamente, ad anni in cui i primi due combattevano fianco a fianco per la giustizia. Ma è Francesco il centro della vicenda, con il suo carattere controverso, i suoi rapporti col sesso, una moglie tradita e un'amante minorenne. Non è facile far digerire allo spettatore tante intromissioni in una storia che finisce frammentata in mille rivoli, ma fortunatamente col passare dei minuti l'attenzione tende a focalizzarsi sul presente, lasciando che la fase processuale si sviluppi per gradi. E qui sale in cattedra una splendida Gerini, a tratti inspiegabilmente quasi afona ma del tutto in parte. Così come lo è finalmente anche Scamarcio, carismatico, intenso e ombroso, e pure Pesce, credibile nei panni di avvocato fallito soprattutto nei faccia a faccia con l'amico. Boni resta confinato ai flashback, non ha troppo modo di farsi valere ma completa ottimamente un cast diretto bene da un Zaccariello sorprendente anche nella gestione di molte inquadrature, negli scambi di sguardi da leggere con attenzione... Si perde invece quando troppo divaga nelle scene con la Felberbaum e le relative incarnazioni giovanili, nello spezzare impietosamente la tensione con flashback a volte poco agili, ma resiste sempre come filo conduttore una cura non comune nella messa in scena e nei dialoghi. E anche il finale, pur con qualche forzatura (la chiavetta apricassettosegreto ha il sapore del gadget posticcio), sa snocciolare con intelligenza i suoi colpi di scena lasciando che lentamente ogni tessera vada a posto da sé nei ricordi di chi guarda. Pur con molti difetti un film ammirevole per il chiaro desiderio di affrancarsi dalla banalità, complicato ma ricco di intuizioni eccellenti, ben inserito nella tradizione del giallo di casa nostra, godibile e chiuso senza lasciare l'amaro in bocca anche grazie alle note di Mussorsky rielaborate dagli Emerson, Lake & Palmer (la copertina del disco fa bella mostra di sé accanto al giradischi). Da premiare anche per il coraggio di rinunciare agli ormai tassativi rigurgiti action, confinati a un superfluo inseguimento sui tetti in apertura.
il DAVINOTTI

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Digital 3/5/19 11:08 - 934 commenti

Tratto dal bestseller di Francesco Caringella, è un noir molto intricato dove i numerosi andirivieni temporali tendono a confondere un po’ troppo, rendendo poco omogenea la fruizione. Sorvolando su questo “difetto”, è un film che sa instillare tensione e inquietudine, con colpi di scena spiazzanti e di sicuro effetto. Scamarcio è particolarmente bravo nel ruolo dell'accusato di omicidio deciso a scagionarsi, ma anche Boni e Pesce sono da elogiare. Non esente da lacune, dimostra tuttavia come anche in Italia si possa andar oltre le solite commedie.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Bubobubo 13/5/19 10:52 - 759 commenti

Zaccariello (e prima di lui Caringella) hanno probabilmente visto e ammirato il Lang de L'alibi era perfetto: somiglianze nel soggetto, con un andamento temporale frammentato e polifonico che ricorda alla lontana il Gas di Melchionna. Vi sono cose molto buone (un ambiguo Scamarcio ormai a suo agio nel neo-noir, l'umiliato e offeso Pesce), altre la cui ambizione non è pareggiata dalla realizzazione (i flashback della giovinezza, i rituali esoterici) e altre ancora bruttine (Beatrice-Felberbaum). Il finale è prevedibile, ma comunque all'altezza.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il confronto a tre al party; Confronto fra giudice e imputato; Il finale rivelatore.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)