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ELLE

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Elle
Titolo originale:Elle
Dati:Anno: 2016Genere: drammatico (colore)
Regia:Paul Verhoeven
Cast:Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira, Judith Magre, Christian Berkel, Jonas Bloquet, Alice Isaaz, Vimala Pons, Raphaël Lenglet, Arthur Mazet, Lucas Prisor, Hugo Conzelmann, Stéphane Bak
Note:Presentato al XXXIV Torino Film Festival.
Visite:1107
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 14
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/11/16 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/7/17
Straordinaria Isabelle Huppert, pallida musa di un Verhoeven maturo più di sempre, ancora attratto dagli eccessi ma stemperati dalla fondamentale imperturbabilità della protagonista. La chiave sta nella normalizzazione del paradossale, nella derubricazione a quotidiano di situazioni al limite dell'inverosimile non tanto in se stesse quanto per la loro vicinanza nello stretto periodo. D'altronde, il tempo di un'inquadratura sugli occhi del gatto e la protagonista è già distesa sul pavimento di casa vittima di uno stupro feroce. Verhoeven mette in chiaro le cose da subito e se a tratti rallenta è solo per poter poi riaccelerare cogliendo nuovamente di sorpresa. Ancor più con le parole che con le azioni. Michèle (Huppert) si rialza, si riassetta come può, al figlio (Bloquet) che poco dopo rientra e la vede con un occhio pesto s'inventa d'esser caduta dalla bici, non fa alcuna denuncia alla polizia, riprende in mano la propria vita come niente fosse accaduto. Al lavoro, dove dirige un pool di sviluppatori di videogame violentissimi, dice di insistere maggiormente con il sangue proprio mentre la principessa del gioco viene trucidata dal mostro. E' solo l'antipasto, perché ogni nuovo giorno reca con sé tradimenti, offese, confessioni, imbarazzo: fa il piedino al vicino di casa (Lafitte) infischiandosene della moglie che siede a tavola con loro, suo figlio è trattato come un idiota dalla fidanzata (Isaaz), la madre se la spassa con uno gigolo e il padre - dulcis in fundo - sconta in carcere l'ergastolo dopo aver fatto fuori nei Settanta l'intero vicinato! La somma di criticità iperboliche acquista credibilità attraverso lo sguardo tra l'assente e l'inconsciamente altezzoso della Huppert, gelido filtro livellante: Verhoeven si diverte a inventare colpi di scena in sequenza per far rientrare tutto nella norma di un universo che senza accorgersene sta impazzendo e noi con lui: l'accettazione distratta di quanto non è bene fingere di non vedere può condurre alla sovversione delle regole minime di convivenza? Il mondo sta cambiando, sarà comunque bene aprire gli occhi. Un messaggio che il regista comunica attraverso la splendida asetticità di una messa in scena senza fronzoli quanto impeccabile. Rifugge la banalità con risposte imprevedibili, cura la sintesi con scambi efficaci, trova nella Huppert la complice ideale per riempire ogni breccia che inevitabile s'apre tra le maglie di un'elegante tessuto cucito per oltre due ore. L'insostenibile leggerezza dell'essere di Michèle, il non-amore e il sangue di Verhoeven. Prima di Haneke c'era lui e ce l'eravamo dimenticato.
il DAVINOTTI

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Cotola 19/11/16 0:21 - 6827 commenti

Buon ritorno di Verhoeven al cinema con un film dominato da una grande prova della Huppert che dà anima e corpo ad un personaggio freddo, anaffettivo, sgradevole e deviato. La sceneggiatura presenta ottimi dialoghi e sa alternare il registro brillante con quello drammatico e thriller. Forse ha il difetto di accumulare troppe piste narrative ma alla fine le risolve tutte e lo fa abbastanza bene senza mai annoiare nonostante l'alto minutaggio. Un solido intrattenimento in cui non è poi così facile oggigiorno al cinema.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Rebis 11/4/17 12:16 - 2072 commenti

È attraverso gli occhi di un gatto che entriamo nella vita di Michèle Lebranc, fissi su un atto di abuso (stra)ordinario: ed è da questo grado zero di osservazione - amorale, libero da pregiudizi - che Verhoeven ci invita ad assistere. Fa un favore a tutti, Michèle, assecondando senza reticenze la sua libido, dando corpo alle sue perversioni, consumando la distanza tra vittima e carnefice - falsa dialettica in cui si accomoda l'ipocrisia borghese: è agendo come la prima che realiziamo il potenziale riparatore del secondo. Messa in scena razionalista; Huppert tetragona.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Deepred89 6/5/17 20:59 - 3060 commenti

Splendido e sfaccettatissimo ritratto di signora sviscerato tramite un intreccio da mistery di quartiere che si fa revenge dai tocchi quasi almodovariani. Imprevedibile e mai banale, psicologicamente finissimo, perfettamente bilanciato tra glacialità, ironia e impennate nel torbido. Notevole la Huppert, sempre con l'espressione giusta al momento giusto. Qualche parentesi tirata per le lunghe nel primo tempo, riscattata dal notevole colpo di coda rivelatore, che risolve con classe certi piccoli dettagli rimasti in sospeso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'ultima sorpresa, sotto le righe, quasi eastwoodiana, mentre le statue vengono riposte nel camion.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Capannelle 7/4/17 20:30 - 3491 commenti

Tanta carne al fuoco in queste due ore; l'arrosto sa un po' di bruciato anche se il film è abbastanza scorrevole e la Huppert si immedesima alla grande in questa donna poco ruffiana e con qualche conto da pagare. Sottacendo qualche forzatura vi si possono anche trovare dei significati interessanti e delle sferzate al nostro vivere odierno, alle nostre abitudini codificate. Però la girandola di personaggi e di sottotrame è eccessiva e non sempre va a segno: da lì quel sapore finale non proprio riuscito.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Matalo! 29/1/18 14:53 - 1338 commenti

Di tutti i film nuovi visti sino a oggi Elle è uno dei pochissimi che mi abbia acceso il cuore. Verhoeven (ma dai!) entra nei recessi di un'anima apparentemente fredda e declina tutte le pieghe interne; e, oltretutto, sa trascinare nell'ambiguità personale anche chi la circonda. Non poteva essere che la Huppert, con la sua faccia attonita e il suo sguardo navigato, cinico e triste allo stesso tempo, a interpretare il personaggio che alla violenza subita risponde con violenza. Tanta sagacia e spessore lo si sperava, dal regista. Eccezionale.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)

Saintgifts 5/5/17 11:43 - 4099 commenti

Nemmeno i videogiochi più spinti, più mostruosi, riescono a superare una realtà che sotto civili apparenze, una volta si diceva borghesi, sforna mostri di ogni tipo, dove le perversioni, o semplici deviazioni sessuali una volta di più condizionano senza scampo. Verhoeven e una discreta sceneggiatura trattano al meglio il soggetto di Philippe Djian, vero punto di forza del film, che trova in una formidabile Huppert, simbolo di una femminilità e di un fascino tutto francese, l'interprete ideale. Un plauso anche a Judith Magre, degna madre.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Giùan 1/10/17 8:16 - 2520 commenti

(Video)gioco (meta)cinematografico (polimorfamente) perverso e sfrenato, tenuto da Verhoeven con la greve grazia che ne ha sempre caratterizzato i momenti migliori ma che qui sorprende e sconcerta tale è la messe di carne (tema letteralmente ricorrente nella filmografia del regista) al fuoco. Le citazioni si sprecano: da Buñuel a Hitchcok a Renoir, ma l'autore olandese rinuncia al codice morale di questi maestri, sporcando di "spetters" lo schermo in nome di un anomia appena troppo divertita. Huppert senza fiato né bronco, si caricaturizza e giganteggia.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La Huppert nel tentativo di parcheggiare tampona più volte con nonchalance l'auto dell'ex, un grande Charles Berling.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Myvincent 27/3/17 8:43 - 2174 commenti

Una formidabile Isabelle Huppert al centro di una storia che è un miscuglio di thriller, dramma, costume, ma che si arrotonda coi toni della commedia ricca di risvolti ironici e paradossali. Una brutale violenza sessuale ai danni di una bella manager di successo apre un racconto in cui le conseguenze del passato si riveleranno pesare molto sul presente. Sopra ogni cosa il magnetismo ineguagliabile della protagonista, mai così espressiva, di una femminilità contemporanea, fragile, forte, sensuale, coraggiosa nello stesso tempo.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Paulaster 1/2/17 9:56 - 2020 commenti

Benvenuti nella sagra della violenza privata tra stupri, vecchie stragi, tradimenti, figli (forse) di altri padri. Troppa carne al fuoco giocata su dialoghi di morbidezza francese con le improvvise accelerate all’americana. Il problema maggiore è l’inconsistenza dello studio psicologico: si accetta la realtà, ma chiamare la polizia no? La Huppert recita in modo naturale; fin troppo viste le vicende che la coinvolgono e l’ultima parte è talmente disomogenea che a quel punto interessa poco scoprire chi è il colpevole.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il piedino sotto al tavolo alla cena di Natale.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Didda23 2/8/17 10:47 - 2013 commenti

Il merito migliore di Verhoeven è quello di dipingere una storia dai risvolti malati e deviati, senza scadere nela gratuità e nell'effimera provocazione autoriale. Si respira grande cinema, sia a livello visivo che narrativo, con colpi di scena ben assestati e alcune sequenze da manuale. Si rimane incollati dall'inizio alla fine grazie anche alla chiarezza espositiva che non lascia perplessità lungo il cammino. La scelta della Huppert può sembrare facile (visto le caratteristiche e il trascorso attoriale), ma a conti fatti è perfetta.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La Huppert racconta con spiazzante normalità cosa gli è successo ai colleghi; La nascita del bambino; Le parole della Efira nel finale.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Nancy 5/4/17 12:45 - 747 commenti

Il film si salva unicamente con la granitica interpretazione della Huppert; ma non basta questo a fronte di una sceneggiatura che mette in scena la farsa della violenza, più che il suo dramma, dove la Lei che dovrebbe essere il motore centrale del film è in realtà un personaggio passivo a qualsiasi cosa le capiti, che con la scorza della fierezza si lascia invece sopraffare dalle situazioni che portano tutte un'azione maschile. In questo senso Verhoeven non si capisce dove volesse andare a parare; piatte la regia e la fotografia. Deludentissimo.
I gusti di Nancy (Commedia - Drammatico - Thriller)

Lou 3/4/17 23:47 - 746 commenti

Il cinema laido di Verhoeven si conferma anche in questo sua ultima prova, un thriller in cui la rappresentazione delle perversioni umane risulta particolarmente violenta e disturbante. Solo un'attrice come la Huppert poteva esserne adeguata protagonista, assolutamente impareggiabile nel ruolo delle donna cinica e insensibile, segnata da un passato terribile. Siamo di fronte a una torbida storia di sesso e violenza, con parecchie cadute di gusto, ma per il resto il film è ben fatto e la recitazione convincente.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Ira72 19/8/17 20:19 - 624 commenti

Non male nel complesso. Peccato per il finale, un po' affettato e affrettato in un film tutt'altro che sbrigativo. Decisamente brava la Huppert che sostiene l'intero film risultando sgradevole, fredda, cinica e determinata quel tanto che basta per non diventare insopportabile. Non manca nulla: la storia d'amore, la storia di solo sesso, il triangolo, la carriera, la suspense tipica dei thriller e il rapporto genitoriale, spesso conflittuale, talvolta inesistente, comunque intromissivo. Memorabile? No!
I gusti di Ira72 (Documentario - Horror - Thriller)

Bubobubo 29/12/18 0:29 - 582 commenti

Solo la Huppert poteva donare corpo, spirito e sfacciataggine a un personaggio tanto borderline (mangiauomini incallita, a capo di un'azienda di videogames, con l'anziana madre a caccia di toyboy e il padre in carcere per una sanguinosa strage). Fioriscono così tante linee narrative (non tutte efficacamente sviluppate) che quasi ci si dimentica del motore narrativo, uno stupro sbattuto in prima pagina e poi riassorbito, come se nulla fosse, nell'allucinata quotidianità dei protagonisti. Intrigante, con nota di demerito per l'anonima regia.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)