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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/07/08 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 6/07/08 12:34 - 4778 commenti

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Bel film impegnato, nonostante gli stonati spunti di commedia. Difficile chiudere queste vicende: qui si sfodera un avvenimento da tragico racconto mensile da "Cuore", però poi si chiude in modo sensato, con un bell'aggancio alla sforzatura precedente. Grande Folco Lulli. Ruolo vistoso per la Giorgelli, che però non riesce ad emergere molto. Ho trovato fuori luogo gli aspetti buffi del personaggio di Mastroianni. Si vede poco la Girardot (veste come la Piccolo in Bubù).

Renato 7/08/09 12:13 - 1590 commenti

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Spettacolare a livello tecnico (notevole lo sforzo scenografico), un po' meno come storia. Forse il film paga il fatto di non avere un vero protagonista, pur in un ottimo cast in cui svetta il grosso Folco Lulli (particina anche per il biondo fratello Piero): insomma un buon film, che racconta una storia importante ma che purtroppo finisce col coinvolgere pochino lo spettatore. Grande, comunque, Pippo Starnazza come operaio bergamasco che parla solo in dialetto.

Enzus79 3/09/10 12:24 - 1845 commenti

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Bel film di Mario Monicelli, dove purtroppo le note dolenti si vedono nelle sfumature da commedia, che onestamente ho trovato fuori luogo. La storia richiedeva più (o solo) serietà. Nonostante tutto bravi Mastroianni, ed anche Lulli, giustamente premiato col Nastro d'Argento.

Rickblaine 9/09/10 12:15 - 635 commenti

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Un film interessante che riguarda la rivolta di operai capeggiati da un bizzarro, ma intelligente professore. Tutto è meccanicamente giusto, compreso il finale molto realistico. Un dramma vissuto da vari personaggi che però si perdono in piccole e goffe situazioni, alcune dovute altre un po' meno. Comunque Monicelli può esserne soddisfatto.
MEMORABILE: - l'italia le malata e piena di dulur, l'italia va guarita... - canta una voce

Mdmaster 8/12/10 09:24 - 802 commenti

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Strano rivedere i Compagni all'indomani della scomparsa di Monicelli. Si rivela un film essenziale, fortemente voluto dal regista, buffa e tragica storia di un gruppo di operai che pretende "solo" dei basilari diritti umani. Intelligentemente la pellicola non dipinge nessun buono o cattivo, ma uno scontro indispensabile; sconsolante pensare come la società italiana non abbia imparato nulla. Mastroianni straordinario, mentre il cast corale in larga parte sconosciuto è perfetto per la vicenda. Da vedere e far vedere, oggi più che mai.
MEMORABILE: Mi commuovo a vedere il mio bisnonno, Roberto Diamanti, chiamato da Monicelli stesso: da esserne orgogliosi!

Matalo! 10/12/10 09:34 - 1368 commenti

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Le rivolte operaie di inizio secolo secondo lo stile del Maestro: ricco affresco corale, storicamente puntuale, dove anche i personaggi di spicco tendono ad essere inglobati dalla moltitudine di corpi e facce. Il tono è quello dolceamaro e patetico tipico del regista che, se sa far ridere, non scorda mai la durezza del tema affrontato. In questo Monicelli fu cantore coraggioso (vedi La grande guerra). Che poi sappia coniugare contenuto a capacità spettacolare non è un difetto. Sottovalutato.
MEMORABILE: Lulli si fa largo all'assemblea e libera una sedia scagliando un collega in mezzo agli astanti.

Daniela 20/12/10 13:15 - 9626 commenti

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Nella Torino di fine 800, l'ennesimo incidente sul lavoro spinge gli operai di una grande tessitura a proclamare uno sciopero ad oltranza. Racconto corale, con qualche coloritura eccessiva che, se alleggerisce la visione, ne compromette il risultato, nonostante il finale amaro. Bella la ricostruzione ambientale, esaltata dallo splendido bn. Nella folla di personaggi, i più deboli narrativamente sono quelli esterni all'ambiente operaio, come la prostituta ed il professore, anche se quest'ultimo è interpretato con finezza da Mastroianni.

Guru 20/12/10 18:09 - 348 commenti

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Più tematiche portano avanti questa storia che, in pieno ottocento torinese, richiama le lotte, le sofferenze di un gruppo di lavoratori del tessile, che rivendica un diritto sacrosanto: quello di lavorare con dignità. Lo studio e l'alfabetizzazione fanno dell'uomo un essere libero tale da non dover dipendere dalle idee altrui. La ricostruzione è splendida, in una vecchia fabbrica di Zagabria (Torino!) insieme alle vicende personali, ricostruite cercando le testimonianze vere di chi poteva ancora raccontarle! Pautasso e rivendicazione sono un tutt'uno.

Belfagor 17/07/11 11:56 - 2626 commenti

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In chiaro contrasto con l'ottimismo di facciata del "boom" economico, Monicelli gira una pellicola sobria e amara, incentrata sulle rivendicazioni sindacali di un gruppo di operai vessati da condizioni di lavoro estenuanti. Nonostante alcuni momenti di alleggerimento stridano con il tono generale, il valore di denuncia del film è concreto e il realismo asciutto e conflittuale, accentuato dal b/n, fa sicuramente colpo. Convincenti le descrizioni dei personaggi. Nel cast compare una (allora) emergente Raffaella Carrà.

Saintgifts 12/10/11 23:37 - 4098 commenti

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Un bel film: coniuga intelligentemente dramma a commedia, che vanno di pari passo (come del resto succede nella vita reale). La vita di fine ottocento di una fabbrica tessile e dei suoi operai, ma anche la vita di una città (Torino), dove sono perfettamente descritte le differenze sociali, allora macroscopiche. Omero, un ragazzino adulto prima del tempo, non sa leggere e scrivere, ma sa cos'è la vita; eroe e vittima, rappresenta tutte le ingiustizie dell'uomo e il suo egoismo. Film che fa capire più di un testo di storia.
MEMORABILE: Omero che picchia il fratellino che non vuol studiare, ma poi gli asciuga le lacrime e gli soffia il naso e lo accompagna a casa prendendolo per mano.

Pigro 14/10/12 10:30 - 7899 commenti

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Prove tecniche (e maldestre) di lotta sindacale nella Torino di fine 800. Perfetto l’equilibrio tra rievocazione storica, dramma, impegno politico e commedia, e sottilmente attuale il retrogusto ironico infuso da Monicelli (nel “padrone” di questa filanda-Fiat, negli operai vessati ma cialtroni, nell’intellettuale alieno), che con la sua tagliente capacità descrittiva arriva immutato alle lotte degli anni 60 fino a quelle attuali. Ottima la ricostruzione ambientale, non solo scenografica, ma anche per molti dettagli di vita quotidiana d’epoca.

Mickes2 14/01/13 00:05 - 1668 commenti

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Un inno al coraggio, questa commedia attualissima più che mai divisa tra dramma personale e denuncia sociale, con all’interno più storie atte a indagare gli stenti e la frustrazione, sconfitte e vittorie di persone decise a far valere i propri diritti di lavoratore. Maestoso il b/n della fotografia che dipinge quadri di malinconica veridicità senza però calcare la mano sul lato tragico dei fatti, ma bilanciando il racconto con lucidità dando il giusto spazio alla ricostruzione del contesto storico-politico. Poeticamente invettivo ed importante.
MEMORABILE: Il fratello maggiore a quello più piccolo: “Se te fai come me, io ti ammazzo”.

Rebis 10/08/14 15:20 - 2088 commenti

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La levità della commedia monicelliana è il viatico per un quadro amaro e disincantato della nascente (e tardiva) lotta di classe in seno al movimento operaio piemontese. Toni farseschi, umanitarismo e ricostruzione storiografica, informano un cinema schietto, popolare, schierato, del quale La grande guerra resta forse il miglior esempio - per iperbole grottesca e compattezza. Qui, il nitore della messa in scena, la dedizione per il dettaglio ambientale, la ricchezza dei caratteri e l'alienata veemenza di Mastroianni, lasciano il segno. Séguito ideale e obbligato: La classe operaia va in paradiso.

Galbo 2/03/15 07:21 - 11446 commenti

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Nel momento in cui il nostro cinema guarda ad altro, Mario Monicelli rivolge lo sguardo alle prime lotte sindacali e sebbene la sua visione non manchi di essere stemperata dall'ironia di un autore avvezzo alla commedia, non si può negare il forte impatto drammatico di un film che fa dell'eleganza stilistica e della pregevole ricostruzione ambientale uno dei suoi punti di forza. Non mancano la giusta caratterizzazione dei personaggi e la grande abilità nella direzione corale di un ottimo gruppo di attori. Attuale.

Rocchiola 21/03/16 11:53 - 878 commenti

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Sottovalutato affresco sul nascente movimento operaio nella Torino di fine 800. Divertito e malinconico, con qualche sdolcinatura in stile De Amicis, è comunque uno dei migliori Monicelli di sempre e uno dei pochi riusciti esempi di film storico ibridato con la commedia all'italiana. Bella elegia dei perdenti con improvvisi lampi tragici. Splendido bianco/nero di Rotunno e perfetta ricostruzione ambientale anche se in parte girato a Cuneo perché la Torino del Boom economico era troppo cambiata. Grandi caratteristi con un Folco Lulli di lusso.
MEMORABILE: La morte di Lulli travolto dal treno nella nebbia; Il finale con il fratello di Omero che deve abbandonare la scuola per la fabbrica; La lezione.

Cotola 31/07/17 15:40 - 7603 commenti

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Ricostruisce perfettamente un'epoca con i suoi ambienti e mentalità. Come nelle più riuscite "commedie" all'italiana, sa fondere (a mio avviso) in maniera perfetta ed equilibrata il registro comico e quello tragico, serio ed impegnato. E così ci si diverte e ci si commuove allo stesso tempo e sono vari i momenti ed i personaggi che non si dimenticano. Non tra i più noti film di Monicelli, ma di sicuro molto riuscito. Finale estremamente triste ed amaro.

Rufus68 10/08/17 23:04 - 3147 commenti

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Non convince né sul piano storico e nemmeno nel suo tentativo di miscelare dramma e commedia (le screziature brillanti stonano parecchio). Eppure scivola via con piacevolezza, alcuni ritratti sono azzeccati (Salvatori, il personaggio più umbratile e complesso; il padrone "signor Luigi" col suo ruvido realismo) e il disinganno finale (la scena scabra e veloce della morte del ragazzo; i cancelli che si chiudono sulla sconfitta operaia) recano retrospettivamente un velo di amarezza a tutta la pellicola.

Magi94 12/08/18 19:50 - 701 commenti

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Splendido racconto Popolare con la P maiuscola, vale a dire che riesce a trasmettere vicende storiche e idee profonde utilizzando un linguaggio semplice, fresco e apprezzabile da chiunque. Proprio per questo il film è talvolta ingenuo, con molti momenti da puro romanticismo, ma essendo appunto tutti questi tratti caratterizzanti delle storie popolari risultano alla fine perfetti nella messinscena finale. Straordinario Folco Lulli e il suo personaggio, commovente e tragicomico il professore di Mastroianni. Divertente la marcetta di Rustichelli.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Edo • 24/07/11 00:18
    Galoppino - 680 interventi
    Pubblicato in dvd da Cristaldi Film
    Distributore: Cecchi Gori HV

    Ultima modifica: 24/07/11 00:20 da Edo
  • Homevideo Rocchiola • 21/03/16 12:01
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Buon DVD ma superato dal Bluray appena uscito in Francia a cura della Heritage-TF1 con il titolo francese di Les Camarades. Lussuosa confezione digibook combo con BD e DVD. L'immagine deriva da un nuovo restauro in 4K eseguito dalla TF1 in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Il video è pulitissimo e venato da una giusta patina di grano assolutamente naturale e non disturbante. Il dettaglio è decisamente superiore al DVD, forse solo il bianco-nero poteva essere maggiormente contrastato ma si tratta di piccolezze che non inficiano la bellezza di questa edizione. La versione italiana è visibile con l'audio originale anche senza sottotitoli e se non riuscite a toglierli dal menù principali potete escluderli a visione iniziata agendo dal telecomando del vostro lettore. La versione mono originale è la migliore potente e chiara. C'è anche un DTS-HD ma mi è parso meno performante. Il libretto interno è in francese con alcune belle foto di scena. La scritta "Version integrale inèdite" sulla copertina non deve trarre in inganno, si tratta di quella già presente sul DVD nostrano, solo che in Francia non era mai stata pubblicata in quanto il film uscì con alcuni lievi tagli ed un minutaggio ridotto a 115 minuti anziché i 128 minuti completi. Come al solito i francesi fanno un po' di confusione e sul retro copertina indicano la durata di 1h55 minuti che nel libretto interno diventano 124 minuti la stessa durata del DVD italiano che sul Bluray come ovvio si allunga a 130 (128 più un paio di minuti di sigle e scritte aggiuntive).
    Qui di seguito riporto la recensione del sito dvdclassik, nella quale oltre a tutti i dati tecnici ci sono diversi screenshots ed un confronto con la precedente edizione Bluray americana della Crtiterion (che pare lievemente inferiore a questa nuova edizione in 4K):
    http://www.dvdclassik.com/test/blu-ray-les-camarades-tf1-studio-digibook-collector-blu-ray-dvd-livret
    Un prodotto fortemente consigliato per un grande film meritevole della giusta rivalutazione.
    Ultima modifica: 29/12/18 17:25 da Rocchiola
  • Homevideo Rocchiola • 29/12/18 17:27
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Un ultima precisazione il bluray spagnolo della Layons è un bootleg ricavato dall'edizione Usa Criterion. Lo acquistato anche io, si vede bene ma è un DVD-R !!!!