Silence

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Titolo originale: Silence
Anno: 2017
Genere: drammatico (colore)
Note: Il soggetto del film è tratto dal romanzo storico "Silenzio" dello scrittore giapponese Shusaku Endo, edito nel 1966, che narra le persecuzioni subite dai cristiani nella prima metà del XVII secolo.
Numero commenti presenti: 13

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/01/17 DAL BENEMERITO NANCY
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Nancy 16/01/17 01:06 - 774 commenti

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Scorsese, dopo i fasti del lupo di Wall Street, cambia completamente registro e genere: fa un film lento, di pensiero più che di spettacolo. Non ricerca l'emozione facile; il film è asciutto come i protagonisti: lo spunto del romanzo storico è utilizzato per raccontare il complicato rapporto tra Occidente e Oriente scavando nel profondo della cultura. Un attore carismatico "a sorpresa" (Garfield) ben accompagnato da Driver. Meno convincente Neeson, in un ruolo comunque complesso. Plauso per la scenografia. Qualunque altro regista lo avrebbe reso più pesante.

Deepred89 22/01/17 01:48 - 3312 commenti

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Ambizioso e prolisso, scenograficamente ricco (ricostruzione storica eccellente) ma senza particolare fascino, in grado di far riflettere realmente sul tema della coscienza religiosa soltanto quando il colonnello Kurtz di turno spazza via le sofferenze fisiche del protagonista lasciandolo (e lasciandoci) alle prese del dilemma nudo e crudo. Moralmente vibrante e ridondante al tempo stesso, girato con grande professionalità e arricchito da un buon cast che trova nel protagonista l'elemento meno convincente.

Capannelle 6/02/17 01:00 - 3746 commenti

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Opera fondamentalmente noiosa ma anche anarchica per Scorsese, nel senso che il veterano si prende il lusso di non compiacere lo spettatore e buttarsi in una personalissima riflessione etico-spirituale. In due ore e mezza trovano spazio momenti toccanti, alcuni passaggi e contesti forzati, pure degli intermezzi tragicomici. C'è molto silenzio e un'introspezione che pare non del tutto riuscita. Buona esperienza per Garfield: il ruolo affidatogli non era dei più felici.

Saintgifts 6/02/17 10:35 - 4098 commenti

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Scorsese trova nel romanzo, che tratta di missionari gesuiti in Giappone nel 1633, la grande occasione per parlare delle religioni, del loro peso sulla vita dell'uomo e delle sofferenze, più che dei sollievi, che possono dare all'umanità. Per un cristiano cattolico di questa epoca, il film è un nuovo stimolo per riflettere profondamente sul senso di una fede in un qualche modo imposta e che la chiesa cattolica, in virtù della sua missione apostolica, vuole "imporre" come verità assoluta, a tutto il mondo. Notevole realizzazione.
MEMORABILE: Le confessioni di Kichijiro.

Rebis 8/02/17 12:36 - 2088 commenti

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Cresce su due piani Silence: quello dell'immanenza - su cui imperversa lo scontro dissennato tra buddisti e missionari cristiani in terra giapponese - e quello della trascendenza - che identifica nella vocazione la natura essenziale del Sacro. Punto di convergenza tra le due dimensioni, è il silenzio di Dio, in cui si raccoglie il nocciolo duro e inscalfibile della dignità umana, centro vitale che cessa di postulare per autoaffermare l'individuo come verità indiscutibile: in questo terreno ossimorico, in questo agnosticismo cristiano, la Grazia estingue il dissidio interiore tra fede e morale.

Didda23 9/05/17 10:31 - 2298 commenti

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Ogni azione ruota intorno al silenzio del titolo: il silenzio di Dio che abbandona il suo gregge in una terra lontana e dal "terreno paludoso" e il silenzio della ragione dei giapponesi che permette soluzioni brutali per l'estirpazione di un credo religioso ritenuto dannoso. Scorsese è grandissmo nel trasformare un tema non facile in materia filmica di assoluto interesse con un ritmo abbastanza sostenuto nonostante la ciclopica durata. Si riflette sulla natura della cultura giapponese, restia a introduzioni culturali esterne. Cosi cosi il cast.
MEMORABILE: il rito dell'abiurazione; Le torture disumane; La scelta che deve compiere Garfield.

Galbo 2/11/18 07:19 - 11453 commenti

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L'eccidio dei cristiani nel Giappone feudale mette a dura prova la fede dei cattolici portando all'apostasia religiosi dalla fede incrollabile. Scorsese rappresenta il silenzio e l'apparente indifferenza del divino nei confronti del terreno. Opera fatta di splendide immagini e di dialoghi semplici (il rapporto tra i preti e i fedeli del villaggio) e complessi (quelli con l'inquisitore) che forse riflettono dubbi e incertezze dell'autore stesso che filma la materia con grande passione regalandoci uno dei suo film più personali e incompresi.

Jdelarge 17/10/19 13:33 - 886 commenti

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Il film trova la sua forza nella ieraticità delle immagini, fisse ed essenziali e nell'impianto sonoro, che con il suo minimalismo cerca di tradurre il silenzio divino, che solo a tratti viene compreso e accettato anche dal più credente tra gli uomini. Si tratta di un'opera ardita che ha una durata probabilmente funzionale al tema trattato, ma forse non veramente giustificata dai fatti messi in scena. Il risultato è, comunque, assolutamente interessante e si vede la mano di un grande maestro del cinema come Scorsese.

Giùan 7/01/20 10:12 - 3053 commenti

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Scorsese torna su alcuni temi portanti del suo cinema (la presenza di Dio nel quotidiano, il conflitto etico/culturale, il confronto materiale/trascendente) con una riflessione di coraggiosa maturità stilistica e umiltà teologica. Così, se la messinscena è rarefatta eppure immanente (lontana da ogni "urgenza" emotiva quanto commerciale), il percorso di fede dei protagonisti si rivela un terreno minato non esente da ambiguità, interrogativi, dolore privato e apostasie pubbliche. Se il "Giuda" di Asano convince, lascia fortemente perplessi il piatto Garfield.

Minitina80 14/04/20 02:02 - 2404 commenti

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Scorsese torna a girare un film che tocca la religione affrontando il tema a modo suo, lontano dal percorre strade battute e cercando altrove risposte mai avute. Non è un’opera di facile consumo e nella spasmodica lentezza dell’essere rimanda a questioni morali e interiori a cui ognuno potrà dare risposta. La storia, si sa, percorre un sentiero circolare e molto di quello che viene raccontato può trovare un senso nel tempo, indietro o avanti che sia. Se non si entra nell’ottica intimista si rischia di accusare la prolissità sulle spalle.

Pigro 22/04/20 09:49 - 7922 commenti

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Da un’antica pagina dimenticata (la persecuzione cristiana in Giappone) affiorano spunti contemporanei come lo scontro ideologico-religioso e coloniale. Il tema sarebbe il silenzio di Dio su cui però Bergman ha offerto riflessioni migliori. Più calzante quello dell’ossessione fideistica della Verità. Ma il film è semplicemente avvincente, con una forza narrativa che, nonostante si basi di fatto sulla ripetizione dello stesso unico discorso (la tortura per l’abiura), non ti molla un attimo trascinandoti con emozione fino all’ultimo.

Hackett 3/05/20 11:17 - 1748 commenti

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Scorsese si interroga e ci interroga su cosa sia la fede e quanto possa essere ferma, salda, irremovibile come segno indicativo di una civiltà e una vita. Racconto spinoso, narrato magistralmente, tra le fatiche che un occidentale può incontrare nel parlare di qualcosa di così lontano come l'oriente. Zero moralismi o prese di posizione, ma invece un'analisi lucida di valori umani e sociali contrapposti. Ottimo il cast.

Enzus79 2/10/20 16:37 - 1847 commenti

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La fede di due gesuiti portoghesi è messa alla prova durante le ricerche di un loro confratello in Giappone. Scorsese ritorna a girare un film storico dopo Kundun. Pur dovendo apprezzare il coinvolgimento che porta a riflettere, non siamo dinanzi a un capolavoro: a tratti risulta un po' confuso e le lungaggini fanno sentire il peso della lunga durata (due ore e più).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 27/01/17 10:38
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Devo dire che anch'io l'ho visto la settimana scorsa e ancora non riesco a scriverne in maniera compiuta... è un film di un'intensità rara, ne sono uscito scosso, anche impaurito. Credo lo si possa recepire su diversi livelli (storico, teologico, morale, filosofico) in base alla disponibilità dello spettatore, livelli sui quali abbiamo inevitabilmente maturato idee e pregiudizi culturali, opinioni fondate anche su fatti ben precisi; ma credo che in fondo Scorsese offra al pubblico l'occasione di riflettere su un principio umano che va aldilà di un credo istituito, che trascende il particolarismo culturale. Comunque un film importante, difficile, scomodo per cattolici e non.
    Ultima modifica: 10/02/17 10:17 da Rebis
  • Discussione Tarabas • 27/01/17 16:51
    Formatore stagisti - 2065 interventi
    Due elementi mi sono parsi deboli.

    Il protagonista non mi è sembrato all'altezza di reggere tutto il film.

    Il punto di vista giapponese rimane ignoto, sono ritratti come massacratori sadici. Il personaggio dell'interprete, che avrebbe potuto costituire la "voce" di quel mondo, rimane per lo più silente.
  • Discussione Rebis • 27/01/17 21:06
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    I giapponesi sono dei massacratori come lo è stata la Santa inquisizione spagnola, non c'è molto da andare per il sottile ... è chiaro che qui l'ottica è partigiana, ma credo che a Scorsese interessi la storia dell'individuo, il suo percorso spirituale all'interno di un gioco di forze in cui il Giappone rappresenta l'intolleranza, un esercizio del potere che ha perso di vista il valore del singolo, appunto. Il sadismo è più nella prospettiva di chi guarda che nel senso di ciò che viene compiuto.
    Ultima modifica: 28/01/17 10:37 da Rebis
  • Discussione Raremirko • 27/01/17 22:11
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Speriamo che pure Marty non sia in parabola discendente...
  • Curiosità Daniela • 12/03/17 23:54
    Consigliere massimo - 5298 interventi
    Il soggetto del film è tratto dal romanzo storico Silenzio dello scrittore giapponese Shusaku Endo, edito nel 1966, che narra le persecuzioni subite dai cristiani nella prima metà del XVII secolo.

    Il romanzo era stato già trasposto sullo schermo nel 1971 dal regista giapponese Shinoda Masahiro con il film Chinmoku (titolo internazionale: Silence).
  • Discussione Raremirko • 5/01/19 01:03
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Rebis, in che senso il silenzio del film è l'unico modo per sentire davvero Dio?

    Credo sia la cosa più importante, e io neanche l'ho capita.

    Colgo l'occasione per consigliarti un film simile, Il grande silenzio di Groning.
  • Discussione Rebis • 5/01/19 18:14
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Intendo il silenzio come condizione spirituale in cui si estinguono le domande e le risposte. Lì ha luogo il sacro.

    Stupendo il Grande Silenzio, condivido :)
  • Discussione Raremirko • 6/01/19 00:05
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Intendo il silenzio come condizione spirituale in cui si estinguono le domande e le risposte. Lì ha luogo il sacro.

    Stupendo il Grande Silenzio, condivido :)



    Praticamente una condizione simile alla morte.
  • Discussione Rebis • 6/01/19 00:55
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    La definirei vita senza la limitazione dell'attesa...
    Ultima modifica: 6/01/19 00:57 da Rebis
  • Discussione Galbo • 6/01/19 07:00
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Un magnifico film che non ha ricevuto (e si capisce perché) l’attenzione che meritava. Troppo riflessivo per il cinema odierno.....