Richard Jewell

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Richard Jewell
Anno: 2019
Genere: biografico (colore)
Note: Aka "The Ballad of Richard Jewell". Soggetto basato sull'articolo apparso sulla rivista Vanity Fair nel 1997 "American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell" della giornalista Marie Brenner.
Numero commenti presenti: 18
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ancora una storia di eroi controversi per Clint Eastwood, che alla sua veneranda età continua a non mancare l'appuntamento annuale al cinema esibendo ancora uno stile solido e la capacità di intercettare storie vere da affrontarsi con la bella mano che differenzia l'autore di qualità dalla massa. Richard Jewell (Hauser) è già di per sé personaggio insolito, che quando entra in scena accanto all'avvocato rampante Watson Bryant (Rockwell) lo diresti un caratterista utile giusto a fare in quel momento da spalla al protagonista. Invece no: decisamente grasso, buffo, apparentemente insignificante, Jewell trova modo minuto dopo minuto di imporre una personalità singolare, di specchiata virtù, dall'indole ingenua (mai stupida però) e piuttosto...Leggi tutto fuori dal mondo: vive con l'obiettivo di svolgere al meglio il proprio mestiere, zelante e meticoloso anche quando non servirebbe. Si addormenta leggendo il codice penale e quando è assunto alla sorveglianza del Centennial Olympic Park di Atlanta nei giorni delle Olimpiadi del 1996, decide di timbrare il cartellino anche se non sta bene. E come sempre non perde d'occhio nulla, fino a indicare alla polizia come pacco sospetto uno zaino lasciato sotto a una panchina. In pochi gli danno retta, ma lo zaino contiene la bomba che quel 27 luglio esplose causando due morti e un centinaio di feriti. Che avrebbero potuto essere molti di più, senza l'intervento di di Jewell. Per questo il nostro diventa all'istante una sorta di eroe nazionale, intervistato da tutti fino a quando, pochi giorni dopo, l'FBI decide di dare ascolto a chi consiglia di dare un occhio al passato non immacolato dell'uomo. E se fosse stato proprio lui ad aver portato lo zaino per poterlo poi indicare alla polizia e ottenere così di essere celebrato come eroe? E' quello che crede l'FBI e soprattutto l'investigatore che si occupa del caso (Hamm), il quale si fa scappare la notizia ammaliato dalle grazie della seducente reporter d'assalto Kathy Scruggs (Wilde). Il giorno dopo tutta l'America sa che Jewell potrebbe essere il responsabile dell'attentato. Lui ci resta di sasso e chiama a difenderlo l'amico avvocato Watson Bryant, passato nel frattempo ad attività propria con scarso successo. Watson prende in mano il caso e detta la linea, ma Jewell, nella sua infantile concezione della giustizia, si presta ad ogni domanda dell'FBI credendo di poterla aiutare senza accorgersi di quanto quelli cerchino invece d'incastrarlo. Eastwood racconta i fatti correttamente, ma è evidente quanto gli interessi piuttosto addentrarsi nella psicologia di Jewell ricavandone fin dalla sua fisicità un personaggio del tutto diverso da quelli a cui il cinema americano ci ha abituato: fragile, indifeso, estremamente corretto, un Candido di fine millennio istruito per quanto possibile da un avvocato in disgrazia ma dalle idee chiare. Senza dimenticare una sottile vena ironica che produce saltuariamente spassose battute, Eastwood sa incuriosire lo spettatore, ansioso di capire come finirà; perché se in America la vicenda può esser nota, da noi non lo è affatto. E invece è un caso sintomatico di quanto in indagini così importanti si incrocino interessi diversissimi e di come la mala conduzione delle stesse possa generare una superficialità deleteria. Jewell, e con lui l'anziana madre con cui vive (Bates), sono persone semplici, lontane dal capire i giochi dei Federali. Ed è per questo che subentra, a mediare i rapporti con l'FBI, l'avvocato cui dà straordinario spessore l'ottimo Rockwell. Diretto con il consueto rigore, impeccabile sotto il profilo tecnico pur senza inutile sfoggio di maniera, RICHARD JEWELL avvince e soddisfa fino in fondo, quando persino l'immancabile parentesi conclusiva trova il suo motivo d'esistere. Attori diretti al meglio (centratissima la performance del poco noto Paul Walter Hauser, una conferma Rockwell e la Bates), una costruzione della storia impeccabile, una sceneggiatura (di Billy Ray) che sa utilizzare dialoghi sufficientemente ricercati e qualche lungaggine tipicamente alla Eastwood che rallenta l'andamento generale. Interessante nel suo impianto di chiara denuncia alla polizia federale e commovente nella riabilitazione di chi ha agito salvando decine di persone da morte certa finendo subito dopo al centro di una triste gogna mediatica.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/01/20 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/01/20
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Galbo 19/03/20 05:47 - 11416 commenti

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La vicenda dell’agente di sicurezza Jewell che si ritrova accusato di avere provocato un attacco terroristico che ha contribuito a sventare, è perfetta per Eastwood che narra la vicenda di un uomo comune in circostanze straordinarie, raccontando semplicemente i fatti senza ricorrere a scelte stilistiche eclatanti ma con la forza della cronaca. Un film efficace, che non può non coinvolgere anche per l’impeccabile ricostruzione e l’ottima prova di tutto il cast, con menzione speciale per il protagonista Hauser e per Kathy Bates.

Cotola 6/02/20 18:58 - 7553 commenti

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Il valore ed il merito del film non risiedono nell'indubbia ed ovvia professionalità di regia e confezione che, visti i nomi, sono scontate. E nemmeno nel fare giustizia, raccontando la storia di un martire: in fondo non è la prima volta e non sarà l'ultima. Il quid in più del film risiede tutto nell'approccio del buon Clint che, contrariamente a quanto accade spesso in film del genere (specie se americani), sa essere misurato e sobrio evitando inutili scene madri, trionfalismi e persino di dare i carnefici in pasto al pubblico, così da placare la sua voglia di vendetta. Bravo Clint!

Herrkinski 18/01/20 03:59 - 5193 commenti

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Eastwood racconta un'altra storia americana, quella di una guardia che salva centinaia di persone da un atto terroristico e viene accusata ingiustamente di esserne l'artefice. Il film segue fedelmente il dipanarsi degli eventi e gli effetti psicologici su Jewell e la madre, la malafede dell'FBI e la gogna mediatica; temi sempre attuali e messi in scena con la sobrietà che contraddistingue Eastwood, supportato da un cast all'altezza. Un plauso anche all'accuratezza della ricostruzione storica e ambientale; buon film che tiene alta l'attenzione.

Xamini 23/01/20 17:02 - 1021 commenti

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Eastwood non sbaglia neanche questo colpo e con professionalità, misura e tocco autoriale tratteggia una storia tutto sommato semplice, senza ricamare troppo sui dettagli dell'investigazione o su altre particolarità, ma concentrandosi sui suoi personaggi. Il rubicondo ed eroico protagonista è ben bilanciato anzitutto dalla sapidità di Rockwell e secondariamente dal cinismo di Hamm (l'indimenticabile Don Draper di Mad Men) e della spietata Wilde. Il tutto si fa seguire molto bene, pur senza suscitare eccessivi slanci emozionali.

Thedude94 18/01/20 12:00 - 582 commenti

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Ennesima storia americana di un eroe che salva vite raccontata da un Eastwood sempre sul pezzo e che non manca più un appuntamento al cinema ogni anno, nonostante l'età non più giovane. La sceneggiatura è un po' piatta, ha pochi spunti interessanti e qualcosa si ripete, durante la visione. Restano comunque ottime le prove attoriali di Hauser, Rockwell e di una sempreverde Bates, i quali regalano allo spettatore momenti molto emozionanti. Per il resto è un Eastwood sicuramente minore dal punto di vista tecnico e dello spettacolo visivo.

Capannelle 19/01/20 15:17 - 3730 commenti

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Siamo in puro stile Eastwood, poche infrastrutture e sfarzi visivi e molta attenzione alla psicologia dei protagonisti, specie se questi rappresentano persone del ceto medio immessi nel tritacarne mediatico. Cast scelto benissimo, sfruttando a meraviglia le differenze tra Hauser e Rockwell che costituiscono l'architrave della narrazione. Sceneggiatura e ricostruzione ambientale contribuiscono a un film che non tradisce. Decisamente poca gloria per l'FBI e i suoi metodi (nessuna meraviglia che di lì a poco ci sarebbe stato l'11 settembre).
MEMORABILE: I tupperware della madre.

124c 20/01/20 03:00 - 2775 commenti

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Non c'è pace per il pachidermico agente di sicurezza Richard Jewell, che prima viene acclamato come un eroe, per aver salvato molte vite durante l'attentato alle olimpiadi di Atlanta del 1996 e poi indagato come presunto terrorista dai federali. Ennesima grande regia di Clint Eastwood e ottima prova del protagonista, che si cala perfettamente nei panni del mite e ingenuo poliziotto di provincia perseguitato. Bravi Rockwell e la Bates (l'avvocato e la madre di Richard), antipatico come da copione Hamm, sexy la giornalista Wilde.

Rambo90 21/01/20 22:24 - 6384 commenti

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Bel biopic di Eastwood, sempre corretto in regia e capace di una classicità che rende tutto fluido e scorrevole. L'attacco al potere dei media e la crocifissione di Jewell toccano corde molto profonde anche grazie alle ottime performance di Hauser e della Bates, commoventi nei loro duetti e nella loro normalità di americani traditi dal paese. Rockwell non è da meno e la sceneggiatura sa come servire tutti con puntualità, non lesinando anche in ironia, perfetto bilanciamento ai momenti più amari. Una storia americana, raccontata molto bene.

Hackett 22/01/20 18:17 - 1727 commenti

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Continua il percorso di Eastwood attraverso l'America e la sua storia contemporanea. Questa volta la lente è puntata sulla vicenda di Richard Jewell, passato in pochi giorni da eroe a primo sospettato di un attentato terroristico. Tutta l'ipocrisia di media ed enti governativi viene ben evidenziata in una narrazione coerente, compatta ed esteticamente impeccabile. Splendida la lunga sequenza pre-scoppio bomba, con la camera che segue nervosamente il protagonista e fa aumentare la tensione.

Gestarsh99 26/01/20 16:29 - 1329 commenti

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Processo cinematografico ai processi sommari dei mezzi d'informazione, quelli creati ad arte captando la fame bulimica di scalpore e la facile adescabilità dell'opinione pubblica. Eastwood mette al banco degli imputati le bassezze della gogna mediatica più golosa di conclusioni affrettate, prima ancora che certe vigliaccate cui ricorrono gli organi investigativi meno specchiati e si affida all'asciuttezza della propria regia, avversando sin dalla forma le prassi d'effetto tipiche dei suoi obiettivi mirati. Equo risarcimento civile a una fra le tante vittime delle corti marziali contemporanee.
MEMORABILE: L'interrogatorio-farsa cui viene sottoposto in maniera fraudolenta l'ignaro (ma non ingenuo) sospettato.

Il ferrini 29/01/20 18:28 - 1696 commenti

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Di certo l'FBI ne esce con le ossa rotte ma anche la stampa non ci fa una gran figura. Eastwood non risparmia nessuno ma soprattutto riesce ancora una volta a creare personaggi di incredibile profondità, su tutti quello di Sam Rockwell che nella seconda parte del film giganteggia. Hauser, già apprezzato in Tonya, è perfettamente calato nel ruolo (notevole anche la somiglianza fisica) e nel finale ci regala un monologo memorabile. Il taglio è asciutto, senza fronzoli, ma non manca la cura dei dettagli (i tupperware di mamma Bates). Notevole.

Ryo 14/02/20 00:55 - 2169 commenti

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Storia incredibile, ma vera. Clint Eastwood è eccezionale nella regia (stavolta non si ritaglia nessun ruolo) ed è da lodare per aver scelto questa storia per farla conoscere al mondo. La sceneggiatura è ottima. Si basa su una storia vera, tuttavia esisono molti film basati su storie vere in cui la sceneggiatura non cattura, ed è qui che sta la bellezza del film. Difficile sapere esattamente come vanno le cose, quindi se questo film è preciso alla realtà o meno poco importa: rimane una storia grandiosa e commovente.

Daniela 6/03/20 21:14 - 9501 commenti

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Richard è ragazzone sovrappeso ingenuo che prende molto sul serio il suo lavoro di sorvegliante: non ha il look dell'eroe ma è perfetto come bersaglio dei media che, dopo averlo incensato, lo mettono alla gogna per sospetti senza fondamento... Nulla di nuovo nella vicenda, purtroppo vera, ma lo sguardo di Eastwood è limpido, il cast assemblato benissimo nei ruoli principali (Rockwell è una certezza, Hauser una sorpresa, Bates commuove) il film fa riflettere senza bisogno di forzature ma con la sola forza della verità, un pizzico di ironia sull'operato dell'FBI, una dose di sarcasmo sui media.
MEMORABILE: Durante l'interrogatorio nella sede dell'FBI: "Posso farvi io ora una domanda?"

Caesars 20/03/20 09:37 - 2719 commenti

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Eastwood è garanzia di cinema classico e solido. Ancora una volta ci regala la storia di un personaggio "normale" catapultato in una situazione più grande di lui: dapprima incensato come eroe (ma lui dice di aver fatto solo il suo dovere) per poi essere gettato alla mercé dei media come "mostro". Purtroppo niente di nuovo sotto il sole, in questa vicenda reale. Eastwood ce la racconta in modo avvincente, avvalendosi di un trio di attori (straordinario Hauser) davvero convincenti.

Urraghe 24/03/20 00:21 - 67 commenti

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Pellicola tipicamente nordamericana che parte da una storia vera per narrare di una guardia di sicurezza che riduce gli effetti mortali di una bomba nel 1996. Ben confezionata, con temi cari a Eastwood e a un certo tipo di cinema (i media, il poliziotto testardo, l’avvocato arrogante, l’eroe ingenuo). I pregi sono il tocco leggero della regia e l'interpretazione degli attori. Il racconto è uniformato e di conseguenza più un documentary drama che un film. Sufficiente.
MEMORABILE: "Una bomba a mano? Che ci fai con una bomba a mano?".

Lou 26/03/20 00:17 - 972 commenti

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Eastwood racconta, con coraggio e rigore, il caso realmente accaduto di uno sprovveduto agente di sicurezza ingiustamente accusato dell'attentato terroristico a Atlanta durante le Olimpiadi del 1996. Il meccanismo infernale in cui si trova ingabbiato il protagonista, che passa da eroe a mostro sulle prime pagine dei giornali, è descritto in modo sobrio ed efficace grazie anche alla scelta azzeccata degli attori.

Paulaster 2/05/20 11:53 - 2819 commenti

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Guardia di sicurezza verrà indagata per la bomba di Atlanta 1996. Storia vera raccontata dando importanza a tutte le parti in causa evitando una condanna urlata al governo e ai media ma portando a riflettere. Eastwood spiega quanto sia sbagliato dare la caccia al primo che capita e lo fa in maniera chiara. Ottima direzione degli attori: spiccano Rockwell e la Bates, ma anche la Wilde recita bene all'inizio (il suo ravvedimento melodrammatico convince meno).
MEMORABILE: La faccia dell'artificiere dopo aver visto la bomba; La Bates in conferenza stampa; L'ultimo discorso all'FBI.

Aco 7/09/20 10:47 - 55 commenti

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Ispirato a fatti realmente accaduti, il film descrive un certo tipo di giornalismo privo di scrupoli morali e un certo tipo di agenti segreti, in questo caso dell’FBI, incapaci di tenere la bocca chiusa e di lavorare con meno superficialità. Una dura critica ai processi mediatici che condannano le persone in televisione prima ancora che siano approdate nelle aule dei tribunali. Molto bravi gli attori, in particolar modo il protagonista che rappresenta l’americano medio, onesto e rispettoso della legge.
MEMORABILE: L'incontro finale di Richard Jewell nella sede dell'FBI alla presenza del suo avvocato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 18/01/20 09:01
    Consigliere massimo - 5208 interventi
    Soggetto basato sull'articolo apparso sulla rivista Vanity Fair nel 1997 "American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell" della giornalista Marie Brenner.


    Nell'articolo viene raccontata la storia di Richard Jewell, una guardia di sicurezza additato in un primo momento come un eroe per aver avvertito la polizia di uno zaino sospetto contenente bombe piazzato in un campo ad Atlanta durante le Olimpiadi estive del 1996, salvando così molte vite.

    Notizie sulla vicenda qui (inglese):
    https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Jewell
  • Discussione Caveman • 4/02/20 07:11
    Pulizia ai piani - 279 interventi
    Altro grandissimo film di Clint Eastwood. È stato un attore magistrale, ma si è rivelato, ormai da decenni, anche regista del medesimo livello.
    Ultima modifica: 4/02/20 07:11 da Caveman
  • Discussione Didda23 • 4/02/20 08:44
    Comunicazione esterna - 5719 interventi
    Clint è attore straordinario, ma probabilmente è ancora più straordinario come regista.
  • Discussione Caveman • 4/02/20 13:30
    Pulizia ai piani - 279 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Clint è attore straordinario, ma probabilmente è ancora più straordinario come regista.

    Vero. Un essere, cinematograficamente, perfetto!
  • Discussione Herrkinski • 4/02/20 17:37
    Vice capo scrivano - 2298 interventi
    Fare praticamente un film all'anno e di tale qualità a 90 anni suonati è dote più unica che rara; lo ammiro profondamente. Se tutti gli artisti in vecchiaia avessero questa consistenza...
  • Discussione Caveman • 5/02/20 06:33
    Pulizia ai piani - 279 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Fare praticamente un film all'anno e di tale qualità a 90 anni suonati è dote più unica che rara; lo ammiro profondamente. Se tutti gli artisti in vecchiaia avessero questa consistenza...

    Di anni il nostro eroe però ne ha "solo" 89.
  • Discussione Herrkinski • 5/02/20 14:36
    Vice capo scrivano - 2298 interventi
    Caveman ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    Fare praticamente un film all'anno e di tale qualità a 90 anni suonati è dote più unica che rara; lo ammiro profondamente. Se tutti gli artisti in vecchiaia avessero questa consistenza...

    Di anni il nostro eroe però ne ha "solo" 89.

    Sì, 90 il 31 Maggio.
  • Homevideo Aco • 7/09/20 10:48
    Galoppino - 15 interventi
    Nel DVD è allegata la storia alla quale è ispirata la sceneggiatura del film con i commenti degli attori e di alcuni dei personaggi reali.