Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Se l'intento era quello di suggerire senza dichiarare, di lasciar solo intravedere la ragnatela di intrighi che afferivano ai piani alti della borghesia romana ai tempi del "Number one" (storico locale "in" della Capitale) senza troppo affondare i colpi allora si può dire che Buffardi l'abbia centrato: per quanto appaia a prima vista come logica e strutturata, la storia in realtà si gonfia presto di una quantità di nomi e accadimenti che seguire diventa inizialmente arduo e che si complica coll'avanzare dei minuti fino a trasformarsi in un caos che nemmeno nel finale trova una plausibile, completa ricostruibilità. In tal modo si dà effettivamente l'impressione (bisognerebbe...Leggi tutto capire fino a che punto voluta) di un movimento ampio nelle alte sfere che dall'omicidio della giovane Deborah (fatto passare per suicidio) passa per il furto di preziose opere d'arte in un ricco appartamento per arrivare a coinvolgere financo sezioni della Chiesa e grossi calibri della società più in vista. Per quanto il "Number One" si veda poco e dia l'impressione di apparire come semplice pretesto per poi deviare il film in direzione di un'inchiesta tipica da cinema "complottista" e di denuncia, non va dimenticato che il regista stesso bazzicava il locale e ne conosceva bene molti frequentatori: per questo i riferimenti a reali vicende sono meno campati in aria di quanto si possa immaginare e anche per questo si dice che il film sia stato fatto scomparire quasi subito. In verità poco si coglie oggi degli agganci di allora e anche facendolo la sceneggiatura resta fumosa al punto da sembrare quasi montata senza logica. A dipanare la matassa ci provano in due: la polizia, che parte dal ritrovamento del cadavere della ragazza, e i carabinieri, che invece entrano nella storia partendo dalla segnalazione del furto di quadri. Sono infatti rispettivamente il commissario di Montagnani e il capitano di Pistilli i veri protagonisti, intesi cioè come coloro che guardano alla vicenda con gli occhi di chi la vive dall'esterno (come noi) scambiandosi pareri sull'andamento delle indagini e non solo. Sono i personaggi più autentici e credibili, anche per merito delle ottime interpretazione dei due, e che riescono in qualche modo a mantenere vivo l'interesse nei confronti di una storia costruita comunque - almeno inizialmente - secondo i canoni del giallo ma che poi si diverte a sovvertirne le regole per riportare tutto nell'alveo del grande complotto attraverso il quale dimostrare il livello di protezione garantito alla solita lega di potenti che coi loro imperi e denari governano il Paese. Serato, Avram e gli altri sono i signori del "Number One" (si riconosce bene l'esordiente Eleonora Giorgi tra i divanetti), con il fotografo "minore" che diventa la figura chiave necessaria ad allacciare i diversi rami dell'inchiesta cominciando da quello legato alla ragazza francese (Jade) che potrebbe rappresentare il testimone in grado di far cadere parte del castello di carte. Si nota in Buffardi la voglia di sperimentare anche formalmente con flashback improvvisi, rumori che coprono i dialoghi, contrapposizioni che suggeriscono il massimo del cinismo (assai discutibile quella in cui si gioca a carte mentre sul letto alle spalle si spegne la povera Deborah espellendo schiuma bianca dalla bocca), ma è come se tutto restasse in embrione, come se il film nel suo insieme meritasse una realizzazione superiore che all'atto cede in favore di un'opera velleitaria e inconcludente, non priva tuttavia di un fascino in parte dovuto alla leggendaria irreperibilità protrattasi per quasi cinquant'anni e in parte ai suoi reali, forti riferimenti (esplicitati in apertura dai tanti articoli di giornali sul "Number One") a un mondo che sicuramente molto aveva da nascondere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/11/21 DAL BENEMERITO CARLETTO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/12/21
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Carletto 27/11/21 19:51 - 4 commenti

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Film che ruota intorno alle vicende dei VIP frequentatori dello storico locale romano. Si parte indagando sul dubbio suicidio della moglie di un principe. Da qui strozzini senza scrupoli, furti d'arte su commissione, droga e omicidi. La storia è abbastanza complessa per la moltitudine di personaggi e il suo lento dipanarsi tassello dopo tassello fino al finale rivelatore. Si fa ampio uso di flashback. Visivamente colpisce per un certo gusto nella messa in scena colorata e per certe scelte registiche più da giallo che da poliziesco, atte a tenere alta la tensione e l'attenzione.
MEMORABILE: La scena dello stupro, pur se fuori campo: davvero disturbante.

Fauno 2/12/21 01:18 - 2083 commenti

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Il film richiede una visione particolarmente attenta, anche perché i personaggi, così come i loro crimini, si concatenano, ma avendo quest'opera una forte tendenza all'inchiesta, ecco che non mancano buchi di sceneggiatura (ad esempio il boss più pericoloso si può solo ipotizzare chi sia, e di un omicidio camuffato da suicidio non ci sono le immagini). Quindi sta allo spettatore chiudere le falle o riunire le frange che si diramano fino a farne l'amalgama giusto e afferrare lo sfondo di questa "Roma che conta", racchiusa in questo celebre locale in cui arrivava davvero di tutto.
MEMORABILE: La scena delle foto sul lago; "Per me l'unica droga sono li fagioli con cotica!"; "Meglio dieci colpevoli liberi che un innocente in galera".

Reeves 5/12/21 17:52 - 1100 commenti

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Interessante come documento storico, molto meno come film. Si capisce perfettamente che ha avuto grossi problemi produttivi, ma in ogni caso la narrazione è statica e negli stessi anni Lenzi e Di Leo facevano davvero molto meglio. Gli attori, soprattutto Renzo Montagnani, sembrano spaesati e i ritagli di giornale all'inizio sono chiaramente aggiunti dopo a scopo sensazionalistico.

Cotola 6/12/21 20:36 - 8403 commenti

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Sparito per quasi mezzo secolo e poi riapparso miracolosamente, visto oggi risulta gradevole se non altro per il gusto tipicamente anni Settanta e per la carrellata di facce più o meno famose. Le intenzioni vorrebbero essere serie, di denuncia, ma con una sceneggiatura, anche di Continenza, così arrabattata le ambizioni cadono nel vuoto. La storia, infatti, è a dir poco confusa ed a tratti davvero poco comprensibile: accumula piste, che cadono nel vuoto, e personaggi che, a volte, non hanno ragione di esistere. Reperto d'epoca a bassissimo budget, un po' scalcinato ma vedibile.
MEMORABILE: Lo stupro, fuori campo, della Calderoni.

Aborym 9/12/21 23:26 - 29 commenti

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Confuso ma intrigante, questo quasi leggendario film perduto (in verità un poveristico con molti volti noti) riesce nonostante tutto a farsi guardare per intero grazie al susseguirsi vorticoso di eventi e personaggi che in qualche modo riescono a supplire alle carenze e alle debolezze di una sceneggiatura a dir poco pasticciata. E' comunque sempre emozionante rivivere l'atmosfera dei primi anni Settanta in Italia con quei volti di un cinema che ancora era cinema, ma che qui già sembra intuire di essere prossimo all'inizio della sua fase discendente.

Nick franc 9/12/21 23:32 - 361 commenti

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Tornato alla luce dopo anni di oblio, è un poliziesco abbastanza confuso, zeppo di sottotrame e personaggi messi lì per confondere le acque, tanto che non di rado si perde il filo. Tra usura, stupri, traffici di droga, di valuta, di opere d'arte e omicidi assistiamo a forze dell'ordine impotenti e a alte sfere intoccabili rappresentati col pessimismo tipico del cinema di quegli anni; nel calderone, tuttavia, alcune sequenze rimangono impresse e il cast molto variegato se la cava tutto sommato bene. Purtroppo rimane la sensazione di qualcosa non del tutto compiuto.
MEMORABILE: Lo stupro della Calderoni; Ross e Mannari che giocano a carte impassibili davanti alla ragazza drogata morente; Il pluriomicidio in strada.

B. Legnani 10/12/21 00:01 - 5234 commenti

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Il caotico film cita gente all'epoca coinvolta più o meno ufficialmente (il proprietario, un editore, un fotografo assassinato) nella vicenda del noto night. Inserisce costoro (aggiungendo riferimenti lievi, ma chiari, a una nota famiglia regnante) in una trama che vive, più che sulla cocaina (donde, invece, tutto partì), su un traffico di quadri del '700. Come se non bastasse, inserisce qua e là personaggi ignoti fino ad allora, crea due filoni investigativi, ricorre a prolissi flashback. Fotografia spettacolare, facce perfette per i ruoli, povertà di mezzi non sempre nascondibile.
MEMORABILE: L'assassinio del fotografo e della modella, forse girata proprio al Lago di Martignano, dove esso avvenne per davvero.

Victorvega 10/12/21 12:55 - 463 commenti

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Film interessante da vedere per gli amanti delle atmosfere anni '70, per i frequentatori di un certo cinema che possono ritrovare anche attori e caratteristi tipici dell'epoca. Per il resto, l'assenza dal mercato della pellicola per tanto tempo non è stata un problema così grosso: il film è noioso, confusissimo, poco sviluppato in talune parti, arrabattato in altre.

Androv 12/12/21 12:01 - 153 commenti

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Film interessante, anche se falcidiato da problemi di realizzazione come ad esempio la mancanza palese di alcune scene o sequenze (non girate o perdute) che producono uno svolgimento filmico piuttosto sgangherato e difficile da seguire. Eccelso e variegato il cast, con un Montagnani che fa sfoggio del suo immenso carisma. L'atmosfera è piacevole, seguire la storia è vano e resta una visione randomica. Accattivante il feeling primi anni '70. Da vedere in chiave storiografica/sociologica.
MEMORABILE: L'atmosfera anni '70; Il carisma degli attori; La sfilza di caratteristi del cinema italiano; La fotografia.

Nicola81 12/12/21 23:22 - 2458 commenti

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Realizzato sulla scia dello scandalo che coinvolse il più famoso nightclub di Roma, un poliziesco di denuncia che presenta un'intricatissima trama, fitta di flashback e personaggi. Le confuse battute iniziali non predispongono favorevolmente, ma poi ci si appassiona a questo intreccio di connivenze, droga, ricatti, contrabbando di opere d'arte e gli immancabili omicidi. Bella carrellata di volti del cinema italiano anni '70 in cui spiccano Montagnani commissario e Pistilli capitano dei carabinieri. Forse funziona più come spaccato d'epoca che come film, ma è un recupero meritevole.
MEMORABILE: La partita a carta davanti alla ragazza agonizzante; Il duplice omicidio sul lago; L'esecuzione in strada; L'amaro finale.

Renzo Montagnani HA RECITATO ANCHE IN...

Cocoto 16/12/21 21:46 - 3 commenti

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La nostra attenzione in puzzle di flashback e speculazioni con la realtà è aperta da tre personaggi molto simpatici: Il Commissario Vinci (distaccato: Montagnani) il Capitano (empatico: Luigi Pistilli) e Sylvie (indignata e spaventata: Claude Jade). Tutti gli altri - tranne la coppia dello stupro - sono cattivi: gli amici di Sylvie (Mannari, Avram) e altri criminali. L'unico difetto del film è che non ci sono personaggi simpatici nell'ultima mezz'ora. Lo spettatore manca di empatia in questo mondo ormai puramente cinico, come la morte dei due stupidi egoisti al lago ci lascia freddi.
MEMORABILE: Il racconto di Claude Jade sulla morte di Deborah (la partita a carte dei tre amici), attori eccezionalmente bravi, filmati nobilmente da Piazzoli.

Daidae 16/12/21 22:07 - 2950 commenti

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Un recupero interessante e molto particolare. Film che vede un ottimo e nutrito cast di attori tra i migliori all'epoca nel cinema italiano (ci sono insieme Pistilli, Montagnani, Serato, Renato Turi) insieme a ottimi e giovani caratteristi. Molto buona la fotografia, splendide le ambientazioni in una stupenda Roma primi anni Settanta, valide le musiche. Da vedere.

Caesars 17/12/21 09:19 - 3392 commenti

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Certamente non buono, ma con qualche piccola carta da giocare. La vicenda è assai intricata (volutamente?) ed è difficile destreggiarsi tra mille nomi e situazioni che si accavallano sullo schermo; però i volti che appaiano sono "centrati" e si respira un'aria tipicamente "settantiana" difficile da ignorare. Il regista narra di fatti a lui non completamente estranei, anche se inevitabilmente "romanzati", e questo contribuisce a far sì che lo spettatore riesca a seguire con interesse un film comunque un po' raffazzonato.

Bullseye2 23/12/21 00:02 - 193 commenti

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La faccia (molto) sporca della Dolce Vita, già rancida e maleodorante: tra droga, crimini e ricatti qui si assiste al trionfo assoluto dell'ipocrisia del Potere e del potere dell'ipocrisia. L'unicum di Buffardi supera per malsanità la Roma bene di Lizzani e scivola in un maelstrom di nequizie possibili solo nel nostro Paese, in cui la Verità viene sommersa dal menefreghismo e dagli insabbiamenti di molti poteri oscuri che oltrepassano lo Stato. Film oscuro e inquietante che rappresenta un prezioso tassello sociologico tra lo splendore della Dolce Vita e gli anni oscuri che verranno.

Il Gobbo 7/01/22 23:43 - 3013 commenti

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D'accordo, non ha quella che si dice una sceneggiatura di ferro (ma non è che manca roba?); d'accordo, chi capisce il ruolo di Serato vince il quadro di Franco Angeli che si vede a un certo punto. Però come negare fin dai titoli la qualità di gustosissimo period piece? Goduria somma poi per l'Ufficio facce di Beppe Violiana memoria e per Renato Turi presente anche in corpore. Rarissimo crossover Polizia/Caramba con Pistilli e Montagnani che ci regalano scampoli di qualunquismo destinati a diventare dottrina militante (o militonta?) di certa magistratura.
MEMORABILE: La Scagnetti "'a droga mia so' i fagioli co' 'e cotiche!".

Paulaster 20/01/22 10:07 - 3699 commenti

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Sullo sfondo dello scandalo della droga al night-club romano si dipana un intreccio fatto di ragazze squillo, traffico di quadri e “dispetti” a suon di omicidi tra criminali. La sceneggiatura è piuttosto confusa nello spostare l’attenzione tra soggetti coinvolti più o meno a vario titolo nei fatti, e inserisce anche vari flashback (fine a se stessi) per spiegare dei particolari insignificanti. Il clima di inizio anni ’70 non è male per quanto riguarda alcuni ruoli da bassifondi, mentre i tutori della legge non sanno che pesci pigliare.
MEMORABILE: Il giocare a scopa mentre la ragazza agonizza; Il basista assicuratore; Gli omicidi durante il servizio fotografico.

Mco 22/01/22 00:03 - 2257 commenti

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Legato a fatti e fattacci di cronaca nera ma slegato da un logico contesto diegetico, questo film di Buffardi tange vari generi senza mai cadere nella tentazione di affondare in uno di essi. Si va avanti e indietro, tra analessi e prolessi, racconti e giustificazioni di ogni sorta, sparatorie e scene di ballo nel night eponimo. Il cast è variopinto omaggio al genere di quegli anni, con risalto per Avram da una parte e il duetto Montagnani-Pistilli dall'altra. C'è spazio anche per qualche seno al vento (la de Valvert soprattutto) prima di un finale altamente gattopardiano. Singolare.
MEMORABILE: La fine della de Valvert e di Mannari.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 17/12/21 09:46
    Scrivano - 15755 interventi
    Mi unisco a coloro che hanno fatto i complimenti a B.Legnani per il suo ottimo "riassunto" della trama.
  • Discussione Caesars • 17/12/21 10:00
    Scrivano - 15755 interventi
    Per chi fosse interessato a leggere una recensione d'epoca,
    ecco il link alla pagina de La Stampa del 14 Giugno 1973
  • Homevideo Cocoto • 18/12/21 17:16
    Galoppino - 1 interventi
    Caro Faun, anche io ho visto solo la versione CSC perché vivo a Berlino e non potevo ricevere il canale. Per quanto riguarda la scena che hai citato sopra con la guardia di sicurezza sulla spiaggia: ci sono molte star in "Number one", ma alcuni attori sono sconosciuti, sia l'"avvocato" che siede accanto a Claude Jade in "Number one" e poi parla con Chris Avram e "Rudy" durante la telefonata di Benni (Avram), che viene ascoltata da Sylvie (Jade). Credo di avere un'idea di chi sia l'assassino con il coltello sulla spiaggia. Ho guardato una scena della miniserie francese "Le secret des flamands" alla ricerca dell'attore accreditato Mario Prandi. Rispetto al "Number one", Mario Prandi avrebbe potuto interpretare l'uomo che taglia la gola a Emilio Bonucci sulla spiaggia. In "Le secret des flamands", purtroppo, indossa un casco in modo che il suo mento non sia visibile. Ha anche i capelli lunghi, ma non la barba come in "Number one". Purtroppo non posso inviare una foto del mio screenshot qui.
  • Discussione B. Legnani • 25/12/21 19:09
    Consigliere - 14617 interventi
    Duilio del Prete, citato da IMDb, non è presente nel film.
  • Discussione B. Legnani • 21/01/22 14:12
    Consigliere - 14617 interventi
    Per gli interessati, segnalo che è recensito (e massacrato) su Nocturno (gennaio 2022, pp.80-81).
  • Discussione Caesars • 21/01/22 16:04
    Scrivano - 15755 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Per gli interessati, segnalo che è recensito (e massacrato) su Nocturno (gennaio 2022, pp.80-81).

    Si può leggere anche on-line (non so se sia esattamente la stessa rece)
    https://www.nocturno.it/movie/number-one/
  • Discussione B. Legnani • 21/01/22 16:26
    Consigliere - 14617 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Per gli interessati, segnalo che è recensito (e massacrato) su Nocturno (gennaio 2022, pp.80-81).

    Si può leggere anche on-line (non so se sia esattamente la stessa rece)
    https://www.nocturno.it/movie/number-one/

    Confermo: è la medesima. Ma on line è pure più lunga.
    Ultima modifica: 21/01/22 23:38 da B. Legnani
  • Discussione Cotola • 21/01/22 23:09
    Consigliere avanzato - 3740 interventi
    Recensione in cui Pulici la tocca pianissimo.
  • Discussione Schramm • 22/01/22 12:42
    Scrivano - 7336 interventi
    Cotola ebbe a dire:
    Recensione in cui Pulici la tocca pianissimo.
    a tutta galanteria, si. la cosa fenomenale è che fa seguire un autoassolutorio parce sepulto all'aver comunque liquidato montagnani come cane memorabile (sia detto una volta buona)
    non ho visto il film e devo dire che tutto quanto fin qua in DG letto non mi invoglia a farlo né sfiora minimamente la mia curiosità e il mio interesse. non capisco il fuss e il buzz che gli sta tutt'attorno. non capisco perché stia diventando un caso. e probabilmente ha ragione pulici nel ricordare che vi sono pellicole sparite nel nulla che meriterebbero più attenzione e investimento di energie e danari (a me vengono alla mente la città dell'ultima paura di ausino o la rough cut da tre ore e mezzo di decadenza, per dire). per cui in ultima analisi non capisco nemmeno se/fino a che punto tanto travaso di bile sia giustificato. a ciascuno il proprio modus in rebus, immagino. 
  • Discussione B. Legnani • 22/01/22 13:50
    Consigliere - 14617 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    Cotola ebbe a dire:
    Recensione in cui Pulici la tocca pianissimo.
    a tutta galanteria, si. la cosa fenomenale è che fa seguire un autoassolutorio parce sepulto all'aver comunque liquidato montagnani come cane memorabile (sia detto una volta buona)
    non ho visto il film e devo dire che tutto quanto fin qua in DG letto non mi invoglia a farlo né sfiora minimamente la mia curiosità e il mio interesse. non capisco il fuss e il buzz che gli sta tutt'attorno. non capisco perché stia diventando un caso. e probabilmente ha ragione pulici nel ricordare che vi sono pellicole sparite nel nulla che meriterebbero più attenzione e investimento di energie e danari (a me vengono alla mente la città dell'ultima paura di ausino o la rough cut da tre ore e mezzo di decadenza, per dire). per cui in ultima analisi non capisco nemmeno se/fino a che punto tanto travaso di bile sia giustificato. a ciascuno il proprio modus in rebus, immagino. 

    Al di là delle ruvide tonalità usate, la maggior parte della valutazioni sono - a mio avviso - condivisibili o comprensibili. Altre, invece, no, come quella su Montagnani. Intendiàmoci, qui non dà certo una grande prova attoriale, ma mi pare chiaramente che Pulici esprima un giudizio totale, non una valutazione su questa specifica pellicola.
    Un'altra delle cose che non condivido è che sia stato errato recuperare il film. Ogni film dato per perso, ma poi recuperato, è una vittoria.
    Se "il fuss e il buzz" significano "chiacchericcio costante", la esistenza del parlarne assiduamente è più che giustificata:
    - film sparito, ma dalla esistenza notissima;
    - notorietà del suo ritrovamento da almeno un anno e - di conseguenza - lunga attesa;
    - caso scandalistico celeberrimo;
    - tragica scomparsa del regista;
    - cast di facce (molte) amate.
    Non faccio la lista delle varie cose sulle quali mi trovo d'accordo con Pulici. Nell'improbabile caso che qualcuno ne sia interessato, gli basterà leggere mio pallinaggio, le mie 5 righe e il momento per me memorabile.
    Ultima modifica: 22/01/22 15:11 da B. Legnani