CURIOSITÀ di Number One (1973)

CURIOSITÀ

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  • Allan • 10/12/21 15:00
    Disoccupato - 1188 interventi
    A proposito di "Number One" e dell'omicidio di Martignano. In Passi di danza su una lama di rasoio (1973), che è girato nel 1972 essendo uscito al cinema nel gennaio del 1973, sono inquadrati un paio di volte degli articoli di Paese Sera sulla vicende. La vicenda del "Number One", qui chiamata caso Vassallo, nel giornale sfogliato dalla Scott:



    L'omicidio di Martignano in un articolo (accanto al delitto di finzione) nel giornale esposto in edicola:

  • Fauno • 11/12/21 13:14
    Compilatore d’emergenza - 2638 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, un flano del film:

  • B. Legnani • 15/12/21 22:25
    Consigliere - 14562 interventi
    UN PO’ DI ORDINE NELLA TRAMA
    La visione del film, come segnalato da chi lo ha visto proiettato a Torino e da chi lo ha visto al passaggio televisivo, rende difficoltosissima la comprensione della vicenda. Molti i motivi: trama spezzettata da continui salti all’indietro, alto numero di personaggi, indicazione degli stessi con nomi poco memorizzabili, personaggi che entrano e escono in un amen, vicende diverse che si intrecciano, eccetera. Per chiarezza e per sintesi vi propongo la narrazione dell’intera vicenda, la cui lettura è consigliata per chi ha visto il film e vuole raccapezzarsi

    Per redigere quanto segue ho rivisto il film, interrompendomi più volte per capire nel modo migliore possibile. Quello che leggete non segue sempre la cronologia di quanto si vede nel film, perché altrimenti si sarebbero ripetute le stesse difficoltà. Ho cercato di unire fatti che nel film sono spezzati in più parti e ho narrato cose avvenute PRIMA, ma che nel film vengono presentate DOPO.
    Non escludo di essere incorso in qualche errore ma, come si sa, è una sfida complessa. Basterà dire che, a meno che la cosa mi sia sfuggita, il personaggio di Venantini non viene mai chiamato Leo: ho dedotto che si chiami Leo perché si parla, nel film, di un Leo e non vedo chi possa essere, se non lui…
    Saranno graditi suggerimenti e correzioni.


    Naturalmente è doveroso segnalare che leggendo la trama si incorrerà in una serie di ovvi spoiler.

    LA TRAMA
    Al Number One si trovano tutti quelli della Roma Male di alto livello: il proprietario Leo (Venantini), il titolare di un’agenzia fotografica Benni (Avram), il Commendatore (Turi), un Editore (Serato – si parla in realtà di Direttore, ma il ruolo ricoperto non può essere quello: probabilmente è stato un metodo per non identificare chiaramente un personaggio reale di cui si fece il nome), un Avvocato (attore non identificato). Arriva una telefonata all’Editore, seguìta con attenzione da tutti.

    Vediamo agonia e morte di Debora (Tanzilli), moglie di Garner (Malco). Dopo avere assunto droga sta male. Lui chiama i suoi fornitori, Dino (Ross) e Massimo (Mannari), che consigliano di lasciare che sopravvenga l’inevitabile decesso. Dato che esso ritarda, avvisano Leo (Venantini) della situazione. Leo contatta l’Editore (Serato) e quest’ultimo fa intervenire un medico fidato. Costui (Aureli) arriva e fa portare la donna in ospedale, ove giunge cadavere. Garner (Malco) parte subito per l’estero.

    Al funerale di Debora nessuno si fa vedere, tranne l’attricetta Sylvie (Jade), identificata da due poliziotti. Sylvie telefona per una soffiata ai Carabinieri: al convento di Monterenzo ci sono quadri rubati. Dino (Ross) e Massimo (Mannari) vanno alle Capannelle, ove incontrano Pupo (Di Luia): sono i tre personaggi di rilievo della Roma Male di basso livello.

    Il Commendatore (Turi) perfeziona una truffa con un notaio compiacente: fa risultare di avere acquistato dei quadri dal legittimo proprietario (un nobile), nel frattempo deceduto, quadri che erano intanto finiti in casa di Garner (Malco). Nel suo studio c’è un suo complice, il Ragioniere (attore non identificato). Costui è un usuraio in affari con lui. Lì lo raggiunge una telefonata da Pupo (Di Luia), che riceve l’incarico di punire due coniugi (Scotti e la Calderoni) che hanno reso un prestito con assegni scoperti: botte a lui, stupro a lei.

    Sylvie (Jade) si confida con Massimo (Mannari), che era con la sua donna Betsy (de Valvert), e gli racconta che in sua presenza Benni (Avram) aveva ricevuta una telefonata dal nobile Rudy (attore non identificato), che aveva collaborato per il furto di quadri presso il di lui zio (attratto al Number One mentre lo derubavano), affinché il Commendatore, per questa sua complicità nel colpo, stracciasse alcune cambiali.  Dopo di che, lo zio era stato eliminato e di Rudy era stato inscenato all’estero un finto suicidio, sbrigativamente accettato come tale dagli inquirenti del luogo.

    Massimo (Mannari) le dice che non deve temere più di tanto Benny (Avram), perché i veri “cattivi” del giro sono il Commendatore (Turi) e Leo (Venantini).

    Il commissario Vinci (Montagnani) va a interrogare un po’ tutti quelli del giro di Garner. Il Commendatore (Turi) gli fa capire di intuire di essere intimo con una Casa Reale, l’anziana madre (Franchetti) del citato Rudy non dice nulla, l’avvocato non si sbottona. Quest’ultimo va poi da un gallerista (D’Ettorre Piazzoli), coinvolto nel giro dei quadri rubati, nonché dal Direttore di un Monte di Pietà (Lollobrigida), a sua volta complice. Dissuade altresì senza sforzo la nobildonna (Franchetti) dall’intraprendere ogni via legale.

    I carabinieri guidati dal Comandante (Pistilli) trovano alcuni quadri al convento di Monterenzo e arrestano il priore. Dopo di che il Comandante prima riceve Sylvie (la Jade) che si confida solo a patto di non verbalizzare nulla (gli narra la vera dinamica della morte di Debora), e poi va ad arrestare Dino (Ross) che stava giocando a poker in modo truffaldino. Questi ammette che la cocaina trovata in casa sia sua, ma dice di averla tenuta come ricordo per il fatto di essere stato lui, nell’estate precedente, a fare da corriere per uno yacht, in cui stavano alcuni membri di una Casa Reale. Finisce in carcere, dove va a fare più o meno da sagrestano.

    Sylvie (Jade) viene sequestrata ed eliminata da Pupo (Di Luia) e compagni. Intanto Massimo (Mannari) e Betsy (de Valvert) fuggono da Roma. Lui le spiega come è entrato nel giro e rimpiange i tempi in cui si limitava a trafficare in quadri rubati. Saputo dell’arresto di Dino (Ross), lui telefona a quelli del suo giro, per dire che vuole soldi per fuggire in Svizzera e tacere su ciò che sa. “Gli amici” gli dicono che accettano la proposta, ma poi li eliminano entrambi.

    I due investigatori (Montagnani e Pistilli) fanno il punto. Vinci (Montagnani) riceve una telefonata da Serato (l’Editore) che ammette di essere stato conoscente dei Garner e nulla di più. Non hanno elementi certi, per cui provano a provocare i sospettati. Premono su Benni (Avram), che nega di riconoscere la salma (nel frattempo ritrovata) di Sylvie (Jade). Lui si innervosisce, fa una telefonata e minaccia l’interlocutore.

    Scoppia una bomba al Number One. Benni (Avram) incontra Leo (Venantini) e lo sfotte al riguardo. Esplode un’automobile in un garage. Non si capisce di chi sia, ma si scopre che era stata usata per trasportare quadri rubati.

    Pupo (Di Luia) va dal Commendatore (Turi) e si lamenta di come vanno le cose. Poco dopo lui e i suoi accoliti vengono eliminati da un gruppo di sicari. Avevano appena saputo che era stata ordinata l’autopsia di Debora, per stabilire le vera cause della morte.

    I due investigatori assistono alla riesumazione, commentando di non avere prove nei confronti di nessuno e che i reciproci fastidi che i vari soggetti si sono recentemente fatti l’un l’altro non avranno seguito, come a nulla servirà l’esito dell’autopsia.