Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/02/07 DAL BENEMERITO XAMINI
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Xamini 11/02/07 00:09 - 1243 commenti

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1941, occupazione della Libia. Un'armata Brancaleone di facce e dialetti italici (ma i dialoghi soffrono di qualche anacronismo) se la vede con un deserto inospitale e l'eterna assurdità della guerra. Il tema è affrontato con i tratti ironici di Monicelli, capace di affiancare al romantico Haber alla disperata ricerca di parole il concreto (e bravissimo) Placido in un sottofondo di amarezza. Qualche momento di stanca e qualche macchietta (il generale e i suoi passaggi accelerati) non rovinano l'armonia. Azzeccatissimo l'apporto di Ho visto un re di Jannacci/Fo.

G.Godardi 2/05/07 18:57 - 950 commenti

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Il ritorno al cinema del grande vecchio Monicelli è una commedia bellica scissa in due a causa del doppio soggetto da cui è tratta. La prima parte, caotica, chiusa e raccolta, pare più una rielaborazione di Mediterraneo: in realtà si parla di scontri culturali e dell'Islam di oggi. La seconda invece è un road movie con punte surreali (il generale di Sanguineti) che mettono in luce le assurdità della guerra. Tra le due la più riuscita è questa. Monicelli gira ancora con brio e verve, rielaborando anche alcune intuizioni viste nel secondo Brancaleone.
MEMORABILE: Carissimo... per il bene che ti voglio...

Cinevision 29/08/07 13:19 - 72 commenti

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Monicelli è tornato; quasi 90 anni e non li dimostra per niente. Il film un po' sì. Intendiamoci, è tipica commedia all'italiana; i personaggi sono azzeccati (sopratutto Placido, irresistibile frate naif), l'assurdità della guerra è rimarcata con la consueta ironia e amarezza alle quali ci ha abituato il regista ma... ma alcune cose lasciano perplessi; ad esempio le scene accelerate del generale (alla lunga stancano) o certi dialoghi un po' ridicoli. Comunque, bentornato maestro!

Tarabas 22/12/09 19:29 - 1878 commenti

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Un reparto medico militare finisce risucchiato in una ritirata nella guerra d'Africa. Monicelli ci mette un po' tutta l'Italia, da nord a sud, facce e dialetti, truppa fatta dal popolo e ufficiali colti ma ben poco marziali. Si parte con la farsa e la cosa funziona poco. Poi il film comincia a funzionare, con toni più equilibrati e momenti efficacissimi (il matrimonio per procura su tutti). Qualche gag poco riuscita, ma nel complesso è un film interessante e mai cartolinesco.

Capannelle 11/10/10 16:21 - 4389 commenti

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Gli attori si muovono discretamente e in qualche scena rivive lo spirito dissacrante dell'armata Brancaleone, ma nel complesso è un film poco originale, tecnicamente povero e discontinuo nei personaggi, che secondo me Monicelli faceva meglio a non girare. Nonostante molti della critica ufficiale gli abbiano fatto da balia c'è veramente da augurare al re della commedia italiana una strameritata pensione.

Caesars 2/12/10 09:21 - 3766 commenti

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Ultima fatica cinematografica del Maestro: gradevole ma non del tutto riuscita; infatti si respira aria di cinema povero e la realizzazione tecnica non è particolarmente riuscita. La storia non è molto originale, però ci si possono trovare temi cari al grande regista nonchè richiami brancaleoneschi e meditterranei. L'idea di mostrare "accelerate" tutte le sequenze che vedono protagonista Tatti Sanguineti è simpatica all'inizio, ma alla lunga stanca un po'. Sicuramente da vedere, ma i capolavori di Monicelli sono ben altri.

Nando 5/03/11 02:52 - 3802 commenti

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La guerra coloniale italica vista con gli occhi del maestro toscano qui nell'ultima sua fatica cinematografica. Un discreto affresco dialettale con personaggi minori assurti a complici della narrazione, tuttavia il risultato non è eccelso e nonostante la seconda parte bellica ci si aspettava francamente di più.

Galbo 7/03/11 07:20 - 12369 commenti

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Sessantacinquesimo ed ultimo film del grande Monicelli, Le rose del deserto riprende un tema molto caro al regista, quello del rapporto tra la guerra e il popolo italiano che in frangenti bellici mostra il meglio e il peggio di sè contemporaneamente. Nonostante il talento del grande regista emerga in modo preponderante, il film è penalizzato da una resa tecnica inadeguata e dalla prova di un cast non sempre all'altezza che ne fanno purtroppo un'occasione sprecata.

Saintgifts 5/10/11 12:27 - 4098 commenti

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L'aspetto più interessante del film è la visione insieme ironica e realistica, oltrechè umana, dei comportamenti dei soldati italiani (soprattutto) e tedeschi in Africa durante la II Guerra Mondiale. Anche la figura del frate domenicano (un bravo Placido) forte e disincantata, contribuisce a dare un aspetto veritiero a tutta la vicenda. Ottima la sceneggiatura; la regia di Monicelli, novantenne, è esemplare, gli interpreti tutti in parte. Originale e buona la scelta delle musiche.

Jurgen77 21/12/12 10:38 - 629 commenti

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A metà strada fra la parodia, la commedia, il grottesco e il drammatico. Ci sono alcune macchiette (tipo quella del generale "accelerato") che sono tragicomiche. Ottimo Placido nei panni del prete. Alla fine il film è gradevole, anche se si fa fatica a inquadrarlo in un genere. In conclusione direi che, malgrado l'età, Monicelli ha qui ancora molto da dire...

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Gigi66 22/11/14 10:10 - 12 commenti

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Brutto, fiacco, spesso imbarazzante ultimo film del Maestro Monicelli. Non che non ci siano buoni momenti (e non è un caso che il momento migliore sia un "funerale"), ma davvero in queste due ore sfilacciate si stenta a ritrovarci l'estro, la cattiveria, la genialità del suo autore. Musiche moderne terribili e una confezione da fiction Rai anni 90 non aiutano. Incredibile la benevolenza della critica ufficiale, con Mereghetti che gli affibbia le stesse stelle di Romanzo popolare o Amici miei.

Rambo90 20/11/19 17:08 - 7636 commenti

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L'ultimo Monicelli è un ispirato ma imperfetto ritorno alle atmosfere soldatesche della Grande guerra con incroci quasi alla Mediterraneo. Alcuni episodi funzionano e commuovono, come quello del soldato Sanna, altri sono un po' tirati via come quello della donna araba col tenente Salvi. La confezione è sempre curatissima, con ottime ricostruzioni d'epoca in costumi e oggetti. Il cast fa il resto, con Placido sugli scudi e un intenso Haber. Buono.

Reeves 24/10/20 23:36 - 2122 commenti

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Monicelli si accomiata dal cinema con un lavoro nel quale troviamo molti dei suoi temi preferiti: il gruppo di persone che deve compiere un'impresa non alla loro portata, l'antibellicismo, l'ironia sui rapporti tra i personaggi... I mezzi sono quello che sono (e quindi parecchio scarsi), alcuni interpreti non paiono all'altezza (il graduato di Tatti Sanguineti dovrebbe essere buffo ma è solo ridicolo), ma la zampata del vecchio leone qua e là è ancora visibile.

Il ferrini 6/12/23 23:20 - 2328 commenti

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Pochi registi in Italia possono dire di aver concluso la propria carriera dignitosamente, Monicelli può farlo. Stavolta il gruppo di amici non sono ladri, né compagni o cavalieri ma militari in Libia, abbandonati in mezzo al deserto. Modernissimo per l'approccio all'Islam degli italiani, poetico nei due personaggi principali: un favoloso Haber - col bene che ti voglio - e Placido, prete molto poco ortodosso ma pratico e pragmatico. Senz'altro da vedere.
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  • Curiosità B. Legnani • 27/12/20 12:19
    Pianificazione e progetti - 14929 interventi
    "Quelli [i soldati]che ricordo io erano bassotti, con culi bassi, invece ai provini si sono presentati giovani belli, alti più di un metro e ottanta, palestrati e non rappresentavano certo l'esercito che ho conosciuto io".

    Fonte: Rose del deserto (Le) (comune.re.it)
  • Curiosità Reeves • 4/10/23 18:20
    Segretario - 683 interventi
    Il produttore Mauro Berardi segnala che il costo previsto di 4 milioni di euro lievitò a 5 milioni per le richieste di Monicelli, soprattutto per gli esplosivi, e che i due litigarono dopo una lunga amicizia.

    Fonte: il libro "Per i soldi o per la gloria"