L'ultima notte di Amore - Film (2023)

L'ultima notte di Amore
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MMJ Davinotti jr
Anno: 2023
Genere: poliziesco (colore)
Note: Presentato al festival di Berlino 2023. E non "L'ultima notte d'amore". "Amore" è maiuscolo in quanto è il cognome del protagonista.
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Poderoso ritorno al noir dei Settanta (l'ombra di Di Leo si allunga incombente insieme alle influenze del polar) filtrato in ottica moderna, quindi con un inevitabile rimescolamento della linea temporale che tuttavia non disturba affatto limitandosi a mostrare le immediate conseguenze dell'incidente in apertura per ritornarvi poco dopo.

L'ultima notte di Franco Amore (Favino) è quella di chi l'indomani andrà in pensione ed è la notte in cui succede esattamente ciò che non sarebbe dovuto succedere. Franco voleva chiudere la propria carriera di poliziotto irreprensibile nel migliore dei modi, ma convinto dal cugino (Gerardi) della moglie (Caridi) ad accettare...Leggi tutto di fare da autista per un'ospite da prelevare in aeroporto, finisce di fatto a scortare - insieme a un collega (Di Leva) - chi deve trasportare un prezioso carico. Quanto accade durante il percorso in tangenziale sarà tutto da gustare, perché nelle prime scene il protagonista arriva in casa (dove è stata organizzata una festa a sorpresa per il suo addio alle forze dell'ordine) ma ancora non sappiamo da dove stia davvero rientrando. E' visibilmente scosso e verrà chiamato sulla scena di un incidente tutto da ricostruire la cui precisa dinamica si chiarirà attraverso l'immancabile, lungo flashback: si torna a quando i cinesi lo assumono per fare da autista e sembra quasi di rivedere Favino nei panni di Moschin e Gerardi in quelli di Adorf, con le superbe musiche di Santi Pulvirenti che occhieggiano a certe indimenticabili colonne sonore di Stelvio Cipriani.

Milano fa da sfondo ideale per un noir teso, girato tra limitate location in cui un senso di opprimente angoscia domina senza sosta, con la regia notevolissima di Andrea Di Stefano che coglie profili, primi piani, sguardi concedendosi piani sequenza e pregevolezze tecniche che non hanno mai il sapore di semplici esercizi di stile. E viene naturale pensare a come anche la sceneggiatura non potesse che essere opera della stessa mano, per come si sposa al meglio con le immagini. I dialoghi talvolta nemmeno si percepiscono limpidamente, divorati dai sussurri, dalle parole smozzicate in dialetto calabrese, presente a rendere incomprensibile ciò che non è necessario. Sembra di tuffarsi sotto la galleria dello scontro a fuoco insieme ai protagonisti: si osservano, si spiano, comunicano, si nascondono... con l'incubo costante del doppio gioco. Come deve comportarsi Franco? Sono consigli logici quelli che sua moglie prova a dargli con mirabile fermezza nonostante il terrore che le si legge negli occhi?

Non inventa nulla, Di Stefano, semplicemente imbocca uno dei generi che abbiamo negli anni saputo rendere nostro per mostrare quanto ancora lo si possa dominare con personalità e grinta, aggiornandolo senza indulgere in spettacolarismi superflui ma dirigendo al meglio un cast perfetto. Uno script asciutto efficacissimo, nessuna ironia e invece sudore, lacrime, mirabile gestione dei meccanismi noir mescolata a virtuosismi che s'impongono già sui titoli di testa con un magnifico, lungo volo sulla Milano notturna che si conclude nell'appartamento del festeggiato. Grande partecipazione nelle scene corali (a cominciare dal ricevimento a casa del cinese), finale aperto che per una volta non dispiace... Qualche lungaggine nella fase centrale, un po' di ovvio déjà vu, ma è un cinema di grande respiro, potente, coinvolgente, che trova i suoi limiti solo nella forse fin troppo devota aderenza al genere.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/03/23 DAL BENEMERITO REEVES POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/03/23
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Reeves 9/03/23 22:07 - 2202 commenti

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Poliziotto a fine carriera frequenta compagnie pericolose. Un poliziesco teso, notturno, tutto basato su una specie di mosca cieca e con un ritmo davvero indiavolato, ben sostenuto dall'ottima interpretazione di Pierfrancesco Favino e di Francesco Di Leva. Si rivive il clima dei grandi polizieschi degli anni Settanta ma non c'è nostalgia, si tratta di un film che racconta la notte di oggi e la racconta molto bene.

Nick franc 16/03/23 00:40 - 514 commenti

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Di Stefano si muove con abilità in un territorio che il cinema italiano sembrava aver condannato all'oblio: quello del poliziesco dalle forti venature noir. Ne esce un'opera veramente tesa e avvincente, a tratti inaspettatamente cattiva e con una sceneggiatura che riesce a creare personaggi psicologicamente credibili e che, al netto di qualche piccola ingenuità, si rivela robusta, ben congegnata e non priva di sorprese (finale compreso). Il cast, nel quale inevitabilmente primeggia un Favino all'ennesima conferma delle proprie doti, è da promuovere in toto. Da vedere!
MEMORABILE: La ripresa aerea iniziale; L'auto fermata in tangenziale.

Straffuori 15/03/23 10:22 - 338 commenti

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Ottimo poliziesco thriller noir interamente girato in notturna in una Milano spietata e nelle sue tangenziali che strizza l'occhio, riuscendoci peraltro benissimo, ai tanto amati polizieschi '70. Favino non sbaglia un colpo, molto bene Di Leva, espressiva e macchiettistica la Caridi, caricaturale e ambiguo Gerardi, brava la Semino Favro carabiniere. Finale un po' troppo risolutivo e forse inaspettato, ma per il 90% del tempo il film funziona alla grande e tiene incollati alla poltrona.
MEMORABILE: Il falso fermo in tangenziale.

Xamini 17/03/23 12:37 - 1252 commenti

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In una Milano nera eppure avvincente nella sua decadenza - ben sottolineata da una bellissima ripresa aerea iniziale - si muove un cast di tutto rispetto, capeggiato da un Favino che non ha più bisogno di dimostrare alcunché ma a sua volta sostenuto da un grandissimo Di Leva, un Gerardi in palla e una Caridi assolutamente nel personaggio. La scrittura è moderna, disegna bene i personaggi, li cala nel nostro tempo e produce un racconto che rimane teso dalla prima inquadratura sino allo scioglimento finale e lascia un intenso sapore di noir, di quelli di cui si sente il bisogno.
MEMORABILE: La meravigliosa ripresa aerea iniziale; La rivisitazione di alcuni momenti.

Gordon 25/03/23 11:25 - 261 commenti

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Si sentiva veramente il bisogno di un buon poliziesco, genere colonizzato da decenni dagli Usa. A svolgere il delicato compito ci pensa Favino, che dimostra di nuovo la propria duttilità calandosi a meraviglia nel ruolo, assai sofferto, pur masticando qualche parola di troppo. Non è l'unico, in quanto le sue spalle, molto ben tagliate, sono in prevalenza calabri dalla parlata marcata, trapiantati in una Milano enigmatica e corrotta. Il ritmo è incalzante e il finale aperto non delude. Da vedere!
MEMORABILE: La ripresa aerea iniziale.

Zaratozom 25/03/23 15:19 - 63 commenti

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Un omaggio straordinario a un genere che definire "poliziottesco" è riduttivo. Sembra quasi un Michael Mann che gira sequenze da brividi a Milano, uno Stelvio Cipriani che riprende sonorità e ritmiche incurante del tempo passato, un Gastone Moschin che rimane fedele al proprio stile di vita, titoli di coda che aderiscono a quelli di cinquant'anni fa. Un capolavoro irripetibile con un cast meraviglioso.
MEMORABILE: Il finale aperto che gli outtake del backstage del film forse ci svelano; L'espressione della Caridi quando apre la porta di casa a Favino.

Markus 25/03/23 16:57 - 3686 commenti

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Nel deserto cinematografico italiano, fatto da anni di stanchi remake e poche idee - quelle rade, peraltro, nella sola fruizione della tv a pagamento - sorprendono questi film capaci di riportare in auge un genere, quello del noir italico nel solco di "settantiana" memoria, e di farlo con tutti i crismi d'un tempo. Milano, raramente così ben fotografata (ottimo impiego per una volta dei droni), fa da silente cornice a una vicenda magari banale ma talmente disegnata bene che suscita persino entusiasmo. Ci auguriamo tutti che non si riveli, come spesso capita, un sasso nello stagno.

Puppigallo 25/03/23 23:39 - 5267 commenti

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Colonna sonora e situazione portano la mente verso Di Leo ma con un tocco di modernità. Favino è bravo a interpretare un poliziotto mite che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato (al traguardo della pensione). Anche Linda Caridi se la cava bene, nonostante il suo personaggio sia un po' meno credibile (troppa iniziativa). La narrazione scorre piuttosto fluidamente; e nonostante qua e là qualcosa non convinca (la moglie allo sbaraglio in cerca dei diamanti; l'uso sconsiderato dei cellulari oggigiorno intercettabili), il risultato è un buono noir-poliziesco ben diretto.
MEMORABILE: Il protagonista si estranea mettendo in sottofondo ciò che lo circonda; Gli accadimenti pre festa di pensionamento che giustificano le sue reazioni.

Cotola 6/04/23 18:27 - 9034 commenti

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Finalmente! Finalmente un film italiano di genere che vola alto. Qui siamo dalle parti del poliziesco settantiano, di cui la pellicola di Di Stefano ripropone, in parte, stilemi e atmosfere ma aggiornate alla contemporaneità. La qualità migliore è il ritmo, che si mantiene molto alto dall'inizio alla fine con la giusta tensione che raggiunge il picco in un paio di parti (la scorta e la ricerca). Convincente in modo pieno, pur con qualche piccola riserva qua e là sul piano della verosimiglianza. Positivissimo che domini il colore nero. Il finale farà "infuriare" parte del pubblico.

Caesars 12/04/23 09:58 - 3787 commenti

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Buon ritorno al film "di genere" firmato da Andrea Di Stefano. Già i titoli di testa, con una lunga "volata" sopra una Milano notturna, fanno presagire un prodotto realizzato con cura: infatti non si verrà delusi. La lunga sequenza ambientata in auto, con due poliziotti e due cinesi, è pregna di una tensione elevatissima e da sola varrebbe la visione della pellicola. Qualche momento (il recupero del "pacchetto" con relativo inseguimento) risulta meno efficace, ma sostanzialmente il risultato finale non può che appagare lo spettatore. Buone le interpretazioni.

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Rebis 16/04/23 15:36 - 2336 commenti

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Le note di Santi Pulvirenti riecheggiano gli score di Bacalov e dei Goblin, mentre la tensione cresce al minuto, mano a mano che Di Stefano scopre tutte le sue carte, ricomponendo perfettamente il quadro degli indizi sparsi tra passato e presente. Michelotti illumina Milano con un taglio da cinema internazionale. La caratterizzazione dei personaggi, secondari inclusi, è da vecchia scuola, senza un dettaglio di troppo. Cast in evidente stato di grazia. Un noir conchiuso, inesorabile, che non ha bisogno di porre tematiche a monte per legittimarsi.

Deepred89 17/04/23 00:19 - 3704 commenti

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Noir all'italiana che si avvale di una regia professionalissima e di un soggetto teso e accattivante, la cui iniziale struttura a flashback dapprima appare non necessaria, ma poi assurge a valore aggiunto una volta che si procede, con classe, alla ricomposizione del puzzle. Il crescendo emotivo dovuto a una situazione sempre più irreparabile funziona, ma la seconda parte è intaccata da inverosimiglianze che abbassano un po' i toni. La scena finale presa singolarmente funzionerebbe pure, ma vi si arriva troppo repentinamente. Buoni il cast e la colonna sonora alla Cipriani.

Magi94 17/04/23 11:11 - 950 commenti

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Un potente richiamo del noir italiano che non a caso viene ambientato in una Milano violenta, cupa e luccicante, con palesi omaggi visivi e musicali al capolavoro di Di Leo. Una storia ben congegnata di mafia cinese, 'Ndrangheta, carabinieri corrotti e poliziotti loschi (ma Franco Amore è davvero onesto come tutti dicono?), trainata da una regia che sa il fatto suo (bellissimi piani sequenza) e crea grande tensione, pur con qualche esitazione nelle scene d'azione. Il tutto magnificato da un'ambientazione attenta a ogni dettaglio sociologico e scenografico.
MEMORABILE: La scorta in autostrada; "Il denaro è fratello del diavolo".

Herrkinski 28/06/23 15:21 - 8100 commenti

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Forse a causa dell'impianto estremamente moderno, non si percepisce poi tanto l'influenza 70s di cui si parla un po' dappertutto; sia dal punto di vista visivo che da quello delle scene di tensione, sembra rifarsi più al neo-noir/thriller degli ultimi vent'anni (ma anche dei '90, penso a Carlito's way ad esempio), anche nell'escalation drammatica che chiude il film su una nota amara. Notevoli fotografia e riprese aeree, bel feeling tra Favino e la Caridi, ma tra inflessioni dialettali e il solito audio "all'italiana" vari dialoghi vanno perduti e ci sono diverse inverosimiglianze.
MEMORABILE: La ripresa aerea iniziale; In macchina coi cinesi; Il finale.

Dzekobsc16 3/07/23 10:42 - 46 commenti

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Il poliziesco è vivo, per merito del coraggio di Andrea di Stefano, capace di creare una pellicola cupa, tesa, sporca, in cui la recitazione in dialetto è (giustamente) masticata e fa comprendere solo ciò che è necessario per capire la vicenda. Favino in stato di grazia, Caridi perfetta nei panni di una moglie pronta a tutto, bene anche Di Leva e Gerardi in ruoli agli antipodi ma tagliati su misura. Colonna sonora dai chiari echi anni Settanta, mentre Michelotti fotografa meravigliosamente una Milano mai così nera, in una notte indelebile che sembra non finire mai. Gioiello.
MEMORABILE: Il viaggio in auto con i cinesi; La ricerca dei diamanti; Il finale.

Paulaster 4/07/23 18:33 - 4409 commenti

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Poliziotto accetta di scortare una consegna di diamanti illecita. Partenza non brillante con corsetta serale prima della festa a sorpresa (rimediata poi) e blocco centrale in macchina da gran scuola del noir. L'ultima parte ha un'epica quasi western che barcolla a causa dell’impiego eccessivo della moglie (male l'inseguimento), difficile a credersi in un'ipotetica realtà. Come film di genere tiene ottimamente l'attenzione e le musiche aiutano a restare nel clima. Favino trova il personaggio, specie nella voce, ma ha poche caratteristiche da poliziotto.
MEMORABILE: Il controllo dei carabinieri; Il figlio a spasso sul luogo del crimine; La finta commozione per la festa quando vede il bambino.

Daniela 17/07/23 01:03 - 12651 commenti

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Un poliziotto alle soglie della pensione che da tempo arrotonda lo stipendio facendo da scorta a un ricettatore amico di famiglia, accetta un incarico simile da un boss cinese a cui ha salvato la vita: dovrebbe essere un lavoretto facile ma tutto, come prevedibile, va storto... Bel noir notturno dai toni lividi e pessimistici, con un ritmo ansiogeno che concede poche pause e in cui le inverosimiglianze del racconto sono compensate dall'intensa interpretazione di Favino, ben coadiuvato dal resto del cast. Peccato che non tutte le battute dei dialoghi risultino comprensibili.

Sonoalcine 11/07/23 16:15 - 184 commenti

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Favino dà di nuovo prova di sapersi adattare con facilità a molti ruoli a lui proposti senza risultare mai banale e fornendo una recitazione davvero impeccabile quanto genuina. Terza volta dietro la macchina da presa per il regista Andrea Di Stefano, già apparso sul grande schermo anche nelle vesti di interprete. Qui, oltre alla regia, cura anche il soggetto e l'intera sceneggiatura. Splendide e tesissime anche le musiche di Santi Pulvirenti dei titoli di testa.
MEMORABILE: Amore salva la vita al "boss" cinese; I titoli di testa.

Galbo 19/08/23 08:20 - 12388 commenti

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Un bel noir italiano diretto con bravura da Andrea Di Stefano, che dimostra di conoscere bene il genere ma non manca di dare un’impronta personale al suo film. La sceneggiatura (dello stesso regista) è ben congegnata, con un uso efficace delle stesse sequenze viste da diverse prospettive; ottima l’ambientazione notturna di una Milano che mostra solo alla fine qualche scorcio turistico ma che per il resto è volutamente anonima. Pregevole la scelta del cast che offre una prova di alto livello. Da vedere.

Max dembo 24/08/23 13:19 - 427 commenti

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Discreto ma non di più, ulteriore tentativo di riaggiornare e rilanciare il genere poliziesco-noir all'italiana ma sarebbe più opportuno dire "milanese", che così grande scuola ha avuto e dato nei Settanta. Favino è bravo nel ruolo del mite poliziotto protagonista che mira solo ad andare in agognata pensione, meno alcuni co-protagonisti e caratteristi intorno a lui, una volta punto di forza del cinema italiano. Ben costruite alcune scene come quella nell'attico dei cinesi, troppo inverosimili altre, come quella centrale in autostrada. Nota di demerito per i dialoghi incomprensibili.
MEMORABILE: I titoli di testa a caratteri rossi e a volo di drone su una Milano notturna e illuminatissima di grattacieli, che potrebbe essere Wuhan.

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Manfrin 17/09/23 13:21 - 391 commenti

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Noir come la notte milanese, ben fotografata e filmata dall'alto nell'incipit. Favino all'altezza della sua (meritatata) fama impegolato in una sporca vicenda e in momenti di cruda realtà poliziesca. Un lavoro più che buono con la pecca dei dialoghi dialettali, scelta poco condivisibile in quanto, pur non decisivi nel racconto globale, minano la singola comprensione.

Capannelle 18/09/23 20:30 - 4408 commenti

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I titoli di testa immergono lo spettatore in una atmosfera potente e fascinosa. Lo svolgimento segue i crismi di un genere dalle antiche glorie aggiornandolo con sound e riprese di forte personalità, impeccabile direzione degli attori e un ritmo sostenuto. Fattori che permettono di sorvolare su alcune inverosimiglianze narrative (dov'è la tecnologia che tutto controlla?) e su alcuni slang fastidiosi (Gerardi, la Caridi iniziale). Atmosfere e sguardi cupi, ambiguità dei personaggi, nessun abuso di violenza esplicita, sound e immagini forgiati con efficacia. La ricetta funziona.
MEMORABILE: I titoli di testa; Amore che guarda negli specchietti; La rivisitazione dell'ingresso alla festa.

Nando 19/09/23 15:01 - 3813 commenti

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L'ultima notte di lavoro di un valente poliziotto che precipita in un abisso fatto di realtà e flashback perché coinvolto da un collega in un'operazione non propriamente lecita. Favino domina la scena in maniera egregia ben coadiuvato dal resto del cast. Talvolta i dialoghi appaiono poco comprensibili perché sussurrati oppure espressi in dialetto calabrese. Poderosa la colonna sonora, che rimanda a quelle degli anni 70.

Pigro 20/09/23 11:58 - 9659 commenti

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Ultima notte di lavoro per il poliziotto stritolato in un brutto tranello: trappola inestricabile e collo d’imbuto in cui finiscono fili diversi della sua vita. Ottimo film cupo e incalzante, appagante sotto ogni profilo, da quello più spettacolare (il magnifico volo d’uccello dei titoli di testa, la strage nel tunnel) alle sottigliezze psicologiche e interpretative, con il tema di fondo della labile soglia tra legge e illegalità. Mezzo pallino in meno per: dialoghi sovente incomprensibili, troppe inverosimiglianze, il finale moralistico.

Piero68 22/09/23 11:06 - 2957 commenti

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Di Stefano, questa volta in versione tutta italiana, si conferma regista (e sceneggiatore) di razza. Solido noir, che strizza l'occhio anche agli anni 80 e tocca un tasto per nulla esplorato nel cinema italiano: la corruzione nei corpi di polizia, oltre che l'espansione della mafia cinese. Ottimo cast dove ovviamente spicca il solito Favino, questa volta accompagnato da due validissimi caratteristi: Gerardi e Di Leva. Buona anche la fotografia che riesce a rendere quasi anonima (volutamente) una Milano by night. Da non perdere.

Pinhead80 27/09/23 18:34 - 4752 commenti

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Franco Amore è un poliziotto che dopo trentacinque anni di onorato servizio è prossimo alla pensione. L'ultima notte sarà coinvolto in un affare losco che rimetterà in discussione tutta la sua carriera e il suo futuro. Di Stefano riporta finalmente in auge il cinema di genere italiano e lo fa con un film potente, forte di una sceneggiatura semplice ma coinvolgente e di una colonna sonora incalzante che ricorda tantissimo i nostri film anni '70. Il lungo flashback nella parte centrale del film è il vero colpo di genio, che mostra da una diversa prospettiva quanto visto in precedenza.

Ultimo 25/09/23 16:04 - 1655 commenti

I gusti di Ultimo

Un buon poliziesco che richiama i migliori prodotti del genere anni '70, deve la sua fortuna all'ottima prova di Favino nelle vesti un poliziotto la cui ultima notte di lavoro prima della pensione va decisamente storta. Funzionano la ricostruzione degli eventi e la vicenda in generale, intrisa di un pessimismo cronico che sfocia in una finale crudo e raggelante. Buona anche la prova del resto del cast, per un film non di certo leggero ma adatto a chi apprezza il noir.

Striscia 25/09/23 18:02 - 57 commenti

I gusti di Striscia

Si rischia di essere ripetitivi quando si fanno i complimenti Favino per la recitazione: in questo caso scarna, puntuale e diretta. Il suo poliziotto integerrimo si trasforma in una notte e si scopre capace di tutto o quasi pur di salvarsi. Ma i fantasmi di quella notte torneranno, forse già dal mattino seguente, come si evince dal finale aperto. La regia è matura e anche virtuosa; buona la fotografia che ritrae una Milano meravigliosa vista dall'alto ma che diventa sporca e cattiva quando si è sulla strada. Bravo anche Gerardi, perfetto per il personaggio.
MEMORABILE: Il viaggio in auto; L'ultimo saluto via radio tra "servitori dello stato".

Nicola81 2/10/23 21:42 - 2853 commenti

I gusti di Nicola81

Il poliziesco italiano torna finalmente a battere un colpo. Messa a frutto la sua esperienza internazionale, Di Stefano firma un prodotto confezionato in maniera egregia, vigoroso sul piano narrativo, efficace nel disegno psicologico dei personaggi. Eccellente la prova di Favino, cast di contorno all’altezza (menzione obbligatoria per la Caridi), bella colonna di Santi Pulvirenti che ci fa respirare aria tipicamente anni ’70. Peccato che l’audio in presa diretta e l’utilizzo del dialetto (basta per favore!) rendano piuttosto ardua la comprensibilità di alcuni dialoghi.
MEMORABILE: I titoli di testa sulla Milano notturna ripresa splendidamente dall'alto; La riunione con i cinesi; Il controllo in galleria; Il finale.

Didda23 5/10/23 10:45 - 2426 commenti

I gusti di Didda23

Un grandissimo film di genere, nel quale la straordinaria regia di Di Stefano compie mirabolanti movimenti (indimenticabile la ripresa aerea iniziale) che si fondono alla perfezione con lo score di Pulvirenti (di cipriana memoria). L'atmosfera generale è vincente, con dialoghi asciutti e tesi (peccato che in certi momenti si disperdano nella confusione dei rumori di sottofondo) e con una caratterizzazione dei personaggi più che discreta (meglio quelli maschili). Nello stile ricorda il neo polar francese (soprattutto Marchal), ma le radici sono di chiara matrice italica. Notevole!
MEMORABILE: Il cambio nella stazione di servizio; La metafora della carpa; Il rapporto con i parenti calabresi.

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Gugly 7/10/23 23:49 - 1187 commenti

I gusti di Gugly

Noir moderno che omaggia aggiornando il poliziottesco anni 70 (i titoli in rosso e la Milano dall'alto chiaro omaggio a Di Leo) con una trama tesissima e compatta che tiene avvinti sino all'ultima scena; ottimi Favino e il resto del cast a cominciare dalla Caridi, la pecca (solita) sono i dialoghi in  presa diretta con gli attori che bisbigliano, qui spesso in calabrese stretto; ottima fotografia e colonna sonora più dalle parti dei Goblin che degli Osanna ma, d'altronde, il protagonista è precipitato in un incubo e noi con lui in una Milano livida e allo stesso tempo sfavillante.
MEMORABILE: Milano notturna a volo d"uccello sui titoli di testa; L'arrivo alla festa"prima" e "dopo"; Lo squillo del cellulare alla ricerca del collega corrotto.

Giùan 22/10/23 10:41 - 4556 commenti

I gusti di Giùan

Estremamente notevole per molti aspetti: il piano sequenza aereo iniziale fa della città (una Milano by night che continuerà a imperversare sul film lungo il piano dell'intera opera) una protagonista come da tempo non s'era abituati nel noir (non solo) italico; la descrizione di un ordine morale in cui la povertà (anche culturale) e le malintese aspirazioni segnano confini molto labili e "ingenui". Anche però alcune cose non convincenti: una seconda parte che non "fila" narrativamente e fa cadere in qualche contraddizione di troppo i personaggi (il cast fa tuttavia un gran lavoro).
MEMORABILE: Linda Caridi alla festa cinese; Di Leva e Favino al bar.

Jandileida 18/11/23 09:57 - 1564 commenti

I gusti di Jandileida

Intenso noir/polar italico che fa quasi gridare al miracolo. Le atmosfere alla Mann, le musiche alla Goblin, i titoli di testa alla Di Leo, un meraviglioso Favino alla Gabin: c'è vita oltre il remake. Di Stefano gestisce con cura l'avanti e indietro temporale e non complica troppo le cose, quello che conta sono le relazioni e le reazioni umane, l'humus criminale di una Milano metropolitana e notturna. Verso l'epilogo la narrazione comincia a vacillare, ma le papille gustative sono già state abbastanza appagate. Notevole l'argot milan-cinese-calabrese. Un bel vedere.

Fabbiu 24/01/24 09:43 - 2142 commenti

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Una storia semplice ma carica di tensione che tiene incollati allo schermo trascinando lo spettatore nel coinvolgimento, non solo emotivo, che si trova a vivere il protagonista, uno splendido Favino, poliziotto quasi in pensione che nella sua ultima notte di lavoro è travolto da un problema. Un noir intenso che peraltro si svolge per buona parte intorno alla scena del crimine. La confezione è quasi impeccabile (quasi, perché non tutto torna nella logicità di alcuni fatti della storia), i personaggi ottimamente scritti, la colonna sonora turbolenta e un finale che funziona.

Victorvega 29/01/24 18:03 - 502 commenti

I gusti di Victorvega

Film interessante, dallo sviluppo coinvolgente. Piacciono le interpretazioni degli attori (Favino sempre bravo), le trovate tecniche (bellissima la scena d'apertura con il volo d'uccello, a dipingere una Milano dall'alto e notturna), l'utilizzo del flashback e il ritmo impresso alla narrazione; i punti deboli sono una certa inverosimiglianza e alcuni dialoghi scarsamente comprensibili. Alla fine si rivela un discreto film, con un finale d'impatto.

Thedude94 2/03/24 00:08 - 1092 commenti

I gusti di Thedude94

Un noir italiano completamente nuovo per il cinema nostrano del nuovo millennio, ambientato a Milano e diretto ottimamente da Di Stefano il quale, grazie anche all'aiuto di un sempre bravissimo Favino, riesce a imbastire una trama degna degli ottimi polizieschi che ci hanno resi famosi negli anni '70. La tensione e il ritmo sono centellinati dalla splendida colonna sonora, che bene trasmette il clima di una storia cupa e drammatica che vive però anche di momenti di riflessione e speranza. Notevole e meritevole di essere ricordato. Bella scoperta.

Enzus79 10/04/24 22:33 - 2888 commenti

I gusti di Enzus79

La notte prima del suo pensionamento, il tenente di polizia Amore viene chiamato a indagare sulla scena di un crimine dove il suo collega/amico è rimasto ucciso. Dramma crime di discreta fattura. Girato prevalentemente di notte, la storia riesce a coinvolgere e la tensione è ben dosata. Le dinamiche finali non convincono del tutto: semplicistiche. Atmosfere apprezzabili.
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  • Discussione Daniela • 16/03/23 17:16
    Gran Burattinaio - 5926 interventi
    "Amore" è il cognome del protagonista e la scheda su IMDB lo riporta quindi correttamente con l'iniziale maiuscola, anche se in rete si trovano tante recensioni in cui invece è scritto tutto in minuscolo. 
  • Discussione Zender • 16/03/23 17:19
    Capo scrivano - 47764 interventi
    Ok, lasciamolo scritto perché altrimenti ce ne dimentichiamo e mi chiederanno di correggerlo :)
  • Discussione Capannelle • 18/03/23 12:55
    Scrivano - 3503 interventi
    Un piacere vedere voti così alti per questa opera e grande curiosità per il regista di cui avevo apprezzato il film precedente, senza peraltro rendermi bene conto che lo avesse girato un italiano.
  • Homevideo Caesars • 8/05/23 13:53
    Scrivano - 16809 interventi
    Bluray e dvd in uscita il 27 Giugno
    https://www.dvd-store.it/Video/Blu-Ray/ID-80290/L-ultima-notte-di-Amore
  • Discussione Max dembo • 23/08/23 22:09
    Servizio caffè - 423 interventi
    Mai o quasi, come  nel caso di questo "polàr" italiano, superincensato da quasi tutta la critica unanimizzata, ci si ritrova  bene con Moretti.
    Film del Di Stefano non disprezzabile (come i due precedenti, prodotti ben confezionati da esportazione che però davvero poco incidevano nella memoria, soprattutto il primo venuto dopo ormai modelli troppo superiori ed importanti), ma che poi alla fine non interesserà al pubblico, davvero a nessuno o poco più, per la "rinascita del genere" sempre millantata ai quattro venti e mai avvenuta. Proprio perché impossibile nel cinema di oggi, e perché al pubblico di quella massa ridotta che ancora va al cinema, diciamocelo, alla fine non interessa. Nota di demerito particolare per i soliti dialetti estremizzati da sottotitolazione, parlata sottovoce e mangiucchiata, intelligibile, e inaudibile. I film di Di Leo avevano dei doppiaggi di altissima classe da cultori degli stessi. E se in qualche parte presa diretta, certo mai così sovrastata dai rumori ambientali e dalla colonna.
    Dalla Bouchet, la Benussi, la Koscina, la Karlatos, la Santilli, la Paluzzi,  alla Caridi. Ehhhhh.
    Per non infierire sulle troppe davvero, inverosimiglianze. Una galleria e una autostrada milanesi senza telecamere, decine di auto che passano, cadaveri sull'asfalto ben illuminati dai neon e sotto gli occhi di tutti, nessuna ripresa neppure di uno dei milioni di smartphone, di Favino sul posto, nel 2022? Certo, come no.
    Il finale, seppure assolutamente incredibile e sospeso, è la cosa migliore.
    Marchàl, Jimenèz e Schoendoerffer, Lellouche, Canet, ma anche gli spagnoli, sono nel genere ancora ben superiori, poco hanno da temere. Scomodare come ogni volta Michael Mann o Friedkin-quando erano ancora loro-, non basta ed è cosa da pilota automatico. Non parliamo di Melville.
    https://youtu.be/cvrRF6un-NU?si=JEx2EDdPEz8mzGNf

    Ultima modifica: 24/08/23 07:15 da Zender
  • Discussione Zender • 24/08/23 07:14
    Capo scrivano - 47764 interventi
    A Milano è rimasto in cartellone per settimane come nessuno si sarebbe mai aspettato. Per essere un film che non interessa nessuno tre milioni e mezzi di incasso di oggi sono un'enormità, diciamolo chiaro, al pubbllco (e non parlo della critica) è piaciuto eccome e lo dimostrano i voti qui da noi. Per quanto mi riguarda ha la sua bella identità, questo film, senza dover per forza far paragoni con Francia Spagna o chicchessia o parlare di rinascita del genere...
    Ultima modifica: 24/08/23 07:17 da Zender
  • Discussione Max dembo • 24/08/23 08:10
    Servizio caffè - 423 interventi
    Zender ebbe a dire:
    A Milano è rimasto in cartellone per settimane come nessuno si sarebbe mai aspettato. Per essere un film che non interessa nessuno tre milioni e mezzi di incasso di oggi sono un'enormità, diciamolo chiaro, al pubbllco (e non parlo della critica) è piaciuto eccome e lo dimostrano i voti qui da noi. Per quanto mi riguarda ha la sua bella identità, questo film, senza dover per forza far paragoni con Francia Spagna o chicchessia o parlare di rinascita del genere...
    Il film è stato girato a Milano....Qui nel livornese-grossetano se ne ignorava persino l'esistenza, se non quando è uscito il dvd/BD, per dire la promozione di certi film italiani non dei soliti cartelloni. E lo dice uno che insomma, cerca sempre di tenersi piuttosto informato sul polso delle uscite, da sempre.
    Appunto per quello, dicevo come è bello trovarsi ad essere in minoranza, alle volte. Ma poi le minoranze oggi non sono pure intoccabili? Quindi perché non posso dire la mia. Non ho neppure detto che è un brutto film, anzi, vista anche la media nazionale qualitativa quando si fanno prodotti del genere. Persino qualche film dei Manetti o di Sollima figlio-(già 12 anni fa con "A.C.A.B." https://www.davinotti.com/film/acab-all-cops-are-bastards/27508) ha incassato bene, ed è stato dimenticato altrettanto in fretta, rispetto a certi titoli storicizzati e nel caso stracitati, del cinema italiano, come i dileiani, lenziani, anche martiniani, "milanesi"). La critica è una palestra e un confronto così e da sempre...se invece ci vuole l'unanimità...Francesi e spagnoli poiché sono coloro che fanno i prodotti migliori anche degli americani a volte, nel genere, e punto di riferimento. Visto che pure alcuni italiani come Placido o Scamarcio, hanno tentato di fare film polizieschi da loro, negli ultimi anni.
    Di Stefano lo avevo già tenuto presente vedendo i suoi due precedenti lavori esteri, quando in Italia pochi sapevano nemmeno chi fosse. Sono solo esagerati nel merito i giudizi sull'ultimo film e primo totalmente "italiano", tutto qui. Se poi uno di loro, con tutti i limiti anche oramai estetici del cinema moderno, a partire dal digitale, riesce a fare "La Isla Minima"  https://www.davinotti.com/film/la-isla-mnima/35270o "Mientras Duermes" https://www.davinotti.com/film/bed-time/26974, -che hanno voti molto più bassi sul Davinotti-, io per primo dico bel film. Ancora non pervenuto.

    Ultima modifica: 24/08/23 13:25 da Max dembo
  • Discussione Zender • 24/08/23 17:33
    Capo scrivano - 47764 interventi
    Non ho capito: chi ha detto che non puoi dire la tua? Da noi l'unanimità difficilmente esiste per i film, dico solo che quel "alla massa il film non interessa" non mi sembra così corretta come considerazione, visto che i suoi bei 3 milioni e mezzo li ha fatti e che ha insolitamente un bel numero di commenti anche qui che non siamo certo tutti milanesi. Poi avrà avuto difficoltà di distribuzione, non dico di no, il che fa ulteriormente pensare che l'incasso, in relazione, sia buono. Personalmente ho trovato molto più interessante e soprattutto godibile questo di La isla minima, ma ovviamente son gusti.

    Una cosa. i link ai film sono obbligatori solo nei commenti e nelle curiosità. Se li vuoi mettere anche in discussione generale tanto di guadagnato per il tuo intervento naturalmente e ti faccio i complimenti, solo che dovresti selezionare la parola che vuoi linkare (il titolo in questo caso) e poi linkare quella. Non ricordo più: dicevi che non ti riesce?
    Ultima modifica: 24/08/23 18:03 da Zender
  • Discussione Capannelle • 16/09/23 00:06
    Scrivano - 3503 interventi
    Vedo dai commenti che non sono il solo che ha trovato fastidiosi alcuni dialoghi poco comprensibili del Geradi e di qualche altro compare.
    Per il resto che dire? Che l'aggettivo "poderoso" usato dal sor Davinotti espirme bene la cifra stilistica del film, di alcune sue sequenze e dello score musicale. Che un film così ci voleva.
    E questo permette di passare sopra a qualche inverosimiglianza investigativa, come rilevava sopra Max Dembo.
  • Discussione Zender • 16/09/23 08:25
    Capo scrivano - 47764 interventi
    Sì, purtroppo la scarsa comprensibilità di certi dialoghi è difetto piuttosto comune, nella presa diretta in Italia. Non si è ancora riusciti a risolverla convincentemente.