I cento passi

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2000
Genere: drammatico (colore)
Note: Il film racconta la vera storia di Peppino Impastato.
Numero commenti presenti: 30
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Cento passi dividono la casa degli Impastato da quella del boss Gaetano Badalamenti (Sperandeo), ma la distanza tra il più irrequieto dei figli dei primi (Lo Cascio) e il secondo è ideologicamente ben maggiore. La storia (vera) di Peppino Impastato è una delle tante che hanno fatto della resistenza siciliana alla mafia una questione di autentico eroismo. Dalla contestazione tra le fila comuniste alla creazione di una radio “contro” fino alla candidatura per Democrazia Proletaria seguiamo una vicenda che abbraccia l’Italia dei Sessanta e dei Settanta fino all’eclatante rapimento Moro (destinato a offuscare inevitabilmente il caso Impastato). Marco Tullio Giordana co-scrive (con Claudio Fava e Monica Zappelli) e dirige un film lodevole...Leggi tutto negli intenti, un po’ meno della messa in scena e nell’approccio. L’abuso di classici rock destinati ad accompagnare le immagini forzando l’associazione temporale corretta (ma adesso basta con “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum!) è comunque funzionale e dimostra un’attenzione per le musiche che è uno dei trade-mark di Giordana. Ottima la direzione del cast, spinta verso un’esasperazione dei toni che dona vigore straordinario al film. Alla fine di tutto non vi si riconosce però quella profondità che il tema avrebbe meritato. Giordana sembra molto più interessato alla forma, alla ricchezza dei dialoghi, in generale ai particolari che conferiscono scintillante grazia al suo stile. Un passo avanti rispetto alla media italiana del genere, anche se per una maggior concretezza bisognerà aspettare LA MEGLIO GIOVENTU’.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Fabbiu 1/03/07 13:29 - 1930 commenti

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Se non altro il film rende giustizia al mitico personaggio di Peppino Impastato, morto per un ideale e quindi eroe. Non ci ho trovato niente di malvagio sia nella sceneggiatura che in tutto il resto. Gli anni 50 all'inizio, poi i 60 e anche i 70, sono perfettamente rappresentati dalle automobili ai vestiti, e tutto con una cura non indifferente come i dialetti, gli usi e le culture. Un film che prende dall'inizio alla fine, commuove, e soprattutto racconta una storia vera romanzata al punto giusto.

Gugly 28/12/07 22:28 - 1012 commenti

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Cento passi dividono il protagonista da un'altra vita.... Film che ricorda un morto dimenticato; un film intenso, magari con un pizzico di retorica di troppo (peraltro, a mio avviso si tratta di monologhi intensi di stampo teatrale) ma che riesce a far pensare e ad identificare chi guarda con un un ragazzo contro di 30 anni fa. Grandissima prima volta di Lo Cascio, peraltro fisicamente somigliante al giovane Impastato e grande prova di L. M. Burruano, padre di LoCascio nel film e zio di Lo Cascio nella vita.
MEMORABILE: l'agguato e l'uccisione con Summertime cantata da Janis Joplin.

Galbo 25/02/08 06:01 - 11343 commenti

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Bel film che si innesta nella nobile tradizione italiana delle opere di impegno civile. Marco Tullio Giordana dirige con rigore la vera storia della vita di Peppino Impastato che combattè una guerra impari e perdente con la mafia ma che appare nel film (grazie ad una riuscita sceneggiatura) una figura epocale di impegno contro i soprusi e le violenze. Bella regia ed ottima interpretazione di Lo Cascio e Burruano.

Deepred89 24/02/08 22:01 - 3268 commenti

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Film di denuncia come tanti altri, rigoroso nella ricostruzione d'epoca e piuttosto attinente alla realtà dei fatti, ma nel complesso fiacco e banale. La storia aveva delle grandi potenzialità, ma è penalizzata da una regia televisiva e banale. Tutto scorre senza emozionare e senza coinvolgere più di tanto e i luoghi comuni non si contano. Funziona la recitazione del cast, dal protagonista Lo Cascio (non eccelso comunque) all'ottimo Sperandeo (qui nel ruolo a lui congeniale del boss mafioso). Belle ma mal utilizzate le canzoni in colonna sonora.

Redeyes 28/02/08 18:10 - 2130 commenti

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Eccellente film di denuncia che poggia principalmente su un'ottima regia e su di un Lo Cascio in gran forma. La vera storia di Peppino Impastato riproposta in questo film è una di quelle che non vorresti mai vedere o sentire. È un film che fa incazzare, fa rabbia, fa tristezza, fa vittime e carnefici del sistema. Sicuramente è bene che si guardi con la consapevolezza che non vedremo il solito filmetto slasher o comico ma una bella opera che ci lascerà un magone. Consigliatissimo!

Maya 11/07/08 14:20 - 2 commenti

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Ho visto tantissimi film, ma questo (ovviamente insieme ad altri) è uno dei migliori per la storia, il testo, l'interpretazione ed anche perché non è solo un film denuncia ma miscela benissimo momenti di intensa ideologia non solo politica. Da consigliare.
MEMORABILE: L'istante in cui Luigi è seduto sulla collina ed esprime un suo pensiero: bisogna ricordare alla gente cosa è la bellezza per riconoscerla, difenderla...

Pigro 7/09/08 08:26 - 7728 commenti

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Vita (e tragica morte) di Peppino Impastato, voce libera contro la mafia, abbandonato dalle istituzioni e – almeno fino a questo film – anche dalla memoria collettiva. Dunque, il primo pregio del film sta proprio nella memoria. Poi, ottime la ricostruzione e l’interpretazione di Luigi Lo Cascio. Un film di alto impegno etico e civile, che dovrebbe essere visto e dibattuto in tutte le scuole, perché non parla solo di mafia, ma anche di un ragazzo che non ha dimenticato i suoi sogni, e che non si è voluto piegare al terrore.

MAOraNza 8/09/08 13:09 - 188 commenti

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Sulla storia di Peppino Impastato si è letto e detto molto, forse a volte anche a sproposito. Il film di Giordana è una bomba politico/sociale per svariati motivi: non si tratta solo di una pellicola di "mafia", bensì di una visione più globale dei valori della vita, di un'etica e di una morale con cui bisogna misurarsi tutti i giorni per non soccombere agli orrori della vita reale. Lo Cascio è fuori parametro e il resto del cast è all'altezza. Un film importante e toccante. Da vedere assolutamente, per non dimenticare.

Capannelle 13/11/09 12:22 - 3700 commenti

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Film di impegno civile da godersi senza mitizzare. Ben fatto e con attori in ottima forma (Lo Cascio è a livelli che mai più raggiungerà), sconta un minimo di retorica e ruffianeria filmica (le canzoni dell'epoca, alcuni dialoghi). Mette in luce la solitudine, declinata su più versanti, che il povero Impastato si trovò ad affrontare e la classica impotenza/connivenza delle istituzioni.

Cotola 13/10/09 19:33 - 7449 commenti

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La vita di Peppino Impastato rivisitata in un discreto film da Marco Tullio Giordana. Data per buona (ci mancherebbe altro) la sincerità dell’operazione, restano alcune perplessità. Certe scelte, infatti, si rivelano un po’ troppo ruffiane furbette per essere casuali: a tal proposito si vedano alcune scene [per esempio quella della lettura della poesia alla madre (bella per carità ma grazie… è Pasolini)] e la colonna sonora. In ogni caso ben lontano dall’essere un grande film. Pretestuose polemiche alla sua uscita.

Ciavazzaro 28/01/10 11:46 - 4758 commenti

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Non male. Il protagonista Luigi Lo Cascio mi ha convinto e anche il resto del cast si prodiga in maniera più che sufficiente. Buona anche la regia di Giordana. Può servire di monito per le future generazioni, per imparare a combattere un cancro italiano: la mafia.

Alex75 5/04/17 09:38 - 666 commenti

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Film che ha avuto il merito di far conoscere la figura anticonformista di Peppino Impastato e il suo impegno contro la mafia, davvero scomodo in quanto ha implicato una rivolta anche contro la famiglia. Giordana, il cui impegno civile è sempre lodevole, ricostruisce rigorosamente ambienti ed epoche e si avvale della buona recitazione di alcuni attori (Lo Cascio, Burruano e Sperandeo), ma a tratti eccede nella retorica e nei toni didascalici.
MEMORABILE: “La mafia è una montagna di merda”.

Funesto 30/03/10 23:51 - 525 commenti

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Buon mafiamovie biografico. La storia conquista e coinvolge e i personaggi sono tutti ben caratterizzati, dal protagonista (un Luigi LoCascio in ottima forma) a suo padre, oppressore per antonomasia. Eppure è il classico film sulla mafia come se ne vedono da decenni, ma questo sa addirittura commuovere lo spettatore come gli altri non sono mai riusciti a fare e il finale, con il funerale del protagonista fra la folla che glorifica il morto, è un qualcosa che difficilmente si scorda: da lacrime agli occhi. Merito di una regia ben misurata.
MEMORABILE: Il funerale finale: lo ricorderò finché campo.

Nando 25/06/10 01:45 - 3457 commenti

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Un Lo Cascio ispirato genera un Peppino Impastato con grinta e coraggio. È un film denuncia, tipico di Giordana, che senza manierismo e inutile didascalie narra i fatti in modo lucido e corretto. Una buona sceneggiatura, tralasciando i nudismi sessantottini, narra la vita di un sindacalista e uomo politico barbaramente assassinato dalla mafia lo stesso giorno della famigerata strage di via Fani a Roma, in cui fu rapito Aldo Moro e morirono 5 umili servitori dello Stato.

Ilcassiere 6/08/10 13:58 - 283 commenti

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Quando sono partite le note di "A whiter shade of pale" mentre scorrevano le immagini del funerale di Peppino Impastato, ho faticato a trattenere le lacrime. Ad anni di distanza, ogni volta che riascolto questa canzone (che peraltro già conoscevo) mi torna subito in mente Peppino Impastato, la sua storia, la sua grandezza. E mi torna in mente anche questo emozionantissimo film ed il sorriso di Luigi Lo Cascio, qui in una delle sue migliori interpretazioni.

Rebis 20/10/10 18:34 - 2088 commenti

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Cinema d'impegno civile, quello di Giordana, che si colloca nel solco tracciato da Francesco Rosi: ma, encomiabile nell'intento, resta didattico e scolastico nella deposizione degli eventi e nella caratura dei personaggi. Il rigore morale, l'etica del racconto viene sfocata da troppe sbavature retoriche, e l'enfasi finale, alla luce bruciante dei fatti odierni, è già ingenua ed utopistica. Lo Cascio, particolarmente somigliante a Peppino Impastato, ci mette troppa concitazione e resta impigliato nei limiti di una discreta performance teatrale. Tecnicamente accurata la regia. Ottima soundtrack.

Macguffin 17/01/11 17:14 - 124 commenti

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Film biografico di denuncia di indubbia forza ma con una regia persino troppo attenta a trovare un equilibrio tra le varie componenti. Manca il guizzo verso il capolavoro, ma il senso di fondo è penetrante: per sconfiggere la mafia (e in generale per ogni cambiamento) è necessaria una rottura con la narcotica e velenosa melassa di tradizioni/conformismi/abitudini che ci circondano. Pane al pane e vino al vino, senza compromessi, al costo di giocarsi le relazioni con chi si ha di più caro. E solo i giovani possono avere questo coraggio...
MEMORABILE: Il funerale finale.

.luke. 17/03/12 09:49 - 89 commenti

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L'unico capolavoro del cinema italiano del decennio appena trascorso: la storia di Peppino Impastato, assassinato dalla mafia, raccontata in maniera fedele. L'impegno politico, il rapporto con amici e famigliari, la lotta alla mafia: nulla viene trascurato. Oltre alla regia di Marco Tullio Giordana, il film si avvale di una serie di grandi interpretazioni e di un'ottima colonna sonora.
MEMORABILE: Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene, io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!

Samuel1979 10/07/12 23:59 - 469 commenti

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Doveroso e toccante omaggio alla figura di Impastato, ovvero a colui che lottò con le sole sue forze contro la mafia smascherandone pubblicamente tutte le sue nefandezze. Un film meraviglioso e scrupolosamente aderente al vero, che tuttavia pone lo spettatore in uno stato di impotenza di fronte ad un male "ineliminabile". Eccellenti le interpretazioni di Lo Cascio, Sperandeo e Burruano.
MEMORABILE: Perchè uno nella vita deve sapere fare tutte cose... anche il caffè, e io il caffè lo so fare, tutte cose so fare...

Piero68 7/02/13 14:30 - 2754 commenti

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Ottimo film di impegno sociale di Giordana e esordio col botto per Lo Cascio, che riuscirà a fornire la sua migliore interpretazione, ad oggi ancora inarrivata. Ottima anche la sceneggiatura, che invece di perdersi nell'unica direzione immaginabile riesce a spostare l'attenzione su tantissime sfaccettature non solo della vita di Impastato ma anche della Sicilia e dei suoi giovani. Forse troppo didascalico in alcuni passaggi, con una colonna sonora strariutilizzata negli anni. Bravi comunque Sperandeo e Burruano. Maluccio Gioè, malissimo Bruschetta.

Saintgifts 24/05/13 02:08 - 4098 commenti

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Oltre al merito di ricordare la figura di Peppino Impastato, il film mostra molto bene cosa sia la mafia, come sia capillarmente radicata e, questo non vorrei dirlo, come sia praticamente impossibile debellarla. Le coraggiose azioni e parole di Peppino sono quelle di un giovane che a viso aperto mostra il petto al nemico, a un nemico che ha una strana concezione dell'onore, una bestia intelligente, per questo pericolosissima. Forse qualche ricorso di troppo ad astuzie visive e sonore per accrescere le emozioni, ma l'argomento le merita tutte.

Pinhead80 29/04/15 19:14 - 3879 commenti

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I cento passi sono la distanza che separa la casa di Peppino Impastato da quella del boss locale. Il film ripercorre la storia di Peppino e la sua lotta contro il potere strisciante della mafia. Lotta con la parola (con la radio) e con le azioni che spaccano in due il muro dell'omertà. Un magnifico film di tutti e per tutti, che ricorda quanto sia difficile difendere la libertà e i diritti delle persone che vogliono vivere serenamente in una terra bellissima ma inquinata dalla malavita. Per non dimenticarlo.

Andre86 1/01/16 19:29 - 15 commenti

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Un bellissimo film di impegno sulla vita di Peppino Impastato. Una cosa che non ho ritenuto accettabile sono alcuni errori del film rispetto ai fatti realmente accaduti, che secondo me per un film biografico e di impegno civile come questo non sono accettabili. Bellissima anche la colonna sonora, con canzoni senza tempo (Cohen, Janis Joplin, i Procol Harum).

Il ferrini 12/02/16 01:15 - 1661 commenti

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Giordana ha girato pochi film ma quasi tutti indispensabili: questo sicuramente lo è. Uno straordinario Luigi Lo Cascio consegna alla storia del cinema italiano una delle più convincenti interpretazioni di sempre facendo attraversare allo spettatore l'intero spettro delle emozioni. La sequenza dei cento passi, ovvero la distanza fra casa Impastato e quella del boss Badalamenti, è memorabile, così come i suoi graffianti interventi da Radio Aut. Si respira coraggio, speranza, voglia di riscatto. Un grande film.

Lou 2/04/17 00:35 - 940 commenti

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Giordana realizza un'opera importante, non soltanto per la meritevole sensibilizzazione verso un efferato omicidio mafioso che non aveva avuto adeguato risalto in passato, ma anche per il suo sincero inno all'entusiasmo, alla libertà, alla capacità di disobbedire, che il personaggio di Peppino Impastato ha saputo incarnare e che la mafia ha voluto brutalmente sopprimere. Lo Cascio, alla sua prima prova, offre una prestazione molto convincente, che rimane impressa.

Mco 22/03/17 12:13 - 2135 commenti

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La vita di chi ha deciso di ribellarsi al sistema e prima ancora alla sua famiglia, che di quel sistema è parte da tempo. Impastato e la poesia, Impastato e la radio, Impastato e la politica. Ogni mossa segue un istinto di giustizia e libertà lungo un percorso irto di ostacoli, che gli si rivelerà fatale. Gli attori sono eccellenti, Lo Cascio in testa, ma senza dimenticare Burruano e Gioè, "imprigionati" in ruoli tanto delicati quanto dinamici. Lo strazio del post mortem fa bruciare ferite mai rimarginate (rectius rimarginabili). Splendido.
MEMORABILE: "Me l'hanno fatto a pezzettini".

Magi94 25/10/17 23:09 - 656 commenti

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Film d'importanza fondamentale per il cinema italiano degli anni 2000. Marco Tullio Giordana firma la sua opera più riuscita, che ormai rappresenta un vero e proprio inno (trascritto in musica dai Modena City Ramblers) delle nuove generazioni contro la mafia. Cita Rosi e lo omaggia, perché se da una parte la narrazione è priva della sua sobrietà, dall'altra il ritmo tiene bene e appassiona per tutta la durata, rendendolo "digeribile" da chiunque. Luigi Lo Cascio è al suo meglio e la sua somiglianza con Impastato è stupefacente.

Ryo 18/01/18 01:18 - 2169 commenti

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Il film che narra la vita di Peppino Impastato è un ottimo documento che rende giustizia alla vicenda, messa in ombra in quell'anno a causa della morte quasi contemporanea di Aldo Moro. Ambienti ricreati magnificamente, ottima la recitazione, resa credibile da un cast eccezionale (con l'ovvia presenza di Tony Sperandeo). Toccanti i monologhi, azzeccata la colonna sonora.
MEMORABILE: "Mai nessuno che si chiede come sto io"; "Me lo faccio da solo il caffè. Perché nella vita uno deve saper fare tutto, anche il caffé".

Paulaster 17/05/18 10:05 - 2725 commenti

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La vera storia di Peppino Impastato, che a Cinisi denunciò il clima di mafia in cui si viveva. Il periodo dell'infanzia è raccontato quasi come una fiction, ma nelle fasi politiche e di Radio Aut manda il messaggio giusto. Curati l'ambientazione del periodo e i contenuti sbandierati in piazza. Lo Cascio nel ruolo della vita (anche per una certa somiglianza) con bravi caratteristi nelle parti coprotagoniste. Piccolo accenno al momento del Paese e alla concomitanza del caso Moro.
MEMORABILE: "Sei obiettivo?"; Tano Seduto; Il discorso di Tano Badalamenti al bar.

Jandileida 17/10/18 10:57 - 1246 commenti

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Film di denuncia che riporta agli anni in cui il cinema italiano amava sporcarsi le mani con i venefici liquami della criminalità organizzata o della politica. L'eroica e commovente lotta di Peppino Impastato contro la mafia offre una miriade di spunti che Giordana riesce a sottolineare con rigore e senza eccessivi effetti retorici: la personalità del protagonista, l'omertà, il totale abbandono delle istituzioni, l'arteriosclerosi del PCI. Lo Cascio debitamente sopra le righe. Da fare vedere in patria e all'estero come testimonianza dell'Italia che lotta.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 2/04/08 11:24
    Consigliere - 43506 interventi
    Sì, l'avevo capito. Ed è verissimo. Il punto è che io non la vedo molto come una contraddizione. Alla fine chi distribuisce deve pensare a cosa può piacere e cosa no, indipendentemente da ciò che si dice. Prendere in giro il Grande Fratello è un luogo comune che trova facili appigli per la risata o per la critica sociale. E buona parte del pubblico di Virzì condivide, quindi perché "censurare"?
  • Discussione Gugly • 2/04/08 11:35
    Segretario - 4678 interventi
    è tutta una questione di profitto, ok. Però che tristezza.... però non cambia nulla, perchè allora è possibile che criticante e criticato siano d'accordo, e se il Grande Fratello lo vedono in tanti, magari saranno gli stessi che poi vanno a vedere il film di Virzì, che pare vada bene (io del GF ho visto solo la prima edizione, dopo mi sono persa).
    Ultima modifica: 2/04/08 21:29 da Gugly
  • Discussione Cotola • 2/04/08 13:26
    Consigliere avanzato - 3612 interventi
    Cara Gugly purtroppo anche io penso sia tutta una questione di profitto. E' triste ma è così.
    Tuttavia cerchiamo di vedere il lato positivo della cosa...se il distributore capo un giorno decidesse di produrre e distribuire solo i film della sua parte politica o di cui condivide gli assunti, cosa succederebbe? Probabilmente molti dei film e dei libri che escono ora non vedrebbero mai la luce.
  • Discussione Gugly • 2/04/08 13:31
    Segretario - 4678 interventi
    eh si....diciamo che speriamo sempre di accostarci al meno peggio.
    Però c'è un dovere, ed è quello di sperare sempre di migliorare, perchè di soli ideali non si vive, ma senza è molto triste.
  • Curiosità Gugly • 29/05/10 13:26
    Segretario - 4678 interventi
    Dal sito ricordato da Fabbiu:

    15.05.2010
    CONSEGNATE AL SINDACO DI CINISI LE CHIAVI DELLA CASA DI BADALAMENTI.


    L’immobile sarà affidato all’Associazione Impastato
    la chiave della casa di Gaetano Badalamenti, quella de “I cento passi”, sita in corso Umberto, è stata consegnata al sindaco di Cinisi, Palazzolo. Domenica 9 maggio, alla fine del corteo per ricordare il 32° anniversario della morte di Peppino Impastato, il sindaco consegnerà ufficialmente la chiave dell’immobile all’Associazione Culturale Peppino Impastato di Cinisi. La confisca ha avuto un lungo iter, cominciato il 4-4-1985, allorchè i giudici Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello emisero il primo decreto di sequestro. I legali di Badalamenti hanno avanzato una serie di ricorsi, sino ad arrivare al provvedimento del tribunale di Palermo, n. 7/0 del 26-11-07, divenuto definitivo il 4-11-09 che ha definitivamente chiuso l’iter giuridico di confisca del bene, passato al demanio dello stato, e adesso consegnato ufficialmente al Comune di Cinisi. Da allora ci sono voluti sei mesi, per arrivare alla consegna, dopo che la moglie di Badalamenti, Teresa Vitale, ha provveduto a svuotare la casa dei mobili.
  • Musiche Samuel1979 • 7/07/12 19:27
    Call center Davinotti - 2925 interventi
    Fra i meravigliosi brani della colonna sonora, possiamo ricordare:

    1) Al minuto 31:41, Peppino viene interrotto in un suo discorso sul film "Mani sulla Città" dal brano The Ballroom Blitz (The Sweet).

    2) Al minuto 01:06:10, "A whiter shade of Pale" (Procol Harum) accompagna il dialogo fra Peppino e Mauro (Francesco Giuffrida).

    3) L'uccisione di Peppino avviene con il sottofondo di "Summertime" di Janis Joplin.
    Ultima modifica: 8/07/12 08:26 da Zender
  • Discussione Samuel1979 • 19/09/12 22:10
    Call center Davinotti - 2925 interventi
    Piccola parte per l'attore Dario Veca nel ruolo del cugino Paolo Schillirò
  • Curiosità Samuel1979 • 24/05/13 13:46
    Call center Davinotti - 2925 interventi
    In una scena Peppino (Lo Cascio), fa leggere a sua madre (Lucia Sardo), la "Supplica a mia madre" di Pasolini.
  • Homevideo Mco • 25/01/14 22:55
    Scrivano - 9647 interventi
    Dal 19 Febbraio 2014 in DVD per Minerva Pictures.
  • Discussione Alex75 • 20/09/17 17:26
    Call center Davinotti - 603 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Forse non sarà il capolavoro considerato da molti, però questo film ha vari pregi:
    primo fra tutti, ricorda un personaggio dimenticato per molto tempo, che ha avuto la sfortuna di essere ucciso lo stesso giorno in cui hanno ritrovato il cadavere di Moro
    anche se il regista si concede qualche escamotage ( le musiche degli anni 60, liberi ,belli e frikkettoni), il lavoro è realizzato con cura, e Lo Cascio almeno a mio parere, rivela nella prima interpretazione sul grande schermo la sua derivazione teatrale.
    Ultimo ma non meno importante, alla presentazione in Mondadori di cui vi ho parlato, Lo Cascio ha raccontato come un sacco di gente dopo aver visto il film prendeva il treno ed andava a Cinisi dalla signora Felicia Impastato. Anche questo non mi pare poco.


    Se un film impegnato riesce a far conoscere diffusamente certi fatti o a sensibilizzare l'opinione pubblica su certe questioni, ha centrato l'obiettivo. Penso che buona parte delle iniziative che da Nord a Sud vengono dedicate a Peppino Impastato abbiano tratto impulso proprio dal film di Giordana. Concordo sulle tue impressioni riguardo a Lo Cascio, uno dei pochi attori lanciati nei due ultimi decenni ad avermi lasciato un'impressione positiva.