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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/10/08 DAL BENEMERITO DEEPRED89
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Deepred89 26/10/08 14:18 - 3282 commenti

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Bellissimo film che racconta il declino e il crollo di una famiglia visto dagli occhi di un bambino. Regia essenziale ed equilibrata, che riesce a dosare perfettamente i vari ingredienti senza mai eccedere (se non nella commozione facile nel finale, che comunque è ottimo) e che anticipa, per i toni crudi e amari, la futura corrente neorealista. Straordinaria l'interpretazione di Luciano De Ambrosis nei panni del piccolo protagonista, ma anche i due genitori (Cigoli in particolare) sono eccellenti.

Daniela 26/12/08 17:04 - 9369 commenti

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Importante nella storia del cinema italiano, ma a rivederlo adesso salta agli occhi la sua parzialità, il suo tono ricattatorio. La colpa è addossata tutta sulle spalle della madre (come dimostra il moralistico finale), ma questo padre non è altrettanto esecrabile? Distratto (lascia la moglie sola in mezzo ad un nido di vipere di provincia), inaffettivo (scena dell'arrivo in collegio), tanto incosciente da non preoccuparsi delle conseguenze del suo gesto melodrammatico. Commuove comunque la figuretta del piccolo Pricò.
MEMORABILE: La scena del numero di magia, con Pricò affascinato dal mago

Renato 16/02/10 12:38 - 1555 commenti

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Grande titolo per un grande film. Siamo a metà del guado tra il cinema del ventennio ed il neorealismo, ed infatti affiora ancora una certa recitazione filodrammatica da alcuni attori (la Pola, in particolare) ed il pur solido impianto drammaturgico è comunque basato su una trama da feuilleton. Ciò detto, De Sica mostra una delicatezza ammirevole e le scene memorabili sono davvero tante, fino ad uno dei finali più commoventi che abbia mai visto. Ottimo.

B. Legnani 5/11/11 15:30 - 4717 commenti

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Dice bene Morandini: lo sguardo del bimbetto, magistralmente diretto e inquadrato, evita che il film sia un banale fotoromanzo (almeno agli occhi di oggi). Detto del sorprendente De Ambrosis (presente ne I corpi presentano...!), va sottolineata la prestazione del grande Emilio Cigoli. Qualche tocco è notevole: i vicini di casa, l'impiegato che sa come stare al mondo... Nell'incipit sorprende la magrezza di tutti i bambini. ***

Gestarsh99 24/10/12 15:15 - 1321 commenti

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L'occhio melodrammatico di De Sica si abbassa per la prima volta ad altezza bambino, anticipando con veemenza il tema post-bellico dell'infanzia tragica, affrontato poi in Sciuscià e Ladri di biciclette da un punto di vista proletario e neorealistico. Questo capolavoro del regista si regge quasi unicamente sullo sguardo indagatore del piccolo Pricò, testimone innocente alla mercè di padri deboli e passivi e di donne guidate solo da bassi impulsi carnali, un girotondo diuturno di meschinità adulte visto come una pantomima di gesti dissennati e comportamenti indecifrabili, sempre e comunque presagio di dolore e infelicità.
MEMORABILE: Gli occhi in lacrime del bambino di fronte a quelli altrettanto commossi del padre; La "punizione" finale riservata alla madre snaturata...

Mickes2 28/04/14 16:12 - 1668 commenti

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Passaggio radicale nella poetica del Maestro e tappa seminale del cinema neorealista. Le amare e tragiche vicissitudini di una famiglia benestante fra adulterio, focose passioni e passività d’intenti (soprattutto paterne) sono analizzate con mano umanista, delicata ma ferma attraverso l’occhio sensibile e ingenuo di un bambino, il piccolo Pricò, spettatore inconsapevole di dissapori e incomprensioni, egoismo e bassezze, segnali di una disfatta famigliare nella quale a pagare le conseguenze è sempre il più debole e innocente.
MEMORABILE: Il tristissimo finale.

Paulaster 26/02/18 12:05 - 2773 commenti

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Madre scappa di casa con l’amante e l'equilibrio familiare precipita. Sceneggiatura dalla parte del piccolo protagonista che non risparmia nulla agli adulti: egoismo, leggerezza, insensibilità. Ottimi momenti di regia che sa alternare le punte drammatiche (con finale coraggioso) ad attimi di respiro (burattini, mago e balli) necessari per distogliere l'attenzione dalla guerra. Commovente il bambino nelle sue reazioni alla madre.
MEMORABILE: I sogni del bambino in treno; Il bambino sulle rotaie; "Bambino vai via" detto dal mago.

Minitina80 22/11/19 22:35 - 2336 commenti

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Nel titolo è racchiusa una buona parte del significato dell’opera, ovvero i bambini che guardano il mondo degli adulti non capendolo e pagando spesso il prezzo di scelte ai loro occhi incomprensibili. De Sica riesce nell’intento di trasmettere il messaggio, smuovendo gli animi con la sofferenza del piccolo protagonista e il cinismo che appartiene ai grandi. Un film ben diretto, con pochi momenti di pausa e sempre molto intenso sul piano emotivo, che si avvale di ottime interpretazioni, dal piccolo De Ambrosis alla invadente e pettegola Scarano.

Lebannen9_ 28/05/20 17:11 - 29 commenti

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Finite le commediole, De Sica raccoglie la sfida e mostra il suo talento dirigendo il dramma del piccolo Pricò che osserva la sua famiglia disgregarsi poco a poco. I bambini ci guardano, sì e noi guardiamo loro: il fulcro dell'opera è quell'intricata rete di sguardi che, partendo da Pricò, si snodano in un ambiente sociale meschino e vuoto, rivelando una drammaticità che va oltre quella (scontata) del tradimento coniugale. Stilisticamente debitore al cinema francese, ha in sé i primi esempi di tecnica neorealista che lo rendono impressionante.
MEMORABILE: Quando il padre interroga Pricò sull'assenza della madre; Il finale potentissimo.
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