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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

De Feo si cimenta col gotico recuperando una claustrofobicità familiare che fa pensare a Lanthimos, ma corre agli opposti nella cura formale: scenografie ricercatissime e una fotografia cupa strabiliante, dai toni che virano al verde con una desaturazione di grande qualità che - anche per l'ambientazione in una grande tenuta dominata da una villa castello - sembra guardare a certi horror spagnoli recenti. Non c'è insomma molto di nuovo nel lavoro di De Feo, semmai una grande abilità nell'acquisire stili e coordinate già scandagliati dal genere (compreso il finale a sorpresa che fa molto Shyamalan) per creare un'opera dal fascino magnetico...Leggi tutto poggiata anche sulla recitazione insolitamente valida dei due ragazzini al centro della storia: Samuel (Korovkin) è il figlio vezzeggiato e istruito; ha perso l'uso delle gambe nel prologo durante un incidente d'auto col padre (deceduto) e a dieci anni ama dedicarsi al pianoforte. Segue gli insegnamenti di sua madre (Cavallin), festeggia senza entusiasmo il compleanno ricevendo in regalo una rara copia del “Paradiso perduto” di Milton. Mai un sorriso e finalmente un contatto umano vicino nella figura di Denise (Francesconi), una ragazzina appena più grande (già fuma) con la quale stabilirà un rapporto complice dolce e non banale. La vita, nella grande villa ai margini del lago, trascorre senza grandi scosse (se non elettriche, ma questo è un altro discorso), in una reclusione volontaria che ci si aspetta venga spiegata, tra omaggi più o meno velati ai grandi classici del genere, meravigliose luci baviane sposate a una definizione tagliente che esalta la cura per la messa in scena e le ambientazioni nonché il valore di inquadrature di estremo pregio. Sembra di muoversi in un luogo sospeso nel tempo, se non fosse per alcuni oggetti che richiamano immediatamente alla modernità (l'i-pod che Denise regala a Samuel) ed è impossibile non notare la qualità estrema dell'impianto visivo. A convincere molto meno sono i dialoghi rarefatti e smorzati che palesemente sottomettono l'udito alla vista tranne per il ricorso a una colonna sonora che non poteva non essere altrettanto studiata, per quanto spesso minimale e focalizzata sui suoni prima che sulle melodie. L'impressione è quella di un film che avrebbe quasi potuto funzionare anche muto, giocato com'è sugli sguardi, sulle azioni e le conseguenti reazioni. Tutto è in fondo piuttosto chiaro fin dall'inizio e i piccoli indizi lasciati cadere qua e là non aggiungono troppo almeno fino all'ultima parte, quando si otterrano le risposte corrette in un epilogo di grande suggestione, girato ancora una volta utilizzando con grande intelligenza il formato panoramico. Il film non passerà alla storia (la forte derivatività è inevitabilmente penalizzante), ma non si può dire che non sappia intrigare chi non si lascia scoraggiare dalle lunghe scene interlocutorie utili a dare una visione d'insieme unitaria e omogenea.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/08/19 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/04/20
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Rambo90 27/08/19 02:28 - 6441 commenti

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De Feo azzecca in pieno le atmosfere di un film macabro fin da subito, con un'aria di claustrofobia che coglie lo spettatore insieme al piccolo protagonista, rinchiuso in una tenuta al riparo da chissà quale minaccia. Il ritmo è lento ma la storia procede inesorabile, con qualche incertezza nella seconda parte, ma aiutata da un'ottima fotografia, buone musiche e dal cast riuscito, in cui la Cavallin dimostra di saper sostenere un ruolo austero e difficile. Finale agghiacciante. Buono.

Digital 27/08/19 11:11 - 1123 commenti

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Ammantato da un’atmosfera lugubre e con una fotografia opportunamente desaturata, il film di De Feo è un horror che rimanda a certo cinema inglese della Hammer e al gotico nostrano degli anni Sessanta. Ciò che più sorprende è la performance degli attori: da una Cavallin in formato Barbara Steele a Justin Korovkin, ragazzino paralitico alle prime pulsioni sessuali. Il ritmo è tendenzialmente lento, ma la pellicola si lascia seguire con estremo interesse, con la voglia sempre maggiore di sapere come andrà a finire (pregio non da poco).

124c 27/08/19 14:42 - 2779 commenti

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Pellicola ambientata tutta, o quasi, in una villa fuori città, dove una coppia cresce un ragazzino disabile con la passione del pianoforte. Tutto è vintage, finché non arriva una ragazzina moderna che invita il protagonista a vivere in modo diverso. Nel film vivacchiano i dottori pazzi con macchine per l'elettroshock al seguito, i guardiani pervertiti e matti, le madri severe e dagli sguardi sinistri e i padri malinconici e rassegnati, in un'atmosfera buia e claustrofobica che non promette nulla di buono. Finale scioccante.

Matalo! 27/08/19 18:15 - 1368 commenti

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Un film tiepido e derivativo, che sembra una promessa e invece è solo dignitosa digestione di modelli stranieri. La confezione è da grande occasione, il tono vuol essere sostenuto ma la "sprovincializzazione" passa per le vie battute da Shyamalan, Amenábar e Giappone. Non aiuta la recitazione, dignitosa ma teatrale. I ragazzi se la cavano meglio degli adulti. Qualche snodo narrativo è faticoso e un po' ci si annoia. Incredibile la somiglianza di Lombardi con Buster Keaton.

Bubobubo 28/08/19 11:07 - 1231 commenti

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Dogtooth matrilineare alla pummarola: una tenuta sterminata in mezzo a un bosco, una giovane vedova dal pugno di ferro, il di lei figlio (apparentemente) disabile in seguito a incidente, una serie di lacchè legati alla mater familias da terrore e riverenza. Finché non arriva la giovane cameriera Denise (Francesconi)... De Feo non si inventa nulla e, anzi, cavalca con mestiere i cliché del genere, ma a uscirne fuori è comunque un buon prodotto, dal fascino sinistro, ben recitato (brava la Cavallin) e con un bel twist ecopolitico finale.
MEMORABILE: Il finale.

Taxius 29/12/19 20:34 - 1651 commenti

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Affascinante horror made in Italy ambientato in una gigantesca villa situata all'interno di un infinito podere che sembra sospeso nel tempo e isolato dal resto del mondo. De Feo per il suo film si ispira chiaramente a Shyamalan, riuscendo benissimo a captarne atmosfera e senso claustrofobico. La trama è molto criptica e non lascia intendere allo spettatore dove voglia andare a parare, fino allo spiazzante (e bellissimo) finale rivelatore. Forse De Feo avrebbe dovuto osare un po' di più, ma va bene lo stesso.

Daniela 7/12/19 22:57 - 9652 commenti

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Bimbo paralitico vive in una villa/prigione sotto la pesante ala della madre che impone severe regole di comportamento. L'arrivo di una ragazzina poco più grande suscita curiosità e scompiglio... Racconto gotico di buona fattura per quanto riguarda il comparto tecnico, ost compresa, la capacità di creare un'ambientazione claustrofobica ed un clima opprimente, le prove di quasi tutti gli attori. Convincono meno certi passaggi narrativi e anche l'epilogo shyamalaniano che appare non sufficientemente giustificato, per quanto di indubbio impatto. Film non del tutto compiuto ma fascinoso.

Mco 7/12/19 16:19 - 2159 commenti

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Stare al riparo da tutti e da tutto, vivere in una villa da sogno ma con le sbarre e le recinzioni. Crescere in questo modo non è il miglior modo di trascorrere l'adolescenza. Ma è il solo possibile. De Feo confeziona un prodotto elegante, suggellato da musiche calzanti e impreziosito da prestazioni attoriali di livello (Korovkin è sorprendente). Poco interessa della credibilità del plot, a noi basta guardare negli occhi quel bambino per ammirare la curiosità che vive in lui, digiuno com'è di ogni cosa. E per chiudere i nostri nel finale...

Il ferrini 8/12/19 23:53 - 1734 commenti

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Attinge moltissimo da Shyamalan (c'è una scena praticamente clonata da The visit), ma anche dalla clinica di Verbinski e da altro ancora. Visto che i modelli cui si ispira sono alti non si può certo dire che sia un brutto film, ma certo non brilla per originalità. Intensa la Cavallin, ricorda la Mrs. Danvers di Rebecca la prima moglie e bravi anche i ragazzini. Curiose scelte di color grading, con forte prevalenza del verde, rendono l'atmosfera straniante, quasi lisergica. Sorprendente il finale, che lo riscatta dalla mediocrità.
MEMORABILE: L'elettroshock.

Kinodrop 10/12/19 19:50 - 1601 commenti

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Apprezzabile per l'eleganza delle sequenze nella sontuosa villa/teatro, il gioco di luci e ombre da fine '800 (con un certo gusto kitsch alla Mario Bava). Non pervenuto però il benché minimo sussulto orrorifico; anzi, si assiste a una messa in scena catatonica e bisbigliante dall'inizio al troppo lontano epilogo. Un guazzabuglio tra esangue gothic e soap opera, con attori dalla mimica e i movimenti ridotti all'osso. Farraginosità, lentezza e un finale posticcio da "brivido" tardivo. Provinciale.
MEMORABILE: I concertini di Samuel; Dopo l'elettroshock, Denise più pimpante che mai; La donna che si accasciò due volte.

Hackett 21/01/20 18:08 - 1748 commenti

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Interessantissimo horror che ravviva la piattezza solita delle produzioni italiane ad ampia distribuzione, questo lavoro del bravo De Feo. Atmosfera raffinata, trama ben scritta e raccontata con eleganza, sfruttando al massimo una location molto suggestiva che ne rappresenta un interprete aggiunto. Formalmente estetizzante e con un apporto attoriale di livello. In tutto ciò, alla fine, delude leggermente la rivelazione finale, un po' troppo "già vista" e che tradisce in piccola parte l'attesa di qualcosa di originale. Comunque riuscito.

Nicola81 13/04/20 21:02 - 2009 commenti

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L'horror italiano torna a battere un colpo. Una storia non originalissima ma che comunque si presta a molteplici chiavi di lettura, un finale a sorpresa magari non così imprevedibile ma pur sempre spiazzante e soprattutto un regista (esordiente!) che si dimostra molto abile nel creare un'atmosfera claustrofobica e raffinata e a tenere ben desta l'attenzione senza ricorrere allo splatter o ai facili spaventi. Bravi i pochi attori: sugli scudi la Cavallin in libera uscita dalle fiction, ma anche il legame tra i due ragazzini è molto ben reso.

Deepred89 11/05/20 16:59 - 3312 commenti

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De Feo gira da maestro e regala al film, misteriosa storia inizialmente in bilico tra Lanthimos e Polanski, una confezione autoriale ma non calligrafica che è esattamente ciò di cui il cinema italiano di oggi ha bisogno, senza alcun provincialismo o terzomondismo d'accatto e con attori finalmente all'altezza (chiudiamo un occhio sulla dizione non impeccabile della Francesconi). Purtroppo il tutto è compromesso da un finale, per quanto ben girato, concettualmente rozzo e puerile, oltre che poco coerente le premesse. Lombardi ottimo villain.

Puppigallo 20/05/20 13:47 - 4526 commenti

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Buio e penombra avvolgono come in un sudario i protagonisti di questa pellicola malata non per i problemi fisici del giovane protagonista, ma per le regole, con tanto di tremende ripercussioni, di chi veglia su di lui. Qua e là il meccanismo arranca un po’ e gli attori secondari non sempre convincono, ma nel complesso il film funziona, grazie all’ambientazione, a madre, figlio e braccio destro “operante” e, soprattutto, a una buona mano registica. Meritevole di visione.
MEMORABILE: "In questa tenuta non c’è spazio per la malattia"; La barzelletta del cavallo e il maiale; "Se non segui il programma verrai buttato come un rifiuto".

Pumpkh75 10/06/20 14:24 - 1337 commenti

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Ben fatto e non solo in funzione della rivelazione finale alla quale approdiamo scaltramente raccogliendo le molliche di pane di Pollicino. E’ ben fatto nella sua interezza, a partire dalla regia delicata fino alla fotografia, dalla costruzione dell’atmosfera alla location, dalla compostezza maligna della Cavallin (una sorpresa) alla follia spigolosa di Lombardi (una sorpresona). L’originalità però non ci farà strappare le vesti, con le mutande che restano salde addosso quando si tratta di pura paura. Soddisfazione italica, ma l’eccitazione incondizionata non abita qui.

Capannelle 24/06/20 00:35 - 3745 commenti

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Film di qualità che vale tre pallini pieni per il recupero di una location strabiliante, la fotografia, le musiche e la direzione degli attori (alcuni di puro contorno, ma quelli principali sono azzeccati). La trama non chiude bene tutto ma sa costruire un buon percorso di tensione e muovere le sue pedine senza abusare del fattore sangue o degli effetti sonori. Così facendo, De Feo può essere accostato senza timore reverenziale ad altri noti registi internazionali e contribuisce a far tornare in voga il genere in Italia.

Giùan 28/06/20 07:52 - 3052 commenti

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Cominciamo con lo sgombrare il campo dagli equivoci della dissertazione: è un ottimo film, in cui De Feo esplicita con gusto e competenze tecniche l'abilità di costruire un atmosfera originale pur poggiandola su fondamenta cinefile (molto Bava sr. e ovviamente The others) e letterarie (un bildungsroman distorto) non di prima mano. Nel cast bene i due ragazzi e Odetto ma è la Cavallin che regge sovranamente l'ambiguità del tutto mentre non sono centrati e un po' infastidiscono il personaggio del medico e i ruoli di contorno. Peccato un finale in cui avrebbe giovato stare più asciutti.

Ultimo 17/07/20 17:52 - 1385 commenti

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Un horror complessivamente ben fatto,  diretto in maniera ispirata con attenzione ai dettagli, che sfrutta l'atmosfera gotica per creare un film non molto pauroso ma a tratti inquietante. Le cose migliori si vedono quando sono in gioco i protagonisti (la Cavallin ed il bambino protagonista...), mentre il cast di contorno non si eleva a grandi livelli. Qualche momento lento e superfluo c'é, ma il finale sorprendente e inaspettato porta il tutto alla piena promozione. 

Jdelarge 21/07/20 22:10 - 886 commenti

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Un buon film caratterizzato da una fotografia tetra di indubbio fascino, coadiuvata da scenografie ben congegnate. La sceneggiatura non convince completamente perché non sembra esserci una vera evoluzione durante la vicenda, anche se il bellissimo finale offre interrogativi, oltre a conferire un senso a tutto il resto. Molto buona la prova del cast. Interessante.
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  • Homevideo Taxius • 16/12/19 20:18
    Archivista in seconda - 178 interventi
    A quanto pare molti Bluray in circolazione mostrano problemi e non partono. Se ne avete uno controllate ;-)