Ad astra

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Ad Astra
Anno: 2019
Genere: fantascienza (colore)
Regia: James Gray
Note: Presentato in anteprima alla 76a mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La fantascienza è uno dei pochi generi che mantiene ancora intatta la capacità di stupire facendoci aprire gli occhi su scenari meravigliosamente evocativi, se affidata a registi che abbiano le qualità per maneggiarla con sapienza. James Gray, e non è la prima volta che lo dimostra, appartiene a questo ristretto novero di autori e bastano le prime immagini, su altissime antenne che si ergono da terra per chilometri e chilometri, a farcelo capire. Roy McBride (Pitt), lì arrampicato, è testimone di gravi danneggiamenti alle stesse dovuti a misteriosi picchi energetici provenienti dallo spazio che innescano gravi disastri. Bisogna rintracciare l'origine del pericolo, che l'ente spaziale SpaceCom fa risalire al padre di Roy, Clifford McBride...Leggi tutto (Lee Jones), partito molti anni prima per una missione su Nettuno in cerca di nuova vita intelligente nel nostro Sistema Solare e mai più tornato. Logica vorrebbe fosse morto da un pezzo, invece no: alla SpaceCom tutti credono sia ancora vivo e per contattarlo spediscono su Marte (ultimo avamposto terrestre) il figlio astronauta. Una volta lì questi dovrà spedire verso Nettuno un messaggio "cripto-laser" in cui chiedere spiegazioni a papà, che pare si stia baloccando con l'antimateria creando appunto i nocivi picchi energetici di cui sopra. In definitiva ciò che conta è che Roy dovrà partire per la Luna, da lì verso Marte e una volta sul Pianeta Rosso spedire il messaggio. Un'odissea in realtà di pochi giorni (siamo in un futuro in cui in un paio di settimane o poco più sei già su Marte e aggiungendoci un mesetto arrivi pure su Nettuno, volendo) che la regia rarefatta di Gray ci fa pesare come fossero mesi. Se infatti è impossibile non rimarcare la magnifica resa di alcune sequenze spaziali (in special modo colpiscono quelle sulla Luna, compreso uno scontro a fuoco tra Rover che i suoni attutiti, le inquadrature e gli scenari fantascientifici rendono memorabile), lasciano perplessi i lunghi monologhi inconcludenti e vanamente ambiziosi che ci accompagneranno per tutto il viaggio. L'obiettivo è quello di interiorizzare l'esperienza spaziale seguendo i dettami della fantascienza più sofisticata e "alta", quella di Kubrick e Tarkovskij, quella che mette da parte lo spettacolo più biecamente commerciale per addentrarsi in elucubrazioni filosofiche, esperienze mentali imperscrutabili, incontri ricchi di fascino e tendenti a una meta ultima cui lo spettatore agogna pur sapendo quanto essa genererà ulteriori stadi di (in)comprensione. Per arrivarci però - e tralasciando qualche innesto d'azione (oltre all'inseguimento in Rover non si può non citare l'imprevista lotta con la scimmiesca cavia da laboratorio, che ha il preciso compito di movimentare il quadro generale) - non si trova soddisfazione né nelle considerazioni vacue e sovente inconcludenti del protagonista (un Pitt in parte ma che non va molto oltre gli standard), né nel finale, né nell'accostamento tra musica e immagini che esclusi rari momenti si adagia nella banalità di genere. E se Lee Jones e la Tyler son poco più che volti su uno schermo, si ritaglia invece il suo spazio un'icona della fantascienza come Donald Sutherland; al proposito tuttavia ci si domanda come nel futuro si possa spedire a zonzo per il sistema solare gente dall'età molto più che pensionabile... Passi per Sutherland che deve accompagnare il protagonista su Marte, ma che la missione Lima, importantissima, fosse affidata a uno come Tommy Lee Jones... Realizzazione di qualità ma ritmi catatonici, mai controbilanciati da una profondità vera di cui si coglie solo un pallido riflesso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/08/19 DAL BENEMERITO TAXIUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/03/20
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Taxius 30/08/19 12:14 - 1643 commenti

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L'astronauta Brad Pitt si spinge ai confini del sistema solare alla ricerca di un padre scomparso nel nulla insieme a terribili segreti. Fantascienza d'autore dai ritmi molto lenti che ha come unici veri protagonisti la solitudine più assoluta e un rapporto padre figlio molto tormentato. James Gray gira un film filosofico sul siamo soli nell'universo e, rispetto ad altre opere sul genere, tende a dare una risposta senza lasciare punti interrogativi. Visivamente spettacolare e dalla fotografia superlativa, Ad Astra, è un buon film ma nulla di più.
MEMORABILE: L'attacco dei pirati; La scimmia.

Rambo90 27/09/19 21:58 - 6347 commenti

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Fantascienza filosofica, visivamente affascinante ma in fin dei conti noiosa, perché il protagonista non è approfondito a sufficienza e il suo rapporto col padre non coinvolge emotivamente. Il ritmo è letargico e quando finalmente avviene l'agognato incontro delude le aspettative. Pitt monolitico, Jones sprecato. Si salva solo la confezione, con alcune inquadrature molto belle.

Digital 29/09/19 13:42 - 1120 commenti

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Fantascienza che cerca di porsi al di sopra dei classici prodotti mainstream, prendendosi lunghe pause e riducendo al lumicino la parte puramente action. Scelta coraggiosa, che tuttavia va a sbattere contro il muro del tedio, che inizia celermente a sopraggiungere proprio per la carenza di ritmo, il che riduce la godibilità. Parte finale che strizza l’occhio ai lacrima-movie. Pitt fa il suo senza esaltare particolarmente; la Tyler si intravede, Sutherland meritava più spazio esattamente come Lee Jones. Non male, ma si poteva far di meglio.
MEMORABILE: Il babbuino geneticamente modificato che cerca di uccidere Pitt.

Josephtura 30/09/19 09:59 - 150 commenti

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Una noia cosmica: prendere L'uomo che fuggi dal futuro, aggiungergli Punto di non ritorno, diluirlo con Solaris e allungarlo con una logorrea contagiosa. Bella la scenografia, affascinante l'inizio, ben fatta la scena con il babbuino, curioso - ma non originale, ripreso pari pari dal primo lungometraggio di Lucas - il senso di un futuro dittatoriale con "confessioni" computerizzate ma tedioso quando non senza senso tutto il resto.
MEMORABILE: Il babbuino.

Cotola 1/10/19 23:37 - 7525 commenti

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Stavolta Gray, dopo essere passato per il dramma (anche sentimentale) e l'avventura, si addentra nei territori della fantascienza cercando di costruire una pellicola matura, lontana dagli inutili frenetismi action di certe pellicole odierne. E in parte ci riesce, ma sconta il difetto principale di una sceneggiatura troppo derivativa che molti potranno anche ritenere troppo lenta e riflessiva. Nulla di dire invece sulla notevole eleganza delle immagini, esaltate da un'ottima fotografia, che si rivelano davvero belle e suggestive. "Povero" anche il sostrato psicologico-filosofico. Buon film.

Tomastich 7/10/19 10:10 - 1216 commenti

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James Gray tenta di riproporre Apocalypse now nello spazio e ci riesce cambiando, ovviamente, le carte in tavola. Il suo percorso personale continua imperterrito e, come in Civiltà perduta, il tema critico della civiltà occidentale come "divoratrice di mondi" è portato alla luce in modo netto e deciso. I tempi non sono quelli adatti alla sci-fi fracassona, ma la glacialità, la stilizzazione e la naïveté con la quale viene portata in scena questa "odissea familiare" è sicuramente realizzata con gran classe.
MEMORABILE: La scenografia della base sotterranea di Marte, che ricorda l'hotel bunker di Todo modo.

Ryo 20/11/19 02:04 - 2169 commenti

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Avvincente thriller, ambientato in un lontano futuro, con basi di credibilità dubbie, ma non è sulla scienza che il film si basa. La trama si sviluppa anche con toni di giallo avventuroso, con stupende scene d'azione e scenografie composte magnificamente. Brad Pitt fa il suo dovere; perde un po' di interesse la trama sul finale. Poiché tutto si incentra sulla psicologia del personaggio, una volta che egli svolge il suo dovere rimane ben poco.

Il ferrini 10/12/19 23:08 - 1685 commenti

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Non pessimo come Interstellar ma anche qui, nella seconda parte, è richiesta una forte sospensione dell'incredulità. Fortunatamente c'è un Brad Pitt in forma che attraverso i suoi monologhi ci accompagna nel vero viaggio di cui parla questo film, che non è quello verso Nettuno ma l'elaborazione del lutto. Far pace con l'abbandono, con la perdita, rispettare - per quanto dolorosamente - le ultime volontà di chi sceglie di andare. Le atmosfere sospese e la lentezza dei movimenti ne fanno un film molto elegante. Qualche sequenza ansiogena.
MEMORABILE: L'attacco delle scimmie; L'ammartaggio.

Galbo 18/12/19 15:36 - 11387 commenti

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Regista assai versatile, James Gray realizza un film di fantscienza esistenziale, nel quale la vicenda, comunque interessante e spettacolare entro limiti ragionevoli, è un pretesto per interrogarsi sulla solitudine e le finalità dell'essere umano. Stilisticamente elegante, un film che abbina la forma ai contenuti, segnalandosi anche per l'ottima prova del suo protagonista. Buono.

Capannelle 30/12/19 18:31 - 3721 commenti

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In mezzo alle stelle alla ricerca del proprio Io, minacciato da un rapporto paterno irrisolto e dall'incapacità di aprirsi con i propri simili. Coraggiosamente (e proponendo comunque una discreta regia) Gray cerca un approccio più ponderato al tema dell'esplorazione spaziale, peccato che lo script venga intervallato da una serie di passaggi action che fanno anche sorridere per la loro incongruenza e che quando dovrebbe approfondire sembri incerto e poggi troppo su di un Pitt onnipresente e onniparlante. Voto natalizio.

Jdelarge 3/02/20 21:06 - 874 commenti

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Paradossalmente un film che punta tutto sulle dinamiche drammatiche, umane ed esistenziali, riesce a dare il meglio di sé soprattutto nelle scene pirotecniche ambientate nell'immenso spazio. Tutto il resto, invece, sa di già visto e, comunque, di non eccessivamente originale. Il ritmo dilatato non è sorretto da una sceneggiatura che lo giustifichi. Discreto.

Modo 6/03/20 22:59 - 824 commenti

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L'esplorazione sembra essere una questione di famiglia... il tormentato figlio cerca di capire fin dove la mente "aperta" del padre può arrivare. Così parte il lungo viaggio di Brad Pitt (buona la prova) fino a Nettuno con tappe intermedie. Nonostante sia un film di puro intrattenimento ci regala momenti interessanti con qualche spunto di riflessione. Molto ben fatti gli effetti speciali come suggestiva è la fotografia. Finale un po' sopra le righe, ma si può sorvolare.

Viccrowley 13/05/20 12:10 - 803 commenti

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Sono svariate le assonanze del film di Gray con Gravity di Cuaron, a partire dal viaggio spaziale come metafora dell'elaborazione del lutto. Lo stesso personaggio di Pitt sembra andare in scia all'astronauta Bullock, specialmente nei modi di relazionarsi con gli altri e nel trovare una propria dimensione solo nella solitudine dello spazio. Dove Cuaron puntava esclusivamente sull'introspezione, Gray stecca però concedendo sprazzi action che stonano e tentano di strizzare l'occhio a una visione più commerciale. Il risultato resta comunque buono.
MEMORABILE: I tentativi di contatti via radio; Il dialogo tra Pitt e suo padre nel finale; In negativo, l'inseguimento action sulla luna.

Marchcav 25/08/20 23:42 - 7 commenti

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L'opera più ambiziosa per un regista capace di grandi risultati (Little Odessa) ed episodi minori (C'era una volta a New York) sempre incorniciati da una cura formale encomiabile. Ad Astra percorre la psicologia tormentata di un bravo Brad Pitt per farsi domande di stampo esistenziale che toccano riflessioni religiose. Visivamente bellissimo, il film cede un po' nella descrizione dei personaggi secondari, con l'eccezione di un Tommy Lee Jones che colpisce con il suo sguardo smarrito e profondamente disperato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 3/10/19 13:56
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Purtroppo Didda il risultato è al di sotto delle aspettative: ha il principale difetto di arrivare dopo una pletora di viaggi spaziali senza aggiungere nulla di davvero originale. Anche l'Odissea ridimensionata nello spazio umano, soffre di un personaggio troppo programmatico, solo intenzionale, cui Pitt non sa conferire un'emotività coinvolgente. Tecnicamente è ineccepibile, musica e fotografia da urlo, ma si finisce con enumerare le inverosimiglianze di sceneggiatura, qualcuna davvero enorme.
    Ultima modifica: 4/10/19 01:22 da Rebis
  • Discussione Didda23 • 4/10/19 10:02
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    Grazie, il tuo intervento ha sicuramente abbassato le aspettative.Sai meglio di me quanto la tematica "famigliare" sia ben presente in tutta la filmografia del regista ed il fatto che seppur abbia girata un'opera con una sovrastruttura fantascientifica mi pareva centrale il rapporto fra padre e figlio.
    Appeno lo guarderò ti farò sapere.
  • Discussione Rebis • 4/10/19 11:14
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Sì, la ricerca del padre è l'asse del film, ne deriva una specie di Apocalypse Now sci-fi in cui il genitore è il cuore di tenebra da raggiungere. Non è un brutto film, ma è troppo derivativo e non ha un protagonista definito e incisivo. Attendo le tue impressioni ;)
  • Discussione Capannelle • 30/12/19 01:06
    Scrivano - 2505 interventi
    A caldo, confermo le perplessità di Rebis: viaggio filosofico anche coraggioso ma non adeguatamente sostenuto dalla sceneggiatura che non approfondisce più di tanto e assembla inverosimiglianze in serie.
    E tutto sulle spalle di Brad Pitt ma su questo mia moglie reagisce con una battuta "mai troppo".
    Ultima modifica: 30/12/19 01:11 da Capannelle
  • Discussione Poppo • 30/12/19 08:57
    Galoppino - 421 interventi
    SPOILERINO:::::::::::






    L'arrampicata sul razzo in partenza da Marte è da "urlo": talmente stupida da far pensare a qualche metafora fallica... In fondo sta andando a cercare il padre...
  • Discussione Rebis • 30/12/19 09:50
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    A caldo, confermo le perplessità di Rebis: viaggio filosofico anche coraggioso ma non adeguatamente sostenuto dalla sceneggiatura che non approfondisce più di tanto e assembla inverosimiglianze in serie.
    E tutto sulle spalle di Brad Pitt ma su questo mia moglie reagisce con una battuta "mai troppo".


    Eh, difficile guardare Brad Pitt e non vedere Brad Pitt, nel bene (Tarantino) e nel male (qui, ma anche Malick per dire...).
  • Discussione Galbo • 30/12/19 11:34
    Gran Burattinaio - 3754 interventi
    Pe rme Gray è un ottimo regista, ammiro il suo eclettismo, e questo film non mi ha deluso, l'ho preferito per dire ad Interstellar di Nolan, per me mediocre. Forse si poteva scegliere un altro protagonista, Pitt non è adattissimo ma nel complesso se la cava in un ruolo non facile....
  • Discussione Rebis • 30/12/19 13:29
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Anche per me Interstellar molto sopravvalutato. Adoro Gray, ed Ad Astra ha
    sicuramente lo svantaggio di essere successivo a troppi film sui voli spaziali, ma il personaggio di Pitt è meno che abbozzato e lui non ha la statura attoriale per dargli profondità.
    Ultima modifica: 30/12/19 22:25 da Rebis
  • Discussione Capannelle • 30/12/19 17:44
    Scrivano - 2505 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    SPOILERINO:::::::::::
    L'arrampicata sul razzo in partenza da Marte è da "urlo": talmente stupida da far pensare a qualche metafora fallica... In fondo sta andando a cercare il padre...


    Con quella si raggiunge il top, è quasi come prendere il taxi.

    Su Pitt: per me non ha recitato male, non è lui il problema di un film dove si poteva equilibrare meglio la presenza degli altri (es. la Tyler che compare mezzo minuto e in forma sfuocata).

    Alla fine, per quanto doveva plasmare Gray è stato anche bravino, non mi è parso troppo lento.
    Ultima modifica: 30/12/19 17:59 da Capannelle
  • Discussione Poppo • 1/01/20 19:44
    Galoppino - 421 interventi
    Grazie a questo film però ne ho scoperto un altro di cui ignoravo l'esistenza...
    Per Aspera Ad Astra (1981)
    https://www.imdb.com/title/tt0126237/