Little Odessa - Film (1994)

Little Odessa
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Titolo originale: Little Odessa
Anno: 1994
Genere: drammatico (colore)
Regia: James Gray
Note: Leone d'argento a Venezia, Coppa Volpi per Vanessa Redgrave.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/09/08 DAL BENEMERITO ELSUP
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Elsup 8/09/08 00:18 - 140 commenti

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La storia, ambientata a New York, è incentrata sul "ritorno" a casa di un sicario della mafia russa, che porterà notevoli sconvolgimenti all'interno della famiglia. Scene psicologicamente forti e qualche buona idea (per esempio quella di ambientare la storia in un ghetto insolito per la grande mela) non riescono a salvare del tutto questo film, decisamente sopravvalutato a Venezia.

Skinner 26/10/09 10:52 - 592 commenti

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Crime-drama ben strutturato, che nonostante la possibile convenzionalità del plot riesce a tenere inchiodato allo schermo grazie a belle scelte di trama, il talento nel girare di Gray (vedi la sequenza finale), interpretazioni che definire eccellenti non è esagerato (con una menzione d'onore per un sorprendente Maximilian Schell). Gran bel film.
MEMORABILE: Roth che si libera dei cadaveri; Il confronto Roth-Schell sulla spiaggia.

Pigro 3/06/10 08:48 - 8919 commenti

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La visita di un killer alla famiglia originaria di russi immigrati a Brooklyn è il pretesto per una storia che sa mescolare sapientemente diversi livelli: quello del thriller vero e proprio, di cui non risparmia suspense e dettagli truci; quello (fortunatamente non eccessivo) dell'ambiente etnico; quello delle complesse relazioni famigliari; quello dell'adolescenza sbandata rappresentata dal fratello minore. Immerso in una struggente musica russa, il film trasmette emozioni filtrate da un senso quasi arcaico di dolore e malinconia. Da vedere.

Galbo 18/01/11 07:14 - 11933 commenti

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Una periferia metropolitana innevata e gelida (benissimo fotografata) fa da sfondo a questo esordio cinematografico del regista James Gray che mette in scena un melodramma familiare. Film ben scritto e realizzato in modo efficace, mantenendo una tensione elevata e dimostrando una buona capacità di direzione degli attori che offrono tutti una valida prova.

Rigoletto 10/04/12 11:53 - 1737 commenti

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Vidi questo film poco dopo la sua uscita e mi lasciò amareggiato ed incupito per il forte disagio sociale e il dramma familiare che dipingeva con plumbea pesantezza (una madre morente, un padre ormai arreso, un figlio criminale e l'altro.... sulla strada, una realtà troppe volte attuale). Va però dato merito al regista di aver dato un'ottima coerenza alla sua opera prima. Rivedendola confermo la mia sensazione di malessere pur riconoscendo l'indubbia bravura di regista e attori. Bello e triste. Da vedere, ma non prima di andare a nanna. ***
MEMORABILE: La muta disperazione e l'arrendevolezza negli occhi di Reuben.

Rullo 19/04/12 19:30 - 388 commenti

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Gray riprende uno credibile scenario in cui due mafie si scontrano senza esclusione di colpi. La famiglia è importante, non come nel Padrino ma di certo fa da perno a tutta la storia. Le interpretazioni ispirate (il film vanta la presenza dell'ottimo Roth) contribuiscono all'immedesimazione e la regia è svolta con mestiere.

Rebis 2/05/12 17:49 - 2203 commenti

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Livida rilettura del gangster movie incentrata sul concetto di estraneità etnica (la comunità di ebrei russi a Brooklyn), sociale (Joshua, killer a pagamento, torna nella città natale) e familiare (i legami di sangue non estinguono la prepotenza intestina). Come si conviene saranno gli innocenti a subire le conseguenze. James Gray esordisce a soli 25 anni facendo tesoro dei conflitti generazionali (l'ombra del parricidio) e imprimendo al film un sincero afflato tragico che vive di un crescendo lirico convincente. Bene Roth e Furlong. Vanessa Redgrave nell'ormai canonico ruolo della vecchiaia.

Lupoprezzo 31/10/12 22:55 - 635 commenti

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L'esordio del regista di Two lovers e I padroni della notte avviene con questo cupo dramma criminoso (ambientato nel quartiere newyorkese di Little Odessa) che vede coinvolta una famiglia ebreaica d'origine russa. La desolazione della vicenda si sposa benissimo con la povertà degli ambienti e con un clima gelido come quello che si respira a New York in inverno, in grado di assopire i cuori e le coscienze sotto la neve. Implacabile, freddo e senza una vera via di uscita. Ottimo il contributo del cast e pregevole la fotografia.

Didda23 6/03/13 23:21 - 2360 commenti

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Ogni storia, nel mondo cupo e tremendamente solitario di Gray, ha come cardine le relazioni indissolubili che solo la famiglia sa creare, e Little Odessa ne è degno capostipite. L'estetica, lontana anni luce dal gusto prettamente yankee, abbandona i primi piani e pone la telecamera lontano dalla scena, impregnandola così di pudore e rispetto perché ciò che si osserva è fatto strettamente personale. Furlong ha uno sguardo colmo di tristezza che è indimenticabile. Bene Roth e il resto del cast. Esordio registico da circoletto rosso!

Alex1988 30/09/17 17:59 - 728 commenti

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Leone d'argento a Venezia per l'esordiente, ma già talentuoso, James Gray, per questo noir psicologico. Il plot: killer d'origine russa torna dalla propria famiglia emigrata a New York; l'evento sconvolgerà tutto. Non adatto per chi ama i thriller "sparatutto"; va riconosciuto al regista proprio questo merito, di aver raccontato, una volta tanto, una storia simile senza seguire i canoni, concentrandosi sui sentimenti.

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Paulaster 26/09/19 10:35 - 3767 commenti

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Sicario tornerà nel quartiere d'origine. Noir sulle mafie emergenti russe e delle relative conseguenze sui singoli: una discreta discesa nella violenza cittadina e nelle tensioni familiari. Roth è in parte anche se estrae la pistola troppo spesso (ma non doveva essere in incognito?!) e la Redgrave si fa notare anche in poche scene. Epilogo leggermente forzato ma che evita spettacolarizzazioni. Buone alcune scelte registiche.
MEMORABILE: La Redgrave che sta male; Le botte al padre; Il rapimento nella stanza da letto.

Capannelle 16/01/20 20:59 - 4105 commenti

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Storie forse risapute ma raccontate da Gray con buone dosi di tatto e personalità. La raffigurazione dei drammi familiari, dei conti in sospeso e delle (scarse) possibilità di riscatto tengono gli eventi più propriamente delittuosi in secondo piano. Funzionano l'accompagnamento musicale e l'ambientazione scarna di interni ed esterni. Nel complesso molto convincente la prima ora, qualche cedimento nell'ultima parte di proiezione.
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