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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/05/08 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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Renato 16/05/08 18:35 - 1534 commenti

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Un buon film; molto del merito è nella scelta di Franco Citti come protagonista, perfetto nella parte come già aveva dimostrato in Accattone. Qui il cammino percorso dal giovane attore nello sviluppo della sceneggiatura è forse un po' più tradizionale e questo è il limite maggiore della pellicola. In ogni caso un film duro, interessante e direi invecchiato bene.

Homesick 26/05/08 17:29 - 5737 commenti

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Dramma pasoliniano e sottoproletario in cui l'azione si svolge in due tempi: il primo è dominato da rapine, violenze e aggressioni di stampo neofascista, descritte con impressionante crudezza; la seconda - che prende via dopo la cesura del carcere - dalla faticosa ricerca di un'identità privata, sociale e politica per dare uno scopo alla propria (vuota) vita. La salda regia di Rondi si accompagna al potente bianco e nero delle immagini e alle ottime prove del borgataro Citti e del sindacalista Salerno.

Brainiac 15/02/09 20:13 - 1082 commenti

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Parabola pasoliniana diretta da Heusch e Rondi con rigore neorealista. Valido come documento storico della metamorfosi sociale italiana, il film non ha gli slanci poetici di Accattone e non raggiunge lo stesso coinvolgimento emotivo. Il calzante Sergio Citti è Tommaso, personaggio privo di consapevolezza che arranca nella vita passando dai raid fascisti, alla casa concessagli dalla DC, fino a una parvenza di solidarietà con il comunista Salerno. Vana la sua continua ricerca di un'obbiettivo imprecisato: il matrimonio, la guarigione dalla tubercolosi.
MEMORABILE: "A mà, a mà!!". "Che voji? ". "Niente, e che ho dà volè..."

Lucius 29/09/12 00:36 - 2819 commenti

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Accattone parte 2. L'anno successivo all'uscita del capolavoro pasoliniano, Rondi si gingilla nella realizzazione per il cinema di un romanzo del maestro, addirittura con lo stesso protagonista e lo stesso direttore della fotografia di vari film di Pasolini. Il film offre dalla sua un valido ritratto delle borgate romane nel periodo neofascista. Con un Citti ispirato reduce dalla performance offerta in Accattone con il suo personaggio. Bianco e nero e fotografia al top.

B. Legnani 24/11/12 22:13 - 4691 commenti

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Interessante film dell'accoppiata Rondi (il colto) e Heusch (il mestierante), all'epoca assai sottovalutata. Morandini è tiepido ("c'è più bravura che emozione": **), ma mi pare che la secchezza a-emotiva sia funzionale alla descrizione dell'ambiente e del protagonista (ben reso da Citti), che l'ambiente di vita ha tagliato col coltello, come dimostra il gesto da incosciente che fa da prologo al finale. Ben girato e ben recitato (cameo del regista nei panni del medico che dimette Tommaso): **½. Ruolo da infermiere per Ennio Antonelli.

Myvincent 3/02/13 08:09 - 2524 commenti

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Versione cinematografica, forse meno appagante e suggestiva dell'opera di Pasolini, ma struggente nella sua fotografia in bianco e nero di una Roma del dopoguerra, disegnata nelle degradate borgate di periferia. Franco Citti offre la sua maschera tragica al personaggio eterno dello sbruffone violento in cui, alla fine, al vuoto esistenziale non si sostituisce null'altro che una triste ,sarcastica, inutile sopravvivenza.

Deepred89 18/10/16 00:45 - 3272 commenti

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Sin dall'inizio jazzato ci rendiamo conto che Pasolini esiste solo a livello di scrittura: il duo Heusch-Rondi inquadra con stile implacabilmente classico, mostra scorribande pre-burgessiane dove la terra di borgata è già Fango bollente con le quali la pietas va in frantumi e l'unica redenzione dell'Accattone (il solito Citti, sempre perfetto per la parte) è assolta dai sorrisi scaturiti dall'ignoranza del suo agire. I troppi cambi di direzione non convincono fino in fondo, ma il film arriva in porto senza mai affondare.
MEMORABILE: Citti e i compagni alla ricerca di un po' di sana ultraviolenza.

Alex75 16/02/17 09:28 - 667 commenti

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Dal romanzo pasoliniano Rondi (assieme a Heusch) trae un crudo spaccato di vita di borgata centrato su un personaggio di cui intuiamo sin dall’inizio il destino segnato (comune a quasi tutti i personaggi interpretati da Citti). Di particolare interesse le notazioni sullo squadrismo e sul bullismo neofascista, nonché quelle sull’incipiente clientelismo della vita politica e sullo stigma sociale nei confronti dei tubercolotici. Oltre alla schiettezza di Citti si segnala la compostezza di Salerno.
MEMORABILE: La foto del Duce ostentata nel locale del PCI; "Siete della Buoncostume?" "No, semo daa Buonamorte"; La battuta finale di Citti.

Pessoa 30/03/17 00:03 - 1130 commenti

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Come rifare Pasolini senza Pasolini. Heusch e Rondi provano a portare sullo schermo l'opera del maestro dando alla vicenda un taglio neorealistico con belle immagini delle baracche e della vita degli ultimi resa con efficacia, grazie anche a una fotografia nitida e ariosa. Citti interpreta alla grande un ruolo che sembra disegnato su di lui ma a tutta l'operazione manca l'aura magica e surreale di Pasolini. Alcune scene finiscono per essere troppo lunghe e prive di pathos. Un film guardabile, soprattutto come documento storico dell'epoca.
MEMORABILE: Citti che attraversa trasversalmente tutti gli schieramenti politici; Il salvataggio della ragazza durante il temporale.

Pinhead80 10/08/17 12:28 - 3893 commenti

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Tratto da un romanzo di Pasolini e ambientato nelle borgate romane di Pietralata e della Garbatella. Questo già di per sé ci dice che tipo di film andremo a vedere. La violenza è quella di una realtà che sembra non permettere al miserabile di potersi riscattare in alcun modo, nemmeno se questi ci mette le migliori intenzioni del mondo. Franco Citti ci regala dal canto suo un'interpretazione vera e sentita capace di emozionare e commuovere proprio come accadeva in Accattone.

Rufus68 7/10/17 10:44 - 3050 commenti

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Di Accattone (con cui è inevitabile il confronto) non ha la forza mitica o l'incombente fatalismo. Qui siamo alla narrazione, fedele, del romanzo: i registi si adeguano con mestiere, il che gli vale la sufficienza. E tuttavia, dopo mezzo secolo, operano positivamente due elementi allora impensati: la bellezza desolata di alcune location e i volti dei protagonisti (oggi impossibili), fra cui spicca Citti, un grumo di risentimento e sconfitta.

Paulaster 22/05/18 10:14 - 2731 commenti

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Vita di Tommaso, ragazzo di borgata, tra delinquenza, innamoramenti e salute cagionevole. Trasposizione del romanzo omonimo che mantiene il clima di povertà con la vita di baracca, la parlata sgrammaticata e il ruolo consueto di Citti. Vita ai margini a cui vengono tolte le vicende sessuali dei ragazzi di vita e aggiunta la presenza della politica (gli amici neofascisti e quando si parla dell’opportunità di avere una casa). Discreta regìa che sfrutta le musiche e una cupa fotografia.
MEMORABILE: La serenata; L’aggressione al poveraccio; “’so stato ricco e nun l’ho saputo”.

Gmriccard 17/07/18 18:10 - 116 commenti

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Dramma pasoliniano che si avvantaggia della presenza di un regista vero. Citti tenta nuovamente la via della redenzione per amore, ma neppure stavolta il destino lo consente; peccato perché senz'altro il volenteroso personaggio avrebbe meritato maggior fortuna del predecessore. Molto delicata ed espressiva l'interpretazione del personaggio femminile.
MEMORABILE: L'incidente occorso all'amico, che crea una svolta nell'esistenza del protagonista.

Rocchiola 28/06/19 10:21 - 857 commenti

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La miglior trasposizione cinematografica dell’universo pasoliniano. Rispetto ad Accattone è un film più moderno e coinvolgente, che ha resistito meglio alla prova del tempo grazie a una regia tecnicamente più competente, un livido bianco-nero molto panoramico e a un racconto più strutturato (d’altronde Rondi è stato sceneggiatore di alcuni capolavori di Fellini) che a tratti anticipa le Mean streets di Scorsese e Arancia meccanica (le molestie al barbone). Anche Citti è più espressivo del solito. Belle e attuali le musiche jazz di Piccioni.
MEMORABILE: L'amico mendicante dopo l'incidente con il tram; Al cinema durante la proiezione del Generale Della Rovere; Tommaso morente che caccia via gli amici.

Pigro 3/07/20 10:35 - 7733 commenti

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Strana operazione che trasferisce il romanzo di Pasolini su pellicola, sfruttando attori, ambienti e una certa estetica di Accattone senza però avere la profondità e l’ispirazione del suo regista. Ne viene fuori comunque un vivace ritratto delle borgate e dei suoi abitatori (importanti e a loro modo affascinanti gli scorci urbani), in un crudo b/n che ne esalta le precarietà esistenziali, spingendo verso una sorta di post-neorealismo. Si perde il senso tragico e "brechtiano" del libro, a favore di una sorta di presa diretta e di denuncia sociale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Mirrrko • 10/06/12 10:32
    Galoppino - 144 interventi
    DVD uscito per la francese CARLOTTA FILMS, nello stesso disco insieme a OSTIA di Citti, con audio in italiano.
    Fuori catalogo ormai da un pò di anni.
  • Curiosità B. Legnani • 24/11/12 19:52
    Consigliere - 13725 interventi
    Rondi ha un piccolo ruolo nel film. È il medico che dimette Tommaso (Citti).
  • Discussione B. Legnani • 24/11/12 19:53
    Consigliere - 13725 interventi
    Post precedente per CURIOSITÀ. Se qualcuno avesse il fotogramma...
  • Musiche Alex75 • 22/08/17 16:21
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Il tema principale di Piero Piccioni:
    https://www.youtube.com/watch?v=xy-RUKM6PS4
  • Discussione Lodger • 11/04/18 18:00
    Magazziniere - 1441 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Rondi ha un piccolo ruolo nel film. È il medico che dimette Tommaso (Citti).

    è lui?


    Ho notato che c'è anche Ennio Antonelli, nel ruolo di infermiere:
  • Discussione B. Legnani • 11/04/18 18:36
    Consigliere - 13725 interventi
    Lodger ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Rondi ha un piccolo ruolo nel film. È il medico che dimette Tommaso (Citti).

    è lui?




    Sì. Ottimo! Grazie!
  • Discussione Zender • 12/04/18 14:36
    Consigliere - 43520 interventi
    Messi già in cast, Lodger.
  • Homevideo Rocchiola • 28/06/19 10:25
    Call center Davinotti - 1124 interventi
    Per questo film non credo sia necessario rivolgersi al mercato estero. Il DVD nostrano della Raro Video adeguatamente restaurato offre un video quasi perfetto, molto pulito (giusto qualche puntinatura sporadica) e dettagliato che esalta la meglio la livida e molto contrastata fotografia in bianco-nero. Formato panoramico 1.85 e audio 2.0 mono potente e discretamente chiaro. Come al solito per queste edizioni c'è anche un bel libretto allegato.