The box - C'è un regalo per te... - Film (2009)

The box - C'è un regalo per te...
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Un vecchio racconto (“Button, button”) del celebre Richard Matheson, già utilizzato nel 1985 dall'episodio "LA PULSANTIERA" nella serie AI CONFINI DELLA REALTA’, è alla base del film di Richard Kelly, che lo complica tremendamente memore dei positivi riscontri ricevuti dal suo misterioso DONNIE DARKO. Così, se il racconto originale era semplice e fulminante (una coppia riceve da un uomo misterioso una scatola con un bottone: se premuto i due guadagneranno un milione di dollari ma un essere umano nel mondo morirà a causa loro), il film è invece un guazzabuglio...Leggi tutto dalle infinite implicazioni che tocca le sfere più diverse (compresa la fantascienza, con tanto di alieni). La capacità di Kelly di colpire attraverso immagini evocative, spunti notevoli e spiazzanti, derive quasi new age è intatta, e non si può dire che THE BOX non riesca in più punti ad attrarre l’attenzione ed affascinare. Il problema è che la narrazione è troppo poco organica, si sfalda sovente indecisa sulla direzione da prendere, il ritmo zoppica e numerose volte ci si chiede davvero dove il film voglia andare a parare. Sembra che alcune ottime invenzioni visive (le colonne d’acqua, solo per dirne una) non siano affatto funzionali al racconto ma appartengano a un contesto artificioso che assomma trovate stimolanti senza riuscire a collocarle sensatamente nello sviluppo della trama. Era già un difetto di DONNIE DARKO, qui amplificato a dismisura e che finisce coll’inficiare pesantemente sul risultato finale; come fumo negli occhi, azioni di distrazione in grado di evidenziare la predisposizione del regista per certe aperture visionarie che contribuiscono indubbiamente a nascondere i difetti del film. Frank Langella è il volto deturpato che consegna la scatola ai due coniugi in crisi finanziaria, l’uomo che non risponde quasi mai e spiega i meccanismi ai quali sottostare se si accetta di premere il bottone. Un bel personaggio, ma che a lungo andare può anche indisporre lo spettatore, che si aspetterebbe qualche briciolo di spiegazione in più. Cameron Diaz e James Marsden, la coppia al centro del turbinio di accadimenti concatenati e talvolta di difficile comprensione, non demerita e permette di godere del film senza dover troppo concentrarsi sulla loro performance. La sensazione è quella di avere a che fare con un’opera di caratura superiore alla media cui siamo abituati nel campo, ma alla conclusione di tutto non ci si può ritenere completamente soddisfatti, e i dubbi si rivelano essere in numero maggiore rispetto a ciò che invece stupisce e convince.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/01/10 DAL BENEMERITO BRAINIAC POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/07/10
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Puppigallo 1/08/10 01:28 - 5339 commenti

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Un'idea da racconto difficilmente può reggere quasi due ore di film, o almeno, giustificarle; e questa non è certo l'eccezione. Ciò che era iniziato bene, col misterioso pulsante e l'altrettanto misterioso uomo sfigurato, poco per volta, dopo aver creato aspettative tramite multiepistassi e persone manovrate come pupazzi, finisce inevitabilmente per sgretolarsi proprio nel momento in cui si viene a capo del mistero (la spiegazione è poca cosa). Se non altro, gli attori sono in parte e la confezione non è male, anche se il risultato è una pellicola piuttosto deludente, seppur vedibile.
MEMORABILE: La prima visita dell'uomo sfigurato; Il fatto che siano sempre le donne a premere il pulsante (una sorta di peccato originale? Non hanno imparato?).

Brainiac 6/01/10 19:06 - 1083 commenti

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Riecco Richard Kelly, l'unico regista ad essere più enigmatico dei propri finali. Chi è costui? Un affascinante cantastorie dark(o) oppure l'esagitato imbonitore con guanti tagliati e fiaschetta che brandisce il cartello "The end is near"? Dopo The box, propenderei per la seconda ipotesi, visto che il suo film emana afrore stantio di sci-fi ricilato (di nuovo Matheson e le geniali idee ai confini della realtà). Lo spunto (chi-vuol-esser-milionario-premendo-il-bottone-che-causerà-la-morte-di-qualcuno?) intrigherebbe pure, ma è fastidiosamente retro, più nebuloso d'Orione. Davvero...escatologico.
MEMORABILE: la scatola col bottone, che ricorda la scatola senza bottone di Night train.

Mascherato 19/01/10 13:16 - 583 commenti

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Kelly va tenuto a freno. Se succede può sfornare anche un piccolo gioiello come The Box. Che, infatti, vacilla solo quando il regista/sceneggiatore ci va giù pesante col libero arbitrio e i cancelli e l'aldilà e...Per fortuna, però, non è Southland Tales e, in breve, ritorna nei ranghi.Quel che più conta è che il regista di Donnie Darko guarda meno se stesso allo specchio e insegue dei modelli, dei signori modelli, riuscendo a ricreare un'atmosfera seventies (siamo, non a caso, nel 1976) tra Pakula e Polanski, molto efficace ed inquietante, da vero e proprio cinema della paranoia.

Daniela 30/03/10 23:10 - 12803 commenti

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Vabbé che anche Donnie non era una cosina leggera, però qui Kelly arzigola troppo, buttando tutto nel calderone: fulmini, marziani, controllo mentale, aldilà, babbi natali... Così una parabola di classica semplicità, invece di acquistare in fascino retrò, finisce per annacquarsi (anche letteralmente). Alcune sequenze sono abbastanza inquietanti (i "dipendenti" che si muovono all'unisono), Langella nel ruolo di messaggero cortese ed implacabile funziona, però il film finisce per affondare sotto il peso delle proprie ambizioni. Confusionario.
MEMORABILE: Nella casa della coppia c'è una carta da parati atroce, da vero incubo...

Markus 25/07/10 10:58 - 3706 commenti

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Buona la prima parte: preparatoria, ricca di spunti e ritmo narrativo, ma lo spettatore - a mio avviso - viene tradito nella seconda, in cui non si sa dove la vicenda vada a parare con eccessive lungaggini e scene inquietanti ma mal gestite. I richiami ad altri film sono evidenti, evidenziando i cliché che il regista ha acquisito nella sua formazione. L'ambientazione nel ‘76 appare azeccata e ben riprodotta e in fin dei conti è la cosa che ho più gradito. Probabilmente questo non era propriamente l'intento di Kelly.

Mr.geko 28/05/10 23:46 - 34 commenti

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Non complesso quanto Donnie ma molto più inquietante, il nuovo film di Kelly conferma il suo stile paranormale e paradossale. Il film è ambientato nel '76 e la storia è completamente fuori dagli schemi. Non riesce a stupire anche se è ben fatto, perché un po' troppo tranquillo e forse si vorebbe vedere di più di una suggestiva scatola e qualche effetto grafico; poteva avere ottimi spunti. Comunque da vedere se appassionati del regista.
MEMORABILE: L'uomo sfigurato e il test alieno, il portale liquido, il finale.

Galbo 6/08/10 05:55 - 12462 commenti

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Il racconto di Richard Matheson quasi come un canovaccio per una storia che parte da un evento improbabile per sfociare in una serie di situazioni assurde. Richard Kelly tiene sempre in mente il caso Donnie Darko ma sembra quasi non riuscire a "governare" la materia; le atmosfere inquietanti funzionano ma la sceneggiatura è troppo ingarbugliata e a parte il bravo Langella, la scelta del cast è profondamente sbagliata con gli attori principali poco adeguati ai ruoli.

Greymouser 21/07/10 00:12 - 1458 commenti

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Un guazzabuglio inestricabile di commistioni di genere, non salvato da una regia di sintesi. L'idea dei soliti alieni che dovrebbero giudicare se la Terra merita o meno di sopravvivere sembra presa da una rivista ufologica, e non delle più moderate. Vorrebbe rappresentare le conseguenze apocalittiche di un dilemma etico fondamentale; alla fine sembra che l'unico dilemma non risolto sia quello del regista che non sa bene dove andare a parare.

Lebowski 26/07/10 09:26 - 81 commenti

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La sensazione di assistere a un episodio dilatato un po' artificiosamente di Ai confini della realtà c'è tutta. Detto questo, il film è inquietante e certi momenti mettono davvero i brividi, cosa che non succede così spesso, di recente... Anche alcune divagazioni che sembrano portare da nessuna parte, alla fine si rivelano utili a creare un'atmosfera enigmatica (funzionerebbe un film così, se tutto venisse spiegato?) e non troppo forzate a confondere le idee e basta. Sbagliata la scelta di Marsden, troppo giovane. L'ombra di Lynch incombe.
MEMORABILE: La prima apparizione del bravissimo Langella; il finale (intuibile, soprattutto per chi conosce bene il genere Twilight Zone, ma efficace).

Rebis 30/07/10 00:25 - 2377 commenti

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Per struttura narrativa, il film di Kelly è uno dei dedali più complessi e arditi che si siano visti al cinema negli ultimi anni; l'incubo visivo che mette in capo - tra Lynch, Kubrick e Siegel - è voluminoso e denso. Ma in operazioni del genere il rischio dell'effetto "bolla di sapone" è sempre dietro l'angolo: Kelly riesce ad evitarlo in extremis sterzando duramente e imperniando il film su un dilemma morale che più che Sartre sembra chiamare in causa - nelle conclusioni - il rigore etico kantiano. Non troppo azzeccati i due giovani interpreti e un pò decentrata l'allusione ai marziani.

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Cotola 3/08/10 19:33 - 9176 commenti

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La geniale idea di partenza (tratta da un racconto di Matheson) bastava per un episodio della serie Ai confini della realtà. Non a caso i primi trenta minuti sono i migliori della pellicola: pieni di mistero, intriganti, tesi. Poi col passare del tempo la trama inizia a sfilacciarsi: qualche lungaggine ed alcune concessioni new age annacquano la tensione e tuttavia ci si continua a chiedere perchè. Per fortuna si riprende nel beffardo e cattivo epilogo che evita il lieto fine. L'avessero sforbiciato sarebbe stato un gioiellino imperdibile.
MEMORABILE: Il primo incontro con Frank Langella.

Stefania 5/08/10 15:48 - 1599 commenti

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Affresco moraleggiante riccamente sfumato di paranormale. Fantascientifico ed esistenzialista, farcitissimo millefoglie dal retrogusto amaro. Sovrabbondante e tortuoso, zeppo di trovate talvolta piacevolmente altre volte fastidiosamente assurde, ma certo Kelly è riuscito a trasformare in un racconto cinematograficamente affascinante una questione attinente all'etica e alla metafisica: l'inesorabile e imprevedibile condizionamento che subiamo proprio come conseguenza delle nostre scelte più libere. Langella mette i brividi, discreto Marsden.
MEMORABILE: Babbo Natale!!

Harrys 10/08/10 14:11 - 687 commenti

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Non che, dal regista di quel gioiellino di delicatezza qual è Donnie Darko, m'aspettassi un film perfettamente lineare... Il punto è che Kelly apre il banchetto con della gustosa carne, chiudendolo con del pesce insapore, senza ingraziarci con una buona dose di fresco sorbetto. Troppo facile, oggigiorno, puntare sul mistero alieno. Soprattutto con un evidenza così disarmonica. Interessante il contesto dell'azione extraterreste, ma il tutto si riduce ad un superficiale intrigo dagli echi shyamalaniani. Non convince neanche il trio protagonista. **

124c 15/08/10 12:15 - 2935 commenti

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Scusate ma quella signora dai capelli biondi, che appare in questo film, siete sicuri che sia Cameron Diaz? Perché sembra molto Lorella Cuccarini... Non che la Cuccarini attuale sia brutta, ma una Diaz che nemmeno sorride per un secondo non sembra lei. Quanto al film, i primi minuti ti prendono (perché non sai se i due protagonisti premeranno il bottone della scatola), poi quando prosegue le scene si fanno sempre più lunghe e lente, fino all'inevitabile finale. James Marsden, però, ha un ruolo adulto, mentre Langella fa lo sfregiato in CGI.
MEMORABILE: Cameron Diaz, insegnante di liceo, è costretta a mostrare il piede senza quattro dita alla classe, perché istigata da un suo studente.

Otis 17/08/10 22:13 - 40 commenti

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Sicuramente c'è tanto lavoro dietro a questo film. Troppo. The Box presenta moltissimi elementi che poi non vengono sviluppati, che rimangono appesi. Inizia fin troppo in fretta, sbrigando con rapidità eccessiva la base della storia e poi diventa un arzigogolo a tratti incoerente in cui non si capisce più dove la trama voglia andare a parare. Se si tralascia il guazzabuglio, quello che rimane è piuttosto buono, facendo pensare che con un po' meno di ambizione si poteva ottenere un ottimo prodotto.
MEMORABILE: Non abbiamo bisogno di un milione di dollari per essere felici.

Magnetti 31/08/10 09:42 - 1103 commenti

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Come detto da molti, lo confermo: sembra proprio un episodio di Ai confini della realtà, molto diluito per esigenze cinematografiche. The box è un film godibile e affascinante, direi intrigante, con un grande Frank Langella, le cui voce (l'ho visto in lingua originale) e presenza scenica regalano credibilità a un personaggio impegnativo. Bene quindi nel complesso, noiosetto qua e là per le eccessive sbrodolature e fors'anche pretenzioso.

Ghostship 11/09/10 13:44 - 394 commenti

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Tratto da un racconto di Richard Matheson, il film si apre in maniera convincente e nella prima parte avvince e coinvolge. Nella seconda il regista mischia le carte mettendo troppa carne al fuoco e virando verso la fantascienza e la pellicola inevitabilmente perde quota fino a precipitare al di sotto della sufficienza, orfana della eccellente penna che l'aveva condotta fino alla metà. Kelly tenta di bissare il successo del sopravvalutato mistery Donnie Darko, ma frana sotto il peso delle sue ambizioni.

Hackett 27/12/10 09:17 - 1868 commenti

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La prima metà del film, complice un'idea di fondo stimolante, è intrigante e fa ben sperare. Purtroppo dal momento in cui il bottone viene premuto la storia deraglia in un caotico racconto in cui si cerca di dare spiegazioni tra il fantastico e lo spirituale, senza venir a capo di nulla. Delusione.

Supercruel 7/01/11 04:01 - 498 commenti

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Richard Kelly è un incosciente, un pazzo. Dopo il delirante Southland Tales arriva la scatola e altri inestricabili misteri. Risposte questa volta? Macchè, ancora una volta tanto simbolismo, commistione e se vogliamo anche fascino. Il problema è che questo fascino si risolve troppe presto: premeranno il bottone? Risolto ciò, il film si smembra sotto la solita megalomania di Kelly che, a questo giro, non bissa ciò che, nel bene e nel male, è Southland Tales, ovvero un delirio ricco di spunti interessantissimi. Qui è solo blabla masturbatioro.

Nando 8/02/11 10:58 - 3838 commenti

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L'intrigante ed eticamente coscienziosa idea di partenza viene edulcorata da una sviluppo narrativo sfilacciato e privo di ogni logica. Dopo un discreto inizio la storia si perde nei meandri del fantastico. La riflessione sul denaro e le morte di un estraneo meritava un'analisi migliore. Cast da telefilm.

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Undying 12/02/11 02:13 - 3807 commenti

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Matheson è sempre Matheson, pertanto anche un racconto breve di sei paginette ha un suo perché. E Richard Kelly, già celebrato regista del cervellotico Donnie Darko, ce la mette tutta - compreso l'inserimento di particolari privati, riguardanti padre (ingaggiato alla NASA) e madre (realmente azzoppata) - ma proprio tutta per dare un senso ad una storia che parte in quinta ma via via scende, scende, scende clamorosamente verso il caso, l'irrisolto, sino ad arrivare ad ingranare la retromarcia quando tenta di prospettare elementi degni di Voyager sullo sfigurato, e un pò sfigato, Frank Langella.
MEMORABILE: Qualsiasi esempio di scienza sufficientemente avanzata può essere confusa con la magia....

Mco 24/06/11 12:31 - 2341 commenti

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Kelly sa girare, questo è confermato anche in questa personale rivisitazione di un racconto mathesoniano. E sa girare bene, a prescindere dalle complicazioni cervellotiche che ogni sua pellicola presenta. Basti la scena della biblioteca con l'esercito di uomini che inseguono Marsden e il successivo momento della scelta tra i portali, puro espressionismo moderno. Va detto, a ragion del vero, che il dilungarsi non porta sempre al migliorarsi e la parte terminale è meno brillante del bellissimo prologo.

Macguffin 6/09/11 17:45 - 124 commenti

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Se premete il bottone potrete godervi una pellicola che parte da uno spunto tanto noto quanto interessante e che non lesina inquietanti momenti di cinema denso e fascinoso. Però un altro sconosciuto spettatore morirà di orticaria di fronte ad una sceneggiatura disorientata (che inizia cento strade senza finire di percorrerne manco una), affidata ad un regista troppo ambizioso e ad un cast non particolarmente azzeccato. A voi la scelta...

Myvincent 20/03/12 10:10 - 3800 commenti

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Una misteriosa scatola viene recapitata ad una giovane coppia con dentro un malefico patto di morte. La trama parrebbe accattivante, ma da un'idea originale non si sviluppa nulla di interessante e alla fine la visione del film sembra sprecata, vista l'inconsistenza generale di tutto l'impianto narrativo, infarcito di assurdità. Cameron Diaz tanto ri-bisturata quanto poco credibile nel ruolo di protagonista. Bocciato.

Homesick 2/02/12 11:12 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

La parabola di Matheson sulla natura umana - chiara, efficace ed inquietante in un episodio di meno di mezz’ora - viene inutilmente dilatata aggiungendovi personaggi enigmatici lynchiani, pleonastiche spiegazioni ed implicazioni bibliche e New Age per seguire la traccia di un complotto cosmico con Nasa e alieni; il film, insomma, funziona finché si attiene al modello originale prima di complicarsi ed implodere nel filosofeggiare artefatto e melenso di Donnie Darko. Tolto Langella, latore dal volto deturpato ed inflessibile, gli altri interpreti passano inosservati e banali.
MEMORABILE: La prima apparizione di Frank Langella; il piede monco di Cameron Diaz; le colonne d’acqua.

Pigro 18/05/12 08:20 - 9808 commenti

I gusti di Pigro

Quanto lineare, potente e profondo è il racconto originario di Matheson, tanto è ingarbugliato, sciocco e pretenzioso questo film che parte dalla proposta indecente del bottone che dà ricchezza in cambio della vita di un uomo (già brillantemente parodizzata da The button) per perdersi in astrusi meandri che confondono mistero, fantascienza, servizi segreti e misticismo new age: uno Shyamalan ubriaco, insomma. La sceneggiatura massacra l’idea appesantendola con moralismi e lambiccature narrative, e la regia insulsa ci mette su una pietra tombale.

Buiomega71 1/11/13 01:05 - 2960 commenti

I gusti di Buiomega71

Inquietante, paranoico, angosciante, abbagliato da magnifici tagli di luce kubrickiani, con subdole e silenti invasioni aliene alla ultracorpi e cospirazioni alla Arlington Road. Dopo il bellissimo Donnie, il talentuoso e visionario Kelly regala un'altra perla di mistero e "magia". Fantathriller ipnotico e spietato, con tocchi dark e spizzichi horror (i posseduti come nel Signore Del male) e una scelta finale di rara crudeltà. Un po' sbanda (la NASA), ma il fascino incolla allo schermo. Langella è figura terrifica, proprio come il coniglione di Donnie Darko.
MEMORABILE: Le angosciose sequenze in biblioteca, con i "posseduti" che mi hanno ricordato Il messia del diavolo; La Diaz spiata dalle finestre da un "dipendente"; Il fulciano sangue dal naso.

Aal 2/12/15 11:13 - 321 commenti

I gusti di Aal

Una buona sceneggiatura, un sensato uso dei colpi di scena e della suspense rendono questo film godibile e confermano Richard Kelly come un valido regista. Le cose che non convincono proprio sono la scelta degli attori (Langella a parte), veramente inadatti al tipo di personaggi che sono chiamati a rappresentare (in primis Cameron Diaz, veramente deludente) e l'ambientazione. Gli anni '70 sono evocati con un immaginario oleografico palesemente posticcio e, secondo me, involontariamente surreale, per non parlare della pessima prova dei truccatori.

Il ferrini 14/11/16 22:59 - 2434 commenti

I gusti di Il ferrini

Era molto difficile ripetersi dopo Donnie Darko e infatti Kelly, pur centrando ancora una volta le atmosfere con suggestive inquadrature e ottime musiche, stavolta mette in scena una storia meno interessante. Il ritmo c'è, la tensione pure e nel finale si apprezza anche il completamento del puzzle con gli ultimi tasselli, ma forse è proprio il disegno finale a disattendere le (grandi) aspettative. Ciò detto, The Box è comunque un film realizzato e recitato molto bene, assolutamente meritevole di visione.
MEMORABILE: Il passaggio attraverso il portale d'acqua.

Bubobubo 16/06/20 22:50 - 1847 commenti

I gusti di Bubobubo

Una giovane coppia nell'America di fine anni '50, un milione di dollari in contanti: che importa se di mezzo ci va la vita di uno sconosciuto? L'idea di partenza - semplice, lineare, geniale - poteva da sola, con le sue sottili implicazioni politiche, reggere il peso di un lungometraggio. Invece Kelly, chiamato a riscattare il fiasco di Southland tales, fa iniziare un nuovo film dopo appena mezz'ora, fra te(le)ologie aliene, saggi di etica comunitaria e limiti di un iperrazionale che tracima nell'irrazionale. Ne esce un prodotto sui generis, che piace più sulla carta che in concreto.
MEMORABILE: In biblioteca.

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Enzus79 17/07/21 13:35 - 2990 commenti

I gusti di Enzus79

Tratto da un racconto di Richard Matheson. Tralasciando le differenze (abbastanza nette) la storia coinvolge parzialmente: la prima parte è quella più interessante, grazie anche a una buona dose di tensione, mentre nella seconda si scivola nella forzatura e i ritmi si abbassano. Regia efficace, comunque, così come la fotografia. Discreta la colonna sonora.

Katullo 22/12/21 18:58 - 347 commenti

I gusti di Katullo

Il buon vecchio Matheson torna a “mietere vittime” con uno dei suoi moniti speciali, reso qui ancora più tragico da una fantascienza adulta, utopistica, immersa in un puzzle disturbato e surreale che seppellisce la morale in nome di un drastico mors tua/(bella)vita mea, frutto della tentazione a portata di (palmo di) mano. Fiori all’occhiello le citazioni a Sartre, il cui celebre motto ancora oggi si barcamena tra il significato puro e semplice del giudizio sugli “altri” e la smentita filosofica dello stesso autore, forse a seguito di pressioni politiche. Doloroso e allucinato.
MEMORABILE: Il volto sfigurato di Langella; La lezione della Diaz sulla pièce “A porte chiuse” di Jean-Paul Sartre; L’atmosfera anni ’70.
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  • Homevideo Undying • 12/02/11 02:21
    Comunicazione esterna - 7574 interventi
    In catalogo per la Key Films (di Andrea Occhipinti, che pure lo ha distribuito nelle sale) in una qualità tecnica ineccepibile: formato video 2.40:1 anamorfico; audio 5.1 DTS.

    Vano extra contenuto, ma di prestigio, dato che - ch'io sappia - si tratta di una delle rare volte in cui ci è dato di vedere l'ottantreenne (ancora attivo scrittore) Richard Matheson: fosse solo per questo il DVD merita l'acquisto.

    CONTENUTI EXTRA:
    PREQUEL (2 minuti ca)
    MAKING OF (6 minuti ca)
    INTERVISTA A RICHARD MATHESON (5 minuti ca)
    GLI EFFETTI DIGITALI (3 minuti ca)
    TRAILER ITALIANO E INTERNAZIONALE
    Ultima modifica: 12/02/11 02:22 da Undying
  • Discussione Buiomega71 • 1/11/13 10:11
    Consigliere - 26295 interventi
    Chi scrive ha adorato alla follia Donnie Darko (però non ho ancora il "coraggio" di guardare Southland Tales), e con The Box , Kelly, riconferma il suo non comune talento visionario e originale, catapultandolo tra i migliori registi delle "nuove leve"

    Angoscioso, inquietante, paranoico, ipnotico, crudele e affascinante, pervaso da tagli luce prettamente kubrickiani (la parte iniziale nella casa borghese, a scuola, in corridoi Shininghiani), subdole e silenti invasioni aliene alla Ultracorpi (gli alieni si impossessano dei nostri corpi, ci studiano, e ci mettono alla prova, in un autoestinzione dovuta al nostro egoismo venale, ingolositi da un milione di dollari, e chi se ne frega se qualcuno-da qualche parte nel mondo-ci lascia le penne, magari volendoci "rimpiazzare"), complotti della paranoia alla Arlington Road (e mi veniva alla mente pure il cinema "spy" settantiano dei Pakula e dei Pollack, da antologia il segno della pace di alcuni ragazzi al party-sorprendentemente reso dallo specchietto retrovisore della Corvette di Mardsen-, segno numerico che diventerà basilare nella scelta dei tre "cilindri"), menomazioni cronenberghiane del corpo (il piede monco della Diaz, valorizzato crudelmente nella scena in classe da uno studente odioso e troppo curioso, il volto mostruoso di Langella, simil "due facce" di Batman)

    Se in Donnie Darko erano gli anni '80, qui sono gli anni 70 (meravigliosamente resi), se in Donnie Darko si assisteva alla proiezione cinematografica della Casa raiminiana, qui si vedono, in tv, le sitcom di quel periodo, se in Donnie Darko a cadere dal cielo era il motore di un aereo, qui è un fulmine, e il finale tra i vialetti e le case borghesi (che mi ha fatto venire alla mente pure Amityville Possession) e praticamente simile a quello di Donnie Darko, e Frank Langella e terrifico quasi come il coniglione antropomorfo. Per finire coi viaggi spaziotemporali, che paiono un ossessione costante del regista

    Impreziosito da schegge horror angosciose (tutta la parte in biblioteca, la Diaz spiata dalle finestre di casa da un "dipendente" alquanto zombesco), con i "posseduti" che non solo si rifanno a quelli "marionettistici" del carpenteriano Il Signore Del Male, ma hanno più di un punto in comune con quelli inquietanti de Il Messia Del Diavolo (in biblioteca, appunto, o con sguardi minacciosi a party natalizi, e non sarà un caso il sangue da naso-nel Messia Del Diavolo usciva dagli occhi-che diverrà , poi,tipico elemento fulciano

    Alcuni punti nella narrazione diventano artificiosi (la NASA, il racconto del fulmine, il quartier generale di Langella), ma Kelly sa spiazzare e inquietare come pochi (la baby sitter, il corridoio dell'albergo, la piscina, lo scantinato con plastici di marte, il babbo natale catatonico, il bambino sordo e cieco nella vasca da bagno, la scatola stessa, l'incipt con il "dono" fuori dalla porta e la macchina nera nello spioncino della porta, la gentilezza pacata e innaturale di Langella, le irruzioni dei poliziotti), e a coronare il tutto un finale davvero spiazzante e feroce,con una scelta di rara crudeltà

    La narrazione lenta amplifica l'angoscia e lo straniamento, per poi sprofondare nell'incubo, che da quotidiano si trasforma in straordinario (con punte oniriche alla Nightmare, come la sequenza idrica del letto)

    Da antologia, poi,la spiegazione sul perchè Langella ha scelto proprio una scatola come "dono"

    Kelly affascina con una confezione ineccepibile (tra la fiaba nera e il realismo quotidiano), con soluzioni visive non comuni (come in Donnie Darko), e se pur non privo di ambizioni (ma un gran regista deve essere ambizioso per portare sullo schermo film complessi e affascinanti come The Box), rimane un opera che entra sottopelle e riesce a toccare mirati punti nevralgici (su tutti quello del libero arbitrio e le sue conseguenze irreversibili,o drastiche scelte tra le persone che amiamo di più), e che non cerca lo spiegone a tutti costi

    Per il sottoscritto una delle opere più geniali, crudeli e seducenti degli ultimi anni.
    Ultima modifica: 1/11/13 14:13 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 1/11/13 20:30
    Consigliere - 26295 interventi
    Reminiscenze e citazioni che ho colto (ma sicuramente solo per una questione "epidermica" mia personale) durante la visione di questa magnifica opera (di cui e tutto il giorno che mi rimbomba nel gulliver):

    *Quando la Diaz vede il filmato nella biblioteca (riguardante il personaggio inquietante di Langella), non ho potuto non pensare a quella analoga con Margot Kidder in Amytiville Horror

    *Lo sguardo allucinato e spettrale del "dipendente" che spia dalle finestre la Diaz, mi ha ricordato tremendamente la stessa espressione orrorifica di Peter Maloney posseduto dalla Cosa carpenteriana

    *Quando Marsden se ne va a zonzo per i reparti della NASA, insieme ad un collega, a bordo di un trattorino e tutti intorno sperimentano diavolerie, non ho potuto non pensare alla fiera delle invenzioni di Gremlins

    *La "finta" baby sitter di Gillian Jacobs (e altri "dipendenti") sono pronti a varcare un altra soglia, accompagnati dai militari, e qui palese omaggio al capolavoro spielberghiano Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo
    Ultima modifica: 1/11/13 20:31 da Buiomega71
  • Discussione Mco • 1/11/13 21:33
    Risorse umane - 9970 interventi
    Splendida ed appassionata disamina amico mio!
    Dal mio canto posso dirti che oltre ai film da te citati ho amato altresì una pellicola che piaciuta pochi, perdendomi tra i piani temporali sovrapposti, il tutto ispirato alla filosofia dei viaggi nel tempo creata dal grande Kelly.
    E cioè S Darko.
    Un film da vedere e rivedere più volte, prima di essere frettolosamente cestinato.
  • Discussione Buiomega71 • 1/11/13 21:38
    Consigliere - 26295 interventi
    Mco ebbe a dire:
    Splendida ed appassionata disamina amico mio!
    Dal mio canto posso dirti che oltre ai film da te citati ho amato altresì una pellicola che piaciuta pochi, perdendomi tra i piani temporali sovrapposti, il tutto ispirato alla filosofia dei viaggi nel tempo creata dal grande Kelly.
    E cioè S Darko.
    Un film da vedere e rivedere più volte, prima di essere frettolosamente cestinato.


    Grazie Mco, sempre gentile

    Non ho ancora visto S.Darko (trovo Chris Fisher uno dei registi più scarsi in circolazione)

    Però ho il dvd, e sicuramente arriverà il suo turno ;)
  • Discussione Didda23 • 1/11/13 21:40
    Compilatore d’emergenza - 5796 interventi
    Per me S. Darko è il sequel più brutto degli ultimi anni e forse della storia del cinema. Fortunatamente l'ho completamente rimosso. Ho ancora i brividi a pensare a quella panzanata.
  • Discussione Mco • 1/11/13 21:46
    Risorse umane - 9970 interventi
    Splendida ed appassionata disamina amico mio!
    Dal mio canto posso dirti che oltre ai film da te citati ho amato altresì una pellicola che piaciuta pochi, perdendomi tra i piani temporali sovrapposti, il tutto ispirato alla filosofia dei viaggi nel tempo creata dal grande Kelly.
    E cioè S Darko.
    Un film da vedere e rivedere più volte, prima di essere frettolosamente cestinato.