Il messia del diavolo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Messiah of evil
Anno: 1973
Genere: horror (colore)
Note: Aka: "Il messia del male"; "Messiah of Evil"; "The Second Coming"; "Revenge of the Screaming Dead"; "Messias des Bösen". Disponibile in Home Video (label Cinehollywood).
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Evidentemente conscio della pochezza dei mezzi a disposizione (davvero miseri) e della estrema modestia del cast, il regista William Huyck punta tutto sull’atmosfera, confezionando con MESSIAH OF EVIL un horror dalla cadenza lenta, misteriosa, raccontato in un unico lungo flashback dalla protagonista (Marianna Hill) che parla con un tono di voce suadente reso avvolgente da un'eco profonda, ulteriore tentativo di giocare sull’impatto quasi “mistico” (vedasi in questo senso una suggestiva invasione di zombi attraverso le finestre gotiche di una chiesa) dell'opera. Anche le musiche, ovviamente, ricoprono un ruolo fondamentale: composte da suoni tipicamente Anni Settanta (l'appartenenza a un preciso periodo storico traspare anche dal vestiario...Leggi tutto e dagli atteggiamenti dei protagonisti), cercano in ogni modo di mantenere un clima “sospeso”, da dimensione onirica. E infatti si ha la sensazione di personaggi che si muovono lentamente, silenziosamente nella cittadina semideserta teatro della vicenda. Una cittadina costiera dove la giovane protagonista cerca il padre, che prima di scomparire le aveva inviato lettere preoccupate. Ma chi abita questa cupa ghost-town? Quattro gatti e tanti zombi. Zombi anch’essi anomali: non caracollanti e capaci di attendere anche la fine di una proiezione prima di aggredire la propria vittima al cinema (un DEMONI ante-litteram?). Ciò che purtroppo rovina un’operazione curiosa e a tratti affascinante è la povertà di effetti e make-up decenti; e i dialoghi improvvisati; e tante altre cose. Noiosetto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 20/03/09 22:31 - 3840 commenti

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Pittore surrealista scompare in una piccola cittadina californiana. La figlia Arletty (Marianna Hill) si mette sulle tracce del genitore scoprendo, grazie ad annotazioni rèdatte su un diario, che gli abitanti del paese sono in realtà morti-viventi e a loro si deve l'improvviso calo demografico del luogo. Gli sceneggiatori di American Graffiti, qui pure registi, puntano sul clima d'esasperazione, partorito dal ribaltamento delle realtà consolidate, senza mai ricadere nel ridicolo e/o nell'incredibile. Al di là degli effetti speciali predomina la sensazione d'un pericolo immanènte e inevitabile.

Bruce 22/01/10 15:52 - 1004 commenti

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Un horror da drive-in americano, niente di memorabile. Una profezia o maledizione che sia ha trasformato una cittadina sulla costa in un covo di zombi carnivori; la protagonista vi si aggira come uno spettro alla ricerca del padre pittore scomparso, incontra un tipo che se la vuole fare e due sue amiche che finiranno divorate dai morti viventi. Grezzo e privo di qualità. Belle solo le scenografie con i dipinti all'interno della casa. Vagamente moralistico e decisamente evitabile.

Ciavazzaro 1/09/09 12:58 - 4763 commenti

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Buon film che nonostante la povertà di mezzi riesce a creare un'atmosfera unica. E' angosciante per tutta la sua durata, c'è il cameo del buon Elisha Cook, jr. e le scenografie funzionano alla perfezione. Da citare la scena nel cinema e il cupissimo finale. Da vedere sicuramente.

Buiomega71 15/12/10 10:16 - 2262 commenti

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Uno degli horror più cupi e angoscianti mai girati. Portatore di male e devastazione fin dall'incipit (sul dondolo; nella carrozzeria), dalle prefulciane lacrime di sangue ai cinema trasformati in banchetti cannibalici, a mostruosi albini divoratori di topi vivi fino all'apocalittico finale. Cupo, senza speranza, notturno, personalissimo viaggio nell'incubo quasi lovecraftiano dove Huyck ribalta e rimastica le Notti romeriane e i suoi cannibali catatonici mettono davvero sgomento e inquietudine. Quasi "arty" nella messa in scena, quanto viscerale e terrifico.
MEMORABILE: I due poliziotti, uno di loro lacrima sangue e...; "Si sono avventati su di lui come squali"; Sul furgoncino "voodoo"; Gli inquietanti ritratti.

Cotola 2/01/11 17:13 - 7525 commenti

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Horror dalle buone atmosfere, vanificate però da una sceneggiatura in parte confusa e farraginosa che stempera la tensione già non ai massimi livelli. Alterna momenti riusciti (quello del cinema su tutti) ad altri meno riusciti e piuttosto noiosi. Il risultato finale è molto discontinuo ma non privo di fascino ed interesse. Può valere un'occhiata.

Giùan 27/02/12 16:12 - 2989 commenti

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Nello stesso 1973 in cui consegnavano a Lucas il copione di American graffiti e diversi anni prima di siglare il proprio fatale destino con Howard, i coniugi Huyck danno alla luce (terrea ad esser sinceri) questo cult zombesco che ho sempre ricollegato a L'ultimo uomo di Ragona (per il pauperismo produttivo propedeutico all'incipiente clima d'angoscia) e a Martin di Romero (le commistione tra horror e sperimentazioni d'essai). Autarchico e capace di creare una letargica atmosfera pervasiva, possiede una farragginosa ma implacabile malìa generazionale.
MEMORABILE: La scena del supermarket e i due incontri (della Hill il primo e di Anitra Ford il secondo) con l'inquietante camionista dallo strabismo di Venere.

Lucius 2/04/12 01:15 - 2819 commenti

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Suggestiva pellicola caratterizzata da grande atmosfera e da inquietanti movimenti di macchina. Un incubo primordiale si disvela dalle pagine di un diario ritrovato e si apre in immagini una storia in grado di affascinare e al contempo di incutere pericolo e, davanti a tale sceneggiatura e a talune sequenze, la linearità diventa secondaria; quella che primeggia è l'angoscia di trovarsi davanti ad un incubo senza uscita, davanti ad una terrificante realtà che è la stessa con cui dovrà fare i conti la protagonista. Surrealista.

Herrkinski 10/04/12 03:29 - 5135 commenti

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Interessante horror proveniente da quella miniera d'oro che erano gli anni '70. Pauperistico e dalla sceneggiatura un po' caracollante, il film è però ampiamente riabilitato dall'ottima atmosfera, macabra e misteriosa, ben resa anche grazie a una scelta delle location azzeccata. Le sequenze con i morti viventi sono da antologia, girate benissimo e cariche d'angoscia; lo spargimento di sangue è moderato ma non se ne sente un gran bisogno. Qualche tempo morto di troppo e qualche dialogo superfluo, ma nel complesso decisamente da rivalutare. **1/2
MEMORABILE: L'attacco degli zombi al cinema e al supermercato; Il tizio dal volto inquietante che mangia topi vivi ascoltando Wagner sull'autoradio.

Fauno 12/09/12 00:22 - 1919 commenti

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Niente a che fare con gli zombi romeriani: questi sono uomini scontrosi, che diventano cannibali per via di una maledizione creata alla fin fine da loro stessi; il fatto che ci sia di mezzo la mitologia avvalora il concetto che nei paesi senza cultura e isolati il diavolo ci va a nozze (niente di più vero)! Il brano di apertura e chiusura è fantastico. Anche se si vede che è un film datato, posso dire che è spettacolare, coinvolgente; mi è piaciuto da impazzire e pochi film visti ex novo mi avevano così colpito. E l'horror non è il mio genere...
MEMORABILE: La scena del pastore proveniente dalle montagne e sopravvissuto all'epidemia...

Rebis 8/03/14 14:37 - 2088 commenti

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Riadattamento non dichiarato de "La maschera di Innsmouth" di H. P. Lovecraft (l'orrore indicibile che viene dal mare...) aggiornato alla pandemia romeriana, con il teriomorfismo destituito dalla zombificazione. È, innanzitutto, un esercizio di stilizzazione visiva - il faro ricolmo di dipinti surreali e paranoici, false prospettive e azzardi cromatici - poi narrativa - un susseguirsi di scene madri (strepitosa, per gli spettatori dell'epoca, quella nel cinema) e sbrigative sequenze di raccordo. Narrativamente stringato, è pura pop art capace di evocare pervasivi universi di paura. Gioiellino.
MEMORABILE: Il padre impantanato in un amalgama di sangue e pittura.

Capannelle 17/03/14 15:29 - 3721 commenti

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Tra l'allucinante e l'allucinogeno questo horror girato alla meglio e infarcito di dialoghi e movenze surreali. L'avvicinarsi degli zombi (e loro azioni) avviene in modo sommesso e senza troppe platealità e questo accresce l'atmosfera che si nutre a sua volta anche di continue gigantografie stile pop-art nella casa del dandy. Per il resto si trovano nel film diversi stilemi del genere borghesia annoiata (tipo la coppia di ragazze emancipate, i monologhi senza senso) che rappresentano la parte debole del film.

Pinhead80 10/10/15 10:46 - 3948 commenti

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Non mi aspettavo molto da questo film trovato in superofferta e invece mi sono dovuto ricredere. Il film è buono e sono da segnalare le musiche e alcune scene veramente da incubo (quella del cinema). L'unica pecca è che a tratti appare un po' confusionario perché mescola un sacco di cose assieme per dare spiegazioni. La voce fuori campo e la martellante musica che l'accompagna alimentano il senso di cupezza della pellicola. Che dire poi del cast femminile super sexy... Un film forse troppo poco conosciuto.

Faggi 17/03/18 20:24 - 1504 commenti

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Horror in odore di pop-art, suggestivo per un'ora e più filata (solo gli ultimi venti minuti hanno dei cedimenti). L'orrore innominabile, le turpitudini, le maledizioni trovano una cifra estetizzante; notevoli diversi passaggi (l'incipit magnetizza immediatamente) e si tocca l'indimenticabile (il segmento nel cinema). Ottimo nei cromatismi e nell'ambientazione; buono come esempio di invenzioni e sperimentazioni settantiane (la regia corteggia e forse conquista un'idea di stile), non male come destabilizzatore emotivo. Trascurabili i difetti.
MEMORABILE: L'albino; Nello studio del pittore; Al supermercato; Al cinema; Le lacrime di sangue.

Anthonyvm 12/03/18 00:30 - 1935 commenti

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Bizzarrissimo e incredibilmente singolare horror dei primi '70 che unisce una trama originale a scene di impatto visivo innegabile. Diciamo che narrativamente non è granché: molti passaggi del plot non sono ben spiegati, il finale è sbrigativo e l'andazzo lento può tingersi di noia. Ma ci sono almeno quattro scene che per la loro forza spaventosa e per l'influenza che avranno sul cinema horror successivo conferiscono al film lo scettro di cult. Bellissime luci "baviane" con cromatismi rossi e blu, scenografie da incubo. Imperfetto ma da vedere.
MEMORABILE: La scena terrificante nel supermercato; La scena nel cinema, capolavoro; L'albino che mangia topi vivi; Le lacrime di sangue; La morte del pittore.

Myvincent 13/10/17 07:52 - 2553 commenti

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La scomparsa di un pittore mette la propria figlia alla sua ricerca, dispiegando un mondo fatto di allucinanti personaggi dediti al cannibalismo. Interessante per le scenografie pop e i soggetti grafici, il film è un singolare horror dove sembra descritto tutto senza censure, in un clima rappresentativo decisamente gore. Peccato per la trama sfilettata e la regia così "innaturale" che rendono il tutto complicato da seguire, specie in alcuni momenti illogici.

Minitina80 26/11/17 10:46 - 2336 commenti

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Particolare è il primo aggettivo che viene in mente per descriverlo perché non è facile imbattersi in un horror del genere, per di più di quel periodo. In alcuni momenti è parlato pochissimo e, nei dialoghi che si ascoltano, poco è veramente spiegato lasciando molto sia all’interpretazione dello spettatore che alla suggestività delle immagini. A Lovercraft e Romero appartengono le sfumature più riconoscibili, anche se la sensazione predominante è di presunta irrealtà. Non manca qualche momento di stanca, ma glielo si perdona.
MEMORABILE: La ragazza nel cinema.

Trivex 2/01/19 09:35 - 1490 commenti

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Città di morti nella quale, come si dice nel film, gli abitanti inizieranno a mangiare carne cruda. Si, ma di che tipo di carne stiamo parlando? Non è nemmeno questo l'aspetto più inquietante della pellicola, perché l'atmosfera immobile e maligna e le smorfie del mangiatore di topi impressionano anche di più. Meglio la prima parte che il finale, ma stiamo comunque parlando di un prodotto che, pur con alcuni limiti nella sceneggiatura, "gioca" sul terreno del terrore a livello di concorrenti ben più blasonati.

Fedeerra 16/08/19 05:38 - 422 commenti

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Il bianco corridoio iniziale con la voice over della protagonista forse non è altro che un limbo psicofisico dove l’anima e il corpo dei personaggi vengono rinchiusi. Bellissimo film surreale, poetico e macabro: le lacrime di sangue, l’attacco al supermercato e al cinema, gli insetti in bocca, il faro allestito in stile pop art. Un macabro gioiellino.

Ronax 26/11/19 23:52 - 907 commenti

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Al di là dell'evidente richiamo al celebre racconto di Lovecraft e agli zombi di Romero, questo piccolo e poco conosciuto horror, girato con evidente economia di mezzi, affascina per l'atmosfera plumbea e priva di qualunque speranza che lo pervade dalla prima all'ultima scena, ben sottolineata dagli accesi cromatismi e dalla predominanza delle scene notturne. Alcune pagine sono memorabili e riscattano le non poche debolezze della sceneggiatura. La giovane Marianna Hill, con il suo look inconfondibilmente anni '70, entra bene nel personaggio.
MEMORABILE: Le scene di cannibalismo al supermercato e nel cinema.

Rufus68 23/02/20 23:32 - 3086 commenti

I gusti di Rufus68

Non è un film sugli zombi, bensì una sorta di fantastico-sperimentale dalle atmosfere metafisiche, stile Carnival of souls. La vicenda horror serve agli autori per dare vita a una languida e straniante ricognizione sul male di vivere, come testimonia il finale. L'ambientazione in una desolata città di mare (ottima la location nello studio d'arte) amplifica ancor più l'aura sottilmente apocalittica che pervade l'intera pellicola: supermercati, cinema, distributori sono abitati dai fantasmi di una civiltà ferina ormai al collasso. Bene il cast.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 15/09/12 11:48
    Consigliere - 43515 interventi
    Ho corretto il tuo post Buio. Dunque, il mio credo sulla perfezione visiva è diverso per film introvabili. Per film difficili da trovare accetto anche trasferimenti scarsi, certo però che poi il passaggio successivo dev'essere qualcosa di decente. Poi capisco benissimo che pur di vedere un film introvabile ci si accontenti. Però ringrazio molto chi mi mette in guardia dicendo che il trasferimento è scarso, perché a quel punto so a cosa vado incontro e diventa una mia scelta.
  • Homevideo Caesars • 3/10/13 15:26
    Scrivano - 10722 interventi
    Segnalo che su dvdweb il dvd di questo film, insieme a tanti altri, è in offerta a 1.99€.
    So che la qualità è scarsa (vedi commento di Rebis) ma a questa cifra potrebbe interessare a qualcuno.
    Non so fino a quando durerà la promozione
  • Discussione Rebis • 8/03/14 14:35
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Ed eccomi giunto alla quinta notte buiesca, che ha raggiunto ormai una cadenza settimanale (ma mancano solo due titoli per concluderla).

    Bellissimo. Senza mezzi termini. Un vero esercizio di stilizzazione visiva e narrativa, quasi un film "arty" (penso a tutte le sequenze girate dentro il faro, colmo di quadri surreali, espressionisti che creano false prospettive, azzardi cromatici, spaesamento; ma anche alle singole scene madri, sempre imprevedibili grazie all'uso del montaggio e del sonoro) che riesce a scatenare paura, incombenza, un senso tangibile di minaccia senza mai perdere di vista la ricercatezza - e la ricchezza - dello stile.

    In buona sostanza è il riadattamento non dichiarato di un celebre racconto di Lovecraft "La maschera di Innsmouth" (sfruttato anche da De Ossorio per Terror Beach e da Gordon per Dagon) dove gli abitanti di un villagio in seguito a un patto ancestrale con le creature del mare cominciano a trasmuatre in pesci... Ma il film di Huyck è un post-Romero e quindi si aggiorna di buon grado alla zombificazione come processo pandemico (probabilmente anche per ragioni di budget: massima resa a costo zero). D'accordo, narrativamente il film non c'è, ma è notevole il modo in cui vengono sfruttati i pochi mezzi per generare un denso clima incubotico... e ci sono vere sequenze da antologia: quella del cinema naturalmente - che avrà scatenato non poca apprensione all'epoca negli spettatori in sala (fantastica la mano insanguinata che annaspa nello schermo bianco) - ma anche il lungo incipit è memorabile con la sagoma oscura che avanza lungo il corridoio della clinica farneticando; notevole quella del supermarket e d'effetto la "trasmutazione" della protagonista con rigurgiti di vermi e insetti. Ma il top è il ritorno del padre che, ferito, scivola in mezzo ai suoi colori impantanandosi in un amalgama di pittura e sangue! Pura pop art!
  • Discussione Buiomega71 • 8/03/14 14:55
    Pianificazione e progetti - 21906 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Ed eccomi giunto alla quinta notte buiesca, che ha raggiunto ormai una cadenza settimanale (ma mancano solo due titoli per concluderla).

    Bellissimo. Senza mezzi termini. Un vero esercizio di stilizzazione visiva e narrativa, quasi un film "arty" (penso a tutte le sequenze girate dentro il faro, colmo di quadri surreali, espressionisti che creano false prospettive, azzardi cromatici, spaesamento; ma anche alle singole scene madri, sempre imprevedibili grazie all'uso del montaggio e del sonoro) che riesce a scatenare paura, incombenza, un senso tangibile di minaccia senza mai perdere di vista la ricercatezza - e la ricchezza - dello stile.

    In buona sostanza è il riadattamento non dichiarato di un celebre racconto di Lovecraft "La maschera di Innsmouth" (sfruttato anche da De Ossorio per Terror Beach e da Gordon per Dagon) dove gli abitanti di un villagio in seguito a un patto ancestrale con le creature del mare cominciano a trasmuatre in pesci... Ma il film di Huyck è un post-Romero e quindi si aggiorna di buon grado alla zombificazione come processo pandemico (probabilmente anche per ragioni di budget: massima resa a costo zero). D'accordo, narrativamente il film non c'è, ma è notevole il modo in cui vengono sfruttati i pochi mezzi per generare un denso clima incubotico... e ci sono vere sequenze da antologia: quella del cinema naturalmente - che avrà scatenato non poca apprensione all'epoca negli spettatori in sala (fantastica la mano insanguinata che annaspa nello schermo bianco) - ma anche il lungo incipit è memorabile con la sagoma oscura che avanza lungo il corridoio della clinica farneticando; notevole quella del supermarket e d'effetto la "trasmutazione" della protagonista con rigurgiti di vermi e insetti. Ma il top è il ritorno del padre che, ferito, scivola in mezzo ai suoi colori impantanandosi in un amalgama di pittura e sangue! Pura pop art!


    Ah, Rebis, che delizioso commento lungo hai fatto ad uno dei miei horror settantiani di culto in assoluto (insieme al liebermaniano La Sindrome del Terrore)

    Agorafobico, notturno, inquietante e surreale, astratto e incubotico, diamante grezzo che ho preferito alle Notti romeriane (ebbene sì)

    L'incipt con i fidanzatini sul dondolo, la stazione di servizio notturna, il cinema (in netto anticipo sui Dèmoni baviani), il supermarket, il senso di desolazione e di angoscia, l'auto della polizia che arriva (con agghiacciante sorpresa), il sangue dagli occhi (Fulci lo terrà bene a mente), il furgoncino con gli "zombi" in catalessi che guardano alla luna, il finale terrifico d'assedio con gli "zombi" che scendono dal soffitto.

    Vero, pare La Notte dei Morti Viventi inzuppato di "pop art" e Gary Sherman se nè ricorderà per Morti e Sepolti

    Ah, che soddisfazione, Rebis, quando le notti "buiesche" danno questi entusiasmi :)
    Ultima modifica: 1/08/19 19:43 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 8/03/14 15:00
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Beh, devo dire che aldilà del gradimento personale per ora sono tutti film molto interessanti (con l'esclusione del remake di Fog, che però è stato improvvisato: lo passavano in tv e ne ho approfitato per rivederlo).
    Ultima modifica: 8/03/14 15:00 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 8/03/14 15:02
    Pianificazione e progetti - 21906 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Beh, devo dire che aldilà del gradimento personale per ora sono tutti film molto interessanti (con l'esclusione del remake di Fog, che però è stato improvvisato: lo passavano in tv e ne ho approfitato per rivederlo).

    Al di là dei gusti personali, questa minirassegna rebisiana e per me un onore

    Queste son soddisfazioni :)
  • Discussione Rebis • 8/03/14 15:04
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Beh, devo dire che aldilà del gradimento personale per ora sono tutti film molto interessanti (con l'esclusione del remake di Fog, che però è stato improvvisato: lo passavano in tv e ne ho approfitato per rivederlo).

    Al di là dei gusti personali, questa minirassegna rebisiana e per me un onore

    Queste son soddisfazioni :)


    Naturalmente gli ultimi due titoli sono top secret :)
  • Discussione Buiomega71 • 8/03/14 15:38
    Pianificazione e progetti - 21906 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Beh, devo dire che aldilà del gradimento personale per ora sono tutti film molto interessanti (con l'esclusione del remake di Fog, che però è stato improvvisato: lo passavano in tv e ne ho approfitato per rivederlo).

    Al di là dei gusti personali, questa minirassegna rebisiana e per me un onore

    Queste son soddisfazioni :)


    Naturalmente gli ultimi due titoli sono top secret :)


    Son davvero curioso, a questo punto...

    Attendo impaziente...
  • Curiosità Faggi • 14/03/18 16:54
    Archivista in seconda - 434 interventi
    Nel cinema dove si consuma uno dei segmenti più riusciti de Il messia del diavolo c'è in programmazione Non ci sarà domani, (Kiss tomorrow goodbye è il titolo originale). Non a caso un film che ha una visione pessimistica della natura umana.

  • Discussione Buiomega71 • 29/11/18 20:55
    Pianificazione e progetti - 21906 interventi
    Non so cosa diamine stia combinando in questi tristi e funesti giorni sorella morte (come la chiamava Vincent Ward in Navigator), ma se ne è andata anche Gloria Katz

    https://www.nytimes.com/aponline/2018/11/29/us/ap-us-obit-katz.html
    Ultima modifica: 29/11/18 21:21 da Buiomega71