The backwoods - Prigionieri nel bosco

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Titolo originale: Bosque de sombras
Anno: 2006
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "The backwoods - Prigionieri del bosco".
Numero commenti presenti: 12

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/07/09 DAL BENEMERITO LUCIUS
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Lucius 8/07/09 01:38 - 2819 commenti

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Capolavoro di thriller, è uno splendido film magistralmente diretto ed interpretato (nonchè opera prima, il regista aveva diretto solo un cortometraggio, pare altrettanto bello) in cui gli avvenimenti ed i personaggi non sono quel che sembrano, lasciando spiazzato lo spettatore. Notevole la sceneggiatura con rimandi ai film di John Boorman.

Daniela 3/08/09 23:05 - 9372 commenti

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A seguito della scoperta di una bambina tenuta segregata, due coppie di turisti inglesi in vacanza nel nord della Spagna entrano in contrasto con alcuni paesani, con esiti sanguinosi. Opera prima ricca di rimandi, da Cane di Paglia a Un tranquillo week-end di paura, ha per tema centrale quello dell'incomunicabilità, fra mogli e mariti, fra cittadini e montanari, fra lingue diverse. Grande interpretazione del risentito Oldman, cacciatore che si viene a trovare dall'altra parte della canna del fucile.
MEMORABILE: L'esecuzione in mezzo al bosco

Brainiac 10/08/09 01:00 - 1083 commenti

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Una giovane coppia in crisi peggio dei coniugi Fox di Vacancy viene asserragliata in un casale come in Cane di paglia. Un loro amico è braccato da retrivi bifolchi (Calvaire, Eden lake) nei consueti boschi (Un tranquillo weewkend di paura). Pur non essendo la più originale fra le sceneggiature che desrivono il pogrom contro i soliti "civilizzati" colpevoli-di-invadere-la-natura (qui la caccia, in weekend di paura lo scherno verso i nativi), il film ha alcune scene coi fiocchi, ma è penalizzato dalle allusioni al soprannaturale (come nel deludente Them).

Puppigallo 19/08/09 22:36 - 4508 commenti

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Non male, anche se i problemi delle due coppie mascherano a fatica una sceneggiatura esile, basata tutta sul rapporto villici-turisti (naturalmente pessimo). Non ci viene spiegato tutto (sta povera bambina incatenata? Mah); e questo un po' me le fa girare. Ma devo dire che, a parte quando si insiste sulle beghe coniugali (nessuno capisce nessuno), la pellicola scorre piuttosto bene, grazie soprattutto a un buon Oldman, al padre della ragazzina e ai suoi due figli (uno psicopatico e l'altro ritardato). Passabile anche l'amico del protagonista (stressato dalla donna, al limite della santità).
MEMORABILE: Il poveretto ha appena ucciso quello che voleva inchiappettarsi la sua donna; e lei: "Allora, cosa facciamo? Deciditi!"...Ma sparare anche a lei no?

Schramm 11/09/09 12:07 - 2414 commenti

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Ebbasta mò. Possibile che fuori città siano tutti buzzurri bifolchi villani inospitali sciroccati e psicopatici peggio dei Cajun di Hill? Si rovescia se non altro il cliché in nome di un'equipollenza che tratteggia l'uomo di mondo non meno homini lupus. Pur non dribblando l'ossequio tematico a Boorman e atmosferico a Du Weltz, non abbraccia deo gratia le solite prevedibili derive parahooperiane che ci hanno rotto il frenulo da quel dì. E tra le righe affiora una tesina sulla selvaticità che c'è tra noi oh yeah. Non male, ma non se ne può più della dimensione boschiva culla del ritorno alla barbarie

Cotola 9/01/10 01:43 - 7513 commenti

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L'assunto di partenza non è per nulla originale (come altre cose qua e là) ma quando ti aspetteresti il già visto, il film prosegue prendendo una strada diversa ed interessante che riesce ad intrigare sempre di più lo spettatore e a tenerlo in tensione fino al bellissimo e spiazzante finale aperto. Merito soprattuto della regia di Serra che, sebbene al suo primo film, dimostra già buon controllo del mezzo ed una notevole personalità che lo porta a fare scelte coraggiose: i bifolchi che parlano spagnolo (con effetto straniente) e l'epilogo.

Gestarsh99 3/07/12 11:51 - 1321 commenti

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Lussureggiante survival pirenaico cui spianano la strada sia il Boorman regressivo che il Peckinpah istintivista. Ambientato nei '70 più per vezzo estetico che per reali necessità diegetiche, il film sfrutta la ricca suggestività umbratile della secolare vegetazione boscosa di Aiako Harria, nei Paesi Baschi. Il cast femminile è alquanto passivo e questa catatonia ruolistico-recitativa non fa che oberare di responsabilità espressiva le controparti mascoline. L'inspiegata fiacchezza di alcuni snodi arreca una saltuaria discontinuità al ritmo, preservando tuttavia senza sforzo l'incombente oppressione da stalking venatorio.
MEMORABILE: Il tentato stupro "a tergo"; La protagonista che si improvvisa involontaria "miss maglietta bagnata" sotto gli occhi bovini dei montanari allupati...

Galbo 1/08/12 07:14 - 11381 commenti

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Benchè intreccio narrativo ed ambientazione boschiva non siano inediti, bisogna ammettere che il film del regista Koldo Serra (debutto notevole il suo) colpisce nel segno, e si rivela un'opera di spessore realizzata attraverso una mirabile costruzione della tensione che si rivela ingrediente fondamentale della sua riuscita. Ancora una volta, Gary Oldman lascia il segno con un'eccellente interpretazione. Meno incisivo il resto del cast.

Undying 20/09/12 22:39 - 3840 commenti

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Natura selvaggia, popolazioni isolate (e quindi incivili?), incomprensione del diverso. Una discesa nell'infërus che per quanto ben costruita, soprattutto nel tratteggio delle psicologie e nei dialoghi, lamenta un certo manierismo di fondo. Il tema portante e, ipocritamente, suggerito non viene mai apertamente esposto. La scenografia si presta ottimamente alla lunga, sofferta e -a tratti- impietosa caccia cagianata da un gruppo di brave persone loro malgrado imbattutesi in una terribile verità. Prologo (?) di The woman molto più intelligente ed onesto. Interessante produzione iberica Filmax.

Hackett 21/12/12 16:06 - 1725 commenti

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Nonostante la trama sia abbastanza prevedibile il film è costruito con mano sicura e una regia accorta e a tratti raffinata. Thriller rurale che si trasforma in western omaggiando pure Leone nella scena finale. Buona come sempre la prova di Oldman, ben più di una spanna sopra tutti.

Buiomega71 13/05/17 01:05 - 2261 commenti

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Dopo i bellissimi titoli di testa puramente settantiani, atmosfere in lande sperdute e retrograde che rammentano la sottocultura fulciana e lo smarrimento serradoriano, il film annoia presto, con bisticci coniugali e momenti che girano a vuoto (la battuta di caccia, il cianciare del nulla delle donne). Si riprende verso il finale teso, con Oldman cacciatore cacciato, cani infilzati, pioggia battente e inarrestabile e una chiusa (con poco mordente) che cita i classici del western. Interessante la bimba selvaggia, buona regia di Serra, ma rimane un retrogusto di opera, in parte, mancata.
MEMORABILE: Il tentato stupro ai danni della Ledoyen, dove lei non batte ciglio; L'invasione domiciliare dei due bifolchi; Il lercio tugurio dove vive la bimba.

Myvincent 17/01/20 07:54 - 2546 commenti

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Doppia coppia con fucilate varie, "ospite" di un bosco tanto decantato da uno dei due uomini. Il ritrovamento di una fanciulla segregata come un animale (all'inizio parrebbe Jenifer del caro Argento) manda in subbuglio tutti gli sparuti abitanti delle case vicine e così sia. Alla fine si traduce in un horror con tante pretese socio-filosofiche, ma nel quale nel frattempo la noia ha fatto il suo dovere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 20/12/09 13:37
    Risorse umane - 6710 interventi
    ma che tristesse

    del resto è capitato anche a me di vedermi oscenamente paragrafato il saggio su der todesking -se non ricordo male su filmscoop- e non poterci fare un bel niente
  • Discussione Undying • 20/12/09 13:41
    Scrivano - 7630 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    ma che tristesse

    del resto è capitato anche a me di vedermi oscenamente paragrafato il saggio su der todesking -se non ricordo male su filmscoop- e non poterci fare un bel niente


    Se qualcuno ha il DVD RaroVideo de Le porte del silenzio, può leggere nel retro della cover una mia recensione scritta anni addietro su un altro sito...
    Ultima modifica: 20/12/09 13:44 da Undying
  • Discussione Schramm • 20/12/09 13:44
    Risorse umane - 6710 interventi
    immagino non esista tutela alcuna per episodi di tal fatta...
  • Discussione Undying • 20/12/09 13:47
    Scrivano - 7630 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    immagino non esista tutela alcuna per episodi di tal fatta...

    Non ho idea: comunque sono ben contento di avere contribuito in qualche modo per un film di Lucio Fulci, anche senza esserne stato messo al corrente.
  • Discussione Schramm • 20/12/09 16:34
    Risorse umane - 6710 interventi
    dopo la gloria postuma, la gloria anonima...
  • Discussione Lucius • 20/12/09 16:36
    Scrivano - 8326 interventi
    da wikipedia:

    Il film di Serra ha molti punti di contatto con altre pellicole di genere, come Cane di paglia di Sam Peckinpah e Un tranquillo week-end di paura di John Boorman.Nel raccontare il delicato confine tra mondo borghese e mondo selvaggio, Serra punta più sulla crescente tensione, piuttosto che utilizzare scene cruente e splatter, citando sul finale la cinematografia di Sergio Leone.
  • Discussione Gestarsh99 • 12/04/14 19:01
    Scrivano - 14433 interventi
    Zender, anche qui il titolo italiano corretto è
    The backwoods - Prigionieri nel bosco,
    perciò dovremmo sostituire il "del" con il "nel":

    Ultima modifica: 13/04/14 01:54 da Gestarsh99
  • Discussione Zender • 13/04/14 07:44
    Consigliere - 43495 interventi
    Sì, fino ad oggi il nel stava nelle note, ora ho invertito. Chissà perché si era invertito, non vorrei che fossei uscito come DEL al cinema.
  • Discussione Buiomega71 • 13/05/17 09:52
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Alla fine del film, mi son chiesto dove Serra voleva andare a parare.

    Non e un thriller (almeno non in senso stretto), horror nemmeno a parlarne, hunted movie? Survivor movie? Bhò...

    L'inizio e anche ficcante (bellissimi i titoli di testa molto settantiani), dove il regista spagnolo cala subito in un atmosfera straniante e disturbante , in luoghi sperduti e lontani dalla civiltà, con un indovinato senso dello smarrimento come in Ma come si può uccidere un bambino?, un mondo a parte retrogrado e superstizioso come il Fulci di Non si sevizia un paperino (nella locanda) e la perdita del contatto con la civiltà e una minaccia interna che incombe come in Long Weekend

    Peccato però che la tiri per le lunghe con beghe coniugali e battute di caccia che girano a vuoto, che rallentano di molto il ritmo e lambiscono , spesso, la noia.

    Le suggestive location boschive fanno da cornice a quello che sembra più un dramma da fine settimana.

    E tra un nudo integrale in campo lungo (quello di Aitana Sànchez -Gijòn) sulle rive del fiumicello, le donne che cianciano del nulla, gli uomini che si improvvisano cacciatori , cittadini in un mondo che non le appertiene, discorsi (più o meno interessanti) su discorsi, dialoghi su dialoghi, il tedio cala inesorabile.

    Ok giocare con i solchi lasciati da Peckinpah (di Cane di Paglia riprende lo zoccoleggiare della Ledoyen come faceva Susan George coi villici inglesi, dentro alla locanda, o la trasformazione di Considine in timoroso cittadino/preda a spietato nemico/cacciatore, ma omette l'assedio) , rivangare echi boormaniani (ormai Deliverance ha la stessa funzionalità che ha Psycho nello "psycho thriller") e rammentare le paludi silenziose dello zio Hill (il cane, l'atmosfera plumbea e umidiccia, i "cajun" dei paesi baschi), ma manca la sostanza, la cattiveria, la ferocia, la violenza, cioà tutto quello che necessita alla riuscita di questo genere di film.

    L'atmosfera e ben resa, stranianti le canzoni di Leonard Cohen alla radio, la pioggia battente e inarrestabile ti entra nelle ossa,ottimo Gary Oldman cacciatore/cacciato nelle scene migliori del film (cani infilzati, lotte corpo a corpo, esecuzione finale), non male la bimba con le mani deformi (probabilmente frutto di incesto), trovata in un lercio tugurio, che canticchia alla luna e si esprime come un animale, tra Il ragazzo selvaggio e The Woman, che da al film una lieve incrinatura fiabesco/horror, ma che non viene approfondita, lasciata lì solo come ornamento.

    Così come la scena più exploitation del film, l'intrusione di due bifolchi brutti, sporchi e sudaticci, nella baita dei turisti inglesi, rovinata in parte dalla Ledoyen, che subisce un tentato stupro da tergo, sul tavolo, con rara e poco credibile passività.

    Anche la resa dei conti finale delude, dove Serra cita il classici western, ma che ti chiude il film con un-più o meno- adesso chiariamo tutto andando alla polizia (mha?!)

    Serra gira bene, sfrutta le location boschive, regala anche qualche buona atmosfera, imprime un certo realismo (i villici spagnoli parlano castellano con i sottotitoli italiani, aumentando il senso di estraneità e distanza culturale) ma sembra indeciso su quale tipo film voglia fare e penalizza il risultato finale.

    Spesso sembra di vedere un tv movie da prima serata, che scivola nell'anonimato.

    Suggestiva la fotografia di Unax Mendia, pessimo il doppiaggio italiano.

    Un occasione in parte mancata in un opera, alla fine, di poca sostanza e molte chiacchiere a vuoto, dalla consistenza di uno straight to video

    O sei cacciatore o sei preda in questo mondo di merda
    Ultima modifica: 13/05/17 11:46 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 13/05/17 09:57
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Il film da noi non passò nei cinema, ma uscì direttamente in home video per la Mediafilm

    Io ho una registrazione da Sky Cinema Max datata 2009, della durata effettiva di 1h, 34m e 18s