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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dei tanti poliziotteschi che vedono protagonista un commissario dal pugno di ferro che non si fa scrupoli a malmenare i delinquenti che non parlano, LA MANO SPIETATA DELLA LEGGE è uno dei più convincenti. Prima di tutto per la bravura di Philippe Leroy, uno sguardo feroce che Merli, Nero e gli altri colleghi non hanno: il suo Giovanni De Carmine è un tale concentrato di forza interiore, prestanza fisica (nonostante le apparenze e la non più verde età) e decisione che riesce a rendersi assolutamente credibile, umano, molto vicino alla realtà. L'intero film grava sulle sue spalle e sulla regia di un Mario Gariazzo particolarmente in forma (rispetto ai suoi standard), autore anche di soggetto e sceneggiatura....Leggi tutto Tra i tanti antagonisti (davvero molti, tra pesci grandi e piccoli) spicca invece la figura dello spietato Klaus Kinski, che riesce a stare in scena per lungo tempo senza mai aprire bocca! È una scelta di Gariazzo ben precisa, che dona al suo Vito Quatrono una dimensione di freddezza assoluta: le sue parole vengono sempre riferite da altri o si riescono a comprendere solo attraverso i gelidi sguardi. Uccide senza cambiare mai espressione, nemmeno quando con la fiammossidrica brucia il bassoventre di un suo squallido tirapiedi che aveva “sgarrato”. Difficile trovare un poliziesco altrettanto realisticamente violento: i pestaggi sono filmati con uno stile che ne riesce a trasmettere appieno l'incredibile cattiveria e il cast è senza dubbio diretto con grinta. Non c'è niente di originale, nel film (e anzi le conclusioni sono “rubate” a quelle più pessimiste dell'epoca), il finale è un po' tirato via e lascia delusi, ma nel complesso è un poliziottesco godibile, che avvince.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dusso 2/02/07 08:09 - 1535 commenti

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Trama che non brilla per originalità (solito commissario violento), ma il film risulta più che dignitoso e per gli amanti del genere è un film che non delude.

G.Godardi 4/07/07 17:20 - 950 commenti

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Benché il titolo ammicchi al noto film di Friedkin, Gariazzo sembra invece essersi ispirato ai noir di Di Leo, tanto da avere nel cast molti dei comprimari che affollavano appunto i suoi film e un personaggio che di cognome fa proprio Di Leo. Sceneggiatura un po' sconclusionata e poco seguibile ma riscattata dalla discreta resa visiva e, soprattutto, dai due protagonisti: un Leroy perfettamente in parte e un Kinski freddo e gelido da sembrare un cyborg. Non mancano momenti violenti. In un certo senso la trama e il finale anticipano La Piovra televisiva.

Il Gobbo 6/07/07 12:13 - 3011 commenti

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Probabilmente il titolo più appropriato sarebbe stato "La mano pesante della legge", data la propensione del commissario di turno (un buon Leroy) a somministrare cazzottoni. Il film si lascia senz'altro guardare, specie quando è in scena, impassibile e professionale, un Kinski molto understated, anche quando applica alle pudenda del povero Luciano Rossi un trattamento davvero caloroso. La principessa Ruspoli nata Gianporcaro non era niente male.

Myvincent 18/10/15 08:22 - 2575 commenti

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Poliziesco tipico della produzione anni '70, si tinge di tonalità gialle nelle pieghe di un racconto che assomiglia a cento altri e dove è soprattutto la polizia a essere in odore di criminalità. Il cast è notevole, ma le prove attoriali sembrano spesso solo sforzi per arrivare dignitosamente alla fine della storia. Valido per i cultori del genere.

Undying 30/10/08 17:15 - 3840 commenti

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Cosca di narcotrafficanti e affaristi legati alle speculazioni bancarie si libera d'un boss rivale. Una testimone, però, innesca l'inevitabile "reazione a catena" delittuosa, nella quale trovano la morte un cospicuo numero di malavitosi. Tocca al Commissario Gianni De Carmine (un convincente Philippe Leroy) risalire ai vertici dell'organizzazione, in questo ostacolato da infiltrati nelle forze dell'ordine. Senza dubbio uno dei lavori migliori di Gariazzo, in questo supportato dal buon cast e dalla bella colonna sonora siglata da Stelvio Cipriani. Un appunto negativo sulla fotografia notturna.

Fauno 20/01/09 15:36 - 1927 commenti

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Di buonissima fattura, ma caro spettatore c'è da soffrire a vedere un film così... Pessimista da farti mancare il fiato. Suggestivi gli omicidi delle due giovani donne, liberatori e piacevoli i pestaggi di De Carmine, ma quando si ha a che fare con certi intoccabili...
MEMORABILE: Le olivette e le squillo di quel trichecone del professor Palmieri.

Cotola 18/03/09 20:03 - 7556 commenti

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Poliziottesco più che dignitoso che nonostante ripercorra strade già battute molte altre volte, risulta riuscito e gradevole grazie ad un buon ritmo e ad una confezione estremamente professionale (anche se la regia di Gariazzo non è certo brillante). Chi ama il genere si divertirà.

Bruce 21/07/09 12:12 - 1005 commenti

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Poliziesco duro e puro, con nessuna concessione alla battuta facile né allo spettacolo fine a se stesso. Violento e brutale, sullo stile di Di Leo, non a caso citato spesso nel film. Risulta lento e macchinoso, specie nella prima parte. Alcune sequenze rasentano il sadismo, con Klaus Kinski che non dice una sola parola ma non si dimentica. Grandissima interpretazione di Philippe Leroy nelle parti del commissario-pugile, duro e puro. Di sicuro non divertente, ma è da vedere.

Daidae 27/07/09 03:07 - 2747 commenti

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Uno dei migliori polizieschi all'italiana, trama davvero debole e un poco simile al successivo Poliziotto, solitudine e rabbia. Eppure scorre e piacerà. Non ci sono inseguimenti né sparatorie, ma l'ottima interpretazione di Leroy e Kinski (che persino da muto riesce a farsi valere!) e i caratteristi (Luciano Rossi, Masè) azzeccati assieme a gustose scene d'azione lo rendono praticamente unico. Stupenda colonna sonora, da rivalutare.
MEMORABILE: La fiammata di Kinski; Luciano Rossi che legge un giornale porno e ha strani pensieri sul sensuale ostaggio; I colpi del commissario.

Homesick 28/03/12 09:13 - 5737 commenti

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Esce a breve distanza dagli esempi di Castellari, Martino e Guerrieri, condividendo con essi i meriti di apripista del poliziesco all’italiana nato dopo il la di Vanzina e l’apocalittico quadro di un paese in balìa di poteri occulti che penetrano anche tra le forze dell’ordine. L’attenzione si sposta dal contesto urbano – di fatto irrilevante - alla figura del commissario di ferro, realisticamente ritratto nei suoi travagli interiori da un Philippe Leroy sanguigno e manesco. Cast gremitissimo e svolgimento secco e senza intoppi per una delle migliori regie di Gariazzo.
MEMORABILE: Il passaggio delle chiavi; Luciano Rossi che legge “Lesbo”; la sua evirazione con la fiamma ossidrica.

Digital 25/09/12 15:29 - 1121 commenti

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Poliziesco all'italiana con il solito commissario di ferro e le immancabili reclame molto poco occulte (c'è persino uno spot radiofonico del Fernet Branca), che abdica fin da subito a intenti di denuncia e di introspezione psicologica dei personaggi risultando così l'ennesimo film a buon mercato, concepito per intrattenere e far sforzare il meno possibile la sinapsi. Da questo punto di vista non tradisce: il ritmo è incessante, ci sono truci sequenze di violenza e notevoli inseguimenti in auto.

Manfrin 25/10/12 11:56 - 327 commenti

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Buon poliziottesco romano che comprende i soliti stereotipi del commissario violento, della vendetta trasversale, dei traditori fatti tacere per sempre. Tutto scivola nella massima prevedibilità ma il Leroy commissario picchiatore e il killer Kinski dal volto scolpito e che non proferisce sillaba tengono vivo l'interesse dello spettatore. Finale così così.

Uomomite 16/08/13 21:48 - 174 commenti

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Philippe Leroy è un commissario di ferro, però del tipo tormentato (in una scena molto bella, spiega all'amata moglie che cotanto ardore giustiziero lo rende violento e a lui la violenza mica gli piace tanto) che si trova a combattere contro una banda di super cattivi che agisce a livello internazionale, incasinando le borse di mezzo mondo, fino a provocare il crollo della Lehman Brothers... ehm.. no, forse quello è un altro film. C'è un Klaus Kinski "muto" e inquietantissimo e pure un cattivissimo Fausto Tozzi. Insomma, promossissimo!

Nicola81 15/12/13 14:44 - 1975 commenti

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Una delle migliori interpretazioni di Leroy nei panni di un commissario violento come tanti altri ma (qui sta la differenza) consapevole e dispiaciuto di esserlo. Per il resto è un poliziottesco "prima maniera", in cui gli intenti di denuncia prevalgono sugli aspetti da action metropolitano. Finale non chiarissimo (almeno per me), ma prodotto comunque godibile. Più del glaciale ma monocorde Klaus Kinski, tra i comprimari ho apprezzato Silvia Monti, Fantoni (il capo della Mobile), Cusack (il magistrato) e la Giancaro. Tre pallini.
MEMORABILE: I pestaggi di Leroy; L'evirazione di Rossi; Le riunioni tra gli inquirenti.

Motorship 16/02/14 18:10 - 567 commenti

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Poliziesco non molto originale ma comunque assai gradevole. Un film dove la denuncia sociale prevale sull'azione, anche se non mancano scene interessanti che di certo non scontentano gli appassionati del genere, inoltre il ritmo è piuttosto sostenuto. Ottima l'interpretazione di Philippe Leroy nei panni del commissario di ferro duro e violento (molto credibile peraltro), mentre Kinski, seppur inquietante, non mi ha convinto appieno. Bravissima invece la bella Silvia Monti, così come Fantoni e Cusack. Un buon film.
MEMORABILE: L'evirazione di Luciano Rossi con la fiamma ossidrica (!); I pestaggi del commissario De Carmine (un ottimo Leroy); Il passaggio delle chiavi.

Giùan 25/03/14 21:53 - 3013 commenti

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Gariazzo sceneggia e dirige un film di solida professionalità tecnica (sempre affidabili le musiche di Cipriani, d'atmosfera la fotografia di Cortese), la cui trama tuttavia si sfilaccia lungo il percorso, dopo il convincente avvio thriller segnato dall'introduzione del silente killer Kinski e dall'omicidio delle hostess. Così tra le più o meno trite tirate di legge, ordine e mazzate e i tentativi di accender i riflettori su chi tira le fila economiche del crimine, a restar impressa è la collerica inquietudine del commissario Leroy, di nervosa bravura.
MEMORABILE: L'omicidio della hostess e del suo amante nell'appartamento.

Jdelarge 25/05/14 18:57 - 881 commenti

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Film senza troppe pretese per via di una trama che non riserva molti spunti interessanti. Il titolo è fuorviante, perché la mano della legge è senza dubbio spietata, ma non sembra assolutamente farla da padrona nei confronti della delinquenza. Buonissime le interpretazioni di Leroy e Kinski, bellissima Silvia Monti.

Trivex 9/09/14 09:50 - 1497 commenti

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Più noir che poliziottesco, è un film "manesco" e furibondo, assolutamente in linea con i suoi tempi. Concreta e senza incertezze la regia, assecondata da una sceneggiatura razionale anche se a volte fa perdere un po' il filo; tra gli attori segnalo un ottimo Leroy, in una delle sue migliori interpretazioni, mentre Kinski fa bene il killer "lobotomizzato". I metodi del commissario per "far parlare" non guardano in faccia a nessuno e almeno questa volta i "garantisti" da quattro soldi possono evitare di parlare di prodotto "autoreferenziale" e fascista.
MEMORABILE: "Il commissario "che fa parlare" l'agente di polizia corrotto"; "il tragico e nerissimo finale".

Pessoa 14/09/14 20:01 - 1176 commenti

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Gran bel film di Gariazzo con un Leroy in gran forma che stavolta fa il poliziotto costretto a combattere poteri più grandi di lui. La storia non è nuova ma la sceneggiatura lucida e il ritmo incalzante ne elevano il livello. I canoni del genere sono tutti presenti e funzionano, Kinski per una volta va oltre la maschera e pestaggi e donne nude pur soddisfando una certa platea non disturbano. La denuncia funziona, e anzi ci si rende conto di quanto oggi ci manchino i film come questo, che un po' per volta svegliavano la coscienza civile.

Nando 26/03/18 16:36 - 3485 commenti

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Pellicola cupa e pessimistica in cui un manesco commissario di polizia cerca di sgominare un'organizzazione criminale. Le sparatorie latitano e si osserva un solo inseguimento, tuttavia la violenza è presente con pestaggi e omicidi vari. Cast abbastanza anonimo se si eccettuano Leroy e Kinski, praticamente muto. Interpreti femminili poco efficaci, incalzanti le musiche di Cipriani.

Rufus68 23/04/16 22:34 - 3117 commenti

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Notevole l'inizio (una serie di efferatezze quasi senza dialoghi); poi il film si assesta su un piacevole livello medio, senza perdere di ritmo. In più Gariazzo ci dà qualche (sottovalutata) anticipazione sociale: il crimine si è ormai finanziarizzato e il confine tra economia legale e malaffare tende a dissolversi confondendo ogni ruolo. Il finale, secco e pessimista, è coerente con tale visione. Solido il mestiere di tutti gli attori.

Il Dandi 24/09/20 00:45 - 1818 commenti

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La mano (più impegnata a tirar ceffoni che a premere il grilletto) è quella del sanguigno commissario Leroy che Gariazzo, pur senza i tipici inseguimenti interminabili, segue con valido ritmo e piglio pessimista, concedendosi occasionali e inattese esplosioni di rimarchevole ferocia. Cast ricchissimo nelle prime, seconde e terze file (il poliziotto corrotto Monseselan, che conserva lo stesso sguardo fisso di quando prendeva gli schiaffi da Trinità). Peccato per una sceneggiatura cui difetta l'originalità, ma è un film di solido intrattenimento.
MEMORABILE: La castrazione con fiamma ossidrica.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche John trent • 18/12/10 13:05
    Servizio caffè - 511 interventi
    tema principale di Stelvio Cipriani:

    http://www.youtube.com/watch?v=EXYWS_HRcmI
  • Musiche Ciavazzaro • 14/05/11 20:59
    Scrivano - 5605 interventi
    Il brano Momenti per amare:

    http://www.youtube.com/watch?v=jx-psBo1ch4
  • Curiosità Undying • 8/05/12 19:00
    Scrivano - 7630 interventi
    Genesi di un cult

    Mario Gariazzo assieme a Antonio Monselesan (il commissario D'Amico nel film) fonda la Norma film: dopo avere interpellato una casa di distribuzione, la Overseas, riesce ad accumulare 120 milioni e a trasporre in pellicola la sua storia Imperativo categorico: contro il crimine con rabbia.
    120 milioni (di lire, naturalmente): un budget davvero modesto per un film di tutto rispetto.
  • Discussione Il Dandi • 24/09/20 00:22
    Contratto a progetto - 1443 interventi
    Particina per l'esordiente Fabio Traversa (in seguito spalla fissa del primo Nanni Moretti e zimbello dei "Compagni di scuola" di Verdone), qui accreditato anche (anzi: solo) come aiuto regista.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images54/traversa.jpg[/img]
    Ultima modifica: 24/09/20 08:50 da Zender