Il Dio chiamato Dorian

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1970
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Dorian Gray" ma non "Il Dio chiamato Dorian Gray"
Numero commenti presenti: 14
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/01/08 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/06/08
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Cotola 15/01/08 23:23 - 7404 commenti

I gusti di Cotola

Brutta riduzione cinematografica del capolavoro di Oscar Wilde di cui non resta assolutamente più nulla se non lo spunto principale del romanzo. Per il resto solo noia ed ovvietà senza senso per un film privo di fascino e mordente. Anche il personaggio di Dorian, pieno di ambiguo fascino nelle pagine di Wilde, risulta qui grigio e slavato. In definitiva una pellicola inutile di cui non si sentiva alcun bisogno.

Homesick 5/10/08 09:26 - 5737 commenti

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La fotografia della Swingin’London è più che buona e la scelta del viscontiano Berger come moderno Dorian Gray non poteva costituire scelta migliore; tuttavia Dallamano priva il romanzo di Wilde del suo caratteristico pathos per coglierne solo gli aspetti più esteriori e superficiali, unendoli alla prassi (s)exploitation di quegli anni (i nudi, il sesso, la morbosità, i delitti). La svedese Marie Liljedahl è una dolce e splendida Sybil Vane: con lei altri attori legati al cinema di Jess Franco, originariamente chiamato a dirigere il film.
MEMORABILE: Berger faccia a faccia con il diabolico ritratto; il deprimente strip-tease del travestito nel locale.

Ciavazzaro 28/11/08 14:44 - 4754 commenti

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Buona versione moderna del capolavoro di Oscar Wilde. Berger protagonista interpreta degnamente Dorian Gray, insieme a lui un cast strepitoso: Todd, Lom e un cast femminile da urlo (la Lijedahl, la Lee, la Drago eccetera). Ottime musiche e scenografie; curioso il ribaltamento del rapporto omoerotico (stavolta è Lord Wotton a essere attratto da Dorian!). Dallamano firma un'ottima regia per un film ingiustamente sottovalutato.

Stubby 30/12/08 23:14 - 1147 commenti

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Buona rivisitazione del romanzo di Oscar Wilde. Massimo Dallamano firma un ottima regia, forse la sua migliore di sempre. Buon cast con un Helmut Berger perfetto per la parte di Dorian Gray. Non è semplice trasmettere la morbosità del romanzo ma tutto sommato la pellicola vi riesce. Belle le locations londinesi.

Ronax 4/03/09 21:58 - 894 commenti

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Un perfetto specchio della sua epoca, cinematograficamente parlando e dell’estetica di Dallamano: erotismo patinato, scenografie e atmosfere psichedeliche, musiche roboanti e ossessive, macchina da presa che si muove a ruota libera. Non è certo un capolavoro, ma un prodotto curioso girato con quella solida professionalità che va sempre riconosciuta al suo autore. Ben fotografato, recitato con indubbia aderenza al ruolo da Helmut Berger, è anche piacevolmente insaporito dal contorno di varie reginette dei b-movie del tempo.
MEMORABILE: I timidi accenni di scene gay, elemento assolutamente off limits ai tempi, al contrario del lesbismo che era invece come il prezzemolo.

Undying 28/09/09 19:13 - 3841 commenti

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Ispirato da Il ritratto di Dorian Gray, Dallamano scrive, assieme a Marcello Coscia, l'ennesimo film a carattere erotico, sfumato però (come consuetudine, dato il regista) nel melodramma. Il quadro con ritratto il protagonista (un bravissimo Helmut Berger, cui il ruolo calza a pennello) invecchia gradualmente, man mano che Dorian si abbandona a degenerazioni sessuali sempre più spinte: non disdice ragazze, donne mature, e financo un giovane di colore. Dallamano si e ci spinge in crescendo e senza possibilità di fuga in un clima malsano e tetro, i cui toni cupi suggellano la metamorfosi finale.

B. Legnani 17/11/10 02:15 - 4674 commenti

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Impresa temeraria, non naufragata completamente, ma di certo tutt'altro che riuscita. La conclamata libera ispirazione al celeberrimo capolavoro di Wilde, purtroppo, non svincola il film dal confronto, perché ciò che prende dal romanzo talora è bignamizzato e talora è banalizzato, come a renderlo fruibile a chi non sa di cosa si tratti. Un paio di cose buone. Helmut Berger è perfetto nel ruolo; ogni volta che Lom parla si resta attenti ad ogni sillaba... ma lo si farebbe con chiunque citasse i rutilanti aforismi di Oscar Wilde. Insufficiente.

Il Gobbo 6/02/12 17:10 - 3011 commenti

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Pensato per Franco (e attraversato infatti da presenze molto franchiane), nelle mani di Dallamano diventa un oggetto un po' irrisolto. L'idea di Dorian Gray nella Swingin' London è promettente, ma le trasgressioni del Prince Charming sono come i mostri di Lovecraft, suggestive se vi si allude, non granchè se le si mostra: in certi momenti solo la messa in scena elegante salva il film da derive alla Homo eroticus buzzanchiano. Poi, vabbè, dove c'è Margaret Lee noi daremmo quattro pallini per principio...

Tomastich 22/03/13 11:30 - 1216 commenti

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Massimo Dallamano è uno dei registi più raffinati del panorama di "genere" italiano. In questo ha sottomano (scusate il gioco di parole) uno dei testi più importanti dell'Ottocento: Dorian Gray. Tramite un bravo Helmut Berger e atmosfere forzatamente viscontiane (abbassate di livello) mischiate con il "sexual-pop" degli anni Settanta, si arriva a far quadrare il cerchio; forse sono troppi i siparietti sessuali e troppo poco quelli "drama-horror".

Lucius 15/08/13 18:08 - 2819 commenti

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Decisamente una buona trasposizione impregnata di omosessualità, come è giusto che debba essere. Berger, perfetto per il ruolo, ambiguo, controverso e allo stesso tempo carnale, si diletta con un'interpretazione memorabile. Gli anni settanta dominano in un tripudio di colori e stravaganze, tangibili soprattutto negli eccentrici costumi. Dialoghi esilaranti e voyeurismo servito su un vassoio d'argento. Messa in scena elegante e funzionale.

Fauno 22/08/14 10:13 - 1900 commenti

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Come allegoria e trasposizione ai tempi moderni dell'opera di Wilde non c'è davvero male, anche se è ovvia la svalutazione qualora si cerchi un'esatta sovrapposizione al Dorian letterario. Perfetta la scelta di Berger come bellezza naturale contornata da un senso di angoscia... è qualcun altro a spingerlo con costanza verso la meschinità totale. Molto brava poi la giovane Liljedahl, ma il vero capolavoro è la metamorfosi del ritratto... Per un punto fondamentale Dallamano conferma tutto il suo genio: esteticamente qui era impossibile fare di meglio...
MEMORABILE: La scena iniziale, che veste subito di dramma l'intelaiatura del film; Obbrobriosa e patetica quella del "miglior cavallo da monta"!

Giùan 11/01/15 07:16 - 2878 commenti

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Per tutto il corso della visione si resta bipolarmente attratti dal rischio e dalla perversa voglia cinefila che il film cada nel ridicolo involontario. Ebbene, il fatto che l'insano desiderio voyeuristico resti insoddisfatto senza esser tuttavia frustrato (si vedano i lampanti esempi degli accoppiamenti con la vegliarda Miranda e col dandy Lom) è da ritenersi un successo wildeiano di Dallamano. La splendida tenuta stilistico estetica della pellicola sopperisce alle iterazioni meccaniche del racconto di perdizione, a cui Berger dona funereo erotismo.

Rufus68 14/01/17 22:16 - 3015 commenti

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Dallamano baratta le mollezze decadentiste per far largo a umori fatuamente lounge. Il nodo centrale dell'opera di Wilde (l'arte come suprema attività spirituale opposta alla mediocrità dell'uomo comune) è trattato con una certa sciatteria (l'episodio con l'attrice). Ciò che resta sono imprese da viveur da rotocalco, ripetitive e prevedibili, buone per un Gigi Rizzi da Costa Azzurra. Qualche lampo viene dai toni blasé di Lom e dal sadismo con cui vengono usate certe vecchie glorie. Berger meritava di meglio.

Myvincent 22/07/19 16:21 - 2502 commenti

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Ennesima versione del celebre romanzo di Oscar Wilde, è incentrato sulla presenza di Helmut Berger che ben si presta a ricoprire il ruolo di Dorian, col suo perverso fascino mefistofelico. La trama si appoggia molto all'originale e incuriosisce per l'ambientazione e i caleidoscopici costumi anni '70. I dialoghi non sono male, così come la fotografia che, insieme a tutto il cast (incluse due dive del passato), partecipa alla buona riuscita del progetto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Stubby • 4/01/09 01:05
    Call center Davinotti - 84 interventi
    Peccato che l'audio italico sia "scandaloso", veramente improponibile, appena sufficiente quello inglese, al contrario ottimo il reparto video, con un buon master.
  • Discussione Ciavazzaro • 1/04/09 18:17
    Vice capo scrivano - 5595 interventi
    Non accreditato appare anche il caratterista Renzo Marignano,egli si trova nelle scene durante le quali Dorian fa il servizio fotografico insieme alla bionda sulla spiaggia,interpretando il manager.
  • Curiosità Ciavazzaro • 27/04/09 14:50
    Vice capo scrivano - 5595 interventi
    La versione tedesca nel finale non presenta i titoli di coda,al contrario di quella inglese che li presenta.
  • Curiosità Ciavazzaro • 28/04/09 16:31
    Vice capo scrivano - 5595 interventi
    La versione tedesca modifica anche le musiche in alcune scene (per esempio in quella nel pre-finale dove Dorian cammina per la strada dopo il ricatto al dottore).
  • Homevideo Ciavazzaro • 30/04/09 14:41
    Vice capo scrivano - 5595 interventi
    La versione tedesca piu' lunga di quella italiana,non presenta differenze nelle scene di sesso.
  • Curiosità Ciavazzaro • 30/04/09 14:47
    Vice capo scrivano - 5595 interventi
    L'aiuto regista ricorda di come Herbert Lom doveva stare molte ore al trucco,per correggere un piccolo difetto che aveva al setto nasale.
  • Curiosità Undying • 25/09/09 07:29
    Scrivano - 7638 interventi
    Molto liberamente ispirato dal testo di Oscar Wilde - The picture of Dorian Gray - il film prende subito le distanze dal testo originale (e dalla fedele pellicola omonima, diretta da Albert Lewin nel 1945) ponendo parecchia attenzione agli eccessi e alle perversioni di Dorian Gray (interpretato da un convincente Helmut Berger). Inizialmente, forse non a caso, deputato alla regia fù Jess Franco...
  • Curiosità Matalo! • 21/10/09 19:51
    Call center Davinotti - 621 interventi
    http://www.youtube.com/watch?v=84QahjJxFEU incipit del film (in inglese); a 7:47 Berger, assieme alla sua donna, scorre un menù esposto all'entrata di un ristorante italiano. Visibilissimi gli ingredienti dei piatti tra cui quelli delle "Fettuccine al Alfredo": questa salsa, famosissima negli Stati Uniti, è stata creata nel ristorante Alfredo di via della Scrofa in Roma e conosciuta come linguine al triplo burro. È semplicissima ed è basata su ingredienti freschissimi e di ottima qualità. La pasta Alfredo, che nessuno se la caga in Italia, per gli americani è la quintessenza delle paste italiane assieme ai linguini tomato soup (ovviamente loro devono sempre fare a modo loro). Comunque, se non avete problemi gastrici e se usate burro di qualità, è molto buona, anche se non il massimo del genio in cucina. Per i buongustai ecco la ricetta. Ad ogni modo quel pidocchioso di Berger, alla fine di tutto, le rifila un hot dog e le fa bere acqua dalla fontana...
  • Curiosità Ciavazzaro • 28/10/09 15:49
    Vice capo scrivano - 5595 interventi
    Scheda di doppiaggio: Pino Colizzi: Helmut Berger Vittoria Febbi: Marie Liljedahl Sergio Tedesco: Richard Todd Sergio Graziani: Herbert Lom Cesare Barbetti: Renato Romano Rita Savagnone: Margaret Lee Manlio De Angelis: Stewart Black Lydia Simoneschi: Isa Miranda Flaminia Jandolo: Maria Rohm Giovanni Saccenti: Francesco Tensi Franca Dominici: la zia di Dorian Arturo Dominici: annunciatore tv e tassista
  • Discussione Fauno • 20/08/14 01:01
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    Visto stasera, ma mi necessita un'altra visione. Posso anticipare che per apprezzarlo è consigliabile estraniarsi dall'opera, visto che le parti più pallose del film sono proprio quelle con le citazioni del sommo scrittore britannico, recitate prevalentemente da Lom. Certo, non è male conoscere l'opera letteraria, ma sconsiglierei di usarla come metro di valutazione per questo film, che ha tante altre cartucce da sparare. FAUNO.