Il commissario Verrazzano

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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Poliziesco che flirta col giallo lasciando che sia quest'ultimo a prendere spesso il sopravvento. Luc Merenda commissario non è granché convincente nell’interpretazione dell’eroe quasi noir: diversamente dai colleghi più duri e coi nervi a fior di pelle si contiene e prende tutto con filosofia, trastullandosi con le donne che incontra per via e non affrontando troppo sul serio nemmeno il suo lavoro: in apertura lo troviamo che gioca a carte in ufficio col suo braccio destro (Rizzo) e legge il giornale per informarsi dei cavalli su cui puntare all'ippodromo! Prosperi tenta insomma una via diversa ma lo fa saccheggiando i luoghi comuni dei generi che incrocia senza saper rendere davvero avvincente l'indagine. A Verrazzano si presenta in...Leggi tutto commissariato la sorella (Agren) di un ricco signore morto suicida qualche mese prima; gli mostra una lettera anonima in cui si dice che quello fu un delitto e il caso fatalmente si riapre mentre i personaggi si moltiplicano e non è sempre semplicissimo ricordarli tutti. Intrecci di arte e finanza, l'intrusione della mala, i soliti informatori... Gli agganci alle chiavi di volta del poliziesco, che dona ancora gli ambienti tipici al film, vengono utilizzati per risolvere il caso con una soluzione in cui si parla anche di un delitto in camera chiusa (risolto a dire il vero in maniera decisamente offensiva, per gli appassionati di questa particolare “branca” del giallo). Si prova a rendere meno scontato il personaggio di Verrazzano attribuendogli la passione per le corse di cavalli, lo si fa convivere non con una donna ma con un gatto, Ciro, che ovviamente sarà il primo a esser preso di mira, ma appaiono tutte forzature. Giacomo Rizzo regala la sua umanità per rafforzare quella del suo superiore, la Agren sfoggia la sua straordinaria bellezza ma non si spoglia, la Paluzzi è una sparring partner utile solo all'arricchimento nella descrizione del protagonista, il cui personaggio alla fine riesce effettivamente ad emergere nonostante il non esaltante servizio resogli da Merenda. Inutilmente rumorose le musiche di Lino Corsetti, che nella parentesi francese avvicinano spericolatamente la "Gonna Fly Now" di Bill Conti resa immortale da ROCKY. Siamo nella media del periodo, nonostante gli sforzi e i mezzi per elevarsene, che però comprendono anche operazioni maldestre come gli inseguimenti in evidente fast motion. Modesti i due numeri musicali di Patrizia Gori in tutina spaziale che, nel ruolo di amica di Verrazzano, danza nel locale notturno con coreografie miserelle.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/04/08 DAL BENEMERITO DUSSO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/08/17
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Dusso 2/04/08 11:35 - 1533 commenti

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Poliziesco a tinte gialle con un bravo Luc Merenda nell'interessante ruolo del commissario con il vizio del gioco. Grande cast femminile (Agren, Gori, Paluzzi, Baxa), belle scene d'azione; nel complesso un film dignitoso con qualche caduta nell'ultima mezz'ora finale.

Markus 28/07/17 09:07 - 3228 commenti

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Non più commissari tutto-cervello e poco fisico, ma Luc Merenda: mascellone, folti capelli con scriminatura in parte, un'affascinante velo di abbronzatura e denti bianchi per ammaliare... Janet Agren. Il film di Prosperi s'inserisce nel filone del "poliziottesco" con venature noir. Ritmo altalenante, una vicenda poco entusiasmante e dialoghi banalotti ("Non bevo in servizio") non aiutano ma, complessivamente, è un'opera dignitosa figlia di quegli anni che, rivista con gli occhi di oggi, può generare qualche sana nostalgia. Nudità pretestuose.
MEMORABILE: Agren: "Mi creda commissario, non è facile essere ricchi". E Merenda: "Anche quando si è poveri ci sono delle difficoltà".

Homesick 14/02/10 09:43 - 5737 commenti

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Poliziesco discreto, segue la pista gialla attraverso la figura dell’eponimo commissario, che agisce spesso più con le modalità del detective privato che con quelle tipiche del tutore dell’ordine: anzi, è pure affetto dal vizio del gioco e scommette tutto il suo stipendio in una partita di biliardo… Sprazzi d’ironia e azione contenuta entro la media del genere; la Baxa concede il nudo, la Piedimonte si esibisce in un numero di canto e danza.

Il Dandi 17/02/10 18:03 - 1731 commenti

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Prosperi continua con lo stile demodé del precedente Pronto ad uccidere. Il commissario Verrazzano (Merenda) ha più le caratteristiche dei vecchi detective privati che non quelle del poliziotto giustiziere. Giocatore e donnaiolo, ricattato dal suo gatto come il Marlowe de Il lungo addio, sempre con la risposta beffarda pronta. Anche la trama è un polpettone complicato, nella più classica tradizione chanlderiana dell'hard-boiled. Interessante, ma un po' troppo scanzonato per convicnere come noir.
MEMORABILE: Verrrazzano gioca d'azzardo e scappa durante una retata della polizia!

Daidae 2/06/10 21:54 - 2719 commenti

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Divertente, leggero e non troppo impegnativo poliziesco. Buona la prova di Merenda, un po' spenta la Agren, bene il resto del cast. Centrate le musiche e trama che sfiora il giallo. Prosperi ha fatto di meglio ma anche qui non sfigura. Dateci un'occhiata, dovrebbe essere uscito il DVD.

Nando 4/09/10 01:21 - 3454 commenti

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Poliziottesco anomalo che mostra la figura di un commissario donnaiolo e biscazziere. Buono il ritmo e la narrazione, si notano scene d'azione lievemente raffazzonate, inseguimenti poco credibili. Tuttavia la pellicola si guarda con interesse e Merenda è istrionesco quanto basta.

Uomomite 13/07/11 04:50 - 174 commenti

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L'intento di Franco Prosperi era quello di realizzare un film avvicente, elegante, di serie A, con un protagonista bello e simpatico. Per essere di serie A è di serie A: tutte le luci sono "giuste" e non ci sono scene fuori fuoco. Per essere elegante è elegante: zero sangue, zero turpiloquio. Luc Merenda bello lo era di certo ma il guaio è che Prosperi pensava che farlo chiaccherare con un gatto di nome Ciro lo rendesse anche simpatico. In quanto al concetto di "avvincente", lasciamo perdere, l'intreccio è scontatissimo e la noia impera.

Gestarsh99 4/02/12 22:29 - 1310 commenti

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Poliziesco investigativo in larga parte scontato e deludente, più propenso ai ritmi laschi del giallo/noir nottambulo che ai rapidi scossoni dell'action più crepitante. Merenda è un commissarietto che indaga su ingenti giri di strozzinaggio e losche questioni di combine ereditaria, ma sfila un po' ovunque come un modello da haute couture parigina, facendo il pensieroso, l'ammaliatore passivo, il gagà "suo malgrado" e gattonando da un talamo all'altro, irretito di volta in volta dal florido viavai di ambigue femmes fatales. Un Prosperi insoddisfacente, tristanzuolo e scarsamente ispirato.
MEMORABILE: Le luccicanti esibizioni danzerecce della "guapa" Piedimonte nel disco-pub notturno.

Cotola 10/05/12 23:32 - 7404 commenti

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Men che mediocre questo poliziesco con intenzioni alte ma che vola molto basso. Merenda è francamente ridicolo quando marloweggia e la pellicola, sebbene non sia così malfatta, non riesce però minimamente a coinvolgere. A Giacomo Rizzo, spalla del commissario, sono affidate le iniezioni comiche, se così possiamo definirle, che sono però davvero una nota stonata in un contesto del genere. Inutili e lunghe scene di "danza". Se proprio amate il genere e siete in astinenza.

Furetto60 22/04/13 11:40 - 1129 commenti

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A volte si leggono critiche alle interpretazioni fornite da Merenda, come in questo caso; caso in cui, però, ritengo non debba scontare colpe altrui. Lo fanno parlare col gatto, pare fissato con le corse ma senza avere le manie tipiche del giocatore incallito... un vestito psicologico decisamente tagliato male; come il resto del film, che risulta piuttosto sciatto e anonimo. La Paluzzi, ex Bond-girl italiana, è qui alla sua ultima apparizione.

Manfrin 9/09/13 10:00 - 322 commenti

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Fiacco connubio tra giallo e poliziesco che mai trova spunti di un certo interesse con una trama banale e priva di colpi di scena. Al tutto non aiuta certo la piatta interpretazione del commissario da parte del mascellato Merenda, perdipiù poco coadiuvato dal cast. Tra le poche scene d'azione un bell'inseguimento automobilistico in notturna.

Digital 26/09/14 08:45 - 1113 commenti

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Tra gli ultimi polizieschi degni di nota prodotti nel Bel paese, è un film che, pur lontano dalla perfezione, riesce a trastullare per novanta minuti. Merito di una regia svelta capace di imprimere un adeguato ritmo al girato, offrendo tutto ciò che ci si aspetta da questo genere: dalle classiche scene all'interno di night club (che forse si protraggono per qualche secondo di troppo), a inseguimenti automobilistici e scazzottate in fumosi bar. Bravo Merenda in un ruolo a lui particolarmente congeniale; ornamentale la Agren; simpatico Rizzo.

Nicola81 31/10/14 21:54 - 1905 commenti

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Tentativo parzialmente riuscito di fondere il poliziottesco con l'hard boiled, incentrato sulla figura di un commissario che fa il verso agli investigatori privati chandleriani. La povertà del budget traspare da quasi ogni inquadratura, ma Prosperi dirige con un certo mestiere imprimendo al film una buona scorrevolezza. Non sono sicuro che Merenda fosse il protagonista più adatto, ma il resto del cast funziona, soprattutto sul fronte femminile in cui spiccano l'eleganza della Agren, le nudità della Baxa e una Paluzzi al suo ultimo ruolo.

Azione70 1/02/15 02:59 - 140 commenti

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Luc Merenda, improbabile commissario strafottente, indaga su un presunto suicidio: dopo varie peripezie – anche fortunose – finirà ovviamente per svelare il mistero. Film con scarsa azione che concentra tutto il suo valore nella bellezza del cast femminile (Agren, Paluzzi, Baxa), quasi sempre molto poco vestito. Musiche tipicamente anni settanta e gradevoli che non salvano comunque il film dalla mediocrità.
MEMORABILE: Il commissario sta dal barbiere e sventa una rapina dall’altra parte della strada, con il capello appena fatto e uccidendo due banditi!

Pessoa 2/02/17 05:00 - 1091 commenti

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Un poliziottesco che di più non si può. Il film è assemblato mettendo assieme luoghi comuni dei sottogeneri del poliziesco all'italiana, ma mancano soldi e idee. Il film si lascia comunque guardare: sparatorie, inseguimenti e stelline del cinema B ci sono. Inoltre Merenda ci mette mestiere, la Baxa si lascia guardare con e senza vestiti, c'è qualche interessante scambio di battute e le musiche di Corsetti non sono niente male. Ma era chiaro che questo cinema aveva ormai poco da dare. Per completisti e amanti del genere!
MEMORABILE: Luc Merenda che "squadra" Maria Baxa quando esce seminuda dalla piscina.

Myvincent 25/03/17 07:38 - 2501 commenti

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Il commissario Verrazzano, grande rubacuori e col vizio del gioco, deve indagare sul suicidio di un facoltoso imprenditore, ma la strada per la soluzione non sarà in discesa. Il solito fascinoso Luc Merenda si muove felino in questa storia insieme poliziesca e gialla, piuttosto convenzionale e stinta. Consigliato unicamente agli amanti del genere.
MEMORABILE: I forsennati balli di Gloria Piedimonte, la "guapa" nazionale...

Didda23 2/08/17 10:07 - 2280 commenti

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Un tardo poliziottesco dai contorni atipici, soprattutto per la trama dai risvolti gialli. I topoi del genere sono presenti (inseguimenti e scazzottate), ma la figura del commissario ha una valenza più investigativa che politica. Opera con un ritmo abbastanza sostenuto, nonostante la regia di Prosperi non sia proprio l'ideale per il genere. Prova convincente di Merenda in un ruolo a lui congeniale, mentre nel resto del cast si apprezza la parte femminile non tanto in chiave narrativa quanto per l'abbondanza di nudi (alcuni meramenti gratuiti).
MEMORABILE: Il rapporto fra l'investigatore e il gatto; Le scene estere con tanto di topless rubati; La soluzione della vicenda.

Deepred89 6/09/17 10:10 - 3257 commenti

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Fallito tentativo di imporre ai botteghini un personaggio simil-Marlowe, impersonato da un Merenda piuttosto fuori parte. Il film risulta effettivamente non riuscito, ma più che nel protagonista le cause sono da attribuirsi a una sceneggiatura poco incisiva, che coniuga malamente giallo complottistico (con svolgimento e soluzione modesta), fiacche parentesi ironico-romantiche e anonimi siparietti action-noir. Regia tecnicamente abile (chiudiamo un occhio giusto sulle scene d'azione velocizzate), che garantisce quel minimo di decoro estetico.

Alex1988 4/10/18 18:11 - 630 commenti

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Fiacco, ma, in fondo, non pienamente disprezzabile. Personaggio diverso per Luc Merenda; stavolta è un poliziotto con il vizio del gioco, dopo quello corrotto de Il poliziotto è marcio, ma non così disonesto come sembra. Ci si distacca abbastanza dal "poliziottesco" classico, seguendo più le orme del noir americano. I mezzi però sono scarsi e il risultato finale non è un granché. Peccato.
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