LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Antonio Bido, regista padovano di buone speranze, s’era già accostato al thriller argentiano con il riuscito IL GATTO DAGLI OCCHI DI GIADA, in cui ancora i richiami alle opere migliori del periodo erano molto forti. Con SOLAMENTE NERO ci si aspettava il passo successivo e cioè l'abbandono dei tanti topoi in favore di uno stile personale, e invece... ecco qui un film in cui i richiami ad Argento e i suoi colleghi si moltiplicano fino a diventare fin troppo palesi quando, per la soluzione dell'enigma, Bido usa la scena raffigurata in un vecchio quadro esattamente come accadeva nell’UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO...Leggi tutto. Inutile nascondersi dietro l'alibi della citazione (Lino Capolicchio si chiama Stefano come nell’avatiano LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO, altro capolavoro a cui Bido rubacchia più di qualcosa), specie in un lavoro che è palesemente un collage degli stereotipi più abusati dallo spaghetti thriller, dall’identità dell'assassino ai flashback di gioventù. Peccato, perché di nuovo Bido dimostra di saper costruire una storia interessante (anche se troppo contorta e con un finale tirato per i capelli che risulta un'allegra presa in giro dello spettatore attento), usa ottimamente la notevole colonna sonora di Stelvio Cipriani (eseguita dai Goblin al completo, e si sente, con un tema che verrà ripreso in HALLOWEEN III), filma gli esterni con la giusta ambiguità, affina senza dubbio il suo stile dimostrando una certa maturità e buon gioco gli fa il il fascino decadente della laguna veneziana (siamo a Murano, per la precisione). Gli attori però sono diretti male e le ingenuità narrative si sprecano così come le incongruenze; inoltre troppi indizi hanno una funzione misteriosa che il regista non spiegherà mai. C'è molta confusione e troppa carne al fuoco. Poco sangue.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 14/04/07 08:52 - 5737 commenti

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Altro grande giallo post-argentiano diretto da Bido: una piacevole summa degli stilemi tipici del genere, con abbondanti citazioni di altri film, si lega a situazioni ricche di intensità emotiva; omicidi di forte impatto, ma con minimo spargimento di sangue. Affascinante l'ambientazione veneziana, assai comune a molti thriller coevi. Stupende le musiche di Cipriani, eseguite dai Goblin: oscure, maestose, drammatiche.

Caesars 16/04/07 09:18 - 2654 commenti

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Dopo Il gatto dagli occhi di giada Antonio Bido torna a dirigere un thriller stile Dario Argento. Il risultato finale è più che discreto, anche se non riesce ad apportare nulla di nuovo al genere. Venezia è sempre uno sfondo affascinante e questo aiuta non poco a creare la giusta atmosfera di mistero. Gli interpreti, a cominciare da Lino Capolicchio, raggiungono la sufficienza ma nulla più. Bido si conferma portato per il giallo anche se questo secondo lavoro è meno riuscito del precedente.

Il Gobbo 23/04/07 11:53 - 3011 commenti

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Centone del giallo argentiano da parte di un devoto allievo della scuola, che indovina le ambientazioni, meno il ritmo, per non dire della telefonatissima soluzione malgrado il profluvio di depistaggi (magari buttati lì: a che pro l'aggressione al cimitero?). Capolicchio particolarmente attonito, se la cava bene Craig Hill senza speroni e cinturone. Formalmente però è ben girato. Ottima la colonna sonora (tranne, si capisce, quando Cipriani ciprianeggia).

B. Legnani 21/04/07 18:49 - 4672 commenti

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Colorato, ma deludente. Citazioni da Suspiria, la Casa di Avati, La donna che visse due volte, Psycho, ma il massimo è Serato che scaccia Hill: ripetono Don Rodrigo e Fra' Cristoforo (cap.VI). Banalotti i dialoghi, poco lineari i comportamenti di troppi personaggi, snodi inverosimili (le chiavi sul motoscafo...) o troppo casuali (la busta della Casini): ciò rende il film inferiore al Gatto dello stesso Bido (lo si riconosce con Hill, al cimitero). Il volto più interessante è quello della Mayniel (accanto alla quale per 2" si nota Sonia Viviani).
MEMORABILE: I momenti che precedono la morte di Serato sono i più intriganti.

Undying 31/07/07 18:15 - 3841 commenti

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Antonio Bido tradisce sin dal titolo le sue referenze (non Profondo Rosso, ma Solamente Nero!) e prosegue inscenando un giallo che, tra la miriade di altre pellicole derivate dalla trilogia diretta da Argento, assieme al "gemello" Il Gatto dagli Occhi di Giada (non quello a Nove Code!), può configurarsi come ideale prosecutore. Sì, perché se è vero che i cliché derivano -per la maggior parte- dai primi gialli italiani, però è anche vero che Bido aggiunge uno colpo di "coda" quasi fulciano, alla Non si Sevizia un Paperino. Ottime le musiche.

Deepred89 11/09/07 19:57 - 3257 commenti

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Discreto giallo. Tutto funziona abbastanza bene: bella ambientazione, buona regia, discreto cast (passabili Capolicchio e la Casini, bravo Serato) e sceneggiatura ben elaborata e con qualche buon colpo di scena. Belle anche le musiche di Cipriani. Per gli appassionati da non perdere.

Iochisono 24/02/08 16:23 - 133 commenti

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Gode di stima tra i monomaniaci del genere, ma si tratta di un netto passo indietro rispetto al precedente Gatto dagli occhi di giada. Nonostante qualche progresso tecnico rispetto a quello, infatti, in questo caso Bido non convince mai, partendo con una sequenza pre-titoli in cui vediamo al rallentatore uno strangolamento degno di un cartoon Looney Toons, con tanto di vittima cui scappa da ridere! Poi è tutto un richiamo scontato all'Avati de La casa dalle finestre che ridono, con Capolicchio che vive un eterno deja-vu, e un finale stravisto.

Ciavazzaro 5/03/08 14:37 - 4754 commenti

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Secondo e ultimo giallo di Bido, nettamente superiore al Gatto con gli occhi di giada, sia come durata (più di 100 minuti) che come qualità. La sceneggiatura rivela molte sorprese (anche se il falso colpo di scena finale era evitabile) e le lugubri scenografie di Venezia (anche se è girato a Murano) creano un'ottima atmosfera. Finale stile Hitchcock e ottimo cast (citiamo la bella Casini, che si mostra nuda integrale) e le musiche simil-Goblin.
MEMORABILE: Il feroce omicidio col fuoco della madre della Casini.

Don Masino 20/04/08 10:04 - 63 commenti

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Buon giallo che trova nelle location muranesi quel clima giusto che, limitandosi a girare a Venezia, difficilmente avrebbe trovato. Capolicchio non pare ai livelli avatiani (dov'era diretto meglio), la Casini fa quel che può non negandoci la vista del suo delizioso fondoschiena. L'intreccio non è il massimo e a volte sembra un po' buttato lì, ma Bido conferma di essere regista da non sottovalutare, all'interno di questo genere e di saper filmare in buonissimo stile. Si veda ad esempio l'omicidio in canale, realizzato con grande perizia tecnica.
MEMORABILE: Il primo omicidio nella piazzetta (ripresa benissimo sotto la pioggia), con la sagoma di Craig Hill alla finestra.

Cotola 8/05/08 13:35 - 7402 commenti

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Thriller all'italiana di marca palesemente avatiana anche se Bido, purtroppo, pur non essendo male come regista, non raggiunge nemmeno lontanamente i risultati del collega. Qualcosa qua e là funziona ed è interessante ma ci sono anche troppe ed evidenti magagne che rendono il film piuttosto brutto ed inutile.

Hackett 11/09/08 11:19 - 1719 commenti

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Il secondo thriller di Bido è un'opera interessante, impreziosita dalle location lagunari e dalla presenza dell'indimenticato Capolicchio di Avatiana memoria (pure Stefano si chiama!) anche se rasato di fresco. I riferimenti a La casa dalle finestre che ridono non finiscono qui, ma l'opera di Bido, come sempre, ha una sua forza e dignità. Pur stando un paio di gradini sotto Il gatto dagli occhi di giada, è un film riuscito, da non perdere per gli amanti del genere.

Herrkinski 21/11/08 17:36 - 4963 commenti

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Francamente l'ho trovato abbastanza deludente. Bido mostra di avere una tecnica registica corretta, tuttavia la sceneggiatura lascia decisamente a desiderare, piena com'è di citazioni da altri film del genere ma soprattutto penalizzata da un'eccessiva ricerca della soluzione cervellotica ad ogni costo. Lo svolgimento del giallo funziona fino a metà film, poi quando è ora che il ritmo aumenti ci si perde dietro a un'eccessiva confusione e con questa scema anche l'interesse dello spettatore. Neanche l'ambientazione lagunare risolleva le sorti.

Bruce 3/12/08 09:38 - 1000 commenti

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Certo, Bido ruba un po' di qua (Profondo Rosso) e un po' di là (Avati), ma riesce a creare un ottimo film che si guarda tutto di un fiato. Ambientato nelle isole veneziane, ha dalla sua Lino Capolicchio e la stessa atmosfera provinciale di omertà e di mistero de La casa dalle finestre che ridono. L'intreccio del giallo è indovinato e vi è anche un certo gusto estetico. Non del tutto originale quindi, ma copiato certamente con stile. In campo musicale avete presente quel che fecero i Marillion rispetto ai Genesis?

Brainiac 23/02/09 08:30 - 1082 commenti

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Giallo ipnotico, che si dipana in uno svolgimento lento alla Pupi Avati e vive di accelerazioni improvvise, alla Dario Argento. Ma il talento di Bido non si limita a sommare questi due elementi, interpretando in maniera personale le brumose location veneziane, i parallelismi pittorici, l'uso della suspance. Da urlo l'ultima sequenza nella chiesa, in cui si sentono le partiture classiche di Cipriani brutalmente corrotte dal prog dei visionari Goblin. Non un capolavoro, ma un bel film da non mancare, con una gustosa citazione di Vertigo nel finale.

Stefania 2/10/09 01:19 - 1600 commenti

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Non lo so chi ha iniziato, sospetto persino di Thomas Mann, con quell'idea di Morte a Venezia. Poi, negli Anni Settanta, tutti, da Lucidi a Roeg, da Lado a Bido, hanno preso la cosa di punta, e sembra che uno come mette piede in laguna debba lasciarci le penne. Ma questo film non è male: la sorte del giovanotto che torna a trovare il fratello prete e si ritrova invischiato tra sepolcri imbiancati e nerissimi segreti ci interessa molto, e il film si segue con piacere. Anche se la trama è debole e l'originalità, anche visiva, latita.
MEMORABILE: Craig Hill che fa il prete. Pure per assonanza, mi ricorda Terence Hill-Don Matteo.

Funesto 3/11/09 22:57 - 525 commenti

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Buon giallo veneziano dalle ottime atmosfere spettrali. Ben girato e con validi momenti di tensione, si distingue per una fotografia d'alto livello che dona agli interni degli spettacolari giochi di luce eguagliati solo da Bazzoni in Giornata nera. Anche la musica è impeccabile. Peccato però che Bido, pur confermando le sue qualità registiche, scopiazza tutto da Lado ed Avati creando, per la seconda volta, un prodotto d'estrema derivatività. Discreti gli attori, traballante la sceneggiatura (certe forzature si potevano evitare). Tre pallini.
MEMORABILE: L'uccisione col colpo d'alabarda nel petto; il seno della Casini, uno dei più brutti mai visti; la faccenda della "T difettosa" (che forzatura!).

Metuant 2/01/10 10:41 - 454 commenti

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Bido aveva già mostrato quel che sapeva fare con Gatto dagli occhi di giada; qui si supera ulteriormente, confezionando una vicenda torbida e malata che poco ha da invidiare al suo ispiratore Argento. L'ambientazione è particolarmente riuscita, dando alla storia un tocco di inquietudine molto notevole. Certo, vi sono alcune forzature nella sceneggiatura (era praticamente una costante allora), ma il tutto fila molto bene, con un finale ad alta tensione che strizza l'occhio a Hitchcock.
MEMORABILE: L'omicidio nel cortile visto da una finestra.

Fauno 2/10/10 11:53 - 1899 commenti

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Distribuito nelle sale in piena estate come il precedente, il che era deleterio... Per essere uno degli ultimi film del decennio d'oro del thriller italiano non è davvero male, perché è valida la trama e pure l'ambientazione nella Venezia dei poveri. Non è così palesemente influenzato dal Dario nazionale, ma più che emozionante è interessante.
MEMORABILE: Anche qui uno dei personaggi si terrorizza per qualcosa di immobile.

Trivex 15/11/10 11:49 - 1473 commenti

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Alcune cose vanno bene, come la scenografia di un bel posto, mostrato però malsano e molto triste. La storia avrebbe una sua collocazione negli esempi del buon cinema, ma c'è un elemento assurdo e sconcertante nell'elaborazione del giallo, che svilisce il colore e la credibilità della pellicola. Inutile fare accenni, troppo simile allo spoiler sarebbe, ma l'osservatore anche (poco) attento inorridirà (quasi) subito. Voglio soffermarmi anche sul titolo, minaccioso e significativo, con un grave problema legato a quanto dicevo prima. Inesplicabilmente puerile.

Giùan 5/03/12 13:26 - 2874 commenti

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Thriller argentiano nel plot, avatiano nelle cadenze come nell'atmosfera. Bido pare volontariamente lasciare al proprio destino un soggetto che presto si ammara a mo' di relitto in laguna per concentrarsi invece sulla tecnica cinematografica (notevole la terrea fotografia di Vulpiani unita allo score di Cipriani) propedeutica alla resa ambientale (una Venezia di strette calli, sordide taverne, canoniche sinistre, palazzacci Jamesiani). Ben melmoso il cast a supporto (Mayniel, Serato, Aloisi e Hill), mentre Capolicchio e la Casini non beccan mai il registro.
MEMORABILE: In negativo: l'espediente alla "Girolimoni" del figlio tarato e della madre iperprotettiva; In positivo: l'agguato in canonica e lo scontro Hill-Serato.

John trent 7/03/12 17:10 - 326 commenti

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L'arrivo di Capolicchio in città sembra preso pari pari da La casa dalle finestre che ridono, ma siamo in treno e non su un battello e lei è la Casini e non la Marciano. Dopo questa (non so quanto involontaria) citazione avatiana il film però prende una strada personale e mantiene una certa originalità, risultando un giallo interessante (anche se inferiore al precedente lavoro di Bido). Ottime le musiche di Cipriani eseguite dai Goblin sotto mentite spoglie. Da vedere.
MEMORABILE: L'omicidio con la testa infilata nel camino; Il flashback iniziale.

Lucius 12/06/12 19:19 - 2819 commenti

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In una Venezia d'epoca si dipana una storia fatta di omicidi e di misteri con non pochi richiami a La casa dalle finestre che ridono, di due anni antecedente e con un Capolicchio perfettamente calato nella parte. L'incastro degli eventi, come tutta la messa in scena, complice anche i vicoli dell'isolata città lagunare, evoca profonde suggestioni. Nebbioso, ipnotico e con alla base un segreto inenarrabile. Stilisticamente indovinato.

Maik271 17/11/12 22:57 - 436 commenti

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Assassino con stivaletto nero di ordinanza semina morti in una lugubre e fredda Venezia autunnale. Ben girato, ottime le scene ambientate nei vicoli e ben interpretato. Alcuni momenti ad alto tasso di suspense e un buon finale, anche se intuibile. Ottima la scena iniziale rallentata. Consigliato.  

Suonatorej 1/03/13 17:57 - 2 commenti

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Ottimo thriller di un regista a mio parere tra i più sottovalutati del genere. Perfette le location (una Murano davvero suggestiva), buona la trama, discreti gli attori (il migliore è Craig Hill nel ruolo del sacerdote), ottima la colonna sonora (il tocco dei Goblin si sente!). Bido si dimostra autore originale, autentico e mai banale. Strepitosa la scena finale. Un film da riscoprire e da rivedere, assolutamente.

Rebis 10/03/13 21:06 - 2088 commenti

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L'ambientazione ecclesiastica, in una marcescente Venezia attraversata da zaffate di pedofilia e demenza, è congeniale al film di Bido, epigono di quel sotto-filone avatiano del thriller all'italiana volto a enucleare il sentimento della paura da contesti di aberrazione e degrado sociale. Bido è abile nel sostanziare le sequenze d'incubo, ma è tradito da una sceneggiatura effettistica, approssimativa nello snocciolare gli indizi (il quadro, la lettera), appesantita da personaggi e risvolti narrativi inconcludenti (lo spiritismo). Tutto evapora in un atmosferico caleidoscopio di eventi.

Bergelmir 11/05/13 02:12 - 160 commenti

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Una piccola gemma del thriller nostrano, voluto per fini commerciali, che mostra alcune ingenuitá nella scrittura e nella direzione degli attori ma che si può ben collocare nella tradizione di Avati e Argento, però con un tocco personale deciso e presente. Bido è bravissimo nel creare atmosfere inquietanti usando spazi urbani labirintici e insidiosi come una giungla, sia diurni che notturni, popolati da personaggi squallidi e meschini. Ottime fotografia e musiche.
MEMORABILE: Il pedinamento della Casini.

Tomastich 13/12/13 19:40 - 1216 commenti

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Bido... di te (non) mi fido! Parafrasando una canzone dei thrasher-demenziali pisani Tossic si può dire tranquillamente che Antonio Bido è una delle tante personalità del sottobosco italiano che si è sempre inserito nei diversi filoni (basti pensare a Mak Pigreco 100, sull'onda dei vari College, Classe di ferro...). Quest'opera, la sua migliore, è una grande rentrée nell'italian-giallo d'alta scuola: Venezia, Murano, un pizzico d'Argento, un po'di ruralità avatiana, un vecchio ricordo d'infanzia! Gli appassionati apprezzeranno.

Jdelarge 11/06/14 17:39 - 842 commenti

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Bido gira un buon thriller chiaramente ispirato al bellissimo La casa dalle finestre che ridono di Avati, ma decisamente inferiore a questo. L'atmosfera è malaticcia fin dall'inizio e alcune inquadrature risultano davvero riuscite. Purtroppo, però, il ritmo non è dei migliori e la soluzione finale è troppo scontata. Buone le musiche di Cipriani; una nota di merito va all'ottima prova di Craig Hill, mentre Capolicchio è decisamente rivedibile.

Vitgar 26/06/14 22:31 - 586 commenti

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Discreto thriller ambientato in una Venezia gelida e misteriosa. La trama non è nulla di sconvolgente ma si aspetta il finale con attenzione. Tante situazioni sono forse un po' estemporanee, ma nel complesso il racconto regge. Bene il giovane Capolicchio, bello il sedere della Casini nella immancabile, per l'epoca, scena di sesso; Hill fa la sua parte con decoro.

Sircharles 10/04/15 18:19 - 85 commenti

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Gioiellino nascosto e incompreso del cinema italiano. Giallo - thriller di pregio, ben costruito: suspense sapientemente dosata, ritmo, tensione e incertezza fino alla fine, "indizi" disseminati qua e là che lasciano intuire la soluzione dell'enigma (ma ovviamente te ne accorgi solo a posteriori): insomma, tutti gli elementi del buon prodotto di genere sono presenti. Capolicchio e Hill "sul pezzo", buone anche le prove della Casini e di Serato, di gran fascino la "fredda" ambientazione veneta.

Taxius 28/10/15 16:23 - 1643 commenti

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Thriller all'italiana in puro stile anni 70 con forti influenze avatiane (uno su tutti La casa dalle finestre che ridono, che aveva lo stesso Capolicchio come protagonista). Lo sfondo di una Venezia decadente e ancora non contaminata della modernità è sicuramente il punto forte del film, a cui bisogna aggiungere anche una bella colonna sonora; ottima la performance dei tre protagonisti. La trama, pur non essendo eccezionale, funziona e il film si lascia guardare, anche se non è certo un caposaldo del genere.

Nicola81 7/02/16 21:32 - 1905 commenti

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Più derivativo rispetto al primo giallo di Bido, ma più appagante sul piano estetico/formale. Il regista riesce a sfruttare al meglio l'atmosfera e le suggestioni offerte da una languida Venezia autunnale. L'intreccio è complesso come da consuetudine (con qualche forzatura, ovvio), gli omicidi non particolarmente cruenti ma ben girati; la tensione non è al cardiopalma ma neppure latita, gli attori fanno il loro dovere senza acuti né stecche. Più affascinante che inquietante, ma decisamente sottovalutato. Passabili le musiche di Cipriani.

Minitina80 3/05/16 17:37 - 2268 commenti

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Un buon thriller all’italiana, non molto originale perché prende spunto da altre situazioni ma comunque realizzato in maniera dignitosa. Da segnalare la scelta particolare dell’isola di Murano come location e alcuni omicidi di sicuro impatto visivo. Non tutto fila sempre liscio e alcune idee sembrano artificiose e messe lì per creare un po’ di fumo, anche se nel complesso la scoperta dell’assassino non delude l’attesa e la curiosità.

Samdalmas 13/09/16 18:50 - 302 commenti

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Dopo il successo ottenuto con Il gatto dagli occhi di giada Bido torna con un secondo thriller e stavolta sembra ispirarsi a Avati. Capolicchio pare infatti uscito da La casa delle finestre che ridono e anche la descrizione di provincia ricorda quel film. Tra le brume veneziane si cela un vecchio delitto, collegato a un quadro. Più ambizioso ma meno riuscito del precedente, forse per una eccessiva lunghezza. Musiche di Cipriani suonate dai Goblin.

Rufus68 28/09/16 23:08 - 3013 commenti

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Un'occhiata alla Casa dalle finestre che ridono Bido l'avrà pur data. Qui si ritrovano quegli ambienti provinciali (nidi di vipere gravidi di segreti) sempre sull'orlo d'una rivelazione inconfessabile (en passant ci si ritrova pure Capolicchio). L'andamento, però, è blando, l'oppressione malsana del capolavoro avatiano manca del tutto e certi spunti (il personaggio di Serato, lo schizofrenico) rimangono allo stato di abbozzo. Solamente corretto.

Victorvega 16/10/16 23:27 - 289 commenti

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Uno degli ultimi film appartenenti al decennio del "giallo all'italiana". Per forza di cose derivativo da molti altri (soprattutto Avati). In ogni caso bastano una laguna veneziana nebbiosa, bravi interpreti, una buona colonna sonora e una notevole tecnica per confezionare un film non originalissimo ma molto suggestivo e godibile.

Metakosmos 7/12/16 13:05 - 199 commenti

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Un ottimo giallo molto cupo e dalla sceneggiatura colma di referenze ma sviluppata in modo originale e personale. Una Venezia spettrale con la sua coltre torbida e perversa avvolge personaggi dall'apparente normalità mentre lo spettatore precipita in una spirale di segreti oscuri e malcelati. Ancora più calibrato rispetto al Gatto, l'atmosfera si mostra più uniforme e con meno spazio per riposare la tensione; anche in questo caso la risoluzione è insolita, ma azzeccata e abbastanza spiazzante. Peccato che Bido si sia fermato qui col genere.

Claudius 10/12/16 09:24 - 396 commenti

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Interessante thriller italiano che pur citando i lavori argentiani se ne discosta parecchio, mettendo in scena una storia insolita e ricca di tensione (fino all'ultimo non si capisce chi sia il killer). Buona prova di Serato, di Hill e della Mayniel, un po' meno convincenti la Casini e Capolicchio. La suggestiva ambientazione lagunare fa sempre la sua figura e fa guadagnare al film mezzo pallino in più.
MEMORABILE: Il delitto con il fuoco, trucido al punto giusto; La seduta spiritica.

Ira72 27/12/16 16:09 - 907 commenti

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Sicuramente ispirato, o comunque involontariamente "contagiato" dai grandi registi del genere (Argento, Avati, Fulci), il film ha tutto il sapore dei bei thriller nostrani, quasi ingenui, per la semplicità con cui vengono confezionati. Ritroviamo le ambientazioni sempre un po' nebbiose e lagunari nonché le musiche suggestive dei Goblin. In questo caso, per me, la semplicità è un grande valore aggiunto, perché si può creare suspense senza degenerare nello splatter (qui inesistente), né utilizzando scenografiche pacchianerie di contorno.

Fedeerra 4/11/17 04:02 - 401 commenti

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Atmosfere nebbiose alla Edgar Allan Poe, scenari pittoreschi che odorano di solitudine e un gruppo di personaggi ambigui e disturba(n)ti. Un film sacrilego e morboso, che segue i classici schemi narrativi dei thriller italiani anni 70 ma che riesce, grazie a un clima onirico e angoscioso (quasi da fiaba gotica), a ritagliarsi un posto tra i veri cult di genere. Memorabile l'omicidio notturno sotto la pioggia e azzeccato l'omaggio hitchcockiano. Ottimo il cast, Stefania Casini in primis.

Markus 8/11/17 12:27 - 3228 commenti

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Thriller lagunare con Murano e Venezia a fare da cornice. Se l'esordio di Bido pareva strizzare l'occhio al cinema argentiano prima maniera, per il secondo film il regista attinge ad Avati (dal quale prende in prestito il suo attore feticcio Capolicchio) e alla Casa delle finestre che ridono. Ritmo sonnacchioso ma gran bella atmosfera horror invernale che regala, grazie a un'ottima fotografia, inquadrature e scene di irripetibile suggestione corroborate dallo score di Cipriani eseguito dai Goblin. La Casini coglie l'occasione per mettersi... a nudo.

Matalo! 12/11/17 16:18 - 1368 commenti

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Thriller muranese con puntatine a Venezia, molto deve alle atmosfere avatiane, con furti alla Donna che visse due volte, Profondo Rosso e al "Paperino" fulciano. Il ritmo è lento e casereccio, la suspence troppo dilatata e il ridicolo è alle porte (il figlio pazzo, le chiacchere dei "caramba"). Si è visto anche di peggio ma... 10 e lode alla sempre splendida Casini (una mia ossessione) che però sembra quasi esornativa, pur pertinente alla soluzione. Bido fa un cameo, Capolicchio rischia alla "Padre Maronno".

Alexpi94 11/03/18 20:18 - 186 commenti

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Bido (alla sua seconda regia) dirige un buon giallo che si compone pezzo dopo pezzo, merito di una buona sceneggiatura e dell'accattivante OST (composta da Stelvio Cipriani). Le interpretazioni sono piuttosto buone, il ritmo decisamente incalzante (con una buona dose di tensione) e la meravigliosa location lagunare risalta (ancor di più) la cupa (e intricata) vicenda. Un buon film!
MEMORABILE: "Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo"; I (molteplici) colpi di scena.

Ronax 4/03/18 02:07 - 893 commenti

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Anche se non ha la stessa eleganza di scrittura del Gatto dagli occhi di giada, molte cose non quadrano e troppi spunti sono abusati (il prete, l'ambientazione lagunare, il finale hitchockiano), il secondo thriller di Bido resta comunque un prodotto dignitoso e professionale. Se Craig Hill, Serato e la Mayniel disegnano con una certa efficacia i rispettivi personaggi, Capolicchio e la Casini si muovono imbambolati e sembrano svegliarsi solo quando si concedono una piacevole divagazione erotica. Apparizione quasi subliminale di Sonia Viaviani.
MEMORABILE: Il conte (Serato) che affronta l'assassino brandendo una spada.

Anthonyvm 25/05/18 21:52 - 1690 commenti

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Buon giallo ambientato in una Venezia particolarmente cupa. L'influenza argentiana è molto marcata, sia per la brutalità di alcuni delitti (la testa arsa nel fuoco vivo) sia per l'importanza che assume un quadro nella soluzione dell'enigma. Il plot è sufficientemente contorto e riesce a mantenere vivo l'interesse dello spettatore fino alla fine. Bravo l'avatiano Capolicchio nei panni del protagonista. Molto buone le musiche di Cipriani (in realtà eseguite dai Goblin). Un po' prevedibile l'identità dell'assassino, ma il finale è riuscitissimo.

Marcolino1 2/07/19 15:19 - 497 commenti

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Ottimi i primi minuti: la colonna sonora simil-poliziesca sull'inquadratura fissa della vittima e il delitto in ralenti con lo stesso motivo musicale rielaborato. Poi, un riciclo da La casa dalle finestre che ridono (il quadro, il prete, il sottobosco malsano della comunità provinciale) e una ripresa di celebri morti tragiche (cadute da alte sommità) alla Fulci (Non si sevizia un paperino e Sette note in nero). Fascinoso esteticamente e paesaggisticamente, frettoloso giallisticamente parlando, con una sensazione altalenante di déjà vu nelle tematiche.
MEMORABILE: Il ragazzo folle chiuso nella soffitta tra i giocattoli vecchi.

Ultimo 22/09/19 21:15 - 1336 commenti

I gusti di Ultimo

Un giallo all'italiana più che discreto, che strizza l'occhio alla Casa dalle finestre che ridono e al profondo capolavoro argentiano, ma che soffre di un ritmo troppo lento (specie nella prima parte) e un cast piuttosto spento. Meglio la seconda parte, con un continuo salire di tensione che converge in un finale all'altezza, benché un po' telefonato. Non male.
MEMORABILE: Il quadro, decisivo per la soluzione del mistero.

Gugly 23/12/19 22:48 - 1010 commenti

I gusti di Gugly

Tardo derivativo del giallo settantiano (con le musiche siamo già negli anni 80) tra parecchi debiti ad Argento (killer in impermeabile e guanti neri, omicidi "teatrali"), spruzzi avatiani (c'è Capolicchio) e i consueti topoi del genere (il trauma infantile rievocato da Stefano fa dubitare anche di lui); se i singoli delitti creano abbastanza suspense, il ritmo generale latita un po' tra una storia d'amore posticcia e un finale telefonato stile Fulci. Per gli amanti del genere.
MEMORABILE: Gli occhi dell'assassino in soggettiva.

Il Dandi 11/03/20 23:32 - 1731 commenti

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Secondo giallo di Bido, dopo il buon Il gatto dagli occhi di giada: a dispetto del titolo (la cui strizzata d'occhio a Profondo rosso è tanto smaccata da risultare goffa) però, i veri modelli sembrano essere altri, troppi, da La casa dalle finestre che ridono (da cui è preso di peso il protagonista Capolicchio in un ruolo simile) a Chi l'ha vista morire (per l'invernale ambientazione veneziana e la caratterizzazione dei personaggi, dal prete al conte); il risultato è non solo troppo derivativo, ma pure troppo prevedibile per avvincere.
MEMORABILE: Il finale, con ulteriore citazione da La donna che visse due volte.

Nando 12/03/20 14:37 - 3454 commenti

I gusti di Nando

Seconda pellicola per Bido che sfrutta le ambientazioni lagunari per un thriller psicologico in cui si osservano svariati delitti con poco spargimento di sangue. Si punta soprattutto alle atmosfere e il terrore appare sempre latente ma comunque presente. Ottimo l'accompagnamento musicale e appropriati appaiono Capolicchio e la sempre sensuale Casini.

Manfrin 13/03/20 11:26 - 322 commenti

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Eccellente prova di Antonio Bido che, sullo sfondo delle nebbiose atmosfere della laguna veneta ci regala un giallo azzeccato in quasi tutti i suoi risvolti. Lo stile rispecchia sicuramente il trend del momento, con apprezzabile ritmo e una buona dose di suspense e incertezza sino alla fine. Buona anche la prova del cast, indovinata la coppia Capolicchio/Casini.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Zender • 9/09/17 07:52
    Consigliere - 43803 interventi
    No, siamo in attesa di un bluray che sistemi la cosa (c'è l'Xrated, ammesso che sia vero che i sottotitoli siano removibili).
    Ultima modifica: 9/09/17 08:01 da Zender
  • Homevideo Cristian74 • 9/09/17 19:22
    Galoppino - 42 interventi
    Trovato il dvd ieri in un mercatino. Resa video sufficiente con intervista al regista di 18m 38s.
  • Curiosità Caesars • 7/05/18 13:59
    Scrivano - 10218 interventi
    Il titolo di lavorazione del film era "Dietro l’angolo il terrore". Fonte: il blog di Rudy Salvagnini
  • Discussione Caesars • 16/05/18 11:23
    Scrivano - 10218 interventi
    Rudy Salvagnini a suo tempo si recò sul set del film per intervistare parecchie delle persone che lavoravano al film. Di tali interviste il Mattino di Padova pubblicò solo quella a Stefania Casini, chi fosse interessata può leggerla (con qualche difficoltà, la qualità dell'immagine non è il massimo), sul Blog di Rudy stesso: http://rudysalvagnini.blogspot.co.uk/2018/04/il-mattino-di-padova-e-stefania-casini.html cliccando sull'immagine dell'articolo.
  • Homevideo Caesars • 13/09/19 13:56
    Scrivano - 10218 interventi
    Visto che il dvd CG ha problemi audio (fuori sync e colonna sonora errata ad inizio film), sarei intenzionato a prendere questo: https://www.amazon.it/gp/product/B07BC6KVFC/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A11IL2PNWYJU7H&psc=1 Qualcuno lo possiede? Sapete com'è la qualita audio/video e, soprattutto, se ha sottotitoli forzati con lingua italiana? Grazie
  • Homevideo Zender • 13/09/19 14:17
    Consigliere - 43803 interventi
    Purtroppo io ho quello della 88films che ha i sub obbligati, questo è un'incognita.
  • Homevideo Caesars • 13/09/19 14:41
    Scrivano - 10218 interventi
    Grazie Zender per la risposta. Sapevo che l'88films ha sub obbligati, anche se qualità video ottima. Non vorrei spendere tanti soldi, ma vorrei avere un'edizione "corretta" e possibilmente senza sub obbligati (sempre che esista...).
  • Discussione Caesars • 23/10/19 16:12
    Scrivano - 10218 interventi
    Non mi ero mai accorto che il DVD Cecchi Gori, così come la locandina in scheda, riporta anche il titolo "Delitto nella laguna" (chissà da dove esce... mai sentito). Forse andrebbe aggiunto tra gli aka.
  • Discussione Buiomega71 • 23/10/19 17:37
    Pianificazione e progetti - 21654 interventi
    Caesars ebbe a dire: Non mi ero mai accorto che il DVD Cecchi Gori, così come la locandina in scheda, riporta anche il titolo "Delitto nella laguna" (chissà da dove esce... mai sentito). Forse andrebbe aggiunto tra gli aka. Sicuro che sia un" altro titolo e non la frase di lancio? Perché se mi faccio due conti LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO dovrebbe avere il sottotitolo di " Oggi ho ritratto quella svergognata mentre crepava"
  • Discussione Zender • 23/10/19 17:51
    Consigliere - 43803 interventi
    Sì, non è sempre facile capire quale sia un sottotitolo e quale la frase di lancio. Senceramente questo non l'ho mai letto citato come "Delitto nella laguna", mi pare appunto una semplice frase di lancio.