Diabolik

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2021
Genere: avventura (colore)
Note: Trasposizione del terzo albo di Diabolik intitolato "L'arresto di Diabolik", il primo in cui compare Eva Kant.
Papiro: elettronico
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Lavorando in direzione opposta rispetto allo spettacolarità baviana dell'unica altra trasposizione cinematografica dell'(anti)aeroe inventato dalle sorelle Giussani, il film dei Manetti riavvicina la quintessenza del fumetto nel tentativo di riproporne l'incedere oscuro, cupo, drammatico. Non solo una rilettura in chiave più filologica del personaggio, quindi, ma anche la spinta in direzione di una sorta di minimalismo agli antipodi del cinema di Bava ma pure degli stessi Manetti, un rallentamento ricercato dell'azione che si riflette nei dialoghi: frasi soppesate, sguardi che s'incrociano, parole da stillare col contagocce e un Diabolik gelido, che nell'espressione...Leggi tutto pietrificata di Marinelli suggerisce una seduzione lontana dalla norma che va a sposarsi con quella meno fredda ma certo non travolgente di una Miriam Leone valida replica dell'elegante Eva Kant (con l'inconfondibile chignon in cima alla matassa di capelli biondi). L'arrivo di quest'ultima a Clerville - l'immaginaria cittadina sede delle avventure di Diabolik - ne fa un polo d'attrazione: splendida, sempre in abiti di alta classe, ricca ereditiera in possesso di un prezioso diamante che diventa da subito obiettivo del nostro, Lady Kant è la partner perfetta che Diabolik non può trovare nella più ordinaria moglie che lo aspetta a casa (Rossi). I loro lunghi testa a testa segnano le scene più vicine al mélo, con le riprese che indugiano sinuose sui morbidi lineamenti della Leone. A chiudere il trio protagonista il Ginko di Mastandrea: mente raffinata, ispettore dalle idee chiare e unico capace di prevedere le mosse del nemico, dirige con grande intelligenza le operazioni della polizia senza mai scomporsi. Come nelle corde del suo interprete (e differentemente rispetto al fumetto), Ginko non alza in nessun caso la voce e dà istruzioni ai suoi proponendosi come figura dai tratti molto meno banali del previsto, così come in fondo lo sono le altre. L'impressione è che ci si sia voluti affrancare dalle mode imperanti per tentare una via autonoma al noir, che recuperi solo marginalmente l'estetica da strisce su carta (nel ripetuto uso dello split-screen, ad esempio) per giocare piuttosto con i silenzi, rotti magari da una suadente canzone Anni Sessanta (l'epoca in cui la storia è ambientata) o resi avvolgenti da qualche lussuoso interno prodotto di una ricerca decorativa che non poteva naturalmente essere ignorata. Ricordano molto il fumetto gli ingressi al covo ricavati nelle rocce, le strade circondate da palazzi moderni, gli agguati notturni, mentre proprio come in Bava sono in maggior numero le scene in cui Diabolik non è coperto dalla maschera, togliendo con questo un po' di fascino all'operazione perché è col costume nero aderente che siamo tutti portati a identificarlo. La storia è quella di una evasione prima e di un colpo da studiare nei dettagli poi, con veloci flashback che si mescolano alla progressione lineare per visualizzare immediatamente le frasi che illustrano come si realizza il colpo nelle sue diverse fasi. Raro che ci si entusiasmi, mai sollecitati da una tensione che di fatto non esiste. Si possono ammirare l'estetica, una certa ricchezza figurativa (imparagonabile a quella frutto della genialità di Bava, beninteso), i primi piani su Eva Kant che da soli riportano alla mente le tavole del fumetto e più in generale un lavoro molto rispettoso del modello originale. Lascia tuttavia perplessi il distacco che, per quanto voluto, impedisce allo spettatore di “entrare” davvero nel vivo dell'avventura, rischiando di seguirla superficialmente e finendo col soffrire un po' troppo la durata superiore alle due ore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/12/21 DAL BENEMERITO REEVES POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/12/21
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Ira72 4/05/22 13:12 - 1180 commenti

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Vero che entrambi i protagonisti paiono un po' troppo recitare, ma poiché Marinelli ha sempre dimostrato notevoli doti interpretative e anche la Leone ha sempre convinto in passato, probabile che questa teatralità sia voluta, come i vari baci cinematografici (palesemente finti), forse per dare al film quel qualcosa di più fumettistico. La regia è ben fatta, notevoli poi le ambientazioni in perfetto stile anni '60 e la colonna sonora che accompagna lo svolgimento della storia. Apprezzabile anche la caratterizzazione di Diabolik che prende volutamente le distanze dal fascinoso Bond.

Reeves 10/12/21 17:39 - 1041 commenti

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Sorprendente adattamento da parte dei Manetti Bros del fumetto nero più famoso di sempre. I due registi non puntano sul ritmo ma sulle atmosfere, coadiuvati da uno score musicale veramente ottimo. Tutti gli effetti visivi del lontano film di Bava non ci sono, ci sono invece i tormenti dark del protagonista e il fascino algido di Miriam Leone, veramente azzeccata. Di fatto viene messo in scena il Diabolik dei primi episodi, quello spietato e solitario.
MEMORABILE: Come termina l'incontro galante tra la Leone e Roia...

Lucius 16/12/21 21:34 - 2953 commenti

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Ricostruzione scenografica degna di nota, totale rispetto del fumetto, due interpreti convincenti e somigliantissimi alla diabolica coppia e uno stile degno di tale nome. Ottimi atmosfere, musiche e titoli. Il risultato finale non era scontato. il Diabolik dei Manetti Bros. si discosta  nello stile da quello di Bava, rispettando rigorosamente le atmosfere e perfino i luoghi del fumetto originale. A non convincere del tutto è la prova opaca di Mastandrea, ma gli altri protagonisti fanno un eccellente lavoro. Made in Italy 100%.
MEMORABILE: La somiglianza impressionante di Eva Kant; I rifugi di Diabolik; Il cameo della Gerini.

Deepred89 19/12/21 10:05 - 3493 commenti

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Pure piuttosto ben girato, il film dei Manetti ha l'aria di un prodotto costruito su misura per i fan, coi suoi injoke sparsi, ma che finisce per scontentare soprattutto gli stessi fan, delusi da un'atmosfera che, per motivi prettamente linguistici, risulta tanto più ingombrante quanto più sulla scia dei modelli. Cast terribile che risulta come un imbarazzante, innaturale gruppo di cosplay da festival del fumetto. Scorre pure discretamente, ma la miglior riuscita della trasposizione di Bava ci conferma come, passando da un medium all'altro, il tradimento filologico sia sacrosanto.

Didda23 19/12/21 10:24 - 2355 commenti

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La regia dei Manetti è uno dei pochissimi elementi veramente validi di un'opera oltremodo piatta e prevedibile nello svolgimento (fatto reso ancor più grave, se detto da un non appassionato del fumetto). Una pellicola che non cattura veramente mai, che non empatizza con lo spettatore e con un casting veramente fallimentare (Marinelli un fenomeno altrove, qui totalmente fuori parte). Molto bene la scelta delle location, la ricostruzione ambientale (eccezionale il covo di Diabolik) e la canzone di Agnelli "La profondità degli abissi". Vedibile, ma niente di eccezionale. Peccato.
MEMORABILE: La freddezza con la quale Diabolik si relaziona con Elisabeth; L'incontro con Lady Kant; Il colpo a  Ghenf.

Vice 20/12/21 12:05 - 31 commenti

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Serve una produzione forte e internazionale per riuscire a fare un buon Diabolik, qui perso in una romanocentrismo che non restituisce nemmeno un'oncia dell'opera delle sorelle Giussani. La regia non ha un minimo guizzo, come la scrittura priva di epicità, recitazioni pessime e totalmente da fumetto (probabilmente si sono scordati che il medium è diverso), narrazione lenta, farraginosa e prevedibile. Si salva solo Miriam Leone che riempie la scena con il giusto carisma (mancante in Marinelli) e sex appeal.

124c 20/12/21 20:01 - 2832 commenti

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Diabolik torna al cinema dopo il film pop di Mario Bava, e si affida ai Manetti Bros., i quali prendono spunto dal terzo numero degli albi pocket ambientando il tutto in una Clerville anni '60. Il risultato è un fumetto di Diabolik in movimento che s'ispira anche ai nostri prodotti cine tv di un tempo, però manca di veri guizzi e scene d'azione e d'inseguimento che possano destare interesse. Nel cast brilla la Eva Kant di Miriam Leone, mentre il Diabolik di Marinelli delude e Mastandrea è più un cosplayer che un credibile ispettore Ginko.
MEMORABILE: Il nascondiglio di Diabolik dove il criminale ripone le maschere; Il primo incontro fra Eva e Diabolik; Il brillante cameo di Claudia Gerini.

Aco 21/12/21 21:37 - 171 commenti

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Accurata ricostruzione stile anni 60 di strade, edifici, vestiti, trucchi, oggetti di uso quotidiano, modi di parlare e comportarsi. A livello narrativo, dopo un avvio lento, la storia prende ritmo, ci sono colpi di scena, flashback e alcune inquadrature per velocizzare e drammatizzare la situazione. In comune con la precedente opera, questo film è un duro attacco al potere e alla classe politica. Bravi gli attori, in particolar modo Luca Marinelli, Valerio Mastandrea e Miriam Leone, che sembra Eva Kant rediviva. Da vedere anche se non siete fan di Diabolik.

Caesars 23/12/21 09:20 - 3364 commenti

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Il limite maggiore della pellicola è rappresentato dal cast di attori, terribile: sembra che tutti "recitino" invece di dare vita ai propri personaggi. A ciò bisogna aggiungere che la trasposizione del fumetto, pur molto rispettosa della fonte originale, non funziona molto; passare dagli albi disegnati al grande schermo non è facile e rimanere ancorati fedelmente a ciò che ha creato lo spunto non sempre risulta la carta vincente. Buona la ricostruzione degli anni '60.

Leandrino 23/12/21 17:38 - 385 commenti

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In questa rivisitazione di un classico c'è tutto quello che era lecito aspettarsi dai Manetti Bros e nulla di più. Dopo un prologo niente male (con il pezzo originale di Agnelli, piacevole nel suo flirt col fuoriluogo), il film si rivela per quel che è: un'operetta di intrattenimento, tutt'al più per i fan storici, priva di climax e (s)punti degni di nota. Fotografia e regia sono televisive, al contrario del cast capitanato da Marinelli, talentuoso ma un po' scarico, e Leone, bella ma deludente presenza. Poi c'è Mastandrea, che fa sé stesso con la pipa. Tutto sommato un film buffo.

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Cotola 23/12/21 19:37 - 8347 commenti

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Al netto delle scelte di cast poco convincenti, in particolare il Ginko di Mastandrea, il film risulta abbastanza riuscito. Dal punto di vista della confezione, nulla da dire: scenografie, fotografia, musiche e costumi sono azzeccati. E lo sono anche le ambientazioni, specie quelle notturne, che ripropongono quelle del fumetto. La storia è in gran parte tratta da un albo e, pur senza esaltare, funziona abbastanza bene. Non tutto è perfetto, sia chiaro, ma si tratta comunque di una trasposizione abbastanza riuscita e non così infedele alla fonte da cui è tratto.

Xamini 23/12/21 23:17 - 1122 commenti

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Parte in notturna e in modo discreto con un inseguimento per poi posarsi sulle linee, sul volto e gli occhi magnifici della Leone. E, con i primi dialoghi, inizia il decadimento. A una Eva Kant tutto sommato in parte si contrappongono un Marinelli piuttosto monocorde e un Mastandrea asciutto, svogliato (certo, è Ginko). Ma sono regia e montaggio i veri problemi, i due aspetti che tolgono mordente alla vicenda, la cui durata pare insopportabile: si allunga quando non deve, didascalica quasi ai limiti dell'insulto. E se a tutto questo si aggiungono battute loffe e momenti sgraziati...

Orson 24/12/21 13:12 - 104 commenti

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Il capolavoro dei Manetti Bros nonché uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Le atmosfere del fumetto sono riproposte con maniacalità filologica, riproducendo il numero 3 della collana quasi in una operazione alla Gus Van Sant (che ricalcò Psyco), immergendoci in un'atmosfera sinuosa dai ritmi lenti e avvolgenti, in un tripudio di scenografie, luci e ombre che hanno esattamente il sapore delle tavole disegnate. Un'opera di pop art coraggiosa e fieramente analogica. Peccato per la rapina finale raccontata in split screen e per la mancanza di qualche scena action in più.
MEMORABILE: La ricostruzione di Clerville e Ghenf è assolutamente perfetta; Miriam Leone una Eva perfetta.

Nick franc 26/12/21 11:57 - 320 commenti

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Per il loro Diabolik i Manetti scelgono una via opposta al caleidoscopio baviano: la messa in scena è da classico noir, fredda come i personaggi che lo popolano, che sembrano non provare mai emozioni. Purtroppo questo è anche il difetto principale del film: curato dal punto di vista fotografico e scenografico di rado appassiona sul serio e l'ultima mezz'ora, che dovrebbe essere la più dinamica, è un po' scialba. Marinelli ha presenza ma pare un po' fuori ruolo, Mastandrea è un Ginko convincente ma le migliori sono la Leone, che stupisce per algida aderenza al personaggio, e la Rossi.
MEMORABILE: La fuga del prologo; L'utilizzo dell'alfabeto Morse.

Jdelarge 29/12/21 15:42 - 988 commenti

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I fratelli Manetti si cimentano nella complicata operazione di trasposizione cinematografica del celebre fumetto noir delle sorelle Giussani. Il risultato è discreto ma tutt'altro che memorabile. Nonostante sia apprezzabile la volontà di restare fedeli al fumetto, anche da un punto di vista della recitazione, si ha continuamente l'impressione che il medium cinema non riesca a prevalere, non riuscendo a conferire dinamismo all'azione e ai personaggi. Attori sottotono e, soprattutto, fuori ruolo. Si salva Miriam Leone. Convincenti le scenografie.

Magi94 29/12/21 19:56 - 820 commenti

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Molte idee buone ma rovinate da difettacci su cui è difficile sorvolare. È inevitabile chiedersi come i registi abbiano lasciato passare senza strepitare decine di battute dette con uno stile di recitazione teatrale: solo Miriam Leone è in parte, mentre gli altri attori sono mosci, su tutti Marinelli e Mastandrea; ma quel che è peggio è che pure i caratteristi non funzionano proprio. Manca anche una regia che sappia dare il giusto ritmo a un soggetto d'azione. Si ricorda invece una meravigliosa Milano del passato in una fascinosa atmosfera futuristica. Buone tecnica e fotografia.
MEMORABILE: "Abbiamo ghigliottinato il sottosegretario alla giustizia!".

Gabrius79 2/01/22 13:59 - 1325 commenti

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Trasposizione cinematografica del fumetto di Diabolik e ben orchestrata dai Manetti Bros che la infiocchettano con ottime ricostruzioni e costumi. La prima mezz’ora non coinvolge più di tanto, poi la pellicola migliora e si lascia vedere. La Leone è brava e intrigante, più sommessi Marinelli e Mastandrea che non lasciano il segno, discreti Roja e la Rossi. Non possiamo gridare al capolavoro ma i Manetti ce l’hanno messa davvero tutta per realizzare un prodotto onesto.

Bubobubo 21/01/22 16:19 - 1690 commenti

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Imparagonabile su ogni fronte alla sgargiante versione baviana, il Diabolik visto con gli occhi dei Manetti è di lettura non facile, né tantomeno immediata. Discutibile il parco attoriale: fuori ruolo i tre protagonisti, per carenze personali (Leone mozzafiato ma acerba), distonie fisiognomiche (la gelida imperturbabilità di Marinelli) o scarso feeling (il Ginko di Mastandrea). Vicenda, per quanto compassata, votata ad un dinamismo crescente, coronato nell'ultima mezz'ora fumettistica. Rischiose, ma adeguate, le ricostruzioni ambientali e la soundtrack. Nel complesso, convincente.
MEMORABILE: In camera di Eva Kant (Leone); Mezz'ora in cella di sicurezza; Il complicatissimo piano di assalto al caveau.

Von Leppe 22/03/22 23:10 - 1145 commenti

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L'inizio sembra promettere, ricreando le atmosfere noir e thriller del fumetto (in questo il film è abbastanza riuscito), concedendo anche un po' di brio e azione, ma andando avanti la noia prende il sopravvento, soprattutto dopo l'esecuzione (con cui terminava il numero 3 del fumetto originale, da cui è ispirato questo prodotto). Gli attori non sono appropriati alle parti loro assegnate: Luca Marinelli e Miriam Leone non hanno certo il cipiglio di Diabolik ed Eva; peggio ancora quando aprono bocca (e non solo loro): la recitazione in generale lascia veramente a desiderare.

Capannelle 27/03/22 21:26 - 4052 commenti

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I fratelli Mainetti compiono una scelta stilistica precisa, che si può apprezzare ma che allo stesso tempo indirizza pesantemente (e penalizza) le performance attoriali e il ritmo dell'opera. Personaggi e dialoghi sono infatti marcatamente fumettosi e didascalici e se questo si sposa bene con ambientazioni e musiche, lo stesso non può dirsi per il loro sviiluppo, specie per un Marinelli reso troppo glaciale dal copione. Fascinosa la Leone, Mastandrea costretto in una maschera ma può andare, ricostruzioni riuscite ma con un eccesso di "marchiature" che sfiorano il pacchiano.

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Schramm 5/04/22 17:06 - 2918 commenti

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Non brutto ma intimamente sbagliato, a partire dall'indisponente atteggiamento di vuoto formalismo che pretende di riecheggiare sia il cinema dell'anno d'uscita del primo albo che la stasi linguistica del fumetto (stesso errore che commise Beatty: allora meglio la tangente pop per cui partì Bava). Miscasted, misfilmed, misosted, mistaken a gradi 360: Marinelli cartonatissimo e buttato ai rovi, il querulo e bastonato Ginko di Mastandrea indigeribile, una generale impostazione attoriale centovetrinesca. Ottimo tutorial per sequelandi su come non va punto traslato Diabolik al cinema.

Hackett 12/04/22 13:33 - 1830 commenti

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I Manetti sono fan di Diabolik e si vede; giustamente stemperano la loro firma registica ed evitano di utilizzare i ralenti e i cambi di scena che hanno reso riconoscibili i loro lavori. L'amore per il personaggio è tanto, probabilmente troppo, e i registi rimangono un po' "fuori" creando una pellicola un po' incerta, tanto parlata, estetica. Dialoghi lunghi, tempi eccessivamente blandi e un durata forse eccessiva fanno cadere spesso il tutto in noia. Bella e brava la Leone, discreto Mastandrea, fuori parte Marinelli.

Nicola81 15/04/22 23:18 - 2414 commenti

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Contrariamente a Bava, i Manetti, anche grazie a una confezione pregevole, si mantengono fedeli allo stile e alle atmosfere del fumetto, e non è un caso che si siano ispirati a un episodio tra i più celebri della saga. Durata non trascurabile, ma a parte qualche cedimento sul fronte sentimentale la storia scorre bene, offrendo buone sequenze d'azione e anche una certa tensione. Marinelli (peccato) è un Diabolik abbastanza insulso, ma la Leone è una splendida Eva Kant, Mastandrea nei panni di Ginko all'inizio sembra stentare ma poi si rivela scelta azzeccata, bene il cast secondario.

Pigro 19/04/22 09:38 - 8792 commenti

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Accurata versione cinematografica di un episodio del leggendario eroe del crimine, tra fughe rocambolesche e furti clamorosi: ma Diabolik non è James Bond, e bene fanno gli autori a star lontani da quel mood. Ben venga allora la scelta esasperatamente vintage (l’ottima fotografia valorizza belle location e scenografie) e l’adesione all’origine fumettistica. Meno bene l’insostenibile recitazione sussurrata e il ritmo estenuante che dopo un avvio faticoso riesce a ingranare solo dopo la metà, ma senza mai creare vero fascino o empatia.

Belfagor 1/05/22 18:22 - 2655 commenti

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Da un lato c'è la fedeltà al fumetto originale anche come mezzo, con scenografie, trucco e inquadrature che richiamano la composizione delle pagine stampate. Dall'altro è inevitabile che sia l'aspetto cinematografico a risentirne, in un film estremamente formalista e non sempre omogeneo nella sospensione dell'incredulità. Marinelli e Mastandrea sono abbastanza irrigiditi nei loro ruoli (il primo patisce molto il confronto con un certo Zingaro) mentre la Leone si cala molto bene nel ruolo di Eva Kant, diventando a tutti gli effetti il vero fulcro del film.
MEMORABILE: I brani musicali pseudo-retro.

Thedude94 4/05/22 19:50 - 850 commenti

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Ci hanno provato i Manetti Bros a mettere in scena uno dei personaggi più iconici del panorama fumettistico italico e, tutto sommato, il risultato finale è un film che si lascia guardare, diverte ed è ben girato, nonostante non manchino i difetti; uno di questi (sembra strano a dirsi) è il cast, che sulla carta sembra essere la cosa migliore, ma in scena si vede un certo non coinvolgimento di molti attori, con Marinelli che sembra più un Dracula e Mastandrea fuori ruolo; la Leone unica che si salva. Da sottolineare la bravura degli effettisti visivi e l'ingegno in alcune trovate

Michdasv 9/05/22 22:44 - 87 commenti

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Capolavoro del vintage. Luci, inquadrature, grafica in sovraimpressione, ritmo, andature, costumi, veicoli, recitazione deliberatamente rallentata, dizione deliberatamente paesana, mobili, ville, uffici, baci, maglioni, pseudo canzoni... tutto letteralmente perfetto per fingere che il film sia stato realizzato all'inizio degli anni 60. Perfetta Leone, straordinario Mastandrea, spumeggiante Gerini, duplice Roja, granitico Marinelli; ciascuno contribuendo a una costruzione efficacissima dei registi. E la moglie che aspetta a casa, e l'amica che sogna di sposarsi per non lavorare più... ah!
MEMORABILE: Il primo dialogo tra Ginko e Eva.

Galbo 16/05/22 15:52 - 11876 commenti

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La versione by Manetti brothers delle gesta del re del crimine, lontana da quella completamente differente di Bava, ci restituiscono un film pienamente godibile nel suo essere rigorosamente filologico. A partire dall’ambientazione, per continuare con scenografie, fotografia e colonna sonora, tutto parla di una pellicola estremamente curata, dal ritmo magari non irresistibile ma apprezzabile perché realizzata con lo spirito del vero appassionato della materia. Interpretazioni corrette e tutte oltre il livello di sufficienza. Un buon film.

Pinhead80 26/05/22 00:41 - 4300 commenti

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Dopo tanta attesa ecco che gli spettatori possono godere di questo film-fumettone dei Manetti bros., che rimane fedele allo stile e ai racconti degli albi delle sorelle Giussani. Le facce sono quelle giuste a partire da Miriam Leone, che è una splendida Eva Kant, per passare ai sempre bravi Mastandrea (Ginko) e Marinelli (Diabolik). Se si riesce a tollerare il ritmo compassato di alcuni momenti si può apprezzare appieno quest'opera dal sapore antico capace di convincere anche i lettori di vecchia data del fumetto. Bravi i registi a rappresentare il lato spietato di Diabolik.

Nando 27/05/22 16:41 - 3641 commenti

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Corretta realizzazione del terzo volumetto del giallo a fumetti con protagonista il re del terrore. Ambientazione cupa con dialoghi rarefatti e ricostruzioni realizzate con buon mestiere. La vicenda è arcinota e i tre protagonisti principali recitano con mestiere. Marinelli è algido e impenetrabile, la Leone mostra il suo fascino magnetico e Mastandrea è il sagace ed eternamente sconfitto Ispettore Ginko. Ottime le due canzoni di Agnelli.

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Giùan 18/06/22 09:57 - 3694 commenti

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Intenerisce e lascia stupefatti assieme l'operazione di creazione (perché dire di ricostruzione risulterebbe riduttivo) del parallelo e originale universo filmico condotta dai Manetti. Da premiare in maniera compiuta, comprendendone gli stessi se e ma che fisiologicamente una consapevolezza tanto alta e meticolosa si porta dietro, con la sua quasi plateale rinuncia ad accelerazioni epidermiche, in nome di quella definibile come "seriale classicità", un moto ponderato di immagini understatement e didascalici baloon. Opera corrucciata ed estrema come il suo non conciliato eroe dark.
MEMORABILE: La pipa di Ginko/Mastrandrea; L'acconciatura di Eva/Leone: Diabolik/Marinelli nel caveau.

Yari 22/06/22 18:31 - 16 commenti

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I Manetti Bros ci portano al cinema il famoso ladro dei fumetti creato dalle sorelle Giussani, Diabolik. Tutto è semplicemente perfetto: la splendida fotografia di Francesca Amitrano, l'azzeccatissima sceneggiatura dei Manetti Bros insieme a Michelangelo La Neve, la regia che nel finale ci delizia con dei meravigliosi doppi schermi, gli abiti che cadono a pennello a ogni personaggio che li indossa, soprattutto quelli eleganti e di classe della bellissima Eva Kant, interpretata da Miriam Leone, perfetta nella parte.
MEMORABILE: La prima scena in cui compare Eva Kant.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Deepred89 • 23/12/21 09:51
    Comunicazione esterna - 1469 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Ho trovato davvero tremende le interpretazioni di tutti gli attori, che mi hanno letteralmente impedito di "entrare" nella storia. Peccato, perché la cura realizzativa è notevole e ricostruisce bene i luoghi dove si svolgono le gesta di Diabolik e i trucchi da lui usati. Forse però la scelta di rimanere così fedele alla fonte originale non è, in questo caso almeno, vincente; perché il mezzo "cinema" non è lo stesso di quello "fumetto" e ciò che funziona in uno non è detto che funzioni nell'altro. Sostanzialmente Bava, pur presentandoci un Diabolik assai deverso dall'originale, era riuscito a creare un prodotto più gustoso rispetto a questa riproposizione più fedele ma anche con molta poca "anima".
    Come si potrà immaginare, condivido ogni sillaba 

  • Discussione Reeves • 23/12/21 11:22
    Call center Davinotti - 458 interventi
    Scusami Schramm non volevo mettere in dubbio le tue opinioni (ognuno ha le sue, ci mancherebbe) e rileggendo quanto ho scritto forse sono apparso arrogante, non era mia intenzione. Ne riparliamo con piacere quando avrai visto il film, per intento auguri a te e a tutti i lettori!
  • Discussione Schramm • 26/12/21 20:06
    Scrivano - 7253 interventi
    Reeves ebbe a dire:
    Scusami Schramm non volevo mettere in dubbio le tue opinioni (ognuno ha le sue, ci mancherebbe) e rileggendo quanto ho scritto forse sono apparso arrogante, non era mia intenzione. Ne riparliamo con piacere quando avrai visto il film, per intento auguri a te e a tutti i lettori!
    tranquillo, dopotutto è da scambi contrastanti che si moltiplicano i punti di vista ;)
    ci risentiamo senz'altro a dk esperito anche se quel ginkandrea mi tiene fuori dalla porta...
  • Homevideo Caesars • 24/02/22 10:12
    Scrivano - 15522 interventi
    In uscita il 1/4  sia dvd che bluray che combo (quest'ultima edizione contiene anche il numero del fumetto "L'arresto di Diabolik")
    https://www.dvd-store.it/Video/Blu-Ray/ID-76624/Diabolik-Special-Edition-Blu-Ray-Disc-DVD-2-Cards-Fumetto

  • Discussione Capannelle • 27/03/22 13:52
    Scrivano - 2849 interventi
    Quasi un film per famiglie, infatti ieri le figlie e la suocera lo hanno apprezzato. Io a metà perchè da una parte gli riconosco una precisa scelta stilistica che punta su personaggi e atmosfere fumettose (rese bene sia come visuale che sonoro) a scapito del ritmo e dello scavo dei personaggi: ci sono dettagli su cui la mdp indugia per decine di secondi (la finestra dell'hotel, la chiave..) e la stessa rapina è chilometrica.
    Buone location e scenografie anche se mi ha dato noia che nel marchiare tutto "clerville" o "ghenf" si sono inventati la scritta gigantesca "polizia di ghenf" sulle alfa giulia (finchè lo fai sulle Flavia ok ma quelle con un vissuto da commissario Betti beh rispettiamole). E l'inquadratura ossessiva sul cartello Ghenf all'entrata della cittadina che si ripete dall'inizio alla fine della pellicola, per i distratti ahah.
    Sugil attori: la Leone del primo tempo funziona e Mastandrea ingessato/cosplay/inpipato non mi dispiace. Marinelli sì è tanto glaciale che sembra assente ma... così gli hanno chiesto.
    Ultima modifica: 27/03/22 14:48 da Capannelle
  • Discussione Schramm • 27/03/22 14:50
    Scrivano - 7253 interventi
    io neanche a metà. più che brutto l'ho trovato profondamente sbagliato e indisponente in tutto, sin dalla ost dei titoli di testa, e a partire dall'impostazione stilistica che vuole riecheggiare da una parte il cinema degli anni in cui dk è uscito e dall'altra il linguaggio statico del fumetto (pecca filologica che distrugge tutto il corpo filmico: i manetti sembrano ignorare che le grammatiche del cinema sono ben altra cosa da quelle del fumetto). allora meglio la tangente pop per cui partì bava, che pure non mi piacque. miscasted, misfilmed, misosted, mistaken su tutti i fronti: marinelli sagomatissimo e buttato alle ortiche, il ginko di mastandrea, con quell'espressione sempre bastonata e la vocetta querula, non si caccia giù, un'impostazione generale attoriale che nemmeno centovetrine o un posto al sole. e taccio sulla leone.
    va ammesso che narrativamente gli albi sono rispettati literaliter, ma se proprio gli si doveva applicare un taglio così tristemente bolso e televisivo tanto sarebbe valso tirarne fuori una serie magari affidata a mainetti o sollima. magari accadrà, e il film avrà valore come tutorial per come non va assolutamente traslato dk al cinema.
    Ultima modifica: 27/03/22 14:54 da Schramm
  • Discussione Schramm • 27/03/22 17:07
    Scrivano - 7253 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Lucius ebbe a dire:
    Anche qui lo è all'inizio, poi quando capisce il carattere di Eva, le sue capacità e il coraggio, dimostrati per sfuggire a un ricatto, le sue "esperienze pregresse", capisce che sono della stessa pasta. Il momento in cui lui si fida del cuore e non della ragione, in cui capisce che deve lasciarsi andare e non ucciderla, è molto emozionante. Per me gli interpreti sono azzeccatissimi.
    Per me Marinelli è totalmente fuori parte. Comunque da quanto si legge in giro non sarà lui il Diabolik nei sequel...

    parimenti voglio sperare che ci si ravveda anche su ginko e che non siano i manetti a dirigerlo.

  • Discussione Schramm • 27/03/22 17:24
    Scrivano - 7253 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Forse però la scelta di rimanere così fedele alla fonte originale non è, in questo caso almeno, vincente; perché il mezzo "cinema" non è lo stesso di quello "fumetto" e ciò che funziona in uno non è detto che funzioni nell'altro. 
    lo stesso identico errore compiuto da beatty in dick tracy, che infatti mi ha molto ricordato quasi a ogni scena.

  • Musiche Nick franc • 27/03/22 18:02
    Magazziniere - 167 interventi
    Il video della splendida canzone di Manuel Agnelli scritta per la colonna sonora del film.

    https://youtu.be/9StT87befcE
  • Curiosità Michdasv • 9/05/22 22:30
    Galoppino - 224 interventi
    Claudia Gerini, qui presente in un breve ma scintillante cameo, aveva interpretato Eva Kant nel videoclip della canzone "Amore Impossibile" dei Tiromancino nell'anno 2004. Il regista di quel videoclip era Lamberto Bava, figlio di Mario Bava, regista del Diabolik del 1968.