Non succede, ma se succede... - Film (2019)

Non succede, ma se succede...
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Charlotte Field (Theron) è un Segretario di Stato sul punto di spiccare il grande salto per candidarsi a Presidente, Fred Flarsky (Rogen) un giornalista attivista spiantato e dimessosi di fresco per mantenere quell'integrità che il nuovo proprietario non gli avrebbe permesso di conservare. Da piccoli erano vicini di casa e, quando lei (16 anni) aveva fatto da babysitter a lui (13), gli aveva provocato una poderosa erezione che l'aveva messo terribilmente in imbarazzo. A una festa dove suonano i Boyz II Men i due si rivedono e Charlotte, decisa a lanciare una campagna ecologista che le servirà per dare il via alla corsa per le imminenti presidenziali, sorvola sull'inadeguatezza di look e comportamenti di lui (regolarmente vestito con tute...Leggi tutto agghiaccianti) per assumerlo come "enfatizzatore" dei propri discorsi. Dovrà in pratica scriverli edulcorando il suo stile non esattamente raffinato mantenendone inalterato lo spirito vivace e originale, così da correggere lo scarso appeal ironico di lei in pubblico. La cosa funziona e non solo, l'alchimia tra i due è tale che inevitabilmente il loro rapporto si concretizza in qualcosa che oltrepassa le fredde barriere professionali. Perché non dimentichiamolo, il film è il racconto di una relazione che matura minuto dopo minuto per trasformarsi in un'autentica storia d'amore. Caratterizzato dalla consueta vena schietta e a tratti volgare che contraddistingue tutte le produzioni con Seth Rogen, cerca di combinare sentimenti e risate da accompagnarsi a trasferte in giro per il mondo al seguito di una tipicissima "donna in carriera". Lui pretende di mantenere un'onestà intellettuale che lei sa di non poter rispettare fino in fondo e quindi... scontri in vista, soprattutto con gli altri collaboratori che certo non vedono l'anarchico Fred di buon occhio. Lui è un simpatico bambinone, ingenuo e goffo, inadeguato ma con la dote di saper cogliere nella sua futura partner le qualità giuste da evidenziare. LONG SHOT (il titolo originale si presta a numerose interpretazioni, non ultima quella che indica l'eiaculazione inattesa destinata a inquadrare l'ultima parte) non riesce a tenere sempre alto il livello delle gag e del ritmo: a momenti studiati molto bene e assai comici (si pensi al microsogno interrotto, al momento in cui Rogen sorprende la collaboratrice con il collega ma anche alla scena pre-titoli di coda in cui si ironizza sui veri colpevoli dell'omicidio di JFK) se ne alternano altri o comicamente deboli nonostante le intenzioni (la prolungata gag legata ai postumi dello sballo) o semplicemente fiacchi perché costretti a lasciare spazio agli ovvi sviluppi sentimentali. Qualche sforbiciata in più (considerate le quasi due ore di durata) sarebbe stata opportuna, anche se poi la competente regia di Jonathan Levine sa come gestire anche i break meno felici. Numerosi i brani Anni Ottanta in colonna sonora (con i Roxette di "It Must Have Been Love", il brano chiave di PRETTY WOMAN, sugli scudi), un po' zoppicante il doppiaggio di Rogen in partenza (al convegno neonazi si percepisce un imbarazzo diverso da quello che si capisce voglia essere comunicato). L'attore comunque ha trovato da anni la propria dimensione e il tipo di commedie in cui poter valorizzare un umorismo rozzo ma efficace, la Theron resta una donna magnifica di eleganza talmente superiore da pensare quanto l'America potrebbe davvero esser fiera di averla come Presidente. Di fatto fa tuttavia da spalla a Rogen senza poter troppo incidere. Peccato per la scarsa omogeneità del tutto e per un seconda parte che come sempre - dovendo portare a felice conclusione ogni cosa – perde inevitabilmete colpi. Gustose alcune figure di secondo piano: il presidente (Odenkirk) deciso a non ricandidarsi per poter inseguire una carriera da attore a Hollywood, la collaboratrice (Raphael) dura che si concede al meno sexy dello staff... Le gag scritte con arguzia non mancano e la sceneggiatura evidenzia tutte le qualità del prodotto americano medio. Anche i suoi difetti però, con la concessione a qualche smanceria e pausa eccessive.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/05/19 DAL BENEMERITO BUBOBUBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/10/19
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Bubobubo 3/05/19 14:36 - 1758 commenti

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Per essere una commediola tarata sugli -anta e -enta white liberal di NY e dintorni col mito mediatico dell'ecologia capitalist-friendly, sa regalare momenti tutto sommato divertenti, soprattutto in alcuni repentini abbassamenti del registro linguistico e nella buona alchimia che propizia la vivace interazione dei due protagonisti, la sempre splendida Theron (wannabe prima presidentessa degli USA) e il nerd spiantato Rogen. Qualche flessione moralistica di troppo qui e lì (il discorso conclusivo) non intacca il giudizio complessivo.
MEMORABILE: Giovane Flarsky e giovane Field in cucina; Il primo rapporto fra i due.

Cotola 13/10/19 19:31 - 8448 commenti

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Commedia non malvagia che si districa tra il greve (con una scena che ne ricorda un'altra molto nota dei Farrelly), il sentimentale e (ma non troppo) l'impegnato. Esagerando, parte della critica togata ha addirittura tirato in ballo il cinema di Capra, ma il film non è nemmeno stupido come si potrebbe credere. Alcuni momenti divertono ed alcune battute, anche sottili, vanno a segno. Il ritmo è buono ma presenta qualche pausa di troppo, specie nella parte finale-amorosa che viene portata avanti fino in fondo. Del finale non infastidisce tanto l'inverosimiglianza ma l'essere troppo edificante.
MEMORABILE: Rogen ad un party in Argentina: "Incontrerò chi ha ucciso i miei nonni, ma pazienza".

Markus 14/10/19 08:38 - 3540 commenti

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Lui giornalista anticonformista, lei bellezza sofisticata e... Segretario di Stato! Sono amici dall'infanzia, ma una particolare situazione li riunirà. Il film di Jonathan Levine porta avanti il filone della commedia logorroica americana, di quelle che per far ghignare lo spettatore ricorre a mille parole che un italiano condenserebbe in un semplice sguardo. Si ride a denti stretti, con qualche volgarità piazzata qua e là; tolta però questa patina di finta libertà linguistica c'è una banale storia d'amore "impossibile" resa fattibile dal cinema.

Digital 13/10/19 11:57 - 1194 commenti

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Frizzante commedia che ha nella durata fiume il suo unico punto di demerito. Sì, perché le due ore appaiono francamente troppe, il che porta a domandarci se alcune sequenze potevano essere eluse. Ciononostante il film si lascia guardare agevolmente grazie all'ottima performance di una scatenata Theron (che sorprende in un ruolo comico) e al simpaticissimo Seth Rogen, con numerose gag foriere di sonore risate (il vestiario di Fred, il primo rapporto sessuale con Charlotte, la tresca tra Maggie e Tom) e un ritmo tendenzialmente alacre. Buono.

Pinhead80 14/10/19 15:45 - 4338 commenti

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Una segretaria di Stato ha tutte le carte in regola per diventare il primo Presidente donna degli USA; sulla strada delle elezioni incontrerà un vecchio "amico" d'infanzia che la trascinerà in una storia eccitante. C'è del buon umorismo all'americana e troppo sentimentalismo in un film sicuramente sufficiente ma che alla fine non graffia quanto ci si aspettava. La comicità è spesso e volentieri volgare e questo non è un bene. La coppia di protagonisti funziona invece alla grande e il contrasto tra i due è reso efficacemente.

Daniela 30/01/20 22:51 - 11777 commenti

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Lei è una politica in carriera che ricopre il ruolo di Segretario di Stato ed aspira a diventare il primo Presidente donna degli USA, lui un giornalista scomodo e senza peli sulla lingua. Si ritrovano dopo tanti anni, lei lo assume come ghost-wrider e da cosa nasce cosa... Commedia che troppo si affida al contrasto fisico/caratteriale tra Rogen, goffo e parolacciaro, e Theron, algida ed elegante, curando meno la costruzione della storia che nella parte centrale rischia lo stallo per poi approdare in un finale accomodante, in linea con la scorrettezza "tiepida" dell'intera pellicola.

Galbo 2/02/20 17:17 - 11933 commenti

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Abbastanza inaspettatamente, Seth Rogen e Charlize Theron funzionano come coppia e funziona una commedia in cui si mescolano piuttosto brillantemente sentimenti e politica, amore e ideali, che il regista Levine gestisce con personalità. La sceneggiatura è ben scritta e il ritmo buono nonostante la durata non indifferente. Ottima la prova di tutto il cast, con una menzione speciale per June Diane Raphael, innato talento per la commedia.

Capannelle 2/02/20 23:41 - 4105 commenti

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Non era una missione facile quella del film e, se da una parte Theron e Rogen si impegnano e trovano una buona sponda nelle figure di contorno (tipo l'assistente di lei e l'amico di lui), dall'altra ci sono due cose difficili da digerire: il connubio tra durata e logorrea e il finale buonista. Tagliando una buona mezz'ora (ad esempio lo sballo in discoteca, alcune tappe nel mondo) avrebbe potuto acquistare una sua efficacia, così rimane un tentativo apprezzabile ma che più di una volta gira a vuoto.
MEMORABILE: Neanche mi piacciono le api.

Urraghe 22/02/20 00:55 - 75 commenti

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La bizzarra futura segretaria di stato americana e la sua corsa alla presidenza. Commedia americana nel senso buono del termine con due attori in stato di grazia: una Charlize Theron in forma, che dimostra di saper recitare, e un buona Seth Rogen. Da segnalare la spalla June Diane Raphael con le sue fulminanti battute. La sceneggiatura è spettacolare e irriverente. Ci si perde nel finale ma per il resto ci si diverte rilassandosi. Al di là delle aspettative.
MEMORABILE: "Non importa se lo capisci oppure no perché... se ne rendera conto lei per entrambi e tu avrai culo e cuore rotto e lì non c'e pomata che ti salvi".

Didda23 12/04/20 17:28 - 2360 commenti

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Un'opera divertente in pieno stile rogeniano che utilizza tutto il proprio repertorio (dalla droga alla volgarità insistita) riuscendo a coinvolgere - con un insperato risultato - la classe sopraffina della Theron. E' questo scontro fra due personalità così diverse l'elemento migliore del film (da un lato uno squattrinato giornalista con schemi mentali difficilmente scalfibili, dall'altro un segretario di stato donna che mira alla presidenza). Il buon ritmo narrativo fa soprassedere su talune inutili lungaggini narrative e la regia di Levine cuce le varie scene con carisma.
MEMORABILE: Il flashback legato all'adolescenza; Il vestito tipico svedese di Rogen; L'inaspettato incontro notturno.

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Lou 19/04/20 16:22 - 1087 commenti

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La solita storia di amore impossibile condita all'americana. In questo caso lei è niente meno che l'avvenente Segretario di Stato, prossima a diventare la prima donna Presidente USA, lui un goffo ma intelligente giornalista anticonformista. Al di là del buon ritmo, di qualche buona battuta e di alcune frecciate politicamente scorrette, un prodotto come tanti altri che alla fine risulta estenuante.

Paulaster 14/05/20 10:21 - 3767 commenti

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Giornalista di denuncia scrive i discorsi al Segretario di Stato: contrapposizioni classiche tra il nerd di talento e l'affascinante donna di potere. Prima che scoppi l'amore il film scorre, poi diventa un mattone melenso nel versante sentimentale (analogo a Notting Hill) o esagerato in quello politico. Rogen interpreta sempre lo stesso ruolo che campa di volgarità esplicite, la Theron dimostra di saper recitare. Qualche buona battuta sparsa e una durata eccessiva (inguardabile l'attacco dei ribelli che porterebbe almeno a una guerra).
MEMORABILE: Il sosia di Hitler in Argentina; Chi ha ucciso Kennedy; La Theron sballata in discoteca.

Il ferrini 28/05/20 20:17 - 1989 commenti

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Una sceneggiatura inconsistente, ma soprattutto inverosimile nelle circostanze, viene in parte salvata dalla buona prova dei due protagonisti e da qualche sporadica gag azzeccata. In più di un'occasione gratuitamente volgare, vorrebbe essere una commedia scorretta ma in realtà non graffia quasi mai, anzi, nella seconda parte sconfina in una prevedibile retorica insulinica. Non è terribile ma la si può ignorare senza rimorso.

Gottardi 18/04/21 14:29 - 295 commenti

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Giornalista disoccupato a causa della sua inossidabile onestà intellettuale ritrova la sua fiamma adolescenziale ora candidata alla presidenza USA. Commedia sentimentale ma con derive politicamente scorrette, o anche il contrario. Ha frecciate che vanno a segno senza peli sulla lingua, come i dialoghi scurrili del protagonista, non gratuiti ma funzionali al carattere del protagonista (vedasi il tycoon clone di Trump, il presidente USA inetto, il sessismo imperante in TV). Non mancano patinature hollywoodiane e qualche concessione per la grande platea, ma anche le risate.
MEMORABILE: Il giornalista ebreo infiltrato in un covo di neonazisti.

Rambo90 24/07/22 11:19 - 7177 commenti

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Diviso tra commedia romantica e demenziale, il film assume fin da subito un tono intermedio che a tratti funziona e a tratti no. Indubbiamente si sorride spesso ma mancano vere risate per una storia che si snoda in modo prevedibile, sostenuta dalla bravura degli interpreti (soprattutto una sorprendente e autoironica Theron) piuttosto che dalla sceneggiatura. Intrattiene e si fa seguire, ma poteva risultare più incisivo, sfiorando appena una serie di temi senza approfondire nulla sul serio. Durata un po' eccessiva.
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