Destinazione Piovarolo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Forse con qualche punta di patetismo di troppo, DESTINAZIONE PIOVAROLO si propone di raccontare una buona fetta della vita di un povero capostazione (Totò) confinato a gestire il minuscolo nodo ferroviario di Piovarolo; dal momento del conseguimento dell'incarico (siamo in pieno Ventennio) tramite concorso, al periodo post-bellico, sempre chiuso nella disgraziata stazioncina del titolo. Dai primi attimi di gioia (ma la felicità ancor maggiore del suo predecessore, interpretato da un giovane Mario Carotenuto, nel momento del passaggio di consegne avrebbe dovuto farlo riflettere) alla rassegnazione, la parabola di un uomo come tanti, che vede la politica di lontano così come gli sconvolgimenti governativi. Non si tratta propriamente di un film...Leggi tutto comico, anzi. Nonostante la presenza della spassosa Tina Pica (è la sua aiutante factotum, quasi una perpetua, come gli dirà lo stesso Totò), di buoni attori da commedia come Paolo Stoppa o Nino Besozzi (fa il Ministro dei Trasporti nel divertente finale) e la sceneggiatura di due assi del genere come Benvenuti e De Bernardi, DESTINAZIONE PIOVAROLO gioca invece col Neorealismo, imbastendo un copione triste rarrivato solo dall'estro del bravissimo comico napoletano, come sempre a suo agio nel ruolo del povero disgraziato. Saranno in fondo questi i germi della più autentica commedia all'italiana: spunti presi da situazioni e condizioni socialmente disagiate adoperati in funzione caricaturale attraverso un umorismo amaro ma ficcante. Purtroppo la regia di Domenico Paolella è mediocre e il film si perde spesso in divagazioni inutili (l'amore di Mariuccia per i fotoromanzi...) che rallentano un ritmo già di per sé deficitario.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Pigro 3/07/08 10:58 - 7777 commenti

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Capostazione in un paesino sperduto e dimenticato sogna una stazione più grande e le aspirazioni per un avanzamento di carriera attraversano senza soluzione la storia d’Italia dal fascismo ai giorni nostri. Grande Totò (e grande Tina Pica) in un film godibile e amaro, con guizzi felici di comicità e perfino di satira sul trasformismo politico e sul disinteresse della politica per la vita reale. Talvolta la storia (e il film con lei) langue, ma nel complesso si fa vedere e rivedere con gusto.

Lovejoy 4/07/08 22:14 - 1824 commenti

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A metà tra commedia e dramma, una discreta pellicola ben diretta dal bravo Paolella e dotata di un buon ritmo. Totò e Tina Pica duettano alla grande e sono ben sostenuti da un ottimo cast di supporto, capeggiato da un sempre eccellente Paolo Stoppa. Alcune scene sono da antologia, vedasi il finale. Da riscoprire.

B. Legnani 30/03/11 00:48 - 4717 commenti

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Dopo un primo tempo grazioso, la seconda parte del film rallenta, perdendosi pure in rivoli non spiegati (la passione della figlia per il cinema), e fa rimpiangere il precedente puro tono scherzoso che via via viene contagiato, talora dal tentativo di volare un po' più in alto, talora da approssimazioni un po' brusche. Clamoroso errore geografico (vedasi in Curiosità). "Ottimi comprimari" (Morandini), fra i quali Mario Carotenuto.
MEMORABILE: Il trasferimento a Rocca Imperiale...

Giùan 8/10/11 13:57 - 2982 commenti

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Il binomio Paolella-Principe De Curtis ha prodotto un paio variazioni sul tema totoesco decisamente anomale, toccando le corde più drammatiche, meno macchiettistiche della nostra straordinaria Maschera. Piovarolo, oggetto di visioni plurime, segue le vicende di un eroe dei nostri tempi: il capostazione La Quaglia, costretto a sgomitare nella tenaglia tra Italia monarchica, fascista e repubblicana. Forse qualunquista, ma non banale e condotto con un ritmo invidiabile (script di Benvenuti e De Bernardi). Messe memorabile di caratteristi: grandi Stoppa e Pica.
MEMORABILE: Le "apparizioni" della Beppa; Il vecchio garibaldino di Almirante; Il farfugliante ministro tonto di Besozzi con Segretario mellifluo (Trieste) a carico.

Piero68 1/10/12 09:24 - 2755 commenti

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Se non uno dei più comici sicuramente, tra tutti i film di Totò, uno di quelli che fa riflettere di più. Anche perchè, seppur tra frizzi e lazzi, c'è una pesante critica a tutto il sistema politico e a chi lo ha gestito. Dal Ventennio fino ai giorni della Repubblica. Cambia la musica, ma gli orchestrali sono sempre gli stessi. Un merito va sicuramente alla sceneggiatura, oltre che alla regia. Poco passato dalle Tv, andrebbe sicuramente riscoperto.

Graf 18/10/12 01:19 - 692 commenti

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Una stazione ferroviaria di uno sperduto e piovoso paese di provincia come la Fortezza Bastiani del Deserto dei Tartari di Buzzati, il modesto capostazione Totò come il Tenente Drogo; un luogo metafisico più che reale un posto, più che statale, del desiderio e del sogno dove attendere qualcosa di importante che non arriverà mai…. Ma anche una satira politica su l’eterna classe politica intrallazzatrice italiana che rimane uguale anche se cambiano i regimi. Una proto commedia all’italiana con un Totò in gran forma tra comicità, grottesco e realismo.

Gabrius79 8/11/13 00:23 - 1192 commenti

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Un buon Totò spalleggiato da una straordinaria Tina Pica è al servizio di una commedia comica e a tratti un po' amara non del tutto riuscita. L'idea di base è buona, ma lo svolgimento a tratti risulta essere noioso a causa di qualche lungaggine di troppo.

Minitina80 21/04/15 08:48 - 2336 commenti

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Le avventure del capostazione Antonio La Quaglia, nella sperduta e amena Piovarolo, sono il quadretto per una critica, neanche troppo velata, alla società italiana del ventennio fascista e al trasformismo politico che perdura ancora oggi. La prima parte regala spunti divertenti e interessanti, ma ben presto il film si arena e lo stesso Totò fatica a trovare il ritmo giusto a causa di una sceneggiatura che finisce le idee. Piccolo encomio per Tina Pica, che riesce sempre a lasciare il segno.

Saintgifts 4/05/15 15:58 - 4098 commenti

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La vita di un impiegato statale (capostazione ferroviario), dal suo entusiasmo per aver vinto il concorso che lo assegna allo sperduto paese di Piovarolo fino alle innumerevoli delusioni dei mancati trasferimenti; il tutto attraverso la storia di un'Italia che si trasforma politicamente, dalla monarchia alla repubblica. Assieme a Totò (perfetto per la parte) una galleria di personaggi caratterizzati dai nomi migliori dell'epoca in una sceneggiatura che non risparmia nessuno, mettendo in evidenza le caratteristiche meno nobili dei politici di turno.
MEMORABILE: Le apparizioni di Tina Pica.

Lythops 16/07/15 08:22 - 972 commenti

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Bel film di un'Italia che non c'è più da millenni, sia come persone che come mentalità, nonostante documenti le consuete meschinità soprattutto a livello dirigenziale (e qui la distanza da noi è davvero minima). Girato con spontaneità, può essere diviso un due parti: una prima molto originale e intelligente e una seconda in cui la "maniera" e la commedia banalotta prendono il sopravvento quasi a voler prolungare il film per portarlo alla durata di 90' circa. Comunque bello e godibile. Girato nella stazione di Roma Salone.
MEMORABILE: La casellante, manovale, guardiasala che all'occorrenza accudisce anche i capistazione celibi.

Pessoa 4/05/17 18:46 - 1155 commenti

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Bella commedia di Paolella che una volta tanto stringe l'esuberanza di Totó in una sceneggiatura vera, dandogli la possibilità di mostrare le sue qualità di attore drammatico, spesso poco sfruttate dai registi che l'hanno diretto. La storia si svolge lungo un ampio arco temporale in cui vengono messi alla berlina i difetti di una classe politica inadeguata con una satira efficace e non banale. Tende a rallentare nel finale e forse si sente la mancanza di una spalla di rilievo per il Principe. Bene i comprimari, con Stoppa e la Merlini al top.
MEMORABILE: Il tira e molla di Almirante; I monologhi davanti al ritratto di Stephenson; Il "trasferimento" da Piovarolo a Rocca Imperiale.

Rambo90 13/06/17 16:36 - 6343 commenti

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Un Totò meno comico del solito in una buona commedia che attraversa 30 anni di storia d'Italia (e dei partiti che vi si sono succeduti) facendo una buona satira di costume, spesso divertente e amara al tempo stesso. Il protagonista è grande come sempre e sa tenere in piedi anche qualche momento un po' più spento, contornato da un bel gruppo di caratteristi e comprimari (tra cui un grande Stoppa, uno spassoso Besozzi e una particina iniziale per Carotenuto). Non spumeggiante come altri film del principe, ma interessante.

Smoker85 29/11/17 00:00 - 390 commenti

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Commedia agrodolce che attraversa un discreto arco temporale di vita dello sventurato capostazione interpretato da Totò, che parte ultimo in graduatoria nel concorso pubblico e viene rilegato in una stazione da incubo. Tuttavia, l'intrepido protagonista non si perde mai d'animo e continua a sperare, fino alla fine, di raggiungere il tanto agognato trasferimento. Il film è retto quasi totalmente dal Principe, che interagisce con varie spalle (la simpatica Pica, l'odioso Stoppa anche qui in versione "caporale").
MEMORABILE: L'inizio con Totò che scorre la graduatoria; L'illusorio trasferimento a Rocca Imperiale; La frana.

Noodles 30/03/19 19:00 - 844 commenti

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Film gradevolissimo, pur non essendo il migliore del grande Totò. Qui infatti vi sono poche battute memorabili e meno sketch irresistibili del solito, ma vi si ritrovano una certa critica velata alle istituzioni e una certa autoironia. Un Totò diverso quindi, ma sempre piacevolissimo. Potrebbe non soddisfare i fan più accaniti, ma come commedia assolutamente niente da dire. Interessante la fotografia e buono il cast di contorno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 16/09/08 22:36
    Scrivano - 7630 interventi
    Prima apparizione (come generica comparsa) sul set del regista Ruggero Deodato, all'epoca giovanissimo (appena sedicenne) e ben lontano dalle efferatezze di Cannibal Holocaust...

    Si dice che sul set di Totò sia finito perché voluto dalla figlia del regista Domenico Paolella...
  • Discussione Columbo • 12/01/11 18:57
    Magazziniere - 1102 interventi
    Secondo me, il regista si è divertito a comparire nel film, più volte, non di persona ma in figura. Si è fatto ritrarre come "Ing. Giorgio Stephenson" e affiggere sul muro della stazione. Con la fotografia dell'Ingegnere Totò dialoga spesso, sottoponendogli le cose che ha fatto di volta in volta ed attendendo (invano) risposta, quasi che l'immagine di Stephenson fosse lì a mo' di severo censore del suo operato come ferroviere:



    il ritratto autentico di Sir George Stephenson è questo:

  • Curiosità B. Legnani • 30/03/11 01:49
    Consigliere - 13798 interventi
    Grossolano errore geografico, nel dialogo fra Stoppa e Totò.
    A Totò viene proposto di trasferirsi a Massa Carrara, al che lui replica che "sembrano due città, invece è una sola", al che gli altri cambiano sede, proponendogliene un'altra.
    In realtà Massa Carrara non esiste come città: Massa e Carrara sono proprio due città diverse. Al limite sembra una sola città, ma in realtà sono due...