Il coraggio

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Mi hai salvato dalle acque del Tevere senza che ti fosse richiesto? Adesso mi mantieni! In questo elementare concetto sta il succo del film di Domenico Paolella, che Totò stesso ha adattato (aiutato poi da un nutrito gruppo di sceneggiatori) dall'omonimo atto unico di Augusto Novelli. Una commedia nemmeno troppo comica dominata da un Totò strepitoso. Nei panni suoi tipici del clown triste sfodera una performance da applausi, un saggio di recitazione da brividi (basti vedere il suo primo incontro con Gino Cervi). Purtroppo la regia - e anche la sceneggiatura, a dire il vero - non sono alla sua altezza e spesso il ritmo ne risente. Preparate le situazioni, individuato il tipo di battute sulle quali improvvisare (l'invadenza della famiglia di...Leggi tutto Totò in primis, con i figli scassatutto e il vecchio zio bersagliere rincitrullito Ernesto Almirante), Paolella dirige senza verve affidandosi all'estro del cast. E visto che anche Gino Cervi è attore di prima classe ne scaturiscono gustosi duetti nei quali Totò asseconda l’irascibile (a ragione) antagonista con un savoir-faire da vecchia volpe napoletana che scatena la risata. Non manca poi ovviamente la piccola love story tra la figlia snob dell'ospitante e il figlio (un giovanissimo Gabriele Tinti) volonteroso e rude dell’ospitato. Peccato davvero per la sciatteria con cui è realizzato il prodotto, perché un Totò così piccante non è facile ritrovarlo sempre: l'umanità profonda con la quale riesce a disegnare il suo cialtronesco (e a prima vista odioso) personaggio è l'ennesima dimostrazione di bravura di un grandissimo attore. Morale facile, qualunquismo a piene mani, ma l'opera a due funziona.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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R.f.e. 28/06/09 21:17 - 817 commenti

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Apparentemente sembrava una buona idea, mettere insieme due mostri sacri come Totò e Gino Cervi, ma purtroppo qualcosa non funziona. La pellicola, tratta da un atto unico di Augusto Novelli rielaborato dallo stesso De Curtis, diverte assai poco. S'intende, non mancano i momenti gradevoli (per esempio, quanto il commendator Paoloni racconta agli amici i suoi precedenti salvataggi, fantasticando di gorghi e "polipi" di fiume...) ma ciò nonostante il bilancio del film non è per niente in attivo.

Daniela 30/06/09 14:11 - 9510 commenti

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Salvato dalle acque come Boudu, il proletario Totò, con numerosa famiglia al seguito, porta lo scompiglio nell'abitazione e nella vita del borioso commendatore Cervi. La simpatia dei due protagonisti e qualche scena divertente (come quando Totò si fa passare per un ricco sudamericano con l'amante venale del commendatore) non bastano a salvare del tutto un film piuttosto scolorito, penalizzato non soltanto dalla solita inevitabile storiella d'amore giovanile ma anche da una sceneggiatura poco brillante, che non sfrutta bene il soggetto.

Puppigallo 27/07/09 15:06 - 4515 commenti

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Se si riesce a sopportare la solita storiella sentimentale tra il figlio di Gennaro (Totò) e la figlia del commendator Paoloni (Cervi), questo film riesce a offrire spunti divertenti, naturalmente, quando entrano in scena, Cervi e soprattutto Totò, che vive con naturalezza la sua condizione di parassita, che approfitta della bontà di cuore, ma non solo, del commendatore per piazzargli in casa la numerosa famiglia, nonno picchiatello compreso. E se poi uno come lui si ritrova anche il coltello dalla parte del manico...Piacevole.
MEMORABILE: Il nonno, con cappello da bersagliere (a tavola, Totò gli riempie l'inseparabile borraccetta di cibo).

Pigro 12/08/09 08:13 - 7819 commenti

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Salvato da un tentativo di suicidio, si impianta nella casa del facoltoso salvatore con tutta la famiglia.La parodia di Boudu è arguta e consente una serie di situazioni divertenti. Ma la storia, pur ben strutturata, rimane a metà strada tra la comicità e la commedia, con un sottofondo moralista che riemerge ogni tanto appesantendo le trovate. La coppia Totò-Gino Cervi non sarebbe male, ma l'ingessatura del copione non gioca troppo a loro favore. Comunque, tutto sommato è un discreto lavoro.

B. Legnani 22/03/10 17:54 - 4746 commenti

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Commedia leggera leggera, che si fa guardare perché ci sono due assi; **. Totò è grandissimo nel suo primo momento filmico e Cervi, quando fa l’industrialotto, per me è perfino meglio di quando fa Peppone. Il resto è un po’ così, con una storiella sentimentale incollata (e male) col nastro adesivo. Da notare Enzo Garinei (non accreditato, nell’incipit), il vecchio Almirante (che cena in signorile sala da pranzo con la gavetta) e l’indirizzo di Cervi (via Marcello Marchesi, che è fra gli sceneggiatori).
MEMORABILE: La telefonata del Cardinale, con Totò che àltera la voce con un imbuto.

Nando 16/06/10 11:22 - 3485 commenti

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Una pellicola in cui emergono i buoni sentimenti, ma quando tra gli interpreti c'è il grande Totò il divertimento e il fattore sorpresa sono assicurati. Due famiglie totalmente diverse costrette a coabitare nella stessa dimora con risultati altamente scomodi. Interessante il confronto tra il principe della risata e il Maigret italiano, due modi diversi ma ottimali di fare cinema.

Rambo90 23/12/11 18:38 - 6388 commenti

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L'idea di partenza è molto simpatica e anche la prima parte regge bene; poi però, purtroppo, a causa di un ritmo troppo lento, si rischia la noia. Comunque Cervi e Totò sono in grande forma e i loro duetti sono spassosi fino all'ultimo; grazie a loro infatti il film è buono, perché la regia di Paolella non è proprio il massimo della fluidità. Il finale è prevedibile ma bello.

Graf 17/10/12 04:50 - 698 commenti

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Un film melange, questo di Paolella, con una mescolanza non sempre ben amalgamata di colori e di sapori. C’è la commedia, c’è il patetismo un po’ricattatorio, c’è un timido tentativo di satira politica, una robusta porzione di farsa da comica finale e qualche pizzico di pochade e di surrealismo e una insolita dose di giallo. Paolella non riesce a tenere uniti tutti i registri stilistici e anche la storia ha passaggi narrativi poco chiari, comunque Totò c’è e la sua recitazione, tra il realistico e il comico, é ben equilibrata nei gesti e nei toni.
MEMORABILE: Paolella "dedica" a Totò tanti primi piani sottolineandone l'aderenza psicologica al suo personaggio; Totò e Gino Cervi non riescono ad armonizzare.

Il Dandi 18/12/12 18:02 - 1817 commenti

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Commedia minore, tutta basata sull'indovinato spunto di partenza (il suicida che si accolla al suo salvatore) ed infarcita di situazioni comunissime (il cinema italiano del periodo pullula di imprenditori indebitati che non rinunciano a mantenere amanti di lusso, e la parallela love-story giovanile tra figli è appiccitata come al solito); tuttavia da riscoprire, grazie a momenti memorabili regalati dai due protagonisti: se Totò invadente e appiccicoso non è una novità, Cervi commendatore senza baffi dà una prova imperdibile del suo eclettismo.
MEMORABILE: La falsa modestia di Cervi dopo il suo narcisista atto di eroismo iniziale.

Furetto60 3/01/14 11:11 - 1129 commenti

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Commediola che, pur non impostata male, si dipana perdendo smalto via facendo. Non basta la solita verve comica di Totò, comunque meno spumeggiante del solito, a evitare che già verso la metà del film si avverta stanchezza. Cervi riesce bene nella sua parte di viscido e borioso borghesuccio (non a caso destinato a una carriera politica che, viste le qualità, si può intuire luminosa) interpretando un personaggio che alla fine risulta riuscito meglio del suicida Vaccariello. Insulse e piatte le figure di contorno.

Minitina80 20/04/15 09:53 - 2364 commenti

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Una commedia imperfetta, che si avvale di una coppia originale ma assai funzionale: Cervi è stato un attore sanguigno, ma di una eleganza estrema e anche qui mantiene inalterata la fama, mentre Totò gode di una freschezza rara ed è perfettamente calato nel ruolo. C’è spazio per la solita storia d’amore tra i rispettivi figli di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Malgrado qualche giro a vuoto la valutazione finale è positiva.

Pessoa 27/07/17 20:41 - 1176 commenti

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Tratto da una fortunata commedia di Novelli, il film mette di fronte due giganti del nostro cinema (Cervi e Totò) di estrazione meno diversa di quanto si possa pensare. Le schermaglie fra loro sono alla fine il vero sugo del film, che paga una piattezza nella resa filmica non esente da qualche pausa, soprattutto nella seconda parte. Si segnalano alcuni spunti felici in una sceneggiatura non sempre impeccabile, mentre il resto del cast, a parte Trieste, fa quel che può. Un buon film, che senza i due protagonisti sarebbe insalvabile.

Smoker85 28/11/17 23:49 - 393 commenti

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Due grandi attori italiani, dall'umorismo molto diverso, vengono uniti per questo particolare titolo che li vede reggere bene il reciproco confronto ma, al contempo, come spesso è accaduto affiancando a Totò attori di grosso calibro (Fabrizi, De Sica), l'impressione finale è che si potesse fare qualcosa di meglio. Totò è qui nei consueti panni del solito squattrinato con tendenze truffaldine, alle prese con un benefattore che deve far buon viso a cattivo gioco. Nel finale perde un po' di tono. Comunque gradevole.
MEMORABILE: La celebre scena a tavola con la storica battuta "Adesso cominciamo a ragionare!"

Noodles 4/12/19 22:52 - 871 commenti

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Non basta mettere due mostri sacri come Totò e Gino Cervi insieme per fare un buon film, specie quando il principe della risata non è al massimo della forma. Ma non è l'unico difetto della pellicola. Che anzitutto ha un ritmo piuttosto lento (specie nella seconda parte) e poi non presenta alcuna trovata di rilievo, risultando anzi piuttosto scontata. Qualche momento simpatico c'è, ma il film non esce dalla mediocrità. Da segnalare Enzo Garinei non accreditato e un giovane Gabriele Tinti.

Siska80 10/07/20 16:35 - 741 commenti

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A parte la straordinaria vis comica di Totò (il quale meriterebbe sempre un pallinaggio massimo), le poche cose da salvare sono la filosofia da obiettore di coscienza che sta alla base del film, estremizzata ma non totalmente errata (perché salvare la vita a una persona disperata per poi abbandonarla con tutti i suoi problemi al proprio destino?) e il geniale finale a sorpresa. Il cast è piuttosto anonimo (per quanto bravo, Cervi non è all'altezza delle altre celebri spalle del Principe), i buchi nella sceneggiatura consistenti, la love story giovanile scontatissima.

Gabrius79 24/09/20 21:51 - 1197 commenti

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L’inedita coppia Cervi-Totò almeno sulla carta doveva garantire una bella resa; invece, benché i due sfoderino la loro indubbia professionalità, assistiamo a una commedia nemmeno troppo divertente e talvolta amara in cui la sceneggiatura non sempre risulta riuscita. Il ritmo è altalenante e spesso è messo a freno dalla love story dei due fidanzatini. La regia non aiuta a migliorare il resto.
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