Scent of a woman - Profumo di donna - Film (1992)

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Scent of a woman - Profumo di donna
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Titolo originale: Scent of a woman
Anno: 1992
Genere: drammatico (colore)
Note: Remake di "Profumo di donna" di Dino Risi
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/02/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 9/02/07 17:02 - 3827 commenti

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La moda hollywoodiana di rifare vecchi film stranieri colpisce anche il nostro Profumo di donna; ovviamente il risultato è ben lungi da raggiungere quello dell'originale. Buona l'interpretazione di Pacino che doveva scontrarsi con quella, validissima, di Vittorio Gassman; purtoppo, come sempre succede quando si americanizza la vicenda, essa perde un pò del fascino che aveva in origine. Gli inserti scolastici appesantiscono inutilmente il film. Retoricissimo il processo finale. Si può vedere.

Puppigallo 18/02/07 18:18 - 5333 commenti

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Se in questo film non ci fosse stato uno straordinario Al Pacino probabilmente avrei ceduto molto prima della fine. E’ una pellicola esageratamente lunga, ma il grande attore ha fatto il miracolo. La sua interpretazione del colonnello cieco in pensione è da applausi: caustico ma sincero, ai limiti (e non solo) del bastardo, arrogante e imprevedibile. Chi gli sta attorno è destinato a svanire, o a venire travolto. Da vedere, solo per il protagonista, perchè la pellicola tende a scivolare troppo nella retorica e nel luogo comune.
MEMORABILE: Il pranzo con i parenti, Il giro con la Ferrari; La sparata al processo (per quanto terra terra, è assai godibile); Le finte gaffe; Il suo UH AH.

Magnetti 11/04/07 16:32 - 1103 commenti

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Il cosidetto "One man show", ovvero un attore strepitoso perfettamente a suo agio nel personaggio che porta avanti il film da solo offuscando tutto il resto (pochino, in realtà). Al Pacino, da applausi (Oscar), riesce persino a far dimenticare le smielature (il finale) e le banalità che gli autori avevano caricato sul suo personaggio. Il colonnello Frank Slade all'inizio infastidisce per la sua rabbia contro il mondo, troppo marcata e priva di sfumature (diciamo gratuita), ma alla fine la si accetta così com'è. Chris O'Donnell un po' evanescente.

Il Gobbo 1/07/07 19:15 - 3015 commenti

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Che dire? Va (quasi) tutto bene, l'adattamento era inevitabile e tutto sommato indovinato, le situazioni ben costruite. Pacino, poi, è letteralmente straordinario (ma una standing ovation vada a Giancarlo Giannini che lo doppia). Però il finale (anch'esso giustificabile, comprensibile, direi fatale) rovescia sull'amaro del film un pentolone di indigesta melassa. I vecchi devoti allo zio Sam aborriscono il termine "americanata", ma qui 'cce vò.

Homesick 26/08/07 18:45 - 5737 commenti

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Uno dei rarissimi casi in cui un remake straniero superi di gran lunga l' originale italiano, assai patetico. Nonostante il salto spaziale negli USA e il suo inevitabile cambio di mood, qui è tutto più robusto e solido: si celebra la forza dell'amicizia che supera il dolore e una comicità più fine ed elegante; Pacino è grandissimo ed indimenticabile per le sue smorfie, il suo cinismo, le sue apologie, il suo paterno ballo con la ragazza e la folle corsa sulla Ferrari. E soprattutto, ci viene risparmiata la moda della ragazzina disturbata che perde la testa per un vecchio.

Galbo 27/08/07 15:40 - 12456 commenti

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Il film è poco più di un pretesto (sfigura di fronte al grande originale con Vittorio Gasmann) per dare ad Al Pacino l'occasione (prontamente colta) di vincere il suo primo Oscar: l'attore gigioneggia, dando prova delle sue grandi doti recitative, a volte è persino fastidioso il modo in cui domina la scena. Per il resto il film è poca cosa; la regia è poco più che didascalica, la sceneggiatura molto evanescente e gli attori messi accanto al divo (tra tutti O'Donnel) stanno bene attenti a non rubargli la scena.

Supervigno 26/05/08 14:11 - 229 commenti

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Che bello! Il film è molto americano, d'accordo, sicuramente meno amaro dell'originale, più commovente, più tenero e amabile. Ma come si fa a non adorare Al Pacino (e Giannini) nel ruolo del vecchio militare cieco, egoista e disperatamente solo, che arriva ad aprirsi a tutto il resto della propria vita grazie a un weekend con un giovane studente inesperto e ingenuo? il film è completamente dominato dalla sua interpretazione e l'innegabile simpatia del personaggio rende sopportabile anche la gigioneria dell'attore.

Capannelle 27/05/08 17:01 - 4446 commenti

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Un giudizo da "non male" che scaturisce da una grande prova di Al Pacino, vigoroso e motivato nella parte del cinico militare in pensione e il resto del film che, pur condotto con un certo mestiere, non si segnala per brillantezza e originalità. O' Donnell fa il suo ma la scena è costantemente nelle mani e nei dialoghi del vecchio brontolone.

Cotola 8/06/08 18:53 - 9176 commenti

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Scialbo remake del film di Risi, si dimostra narrativamente molto diverso rispetto all'originale (a parte l'assunto di base del viaggio): la pellicola, infatti, è molto più conformista e buonista del film italiano e presenta troppe concessioni allo spettacolo tipicamente americane (la guida dell'auto e la scena del ballo su tutte) fino ad arrivare ad un finale tremendamente e fastidiosamente retorico. Esornative le parti riguardanti il ragazzo e la scuola. In ogni caso grandissima prova di Pacino. Non si può dire lo stesso della regia.

Pigro 9/06/08 11:52 - 9800 commenti

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Pietoso remake “all’americana” di Profumo di donna: fatta salva l’idea di base (ragazzo inesperto accompagna vecchio e burbero militare cieco in un viaggio che diventa una iniziazione alla vita per il primo), questa versione banalizza in maniera imbarazzante la “verità” della storia per favorire la più trita retorica americana, che impone che qualsiasi esperienza di crescita non sia per la vita ma per ottenere dei successi. Strepitoso Al Pacino, soporifero Chris O’Donnell. Unica scena da salvare: la Ferrari.

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Renato 22/12/08 14:50 - 1648 commenti

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E' un film da vedere in lingua originale, per poter apprezzare appieno la recitazione dell'ottimo Al Pacino senza la mediazione del pur bravo doppiatore italiano. Anche perché, tolto questo, al film non rimane davvero granché da offrire... la regìa è calligrafica, la storia a mio avviso è mal scritta e finisce coll'annoiare quasi subito. Ed il finale nell'aula magna è talmente ovvio che più ovvio non si può.

Cangaceiro 15/06/09 10:19 - 982 commenti

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Altro remake americano di un film europeo (in questo caso italiano) ma io darei il giudizio senza far confronti. La primissima parte con i soli ragazzi in stile Attimo fuggente (e relativo fattaccio) è semplicemente insignificante. Varrebbe a dire che la pellicola è solo Al Pacino. Il vero motivo d'interesse è lui, questo tenente colonnello tarantolato e stanco di vivere che tiranneggia per giorni lo spaurito studentello. L'attore protagonista fa letteralmente faville coi suoi interminabili discorsi (superbo Giannini al doppiaggio). Finale troppo buonista.
MEMORABILE: Il giro in Ferrari.

Saintgifts 16/08/09 18:03 - 4098 commenti

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Visto che di remake si tratta dirò subito che a mio avviso sono due differenti film che hanno in comune solo una storia che assomiglia, perciò giudico il film come se il precedente non esistesse. Al Pacino è un attore straordinario e la voce di Giannini ne completa la grandezza per tutti quelli che non hanno visto la versione in lingua. Il film e talmente godibile che si passa sopra a tutte le "scontatezze", anzi si vuole che ci siano e che siano così. Del resto il cinema è anche così e non deve necessariamente seguire delle regole. Buon prodotto.

Stefania 4/03/10 01:17 - 1599 commenti

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E' ingeneroso il confronto con l'originale di Risi: questo è un film diverso, che tocca corde molto diverse. E' più sentimentale, parla di un rinascita che si attua attraverso l'amicizia, la tenerezza, il senso di responsabilità e di protezione nei confronti di chi è più debole. E' un altro modo per uscire dal buio, per ricongiungersi alla vita. Forse è una percorso più semplicistico, ma drammaticamente non meno efficace. Casomai, questo remake pecca a livello di intensità di conflitto tra i protagonisti, di ritmo, di asciuttezza, ma è comunque un buon film, non un film buonista.

Smoker85 15/08/10 12:55 - 491 commenti

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Un film costruito su misura per un Al Pacino che regala una interpretazione tra le migliori della sua lunga e gloriosa carriera. Ma non è da ignorare il resto, a partire da un bravo Chris O'Donnell (il Robin degli sciagurati Batman di Schumacher) e da una trama di contorno per niente brutta. Certo, il Colonnello Slade giganteggia, com'è giusto che sia, anche grazie all'impeccabile doppiaggio di un divo di casa nostra (Giancarlo Giannini). Godibile.
MEMORABILE: L'intervento del Colonnello al "processo" contro il giovane protagonista.

Paruzzo 14/08/10 14:35 - 140 commenti

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Un film bello ma non straordinario, come ne sono stati fatti tanti a Hollywood. La storia di Chris, giovane studente che si guadagna qualche soldo facendo la "guardia" a un ex soldato cieco e passerà due giorni particolarmente frenetici. Ma la prova di Al Pacino vale da sola più di una decina di film di questo genere messi insieme. Una delle più grandi interpretazioni di sempre, giustamente premiata con il Premio Oscar. Voto al film: 3/5. Voto a Pacino: 100/5.

Ariel 7/08/11 00:44 - 40 commenti

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Il colonnello Frank Slade, rimasto cieco a causa di un incidente, è un uomo logorato dai sensi di colpa, dai rimorsi e da un senso di fallimento e sconforto. Nonostante tutto, però, è ancora un uomo denso, autorevole, poetico e galante. Accompagnato da un giovane studente, il protagonista intraprende un viaggio a New York che cambierà le sorti della sua vita il cui epilogo sembrava ormai ineluttabilmente segnato. Il film è Al Pacino, che è come Dio. Un'interpretazione difficilmente descrivibile a parole. Maestosa. 3 palle al film. Quelle di Al non si contano.
MEMORABILE: Il giro in Ferrari; il discorso finale alla Berd school; il tango.

Nando 10/09/11 16:07 - 3837 commenti

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Remake poco fedele del film di Risi: il titolo è solo un pretesto per esaltare le qualità istrioniche di Pacino che comanda interamente la scena culminante con la filippica finale. La narrazione sfiora latentemente l'originale ed emerge l'americanismo cinematografico fatto di umiliazioni e solita rivincita finale.

Giulyfab 25/03/13 15:28 - 32 commenti

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Se i "grandi elettori" di Hollywood avessero visto l'originale, altro che Oscar a Pacino, si sarebbero decisamente dovuti vergognare di non averlo dato a suo tempo a Gassman... Niente a che vedere con l'originale, storia decisamente opposta, in cui il profumo di donna sa decisamente più di profumo di "ecort". Grottesca la scena della corsa in Ferrari e molti passaggi. Pacino dà il massimo, ma Gassman era un'altra cosa, come il resto dei protagonisti dell'originale. Imbarazzante!

Rigoletto 29/10/13 17:50 - 1796 commenti

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Cosa sarebbe questo film senza Al Pacino? Ha fatto tutto lui, protagonista (e antagonista) in tutto: mostruoso e oscar meritatissimo. Slade è incattivito dall'handicap e dai dissapori familiari, ma è vivo e vibra ancora di passione per le cose che ama; un pendolo costante che alterna momenti di paranoia estrema ad altri di esaltazione per il gusto della vita e della seduzione. Bravo O'Donnell a non essere travolto dall'uragano Al. Ottimi i cameo della Anwar e di Rebhorn. Pecca solo per la durata eccessiva. ***!
MEMORABILE: Il tango; La Ferrari; La "sparata" alla Berd.

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Gabrius79 29/11/13 00:23 - 1432 commenti

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Remake tutto americano del bellissimo film di Dino Risi con protagonista un Al Pacino in stato di grazia che tuttavia non regge il confronto con l'impagabile istrionismo di Vittorio Gassmann. Di sicuro ci sono dei momenti molto interessanti ma anche altri troppo forzati che non hanno la freschezza dell'originale.

Delpiero89 28/02/14 11:12 - 263 commenti

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Il remake americano del celebre film di Dino Risi vede Al Pacino nella parte che fu di Gassman e Chris O'Donnel in quella di Alessandro Momo. Indubbiamente anche qui, come nell'originale, la forza della pellicola sono sicuramente la verve e il carisma di Al Pacino (premiato con l'Oscar), impressionante da quanto è bravo. La storia è semplice e anche, a tratti, piatta; non mancano gli scivoloni (eccessiva la corsa sulla Ferrari) mentre di grande impatto ed emozionante risulta la scena finale alla Berd.

Stelio 8/06/14 16:11 - 384 commenti

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Appannato remake del cult originale di Dino Risi, in cui Pacino si sostituisce a Gassman non eguagliandone l'impatto. La somiglianza dei due film in realtà si limita alla prima parte, nella seconda la versione americana si snoda in una storia dalle sfumature giovanili retorica e scontata, con un O' Donell decisamente mediocre. Bella, anche se certe volte eccessivamente enfatica, prova di Pacino.

Mco 4/01/15 23:00 - 2340 commenti

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Un film si definisce memorabile per il fatto che contenga un quid di tal fatta o rimandi a un'emozione unica nella sua ipotetica dimensione. Questo lavoro di Brest, lungi dall'essere un rifacimento, trasfigura il linguaggio cinematografico in puro lirismo. Premesse che si realizzano ogni qualvolta Al Pacino si muova, si atteggi o conferisca con il suo giovane protégé. Ogni gesto meriterebbe qualche ora di studio, al di là dei contenuti che il plot implica. Questo lungometraggio brilla di luce propria e, al contempo, fa riflettere...
MEMORABILE: L'"arringa".

Jandileida 8/07/15 10:19 - 1585 commenti

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Solamente i balenghi dell'Academy potevano dare un Oscar a Pacino per questo film in cui è perennemente in overacting, dimenticandoselo invece per altre grandissime interpretazioni, sia prima sia dopo questo modesto filmetto. L'originale non l'ho visto ma qui mi pare ci si trovi di fronte al tema, declinato fino alla nausea, dei rapporti tra mentore e allievo (più o meno) con alcune considerazioni spicce su come affrontare la vita e le donne. Anche la durata spropositata in rapporto a quello che c'era da dire non aiuta. Si vede ma datemi Carlito.

Almicione 31/03/16 01:43 - 764 commenti

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Nella categoria dei – per così dire – bildungsfilm drammatici insieme a L'attimo fuggente e Will hunting, è leggermente sopravvalutato e leggermente inferiore all'originale di Risi. Al Pacino è grandioso e regala una delle sue migliori performance (sebbene doppiato in italiano renda maggiormente), ma il film in generale soffre, non riesce a reggere l'imponenza del suo personaggio, a partire da O'Donnell. A me il tipo che fa il duro per nascondere un lato debole sotto la scorza non è mai piaciuto e il luogo comune della spia mai condiviso.

Lou 19/01/17 23:48 - 1124 commenti

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La grande performance di Al Pacino è al centro di questo remake del film di Dino Risi del 1974. L'attore americano, ben doppiato da Giannini, offre una prova notevole delle proprie capacità attoriali, anche se forse fin troppo sopra le righe. L'ex-ufficiale cieco, ruvido e intrattabile nei modi, nel corso di un week-end a New York con il suo giovane accompagnatore mostra tutta la sua contraddittoria carica umana, finendo per empatizzare con il ragazzo. Finale retorico in perfetto stile americano.

Il Dandi 16/11/17 02:08 - 1917 commenti

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Raro caso di remake sensato, perché non adatta pedissequamente l'originale in un altro contesto (tipo "la festa del grazie" per intenderci) ma resetta alla base le potenzialità del protagonista (ex-militare cieco, depresso, incattivito, superbo e godereccio) per sviluppare un discorso completamente diverso, in cui 'O Donnell costretto ad accompagnare Pacino avrà da imparare (e da rischiare) più di quanto facesse Momo con Gassman. Film commovente, il lieto fine è non solo giustificabile ma meritato e la morale, in fondo, resta conservatrice.
MEMORABILE: L'esame iniziale al giovane accompagnatore; Il tango ballato al ristorante; L'arringa finale al college.

Piero68 19/07/19 11:50 - 2961 commenti

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Il titolo è ovviamente preso solo in prestito perché con il film di Risi non ha davvero proprio nulla a che fare. In realtà tutto l'impianto è solo un mega palcoscenico dove Pacino mette in scena le sue immense qualità attoriali (anche se questa volta il doppiaggio di Giannini non brilla come altre volte). Il resto è solo riempitivo e la sceneggiatura quasi inesistente, considerate anche alcune scene tirate per le lunghe per accumulare minutaggio. Benino O'Donnel, senza infamia e senza lode invece la comparsata di un giovanissimo Seymour-Hoffman.
MEMORABILE: Il tango; La cena dal fratello e lo scontro con il nipote; Alla guida della Ferrari.

Daniela 25/08/20 19:56 - 12789 commenti

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Remake del bel film diretto da Risi da un romanzo di Arpino, inferiore all'originale nonostante il gran spolvero della confezione: banalizzante la sceneggiatura che divagazioni ruffiane oppure deleterie come l'epilogo grondante retorica, modesta la regia che tutto punta sulla performance del protagonista. Ed invece, nonostante la pioggia di lodi e premi ottenuti, la prestazione di Pacino questa volta delude: non solo non regge il confronto con quella più sottile e sofferta di Gassman ma risulta fastidiosamente sopra le righe, del resto il linea con un film ridondante.

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Enzus79 27/10/20 16:31 - 2983 commenti

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Il remake del Profumo di donna di Dino Risi è un buon film, confezionato in modo quasi perfetto e, anche se la durata di due ore e mezzo sembra un po' eccessiva, non ci si annoia. Non mancano i soliti cliché americani che tendono a chiudere le storie in modo un po' ruffiano. Al Pacino (premiato con l'Oscar) offre proprio qui una delle sue migliori interpretazioni.

Panino 21/01/24 01:53 - 15 commenti

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Uno straordinario Al Pacino (premiato con l’Oscar) in una pellicola non proprio eccelsa che soffre di alcuni momenti plateali e telefonati come la corsa in Ferrari, il lungo tentativo di suicidio e la troppo irrealistica arringa finale. Si segnalano comunque una buona confezione e alcune scene divertenti e allo stesso tempo toccanti. Un tipico, discreto esempio di cinema hollywoodiano primi anni 90.

Luluke 25/06/24 08:25 - 202 commenti

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Film costruito per una celebrazione di Pacino, in un ruolo da mattatore come in fondo era stato l'originale per Gassman. In questo senso può considerarsi riuscito, ma come puro entertainment. Perché la storia di Arpino ne esce stravolta, soprattutto nei moventi del protagonista, che agli istinti suicidari preferisce il ruolo di pigmalione al povero e sfortunato studentello accompagnatore, nonché godersi tutte le possibili gioie della vita. Anche il profumo di donna, comunque in secondo piano. Insomma, si guarda e si apprezza l'istrionismo del protagonista, ma nulla più.
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    Fotocopista - 908 interventi
    Cosa ne pensate di Scent of a Woman, il remake statunitense del risiano Profumo di donna, diretto da Martin Brest, con il protagonista Al Pacino al posto di Vittorio Gassman?
    Ultima modifica: 28/01/15 20:16 da Graf
  • Discussione Daniela • 29/01/15 11:16
    Gran Burattinaio - 1 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Cosa ne pensate di Scent of a Woman, il remake statunitense del risiano Profumo di donna, diretto da Martin Brest, con il protagonista Al Pacino al posto di Vittorio Gassman?

    Bah! Pacino si mangia tutto il film, grandissima prova certamente, ma non esente da manierismo, soprattutto quando spara qualcuno dei suoi celebri monologhi. Il modesto Brest si mette semplicemente al suo servizio, lasciando che resti in ombra tutto il resto.
    Quanto al contenuto, ho visto Profumo di donna troppi anni fa per fare un confronto, ma lo ricordo più disperato ed amaro.
  • Discussione Graf • 29/01/15 14:25
    Fotocopista - 908 interventi
    Infatti, Daniela, è proprio così.
    Martin Brest, buon regista ma non un autore, si mette docilmente al servizio della performance hollywoodiana di Al Pacino mentre il nostro grandissimo Vittorio Gassman, nella parte del capitano cieco Fausto Consolo, si fa umilmente guidare da Dino Risi nell'interpretare uno dei suoi personaggi più memorabili.
    Ultima modifica: 29/01/15 19:16 da Graf
  • Discussione Daniela • 29/01/15 14:29
    Gran Burattinaio - 1 interventi
    Bisogna proprio che mi riveda il film di Risi...
  • Discussione Galbo • 29/01/15 15:16
    Consigliere massimo - 3994 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Graf ebbe a dire:
    Cosa ne pensate di Scent of a Woman, il remake statunitense del risiano Profumo di donna, diretto da Martin Brest, con il protagonista Al Pacino al posto di Vittorio Gassman?

    Bah! Pacino si mangia tutto il film, grandissima prova certamente, ma non esente da manierismo, soprattutto quando spara qualcuno dei suoi celebri monologhi. Il modesto Brest si mette semplicemente al suo servizio, lasciando che resti in ombra tutto il resto.
    Quanto al contenuto, ho visto Profumo di donna troppi anni fa per fare un confronto, ma lo ricordo più disperato ed amaro.


    concordo, Pacino ha vinto l'Oscar per uno dei suoi film meno significativi, altre volte lo avrebbe meritato maggiormente..
  • Discussione Gugly • 29/01/15 16:08
    Portaborse - 4710 interventi
    10000000 volte meglio Gassman :-)