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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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B. Legnani 31/03/07 01:31 - 4717 commenti

I gusti di B. Legnani

Un capolavoro fino all'ultima mezzora. Poi la storia prende dapprima una piega eccessivamente drammatica (le lacrime fanno soldi...) e infine si chiude con una piccola Rivoluzione Francese all'interno di una classe scolastica. Tutto, insomma, funziona perfettamente fino al punto X, ma poi si è voluto colpire più il cuore che il cervello. Meglio di Witness, ma peggio di Hanging Rock.

Galbo 13/11/07 05:51 - 11381 commenti

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Giustamente premiato con l'Oscar per la sceneggiatura, ha proprio nella scrittura la sua forza principale. Il film scorre come una macchina perfettamente "oliata", alternando momenti di forza retorica ad altri di profonda riflessione ed esaltando il potere della libertà individuale e dell'anticonformismo, attraverso la bella figura del protagonista (un ottimo Williams). In alcuni punti, effettivamente, tende a cadere nel patetismo e nel lacrimevole (come nella parte finale), ma rimane tuttavia notevole.

Il Gobbo 7/09/07 09:49 - 3011 commenti

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Se mai venisse istituito il premio "film più ruffiano della storia del cinema" questo concorrerebbe con buone possibilità. Non c'è effettaccio, colpo basso, lacrimuccia che non sia accuratamente pianificata e servita al momento giusto. Chapeau al mestiere, ma le grida al capolavoro apparvero già al tempo francamente inspiegabili, a parte quelle dei giulivi protagonisti del sistema scolastico nostrano, che mostra plasticamente dove si andrebbe a parare con le idee del professor Keating. Da allora quando sentiamo "carpe diem" mettiamo mano al revolver.

Renato 11/11/07 17:01 - 1555 commenti

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Forse un eccesso di patetismo ha compromesso la riuscita complessiva di quello che rimane comunque un buon film. Rimane memorabile la figura del professor Keating, il classico docente idealizzato che tutti noi avremmo voluto al posto delle mezze figure che ci sono toccate in sorte... Personalmente trovo l'assunto stesso del film vagamente ricattatorio, ma è innegabile che farsi ricattare in questo modo sia un piacere. Tutti ottimi gli interpreti, anche i ragazzi.

Caesars 16/11/07 13:09 - 2690 commenti

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Film ben fatto, ben recitato e ben diretto. Peccato che nel finale cada nella retorica più sfrenata, facendo perdere parecchi punti all'operazione. Un peccato perché per un'oretta si era respirata aria di buon cinema, poi sostituita da odore di "ruffianeria". Weir è sempre un signor regista, ma la cura hollywoodiana non gli ha fatto molto bene: sono lontani i tempi di Picnic ad Hanging Rock o de Gli anni spezzati.

Stubby 14/11/07 22:33 - 1147 commenti

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Carpe diem, cogli l'attimo. Un film particolare che fa leva sui nostri sentimenti. Abbiamo la figura del professore interpretato da Williams che si fa amare dai propri studenti per quel suo modo particolare di insegnare, di vivere la vita intensamente. Visto anche ai tempi delle scuole superiori, L'attimo fuggente ha un messaggio certamente positivo al quale associa la capacità di commuoverci e di emozionarci.

Fabbiu 30/11/07 18:00 - 1932 commenti

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Un film sicuramente ben diretto e sceneggiato. E R. Williams è perfetto nel suo ruolo. Il soggetto, se pur non originalissimo, è piuttosto ben architettato. Quel dosaggio di moralità (a volte troppa) l'ha fatto diventare il film da cineforum delle scuole superiori, tipicamente gestito da qualche prof di religione. Omaggi e insegnamenti sulla vita ce ne sono in abbondanza, per non parlare di sentimentalismo vario. Forse se la rappresentazione goliardica avesse avuto un peso maggiore rispetto alle scene commoventi, sarebbe parso meno commerciale.

Puppigallo 18/01/08 10:00 - 4508 commenti

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Una magistrale prova di attori (dai docenti, su tutti naturalmente Robin Williams, agli studenti). Il film scorre senza intoppi, perché sono le parole a fare da potente lubrificante per la pellicola. Quello che si vive è un vero e proprio dramma, poiché quando è lo stesso genitore a non capire e a tarpare le ali al proprio figlio, qualcuno, come accade, può sentirsi in un vicolo cieco e da lì rischia di prendere drastiche decisioni. Da sottolineare alcuni scambi Williams-studenti, ma anche Williams-professori (lui è un pericoloso liberamenti). Davvero notevole.
MEMORABILE: L'agghiacciante scambio verbale tra il ragazzo, che vuole recitare, e l'ottuso e chiuso padre padrone.

Gugly 29/03/08 18:59 - 1015 commenti

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Film ambientato negli Anni Cinquanta, eppure sembra il Medioevo (c'è anche il latino); d'improvviso arriva il prof che tutti vorremmo avere, ma... il messaggio è valido e Robin Williams è bravo, ma non funziona nell'ultima parte, troppo melò; e l'unico studente che si ribella sparisce. Rimane la voglia di libertà, ma l'omaggio alla poesia (solo l'anima nutrita può ribellarsi) rimane un po' in sordina. Merita la visione, poi però tutti a gustare le poesie che più ci piacciono, di qualunque tipo esse siano.

Supervigno 31/03/08 18:56 - 229 commenti

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Questo è il classico film che dovrebbe essere visto da adolescenti e poi mai più. Per conservare intatte le sensazioni forti, la commozione, l'esaltazione e la speranza che esistano, da qualche parte nel mondo, insegnanti capaci di farti vedere la vita da un diverso punto di vista e di insegnarti a vivere liberamente. Poi capita di crescere, di rivedere il film in televisione e di trovarlo inevitabilmente un po' retorico e sopra le righe, creato ad arte per commuovere. Grandi attori, comunque, e grandissima fotografia.

Cangaceiro 31/08/08 13:41 - 982 commenti

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Un film che riesce a creare una bellissima atmosfera, molto particolare, in grado di accalappiare lo spettatore. Il merito è da assegnare ad una buonissima sceneggiatura, a una regia pulita e alla prova da applausi di Williams che con questo personaggio diventa praticamente il più famoso e amato insegnante della storia del cinema. Si spinge troppo il pedale del melodrammatico sul finale ma questo tipo di conclusione dalla lacrima facile era a conti fatti inevitabile e adatta.
MEMORABILE: Non sento più strappi!

Deepred89 20/10/08 22:59 - 3282 commenti

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Tipico film "per scuole", ruffianissimo ma complessivamente buono, ben diretto e ben fotografato (c'è pure qualche rimando al gotico), nonostante un eccessivo compiacimento nella parte melodrammatica. C'è da dire, comunque, che nelle scene dove non compare Robin Williams il livello (anche se non troppo) cala. Anche i giovani attori non sono comunque male.

Ciavazzaro 22/10/08 14:19 - 4762 commenti

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Insomma. Non mi è mai piaciuta molto questa pellicola e alle successive visioni il mio giudizio non è cambiato. Ammirato da una intera generazione (non solo degli Anni Ottanta), a mio avviso non trasmette nulla (anche se ci prova). Pollice verso, a mio avviso.

Pigro 6/12/08 10:39 - 7779 commenti

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Professore anticonformista insegna ai suoi allievi un modo diverso di confrontarsi con la poesia e con la vita. Questo film dimostra che anche la retorica, quando è ben diretta, può essere un valore aggiunto, perfino quando diventa lacrimosa. La storia di un incontro straordinario con un uomo che sa riempire delle domande giuste la sete degli adolescenti è raccontata con eccellente efficacia, anche grazie a un ottimo protagonista e a bravissimi ragazzi ben guidati. Una bella favola che nasconde una grande verità. Il finale è ormai nel mito.

Cotola 14/06/09 23:27 - 7513 commenti

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Classico film su cui il giudizio si modifica col passare del tempo: quando lo vidi da ragazzino mi entusiasmò moltissimo, mentre rivisto oggi appare un po' troppo retorico ma soprattutto "furbo". Si potrebbe disquisire a lungo sull'assunto di fondo della pellicola, ma quello che non può essere accettato è lo svilimento del "carpe diem" oraziano che resta a tutt'oggi uno dei pensieri più banalizzati e fraintesi (e il film contribuisce a ciò) del pensiero latino. Resta comunque un'opera più che dignitosa e la scena finale continua ad emozionare.

Rickblaine 13/06/09 09:50 - 635 commenti

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Un'opera che fa capire quanto la società si accanisca sulle regole, piuttosto che liberare la mente. Un film che trasmette quanto l'uomo debba usare la propria inventiva per fuggire da un mondo che si prospetta fatto di schemi e percorsi prestabiliti. I punti di vista sono diversi ed ognuno diventa protagonista. Il cast è ottimo a partire dai giovani ragazzi fino al professore. La regia è eccellente e la tecnica di Weir è notevole. Psicologico.
MEMORABILE: La scena del suicidio. Tecnicamente perfetta.

Enzus79 13/06/09 10:09 - 1797 commenti

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Uno dei migliori film di Peter Weir, sulla storia di un gruppo di ragazzi che crea "la setta dei poeti estinti" provocando l'ira dei professori di uno dei migliori licei degli Stati Uniti. Non è noioso e nemmeno lento, benchè la storia sia drammatica. Gli attori sono tutti bravissimi: su tutti Robin Williams.

Stefania 17/03/10 22:54 - 1600 commenti

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Dramma corale adolescenziale, ben costruito per emozionare soprattutto gli adolescenti, o gli adulti con sensi di colpa nei confronti degli adolescenti. Visto con occhio critico, appare predicatorio e finto: già un insegnante che vuol fare il mentore è come un padre che vuol fare l'amico: figura detestabile. Poi, questo Keating incita gli allievi alla libera espressione dell'individualità e della creatività... e quelli sono tanto creativi che lo imitano, scopiazzandogli l'idea della Dead poets' society! Ottimo spettacolo, banale proclama.

Capannelle 18/06/10 14:10 - 3719 commenti

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Film universalmente conosciuto con magari qualche segno di usura in caso di ripetute visioni (dovuto ad un eccesso di didascalismo) ma che propone comunque scene e spunti notevoli ed è caratterizzato da un grande cast, comandato da Williams alias prof. Keating e supportato da ottimi gregari. Aggiungetevi delle belle ambientazioni, il giusto tasso di malinconia anni 60 e dei semi di conflitto generazionale e culturale.

Greymouser 13/07/10 01:02 - 1458 commenti

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Ci sono affezionato, l'ho considerato un mito, mi sono commosso. Tutto questo però non mi condiziona a tal punto da non riconoscere i limiti del lavoro di Weir: insomma, un filo di retorica c'è; un po' di ruffianeria, un po' di semplicismo manicheo. Una favola che vuol essere realistica, ma resta - amaramente - un'utopia. E tuttavia è un'opera piena di passione e dedizione, ed ha meritato di segnare l'immaginario di qualche generazione.

Rambo90 26/08/10 16:52 - 6343 commenti

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Toccante dramma di Peter Weir che attraverso la passione per la poesia, il teatro e la letteratura vuole trasmettere la filosofia del carpe diem (cogliere appunto l'attimo fuggente). Ottima l'interpretazione di Williams, un vero gigante del cinema, ma anche di tutti ragazzi naturalissimi e simpatici (tra cui Ethan Hawke 19enne). Imperdibile.
MEMORABILE: Il finale.

Vstringer 6/10/10 23:09 - 349 commenti

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Senza tutta la sua ruffianeria verso il pubblico adolescente (chi non vorrebbe Keating come prof, la grotta dei Poeti estinti, la bionda irraggiungibile che poi irraggiungibile forse non è?) avrebbe avuto tutto quel successo? Probabilmente no. Malgrado ciò riesce a essere un film più che buono, a testimonianza soprattutto del grande talento registico di Weir. Al di là del messaggio positivo e anticonformista, rimangono soprattutto alcune scene di notevole impatto, che la bravura di Williams e dei ragazzi contribuiscono a fissare nella memoria.
MEMORABILE: La grama fine del saggio di Pritchard; l'ultima scena di Neil; il finale.

Pinhead80 14/11/10 14:07 - 3942 commenti

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Grandissimo fil di Peter Weir con uno straordinario Robin Willians nei panni di un professore dai metodi educativi innovativi, molto apprezzati dagli studenti ma poco dal resto dell'istituto. È un film che fa riflettere e che ci interroga sulle conseguenze che possono portare le nostre azioni, anche quando si pensa che esse siano fatte per il bene degli altri. Ti scava dentro.
MEMORABILE: Carpe diem.

Ishiwara 1/06/11 23:13 - 214 commenti

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Film epocale. Chi è stato adolescente in quell'ultimo scorcio degli anni ottanta non può non serbarne un buon ricordo. Ricordo che è certo più prezioso del film in sè. Williams gigioneggia senza alcun limite e la sceneggiatura punta troppo platealmente a commuovere. Troppo artificioso per essere coinvolgente? Forse no, lasciamogli il beneficio del dubbio. Il giovane Ethan Hawke farà strada, ma non era il migliore nel giovane cast. Una cornice d'oro sotto il sottilissimo strato superficiale è pur sempre in semplice legno... Da unica visione.
MEMORABILE: Il grafico sulla poesia; le foto nelle bacheche; i versi letti nel campo sportivo; i preparativi del suicidio; il finale (nonostante tutto).

Didda23 17/11/11 12:02 - 2287 commenti

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Peter Weir, nonostante qualche limite dovuto soprattutto all'uso della retorica, confeziona una pellicola tecnicamente inattaccabile: la regia molto concreta si mette al completo servizio dell'emozionante sceneggiatura, la prova del comparto attoriale è sentita e trasuda di pathos (soprattutto quella di Williams). Il finale è semplicemente straordinario. Inno alla vita, alla gioia e alla libertà. Imperdibile!

Piero68 7/12/11 09:49 - 2755 commenti

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Alcuni film passano alla storia per l'intensità di alcune recitazioni o semplicemente per alcune battute topiche. L'attimo fuggente è sicuramente uno di questi. Non è un capolavoro, anche se ha una sceneggiatura da Oscar. Quello che lo innalza sono l'interpretazione di Williams e i dialoghi strepitosi. Girato senza eccessivi sforzi economici, ha un cast stiraticcio che funziona ma non eccelle. Alcuni passaggi a vuoto ed un finale telefonato ne sviliscono ulteriormente il contenuto, come la troppa ruffianeria e la troppa retorica.

Nancy 13/12/11 02:21 - 774 commenti

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Discreto film a tematica spicciolo-filosofica di matrice oraziana in salsa adolescenziale che commuove fino ai vent'anni e poi stucca un tantino. Williams perfetto nei panni dell'anticonformista-per-forza Keating, anche gli interpreti più giovani sembrano azzeccati. Stilisticamente il film non ha pecche evidenti se non quella sua lettura, semplicistica, dell'impostazione scolastico-genitoriale contrapposta a quella giovanile. Buono comunque il finale, che dopo molte visioni riesce sempre, anche per abitudine, a strappare un sorriso o una lacrima.
MEMORABILE: "O capitano, mio capitano!"

Cloack 77 23/07/12 15:57 - 547 commenti

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Un film che ha in Robin Williams o (John Keating, impossibile dividere i due) un cuore probabilmente d'acciaio che i difetti insiti scalfiscono appena. Già, perché a volte Weir sembra perdere ritmo, soffermandosi troppo (anche inutilmente) su momenti di calma piatta (la prima riunione dei "Poeti Estinti") o su insegnamenti troppo "al di là", a volte incomprensibili ed ermeticamente teatrali. Certo invece compie il capolavoro nella scena finale.

Nando 24/07/12 23:50 - 3471 commenti

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La storia dell'insegnante anticonformista che con il dialogo e la retorica seduce, nel senso buono, gli studenti. Una narrazione asciutta pronta all'analisi e al coinvolgimento emotivo dello spettatore, ove si notano momenti commoventi frammisti ad altri più ragionati. Williams è monumentale nella sua interpretazione.

Mickes2 2/04/13 13:45 - 1668 commenti

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Inno al libero pensiero, nel credere nelle proprie virtù, liberarsi dalle costrizioni conformiste che la società e la famiglia ci impongono; accusa non troppo velata all’ottusità delle famiglie di vecchia concezione dove l’entusiasmo veniva represso per lasciar spazio a regole ferree. Tra tutti questi temi nobili, si intravede un’enfatizzazione melodrammatica e una retorica del messaggio che se da una parte conquista nei sentimenti, dall’altra allontana per la mano pesante con cui il meccanismo causa/effetto viene mostrato. Tuttavia, buon film.

Qpossum 25/11/13 23:01 - 37 commenti

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Un film senz'altro furbo, ma non si deve correre il rischio di sottovalutarlo solo per questo. Perché la sceneggiatura non sbaglia un colpo (mica è cosa facile) e Peter Weir dirige con mano capace un cast dove Williams giganteggia e i suoi ragazzi se la cavano (notevole anche il bravo Smith). I personaggi chiave sono parecchio stereotipati, ma non è per forza un difetto: è una scelta funzionale per una storia tutto sommato semplice ed evidentemente pensata per un pubblico adolescente. E il finale, checché se ne dica, funziona da Dio.

Almicione 29/11/13 20:49 - 765 commenti

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Un film che nel 1989 sconvolge meno di quanto avrebbe fatto qualche decennio prima. Giudicato troppo superficialmente alla prima visione, oggi lo valuto uno straordinario lavoro, nonostante una fotografia e una regia non certo eccelse; del resto la tecnica può anche essere messa in secondo piano davanti a un contenuto così ben strutturato: i temi qui affrontati difficilmente sono stati trattati con tale profondità senza cadere nel messaggio arido o banale. In realtà ho qualche dubbio sulla sua potenza didattica, ma comunque è un gran film.
MEMORABILE: Il momento in cui Todd viene a sapere della morte di Neil; Nel finale, gli studenti salutano il loro "capitano".

Redeyes 17/01/14 08:01 - 2141 commenti

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Pur derensposabilizzando la pellicola da strascichi pedagogico-didattici, resta comunque un'eccellente opera. Veemente la forza della giovinezza e dei sogni che decolla in ogni battuta, per certi versi uno step dopo Stand by me, un'aprirsi alle inclinazioni e una reprimenda contro i destini già da altrui costruiti. Williams in uno dei ruoli migliori della sua carriera non disturba col suo solito gigioneggiare e regala piccoli semi da coltivare. Il finale è un po' troppo drammatico e netto ma lo accettiamo.

Belfagor 12/08/14 16:26 - 2623 commenti

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Pur apprezzandone il versante tecnico e registico, non ne ho mai potuto digerire la morale: quella che inizialmente sembra una celebrazione della poesia e dell'autentico carpe diem si trasforma ben presto in un semplicistico e vacuo manifesto del ribelle "sempre e comunque". Ironicamente, lo schematismo finisce col soffocare le potenzialità della pellicola fino a farla impelagare nel melodramma. Peccato, anche perché Williams riesce a sostenere il ruolo e Weir ha sempre un certo stile. La profondità, però, sembra essere rimasta a Hanging Rock.

Paulaster 29/09/14 10:47 - 2773 commenti

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Sceneggiatura di formazione col pregio di far digerire a un giovane pubblico cultura, poesia e analisi di rigurgiti di ribellione. Weir vira sul classico dando ritmo e approfittando delle location esterne, con la scuola a esempio di castello di eroi anni cinquanta. Williams recita misurato con qualche licenza attoriale e cattura per l'empatia che crea con i ragazzi. Ottima interpretazione e ruolo di Hawke. Unica pecca qualche concessione sentimentale con un romanticismo da novellini. Finale come un totem.

Krack113 18/07/15 01:50 - 13 commenti

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Professore di lettere, anziché limitarsi a svolgere il suo lavoro si atteggia a guru-santone di una classe di ragazzini e inculca loro - mediante una bieca banalizzazione del carpe diem oraziano - un anticonformismo di facciata, dietro cui si celano irreggimentazione e fascismo. I suoi studenti sono dei piccoli balilla che inconsapevolmente abdicano a una autentica autodeterminazione in favore di una fuga pindarica dalla realtà offertagli su un piatto d'argento. Film ipocrita, disonesto, reazionario. Jean Vigo si rivolterà nella tomba.

Zio bacco 15/10/15 23:12 - 240 commenti

I gusti di Zio bacco

Notevole. Di assoluto livello la recitazione, con un ottimo Williams e ragazzi di sicuro avvenire. Il pezzo forte è nella sceneggiatura, cui non si poteva negare un sacrosanto Oscar. Weir ha una regia pulita, malgrado denoti un certo riferimento agli esordi. La gran pecca è nell'ossessivo uso del verbo oraziano che, estrapolato dal proprio contesto, finisce con l'accentuare inutilmente lo scontro fra i due poli intellettuali. Il finale, infatti, scade e il messaggio di fondo non è affatto elevato. Può piacere o meno, ma è un gran film.

Bruce 29/10/15 15:45 - 1004 commenti

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Grande film di Peter Weir, tragico e fortemente evocativo. Il passaggio dall'adolescenza alla maturità, l'amicizia, il rapporto con il padre, la bellezza assoluta della poesia e della letteratura, il messaggio fondamentale di vivere la propria vita voracemente e fino in fondo, in piena libertà e non in modo passivo... Questo e tanto altro ancora in una pellicola dominata dalla bravura di Robin Williams, nella parte del professore anticonformista che ogni studente sogna, da sempre, di poter avere.

Lou 31/10/15 00:27 - 954 commenti

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Un film che ha lasciato il segno come pochi altri ambientati nel mondo della scuola, grazie a un'ottima sceneggiatura e a un cast straordinario: non solo Robin Williams, che interpreta magistralmente il professore che tutti vorremmo aver avuto, ma anche tutto il gruppo di studenti costituito da molti futuri attori di successo. Memorabile soprattutto la prima parte, in cui il Keating conquista i suoi studenti scardinando l'approccio nozionistico del tempo per promuovere con metodi innovativi la passione autentica per la poesia.
MEMORABILE: "Due strade trovai nel bosco e io scelsi la meno battuta, ed è per questo che sono diverso".

Ultimo 2/11/15 09:53 - 1358 commenti

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Un bellissimo film di Peter Weir rappresentativo di tutta la bravura dell'indimenticabile Robin Williams, qui professore fuori dagli schemi che conquista i propri studenti con metodi ben diversi rispetto a quelli respirati nel college, insegnando a guardare le cose da "angolazioni diverse" (Robin dixit). Segnalo, tra le altre, un'ottima prova di Leonard e la presenza del grande Norman Lloyd. Una lezione di vita per tutte le generazioni. Grande cinema!
MEMORABILE: Carpe diem.

Giacomovie 11/11/15 13:24 - 1346 commenti

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Intenso ed educativo, fa guardare l'approccio alla vita da un'altra angolazione. Dà uno schiaffo alle convenzioni, ai genitori convinti che devono guidare passo passo la vita dei figli per il “loro bene”, a chi è ancora radicato nei pilastri della “tradizione”, dell’”onore”, della “disciplina” e dell’”eccellenza”. Un grande film semplice e diretto, che va valutato per quello che trasmette. Fornisce linfa vitale con la sua filosofia elementare ma appropriata del cogliere l’attimo e con una poetica che fa assaporare un’aria nuova e rigenerante.

Parsifal68 18/03/16 09:51 - 607 commenti

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In un college ultra conservatore, un professore dalle idee innovatrici cerca di scuotere le menti degli studenti insegnandogli a pensare autonomamente e a seguire i propri sogni. Peter Weir si conferma regista di gran talento realizzando uno dei migliori film del decennio con una sceneggiatura un po' furba ma di gran presa. Williams è ovviamente istrionico e carismatico ma la scena è ben calcata anche dai giovani attori che impersonano i ragazzi. Da vedere.
MEMORABILE: Il discorso iniziale del "carpe diem"; "O capitano, mio capitano!"; Il coinvolgente finale.

Gordon 24/12/16 14:29 - 169 commenti

I gusti di Gordon

Film profondo sul tema dell'adolescenza e della scuola che ha come attore principale un grandissimo Robin Williams perfettamente calato nel ruolo di un professore saggio e rivoluzionario, che vuole rendere i suoi studenti dei liberi pensatori. La morale del film potrebbe sembrare ruffiana ma è in realtà un omaggio alla vita vera, non quella decisa per gli studenti da professori e genitori. Il cast, seppur non stellare, regge bene e la regia di Weir è solida (anche se a volte cade nel sentimentalismo). Finale struggente ma perfetto. Da vedere.
MEMORABILE: La poesia spiegata come un problema di geometria; Il discorso iniziale di Keating ai ragazzi; La scena finale.

Daniela 3/07/17 11:01 - 9374 commenti

I gusti di Daniela

E'davvero un bravo maestro di vita quello interpretato dallo strabordante Williams? Certo il suo invito a guardare le cose da una diversa angolazione suona rivoluzionario rispetto al conformismo imperante, ma vi sono intrecciate poetica banalità, retorica giovanilistica, individualismo elitario. Quando uno dei ragazzi protagonisti si trova ad affrontare una situazione difficile, non è forse responsabilità anche di tale insegnamento se, invece di affrontarla parlandone con i compagni, prende in solitudine la più tragica delle decisioni? Film certo ben fatto, ma eticamente discutibile.

Pessoa 5/07/17 23:19 - 1156 commenti

I gusti di Pessoa

Tipico prodotto hollywoodiano sbancabotteghino che vellica le ormai sopite fantasie letterarie del middle-class-hero americano. Le emozioni dello spettatore sono programmate a tavolino dal succedersi degli eventi e da una sceneggiatura piuttosto ruffiana che tende spesso al patetico. Buona prova di Williams e dei suoi giovani allievi, che ci mettono molta buona volontà. La regia di Weir garantisce qualità e qualche momento godibile, specie nelle citazioni letterarie. Discreto, anche se la mia idea di cinema d'autore è leggermente diversa...
MEMORABILE: Nuanda che spaccia per sua una poesia di Shakespeare per far colpo´su una ragazza; Il finale.

Jdelarge 23/08/18 14:43 - 871 commenti

I gusti di Jdelarge

Film che riesce a emozionare per il messaggio semplice e diretto, con un cast capitanato da un ottimo Robin Williams che recita con estrema naturalezza. Il problema, però, sta nella retorica, che si cela sorniona dietro ogni battuta e dietro quasi tutti i personaggi, i quali sembrano fatti con lo stampino. Per molti aspetti prevedibile e privo di una vera anima cinematografica. Resta, comunque, un film godibile.

Minitina80 19/10/18 08:33 - 2336 commenti

I gusti di Minitina80

Un buon esempio di film di formazione, ben interpretato e ricco di spunti da cui trarre ispirazione per sé stessi e gli altri. Mentore è un eccellente Robin Williams, insegnante di un gruppo di ragazzi a cui aprirà le porte del proprio animo, insegnando loro a cercare e perseguire ciò per cui sono vocati. Riesce a essere coinvolgente in ogni momento, a commuovere a più riprese, lasciando impresso un buon ricordo nella memoria, anche per quei picchi di malinconia a cui arriva. Poche imperfezioni mascherate da un insieme che funziona.
MEMORABILE: Il finale.

Ryo 13/04/20 20:45 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

Dotato di classe e stile, sobrio, ben recitato e magnificamente girato. Il film è così serio nei suoi messaggi da portare la trama a risvolti inaspettati. La conformità uccide letteralmente, sia fisicamente che spiritualmente. Non puoi misurare il valore oggettivo dell'arte ma solo ciò che quell'arte significa per te personalmente. È un dramma divertente e coinvolgente, ma non riesce a commuovere. Williams è eccellente come sempre e "Dead Poets Society" rimane un film davvero notevole.
MEMORABILE: "Oh capitano, mio capitano!".

Camibella 18/05/20 10:04 - 132 commenti

I gusti di Camibella

In un college americano un professore di letteratura, scardinando le rigide regole dell'istituto, inculca ai suoi studenti la necessità di pensare autonomamente e vivere ogni giorno all'insegna del carpe diem. Peter Weir si conferma regista capace di emozionare in un film dove la bravura dell'istrionico Williams e dei giovani attori, quasi tutti esordienti, riesce a non scadere nel ridicolo pietismo, complice una sceneggiatura perfetta. Il finale è uno dei migliori della storia del cinema.
MEMORABILE: O capitano, mio capitano!
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 14/08/14 15:50
    Consigliere - 13805 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Alla fine Neapolis, l'idea di chi non Per esperienza personale ti dico che qualche attore che pensavo fosse simpatico anche nella vita reale si è rivelato uno stronzo al cubo e viceversa.

    Verissimo!
    I miei ex-colleghi che lavoravano a Venezia durante il festival mi hanno fatto esempi illuminanti.
    Da antologia (del male) l'attrice italiana alla quale, se le si rivolgeva la parola, rispondeva solo in francese, lasciando tutti allibiti.
    Ultima modifica: 14/08/14 16:46 da B. Legnani
  • Discussione Neapolis • 14/08/14 16:42
    Fotocopista - 2040 interventi
    @Didda23 @Samuel1979 E' abbastanza ricorrente che genio e sregolatezza spesso si accompagnano e possiamo anche dire che i più grandi artisti abbiano avuto quasi tutti una vita sregolata. Epperò puoi prendere quel che vuoi se poi non hai talento non vai certamente da nessuna parte. Però leggendo adesso la sua biografia, che non conoscevo, compreso il gesto finale ne viene fuori un personaggio che mai avrei immaginato in base alle sue interpretazioni. Faccio un esempio calcistico che è una considerazione del tutto personale: io credevo che Robin fosse più un Roberto Baggio ed invece era un Maradona
  • Discussione Galbo • 14/08/14 17:02
    Gran Burattinaio - 3752 interventi
    La cosa migliore è continuare a godere delle grandi interpretazioni di artisti come Williams, sospendendo il giudizio (che peraltro non siamo certo titolati a dare per una serie di ragioni) sulla loro vita privata che tale deve rimanere. Questo "chiacchericcio" sulla causa di morte di questo o di quell'attore è fastidioso; si invade la privacy di persone che dovrebbero essere giudicate per il loro valore professionale. Che questa o quell'attrice sia più o meno simpatica non me ne può importare di meno, se mai sarà un problema dei suoi amici e familiari.
    Inoltre non credo che assumere sostanze stupefacenti faccia di una schiappa un grande artista, altrimenti ne saremmo pieni.
    Ho sempre apprezzato Williams come grandissimo talento che mi ha accompagnato per ragioni anagrafiche per gran parte della mia vita. Mai l'ho considerato un comico perché la malinconia, magari sottile, ha sempre permeato tutte le sue interpretazioni.
    Ultima modifica: 15/08/14 07:02 da Galbo
  • Discussione Buiomega71 • 14/08/14 19:39
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    La cosa migliore è continuare a godere delle grandi interpretazioni di artisti come Williams, sospendendo il giudizio (che peraltro non siamo certo titolati a dare per una serie di ragioni) sulla loro vita privata che tale deve rimanere. Questo "chiacchericcio" sulla causa di morte di questo o di quell'attore è fastidioso; si invade la privacy di persone che dovrebbero essere giudicate per il loro valore professionale. Che questa o quell'attrice sia più o meno simpatica non me ne può importare di mano, se mai sarà un problema dei suoi amici e familiari.
    Inoltre non credo che assumere sostanze stupefacenti faccia di una schiappa un grande artista, altrimenti ne saremmo pieni.
    Ho sempre apprezzato Williams come grandissimo talento che mi ha accompagnato per ragioni anagrafiche per gran parte della mia vita. Mai l'ho considerato un comico perché la malinconia, magari sottile, ha sempre permeato tutte le sue interpretazioni.


    Quoto in toto il bel pensiero di Galbo
  • Discussione Raremirko • 14/08/14 22:22
    Addetto riparazione hardware - 3474 interventi
    Dispiace molto e sinceramente sia per l'artista, sia per l'uomo.
  • Discussione Mco • 14/08/14 22:37
    Scrivano - 9681 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    La cosa migliore è continuare a godere delle grandi interpretazioni di artisti come Williams, sospendendo il giudizio (che peraltro non siamo certo titolati a dare per una serie di ragioni) sulla loro vita privata che tale deve rimanere. Questo "chiacchericcio" sulla causa di morte di questo o di quell'attore è fastidioso; si invade la privacy di persone che dovrebbero essere giudicate per il loro valore professionale. Che questa o quell'attrice sia più o meno simpatica non me ne può importare di mano, se mai sarà un problema dei suoi amici e familiari.
    Inoltre non credo che assumere sostanze stupefacenti faccia di una schiappa un grande artista, altrimenti ne saremmo pieni.
    Ho sempre apprezzato Williams come grandissimo talento che mi ha accompagnato per ragioni anagrafiche per gran parte della mia vita. Mai l'ho considerato un comico perché la malinconia, magari sottile, ha sempre permeato tutte le sue interpretazioni.


    Non avrei potuto trovare parole migliori per esprimere il mio punto di vista, eccellente Galbo.
  • Curiosità Zender • 11/02/15 08:21
    Consigliere - 43497 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Discussione Daniela • 3/07/17 11:12
    Consigliere massimo - 5121 interventi
    Cotola, scrivi nel tuo commento:
    "Classico film su cui il giudizio si modifica col passare del tempo".
    Avrei potuto usare le identiche parole per il mio, se avessi avuto a disposizione ancora un poco di spazio: ai tempi lontani della prima visione, a poca distanza dall'uscita del film, il giudizio sarebbe stato assai lusinghiero, tre pallini e mezzo minimo.
    Rivisto ieri sera, mi ha deluso e ho anzi trovato alcuni passaggi quasi fastidiosi.
    "Colpa" di un film sopravvalutato o dell'avanzare dell'età che spoglia certi messaggi del loro fascino? Bah!
    Ultima modifica: 3/07/17 12:36 da Daniela
  • Discussione Il Dandi • 3/07/17 11:52
    Contratto a progetto - 1433 interventi
    Daniela ebbe a dire:

    "Colpa" di un film sopravvalutato o dell'avanzare dell'età che spoglia certo messaggi del loro fascino? Bah!


    Bella domanda! Anche se non l'ho mai commentato condivido il ridimensionamento di giudizio nei confronti di questa pellicola (che mi sembra pure un sentimento abbastanza diffuso e non solo nostro).

    Secondo me a una certa pesa pure il giudizio retroattivo: quando un film acquisisce un tale successo da ingenerare una serie di "brutte copie" sia nel cinema che nella realtà, si tende ad imputargliene la responsabilità.

    Cito e sottoscrivo la chiosa de Il gobbo "Da allora quando sentiamo "carpe diem" mettiamo mano al revolver".
  • Discussione Daniela • 3/07/17 13:07
    Consigliere massimo - 5121 interventi
    Hai ragione Dandi: quando un film ha molto successo, il rischio inflazionistico è sempre presente e in questo caso il "carpe diem" costituisce un esempio da manuale.

    Però credo che questo non accada per tutti i film entrati nella storia del cinema come è avvenuto per L'attimo fuggente.
    Ce ne sono tanti che, pur all'ennesima visione, non perdono un gramma del loro fascino oppure continuano ad emozionare come la prima volta.
    Altri esempi da manuale: quando vedo La vita è meravigliosa di Capra ci scappa la lacrimuccia, oppure soffro di vertigini insieme al protagonista della Donna che visse due volte o mi sorprendo ai colpi di scena di Old Boy, solo per citare alcuni dei film visti tante di quelle volte che ormai saprei raccontarli a memoria sequenza per sequenza.

    L'eccesso retorico che mi ha dato tanto fastidio durante la re-visione dell'Attimo fuggente è probabilmente connaturato al film di Weir - uso il termine "probabilmente" come sempre quanto mi accade di cambiare in modo sostanziale il parere su un film.
    In questi casi, invero piuttosto rari, mi viene appunto da chiedermi se è il film ad essere invecchiato male o semplicemente sono io diventata più vecchia - il che non implica necessariamente una maggiore saggezza ma certo un carico maggiore di delusioni, di dubbi, anche di scetticismo.
    Ultima modifica: 3/07/17 13:08 da Daniela